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Poche Chiacchiere: W l'Inferno!

W l'Inferno!

L’uomo che senza imbarazzi
spara sempre insulti e lazzi
sulla vil opposizione
sembra proprio nel pallone

e ogni dì alza la posta.
Prima con gran faccia tosta
dà lezioni di morale.
Lui ch’è il recordman mondiale

per le fughe dai processi,
ch’è arrivato ai suoi successi
grazie a soldi misteriosi,
che ha ospitato dei mafiosi

nella splendida magione,
che ha un amico, il Cesarone,
corruttor di magistrati.
Lui che fu tra i tesserati

della Loggia di tal Gelli,
lui che vive coi fratelli
di grembiul come Cicchitto,
lui che fu pluriprescritto

grazie a leggi fai da te,
lui che ha scelto un suo lacché
a ministro alla Giustizia.
Lui che degna d’amicizia

ed ha come braccio destro
chi con gente da capestro
ebbe un sodalizio strano,
tal Dell’Utri, il siciliano.

Lui che pér essere ammodo
ha commissionato un lodo
su misura ad Angelino
e all’inizio del cammino

chiese il salvaladri a Biondi
per gli amici inverecondi
destinati alle prigioni.
Questo è l’uom che dà lezioni

a quei pirla del Pd
dall’Abruzzo, proprio lì
dove Chiodi ha candidato,
a giudizio rinviato

per problemi di monnezza,
un che ha avuto l’acutezza
d’invocar dagli elettori
voti in cambio di lavori.

Non si ferma qui il caimano:
perché al Tempio di Adriano,
presentando il libro che
scribacchiato ha il suo lacché

che con deferenza accorta
fa il notaio a Porta a porta,
fu sentito dir così
a riguardo del Pd:

“Non dialògherò giammai
coi marxisti parolai
che a me, l’Unto del Signore,
sempre dan del dittatore

e dell’uom senza morale…
La sinistra è sempre eguale!”
Agli osanna degli astanti
Berlusconi è andato avanti:

“Questo libro è un po’ dantesco
e nel leggerlo riesco,
con il mio sentir paterno,
a vederci sia l’Inferno,

rosso assai com’è notorio
che il mondante Purgatorio.
Ma, anzitutto, il Paradiso
che con me, nel centro assiso,

all’Italia donerà
ciò che il Paradiso dà:
ogni tipo di delizia,
libertà, soldi, giustizia!

Paradiso è il mio govetno
con a capo il Silvioeterno!”
Sarà, ma a una prima occhiata
abbiam visto una sfilata

che non ci convince tanto:
c’è Gasparri con accanto
Calderoli e Giovanardi.
Poi, se ancora meglio guardi,

vedi Alfano e Matteoli.
Se con Mara ti consoli
poi Scajola ti tormenta
e La Russa ti spaventa.

Ed al posto del Signore
vedi, ahimé, un alligatore
su un ripetitore assiso.
E sarebbe il Paradiso?

No, qui i casi sono due:
o son sol bugie le sue,
e non è una novità
come tutto il mondo sa

o è bugiardo il Padreterno
che di noi si è preso scherno.
Sol pensarlo è già peccato!
Il bugiardo è individuato…
Vignetta di Frator

Inserito il 13/12/2008 da Carlo Cornaglia | ci sono 7 commenti

A voi la parola

La bugia è una cosa seria,
porca miseria,
lo diceva il buon Totò
e non era uno sfottò.


Bisogna essere allenati
per non passare da sfigati
e raggiungere la perfezione
senza sembrare un minchione.


Un sorriso sempre pronto
che va bene per ogni incontro
una mano sempre tesa
nonostante l’oleosa presa.


Mi consenta,
è un motto assai gentile
poco importa se è servile
tanto viene usato per l’ovile.


Palazzinaro imprenditore
cavaliere con poco onore
ma inizia la scalata
che ancor non si è fermata.


Al trapasso di Bettino
per non passare da cretino
si mette alla testa di una cordata
alquanto malfamata.


Presidente operaio,
ha fatto il calzolaio,
per infilare l’Italia in una scarpa
e così le ali lui le tarpa.


Per giustificare la sua azione,
scrive un libro sulla costrizione,
il comunismo è la ragione di ogni male
e bisogna gettarlo dalle scale.


Intanto lui va a destra
e nessuno lo contesta
tanto meno i socialisti
che diventano suoi fideisti.


E che dire della Lega
che prima lo sega
e poi lo mette sugli allori
per paura di essere fatta fuori.


Poi i figli di Almirante,
per uscire dalle fosse,
seduta stante,
seguono quel carro delirante.


Il Governo è presto fatto
ed è un autentico misfatto
e sull’Italia sovrana
adesso grava una frana.


C’è chi piange in continuazione
e si da del coglione
per non aver provveduto in tempo
a fermare questo scempio.


Ma la cosa non è finita
qui bisogna fare i conti
con una debole opposizione
che non s’aggrappa alla Costituzione.


Adesso è la carta costituzionale
la ragione di ogni male
e così il buon Sovrano
la modifica per essere ancor più sano.


Non gli sono bastati i lodi
ora bisogna sciogliere i nodi
delle leggi fondamentali
e renderle a suo piacere strumentali.


Per compiere la sua missione
scriverà un libro sull’illusione
dell’inefficienza della democrazia
e della giustezza dell’autarchia.


Al buon Pinocchio
gli ha fatto il malocchio
adesso è lui il re della menzogna
e guai a chi dice che è una vergogna.


Dittatori si nasce direbbe oggi Totò
e anche questo non è sfottò
ma la dura realtà
detta in tutta onestà.


Stame bin, Carlin

scritto da Frator · 13 dicembre 2008, 12:39 · #

Una piccola osservazione: mi consenta “sembra” gentile, ma non lo è. Transitivo e intransitivo, viene da cum e sentire,sentire con te e di conseguenza condividere e dunque permettere,consentire. Un bel giro. ed è tipico di chi non sente con te, ma pretende che tu senta con lui, e dissentendo lo fa, come dire, col tuo permesso, quasi che ogni affermazione fosse un dictat, come è tipico in una dittatura, e il civile dibattito fosse un peccato, una trasgressione della quale bisogna scusarsi.E’ un falso congiuntivo, che in effetti è un imperativo, e non a caso veniva usato dl povero Nanni Loy prima di bere i cappuccini altrui sotto gli occhi sbalorditi dei proprietari. Ecco che involotariamente ho trovato la definizione perfetta del “mi consenta”: la formula di rito per bere i cappuccini altrui.

scritto da Leila Mascano · 14 dicembre 2008, 09:21 · #

Che penzo te lo dico in allegria
Cor prediletto e antico schema in rima
de quei campioni de cialtroneria
corpiti dar delirio de autostima.
.
Faccio ricorso a ‘na frase non mia:
“Io scergo il paradiso per il clima,
l’inferno invece ppè la compagnia”.
Lo disse Twain, lui sì che era ‘na cima.
.
Probabirmente Mark c’aveva a noia
sia l’angeli che i santi, preferendo
un peccatore ad un reverendo.
.
Io c’ho er terore de tirà le cuoia
e ritrovamme tra le nuvolette
co’ ssilvio che racconta barzellette.

scritto da velio laga · 15 dicembre 2008, 14:47 · #

c’eravamo tutti sbagliati, guardate qui…
http://aforismi.studenti.it/aforisma.htm?id=21d0

scritto da maurizio · 16 dicembre 2008, 11:27 · #

Ferma restanno in Oscar la mia stima
‘sto detto sull’inferno e er paradiso
è propio de Mark Twain che, per inciso,
venne alla luce quattro lustri prima.
.
Però chissà, in questi tempi in cui
du cose farse battono una vera,
magari a Porta a Porta, questa ssera
Sirvio ce dice che l’ha scritta lui,
.
coi suoi lecchini, stesi sui divani,
a regge er gioco e batteje le mani.

scritto da velio laga · 16 dicembre 2008, 15:21 · #

Mandatemi pure all’Inferno


Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
‘ché la diritta via era smarrita.


Ma aveva il GPS la vettura
e mé ne venni fuori senza affanno.
Fu lì che cominciò la mia ventura


perché volle il buon Dio che un qualche danno
venisse al mio Tom Tom satellitare.
Oppure fu del diavolo un inganno?


La luce m’inondò crepuscolare,
la musica virò sul celestiale:
nell’aere parve a me di fluttuare.


Fu allor che la intravidi, virginale,
corròborante al pàr di caoda bagna,
svolazzo come d’angelo con l’ale:


o bella o dolce o cara, la Carfagna!


“Beatrice ti sarò – e mi die’ la mano,
in questo paradiso di cuccagna.


Ti guìdero in un regno sovrumano
di belli, ricchi, giovani e potenti,
di superman che adorano un Dio-Nano.


Tu lì vedrai svegliarsi già contenti
al canto di Apicella, il nostro aedo;
sorrìderan mostrando tutti i denti


pregando “Silvio nòstro, in te io credo!”.
Poi, tùtti in sintonia su Mediaset
con ì cervelli spenti a far da arredo.


Il video esonda ancora culi e tet
ma il sesso in chiave angelica rilassa.
La sera, senza grappa ne fernet,


per digerire introiti la melassa
d’un quàlche format délla De Filippi.
E l’ìntestino ride e se la spassa.


Gelmini, come Càlzelunghe Pippi,
rincorre col retino la riforma,
sballata quale un tempo solo gl’hippy.


Brunetta, pur se a volte par che dorma,
è proprio come un angelo custode:
dei fànnulloni pàscola la torma.


C’e Càlderoli ché, novello Erode,
non trucida gli infanti, ma le leggi
e più se le tagliuzza e più ne gode.


La Russa ha rotto indugi e pure ormeggi,
veleggia nel suo Risiko mediatico
sfruttando che un ministro ancor non beggi.


Tremonti è diventato simpatico,
lo vedi, gioca còl pallottoliere
e fa castelli con lo stallatico.


Ancora tanti altri puoi vedere
nel Pàradiso délla Libertà:
son tante belle facce di sedere


con nomi prestigiosi a volontà:
c’è Fede, c’é Ferrara, c’è Sacconi,
c’è Previti, Dell’Utri e Alì Babà;


la védi suona il sàx Bobo Maroni
e Bondi fa la calza con Belpietro
e Vespa senza troppe esitazioni


al Sire porge tiepido il didietro,
nel mentre gli dipana per zerbino
la lingua ch’egli ha lunga più d’un metro”.


La mia Beatrice strizza l’occhiolino;
poi dice con sussiego in pompa magna:
“Benché tu valga men d’un pedalino


io ché son la ministra, la Carfagna,
t’ invito in nome del mio Padre Eterno
a stare in questo Eden di cuccagna”.


Le dico con un peto postmoderno:
“Hai fatto l’uovo fuor dalla cavagna:
se questo è il Paradiso … vò all’Inferno!”

scritto da Gregna Pola · 17 dicembre 2008, 19:06 · #

Inferno purgatorio o paradiso
il mondo degli “eletti” è un macello
non riconosci più guardando in viso
chi sia pulito, onesto e pure bello!
Han tutti una gran faccia da furboni
e tiran l’acqua sempre al lor mulino!
Non gliene ferga nulla d’esser buoni
e di trattare il mondo da cretino.
Io non gli voglio dare alcun ritrovo,
nè paradiso o inferno vanno bene,
io li vorrei inviare in un sol luogo
dove possan soffrire ben le pene.
La destra nelle man dei comunisti,
Sinistra nelle fauci dei fascisti
E quelli che non sanno cosa sono
al popolo ne faccio un solo dono
così che possan farne dei pitali
l’unica cosa di cui siano uguali!

scritto da Anna Gengaro · 20 dicembre 2008, 18:33 · #

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