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Poche Chiacchiere: La madre di tutte le intercettazioni

La madre di tutte le intercettazioni

Berlusconi, l’amatore,
sta vivendo nel terrore
che un dì qualche quotidiano
illustrar possa l’arcano

di quell’intercettazione
nella qual da sporcaccione
ha una storia a luci rosse.
Deve averle dette grosse

se ne prova tanta angoscia:
“Se vien fuori, prima o poscia,
giuro che me ne andrò via,
lontan dall’Italia mia!”

La notizia è promettente
e perciò è immediatamente
cominciata una gran caccia
perché la feral minaccia

trovi pronto compimento.
Sono entrati in movimento
svegli zero zero sette,
redattori di gazzette,

grandi firme dei giornali,
bollettini parrocchiali,
scuole d’alto giornalismo,
specialisti di occultismo,

radio pubbliche e private,
le television criptate
che trasmettono film porno
sia di notte che di giorno,

tutti tesi all’obiettivo
di ascoltar Silvio dal vivo
in dichiarazion d’amore,
sentir l’Unto del Signore

dir: “L’amore mi tormenta,
una ancor me ne consenta
e se sopravviverò
poi ministra la farò!”

E se tutto l’indomani
uscirà sui quotidiani,
Berlusconi dove andrà?
In Europa, ben si sa,

il Berlusca non è amato:
un sondaggio l’ha piazzato
fra i capoccia della Ue,
ventiséttesimo, ahimé,

e son ventisette in tutto…
In America è al debutto
quell’Obama cui non piace
per una battuta audace

sulla bella abbronzatura.
Soluzione più sicura
sembrerebbe il Vaticano:
Benedetto, alquanto anziano,

prima o dopo se ne andrà
ed in cielo salirà,
destinato alle alte sfere.
In conclave il Cavaliere

trionferà sicuramente
foraggiando lautamente
un bel po’ di cardinali
ed un Papa senza eguali,

grazie a un altro grande imbroglio,
salirà sull’alto soglio.
Silvio, Papa diventato,
abolito il celibato,

aprirà quella finestra
ed alzando la sua destra
su di un popolo plaudente,
dirà tutto sorridente:

“Nuntio vobis gaudia magna,
oggi sposo la Carfagna
che diventerà papessa.
Per i preti, se interessa,

abolisco ogni divieto
e il pisel, non più obsoleto,
anche a loro servirà,
grazie a me, Mia Santità.”

Vignetta di Frator

Inserito il 02/01/2009 da Carlo Cornaglia | ci sono 7 commenti

A voi la parola

Allettante la proposta.
Corre già da costa costa
la notizia della fuga
del “gran” Silvio senza Ruga,


Cavalier errante prìa
poscia papa (e così sia).
Oltre Mara la papessa,
per cantar la santa messa,


pure ha scelto il Camerlengo
(oh mio Dio, sento che svengo)
per tenere in pari i conti,
il cui nome pio è Tremonti.


Con l’ancella sua diletta,
Maria Stella pargoletta,
pensa ai fondi all’istruzione:
quale nobil buona azione


Toglier soldi alle statali,
ricettacolo di mali!
Or felice è il santo padre
delle sue manovre ladre


e, riunito il Concistoro,
tutti cantan lodi in coro:
primo lodo è d’Angelino
(mai fu nome più divino!)


che il Pontefice ha salvato
da un destino ormai segnato
(il subire leggi avverse
e affrontar le cause perse).


“Non più leggi dei mortali
e dei laidi tribunali,
neanche più legge di Dio,
io comando in nome Mio!”


E poi i Bondi ed i Rotondi,
ed i Fini ed i Frattini,
o la Giorgia coi Meloni
per passare poi a Sacconi,


e La Russa e la Brunetta
e finanche Gianni Letta:
sono assunti in Santa Sede
coi profeti Vespa e Fede.


L’uno scrive libri in prosa,
annualmente e senza posa,
ma amministra anche il rito del
catodico Paraclìto;


l’altro, sommo sacerdote,
dà notizie ormai ben note
prospettando all’aldiqua
questa mesta Trinità:


rete quattro e canal quinto
(sulla RAI da tempo han vinto)
ed insieme fan tutt’uno
col padron d’Italia, Uno.

scritto da Dario · 3 gennaio 2009, 12:58 · #

Mara papessa? Un tarocco!

scritto da Dario · 3 gennaio 2009, 12:59 · #

Un’aggiunta di consonante
mi permette, seduta stante,
di modificare L’Amatore
nel conforme ruolo di imprenditore.


E così Armatore lui diventa
con il suo mi consenta
si costruisce una corazza
così nessuno lo scazza.


Sulle navi lui c’è stato
e non era disturbato
dalle attuali intercettazioni
che gli fan girare i gioielloni.


Rieletto Presidente
or si vuole cavare un dente
se la prende con chi ascolta
e lo fa di volta in volta.


Il telefono per lui è una mania
lo diceva anche Ciccio Ingrassia
ha bisogno di una voce buona
che un poco lo rintrona.


Se telefona la Carfagna
lui arde come una castagna
se poi è la Gelmini
allor si parla di Rosmini.


Se lo chiama Sandro Bondi
alla cultura non si danno fondi
ma se è la Marcegalia
s’infuoca come una paglia.


Se poi telefona Schifani
si danno inizio ai piani
per delegittimare il Senato
e ridurlo a substrato.
Se sente Gianfranco Fini
lui non si mette nei casini
chiama subito Gasparri
affinché nessuno sgarri.


Se risponde a Tremonti
allora saltano i conti
di arrivare a fine mese
senza fare alcune spese.


Se si allaccia con il Brunetta
lo passa a Gianni Letta
per calmare sto piccoletto
e metterlo subito a letto.


Se poi è Umberto Bossi
si mette a saltare i fossi
alla Lega tutto è consentito
anche tagliarsi un dito.


Se l’interpella Veltroni
lui gli dice di star boni
ma se è D’Alema
allor si va fuori tema


si parla solo di vela
e niente qui si cela
si pubblica in Mondadori
e son tutte rose e fiori.


Se lo chiama il Santo Padre
vola come le gazze ladre
con lui si sente beato
e dimentica ogni reato.


Se sente la Veronica
dice di essere a Sebronica
a portare un po’ di pace
anche se lui è un rapace.


Se poi è Obama
allor è preso da brama
l’abbronzatura è manifesta
e va a lancia in resta.


Se poi si sente con il Padreterno
si ritiene ancor più eterno
sull’Italia ci mette le tende
e noi ci fasciamo la testa con le bende.


Stame bin Carlin

scritto da Frator · 3 gennaio 2009, 16:11 · #

Nelle sue intercettazioni,
ci son le rivelazioni,
della considerazione
che ha del popolo coglione,
“A color facciamo fare,
tutto quello che ci pare.
Tanto non capiscon nulla
quasi bimbi nella culla!
Noi da bravi genitori,
leniam lor tutti i dolori
con balocchi colorati
e discorsi un pò smielati,
e prendiamo per noi stessi
d’ogni ben di dio i possessi.”
E’ il discorso intercettato
che cerchiam da ogni lato
se lo trovo lo trasmetto
croce al cuore in mezzo al petto!

scritto da Anna Gengaro · 3 gennaio 2009, 16:28 · #

I have a dream: fottere! Magistrati compresi


C’era un tempo ch’eran noti gli italiani
come un popol di poeti, eroi e santi,
pizzaioli, furbacchioni e naviganti,
difensori dei valori più cristiani.


Ma col tempo questi sterili cliché
han ceduto il passo al nostro vero genio:
non già quello del Lupin di nome Arsenio
ma di un Priapo Casanova molto osè.


Fare sesso o farsi fare in certi casi
diventò la principale occupazione
di chi vive nell’italica nazione,
coltivata come un’arte, quasi quasi.


Pare quasi che i politici nostrani,
grandi manager e amministratori,,
senza mai dimenticar gli imprenditori,
si trastullino col sesso a piene mani.


Poi giù giù fino alla gente più comune,
club privée, scambi di coppie, porno-sale
e il turismo cosiddetto sessuale:
si va a fottere su Giove e le sue lune!


C’è un pochino, perché no?, di trasgressione:
transessuali, bisessuali, animalisti,
travestiti, copro-, zoofili e papisti,
sesso estremo con o senza polluzione.


Tanto che c’ abbiamo come presidente
un mandrillo ch’è dotato di un pitone
schiavo d’ùna inestinguìbile erezione,
arrapato senza colpa né movente.


Non per niente s’è alleato coi leghisti
Pur se un baffo gliene fa il federalismo:
lui e Bossi son cultori del priapismo,
integerrimi, d’acciar, celoduristi


Lui fa sesso senza soste per più ore,
una o tante, vecchie o giovani non conta:
quando sniffa una jolanda, lui la monta,
quasi come prescrizione del dottore.


C’è la crisi, dicon tanti, forse, pare;
ma no certo per il nostro Casanova:
tanto all’estero che in patria, ove si trova,
con dovìzia lui si dà all’arte d’amare.


Se poi trova una guagliona di spessore
ch’è maestra nel placare le sue voglie,
come un fiore a più riprese lui la coglie,
poi la premia con incarico ad onore.


Dagli e dagli però qualche schifosetto
s’è ficcato nelle linee sue roventi,
registrando le sue avanches più prorompenti
e ora teme che gli giochi uno scherzetto.


Lui però senza frapporre troppi indugi
mette sotto i suoi scagnozzi ed avvocati
perché spengano i pruriti ai magistrati
che gli ficcano le orecchie nei pertugi.


Voi capite che sarebbe d’imbarazzo
se alla radio, sui giornali o alla Tivù
si sentisse come il nobile Re Hatù
porta avanti la politica del cazzo.


Anche se non mi farei le meraviglie
di scoprir che agli italiani frega niente
di saper che il loro amato presidente
ha un gran sogno: di scoparglisi le figlie.

scritto da Gregna Pola · 3 gennaio 2009, 21:11 · #

Il pioniere azzurro


Vagava e sceglieva
e sempre sapeva
il mal che cercava
tra quelli che usava.


Nel marcio frugava
e sempre scovava
e poi registrava
e tutto annotava.


Promesse faceva
e poi dirigeva
i posti assegnava
... e poi liquidava.


E più sorrideva
più gente cadeva,
e lui continuava
a far la sua strada.


Lui solo esigeva
di fare carriera
il tron gli mancava
per dir che si amava.


Pioniere divenne
ormai settantenne
la terra promessa
gli ha dato alla testa.

scritto da MgSironi · 4 gennaio 2009, 10:31 · #

Il delirio di grandezza
a una tale insensatezza
ha condotto quel caimano,
che per lui non sarà strano


creder di poter ambire
sempre in alto più salire.
“Non gli basta il Quirinale,
vorrà ‘l soglio anche papale”,


giustamente questo dici
nei tuoi bei versi felici,
un modello d’ironia
di squisita poesia,


ch’è più facile gustare
che riuscire ad imitare.
Ma se osserva sè allo specchio
vedrà Silvio un tristo vecchio


in total disfacimento.
Ah per lui quale tormento!
Non sul soglio di san Pietro,
ma andrà giù di qualche metro


nella terra fredda e scura
sua prigione duratura,
che per ora egli ha scansato
da avvocati spalleggiato


e con leggi in Parlamento
fatte a suo piacimento,
Ma di fronte ora al Signore
nulla può l’imbonitore.

scritto da demoskaidemos · 4 gennaio 2009, 14:38 · #

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