Deprecated: Function set_magic_quotes_runtime() is deprecated in /home/robinedi/public_html/blog/textpattern/lib/txplib_db.php on line 14
Poche Chiacchiere: La marcia sul Colle

La marcia sul Colle

Va gridando come un folle:
“Quanto prima salgo al Colle!
Spiegherò a Napolitano
quanti danni fa Romano,

fonte di brogli ed errori.
La parola agli elettori!”
Cari amici, amiche care,
è il momento di rimare,

vi propongo l’argomento
per il primo appuntamento.
Ciascun dica a suo parere
cosa al nostro Cavaliere

Giorgio controbatterà.
A mio avviso, gli dirà:
“Sì, Romano ha fatto guai,
ma dei tuoi son meno assai,

perciò, caro Berlusconi,
scorda pure le elezioni.
Studia qualche nuova mossa
con la tua amichetta rossa,

l’indomabile Brambilla,
bevi qualche camomilla,
gioca con i guardaspalle.
Ma va fuori dalle balle!”

La marcia sul colle - Vignetta di Sergio Calderale

Inserito il 20/06/2007 da Carlo Cornaglia | ci sono 4 commenti

A voi la parola

La grand’afa nonostante
che or ci rende più pesante
pur reagire; ascoltando Berlusconi
a nuove forze diam gli sproni.

Ha l’ardir d’urlare ai brogli
l’omettin dalle due mogli,
con faccia tosta madornale
va in missione al Quirinale.

Cinque anni non gli furono bastanti
a far leggi pei suoi fanti?
Cosa va ancora cercando
da italiani ormai allo sbando?

Vuole salir dal Presidente
a far chiasso nuovamente,
ma io prego il Grande Vecchio
da mercante fare orecchio

e di fronte all’arroganza
d’Al Capone che lì avanza
di mandarlo tosto a fare
dove il sole non può osare.

E se proprio quello insiste,
e non va per quelle piste,
rimandarlo a fare ex nihilo
dove il sole non ha asilo.

scritto da Bove Sedato · 20 giugno 2007, 17:24 · #

Terminata la scalata
d’in sul Colle, assai sudata,
esaltato, il Piccoletto,
vuol riprendersi lo scettro.


Qui ha da far Napolitano,
– che di Napoli è paesano –
sfoggio astuto di quell’arte
che non scorda pur chi parte


da una città fin troppo bella
che i politici, pòrella,
lascian nella spazzatura,
strati e strati a dismisura;


di quell’arte dicevamo
per cui lesta occorr la mano,
serve a dare ai fessi scacco,
e il suo nome è noto: pacco!


Per cui caro Presidente
usa l’arte, e sii tagliente,
e a chi vuol fare il padrone
senz’esser frutto d’elezione


stoppa il passo, con fermezza.
La decenza non apprezza
che ritorni in cima a tutto
un ch‘è un tale farabutto.


Lascia credere al massone
che tu pure sei un coglione:
se chiede la Poltrona per suo vizio
allungagli una comoda, da ospizio.

scritto da Bove Sedato · 20 giugno 2007, 22:07 · #

Caro Carlo che sorpresa riascoltarti

da Moncucco a rincontrarti

in questo spazio virtuale...

un piacere niente male.


Ma passiamo al Cavaliere,

che cavalca solo fiele,

proprio ora, guarda caso,

urla forte alla Nazione

quando sta all’opposizione!


“Il governo non decide!”

Lui protesta e se la ride

Co’ sta legge elettorale

approvata da lui stesso

ci ha incastrato… mica fesso!


Nel frattempo sto aspettando

e son qui che mi domando

Oh miei Prodi,

quando arriva questa legge,

sul conflitto di interesse?

scritto da paolo mattana · 21 giugno 2007, 08:39 · #

Caro il mio Paolo Mattana,
è una cosa molto strana
che mi parli di Moncucco.
Pur se son vecchio bacucco,

mi ricordo certamente
del tuo viso sorridente,
dell’America latina,
del parlar della rovina

di un’Italia disastrata.
Fu alla lieta tavolata
di uno splendido banchetto
nella villa dei Garetto.

Tanto è bello ritrovarsi
quanto è triste lamentarsi
non sol più del Cavaliere
ma del nostro timoniere,

visto che Romano Prodi
il paese di Bengodi
per il qual l’abbiam votato
ce l’ha solo millantato.

scritto da Carlo Cornaglia · 22 giugno 2007, 13:38 · #

Aiuto Textile

Per non essere filtrati dal software antispam, evitare di scrivere tutto maiuscolo.
I commenti offensivi o pubblicitari non saranno pubblicati.