Deprecated: Function set_magic_quotes_runtime() is deprecated in /home/robinedi/public_html/blog/textpattern/lib/txplib_db.php on line 14
Poche Chiacchiere: Sul punto di voltare la testa

Sul punto di voltare la testa

Riprendo timidamente questo dialogo a distanza che ho colpevolmente abbandonato per qualche tempo, sperando che ci sia ancora qualcuno in ascolto…
Sapete, ci sono dei momenti in cui prende il sopravvento un certo senso di inutilità, che confina con una scarsa fiducia nello scambio di idee. Momenti in cui un piccolo spazio come il nostro, con semplici traduzioni di canzoni, sembra senza scopo, inadeguato ai problemi reali.
Forse proprio per contrastare questa sensazione ho scelto delle liriche di Dave Gilmour, piene di speranza, nate con l’intento di far riflettere sulla fratellanza umana.
Per la cronaca: la canzone è tratta da un disco troppo spesso sottovalutato, A Momentary Lapse of Reason, che io ritengo uno dei livelli più alti della carriera dei Pink Floyd – con buona pace di quanti dicono che senza Waters i Pink non esistono. Gran belle musiche, stupendi assoli di chitarra, arrangiamenti intelligenti e (per restare al nostro tema) liriche intense e mai banali.

Sul punto di voltare la testa
dai palldi, abbattuti al suolo
e dalle parole che dicono
che noi non riusciamo a percepire.
Non accettare che quanto accade
sia solo un’ occasionale sofferenza
che capita ad altri
o ti ritroverai ad essere parte
delle tante teste che si girano altrove
—————
E’ un peccato che in qualche modo
la luce si stia trasformando in ombra
e getti il suo sudario
su tutto quanto abbiamo conosciuto.
Ignari di quanto si siano ingrossati quei ranghi
Spinti da un cuore granitico,
potremmo ritrovarci isolati
in un sogno di orgoglio.
—————
Sulle ali della notte
Mentre il tempo del giorno si agita
Lì dove coloro che sono privati della voce si uniscono
in un accordo silente
Usando parole che troveremmo strane
Ipnotizzati mentre accendono i fuochi
Senti il vento del cambiamento
sulle ali della notte.
—————
Non più volgere di teste
lontano dai deboli e logori
Non più volgere di teste
dal freddo che è dentro.
Solo un mondo che dovremmo dividere
non basta star lì a guardare
E’ solo un sogno che si possa decidere
di non voltare più la testa?

I versi credo parlino da soli, per cui, per una volta, lascio la parola all’autore stesso e a chi sulla Rete ha voluto commentare queste liriche.
“Turning Away riguarda la situazione politica di tutto il mondo. Abbiamo tutti governi conservatori che sembra abbiano l’unico scopo di difendere i loro interessi personali” (Dave Gilmour, 1987)
“La cosa triste è che queste parole rispecchiano la realtà oggi più ancora di ieri. Dovremmo affrontare il problema a livello di coscienza globale” (Jeff, New Milford, CT)
“Dovremmo vivere in un modo in cui nessuno sia costretto alla sofferenza e a morire perché non possiede nulla di nulla” (Ashley, Moncton, Canada).

—————————-

Qui, lo so, si potrebbe aprire un infinito dibattito (NO, il DIBATTITO NO!) su quanto ognuno di noi si dia da fare per i poveri, e su quanto le rock star si impegnino in prima persona.
Io ritengo che Gilmour sia in buona fede e che faccia la sua parte, ma di una cosa sono certo:
l’impegno personale conta, ma è sempre poco o niente rispetto ai risultati che si potrebbero ottenere attraverso un’attiva e convinta volontà politica, a tutti i livelli. Basti pensare all’Africa, di cui non sembra fregare niente a nessuno. Noi possiamo, in privato, mandare un po’ dei nostri piccoli soldini e fornire (forse, sempre che arrivi a destinazione) una goccia d’acqua; ma solo a livello “governativo”, istituzionale, si può pensare di far giungere ai diseredati ruscelli fiumi e mari. O no?

Inserito il 10/10/2007 da Glauco Cartocci | ci sono 9 commenti

A voi la parola

Sì, ma senza lanciare la moneta tanto lontano, possiamo occuparci concretamente dell’Africa che abbiamo in casa, per esempio. Che ha bisogno di aiuto, di sostegno per integrarsi, per crescere e magari un domani poter tornare a dare un valido contributo nel paese d’origine. Per la mia esperienza di volontaria posso dire che non tutti gli immigrati del mondo sognano di rimanere qui, hanno già capito che “qui” non è certo il migliore dei mondi possibili…
Si può “voltare la testa” quel tanto di lato che basta per vedere che chi ci sta accanto annaspa. Avendo proprio voglia di rimboccarsi le maniche c‘è tanto da fare, subito fuori dall’uscio di casa nostra.

scritto da Carla · 10 ottobre 2007, 11:14 · #

... e forse non tutti gli “abbattuti” (downtrodden, come li chiama Gilmour) hanno il viso colorato o parlano una lingua straniera….
Io comunque, dando per scontato che è giusto che ognuno agisca secondo le proprie capacità e i propri mezzi, sono sempre dell’avviso che determinati problemi, troppo grandi per essere maneggiati dal singolo individuo, vadano affrontati dai cosiddetti “nostri rappresentanti” anche (perché no) di concerto con i “rappresentanti“ degli altri paesi… Non mi dite che è un alibi... io qualcosina a livello di beneficienza faccio, ma sempre con un senso di frustrazione e un grosso punto interrogativo.

scritto da glauco cartocci · 10 ottobre 2007, 12:16 · #

“Usando parole che troveremmo strane.”
La nostra tirchieria di parole, verso molta gente, è già il sintomo di un cuore granitico. Ma, come dice Glauco, il governo o chi per esso non ci aiuta. Una comunità deve avere buoni maestri, che insegnino loro la strada. Cosa insegnano nelle nostre civiltà, alle masse? Beh… meglio non pensarci nemmeno. Detto questo, mi sa che la forza debba partire dal singolo. Impresa disperata?

scritto da Armando · 11 ottobre 2007, 07:00 · #

Anch’io sono convinta che si debba iniziare da casa propria. Cambia te stesso e cambierai il mondo, chi l’ha detto? Qualche guru indiano o Bono? Non me lo ricordo.
In ogni caso, bellissime le liriche di Gilmour, ma mi sembra strano che Glauco non tiri in ballo Bono e la sua battaglia per l’Africa. O Geldof. I quali, come ben sappiamo, hanno mobilitato il mondo del rock per la questione dell’Africa. E non solo. Bono è diventato una sorta di portavoce che frequenta politici e mette la sua popolarità al servizio della causa. Io, che lo seguo da anni (ho scritto anche un libro) credo che sia in buona fede. Di più, ci crede, non molla ed è intellettualmente libero nel senso che, non solo si è fatto fotografare con Bush, ma ha pure dichiarato che il presidente americano ha mantenute le sue promesse in fatto di finanziamenti, cosa che non si può dire dell’Italia (che ci sia Berlusconi o Prodi al governo non fa differenza).
Al di là della musica, che forse non è più tanto di rottura come nei primi tempi, ma è sempre di qualità, gli U2 e Bono sono sempre in prima linea per risvegliare le coscienze. Un esempio? Walk on, canzone dedicata a San Suu Kyi, molto prima che la questione della Birmania tenesse banco sui giornali e in televisione.

scritto da Laura · 15 ottobre 2007, 11:39 · #

Ciao Laura. Nessuno voleva sottovalutare Bono o Geldof. Nel capoverso subito sotto alle liriche, infatti, ho accennato al fatto che si potesse “dibattere” sull’impegno delle rockstar, che trovo (ovviamente) cosa buona e giusta.
Quando accenno al fatto che “dell’Africa sembra non fregare nulla a nessuno”, mi riferisco ai governanti dei paesi “guida” del mondo libero…
Fai bene a ricordare quei nomi, visto che essi sono nell’ambito del Rock, che è la materia che trattiamo in questo piccolo spazio.
La discussione è certamente vasta e complessa, aspetto altri commenti.

scritto da glauco cartocci · 15 ottobre 2007, 12:30 · #

Ero capitato su questo blog per un motivo (un poco fuori tema), e leggendo (a sprazzi, ammetto) questi commenti potrei intervenire anche a tono, solo che anche lì violerei la netiquette visto che sarei al limite dello spam, ossia parlerei di un lavoro fatto sull’Africa, o meglio sul Malawi, da me e dalla regista che lavora con me Amanda Sandrelli.

scritto da Leone Crescenzi · 19 ottobre 2007, 18:05 · #

Perché no, Leone?
Non credo tu possa disturbare se parli di cose -anche personali - relative a questo argomento…
è vero che il blog è sulle liriche rock, ma se per un po’ ci porta su strade laterali significative, a qualcuno dà fastidio?

scritto da glauco cartocci · 19 ottobre 2007, 18:15 · #

dunque, suvvia, proverò ad essere breve e raccolgo il tuo invito Glauco.
ho incontrato l’africa la scorsa primavera andando a girare il primo documentario da me prodotto e diretto da Amanda Sandrelli. Si parla di adozione a distanza. Siamo partiti a raccontare l’incontro di Amanda con il bambino che ha adottato dieci anni fa. Bambino, ormai un ragazzo.
Che dire… E’ veramente difficile riuscire a parlare di quei posti, eppure con il film abbiamo cercato di farlo. Stiamo cercando, visto che ancora finito finito non è.
Ma l’Africa, e quale Africa, è appunto quel grande problema che rimane sulla nostra capoccia di noi occidentali, di chi se ne cura, ovviamente. Il Malawi è un paese con il 16% della popolazione malato di Aids, e in cui l’aspettativa di vita è di 39 anni. Il contatto è un pugno in faccia. O almeno può esserlo.
Molte persone della troupe tornavano in albergo la sera, e, complice anche la stanchezza di una giornata di riprese, si chiudevano in pianti, o comunque in serate solitarie, schiacciate dal senso di colpa. Personalmente non l’ho vissuta così, quasi mai. L’incontro con l’Africa è illuminante.
Ma sto andando fuori tema.
Quello che in realtà si potrebbe dire per “correggere” un pochino il tiro all’affermazione di Glauco, al comprensibilissimo senso di impotenza che scaturisce dall’analisi di situazioni come quella africana, è che ormai non è più così. E qui bisognerebbe, per dire, parlare di microcredito. E in questo caso i “rappresentanti” gli “omoni” della politica internazionale non hanno fatto nulla. Eppure qualcosa si muove.
Ma, lo ammetto, il passaggio successivo di questo messaggio potrebbe essere maligno per quei rappresentanti, quindi diciamo che per ora lo ometto, che come esordio mi pare di avervi annoiato fin troppo :-)

scritto da Leone · 19 ottobre 2007, 21:39 · #

Io personalmente non sono annoiato dal discorso, tutt’altro. Inviterei i (pochi ma buoni) amici in ascolto a dirci se da parte loro Leone può continuare o se andiamo fuori tema. A me non sembra; le liriche rock possono aspettare, oppure possiamo aprire un altro thread (del tutto diverso) che vada per conto suo, e continuare a vedere dove ci porta questo…
che ne dite?

scritto da glauco cartocci · 22 ottobre 2007, 09:27 · #

Aiuto Textile

Per non essere filtrati dal software antispam, evitare di scrivere tutto maiuscolo.
I commenti offensivi o pubblicitari non saranno pubblicati.