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Poche Chiacchiere: Per quando noi non ci saremo

Per quando noi non ci saremo

Faccio uno strappo alla regola della mia snobistica esterofilìa musicale con il titolo, omaggio a un’antica canzone dei Nomadi, che bene si attaglia alle traduzioni di oggi.
Lo spunto per la scelta mi è venuto assistendo al film “I Am Legend”; tranquilli, non intendo commentare la pellicola: il quadro su cui essa si basa, di un mondo senza umani (o quasi) mi rievocava alla mente “Watcher of The Skies” dei Genesis.
E non solo. L’altro richiamo immediato era una poesia, “There will come soft rains” (di Sara Teasdale), che conosco (lo ammetto) solo attraverso una citazione di Ray Bradbury, in uno stupendo racconto tratto dalle sue Cronache Marziane.
Per cui, prima che Leila mi preceda (emoticon che fa l’occhiolino ;-) tenterò questo strano accostamento, fra Rock e “Poesia colta”...

Sorvegliante dei cieli
———
Sorvegliante dei cieli
Sorvegliante di ogni cosa
lui è un mondo a parte, nessun mondo gli appartiene.
Non può più essere sorpreso dalla vita
ora solleva lo sguardo su un pianeta sconosciuto.
——-
Creature hanno forgiato il suolo di questo pianeta
ora il loro regno si è concluso.
Forse la vita ancora una volta ha distrutto la vita
Forse costoro giocano altrove?
Conoscono nulla di più dei loro trastulli infantili?
Forse la lucertola ha staccato la propria coda
questa è la fine della lunga unione dell’Uomo con la Terra.
Non giudicate questa razza da quel poco che ne resta
Potete giudicare Dio dalle sue creature, una volta che esse sono morte?
Perché adesso la lucertola ha staccato la propria coda
questa è la fine della lunga unione dell’Uomo con la Terra.
Da una vita solitaria a una vita come un tutt’uno
non pensate di aver terminato il vostro viaggio.
La vostra nave potrà anche essere robusta,
ma il mare non ha pietà
chi sopravviverà sull’Oceano dell’Essere?
Venite, antichi figli, ascoltate ciò che io dico
questa è la mia riunione di addio per voi che andate.
———-
Ora i tuoi pensieri tristemente si volgono alle stelle
sai che non potrai mai dirigerti lì dove noi siamo approdati
Sorvegliante dei cieli
Sorvegliante di ogni cosa
questo è il Fato che devi vivere da solo
questo Fato ti appartiene.

Il quadro rappresenta un’Umanità che ha abbandonato la Terra, non sappiamo in quali condizioni. Eppure si intuisce che, nel cambiare destinazione, questi esseri minuscoli e sconsiderati sono passati a uno stadio successivo, forse più ricco di consapevolezza e saggezza. Mentre è da notare l’ambiguità dell’essere superiore, che non sbaglia… osserva e capisce, ma è costretto proprio dal suo destino di perfezione a non progredire mai, a bere fino in fondo il calice amaro della solitudine.

Cadrà dolce la pioggia
————
Cadrà dolce la pioggia e l’odore del terreno
e stridule rondini in cerchio
le rane negli stagni canteranno la notte.
Alberi di prugna, tremuli, candidi;
pettirossi indosseranno il loro fuoco piumato
fischiando le loro lamentele su un recinto di filo spinato.
E nessuno saprà della guerra, a nessuno
importerà della sua fine.
Nessuno, uccello o albero, si preoccuperà
dell’estinzione della razza umana
E la primavera, quando si sveglierà nella sua alba
a malapena si avvedrà che noi ce ne siamo andati.

Nel racconto di Bradbury, ambientato nel 2026, un robot programmato leggeva questa poesia a un “padrone” ormai scomparso da anni, in una casa automatizzata che pian piano si disfaceva, senza la manutenzione degli umani.
Alcuni commentatori in Rete hanno fatto rilevare come questo scritto della Teasdale abbia un sapore di Hiroshima, filtrato da echi di guerra fredda. In realtà la poetessa morì nel 1933…e noi la leggiamo in un periodo ancora più avanti nel tempo. Ma anche se gli scenari cambiano, (1925…1945…1965…2008…2026) ancora una volta possiamo notare come nulla muti davvero, e come purtroppo ognuno di noi di tanto in tanto, di epoca in epoca, si trovi a vagheggiare (con sgomento o meno) l’idea di una Terra senza l’Uomo.
Assente del tutto quel barlume di gloria che si riscontra nella canzone dei Genesis, qui la vittoria sul tempo appartiene solo alla Natura, che sembra tirare un respiro di sollievo, in seguito alla nostra dipartita.
(E tutto sommato, se uno non avesse figli o comunque non si curasse dei più giovani, non sarebbe neanche una prospettiva del tutto spiacevole…)

Inserito il 07/02/2008 da Glauco Cartocci | ci sono 57 commenti

A voi la parola

We are the men who died
of self-inflicted voe
Lovers whose stratagem
led to their suicide…che voglia di scrivere che è un inedito dei Doors, roba di questi giorni, una scoperta folgorante! Ma benché l’aria pur fredda già si stempera in un’intuito di primavera, aprile è lontano, e la Sirena dispettosa confessa che è un poeta americano, Allen Tate :
Siamo coloro che morirono
di ferita inferta dalla nostra mano
amanti il cui stratagemma
li condusse al suicidio.

Bello vero? Ma che fa ‘sta Sirena sott’acqua, c‘è la biblioteca di Atlantide là sotto?

scritto da Leila Mascano · 9 febbraio 2008, 21:55 · #

Sono andata a colpo sicuro a cercare questi versi, e mi sono chiesta perché proprio questi. Stamattina,zuccherando il caffè, mi è venuto in mente che la Teasdale è morta suicida, da qui il collegamento di idee. Good morning, Vietnam!

scritto da Leila Mascano · 10 febbraio 2008, 09:57 · #

Pesco una curiosità dalla mia biblioteca di Atlantide: i versi “Siamo coloro che morirono etc. “sono riportati tra virgolette nel poema Stagioni dell’anima di Allen Tate

scritto da Leila Mascano · 22 febbraio 2008, 19:24 · #

La cosa che mi ha sempre impressionato di Watcher of the skies, è il fatto che sia nata come il risultato di impressioni di un pomeriggio d’estate sul tetto di un albergo a Napoli, vedendo da lassù i tetti e le strade completamente deserti per il gran caldo. A me al massimo sarebbe venuta un po’ di malinconia, oltre che un’insolazione. C‘è da dire che Rutherford ha dichiarato spesso che il suo libro preferito è Childhood’s end di Arthur C. Clarke, ed era quindi avvantaggiato.

scritto da Marco Basile · 29 febbraio 2008, 14:31 · #

Caro Marco, se ripassi da qui vai in Archivio, clicca su Il bisogno di raccontare, e vedi quello che ho scritto. Ti stupisci di watcher of the skies, da una terrazza di Napoli? Vedi col caldo, in un’assolata terrazza romana, quel che ho visto io: tutto il golfo, di Napoli, e non solo…il muro si è trasformato e…

scritto da Leila Mascano · 29 febbraio 2008, 15:42 · #

e pensa che a quell’epoca forse l’aria di Napoli era salubre…
(saluto Marco, un vecchio amico… di altri lidi metropolitani. Genesisiano DOC, ha anche un punto in comune con Phil Collins…;-)

scritto da glauco cartocci · 29 febbraio 2008, 16:06 · #

Un robot automatizzato legge ad un padrone che non c‘è più...la sveglia automaticamente ti dà il buongiorno con un suono leggero, lo scaldabagno in automatico si riaccende e si spegne,la polvere copre con un velo sottile le cose, le piante senz’acqua agonizzano e muoiono, la segreteria dice che i proprietari della casa sono momentaneamente assenti…in due sole settimane le scalette sulla terrazza scompaiono sotto una leggera e bellissima vegetazione di erbette e minuscoli fiori, i gerani esplodono con rossa magnificenza da fuochi d’artificio senza che nessuno li abbia innaffiati, l’edera si infila negli stipiti della porta finestra,e poco ci mancherebbe per trasformare una terrazza giardino in una giungla. Ci vorrebbe un robot a raccontare…che triste sarebbe se fosse un umano che ridotto a un robot si aggirasse in una casa desolata,raccontando favole che nessuno ascolta più.

scritto da Leila Mascano · 4 maggio 2008, 09:20 · #

Per quando noi non ci saremo…quali sono i dieci LP che vorremmo restassero a testimonianza dei nostri tempi? So di ripetere un giochino abusato, forse Glauco non lo vedrà di buon occhio, ma è solo un giochino, fra l’altro assai difficile da formulare, per il quale avrò mille ripensamenti (escludo per impossibilità di scelta Beatles e Rolling, mi do la regola di un solo disco per cantante o gruppo):


1) Who’s next (Who);
2) On the road (Traffic);
3) New Chautauqua (Pat Metheny);
4) Pawn hearts (Van der Graaf);
5) The Yes album (Yes);
6) Nursery cryme (Genesis);
7) Blonde on blonde (Dylan);
8) Ummagumma (Pink Floyd);
9) Non al denaro, non all’amore né al cielo (F.D.A.);
10) Woodstock

scritto da maurizio · 9 ottobre 2008, 13:05 · #

Non solo lo vedo di buon occhio, il tuo gioco, ma rilancio pure, portando a 20 e abolendo la regola di un solo disco per gruppo (ahò, il vantaggio di essere il padrone di casa…;-))
Sono escluse invece le compilation (tipo i BEST), mentre sono ammessi i dischi doppi.
Puoi ripostare il tuo, se vuoi…. correggi pure se ti va, maurizio!
Ovviamente NON sono in ordine di merito, ma la numerazione è puramente quantitativa.
Ti stupirò (?) dicendoti che questo “gioco” l’ho già proposto su altri forum, e che oltre ai dischi ci ho pure già pronte le classifiche dei libri, dei film…
———-
Per chiunque volesse partecipare: non intendiamo i dischi migliori o più importanti “in assoluto”, ma solo quelli che il nostro benedetto gusto personale ci farebbe portare sulla proverbiale isola deserta…
ECCO I MIEI:

1. Revolver, Beatles
2. Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, Beatles
3. Strange Days, The Doors
4. In Search Of The Lost Chord, Moody Blues
5. Shine On Brightly, Procol Harum
6. Streetnoise, Julie Driscoll & Brian Auger Trinity
7. Close to the Edge, Yes
8. Selling England By the Pound, Genesis
9. Miles of Aisles, Joni Mitchell (2 CD)
10. Songs From The Wood, Jethro Tull
11. Hejira, Joni Mitchell
12. Heavy Horses, Jethro Tull
13. One of a kind, Bruford
14. Never Forever, Kate Bush
15. Peter Gabriel 3
16. Join Together, The Who Live (2 CD)
17. Police Live (2 CD)
18. All The Best Cowboys Have Chinese Eyes, Pete Townshend
19. A Momentary Lapse of Reason, Pink Floyd
20. Thrak, King Crimson

scritto da glauco cartocci · 9 ottobre 2008, 14:38 · #

A Carto’, tu me provochi….
ecco la mia lista (ma 20 sono pochi)
1. Hejira, Joni Mitchell
2. Quadrophenia – the Who
3. So – Peter Gabriel
4. Sensual World – Kate Bush
5. Crac – Area
6. Selling England by The Pound – Genesis
7. Another Green World – Brian Eno
8. Heaven or Las Vegas – Cocteau Twins
9. John Barleycorn must die – Traffic
10. Letter from home – Pat Metheny
11. Medusa – Annie Lennox
12. Mezzanine – Massive Attak
13. The belly of an architect – Wim Mertens
14. Yessongs – Yes (doppio live, vale lo stesso)
15. Rimmel – Francesco De Gregori
16. Unplugged – Alanis Morissette
17. Reggatta De Blanc – Police
18. ágætis byrjun – sigur rós
19. Viva la vida – Colplay
20. Dark side of the moon – Pink Floyd

se dovessi ricompilare questa lista in un altro momento probabilmente sarebbe diversa.
20 sono pochi, pochi pochi…

scritto da carla · 10 ottobre 2008, 10:53 · #

Ciao Carlina! Che bello provocarti! Non ci crederai, ma ho pensato di sciverti proprio ieri sera, mi sono detto “che fine avrà fatto?” Però sai com‘è, uno ha paura di disturbare…
———-
20 sono pochi, sì, ma bisogna pur darsi un limite.
Comunque vedo che abbiamo parecchi artisti in comune, anche se magari il nostro LP preferito è un altro… e Hejira e Selling England coincidono!
Fatti sentire!

scritto da glauco cartocci · 10 ottobre 2008, 11:12 · #

Tu non disturbi mai. E in ogni caso, per “stanarmi” basta chiedere una lista di qualcosa! In quanto a limiti, fino a che c‘è memoria…nel mio lettore MP3 ci sono più di 1700 brani e mi restano ancora 17 giga.

scritto da carla · 10 ottobre 2008, 12:26 · #

Caro Glauco,
ho anch’io la mia lista che lascerò in eredità per chi vorrà seguire, o capire, la mia crescita culturale nell’ambito della musica. Ecco gli album di cui non posso fare a meno:
1. Suites for solo cello-J.S.Bach (Pablo Casals)
2. Quintet-Sextette-J.Brahms (Amadeus Quartet)
3. The queen is dead (The Smiths)
4. Tender Prey (N.Cave)
5. Careless love (Madeleine Peyroux)
6. Land (Patti Smith)
7. At The Blue Note (Keith Jarrett)
8. Un gelato al limon (Paolo Conte)
9. Crêuza de mä –Anime Salve (Fabrizio De Andrè)
10. Rockabilly Blues (John Cash)


Vedi come sono?


Ciao Glauco

scritto da Frator · 11 ottobre 2008, 01:55 · #

Caro Glauco,
sono anch’io un tuo appassionato lettore e sono contento che dopo la lunga pausa estiva hai ripreso a deliziarci con la tue parole di musica. Non partecipo di solito al tuo blog sia perché ho già uno ampio spazio a disposizione dove posso blaterare in libertà, sia perché adoro la musica, ma non ci capisco proprio niente. Sono di quelli stonati che al coro delle elementari stavano in fondo e dovevano solo muovere la bocca, facendo attenzione a non emettere alcun suono. Ma questa volta farò un eccezione perché vorrei contribuire con la mia personale play list. E poi perché le classifiche sono un gioco troppo divertente….
E allora ecco i miei venti album preferiti, scelti rapidamente, ma dopo dolorose esclusioni ( italiani inclusi) e in rigoroso ordine alfabetico, perché di stilare delle priorità proprio non se ne parla..


1. A Love Supreme (John Coltrane)
2. Body and Soul (Joe Jackson)
3. Darkness on the Edge of Town. (Bruce Springsteen)
4. Dias y Flores (Silvio Rodriguez)
5. Four Way Street. (Crosby, Stills, Nash and Young)
6. Giant Steps (John Coltrane)
7. Reggatta de Blanc (The Police)
8. Revolver (Beatles)
9. Sandinista! (The Clash)
10. Selling England by the Pound. (Genesis)
11. Talking Heads: 77 (Talking Heads)
12. Talking with the taxman about poetry (Billy Bragg)
13. The Dark Side of the Moon (Pink Floyd)
14. The Doors. (The Doors)
15. The Freewheelin’. (Bob Dylan)
16. The Nightfly. (Donald Fagen)
17. The River. (Bruce Springsteen)
18. Viva Chile! (Inti-Illimani)
19. War (U2)
20. Wish You Were Here. (Pink Floyd)


A presto,
paolo

scritto da paolo mattana · 11 ottobre 2008, 13:58 · #

Eccone altri 10 per la famosa isola deserta:


1) Blind Faith;
2) Renaissance: Live at Carnegie Hall;
3) Colosseum live;
4) Neil Young: After the gold rush;
5) Beach Boys: Pet sounds;
6) Who: Quadrophenia;
7) Velvet underground (banana);
8) Cat Stevens: Tea for the tillermann;
9) Blood, Sweat and tears: Child is father to the man;
10) Spirit: The twelve dreams of dr. Sardonicus.

scritto da maurizio · 11 ottobre 2008, 20:52 · #

Vi siete scatenati, eh?!
Merito di Maurizio che ha cominciato;
certo che noi musicofili amiamo proprio le classifiche…
attenti, che se mi provocate vi chiedo di elencare “Le 10 cose che più vi fanno incacchiare al mondo… “ :-)))

scritto da glauco cartocci · 13 ottobre 2008, 07:58 · #

1. La guerra
2. Quelli che la ritengono necessaria, santa, inevitabile ecc.
3. Chi ci governa and all their friends
4. L’attuale clima politico e “culturale” italiano.
5. Le automobili (ridi Paolo, ridi)
6. La cultura dello spreco (di cose, di idee…)
7. Quelli che “sanno tutto loro”
8. Le veline e i calciatori
9. Le loro mamme
10. Quelli che dicono “io, in quanto artista”…


Ma mi sovvengono ancora decine e decine di cose. Anche decine altre liste.

scritto da carla · 13 ottobre 2008, 12:39 · #

Detto fatto, Carlina…:-)))
lo sapevo che un tale tipo di classifica ti avrebbe sfiziato.
La condivido abbastanza…
Ogni punto poi può essere “esploso” in sottopunti….
Esempio, punto 5:
5a: i SUV in città
5b: Chi parla al cellulare guidando
5c: chi parcheggia dove czz gli pare tanto a lui la multa j’arimbarza
5d: Chi guida in stato d’ubriachezza, o sotto stupefacenti
5e: gli stessi al punto 5d, qualora si facciano anche riprendere dagli amici per mostrarsi su YouTube
5f: i camion che viaggiano anche quando è sospesa la circolazione ai mezzi pesanti perché tanto la ditta paga la multa
5g: quelli che se attraversi a piedi sulle strisce pedonali, ti puntano come se volessero farti sotto e se tu ti incazzi ti ci mandano pure…
5h: i pedoni che passano col rosso “tanto le auto mica mi piglieranno sotto, no?”
5i: quelli in autostrada che se stai sorpassando arrivano come bolidi dal nulla e ti si attaccano al culo perché mica possono aspettare che tu rientri correttamente. -------- .......
Poi c‘è tutto il capitolo “inquinamento e fottimento della Terra e degli animali” che non so se vada sotto il punto 6 o piuttosto meriti una voce autonoma….

scritto da glauco cartocci · 13 ottobre 2008, 14:56 · #

Sì, va al punto 6 che, volendo approfondire, richiederebbe giornate.
Mi considero soddisfatta dell’“esplosione” fatta per il numero 5 anche se ne avrei tante di più da dire in proposito. Paolo Mattana a questo punto ride di gran gusto e sa perché...

scritto da carla · 13 ottobre 2008, 17:37 · #

Aho, fatece ride’ pure a noi… non lo sapete chi chi ride da solo è un po’ str*zetto?

scritto da glauco cartocci · 13 ottobre 2008, 17:48 · #

Vabbè, ci provo anch’io…le 10 cose che non sopporto:
1) Le ideologie politiche;
2) Il fondamentalismo religioso;
3) Il velinismo;
4) Il piercing;
5) I patiti dell’informatica;
6) I razzisti mascherati;
7) I nuovi cantanti napoletani;
8) L’hip hop;
9) Gli ultras del calcio;
10) Maria Stella Gelmini.


Ci sarebbero mille altre cose di peso assai maggiore…per ora mi vengono in mente queste.

scritto da maurizio · 13 ottobre 2008, 19:44 · #

‘Mmazza oh! Siete dei rockettari pazzeschi. E vedo che gli anni ’70 dettano abbastanza legge. Domanda: cos’aveva il rock ’70 di così speciale?
Premessa (anche se fatta dopo): anch’io penso che il rock ’70 contenga una vita speciale che là è iniziata e là è finita. Ma raccontatemi voi che ne sapete molto di più in cosa consisteva. Ci tengo. E’ una “risposta” che vorrei da molto. (grazie:)
ps: ho scritto “risposta” tra virgolette, vi prego di tenerne conto.

scritto da Armando · 14 ottobre 2008, 06:54 · #

Questa è una bellissima domanda, a cui è difficile dare una risposta. E’ stato come se una voce dopo l’altra si fondesse in un coro che esprimesse i desideri, la rabbia, la ribellione e le speranze di tutti i ragazzi, oppure un fiume che raccogliendo tanti affluenti diventasse il fiume di tutti, dove ciscuno si poteva tuffare e uscirne rigenerato. Ecco, mi accorgo che in tutti e due gli esempi c‘è questo forte senso di unione, di appartenenza: poche volte una generazione si è espressa così compiutamente attraverso la musica. Forse è stata l’ultima generazione che ha sperato di cambiare il mondo sulle note di una canzone.

scritto da Leila Mascano · 14 ottobre 2008, 07:46 · #

Beh, io sarei tentato di dirti “La risposta, amico mio, la soffia il vento”, ma finirei per incartarmi su me stesso.
Intanto preciserei che il Rock “Anni 70” in realtà è “Anni ’60” ,di cui quello degli anni 70 è solo una propaggine, durata poco e non organizzata in uno pseudo- movimento come invece avveniva alla fine del decennio precedente.
————
Sulla fine dell’illusione (ovvero The Dream Is Over) avrei tante cose da dire, ma ne ho parlato nel mio ultimo romanzo “Com’ era Nero il Vinile” e riassumerle qui è davvero impossibile, per me…
Chi ne ha voglia può Googleare e cercarmi.

scritto da glauco cartocci · 14 ottobre 2008, 09:06 · #

Forse quella musica dava l’idea di poter liberare da “qualcosa”, e dio sa di quante cose ci piacerebbe “liberarci”. Ma definitivamente, non per 5 minuti. Che si trovino fuori o dentro di noi, quelle cose.
Mi dà l’idea che, dopo, il tentativo girasse a vuoto, che non ci si credesse più veramente che di certe cose ci si potesse liberare davvero, e non solo per i pochi minuti dell’ascolto.
Mi avvicino per tentativi a quello che sento io, ma dovete aiutarmi.
Intanto grazie per le risposte.
A Glauco: ok, il libro lo compriamo:), però qualcosina dilla lo stesso:)

scritto da Armando · 14 ottobre 2008, 09:45 · #

Sì, sì, Glauco dice una cosa giustissima, la cosa è cominciata qualche anno prima del 70, naturalmente.

scritto da Leila Mascano · 14 ottobre 2008, 10:05 · #

Armando, la tua intuizione è giusta.
La liberazione di cui tu parlavi non era solo privata o psicologica, c‘è staato un momento, brevissimo (1967-1968) in cui sembrava possibile una nuova concezione di umanità e di rapporti interpersonali, e la musica ne era il collante. Sembra ridicolo, sembra utopistico, addirittura ingenuo, ma fu così per pochi attimi prima delle barricate e poi del terrorismo.
Ne parla bene Ian McDonald nell’introduzione al libro “Revolution in the Head” (Beatles-L’opera completa) dal quale ho preso molti spunti nel mio “Vinile” (ovviamente citandolo in bibliografia).
Sul libro posso dirti che non intendevo spammarmi e fare pubblicità, ma qualcosa la dico.
E’ un thriller rock e per molti versi è leggero e divertente, non è un pistolotto sulla “mia generazione”. Tuttavia io amo inserire anche in un contesto “action” delle riflessioni un minimo più importanti, e così ho fatto. I personaggi sono tutti spinti da moventi diversi, fra cui quelli generazionali, e uno di loro “spiega” un po’ tutta la situazione di cui per l’appunto stiamo dibatttendo, su tuo input.
Qui ci sono due link, se ti va:
http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=
Sections&file=index&req=viewarticle&artid=718&page=1
———-
http://www.mentelocale.it/musica_notte/
contenuti/index_html/id_contenuti_varint_21680
—————
NB li ho dovuti spezzare su due righe sennò uscivano dalla maschera del nostro forum, vanno ricompattati su una riga sola.

scritto da glauco cartocci · 14 ottobre 2008, 10:35 · #

La musica degli anni ’70 è quella con cui sono cresciuta. La musica degli anni ’70 aveva di speciale che te la dovevi andare a cercare. No radio libere, no internet, no mp3. Adesso sembra tutto così facile, così “troppo”. Allora ascoltare la musica aveva un che di avventuroso quando non clandestino, sopratutto a chi come me è stato adolescente nella provincia del profondo nord. E i concerti erano l’apoteosi! il mio cv, relativamente ai concerti, vanta come primo Frank Zappa a Udine nel 1973. Io sono del ’60. E i vostri concerti memorabili?

scritto da carla · 14 ottobre 2008, 12:16 · #

Ah! Allora non sono l’unico che la chiama musica degli anni ’70!

scritto da Armando · 14 ottobre 2008, 12:23 · #

Piccola, lei, Carla, che è del ’60…

Il mio cv concertesco credo senza falsa modestia sia difficlimente battibile. Mi frega forse giusto un amico mio che ha visto i Beatles all’adriano.
Io inizio con i PINK FLOYD nel 1968, epoca Saucerful of Secrets (e con questi già vi ho sdraiato)...:-)))
per poi poseguire con: – Rolling Stones 1970 (con Mick Taylor!) – Jethro Tull Aqualung 1971 – Family 1971 – Deep Purple 1971 – Pink Floyd Atom Heart Mother 1971 – Jethro Tull 1972 (thick as a brick) – Genesis 1972 (Nursery Cryme) – Who 1972 (Who’s next)- Genesis 1973 (Foxtrot) – King Crimson 1973

———
meglio che mi fermi qui, sennò ve rovino….:-)))

scritto da glauco cartocci · 14 ottobre 2008, 12:51 · #

King Crimson anch’io (stesso anno – 1973). Per il resto mi arrendo….
Vale un Talking Heads, Parigi 1982 molto bello????

scritto da carla · 14 ottobre 2008, 13:28 · #

vale i TH, vale.


Però non ho detto che il mio KC vale doppio, perché li ho visti a Maggio e poi anche a Ottobre, sempre a Roma, stesso tour (Starless & Bible black)... il secondo di spettacolo fu molto meglio, problemi di fonici che la prima volta presero varie toppe…

scritto da glauco cartocci · 14 ottobre 2008, 14:50 · #

..per i concerti, non oso fare confronti..sono del ’64..
il rock anni ’70, direi inglese quasi per antonomasia, è per me la ‘biodiversità’ sviluppatasi dall’humus di blues e psichedelia (yardbird, who, doors..), dove poi ogni band ha sviluppato un proprio percorso. Basti pensare a cosa facevano i Jethro Tull nel ’68 e cosa hanno fatto nel ’72 o i P.Floyd negli stessi anni. ci si potrebbe domandare se si tratta dei medesimi gruppi. Comunque, a mio parere, la migliore musica degli ultimi 40 anni va da 1969 al 1973, poi è abbrivio.

scritto da gianmario · 15 ottobre 2008, 11:55 · #

condivido il discorso sulla Biodiversità Psichedelica (Definizione degna di copyright… depositala alla SIAE!!!!) e ti ringrazio.
Le date che citi tu io le estenderei al 1965 retroattivamente (forse eri troppo piccolo) altrimenti ti perdi il grande 1967, l’anno più pieno di capolavori… e fino al 1974 (The Lamb Lies Down on Broadway, Relayer…) anche se, cercando bene, si trovano parecchie perle anche negli anni successivi. Ma se lo intendi come “movimento” complessivo col ’74 si può anche chiudere, sono d’accordo.

scritto da glauco cartocci · 15 ottobre 2008, 12:18 · #

Si, certo, anch’io amo LP di anni precedenti e successivi. Non è pensabile un ‘final cut’, ma è come se molta gente fosse in stato di grazia in questo quinquennio. A ben vedere anche lo zecchino d’oro del ’69 rimane il migliore.

scritto da gianmario · 15 ottobre 2008, 13:22 · #

Glauco, mi hai rubato le parole di bocca, io idealmente ho sempre posto questo “limite” del 1974, e, a pensarci bene, è pure strana la cosa, che i più grandi gruppi, dopo quest’anno e a parte poche eccezioni, non siano più stati capaci di ripetersi. Strano che esista un momento così preciso…

scritto da maurizio · 15 ottobre 2008, 13:42 · #

Concordo con Glauco e ribadisco che l’era del grande rock si sia avviata in quel fatidico anno verso un’agonia che ha visto sprazzi di energia in seguito, ma forse la magia del rapporto ‘domanda/offerta’ dell’epoca si era affievolita o semplicemente qualche artista si è concentrato più sulle rolls royce o su come bruciarsi i neuroni invece di produrre altri capolavori..

scritto da gianmario · 15 ottobre 2008, 14:18 · #

Mi complimento per i testi di ‘Falene’ e ‘Presa’. Su quest’ultima non sarebbe più appropriato ‘l’abbraccio’?
Ciao

scritto da gianmario · 15 ottobre 2008, 16:55 · #

Grazie Gianma.
The Clasp non è né abbraccio né presa. Indica in realtà qualsiasi tipo di contatto fisico fra esseri umani, la stretta di mano ad esempio.
Io Ho scelto “la presa” perché più generico possibile. Mi fai pensare che il film (bellissimo) “contatto fisico” aveva come titolo principale CRASH. Il tema era più o meno lo stesso, la disperata ricerca degli umani di calore e comprensione.
Dal Clasp al Crash… ?

scritto da glauco cartocci · 15 ottobre 2008, 17:30 · #

non ho visto il film e provvederò in merito. Per quanto riguarda i 2 brani, ne ho apprezzato la scelta, perché rappresentano la capacità espressiva di uno straordinario Artista con la maturità necessaria per evitare i pur apprezzabili, ma autoreferenziali sforzi stilistici della sua sparkling gioventù.

scritto da gianmario · 16 ottobre 2008, 09:05 · #

Crash te lo consiglio davvero, è un film notevole, mai scontato, in cui le sfumature fra il buono e il cattivo e il torto e la ragione sono davvero sottilissime (come nella vita).
E’ l’unico film che ho visto che parla di razzismo in modo non banale.
———
Per Ian Anderson, sono d’accordo con te. Lui è un grandissimo autore di testi, ma molto spesso risulta troppo oscuro; non direi “fine a se stesso”, perché sono certo che non scriva mai gratuitamente, ma è un po’ chiuso alla comprensione altrui, gli basta di capirsi da solo… se ti interessano i Jethro, dillo, chiedi e sarai accontentato (nei limti del possibile. “My God” l’ho dovuta escludere perché un paio di frasi proprio non capisco a cosa si riferiscano!).

scritto da glauco cartocci · 16 ottobre 2008, 09:15 · #

si, effettivamente ho utilizzato il termine autoreferenziale in senso lato per significare che in taluni lavori scrive senza badare molto all’altrui comprensione, ma soddisfacendo bisogni propri (only solitaire).
Le tue traduzione sono molto accurate davvero e a tale proposito le prime righe di baker street muse – uno dei miei brani preferiti – non le comprendo se non come un’istantanea (click) di quel che vede. Ho sempre visto un gioco di parole ‘fly button feel’, in realtà ‘fly but don’t feel’, ma potrai dirmi qualcosa tu al riguardo.
L’album Minstrel…a cui sono affezionato mi è sempre sembrato il primo album ‘solo’ di I.A. dove effettivamente i membri della band sembrano chiamati a timbrare il cartellino e dove troviamo I.A. nella fase più intimistica della sua produzione. Che ne pensi?

scritto da gianmario · 16 ottobre 2008, 16:03 · #

Non hai torto. Minstrel è un grande album, e capisco bene il tuo punto di vista che rappresenta un Anderson “quasi” solista. In realtà tutta la produzione dei JT oscilla fra dischi in cui Anderson sembra un cantautore accompagnato da session-men e altri in cui il feeling del team è molto più forte.
Tuttavia momenti “solistici” del leader si trovano anche in album molto corali (es. “Jack in the green” in “Songs from the wood”, che pure è assolutamente un lavoro di gruppo).
Baker Street Muse mi piacerebbe davvero tradurla, ma prima la dovrei capire… è talmente piena di giochi di parole e espressioni idiomatiche, che credo che anche un linguamadre avrebbe dei problemi.
Dimmi di più sulla tua fede Tulliana, io sono in contatto con Itullians fan club e magari abbiamo amici in comune…

scritto da glauco cartocci · 16 ottobre 2008, 16:33 · #

I Jethro sono con i Genesis la mia passione musicale più travolgente dei miei early ’80s. Scoperti entrambi tardivamente rispetto alla produzione a cui mi sono maggiormente rivolto. Sono gli anni in cui mi sono avvicinato alla chitarra acustica grazie alle ballate di Ian Anderson, Jimmy Page,Paul Simon e..mi perdonerai la deriva..James Taylor e Joni Mitchell. Quest’ultima interessante per l’utilizzo estremo dell’open chord e dalla quale si sono visti produrre più di 40 accordature diverse con delle sonorità sbalorditive. Ti invito all’ascolto del brano Hejira e dove anche il testo è sbalorditivo.
Negli ultimi anni mi sono avvicinato, velleitariamente, alla produzione solista di Steve Hackett e all’esecuzione di brani ‘classici’. Non mancano però ritorni alle intramontabili come ‘american tune’ di Simon ecc.
Non conosco gli Who. Dammi qualche dritta su cui cominciare ad esperire.

scritto da gianmario · 16 ottobre 2008, 17:05 · #

La "deriva"? James Taylor ha fatto brillanti brani di chitarra, e Joni… è Joni. Il brano Hejira è uno dei miei preferiti e il LP omonimo il suo capolavoro. Ho già tradotto un suo pezzo, “Last time I saw Richard” e conto di riprenderla presto.
————-
Per gli Who, non è faclie condensare una storia tanto gloriosa. Se cerchi brani acustici su cui esercitarti, diciamo che NON è quello per cui sono più noti, ma ce n‘è uno da favola, “The Sunrise” (su Who Sell Out) che da solo basta e avanza.
Per gli Who più classici, è arduo. Un percorso storico-filologico imporrebbe queste tappe:
Who sell Out, poi Tommy, poi Who’s Next (per me il migliore) poi Quadrophenia.
Troverai dei testi stupendi e tanta energia, e anche brani più melodici, come la meravigliosa “Love reign over me”.
Finita questa prima parte della cura, va sentito poi assolutamente almeno il brano “Who are You?” dal disco omonimo, preferibilmente la mattina dopo colazione, per una settimana. A questi aggiungerei senza dubbio due dei dischi solo di Townshend, “Empty Glass” e “All the best cowboys have chinese eyes”, sono due capolavori misconosciuti.
Almeno una volta al giorno per 4 giorni. A tale cura da cavallo abbinerei la visione del DVD con Tommy Live, meglio la sera prima di coricarsi.
———-
Poi mi chiami pure e mi faccia sapere come va….:-))

scritto da glauco cartocci · 16 ottobre 2008, 17:47 · #

Avevo intuito una ‘sintonia’ e anche per me l’album Hejira è il suo capolavoro.
Per il resto non fraintendermi, l’acustico è ciò che riesco/mi piace suonare e spesso ascoltare, ma l’energia di ‘altro’ è tutt’altro che disdegnata. Grazie per il tempo che mi hai dedicato per la compilazione della ‘cura’ e più che lieto di averti conosciuto. Ti informerò sullo stato ‘salute’. p.s.: Last Time I saw Richard è una delle canzoni all’ascolto della quale potrei piangere anche sulle giostre…al pari di un ‘instrument of torture’, ma amare Joni è un po’ solidale autolesionismo

scritto da gianmario · 16 ottobre 2008, 18:23 · #

I DIECI COMPLESSI O CANTANTI PIU’ SOPRAVVALUTATI


1) Madonna;
2) Michael Jackson;
3) Queen;
4) Abba;
5) Police;
6) Kraftwerk;
7) Black Sabbath;
8) AC/DC;
9) Duran Duran;
10) Sex Pistols.

scritto da maurizio · 19 ottobre 2008, 22:02 · #

Potrei anche sposare il tuo elenco, ma i Police li levo (assolutamente! niente affatto sopravvalutati!) e ci metto -indovina un po’ – i Led Zeppelin e gli Oasis. Perfettamente d’accordo su Queen Madonna, Michael Jackson.

scritto da glauco cartocci · 20 ottobre 2008, 10:20 · #

Approvo la lista togliendo rigorosamente i Police. Inserirei anch’io gli Oasis (fossero almeno simpatici).
In quanto a tutti gli altri…via! A lavorare!!

scritto da carla · 20 ottobre 2008, 11:18 · #

I 10 CANTANTI O COMPLESSI PIU’ SOTTOVALUTATI

1) Audience;
2) Spirit;
3) Shadowfax;
4) Perigeo;
5) Renaissance;
6) Kate Bush;
7) Pretenders;
8) XTC;
9) Colosseum;
10) Gary Moore

scritto da maurizio · 20 ottobre 2008, 12:32 · #

Qui sono poco d’accordo. Renaissance, Shadowfax, Perigeo, Colosseum possono non piacere ma sono onesti peformers nei loro campi rispettivi, e la “sopravvalutazione” non mi sembra neanche tanta: quanti fan ci sono degli Shadowfax o dei Renaissance???? Mica stai parlando dei Take That…
Poi Kate Bush non me la toccare… sei sicuro di averla ascoltata bene? Parlo (almeno) dei dischi dal 2° al 5°...

scritto da glauco cartocci · 20 ottobre 2008, 12:45 · #

Ehmmm…Glauco, hai letto male, ho scritto SOTTOVALUTATI...quindi dovremmo essere d’accordo…

scritto da maurizio · 20 ottobre 2008, 12:58 · #

Tana per Glauco! Ma voi mi spiazzate, una volta SOPRAvvalutati, una volta SOTTO...:-)))

scritto da glauco cartocci · 20 ottobre 2008, 14:23 · #

Annaspando tra la teandria e la kénosis, Glauco,che hanno allietato il mio pomeriggio ( si fa per dire , che si conclude alle 11.30 di sera )mi sei venuto in mente tu…Sono venuta a cercare qui e l’ho trovata, la biodiversità psichedelica, con la certezza che mi appartiene.Thanks, Glauco.

scritto da Leila Mascano · 3 maggio 2009, 00:03 · #

Tornando alla lista dei venti albums per l’ isola deserta, ecco i miei:
1) Metallica – The Black Album (Metallica, 1991)
2) Scenes from a Memory (Dream Theater, 1999)
3) Deep Purple in Rock (Deep Purple, 1970)
4) Led Zeppelin IV (Led Zeppelin, 1971)
5) Peter Gabriel 1 “Car” (Peter Gabriel, 1977)
6) John Barleycorn Must Die (Traffic, 1970)
7) Tea for the Tillerman (Cat Stevens, 1970)
8) London Calling (The Clash, 1979)
9) Hunky Dory (David Bowie, 1969)
10) Aqualung (Jethro Tull, 1971)
11) Leftoverture (Kansas, 1976)
12) Pampered Menial (Pavlov’s Dog, 1975)
13) A Night at The Opera (Queen, 1975)
14) Nessun Pericolo per Te (Vasco Rossi, 1996)
15) La Buona Novella (Fabrizio de Andrè, 1970)
16) Use Your Illusion II (Guns N’ Roses, 1991)
17) Hotel California (Eagles, 1976)
18) Level Headed (Sweet, 1978)
19) Time Passages (Al Steward, 1978)
20) The Joshua Tree (U2, 1987)
(Ma su sta ‘azza de isola non ne posso portare un altro centinaio?)
—————-
Ed ecco, tra le altre, 10 cose che non sopporto:
1) I governi di qualsiasi forma
2) Il calcio (sport)
3) Chi fa dell’ apparenza il proprio stile di vita
4) Le sveglie e chi mi sveglia di colpo
5) Gli ausiliari del traffico
6) Gli invasati che vanno in giro in bicicletta tutti bardati da corsa in fila indiana per quattro e non ti lasciano passare manco se li investi
7) Quei rappresentanti delle forze dell’ ordine che dentro ad una divisa si sentono dei padreterni
8) I medicinali
9) La gente falsa
10) Gli automobilisti che fanno i furbi e che superano nella corsia di emergenza durante le code in autostrada
—————-
Magari questo post è ormai fuori luogo, ma almeno ci conosciamo un pò...
:-)

============ Nota di Glauco: non è mai troppo tardi per conoscersi, e poi mi piace anche l'idea chee un articolo scritto mesi o anni fa abbia un commento nuovo, continua pure!!!!!!

scritto da Roberto Ziviani · 16 giugno 2009, 01:48 · #

Ciao! La mia lista dei “dieci”: “Trilogy” (E.L. and P.); “Atom Hearth Mother” (P.F.);“Island” (K.K.); Album n.1,n.2, n.3 ( L.Z.)Tutta l’arte e la magia di Janis Joplin; Tutto dei Fab Four (da “All my loving” a “The end” e oltre); “The Lamb Lies Down On Brodway”(G); Charlie Parker (tutto quello che posso);“John Barleycorn must Die” (T);“The Grand Wazoo”(Frank Zappa). Saluti, “..Now it’s time to see Good Night..” (White A.)Everybody everywhere Good Night

scritto da Sexy Sadie · 17 ottobre 2009, 01:19 · #

IL POSTO PIU’…
...la radio trasmette un brano geniale
di Peter Gabriel e Phil Collins
ed io mi abbandono
in un sconcerto incontrollato…

Dopo aver a lungo incalzato riesco a parlottare
Con Peter e Phil
E a dormire con loro nel giardino del Paradiso musicale :
Il posto più del panorama fiorito
La distanza fra il coraggio di scrivere
E la conoscenza incisa dal paranormale.

Credo ne sia valsa la pena di vivere?
Per volare dentro una bolla di aria pura
Per trovarmi
Nascondermi e moltiplicarmi
Impolverarmi
Raccogliermi
E non aver fretta di cercare la verità.

Prima di dormire
Phil stringe la mia mano in ebollizione
Mentre Peter osserva la scena fra i cespugli…
E gli angeli trasmettono la sera.

Arriva la testimonianza dell’evento
Per tutti coloro che annaspano
Nello spirito irato del nostro tempo
Come in un rullante sorriso
Screpolato
Che non è più con noi
Perché di noi assilla il boato.

“È stato bello trattenermi un po’.”
Saluto a braccio alzato Peter e Phil
E volo via
Nel posto più :
Per respirare dentro una bolla di folla
Per ritrovarvi
Avvicinarvi troppo e incantarmi
Commentarvi
Illuminarvi
E appoggiarmi sulla ressa di quella mossa.

Torna e ricurva poter di Luna
La mangiatoia si trasforma
In una scolata invitante
Le mani appaiono per miglia e miglia
Il sudore inizia a sgolarsi
e il respiro si arrende alla fusione di Peter e Phil…
In volo, in una soffiata di musica pregiata.
“Da qui
Vedo la bolla del suono.”

Abbiamo discorsi, una strada,
Forse una casa, una chiesa
Ma il sole scoppierà un giorno
E la tenda sarà tesa.
Thanks to Peter and Phil.

©
Da “Il cuore degli Angeli”
di Maurizio Spagna
www.ilrotoversi.com
info@ilrotoversi.com
L’ideatore
paroliere, scrittore e poeta al leggìo-

---------- Nota di Glauco: davvero niente male! complimenti, soprattutto perché lo spirito del fan che costituisce certamente l'ispirazione di partenza resta "a latere", non condiziona il resto della "visione". In fin dei conti chi di noi Genesisiani non ha mai sognato una fusione (almeno per un album, o un concerto) dei due angeli P&P?

scritto da Maurizio Spagna · 16 novembre 2009, 20:29 · #

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