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Poche Chiacchiere: Polli, pompe e manganelli

Polli, pompe e manganelli

Question time su polizia
e chi vuole far la spia.
Gli spioni e i poliziotti
pur se fanno dei casotti

dal potere son promossi
sia dei bianchi che dei rossi,
sia dei verdi che dei neri.
Ricordate, sembra ieri,

Nicolò Pollari, Sismi?
Per i suoi funambolismi
fu indagato e, prontamente,
fu di Prodi consulente,

prima d’essere votato
Consigliere dello Stato.
E Pio Pompa, suo aiutante,
lo spion mirabolante?

Sì, raccolse prove false,
sì, di un albero si avvalse,
la Betulla, e con malizia,
per fregare la Giustizia,

ma pur sempre era spione,
perciò Capo-divisione
venne fatto alla Difesa,
anche a lui la mano tesa.

Dell’Italia nell’intrico
sempre è meglio avere amico
uno zero zero sette
che temerne le vendette.

Ora tocca a De Gennaro,
l’uomo che fu sempre ignaro,
pur se Capo poliziotto,
dei pestaggi del G8.

Servitore dello Stato,
è da pochi dì indagato
perché indusse un testimone
a dir balle belle e buone

su quei fatti di anni fa.
Se sia vero non si sa,
ma, in attesa del verdetto,
sale a Capo-gabinetto

del ministro dell’Interno
ed al posto suo il governo
mette il vice, Manganelli:
così ai massimi livelli

della nostra polizia
c‘è un nom ch‘è una garanzia!
Degli elogi nel trambusto:
“L’uomo giusto al posto giusto!”,

spicca quello di Cuffaro.
Perciò al peggio mi preparo:
pioveran manganellate…
E voi cosa ne pensate?

Politiche ecologiche di successo - Vignetta di Sergio Calderale

Inserito il 26/06/2007 da Carlo Cornaglia | ci sono 4 commenti

A voi la parola

Io ne penso triste e mesto
senza entrare nel contesto
ma fermandomi più in qua
che assai buffa è la realtà.


Penso al nome di quel tale
di un partito assai centrale
ch‘è bigotto a profusione
e Casini fa di nome.


O a quell’altro suo compare
che in silenzio non sa stare,
moraleggia da ubriacone
e ha per nome Buttiglione.


E or l’erede delle botte
che volaron quella notte
e il suo capo ha autorizzato:
Manganelli, è battezzato.

scritto da Bove Sedato · 26 giugno 2007, 22:56 · #

Saluto a Luigi Meneghello


Per cambiare senso al viaggio
e doveroso fare omaggio
ad un uom brillante e mite
che vivrà cent’altre vite


nelle pagine migliori
che ha lasciato a noi lettori,
qui s’ha da rendere onore
a Luigi Meneghello, lo scrittore.


Se qualcun non vede il nesso,
sù, si sforzi, non sia fesso,
Manganelli – e chi lo nega? –
non fu forse suo collega?


Non facciam riferimento
a uno sbirro un po’ violento
bensì a Giorgio, grande penna,
che ha lasciato, quale strenna,


di bei libri schiere e schiere
che dovreste tutti avere.
Così fece Meneghello
di sua terra menestrello


che emigrò dal suo paese
non per chissà quali pretese,
ma perché questa nazione
non offriva – dannazione! –


grandi stimoli ai suoi nati
d’intelletto più dotati.
Così andò nell’Inghilterra
a insegnare la sua terra


e lì fece, col suo acume,
diradare un po’ di brume
che là sempre, come un manto,
rendon grigio tutto quanto.


Ora ch’era ritornato
in ‘sto paese, disastrato,
forse a Thiene avea sospetto
ch’era meglio l’altro tetto.


Solo resta la sua traccia
e buon pro, speriam, vi faccia,
la preghiera di sue brame:
liberarci dal luame.

scritto da La Redazione · 27 giugno 2007, 07:00 · #

Migranti


Meneghello è morto a Thiene.
Redattore, gli andò bene:
non ha visto Zanonato,
un Ds diventato


ormai peggio di un leghista.
Borgomastro sceso in pista
nella Padova del Santo,
pare proprio farsi un vanto

d’esser come Gentilini:
tolti ha panche e tavolini
nei giardin di via Manzoni
per cacciare via barboni


e immigrati senza un tetto
che le usavan come letto.
Forse Gigi Meneghello
finì ancora giovincello

nel lontano Regno Unito
perché aveva già capito
che l’Italia del Nordest
come asilo non è il best.

scritto da Carlo Cornaglia · 27 giugno 2007, 16:26 · #

Meneghello fu uomo di pensiero
e della lingua, un maestro vero.
Trovò un dosaggio assai perfetto
legante l’Italiano col Dialetto,


la vera, sola lingua dell’istinto
che l’Italiano insegue, stinto.
Lingua di tempi ora in pensione
vinti da tal morbo: televisione.


Per ascoltare l’uom, oltreché l’arte
leggete o ripassate le sue “Carte”,
troverete quei piccoli pensieri
che fanno grandi gli scrittori veri.


Qui c’ha lasciati col tormenton Pd
giocando il Totoleader ogni dì.
Rimpiangiam perfino i duri estri
dei piccoli, impavidi maestri.

scritto da La Redazione · 28 giugno 2007, 13:56 · #

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