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Poche Chiacchiere: The sensual word of Kate

The sensual word of Kate

Due canzoni risalenti a quando Kate Bush non era una madre di famiglia ma una scatenata baccante con i capelli sconvolti e una voce da brivido. Il contenuto è abbastanza “hot”.
Il primo brano, “In the warm room” (1979), la presenta in veste da odalisca; un abbandono totale alla sensualità, cui la Bush dedicò anche un LP, “The Sensual World”.

Nel caldo della stanza
———
Nel caldo della stanza
il profumo di lei ti raggiunge
ti innamorerai senza scampo
scenderai giù dove si concentra la dolcezza.
Nel caldo della stanza
lei ti toccherà con le mani di tua madre
non vedrai l’ora di baciare quelle labbra rosse
ma quando lo farai sarà come abbandonare un’abitudine.
Lei ti dirà che vuole rimanere
così farai bene a sbarrare le vie d’uscita
Lei ti dirà di essere sincera
ti dirà di amarti.
Lei attende nel caldo della stanza
Nel caldo della stanza
si prepara a andare a letto
lascerà che tu la guardi mentre si spoglia
addentrarsi in posti dove le tue dita
vorrebbero indugiare.
Nel caldo della stanza
tu cadrai dentro di lei come un cuscino
Le sue cosce sono soffici come dolcetti di gelatina,
dì “buongiorno” alle sue soffici cavità muschiate.
Lei ti dirà che vuole rimanere
così farai bene a sbarrare le vie d’uscita.
Lei ti dirà di essere sincera
ti dirà di amarti.
Lei attende nel caldo della stanza
Nel caldo della stanza
Nel caldo della stanza.

Il secondo pezzo è ancora più “scabroso” perché tratta di un amore “al limite”. Chi parla è una giovane donna (Kate allora aveva 22 anni, quindi idealmente anche la protagonista della canzone) che prova turbamenti per un ragazzino, che possiamo immaginare appena entrato nella pubertà (un cuginetto?). “The Infant Kiss”, 1980.

Il bacio infantile
————————
Buonanotte notte
lo stringo e lo coccolo,
ma la cosa non è proprio come dovrebbe essere.
Cme mai? un bacio infantile
fa vibrare il mio corpo?
Non mi è mai capitato di invaghirmi di un ragazzino,
di perdere il controllo.
E’ un piccolotto e va ancora a scuola
a casa mi chiamerebbero “sporcacciona”
La sua piccola mano è sul mio cuore,
mi tocca dove mi fa male.
Bussa, bussa…. chi c‘è dentro a questo ragazzetto?
Quello che c‘è dentro sa come ferirmi.
Tutte le mie barriere stanno cedendo
qualcosa mi mostra il pericolo
di lasciarmi andare.
Non posso lasciare che accada
qualcosa di cui mi pentirei
e che mi spaventa.
C‘è un uomo dietro quegli occhi
lo intravedo quando mi piego su di lui
mi terrorizza
quando sussurriamo piano piano.
Non lasciarti andare…....
Un lamento come di vento
mi soffia via, lontano…
parole carezzevoli sulle sue labbra
sembrano alludere a un amore adulto.
Vorrei baciarlo ma mi ritraggo.
Vorrei toccarlo
ma devo trovare un modo
di fermarmi prima di andare troppo oltre.
Tutte le mie barriere stanno cedendo
qualcosa mi mostra il pericolo
di lasciarmi andare.
(Lasciati andare….)
Non lasciarti andare…..

Vi confesso che ho avuto anche dei dubbi se pubblicarla, perché il tema è davvero forte (pensate che è un brano di quasi trent’anni fa!). Fortunatamente (per le nostre convinzioni e convenzioni) la persona ritratta nel brano sa fermarsi in tempo. Ma, rileggendola, mi viene spontaneo chiedermi se Kate Bush abbia potuto lavorare di fantasia fino a tal punto (e allora merita un applauso, perché il quadro è davvero coinvolgente) o se abbia lavorato su emozioni provate nella realtà.
In ogni caso, una prova di coraggio notevole. La descrizione delle “potenzialità” dell’uomo, intraviste nel giovanetto, va al di là della semplice sensualità.
Vi chiedo: se fosse stata fatta da qualcuno in Italia, una tale operazione, magari a Sanremo, avrebbe mostrato la stessa vulnerabile sincerità? o avrebbe prevalso il desiderio di stupire, e scandalizzare, e far parlare i giornali?

Inserito il 27/03/2008 da Glauco Cartocci | ci sono 4 commenti

A voi la parola

Mah, la stessa vulnerabile sincerità poteva anche mostrarla, vedi le canzoni di Tenco, ma cosa ne avrebbe fatto una macchina come Sanremo? La vera domanda è questa.

scritto da Leila mascano · 29 marzo 2008, 19:00 · #

Mi chiedo, in tutta modestia e semplicità, perchè ci sia un solo commento su questo testo. Il motivo secondo me è che l’argomento è molto delicato, in ogni “latitudine”. Non è questa la sede per affermare che, secondo me, i minori non sono mai abbastanza tutelati. Ma questa traduzione, proposta dal gentilissimo Glauco, è una poesia, è solo una lirica, e dai tempi del liceo il mio prof di greco insegnava ad amare la purezza estetica dei versi dei lirici greci del VII-VI sec. a.C., (come quella espressa nei versi dell’Iliade e dell’Odissea e dei tragici greci.)Non conoscevo questa lirica di K.Bush, e la trovo bella.

scritto da Silvia · 15 ottobre 2009, 20:02 · #

volevo aggiungere che nello scrivere questo testo Kate Bush si è ispirata al romanzo “il giro di vite” di Henry James…comunque la canzone è un vero capolavoro…la classe con cui tratta l’argomento…e la musica di straordinaria bellezza…

>======= Nota DI Glauco: grazie della dritta, non lo sapevo; Kate è Kate, mai banale in ogni sua espressione...

scritto da Massimo · 7 aprile 2010, 16:53 · #

mi sono appena imbattuna in questo blog per caso e volevo complimentarmi con Glauco per l’eleganza delle traduzioni, veramente ben fatte. Aggiungo anche a titolo informativo che, come la grande Kate ha più volte raccontato in varie interviste,‘The Infant Kiss’ è ispirata al film ‘The Innocents’,che racconta di una governante alle prese con due bimbi posseduti dallo spirito di adulti che abitavano nella loro casa nel passato. La governante non lo sa, e non riesce a capire perchè sente questa forte sessualità adulta in questo bimbo, che la spaventa. (per Massimo: forse il film è a sua volta basato sul romanzo di cui tu parli?)
Bellissimo brano, che artista straordinaria. ciao a tutti.

====== Nota di Glauco: Ringrazio tanto Anna per i complimenti e anche per le informazioni, molto gradite (non mi era nota l'intervista di cui parlavi). Prometto di riprendere questo blog quanto prima, è troppo tempo che non scrivo. Anna: la mia impressione è che la nostra grande Kate abbia sottolineato l'aspetto di cui parli anche per "smorzare" la sensazione di proibito che aleggia intorno a questi versi. Si può comunque immaginare che si sia ispirata al film per poi "fare sua" l'ispirazione. Potrebbe anche aver coinciso con esperienze personali, chi sa... Sarei felice di risentirti ancora, Anna. Grazie.

scritto da anna de nardis · 25 settembre 2010, 22:43 · #

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