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Poche Chiacchiere: Le oche del Campidoglio

Le oche del Campidoglio

Donde vien tanto stupore
perché è giunto l’invasore
Alemanno, l’uomo nero,
nella Roma dell’Impero?

Non è colpa del Pd
se finì male così:
non han teso trabocchetti
in provincia a Zingaretti

che alla fine l’ha spuntata.
La tagliola han preparata,
con formaggio buono e fresco,
per il mitico Francesco,

colui che col Giubileo
fu il campione del lausdeo
ed il sindaco più amato
dalla ‘ggente e dal papato.

Ma Veltroni non capì
che poi la stagion finì
e Rutelli era sfiorito
come un fiore, ahimé, appassito

dopo la sua fioritura:
è una legge di natura.
C‘è poi il fatto che Rutelli
dai lontani tempi belli

dei trionfi pontifici
non si è fatto molti amici:
ha inventato il nuovo conio,
con la fin del matrimonio

con i rossi prepotenti
e le nozze coi credenti,
i borghesi papalini
e i Caltagiron Casini,

che poi non si sono visti.
Nella lotta agli ulivisti
e a Romano Mortadella
fu il compare di Mastella.

Per timor dell’aldilà
si scordò la laicità:
con la sua teodem Binetti
fece ai Dico gran dispetti

e avversò con l’astensione
l’assistita procreazione.
Ragion prima del disastro
di Rutelli borgomastro

fu però l’eredità
che ha lasciato alla città
il messia Walter Veltroni,
consistente in questi doni:

chiese dal look attrattivo,
la Città dello sportivo,
notti bianche in quantità,
festival del cinemà,

negligenza alle borgate
e alle masse più sfigate.
Contò solo l’apparenza,
i concerti, l’eccellenza,

no agli asili e ai centri anziani,
sì alle buche e ai suk urbani.
Non ha vinto l’uomo nero,
ha perduto il duo ciarliero

che non ha capito niente
dei bisogni della ‘ggente
e con vizio ben notorio
si è scordato il territorio.

Fuor del Campidoglio le oche
starnazzavano un po’ fioche,
mentre quelle dentro, ahimé,
sorseggiavano un buon the!

Inserito il 03/05/2008 da Carlo Cornaglia | ci sono 3 commenti

A voi la parola

Speriamo che non si sia caduti dalla padella alla brace. La scorsa estate sull’anagnina è mancata l’acqua per una settimana, poi l’hanno messa per poche ore a notte, forse serviva alle piscine dei “maggiorenti” che abitano in loco. Il bello era lo scaricabarili tra le varie commpetenze.. (mia suocera abita lì). Ciao, Anna

scritto da Annamaria Gengaro · 4 maggio 2008, 14:22 · #

Complimenti per le poesie, alcune sono davvero azzeccatissime.

scritto da laTiziana · 5 maggio 2008, 10:01 · #

Sembra Roma smemorata
della marcia disarmata


consacrata dal suo re.


Sembra oggi la vittoria
più un fatto di smemoria
per l’effetto dei lacchè.


Quante braccia tese
manifestano il pio danno,
poche le sorprese
tra i“nemici“di alemmanno


Quanti Ciarrapicco
con gli occhi fissi
contemplano il suo dito
mentre svolgesi l’eclissi


Quanti anni ancora
a far finta bonaccia?
La Brambilla sarà suora,
Benedetto torna a caccia.

scritto da francesco maasc · 7 maggio 2008, 16:26 · #

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