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Poche Chiacchiere: L'altalena

L'altalena

Con un ritardo di mesi riprendo questa rubrica sperando che ci sia ancora qualcuno in ascolto.
Lo faccio dedicando la pagina a un nostro eroe scomparso di recente, Richard Wright, al quale anche altri qui hanno voluto rendere omaggio.

Questa “See Saw” per me è il suo capolavoro, perché musicalmente coniuga una bella melodia intimistica e sensuale, con le sue languide settime aumentate, a inquietanti effetti sonori e cambi di tempo arditi, tipici della prima gloriosa psichedelìa inglese.
Il testo poi è pregevole, pericolosamente sospeso al limite fra l’affetto e l’incesto…
Leggiamo:

Le calendule sono molto innamorate
ma lui non se ne cura
prende la mano di sua sorella e insieme percorrono la terra e il mare
Lei sorride sempre
Lei sale verso l’alto mentre lui scende
giù
giù
giù
Siede su un legno nel fiume
ride nel sonno
la sorella tira dei sassi, sperando di far centro
lui non sa
così allora
Lei sale verso l’alto mentre lui scende
giù
giù
giù
Un altro tempo
un altro giorno
un modo fraterno di lasciarsi
Un altro tempo
un altro giorno
Lei venderà fiori di plastica, una domenica pomeriggio
strappa le erbacce, non ha tempo di curarsene
tutti possono vedere che lui non è lì.
Lei diventa grande per un altro uomo
e lui è giù
giù
giù
Un altro tempo
un altro giorno
un modo fraterno di lasciarsi

Molte frasi sembrano apparentemente erratiche e poco coerenti, ma quella era la moda di quegli anni (ricordate i dialoghi in “Blow Up”?). E, a conti fatti, la cosa non disdice e contribuisce all’atmosfera sognante.
Una nota: l’inizio “marigolds are very much in love” è stato (credo) appositamente cambiato dall’originale “pretty girls are very much in love” perché altrimenti sarebbe risultato evidente che il ragazzo protagonista disdegnava l’amore delle belle ragazze per dedicarsi a quello esclusivo per la sorella… è una sorta di autocensura, ma, a mio parere, il cambiamento è stato fatto di buon grado per spingere ancor più le liriche sul versante onirico e nonsense.
Addio, Rick Wright, musicista poco appariscente e schivo, componente fondamentale della grande epopea Rosa.

Inserito il 29/09/2008 da Glauco Cartocci | ci sono 19 commenti

A voi la parola

Oh! le cose ti accorgi che ti mancano quando le perdi. Quest’angolo in cui si sminuzza una canzone, come fosse l’autopsia di una cosa viva che gode nel farsi mettere a nudo-nudo, mi mancava. Bentornato.
Io terrei stretti i primi tre versi. Mi dà la suggestione di un amore fraterno che non si turba di una natura (in senso esteso: l’altro) adorante nei confronti dell’oggetto del suo fraterno amore. Non è un problema. Com‘è bello amare senza sentirsi congelare dalla voglia di possesso.
Per questo lei può sorridere.
E lo stesso vale per lui.

scritto da Armando · 29 settembre 2008, 22:19 · #

Armando! non sai che piacere mi fanno le tue parole… io pensavo che nessuno si fosse accorto dell’ “interruzione delle trasmissioni”!
Prometto che stavolta farò passare poco tempo, se voi mi date una mano…
grazie.

scritto da glauco cartocci · 30 settembre 2008, 08:41 · #

Ci siamo accorti eccome. Parlo a nome di tutti i lurker che commentano magari di rado ma leggere leggono molto.

scritto da Armando · 30 settembre 2008, 14:59 · #

Ti ho scritto in privato, ma ogni tanto la casella svuotala, A.!

scritto da glauco cartocci · 30 settembre 2008, 16:23 · #

So bene di commettere un sacrilegio o forse di essere irriverente ma questa canzone d’altri tempi e il suo testo hanno un che di brillante e di intelligente.
Eccolo (non massacratemi):
Ho un sassolino nella scarpa ahi
che mi fa tanto tanto male ahi
batto il piede in su batto il piede in giù
giro, mi rigiro sembro Belzebù


Conto le stelle ad una ad una ahi
cerco sorridere alla luna ahi
provo a fischiettar ed a cantar
ma quel sassolino mi fa sempre mal


Piano piano devo camminar
faccio un passo e poi mi debbo fermar
sono proprio sfortunata sì
tutta colpa sassolino piccolino che stai qui

scritto da Frator · 30 settembre 2008, 16:54 · #

Ciao Frator. Al di là del fatto che forse il tuo commento sarebbe stato meglio sotto “comporre un testo per una canzone” piuttosto che sotto “Altalena”, ti concedo che anche testi di altri tempi hanno un loro valore. Qui tuttavia si parla di traduzioni, quindi se magari tu avessi che so la traduzione di un brano americano degli Anni ’40 sarebbe un po’ più in tema… comunnque grazie!

scritto da glauco cartocci · 30 settembre 2008, 17:08 · #

Il testo è molto bello, con un’atmosfera sospesa, come in un sogno. I due sono vicini, eppure i loro percorsi sono dissimili, destinati a non incontrarsi, in attesa di perdersi pian piano. La vita li separerà, resterà il ricordo di quella felicità condivisa che è un collante a volte più potente di un ricordo d’amore.
Per Armando: come si fa ad amare senza farsi congelare dalla voglia di possesso? Bisogna essere molto saggi, o molto vecchi, o molto poco sinceri ( nel raccontare, e raccontarsi, che non si vuole possedere l’oggetto del proprio amore, cosa del resto pochissimo saggia, impossibile da realizzare e dolorosamente inutile. ) Per Glauco: il galeone è un relitto che perde i pezzi, la Sirena è quasi sempre sul fondo, ma ogni tanto riemerge alla ricerca dell’azzurro. Welcome again!

scritto da Leila Mascano · 30 settembre 2008, 20:24 · #

Non metto mai il mio vero indirizzo email. Solo per paura degli spam o altre cose indesiderate. Scusa. Dimmi pure qui.

scritto da Armando · 1 ottobre 2008, 08:59 · #

Armando: era solo un ringraziamento privato oltre a quello ufficiale.
Inoltre volevo dirti se sai che sulla terza edizione del CDDB sei nella pagina degli “aknowledgements “insieme agli altri che hanno risposto nel nostro blog.

scritto da glauco cartocci · 1 ottobre 2008, 10:31 · #

“aknowledgements”? Non so cosa significhi ma ti ringrazio. Spero almeno sia una cosa senza conseguenze penali;-)

scritto da Armando · 1 ottobre 2008, 13:26 · #

e vabbè, una volta che uso un inglesismo mi fate sentire come uno Yuppie che dice “trend” e “benefit”....
allora, risposta per te e per frator (che ha postato addirittura in un’altra sezione):
la parolaccia di cui sopra sarebbe quella pagina nei libri in cui si ringraziano varie persone. Potevo dire “ringraziamenti”? Ebbene sì, ma chissà perché l’ho visto come riduttivo (in realtà gli AKNO-quella roba-lì comprendono anche citazioni e spiegazioni, oltre ai semplici ringraziamenti) e quindi ho fatto l’anglofono.
Volete condannarmi per questo?
State attenti sennò nella prossima edizione vi metto nella pagina dei “Bullshitments”....

scritto da glauco cartocci · 1 ottobre 2008, 14:44 · #

Oh! ecco cos’era:) beh, grazie, troppo buono, è un vero onore.

scritto da Armando · 1 ottobre 2008, 20:23 · #

E’ così terribile essere molto saggi? Forse sì. Ma perché rinunciarvi?
E possedere non è indispensabile. Talvolta può anzi svuotare di bellezza ciò che si possiede. Ci sono spiriti solitari talmente belli da abbagliare alla vista.

scritto da Armando · 3 ottobre 2008, 22:17 · #

No, non è così terribile, anzi è auspicabile, terribile è arrivarci, alla saggezza. Non per tutti, immagino, anzi taluni sono naturalmente portati ad essere saggi, o ci arrivano per scelta o vocazione. Poi ci sono quelli che dicono, come un personaggio della Sagan, “Nulla è così disperatamente auspicabile come l’incoscienza, “ e anche questa è un’opinione. Bisognerebbe forse custodire il proprio desiderio di possesso in fondo al cuore, come un vergognoso segreto un po’ ridicolo, ed aprire le braccia. L’amore è meraviglioso, ma è meraviglioso anche lasciare libero chi si ama.

scritto da Leila Mascano · 4 ottobre 2008, 08:50 · #

E dire che originariamente See Saw si chiamava “The Most Boring Song that I’ve Ever Heard Bar Two” ( il che tra altro mi ha sempre fatto chiedere quali fossero le altre 2 :) )

Ho sempre visto questo brano come una continuazione di Remember a day, dello stesso album… Hanno tantissime affinità... Evidentemente il povero Rick all’epoca prediligeva l’infanzia come tema, come un pò tutti i floyd del primissimo periodo ( ricorderei anche Granchester meadows di Waters da Ummagumma, Fat old sun di Gilmour da Atom heart mother, praticamente tutto TPATGOD ) e anche molti altri gruppi…

scritto da Marco · 5 ottobre 2008, 13:36 · #

If you love somebody set them free.

Amen.

scritto da glauco cartocci · 6 ottobre 2008, 09:03 · #

Marcone, non lo conoscevo il titolo originale e ti ringrazio. Ma sei sicuro sia “BAR” Two?
perché se è così significa “la seconda battuta musicale deella più pallosa canzone che ho mai ascoltato”... Se invece è PART 2 ti devi chiedere quale sia la prima parte, non le altre due… resto in atttesa della risposta all’appassionante quesito…:-))))
—————

Per la seconda parte del tuo discorso: è giustissimo, questa visione dell’infanzia come "landa ideale nel tempo" nel primo rock psichedelico è tangibile, e ne parlavo anche nel Caso del Doppio Beatle (“Rito di Passaggio”).
Bellissima la connessione che fai con “remeber a day”, è assolutamente esatto!!!!

scritto da glauco cartocci · 6 ottobre 2008, 09:09 · #

Se non sbaglio ( ma non dovrei sbagliare, dato che anche l’advanced learner’s dictionary mi dà ragione :) ) “bar” come preposizione significa “eccetto”.

Quindi il titolo diventa “Il brano più noioso che ho mai ascoltato eccetto 2”... Sarebbe stato qualcosa di meraviglioso se alla fine si fosse chiamata così :)

Comunque è vero. Avevo assolutamente rimosso il fatto che ne avessi parlato nel libro… Evidentemente alcuni concetti mi sono rimasti dentro così tanto che ormai li assimilo come miei :)

scritto da Marco · 6 ottobre 2008, 15:54 · #

Ah, beh, sì, non si può escludere anche se (che ne so perché) a me veniva da pensare più alla seconda battuta musicale.
Ma non lo sapremo mai, temo.

scritto da glauco cartocci · 6 ottobre 2008, 16:07 · #

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