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Poche Chiacchiere: La nuda Verità

La nuda Verità

Cominciò più o men così:
a Vicenza per dir sì
alla base americana
va il premier Silvio Banana.

Per sembrar meno babbeo
va nel civico museo
per guardar qualche dipinto.
Da una tela viene avvinto:

Tiepolo Giovanbattista,
con la tetta bene in vista
di una giovane appoggiata
ad un vecchio…che figata!

Una copia ne fa fare
che fa subito attaccare
su un mur di Palazzo Chigi.
Silvio, l’uomo dei prodigi,

non sa che la giovinetta
con fuor la sinistra tetta
è la nuda Verità
e che il Tempo con lei sta,

nelle vesti di quel vecchio.
Per lui quella tela è specchio
di un suo bel sogno segreto:
in quel vecchio mansueto

Berlusconi vede sé
e nella fanciulla che
esibisce la cuccagna
vede invece la Carfagna,

la ministra che gli piace
e ogni dì lo fa più audace.
Poi qualcuno gli ha spiegato
il real significato

della tela in Sala stampa
e qui d’ira Silvio avvampa,
incazzandosi parecchio:
va ben che sia il Tempo il vecchio,

ma una gran noia gli dà
che la nuda Verità
sia le bella giovinetta
che esibisce quella tetta.

Della Verità il caimano
ha un terrore sovrumano,
tanto più se appare nuda,
non cambiò, nessun s’illuda.

E perciò una mano esperta
quella tetta ha ben coperta
con un simil reggipetto.
Dai cronisti va il ducetto

senza alcuna verità,
ma al suo fianco Mara sta,
col capezzolo sinistro
ben in vista, da ministro.

Inserito il 06/08/2008 da Carlo Cornaglia | ci sono 6 commenti

A voi la parola

Dalla trincea di questo fine diario
L’abile mano tua di rado sbaglia.
Il tuo fucile è la poesia, Cornaglia.
La munizione eletta l’ottonario.

Di ritmo tale verso é poco vario
Però ossessivo quanto una mitraglia.
Bruciasse il sederino alla marmaglia
Che t’ispirò, sarebbe straordinario.

E’ questo il lato debole e sublime
Della poesia, scusa se ora divago.
Svela del Vero le candide cime

ma solo a chi del Vero non è pago.
Per gli altri sono inutili le rime:
meglio una pietra al collo e un tuffo al lago.

scritto da velio laga · 11 agosto 2008, 14:01 · #

Ormai noto è che il Silvietto
è un priapico galletto:
al veder le donne nude
il sorriso gli si schiude,


gli si allunga l’argomento
fino a vellicare il mento.
Tutti invidiano il vegliardo
sempre lì a scagliare il dardo!


La monnezza dei Campani
lui sloggiò con le sue mani:
non c’è chi lo sa eguagliare
se si tratta di scopare!


Se la Maja vede nuda
gli si sbragan le bermuda
e dimentica all’istante
d’esser pure governante.


E’ la Verità soltanto
che gli arreca disincanto:
nuda o con la giacca a vento,
sempre identico è il tormento.


Se però la sua ignoranza
gli fa creder che la ganza
dal GianTiepolo pittata
sia una gnocca da montata,


senza remore s’impazza
nello sport che più l’arrazza:
affondar con voluttà
in Bocca alla Verità

scritto da Gregna Pola · 12 agosto 2008, 10:16 · #

Se Berlusconi padre alla consorte
l’avesse messo dietro anziché avanti
oggi a strillar per un dolore forte
di certo non saremmo così in tanti,
ché in culo solamente la mogliera
l’avrebbe preso, e non l’Italia intera

scritto da mozart2006 · 13 agosto 2008, 19:29 · #

Saltimbocca alla romagna. Un marameo alla coerenza


Hanno chiesto al Santo Padre Benedetto:
“Che ne pensa dei pompini a Berlusconi?”
“E’ il Maligno che fa le intercettazioni:
chi ci crede, andrà all’Inferno, lo prometto.


Poi si sa che noi teologi di rango
abbiam testa sol per nobili argomenti:
la Madonna, gli angioletti, i sacramenti;
lascio ai laici misurarsi con il fango.


Io lo so qual è l’amor del Cavaliere
per il nucleo famigliare, per i figli:
cinque lùi ne ha avuti, puri come gigli,
tutti esempi di cattolico cristere *.


Amò tanto la famiglia che non seppe
fare a meno di crearsene ben due:
per il lor sostentamento, come un bue
lui lavora sodo al par di un san Giuseppe.


Poi da quando egli s’è fatto, da Crociato,
paladino dell’Italia cattolica
non vi sembra una fandonia iperbolica
che abbia tempo per il sesso più sfrenato?


E però, siccome l’uomo è peccatore,
per iperbole ammettiamo che sia pure
c’abbia avuto le sue brave sbavature,
l’avrà detto certamente al confessore.


Noi c’abbiamo del perdono la cultura,
fino a 7 volte il numero 70:
voi capite, ne avrà pur di foga tanta,
non le avrà esaurite per la sepoltura!


Detto questo, noi restiamo intransigenti
sui princìpi di nostra moralità.
E che c’entra che il Governo ci darà
sovvenzioni per i nostri insegnamenti?!


Cavaliere senza macchia né paura
lui mulina per noi la sua durlindana:
se lo attaccano su Famiglia Cristiana
Letta e Bertone gli fan da copertura.


Come già fece Franco in terra di Spagna
Lui l’Italia più cattolica farà!”.
La coerenza oggidì è una mara realtà
Che nei saltimbocca alligna e poi ristagna.


* Si sa che il papa tedesco ha qualche problema con la lingua italiana. E’ una licenza … papale.

scritto da Gregna Pola · 17 agosto 2008, 15:29 · #

Per sbeffeggiar Sivio ed i suoi gregari,
volli endecasillabi e petrarcheschi
versi comporre; eppur sono più freschi,
più pungenti i tuoi veloci ottonari.

scritto da demoskaidemos · 18 agosto 2008, 20:58 · #

Sempre più verde è l’erba del vicino:
l’endecasillabaro ne vuol otto
mentre l’ottonarista, poverino,
negli undici vorrebbe essere dotto.


Chi vuole far Petrarca, chi far Dante,
chi s’accontenta di Bonaventura,
ma tutti san la cosa più importante:
la satira buon sangue ci assicura.

scritto da carlo cornaglia · 19 agosto 2008, 22:26 · #

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