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Poche Chiacchiere: Quando un padano lecca un caimano

Quando un padano lecca un caimano

Fin dai tempi più lontani
il campione dei padani
fece e disse gran cazzate,
sempre sottovalutate.

Circondato da una folla
di padan, con un’ampolla
al Monviso prelevò
l’acqua pura del dio Po

per versarla poi nel mare
al suon di celte fanfare.
Invitò tutti i padani
a pulirsi i deretani

col vessillo tricolore.
Fu l’ignobile inventore
del padano parlamento
ed, ancora non contento,

dichiarò con incoscienza
la padana indipendenza.
Vantò che trecentomila
bergamaschi, tutti in fila

ben armati, erano pronti
a calare giù dai monti
per portar la libertà
a chi sotto il giogo sta

dell’odiata Capitale,
Roma, ladra e criminale,
un bubbone purulento
che richiede un intervento:

va fra i pollici schiacciato
e dal marcio liberato.
Disse a un giudice il campione:
“Un proiettile, attenzione,

costa sol trecento lire!”,
coi padani ad applaudire.
Disse ancora: “Puntualmente
i padani, brava gente,

pagano per mantenere
Roma, centro di potere.
Mai spararon fino a adesso,
ma il padano non è fesso

e se, ahimé, nessun l’ascolta
ci sarà una prima volta
per far uso del fucile…”
Ieri a Padova con stile,

arringando i suoi fedeli,
se l’è presa con Mameli
e con l’inno nazionale:
“Schiava della Capitale

la Padania proprio no!”
ed il dito medio alzò,
fra le grida e i battimani
degli ignobili padani.

Questo cervellone enorme
è il campion delle riforme,
l’uomo al qual la nostra guida
la Costituzione affida

per un ammordenamento.
Ci si chiede con sgomento:
“E’ una sindrome febbrile?
E’ imbecillità senile?

E’ eversione, nefandezza?
E’ sgradevole ubriachezza?
Cos’è che gli ha fatto male?”
E’ una cosa più banale:

lecca il culo a Berlusconi
e i padani stanno buoni
solo se ad ogni leccata
Bossi spara una cazzata.

Inserito il 27/07/2008 da Carlo Cornaglia | ci sono 6 commenti

A voi la parola

Ho scoperto i suoi versi sul blog di Travaglio e mi fanno impazzire….la leggo sempre con molto interesse, la sua ironia e il saperla mettere in versi è incredibile, certo rendere poesia le “amenità” di Bossi sarà stata un’impresa non da poco!! Saluti e a presto

scritto da Loredana M · 28 luglio 2008, 12:04 · #

Caro amico hai da sapere
che per quanto il cavaliere
cerchi di far da modello
all’amico un po' monello
non tien conto che lui ha
tre neuroni a facoltà
uno l’usa per parlare
e due per il respirare
con l’idraulica scommetto
che non centra il gabinetto.
Ciao, Anna

scritto da Annamaria Gengaro · 28 luglio 2008, 18:59 · #

Complimenti … il racconto tra le rime della triste realtà italiana sembra ancora più tremendamente sconcertante di quanto si possa immaginare!!!

scritto da Marzia · 30 luglio 2008, 11:06 · #

Anche io arrivo sul vostro blog attraverso quello di Travaglio e Gomez. vi metto immediatamente tra i miei contatti!

scritto da Gianfranco · 31 luglio 2008, 05:01 · #

Dall’ultimo canto infernale
il presidente delle banane,
legge al popolo il ricatto
che lui chiamerà contratto.
Bruno Vespa l’ospitale,
sta lì accanto ad aspettare
che la sfilza le di cazzate
sian da quel controfirmate.
diminuir le tasse prima cosa,
abolir l’eredità e le quote rosa,
2°:attuazione della sicurezza
col poliziotto che porti fuori la munnezza.
3°:innalzamento delle pensioni minime
dimostrandosi magnanime.
4°:dimezzamento della disoccupazione
con il precariato pronto all’azione
5:opere pubbliche da zavorra
per la mafia e la camorra.
In fede, dice ai demoni,
silvo berlusconi

scritto da franc-o-mas · 31 luglio 2008, 11:41 · #

Che meraviglia, ora vado a rileggerle tutte

scritto da Chemako · 31 luglio 2008, 12:07 · #

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