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Poche Chiacchiere: Se po' fa'...

Se po' fa'...

“Se po’ fa’...”, non era vero,
ci hanno fatto un culo nero
e così Pd e Veltroni
ci han ridato Berlusconi.

“Se po’ fa’...”, non s‘è potuto
e la Lega ci ha fottuto.
Grazie al magico Pd
or ci ritroviamo qui

con Berlusca, Bossi e Fini
trionfatori agli scrutini.
Non possiam che ringraziare
il messia del “Si può fare”

che ne ha fatte proprio tante:
dal programma strabiliante
al comizio in ogni dove,
dal linguaggio che commuove

alle cene populiste,
dagli abbagli nelle liste
a promesse esagerate,
morte prima d’esser nate.

Con bandiera, patria ed inno
ci ha ammannito Colaninno,
con sadismo invero raro
ci ha ammannito Calearo,

col suo far da pifferaio
il superstite operaio
ha inserito nelle liste,
la precaria, le stagiste,

la ricercatrice bella
e il prefetto sentinella.
Al suon di “Di te mi fido!”
ha promesso asili nido,

doposcuola, le dentiere,
come fece il Cavaliere,
ai vecchietti senza denti,
bonus libri agli studenti,

il pacchetto sicurezza
e la lotta alla monnezza,
Sanità non lottizzata
e Giustizia accelerata,

più quattrin per i precari,
men per i parlamentari,
cinquemila leggi in meno,
per i pendolari il treno,

ferrovie nel meridione
ed aumenti alla pensione,
casalinghe assicurate
e pigioni dimezzate,

meno attese in ospedale
e minor pression fiscale,
buoni spesa agli indigenti
e per strada assai più agenti,

malavita organizzata
combattuta ed annientata.
Ci fu pur qualche amnesia,
si scordò Walter messia

il conflitto d’interessi,
la tivù e i problemi annessi,
qualche legge da cassare
ed i pacs da riesumare.

Non citò mai Berlusconi,
niente demonizzazioni…
Si scordò la laicità,
quello no, nun se po’ fa’!

Per lucrare qualche voto
si mostrò molto devoto
corteggiando i moderati,
ma poi i voti li ha fregati

ai compagni comunisti,
come sempre masochisti
e aiutò la cosa rossa
a scavar la propria fossa.

Annunciando la rimonta
ogni dì fece la conta
del divario che calava
nella piazza che aumentava

e applaudiva con affetto.
Si scordò di un vecchio detto:
“Piazze piene ed urne vuote”.
Le urne ci han lasciato in dote

una botta eccezionale
e il Berlusca al Quirinale
in fin di legislatura.
Dall’union contro natura

che chiamarono Pd
siamo giunti fino a qui.
Ora che possiamo fare?
Non ci resta che sperare

che sincer fosse Veltroni
nel dir: “Per le buone azioni
me ne andrò in Africa nera”.
Walter, la sinistra spera

che quel dì non sia lontan.
Corri in Africa, you can!
Noi vorremmo cambiar cast…
Corri in Africa, you must!

Inserito il 17/04/2008 da Carlo Cornaglia | ci sono 4 commenti

A voi la parola

Stupenda, fa morir dal ridere. E l’analisi che vi è contenuta per me è assai veritiera.

scritto da Francesco · 19 aprile 2008, 12:01 · #

scopro questo blog per caso, complimenti

scritto da paolo · 19 aprile 2008, 14:18 · #

Io l’ho ritenuta così veritiera che ho inserito questa poesia in un mio post specificando che è Lei l’Autore (spero di non averLe creato problemi, ma era corretto avvisarLa: del resto l’avevo letta su http://www.voglioscendere.it/ ) Inoltre nel mio blog L’ho inserita tra i miei link preferiti. Complimenti anche da parte mia

scritto da terzostato · 22 aprile 2008, 18:27 · #

Ringrazio terzostato per i complimenti e per la diffusione. Tutto fa per non farci sommergere dalla schifezza!

scritto da Carlo Cornaglia · 22 aprile 2008, 23:47 · #

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