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Poche Chiacchiere: Chiara Valerio

invenzione e rincorsa

Taci Bjorn, che le parole disfano la notte
A me questi discorsi non importano. Ormai mi trovo a dover semplicemente riporre gli spartiti su qualche scaffale sgombro di quelli appena costruiti. Lo so che è scorretto, che crea disordine, doppie file, incongruenze sempre più vistose. Ma è inevitabile, e in realtà non cambia nulla. Del resto l’importante è che io lo ricordi. Non c’è altro sistema per tenere sotto controllo l’Archivio. Al centro de La croce Honninfjiord c’è un incastro. Ben congegnato, ingranato, pieno di echi, di rimandi e di persone. Il due fili che reggono pioli distanti decenni...

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Inserito il 9.03.08 da Chiara Valerio | ci sono 3 commenti

L’orlo del sari

I racconti di Anita Desai odorano di nostalgia. Impolverano le mani di occasioni mancate e paludano la testa di un velo di inquietudine dolorosa. E immutabilità Uno per uno. E ognuno diversamente dall’altro. Soli e magnetici pure in questo. Come se non ci fosse un sentimento di abbandono rinascita stupore e noia minimo multiplo comune a tutti. Nessun filo rosso e nessuna consolazione. Raccontano di personaggi esuli a se stessi. A una terra a una classe sociale a una natura e a qualsiasi cambiamento. Refrattari. Sono racconti conservatori perché esigono riflessione. Quiete. Se la rivoluzione c’è stata è passata, dimenticata e,...

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Inserito il 2.01.08 da Chiara Valerio | c'è 1 commento

Nothombofilia #2

1. Le inquietudini sotto i quaranta
Plectrude si ripromise di tenere a mente la seguente legge: l’amore, il rimpianto, il desiderio, l’infatuazione, quelle sciocchezze erano malattie segrete dei corpi al di sopra dei quaranta chili. Amélie Nothomb ha scritto un altro libro. Dizionario dei nomi propri. Che in francese porta un titolo che è pure un belletto. Robert de non propres. Perchè Robert nel Romanzo sarà nome scelta e memento così come Plectrude è ipotesi auspicio e inquieto diabolico bagliore negli occhi. Quando il romanzo comincia la protagonista ancora non è nata. Ma le idee delle cose seminano...

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Inserito il 18.10.07 da Chiara Valerio | ci sono 5 commenti

tanizaki [shot glasses]

1.
Solo la penombra permette di ammirare la beltà di una lacca. Benché oggi se ne fabbrichino anche di bianche, i colori tradizionali delle lacche restano il nero, il marrone e il rosso. Si direbbero tinte per accumulo, ottenute sovrapponendo vari strati di oscurità, quasi per materializzare le tenebre circostanti. Per condividere con un terzo qualcosa del tema che percorre le pagine di questo “libretto” sarebbe necessario perdersi nei concetti di sottrazione e addizione culturalmente legati alle questioni di luce e ombra. Dove tema è da intendersi nel senso musicale e nel verso di qualcosa che ritorna meticcio per tutta la...

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Inserito il 18.09.07 da Chiara Valerio | c'è 1 commento

Nothombofilia #1

Mi tappai le orecchie con palpebre immaginarie
Credo che dipenda dal mio lato Eugénie Grandet: le mie illusioni sono per me tutto l’oro del mondo. Epiphane è un uomo di una bruttezza inenarrabile e confrontabile per parossismo e in opposizione solo con l’ineguagliabile bellezza di Ethel. È intelligente e colto, ha gusti raffinati e cerca un lavoro. Se non fosse così brutto lo avrebbe pure già trovato ma se lo avesse trovato non avrebbe incontrato Ethel che non lo guarda con disgusto e nemmeno con disapprovazione e potrebbe giacché Epiphane, l’uomo che somiglia a un orecchio, deturpa il panorama. La storia...

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Inserito il 24.08.07 da Chiara Valerio | ci sono 2 commenti

la provincia e la città scritture di centro e di confine

Eccolo il mitico Nordest…
Certo che le donne sono strane. Noi vorremmo che restassero identiche al primo giorno che le abbiamo conosciute, mentre loro non fanno che passare la vita a cercare di cambiarti. Marco Berengo lavora al petrolchimico di Porto Marghera ha l’occhio acuto di chi riesce a fare ipotesi sulle persone intorno guardando appena le scarpe, vive da solo e scribacchia. Non si prende sul serio e nemmeno si sottovaluta, fintamente scanzonato cammina, nella giusta misura dell’amore di sé, comodo nella camicia a quadri piccoli piccoli buona per ogni occasione. Juliette lo ha lasciato, Marco...

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Inserito il 11.04.07 da Chiara Valerio | ci sono 6 commenti

(H)umor nero delle signore bene...

Io non ho mai pensato di aprire un blog. Perché ci vuole costanza per parlare di sé. Giorno dopo giorno e scrivere e formalizzare umori e sensazioni. Non ci ho mai pensato perché odio gli spazi chiusi e con me dentro. A qualsiasi ora del giorno. Perciò ho sempre avuto molti libri e mi piacerebbe che questo fosse un posto dove si parla di libri. Per dare aria e perché leggere è un altro modo di dire di sé. Leggere è un blog.

Il cerone e una idea
Ecco, mi accosto, te lo sussurro all’orecchio: ti ho amato alla follia. E quando l’amore si è polverizzato, è rimasta la follia. Di Missy P. tutti possono...

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Inserito il 26.02.07 da Chiara Valerio | ci sono 7 commenti