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Poche Chiacchiere: Nascondino

Nascondino

Questa è una canzone semisconosciuta, ma non credo ciò costituisca un problema.
E’ tratta dal primo LP di Howard Jones, autore e cantante inglese noto all’inizio degli anni ’80 e poi, purtroppo, un po’ caduto nel dimenticatoio. Jones non era la tipica star di quell’epoca un po’ edonistica: il suo viso da ragazzino e la carica che metteva nella sua musica potrebbero far pensare al tipico tastierista elettropop-dance, ma le sue composizioni possedevano invece una notevole qualità.
I testi di Jones, anche quelli più profondi, sono sempre velati di una certa ironia; era capace di affrontare con leggerezza argomenti su cui altri si sarebbero macerati, sfociando in lamenti. Forse sotto questo aspetto incarnava le caratteristiche migliori del momento in cui si trovò a operare.

Questa Hide and Seek, Nascondino, parla addirittura dell’Essere Supremo; sì, proprio Colui che ha molti nomi, e ce lo mostra all’inizio del tempo. Impegnativo, ma, come vedrete, niente affatto pesante.

C’era un tempo in cui non esisteva nulla
ma proprio nulla, solo un lontano ronzio.
C’era un essere, e lui viveva per conto suo
senza avere nessuno cui parlare, e niente da fare.
Disegnò dei progetti, imparò a lavorare con le proprie mani
passò un milione di anni, e il suo lavoro fu terminato.
E queste furono le sue parole:
Spero che mi troviate in ogni cosa, in ogni cosa che vedete
Spero che mi troviate in ogni cosa, in ogni cosa che vedete
Spero che mi troviate spero che mi troviate in voi.
————-
Così, lei aveva costruito la sua complessa dimora
con i suoi su e i suoi giù, le sue piogge e il suo sole.
Allora decise che il suo lavoro era terminato,
era ora che lei si divertisse un po’
così trovò un gioco da fare.
Poi, come parte del gioco stesso,
lei si dimenticò completamente di DOVE s’era nascosta
e passò tutto il resto della sua esistenza
cercando di ritrovare le sue parti
Spero che mi troviate in ogni cosa, in ogni cosa che vedete
Spero che mi troviate in ogni cosa, in ogni cosa che vedete
Spero che mi troviate spero che mi troviate in voi.
C’era un tempo in cui non esisteva nulla
ma proprio nulla, solo un lontano ronzio.

Siamo alla presenza del Creatore/Creatrice… ma vista da questa angolazione, non è una presenza che intimidisce.
Abbiamo spesso incontrato rappresentazioni ironiche o “leggere” della divinità (ricordiamo ad esempio PJ Farmer), ma, in un modo o nell’altro, muovevano dalla visione tradizionale del Vecchio Signore barbuto, e da lì procedevano, ironizzando più o meno delicatamente, sul difficile compito di essere il Supremo.
Questo “Dio” di Jones sembra un cucciolo che ha perso i genitori, o magari è stato abbandonato in un cassonetto… Ha grandi poteri, quindi l’unico suo problema appare essere la noia.
La sua creazione, che lo/la impegna per un milione di anni è per lei/lui poco più che una casa su un albero (potrebbe pure corrispondere, come tempistica, ai biblici sei giorni…)
Non si diverte affatto a costruire tutto l’apparato, l’Universo è stato un compito, poi viene il momento di giocare.
L’“autonascondino”, nella sua semplicità, è un’idea brillante e paicevolissima. Secondo me può essere pienamente gustata da chi crede, da chi ha molti dubbi, da chi non crede affatto.
Le parti disperse sono moltissime, incommensurabili e il nascondino durerà fino alla fine della Sua esistenza (dunque c‘è anche una fine!)
Il compito di trovare “in ogni cosa” le tracce, si estende da Lei (Lui) stessa a noi piccoli abitatori del cosmo.
Non dimentichiamo che è un gioco.

Inserito il 18/06/2007 da Glauco Cartocci | ci sono 2 commenti

A voi la parola

Che l’autore lo volesse o meno, credo abbia definito perfettamente la differenza principale tra uomo e donna, incarnandoli nell’essere supremo che ha originato il mondo: cioè la trascendenza dell’uomo, e l’immanenza della donna. Il primo deve creare qualcosa che sia specchio di sé, qualcosa in cui vedersi.
La donna semplicemente è, e se spera di essere trovata è perché ella stessa è ciò che ha nascosto.

scritto da Armando · 18 giugno 2007, 21:23 · #

Molto giusta la tua osservazione. Io mi ero soffermato più sul lato “divino” di questo super-fanciullo, ma tu hai sottolineato benissimo anche quest’altro tema! Non male, davvero!!!!

scritto da glauco cartocci · 19 giugno 2007, 09:41 · #

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