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Poche Chiacchiere: La nuova generazione

La nuova generazione

Per una volta, vorrei tradurre qualcosa di leggero (l’avevo promesso) e senza scadere nella stupidità scelgo questa Younger Generation di John Sebastian, che trovo davvero simpatica e significativa.
Il brano è incluso anche nel film“Woodstock”, in quanto Sebastian lo presentò in quella sede, da solo, senza il suo gruppo The Loving Spoonful. Nel film si vedono i figli dei Figli dei fiori, all’epoca piccolissimi infanti biondi nudi, (oggi ultraquarantenni!) che giocano con le bacchette della batteria e scorrazzano sul palco in mezzo a jack e amplificatori.

Perché ogni generazione deve pensare
che i genitori sono stupidi superati?
Dovunque vadano i loro pensieri, non c‘è posto per mamma e papà.
Io quando ero piccolo ho giurato che me ne sarei ricordato,
sapevo quello che non andava con i miei…
Io ero determinato a ricordare tutte le regole principali, tipo
che le belle giornate costituiscono un motivo legale
per far sega a scuola.
Forse ne ho dimenticata una o due, di regola,
ma spero di ricordarmele tutte prima che arrivi il bambino…
so che avrà una domanda o due da farmi.
Ad esempio:
Hey, pa’... posso guidare il mio motorino giocattolo?
Credo vada a duecento all’ora, sospeso a dei palloncini.
E posso mettere in bocca una goccia di questo nuovo preparato?
Così, mentre tu ti siedi e ti rovini i polmoni,
io immaginerò draghi sbuffanti.
———-
Dovrò essere permissivo e comprensivo
di fronte alle esigenze dei giovani.
————-
Poi comprenderò che tutto ciò che io ho imparato,
mio figlio lo dà per scontato.
E la mia preoccupazione principale
dovranno essere i suoi cartoni animati.
Proverò a raccontargli tutto ciò che ho combinato nella vita
in rapporto a quello che farà lui da grande
ma intanto devo evitare che infili le dita nel ventilatore…
——-
“Hey, pa’, la mia ragazza ha tre anni
ha già un suo telefono-giocattolo personale
e prende abitualmente l’LSD
e ora che stiamo insieme vuole che anche io lo provi…
Ma che succede, papà? Stai diventando verde…
Può essere mai che tu non sappia vivere secondo i tuoi sogni?”

Trovo questo quadretto di una bellezza unica, e pieno di verità nascoste sotto il paradosso dello scontro generazionale (all’epoca ancora impossibile: i figli degli hippies erano appena nati).
Molto significative le allusioni alle sostanze proibite (in un punto il “bambino” vede il padre fumare – forse “erba” – ma lui, più furbo, ha preso una sotanza chimica, che trasfigura il padre in un drago sbuffante…)
Il tutto, visto che comunque sono passati gli anni e la Younger generation è cresciuta – e ha figli a sua volta – , mi lascia aperti parecchi interrogativi.
Ma non li dico, lascio che magari siate VOI a suggerirne qualcuno.
Passo.

Inserito il 19/05/2009 da Glauco Cartocci | ci sono 21 commenti

A voi la parola

Stavo scrivendo da un pò, e mi è andato via tutto quando ho premuto l’ anteprima.
Così adesso non so se ha inviato quello che ho scritto oppure no.
Beh aspetterò domani, semmai riscriverò tutto (oltretutto la fine era solo un abbozzo di pensieri privi di forma grammaticale).

======= Nota di Glauco: talvolta il Destino decide che uno debba riscrivere tutto un messaggio, e la cosa non sempre è di nostro gradimento... però talvolta è per il meglio, la seconda stesura risulta migliore della prima...:-)))

scritto da Roberto Ziviani · 16 giugno 2009, 23:47 · #

Comincio con il quotare qualche frammento di canzoni:
————
(Una Piccola Parte di Te – Fausto Leali)
“[...]
Quando crescono i figli c’è uno scontro diretto
Tra le loro esigenze e il tuo mare d’affetto
Chi si crede più grande, chi si sente più vecchio
Ma poi ti guardi allo specchio
E quel ragazzo davanti ai tuoi occhi… sei tu…
E gridi a te stesso…
Che tutto ritorna ma cambiano i ruoli
[...]”
——————-
(Father and Son – Cat Stevens)
“[...]
(Padre)
Non è tempo di cambiare
Siediti, prendila con calma
sei ancora giovane, questa è la tua colpa
Ci sono ancora molte cose che devi affrontare
[...]
(Figlio)
Tutte le volte che ho pianto,
tenendomi dentro tutto ciò che sentivo
è dura, ma è più duro
ignorarlo;
Se gli altri avevano ragione, avrei potuto essere d’accordo,
ma sono loro che conoscono se stessi, non io
[...]”
————
(Figlio – renato zero)
[...]
chi voleva un figlio e invece poi
non lo ha cercato mai
che non sia una copia
un clone perché mai
se poi tutte le risposte le ha lui.
Se puoi cerca d’essermi figlio
se puoi”
—————-
(Caro Babbo – Marco Masini)
“Mi sembravi alto altissimo quando ero piccolino
eri il mio gigante buono che giocava a nascondino
mi batteva forte il cuore mentre stavo ad aspettare
felice di nascondermi ma anche di farmi trovare.
Ti sentivo forte e a volte mi facevi un po’ paura
ma eri il mio cavallo docile e il tappeto la pianura
e scendevo e camminavo nelle tue scarpe pesanti
fra colline di poltrone coi miei passi da gigante.
Era dolce era dolcissimo
lo ricordo e te lo dico
eri il mio più grande eroe
eri il primo vero amico
Sei però rimpicciolito i primi anni della scuola
tornavi tardi a casa e la mamma sempre sola
mi svegliavo d’improvviso e vi sentivo ancora urlare
eri sempre più nervoso e non mi stavi ad ascoltare
Altre volte mi picchiavi e le tue parole dure
spalancavano soltanto una vita di paure.
Eri assente irraggiungibile
io ti odiavo e te lo dico
eri in sogno l’uomo nero
eri a un tratto il mio nemico.
E ho portato come un lutto il tuo sangue nelle vene
ma il mio cuore per dispetto ti voleva ancora bene
e ora babbo te lo scrivo come quando ero bambino
come quando per trovarci giocavamo a nascondino.
E ora è freddo anzi freddissimo
piango mentre te lo dico
cosa aspetti ad arrivare
babbo se mi sei amico
Era dolce era dolcissimo
l’ho capito e te lo scrivo
quante volte io dovrò morire
per sentirmi ancora vivo?”
———
(Canzone del Padre – Fabrizio de Andrè)
“[...]
Non ha più la faccia del suo primo hashish
è il mio ultimo figlio, il meno voluto,
ha pochi stracci dove inciampare
non gli importa d’alzarsi, neppure quando è caduto:
e i miei alibi prendono fuoco
[...]”
——————
(With arms wide open – Creeds)
“[...]
se solo potessi esprimere un desiderio
solo una richiesta
spererei che non sia come me
che possa capire
che potrebbe tenere la sua vita
e mantenerla stretta nelle sua mano
che potrebbe offrirsi al mondo intero
a braccia aperte
[...]”
—————-
(Benvenuto – Vasco Rossi)
“[...]
non par vero nemmeno a me
di essere un padre di un figlio che….
domani sarà un altro…..
che dovrà arrangiarsi bene….
darsi da fare….avere pene….
e qualche piccola soddisfazione….
[...]”
———
Ce ne sono innumerevoli altri (“Quella carezza della sera” dei New Trolls, “My Father’s Eyes di Clapton, poi altri come Phil Collins, Elton John, Will Smith, The Winstons, ecc. ecc. ecc…).
———-
Credo che gli interrogativi che un padre può avere siano i fantasmi della sua stessa paura di essere padre. Ben diversi da quelli di una madre (dei quali non sono in grado di parlare in prima persona).
In alcuni casi si tende troppo a creare nei figli dei modelli di ciò che si sarebbe voluto essere nella vita e non si è stati. In altri, al contrario, si tende a non far commetere al figlio i propri errori.
In entrambi i casi si tende a pilotare un figlio con ordini o con “consigli”: ma quanti si preoccupano di OSSERVARE i propri figli?
Se non tutti, tanti della nostra generazione anni ’50/‘60 (sebbene il ’68 abbia significato una differenza tra le due generazioni) hanno fumato (e molti tuttora fumano) erba. Ma se la vedono fumare ai figli pensano che per loro è pericoloso in quanto quella li porta al crack, all’ extasi, alla chimica…
Allora, meglio fumarsela di nascosto o con il figlio facendogli capire che non deve andare oltre? Meglio glissare l’ argomento a priori con se stessi oppure affrontarlo con il figlio?
Se il figlio la pensa diversamente dal padre viene il bello: il padre è costretto dalle circostanze a rispondere al figlio nello stesso modo in cui suo padre rispondeva a lui. Proprio le stesse risposte che lui stesso, illo tempore, rifiutava: ma in quel momento non ha altra possibilità che quella.
Magari pensa che forse sarebbe stato meglio vivere generazioni prima, ma in fondo sa che è sempre la stessa vecchia storia: la ruota della vita nella quale cambiano le parole e l’ aspetto dei problemi, ma non i problemi.
Credo che i figli vadano osservati e controllati più che comandati.
Fino ad una certa età, essi vanno gestiti con tenerezze e punizioni. Dopo l’ adolescenza ritengo bisogni ragionare con loro ed allo stesso tempo “sbatter loro in faccia la vita” ad ogni costo.
Ogni tentativo di interagire con la loro vita diventa un muro che si innalza lentamente. Bisogna capire, credo, che dopo una certa età i figli debbano essere messi di fronte alla vita con le loro stesse armi: impareranno a trovarne di nuove più valide in caso di difficoltà.
In fondo gli animali (tutti), quando diventano adulti, vengono lasciati alla loro vita dai genitori. E noi cosa siamo? chi si arroga la presuntuosa certezza di essere superiore ad ogni altro animale?
La differenza che può giustificare un maggior contatto coi figli risiede nel nostro modo di vivere civile. Ma questo fa sì che molti dei figli crescano più lentamente, raggiungendo la loro autonomia oramai quando sono troppo vecchi .
Credo che questa sia una rovina tra le rovine dell’ essere umano nei confronti dell’ ecosistema naturale che ci circonda.

scritto da Roberto Ziviani · 18 giugno 2009, 02:45 · #

Roberto, un semplice “grazie” per questo contributo sarebbe davvero inadeguato. Hai portato esempi “artistici” interessanti e fatto delle considerazioni che credo copierò e incollerò in un mio file personale, per rileggerle ogni tanto. Mi servono davvero perché mio figlio ha 19 anni e determinate meccaniche che non erano scattate nei critici 15-16 si ripropongono ora, anche se il rapporto è buono. Credo che alcune delle tue parole le dovrò ripassare mentalmente spesso, il che dimostra che nella vita non è mai tardi per imparare, anche da una persona che è un “nome” in rete (intendo con la quale non c‘è una conoscenza reale e tangibile).
Per cui, rinnovo il mio affetto e i miei ringraziamenti a te e a tutti gli abitanti di questo piccolo spazio che spessissimo, nelle loro risposte, mi “danno” più di quanto io abbia dato loro con l’intervento iniziale.
Grazie ancora, non scomparite: se vi fa piacere chiedete altri temi o altre canzoni, e nel limite del possibile, io proporrò altri spunti di discussione.

scritto da glauco · 18 giugno 2009, 10:04 · #

Glauco, è stato bello vederti, per giunta in una trasmissione prestigiosa dove hai parlato molto bene. “Il caso del doppio Beatles meritava molto più spazio però.“Forse Augias da perfetto padrone di casa avrebbe dovuto meglio distribuire il tempo riservato agli ospiti, ma anche così è stato un piacere vederti.

scritto da Leila Mascano · 20 giugno 2009, 13:27 · #

Pensi al mio piacere, gentile amica, ché mi son salvato in tempo da un incendio!
Leggerò il suo libro, Mr. Scroll, ripensando ai tempi dei Beat-beatles, anticipati dal ricordo di Edoardo, in giacca e foularino, in viaggio da Venezia a Vienna con una prugna americana, seduti al tavolo di un ristorante a lato della Strada Pontebbana, io, con i miei genitori, al tavolo accanto. Una Rolls, fuori, nel parcheggio, che non si degnava di riflettere una Ardea, vicina.

scritto da frank spada · 21 giugno 2009, 10:01 · #

Glauco, ciò che mi hai scritto è semplicemente meraviglioso e non credo di meritarmi tutto questo.
E’ vero, con me la vita non è stata magnanima: a causa di una separazione ho perso due figlie che avrei voluto crescere giorno per giorno. Com‘è difficile e penoso, in questi casi, osservare…
La vita, per quel sublime gioco di equilibri che io chiamo Dio, mi ha offerto una donna che amo intensamente da cinque anni e con essa suo figlio, che da poco ha compiuto i diciannove.
Leggendo la tua frase “Mio figlio ha 19 anni e determinate meccaniche che non erano scattate nei critici 15-16 si ripropongono ora” mi trovo innanzi ad uno specchio riflettente la medesima immagine che si prospetta al mio sguardo quando osservo il comportamento del mio. Dico mio in quanto lo reputo tale benchè non figlio naturale.
Pensa… Ho una figlia naturale di 19 anni che, caratterialmente, assomiglia moltissimo a sua madre ed uno di 19 acquisito che in troppe cose è quasi il clone di me stesso quando avevo la sua età.
Dio, con me, ha sempre voluto scherzare… Ma io so stare agli scherzi…
:-)
Speravo di poterti vedere in Tv Venerdì scorso, ma a proposito di scherzi (qui, più che un Dio, c’entrano Murphy e le sue leggi), ero in Toscana per lavoro e l’ unica stanza libera che ho trovato per la notte aveva il condizionatore e la Tv guasti.
Sinceramente non mi strappo i capelli: per me conoscere una persona non significa vederla in Tv, anche se mi sarebbe interessato l’ argomento della trasmissione.
Però chissà...
La vita, imprevedibile quale essa si palesa, può donarmi attraverso quella sua meravigliosa ragnatela fatta di casualità e circostanze l’occasione ed il sincero piacere di conoscerti non solo attraverso ciò che scrivi.

scritto da Roberto Ziviani · 22 giugno 2009, 00:23 · #

ciao Rob, scusa se ti rispondo solo ora ma la mattinata è stata piena di interventi in Rete relativi alla trasmissione. "Once in my life", ho fatto finta di essere uno che deve rispondere ai fan… mi viene da ridere.
Comunque ho scritto qualcosa sulla trasmissione su questo Blog, se vuoi vai a vederlo…
Approfitto pure per ringraziare la dolcissima Leila per le sue parole e Mr Sword che criptico come al solito ha parlato del suo incendio: ne ho dedotto che stando in casa per vedere la TV si è accorto che qualcosa sul fuoco bruciava…
Torniamo a noi: quello che ho scritto su di te era assolutamente sentito, e mi ha interessato molto anche leggere le cose che dici su di te nell’ultimo post…
Le conoscenze in Rete sono ovviamente altra cosa di quelle reali, ma non sottovalutiamole.
Probabilmente la differenza è quantitativa, più che qualitativa.
Ma, come diceva Pete Townshend, talvolta “just a little is enough”... se ho sete, dice il saggio, e qualcuno mi porge un po’ d’acqua, non mi disseta, ma il suo atto ha comunque valore, come quello di chi mi dà una botte intera… (se vi interessa, questa canzone la posso postare prossimamente…)

scritto da glauco · 22 giugno 2009, 17:38 · #

Noto la sua cancellatura per segnalare un fatto vero, un ricordo di qund’ero bambino, oltre a una Lancia Aprilia, non Ardea, e a due uova andate in fumo.
E pensare che non lo avevo notato, Mr. Scroll, per la gioia di vederla in tempo reale (si fa per dire, confidando che lei non abbia peggiorato le cose con troppe frizioni) se non lo avesse evidenziato nel commento a gvizzola!
Comunque, mi dispiace che quel tizio non le abbia dato il tempo di dire quello che voleva, lo si è capito anche noi davanti al video (per la precisione io e il mio compare che non vedo), quanto agli altri… lasciamo stare.

====== Nota di Glauco: Mr Sword, le Sue spiegazioni sono più complesse delle cose istesse che esse pretendono di spiegare, e se uno aveva 10 dubbi, dopo la spiegazione si ritrova con 15 interrogativi irrisolti. Non Le chiederò pertanto di spiegare a quale "cancellatura" mai Lei faccia riferimento o tantomeno a quale "frizione", né Le domanderò chi sia il "compare che non vede"... godiamoci questi post surreali e viva Marcel Duchamp.

scritto da frank spada · 22 giugno 2009, 19:06 · #

Ma bene! Siamo dunque alla negazione dell’esistente in testo, contestualmente a quello in vista? Quest’ultimo no.

======== Nota di Glauco----no, siamo solo al "nun ho capito 'na mazza"........

scritto da frank spada · 22 giugno 2009, 19:46 · #

Ciao Glauco, appena trovo dove hai postato ciò che hai scritto sulla trasmissione sarò felice di leggerti. Almeno, forse, avrò un’ idea tua più che un’ idea condizionata dalla Tv.
Mi sembra di capire, dal post di Leila, che hanno fatto il solito giochino di invitare qualcuno che potrebbe dire qualcosa di sensato, per poi non dargli spazio e far parlare altri magari meno profondi ma sicuramente più “di comodo”.
Non sottovaluto le conoscenze in Rete, soprattutto quelle che sanno leggere tra le righe.
... E l’ acqua può anche essere soltanto una goccia: ma per chi ha sete è più importante una goccia d’ acqua dolce che un oceano salato.
:-)

======== nota di glauco: se guardi a destra, post più recenti, troverai il link a quelli sotto "il caso del doppio Beatle"....

scritto da Roberto Ziviani · 23 giugno 2009, 01:20 · #

Gentilissimo, La seguivo con grande attenzione su un forum che, mi permetta un poco di sarcasmo, ha optato , piano piano, senza fretta, per l’autodistruzione, XD. Un vero peccato. Acquistai il Suo bel libro “il caso del doppio Beatle”; mi è piaciuto moltissimo, e mi appassionai ancora di più all’argomento. Lietissima di aver trovato il suo blog (è sempre attivo?), in cui tornerò spesso a leggere avidamente i Suoi interessantissimi post. Molte splendide cose, moltissimi complimenti e saluti. Sexy(?) Sadie

------------ Risposta di Glauco: ciao SS. Il blog qui per mia colpa ha avuto un periodo di stanca, e forse mi sono un po' disamorato perché alcuni testi tradotti non hanno avuto commenti... ma la prossima settimana ricomincerò, magari con un testo di Morrissette che forse è meno lontana nel tempo. Mi dici qual era il forum che ha optato per l'autodistruzione? se parli di Leggende Metropolitane c'è stao un cambio di piattaforma, ma il forum è sempre attivo. Ti sarei grato se mi facessi sapere. AH, importantissimo: non darmi del lei altrimenti il Sadie lo faccio io e tu diventi vittima... :-))) grazie ancora delle tue belle parole! (ma ci siamo conosciuti già su quel forum o no?)

scritto da silvia · 7 ottobre 2009, 22:48 · #

Buondì Mr. Scroll! Sa che la invidio? Per un post (e una firma) c.s… immaginario reale a parte, mi dedicherei ai sogni senza interrogativi benevolmente maliziosi.
Mi associo a saluti e complimenti.

scritto da frank spada · 8 ottobre 2009, 10:46 · #

Silvia, come vedi dal commento di Mr.Sword il tuo pseudonimo Sexy Sadie ha fatto colpo sul nostro amico… fai attenzione, mi raccomando, ché il Sig. Frank è un furbacchione…

scritto da glauco · 8 ottobre 2009, 11:04 · #

Ciao Glauco! Buona sera a tutti, e grazie per l’accoglienza. Il forum a cui mi riferivo è proprio quello, gentilissimo Glauco, e sono molto contenta di sapere che è ancora attivo. Ero un’ assidua frequentatrice di “ leggende metropolitane “ , ma non mi sono mai registrata. Vi ho trovato, a lungo, post interessantissimi, scritti da veri e generosi appassionati all’argomento, tra cui te, Glauco. E così, appena possibile, ordinai sul web il tuo bel libro. Devo molti ringraziamenti a te e a “ Leggende Metropolitane “, Moltissimi saluti, lieta di essere qui. “It’s All To Much”

------------- Nota di Glauco: ciao Silvia. Allora cerca la nuova postazione di Leggende su http://forum.misterieleggende.net. Io ti invito a iscriverti, c'è una sezione apposita "mi presento" o roba del genere, dì pure che ti ho invitata io. E ovviamente stay with us. Anzi se hai qualche canzone da chiedere (traduzioni) fai pure. Comunque prossimamente sceglierò Alanis Morissette, ma sono indeciso su quale testo.

scritto da silvia · 12 ottobre 2009, 20:06 · #

Ciao Glauco e grazie per il tuo gentile invito ad iscrivermi su L.M, lo apprezzo molto.Ma quel che mi entusiasma di più, in questo momento, dopo aver letto la tua nota, è il fatto di poterti chiedere la traduzione, e, spero, qualche tua considerazione, su alcune canzoni, appena ne avrai il tempo.Una di queste è la bellissima “ The Stairway to Heaven “ dei maestosi Led Zeppelin. Da qualche mese la (ri)ascolto spesso, attentamente, e ho cercato di tradurla da sola. Mi piace molto, e adoro un verso, alla fine: “ When All is One and One is All,..to be a Rock, and not to Roll”. E poi la Voce, quella del signor Robert Plant. Molte grazie, Glauco. Splendide cose a tutti.

------- Nota di Glauco: Sarò sincero. Io ho un rapporto un po' burrascoso con i LZ. Non sono fra i miei gruppi favoriti, anche se ho due tre dischi; inoltre all'epoca mia si tifava o per gli Zeppelin o per i Deep Purple, e io appartenevo alla parrocchia Porpora (un po' come Lazio e Roma, Beatles e stones...) Poi non ho grandissima stima per Page, mentre trovo sia Plant che Bonham molto bravi. Ma più che non amare gli Zeppelin ce l'ho un po' con certi Ledzeppeliniani per i quali sembra che esisttano solo loro. Tuttavia, sarò felice di accontentarti, anche perché bene o male STH fa parte della Storia del Rock. Io personalmente preferisco Immigrant Song, ma te la tradurrò volentieri... dammi un apio di giorni.

scritto da Silvia · 13 ottobre 2009, 16:05 · #

Sei gentilissimo, Glauco, e incommensurabilmente simpatico.Grazie per il titolo di quel brano che ti piace, Immigrant Song, che riascolterò al più presto .Io vorrei “esagerare” XD, e chiederti, per favore, anche la traduzione di “ Life on Mars” di D. Bowie, e qualche tua considerazione sul testo, la musica, l’autore; appena hai tempo, e se ti fa piacere. Ancora molte grazie.

-------- NdG: farò il possibile, Silvia. E grazie. Ci sei su Facebook? inserisco nel prossimo post un link divertente....

scritto da Silvia · 13 ottobre 2009, 16:56 · #

INCREDIBILE a dirsi, ho pure un Fan Club su Facebook… l’hanno creato due ragazzi abruzzesi…
http://www.facebook.com/group.php?gid=125550467193&ref=mf

scritto da glauco cartocci · 13 ottobre 2009, 17:17 · #

Ciao! Ho ascoltato Immigrant Song. Mi è piaciuta molto. La ascolterò con maggiore attenzione, e leggerò il testo. Per quanto riguarda Facebook, anche io sono una tua fan, è del tutto evidente XD, ma non mi sono mai iscritta. Mi hai incuriosito moltissimo: che link posterai? Molti ringraziamenti e saluti.

-------- NdG: Il link era quello del fan club, cara... niente di più. Ho detto che era divertente perché mai avrei immaginato di essere tipo da fan club....:-)))

scritto da Silvia · 13 ottobre 2009, 19:21 · #

Immigrant Song, secondo me, è una delle più belle opere dei LZ, dopo Stairway To Heaven (tacciata di Satanismo) e qualche altra. A parte questo, a parte i LZ, vorrei soffermarmi sul concetto di ciò che una canzone od una musica in particolare può e deve significare.

Un brano musicale classico, una canzone che sia rock, rap, pop od altro, credo siano i mezzi che ci possano ricondurre a quella dimensione che unisce l’ empirico con la parte più bella dell’ extra empirico. Una congiunzione tra noi e Dio, inteso come l’ insieme del tutto e non come dogmaticamente si intende nelle varie religioni. Una specie di distaccamento da noi stessi, mentre ascoltiamo, fino a raggiungere una dimensione totalmente estranea a quella empirica nella quale viviamo. Una dimesione nella quale noi stessi sentiamo di non avere più un peso corporeo bensì ci fondiamo in essa.
Quando passi una serata intera ad ascoltare ciò che più musicalmente ti emoziona, senza avvertire la consapevolezza che il tempo sta passando. Quando a volte le lacrime ti sgorgano dagli occhi con la stessa intensità di quelle di un bimbo, tu che non sei mai abituato a piangere. Quando ti senti avvolto da una dimensione nella quale non avverti più l’ esistenza dello spazio, del tempo, del peso, delle dimensioni.
Quando intorno a te non esiste più nessuno anche in mezzo ad una folla di gente. Quando qualcuno vicino a te ti ingiunge di abbassare il volume delle cuffie e tu in quel momento non ci sei ad ascoltarlo, perchè alto o basso sia il volume per te egli non esiste.
Quando sai che la “tua” musica la devi ascoltare in solitudine e non importa se c‘è qualcuno accanto a te, perchè in quel momento la musica è per te più importante.
Ecco, per me questa è la musica. Non importa di che genere essa sia: ognuno di noi ne predilige uno. Ognuno di noi, ascoltando il suo genere, è come un drogato in piena estasi: perchè anche la musica è droga, a volte. Credo che la musica sia la droga più antica del mondo. La meno dannosa a livello fisico ma tra le più dannose a livello psichico. E quando la musica la fai anzichè ascoltarla, decuplichi il suo effetto e la tua assoluta dipendenza da essa.
In certi momenti la musica ti prende e ti porta con sè al di là di ogni spazio e di ogni tempo, facendoti suo nella tua totalità.
Questo è il rapporto che a volte ho con la musica. Spero sia così anche per altri, altrimenti avrei bisogno di uno psichiatra in quanto non mi considererei un terrestre.
Ciao a tutti.

scritto da Roberto Ziviani · 14 ottobre 2009, 02:49 · #

Stai tranquillo, Roberto, è così anche per altri… e io di questo genere di droga sublime e non dannosa ne “abuso” dal 1965 se non prima; anzi, prima, perché da bambino amavo… Fred Buscaglione. (evidentemente i miei idoli sono destinati a morire giovani).
Se la musica è droga, quindi, io mi ritengo Timothy Leary….

Molto bella la tua descrizione emozionale, nella quale tutti ci possiamo riconoscere. Ti ringrazio e prometto di riaccendere questo spazio, che colpevolmente ho trascurato, in settimana. Anzi, se me lo permetti, inizierei un Topic proprio a partire dalle tue considerazioni e citandole.

scritto da glauco · 14 ottobre 2009, 10:26 · #

Se te lo permetto? Certo che si. Anche perchè non ho detto cose che riguardano solo me, ergo queste parole sono di tutti: di tutti coloro che provano ciò che provo io, quindi anche tue. Come potrei non permetterti di scrivere parole che sono anche tue?
Un caro saluto.

scritto da Roberto Ziviani · 14 ottobre 2009, 16:03 · #

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