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Poche Chiacchiere: Natale in casa Jethro.

Natale in casa Jethro.

Una piccola canzone natalizia, veloce e incisiva, per salutarci. Un gioiellino dei Jethro Tull ca.1970, che inizia con tre versi da una Christmas Carol tradizionale.
Subito dopo Ian Anderson, dalla stalla di Betlemme, passa a descrivere gli odierni party natalizi, in cui cibo e bevande scorrono a fiumi, per poi “saltare” di nuovo a quello che dovrebbe essere il “vero” contenuto del Natale.
Rivolgendo domande scomode ai gozzovigliatori, Anderson ricorda loro brevemente, ma acutamente, che colui del quale si festeggia la nascita, a suo tempo disse alcune cose importanti…
Poi, giocando sul doppio senso “spirito = alcool” ci ricorda cos’è lo “spirito” del Natale: ricordarsi di chi soffre e di chi non ha nulla (tematica che negli stessi anni affrontava con “Aqualung”, il simbolo del diseredati).
Il bello del brano è che la canzone non si dilunga in invettive o tiritere moralistiche; anzi, subito dopo aver evocato lo spettro della miseria e dell’insensibilità, Ian chiude ridacchiando beffardo, quasi scusandosi con i presenti.
Come un giullare dei tempi andati, sembra inchinarsi sorridente, accomiatarsi con un sonoro “Buon Natale a voi, Nobili Signori”.
E ci lascia con un ultimo sberleffo: si rivolge direttamente a Babbo Natale (“Santa”) invitandolo a… ubriacarsi tutti insieme! Sottintende, così, che lui non sta pontificando, non è esente da colpe: sta ponendoci un dubbio che già ha rivolto per primo a se stesso.

Una volta, nella Reale Città di Davide
c’era una piccola stalla isolata
dove una madre teneva in bracccio il suo bambino
(...Probabilmente ricorderete le cose che lui disse in seguito)
Quando starete lì, abbuffandovi, nei party di Natale
magari vi farete una risata se vi dirò di allontanarvi da me…
Certo vi sfugge il punto, non so se è il caso di ribadirlo,
che lo “spirito” del Natale non è quello che bevete.
Certo, come potete ridere, mentre la vostra stessa madre è affamata
e come potete sorridere quando i motivi per sorridere sono tutti sbagliati?
E se ho scombussolato un po’ i vostri piaceri spensierati,
beh, non ve la prendete, è solo una canzone natalizia.
———
(Hey, Santa! passaci una bottiglia, dai, ti dispiace?)

Inserito il 23/12/2009 da Glauco Cartocci | c'è 1 commento

A voi la parola

puo’ mandarmi il suo indirizzo email cosi’ le scrivero’ in privato su questo filmato

======== Fatto.

scritto da Roberto · 15 gennaio 2010, 21:55 · #

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