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Poche Chiacchiere: Serendipità, Barcamp di BlogPiùBlog e Internet

Serendipità, Barcamp di BlogPiùBlog e Internet

Cercherò di essere presente al Barcamp di BlogPiùBlog per riuscire a fare l’intervento che non potei fare all’OpenCamp della scorsa primavera a Scienza delle Comunicazioni per cause personali. Non che tutto questo sia essenziale nè alla rete, nè ai barcamp nè a me stesso in fondo. Ma forse serve che qualcuno lo dica almeno una volta che la rete è il luogo più serendipitoso che ci sia, da sempre.
Allego qui sotto il capitoletto del mio libro sulla S.à che tratta dell’argomento. Buona lettura ed eventualmente a rivederci all’Eur, al Salone della Piccola e Media Editoria, dove si terrà BlogPiùBlog, Domenica 9.
Serendipitosamente, si spera.

Serendipità ed Internet

Se cercate la parola S. su un qualunque motore di ricerca su Internet troverete un numero letteralmente enorme di siti che ne parlano. Ovviamente. Ma, lo saprete senza dubbio, questo accade anche se cercate una qualunque parola porno. Tendenzialmente su Internet si trova di tutto e di più, ed in numeri così sproporzionati da creare un vero e proprio rumore di fondo, ossia una tale massa di dati che fanno confusione ed in mezzo ai quali c‘è senza dubbio il dato importante di cui avete bisogno ma appnto nascosto dalla confusione.
Non so chi abbia detto per primo che la Rete non è altro che un enorme “Manuale delle Giovani Marmotte”, ma di quelli delle storie di Carl Barks, in cui i nipotini di Paperino trovavano sempre la risposta a qualunque domanda si facessero nel corso delle loro avventure; però è vero.
Il fatto vero è che la Rete dele Reti è in sé e per sé uno dei luoghi più serendipitosi che esistano.
Ma attenzione: solo (o soprattutto) le prime volte che uno ci fa un po’ di web-surfing.
E’ possibilissimo e facile trovare su Internet delle cose che non si stanno cercando ed è anche abbastanza facile trovarci qualcosa di meglio, ma come minimo qualcosa di molto diverso da ciò che si sta cercando.
Però se si impara ad usare bene i motori di ricerca e se si usa la Rete per trovare (più che cercare) qualcosa di specifico, a questo punto la S. gioca un ruolo minore.
In altre parole Internet, più la si conosce e la si pratica, più diventa utile. E meno facilmente diventa serendipitosa.
Le prime volte che ci si mette a cercare si commettono errori, non si capisce bene come funziona, si va per tentativi. Ad ogni buon conto si cerca per cercare, non si ha un progetto. E più facile così trovare cose inaspettate.
Per lo meno questa era la situazione in cui ci si trovava all’inizio della diffusione di internet!
Ormai la Rete è in milioni di case italiane, si impara ad usarla ed a conoscerla da giovani, da adolescenti che bazzicano sui computer da sempre, anzi spesso e volentieri i figli adolescenti ne sanno molto di più dei genitori.
Accessi pubblici e gratuiti alla rete in Italia ormai sono frequenti: ad esempio a Roma praticamente tutte le biblioteche comunali hanno un accesso di questo tipo e la maggior parte delle altre biblioteche (in tutt’Italia) ha i propri cataloghi on-line e terminali di accesso al proprio interno per la consultazione abituale dei cataloghi stessi.
Certo, nel paesino sperduto sulla Sila o nel Gennargentu la cosa è meno comune, ma questo è un altro discorso.
Ma dieci anni fa, nell’estate del 1995, quando a livello mondiale esplose il fenomeno Internet come consumo di massa, nessuno ne sapeva gran che.
In quell’anno, in quell’estate, in una libreria del centro di Roma effettuai per la prima volta un accesso alla Rete. Passai l’autunno a praticare il web-surfing, più fine a sé stesso, facendo molte scoperte serendipitose.
Ad esempio, lo sapevate che gli Stati Uniti hanno avuto un imperatore? E’ vissuto nella prima metà dell’ottocento, si chiamava Norton I e visse e morì a San Francisco. Non vi starò a raccontare la storia (è troppo lunga e vi lascio il piacere di scoprirla da soli) ma tanto per dire è una delle mie scoperte serendipitose sulla Rete.
Cercando il mio cognome sempre su Google ho fatto un sacco di scoperte più o meno divertenti sui commenti su di me da parte degli appassionati di fantascienza, ma ho anche scoperto che mongai in giapponese vuol dire “la porta segreta” e che è un tipico cognome Sikh.
Cosa ci faccino con queste nozioni? Assolutamente nulla! Per ora,però.Inoltre non è detto che la S. porti sempre alla scoperta dell’America o della pennicilina.Può anche portare, anzi più facilmente prota a piccole cose come queste.Ma intanto uno si allena!
Di tanto in tanto ci riprovo. Mi metto al computer apro Google e cerco di cercare a caso.
Oppure, nel corso di una ricerca vera e propria, quando nella lista dei siti trovati, più o meno tutti coerenti con il tema della mia ricerca, ne vedo uno che non c’entra evidentemente niente e allora mi fermo e vado a vedere proprio perché non c’entra niente con la mia ricerca..
Ovviamente voglio arrivare da qualche parte, anche se onestamente non sono ben sicuro di dove e cosa.
Per essere persone capaci di S. non bisogna, meglio, è meglio non essere troppo esperti. In generale.
Tenere la porta aperta all’errore.O almeno socchiusa, e sapendo bene cosa si sta facendo, sempre.

Se farete una ricerca su Internet cercando la parola serendipità o serendipity, troverete letteralmente milioni di siti che la riportano, la usano, la citano, con un enorme rumore di fondo. Però potrebbe essere divertente, fate un po’ voi.

Inserito il 05/12/2007 da Massimo Mongai | ci sono 3 commenti

A voi la parola

Una cortesia….un seguito per il gioco degli immortali please.
Ho appena finito di leggere “Alienati”...molto bello.
Ho letto un richiamo al protagonista del “gioco degli immortali” rinchiuso nell’Overcraft con il nucleo utero

scritto da Roberto Giannelli · 12 dicembre 2007, 15:56 · #

Buongiorno sig. Mongai sono un appassionato di fantascienza e cuoco (parola grossa se riferita al sottoscritto) dilettante. Ho letto il suo bellissimo “memorie di un cuoco d’astronave” ed oltre ad essermi divertito ho realizzato, con grande successo, il “risotto pilaf spaziale” e la “carbonara multietnica”. La ringrazio per i suoi consigli “slow food” e mi complimento per il suo spirito e la sua accattivante visione della vita.

scritto da Giuseppe ROSSI · 18 ottobre 2008, 10:42 · #

Ho letto il titolo del suo prossimo libro e sto ancora ridendo. “Il Dr. Gaio Lucillo Zanicchi e il mistero delle morti sconnesse”. Sono curioso di sapere come le è venuto in mente di usare il nostro cognome (che, a parte la notorietà dovuta a Iva, è diffuso come l’utilizzo del phon tra gli elefanti). Quando sarà pubblicato il libro? Non vedo l’ora di leggerlo. Noi Zanicchi siamo così pochi che Gaio Lucillo potrebbe essere mio cugino. Voglio proprio scoprire cosa ha combinato.

scritto da Massimo Zanicchi · 27 marzo 2009, 16:49 · #

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