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Poche Chiacchiere: Comporre un testo per una canzone

Comporre un testo per una canzone

Stavolta non commenterò un testo.
Ci prendiamo una piccola pausa: stimolato dalle osservazioni espresse in questa sede dai miei – pochi ma buoni – interlocutori vorrei riflettere su cosa significhi scrivere un testo per una canzone. Tutti coloro che ci si sono provati sono invitati a dire la loro (ma anche ovviamente tutti gli altri).
I due blocchetti qua sotto li scrissi qualche anno fa, in un mio “diario” che riportava le mie esperienze di compositore-suonatore hobbista. Ve li riporto così come furono concepiti allora (mi sono limitato a ripulire le frasi eliminando qualche parolaccia, non consona alla dignità di questo Blog ;-)
Siate comprensivi se il linguaggio non è “aulico”, ho preferito lasciare la spontaneità con cui scrissi tali osservazioni per me stesso.

MISTIFICAZIONE?

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Io sono fra quelli che ritengono che in un’operazione “creativa” (small, medium, L oppure XXL) non ci siano limiti, tranne quelli che tu ti poni da solo.
Devi darti assolutamente delle regole, modificabili di volta in volta, ma che non possono, una volta decise, essere assolutamente eluse.
Mi spiego: uno può scrivere un testo completamente senza capo né coda, o se vogliamo dirlo in modo più nobile, “visionario”. Chi lo legge può legittimamente dire “questa è mistificazione” oppure “ma costui è fuori come un balcone” oppure “che cosa sublime”.
Questo dipende dalla reazione personale del fruitore, dalle “corde” che vibrano in lui stimolate dalle immagini, dai vocaboli, dalle associazioni, dai suoni.
Ma c’è un “pubblico” al cui giudizio l’artista non può sottrarsi, che è se stesso.
Se una frase è una cacchiata, ci sta solo per la rima o perché l’autore non ci si è sprecato più di tanto, lui lo sa, e ogni volta che la risente ci va a sbattere, come quando uno si morde la lingua, che poi se la rimorde sempre nello stesso punto.
Questo, e soltanto questo, distingue l’espressione artistica dalla gratuità.
Non è una questione di se il risultato sia “commerciale” o elitario: ci sono grosse str(...)ate che hanno fatto il giro del mondo, e bellissime canzoni che hanno fatto il giro del mondo.
Ci sono dei prodotti criptici e complessi che trovano un sacco di gente a cui dicono qualcosa, e prodotti meno criptici o complessi che rimangono lettera morta.
Non si sa perché.
Alcuni dicono siano i Mass media, altri l’opera del Signore, altri i colpi imprevedibili del C …fortuna.
Ma l’autore, il compositore, lo sa bene se era una cosa per lui valida o era solo un cumulo di merdate messe insieme.

COMPORRE UN TESTO

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Comporre delle liriche per una canzone significa avere già un’idea della musica, anche se ancora allo stato embrionale.
Il bravo musicista capisce quali sono gli accenti naturali in un testo.
Ci sono dei testi che impongono una scansione di 3 quarti, o che vanno terzinati, già per come sono scritti.
Ci sono testi che obbligheranno chi scrive la musica a fare per forza un brano veloce, altri richiederanno un’andatura ritmica più tranquilla.
Ci sono testi che ci-devi-fare-per-forza-un-blues, si sente, non ci sono santi.
Altri ti suggeriranno necessariamente una musica sciolta, allegra.

Se invece il testo viene scritto DOPO la musica, bisogna compiere il percorso inverso, capire il “mood” con cui la musica è stata scritta, adeguarsi.
E comunque ogni testo ricrea e riqualifica la musica — se segue la musica — così come è vero il contrario.
Sia che si scrivano delle liriche surreali, che comiche, che crudamente descrittive, il dilemma di fondo è se stai partorendo qualcosa di autobiografico o no.
Talvolta le due cose non sono nettamente separate: all’interno di una storia si può inserire qualcosa di personale; anche solo una riga può riportarti dalla fantasia alla tua propria situazione.
Si possono realizzare canzoni che sono liriche slegate, racconti, telefilm, gialli, fantascienza, “soap opera”.

Scrivere di se stessi, invece, è sempre faticoso, sofferto, ma appagante.

Scrivere di situazioni mai provate è anche vivere un po’ di vita altrui.

Inserito il 29/05/2007 da Glauco Cartocci | ci sono 153 commenti

A voi la parola

Avrei tanto voluto commentare prima il tuo post, mi è piaciuto molto.
Penso che qualsiasi sia l’argomento del “manufatto” artistico, di qualsiasi genere, l’autobiografia ci sia sempre, poichè qualsiasi cosa tu rappresenti (testo, musica, immagini ecc…) passa comunque dal filtro della testolina (oltre che dalle mani, dagli occhi, dalle orecchie, dalla bocca) e fa la tua storia (storia che entra, viene digerita, viene espulsa).
L’arte è prima di tutto una forma di alimentazione, una somatizzazione, a volte anche una deiezione mefitica, ma comunque molto personale.
L’autobiografia è il più delle volte involontaria. Sono magari le volte in cui riesce meglio.

scritto da Carla · 6 giugno 2007, 14:56 · #

Personalmente non vedo problemi di autobiografismo. Se dipende solo dal fatto che alla fin fine, per quanto concentrati su altro, noi abitiamo noi stessi, allora è sì ineliminabile. Tuttavia credo che sia possibile anche guardare oltre, calarsi altrove, anche lontanissimo, ma davvero lontanissimo, dal sé.
Se le parole precedano o seguano la musica che le accompagnerà difficile a dirsi. Immagino ci siano diversi modi di comporre, per cui buoni entrambi.
Mi piace invece l’accento che tu (se posso), Glauco, poni sulla falsità. Questa falsità che noi non possiamo nascondere a noi stessi. Non so se siamo davvero i giudici più spietati di noi stessi, però di certo siamo gli unici giudici che possono “sapere” la verità.
Il discorso porta oltre, credo talvolta di essermelo chiesto.
Prendiamo uno scrittore che tra i tanti libri che ha scritto (nei confronti dei quali certo avrà un giudizio chiaro, una scala personale di apprezzamento e considerazione) veda quello per lui meno riuscito, quello messo insieme senza un’ispirazione particolarmente sentita, quello arrangiato in modo che alla fine assuma un senso, (artefacendolo col mestiere affinché ne abbia), ebbene, mettiamo che proprio quello sia venerato come grande opera.
Forse proverà a crederci, ma in fondo lo scrittore saprà della falsità di quel testo.
Potrà allora davvero gioire della sua gloria?

scritto da Armando · 14 giugno 2007, 21:00 · #

In quei momenti (per fortuna rari) in cui penso che scrivere su un blog equivalga a gettare in mare un messaggio in una bottiglia, mi tornano, puntuali, dei commenti a convincermi che la cosa abbia una valenza forte e oggettiva.
Leggo risposte come queste di Carla e di Armando, e mi accorgo di quanto sia efficace questo “gioco delle parti”: mi ritrovo dal lato di chi legge, constato come la risposta sia valida altrettanto (se non di più) del mio stesso assunto di partenza. Ringraziare è forse inutile e comunque sarebbe poco.
Preferisco ri-commentarvi a mia volta, rilanciare!

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Le vostre riflessioni sono davvero succose, e trascendono l’ambito ristretto “canzonettistico” in cui ho scelto di operare. A riprova che anche in un campo limitato si ritrovano i temi più vasti e significativi della vita e dell’arte.
Autobiografismo o meno?
Come avete saggiamente riscontrato, non ci sono ricette. Lennon criticava McCartney perché scriveva piccole fiction, storielle, disegnava personaggi distanti da lui; diceva che si può solo parlare di se stessi. (Eppure anch’ egli ha creato deliziosi quadretti come “Being for the benefit of Mr.Kite”; e chi ci dice che il suo collega, nel dipingere le vite solitarie di Eleanor Rigby o di Padre McKenzie, non ci abbia messo dentro tanto del suo personale, intimo essere? )
Noi sappiamo che le regole fisse e intoccabili non aiutano l’espressione artistica, e anzi, come tentiamo di fissarle, veniamo subito smentiti dai fatti. (Come dice Carla: la migliore autobiografia è quella involontaria!!!!)

Il dubbio che pone Armando riguardo il rapporto fra lo scrittore e una sua creatura che ha avuto successo “nonostante”, è davvero realistico, credo succeda molto spesso.
So di autori di canzoni che provano un certo fastidio per quelli che sono considerati i loro capolavori e ostentano simpatie per i loro figli più “negletti”, meno considerati.
In parte gioca la noia, essere sempre additati per le stesse quattro cose quando tu sai che la tua gamma espressiva è più vasta; in parte ci sarà anche un po’ di snobismo… Ma sono comunque reazioni umane e comprensibili.
Chissà se in parte non giochi proprio il fattore “sincerità” che Armando indicava? Certo è che anche questo testimonia la bellezza e la casualità delle emozioni umane: può accadere che un autore faccia un qualcosa, con la mano sinistra, che la gente si troverà ad ammirare e mitizzare molto più di altre creazioni ponderate invece per anni.
Sarebbe davvero divertente sentire Leonardo che ridimensiona la validità della Gioconda o della Vergine delle Rocce, a favore di un disegno incompleto e poco considerato, di un cartone con un mezzo abbozzo…

scritto da glauco cartocci · 15 giugno 2007, 09:37 · #

Resta invece per me un mistero (e ciò costituisce il suo fascino) il perché e il percome una certa canzone (intesa come testo) abbia avuto in sorte proprio quella musica, sia che l’abbia composta lo stesso autore, sia, soprattutto, se venga da altro. Non saprei mai dire se un certo testo talmente bello lo sarebbe stato con chissà quante altre musiche. Eppure quella che gli hanno assegnato sembrerebbe così perfetta, insostituibile.
Ciò mi turba. Esiste una “verità” in una bella canzone?

scritto da Armando · 15 giugno 2007, 20:21 · #

Paul McCartney disse di aver sentito in sogno la musica di Yesterday, e non la riconosceva come sua. Passò infatti dei giorni a cercare di capire se quella melodia fosse un ricordo di qualche canzone, magari sentita durante l’infanzia, la fece ascoltare a parecchia gente. Quando ebbe sufficienti conferme che Yesterday fosse un parto originale del suo inconscio, ci mise sopra il cappello (e anche le sue finanze ne beneficiarono alquanto…)
Il testo? Il testo nacque invece a tavolino, le parole con cui la musica si accompagnava in quella prima fase erano “uova al tegamino, mi piacciono le tue gambe”, scrambled eggs, I love your legs. McCartney ritenne che non fossero allo stesso livello della musica, quindi le cambiò con liriche più “romantiche”.
Abbiamo quindi un esempio di connubio perfetto fra una musica NON meditata, NON razionalizzata, e un testo invece parecchio voluto e limato.

Quello che dirò sembrerà retorico, ma garantisco che risponde ad esperienza personale.
Quando si compone una musica (e anche quei testi che escono fuori “di getto”, con minimo controllo da parte della mente razionale) si ha la netta sensazione che la cosa venga da di fuori, che chi compone, in quel momento sia solo un tramite.
Anche Haydn parlava delle sue musiche come di un qualcosa che giungeva dall’esterno, una specie di dono.
Io ritengo (e non è poi neanche un’idea originale) che quando si eserciti la creatività non si faccia altro che “entrare in contatto” con un bacino di idee esterne a noi stessi.
Non vuol dire necessariamente essere “baciati” dal genio… uno può essere un’antenna di qualità eccelsa, come Haydn o McCartney, oppure una piccola antenna portatile, che capta cose a livello inferiore, o segnali meno forti e puliti… ma il principio è lo stesso.

Consideriamo inoltre che nell’ambito di uno stesso brano ci possono essere elementi più sottoposti di altri al controllo “tecnico”, come ad esempio l’armonizzazione rispetto alla melodia, o determinati passaggi ritmici del testo.
Dove l’istinto e l’intuizione la fanno da padroni, è più probabile che avvengano i “connubi” felici e funzionali di cui parla Armando.
Più probabile, ho detto, non è certo una regola assoluta…

scritto da glauco cartocci · 18 giugno 2007, 08:37 · #

Grazie per la bella spiegazione.
Quindi – volendo per forza dire “quindi” – la “verità” di una canzone può essere talvolta la musica, talaltra il testo.
Quando lo sono entrambi occorre pensare a un momento davvero felice e raro.
Ma quanto raro? mi verrebbe adesso da chiedermi.
Nella misura dell’uno su 10, o dell’uno su un milione?

scritto da Armando · 18 giugno 2007, 20:48 · #

Sulla carta sembrerebbe molto raro. Nella pratica, non è così, perché di “momenti felici” compositivi fortunatamente ce ne sono (stati) parecchi.
E’ vero che spesso le due componenti agiscono in sinergia, magari una musica “perfetta” spinge un testo discreto; o, al contrario, un testo validissimo qualifica una musica bella ma non stupefacente.
Ci sarebbe anche da soffermarsi sulla “tipologia” della musica, perché può accadere che un testo sia molto buono, ma non del tutto in sintonia con una musica altrettanto buona… per spiegarmi, una base tecnologica, ancorché perfetta, può stonare con un testo intimistico o bucolico. Liriche “introspettive” o tristi possono stridere se accompagnano una musica serena, piena di triadi maggiori, o costruita su un ritmo ballabile…
Ma diciamo che succede di rado: gli autori bravi capiscono che le due cose devono andare di pari passo. Cito come esempi di connubi riusciti al 100%: Wish You Were Here dei Pink Floyd, Dun Ringill dei Jethro Tull, Won’t get fooled again degli Who, The Musical Box dei Genesis, Walking on Air dei King Crimson… uh, me ne vengono in mente mille…

scritto da glauco cartocci · 19 giugno 2007, 09:54 · #

Allora confesso:
parlando della musica cantata, dove appunto c‘è anche un testo insieme alle note, do più importanza alle parole.
Per me, una canzone “grande” viene da ciò che dice. Forse dipenderà dal fatto che conosco meglio le parole. La musica nella sua sostanza confina per me con la magia (mai saprei elaborarne nemmeno un nanosecondo).
Per “sentire” solo la musica, ho bisogno che ci sia solo la musica, altrimenti l’orecchio la relega, temo quasi sempre, in secondo piano.

scritto da Armando · 20 giugno 2007, 07:09 · #

Beh, Armando, la tua è una posizione più che rispettabile, e abbastanza rara. Solitamente accade il contrario, la gente si interessa molto poco a quello che dicono le canzoni (in lingua straniera, in italiano sono obbligati a seguire le parole…)
Alcune tipologie di coloro che ammirano principalmente i testi sono quelli “svezzati” dai cantautori storici, Bob Dylan o Nick Drake o Joni Mitchell o Bruce Springsteen; o dal “Punk”, o, in tempi più recenti, dal RAP, genere in cui, se non segui i testi, difficilmente ti orizzonti…
Io, pur amando le liriche valide (e lo dimostro qui), nel mio “uso” privato attribuisco sempre maggior peso alla musica; nel senso che, se ascolto una canzone con una bella musica e scopro che il testo non mi dice nulla, continuo comunque a godere della parte sonora. Amo ad esempio gli Yes, la cui proposta contenutistica (liriche) consiste in accostamenti azzardati di vocaboli e frasi, quasi Futurismo… detto papale papale, non si capisce nulla!
Molto difficile per me il contrario: se un cantautore elargisce belle parole, significative e profonde, ma non mi “prende” dal punto di vista compositivo/melodico/armonico, o non mi piace la voce (Neil Young, ad esempio) non ce la faccio proprio a seguirlo, lo lascio alla sua poesia. Ma (quasi) certamente è un mio limite….

scritto da glauco cartocci · 20 giugno 2007, 09:13 · #

Il fatto è, credo, che “musica” e “testi” sono due mondi diversi, con linguaggi e grammatiche diverse. E farle convivere in un oggetto solo (una canzone) ha del miracoloso.

Jon Anderson degli Yes non hai mai nascosto di comporre i testi badando al suono che avevano più che al loro significato. In sostanza gli Yes erano un gruppo “strumentale”, con la voce come ulteriore strumento…

Al polo opposto, troviamo molti gruppi, anche di altissimo livello musicale (i King Crimson, per dirne uno) che si sono appoggiati a dei poeti dei, dei “professionisti” delle parole…

Il problema non è tanto avere o no qualcosa da dire (ancora prima di entrare nel merito della “qualità” del come lo si dice), quanto piuttosto riuscire ad esprimerlo con le parole !

Io, ad esempio, scrivo musica da anni, e devo dire piuttosto facilmente – spesso di getto (sulla qualità, naturalmente, non posso dire niente).
Quasi sempre scrivo anche la linea melodica (o almeno, una linea melodica di massima – perchè poi con i testi finiti spesso ci si deve tornar sopra).
Talvolta so “di cosa” voglio che parli quella data canzone – anzi spesso la musica nasce attorno a un voler “parlare” di qualcosa di preciso.

Ma non ho MAI finito un testo in vita mia ! Proprio non ci riesco, mi blocco, e se mi forzo ad andare avanti mi rifugio in soluzioni semplici, scontate.

E guardo con un po’ di invidia il mio chitarrista, che riesce a “dar voce” ai miei pezzi con (apparente) grande facilità...

scritto da Stefano · 23 giugno 2007, 16:54 · #

Beh, Stefano, per la mia personale esperienza anche il tuo metodo di lavoro “in coppia” è validissimo. In passato io ho scritto molti testi su musiche di mio fratello (che poi ha imparato a farsi anche i testi da solo) e anche quello è un percorso bello e appagante. Certo, qua e là capita di forzare o spostare qualche accento, ma, se chi ha scritto per primo la musica è sufficientemente elastico (come mi sembra sia tu) alla fine riceverà un dono dal “liricista”, vedrà la sua melodia riqualificarsi e prendere nuova forma.
E’ molto bello anche il percorso tipo ping-pong: il musicista scrive la strofa e l’idea di partenza, il liricista scrive un testo comprensivo di ritornello e “middle eight”, il musicista completa il tutto in una seconda fase.
Non esistono regole, l’importante (come dicevo all’inizio) è capire il “mood” su cui si agisce. Una bella musica energica o trionfante può essere rovinata da un testo piagnucoloso, o viceversa.
Esempio: nel disco “Obscured by clouds” dei Pink Floyd, c‘è un brano, “Free Four”, il cui testo drammatico è abbinato a una musichetta allegrotta di quelle da cantare tutti in coro al bar. Perché Roger Waters abbia accostato quel testo a quella musica per me rimane un mistero.
Tuttavia è un caso raro, il “piccolo miracolo” di cui parli tu è molto più frequente di quanto si possa immaginare.

scritto da glauco cartocci · 25 giugno 2007, 09:07 · #

Devo dire che col chitarrista e “liricista” (bel termine, poi glielo vado a dire!) abbiamo condiviso a monte l’idea progettuale del gruppo, e spesso ci confrontiamo anche sul pezzo in lavorazione (indipendentemente da chi ci stia lavorando), per cui il risultato è – più che un dono – una realizzazione a quattro mani, pur se da lati diversi. Mi viene in mente “il doppio” a tennis: ognuno colpisce la palla da solo, ma la partita la vince la squadra.

Certo, come dici tu, qualche accento un po’ si sposta (alcuni pezzi sono usciti stravolti dopo i suoi testi) e talvolta la cosa inizialmente mi ha lasciato perplesso e mi ha “costretto” a ripensare da capo il pezzo. Ma la soddisfazione di avere un pezzo che “sta in piedi da solo”, piuttosto che una idea melodica soltanto, è di molto superiore ai piccoli scarti di senso.

Invece, a proposito della coerenza tra testo e musiche, la vedo un po’ diversamente da te.
Negli anni, apprezzo sempre di più quei gruppi (comunque rari) come i SUPERTRAMP, che accostano musiche trascinanti (oltretutto, adoro il suono del Wurlitzer!) a testi tristi e disillusi. Personalmente, trovo più affascinante e sfidante l’accostamento di opposti che non la somma di elementi simili.
Anche perchè (ma qui davvero si entra nei gusti e idiosincrasie personali) messaggi del tipo “la vita è bella e senza problemi” mi sembrano improponibili, se non per i tormentoni estivi.

scritto da Stefano · 25 giugno 2007, 12:50 · #

I Supertramp li amo anch’io (specialmente “Crime of The Century” che rimasterizzato è micidiale). Strana coincidenza, ne parlavo su un altro forum proprio tre giorni fa…
Ma quali sono i testi “a contrasto” di cui parli tu? (non è un disaccordo, te lo chiedo perché non mi sovvengono). “Trascinante” significa musica energica, non necessariamente allegra e luminosa… se parli di School, Another Nervous Wreck, etc sono d’accordo con te, ma lì non rilevo “dicotomie” di tono fra testo e musica. Per tornare indietro nel tempo, i Rolling Stones o, meglio, gli Who hannno sovente composto musica “trascinante” abbinandola con testi problematici.
La musichetta di “Free Four” è, invece, davvero allegrotta, da vero “tormentone estivo” su un testo che è tutt’altro, e in quel caso percepisco stridore.

Infine, non tutte le canzoni “allegre” possono essere ridotte a “vita bella senza problemi”... ce ne sono di ironiche e leggere (come quella di Paul Simon di cui abbiamo parlato tempo addietro) e anche di serene/positive, senza scivolare nel banale. Me ne vengono in mente varie: All You need is Love, Hello Goodbye, Games without frontieers (PG), Give a little bit (Supertramp), My Sweet Lord (GH), Babooska o Coffee Homeground (Kate Bush), Good Vibrations (BB), The Whistler (Jethro Tull)... non si contano.
Certo, quando uno vuole citare un “bel testo”, chissà perché, finisce per prendere a paradigma uno di quelli belli tosti e “macerati”... però nella vita – e per fortuna – non ci sono solo i momenti drammatici o problematici. Anche cantare, di quando in quando, la serenità è legittimo, no? Persino i Doors, in mezzo a liriche oniriche, surreali, pesanti, hanno trovato ogni tanto lo spazio per versi pieni di entusiasmo e di amore per la vita (Hello I Love You, Touch me, Tell all The People, Moonlight Drive…)

scritto da glauco cartocci · 25 giugno 2007, 16:14 · #

buona sera, faccio la grafica per un azienda a tempo perso, ultimamente ho scritto un libro che mi verrà pubblicato tra qualche mese ed ho scritto anche un testo per una canzone secondo me un pò rap e un pò blues, ho visto questo blog e vorrei sapere se qualcuno mi può consigliare a chi sottoporla per poterla mettere, in caso piaccia, in musica
grazie
per un vostro consiglio

scritto da fernanda · 12 gennaio 2008, 15:59 · #

ciao Fernanda, vedo che sei una “collega” per molte cose… io faccio il grafico e conpongo canzoni, quindi una certa similitudine c‘è...
Però non credo di essere la persona più adatta per consigliarti, visto che il musicista l’ho sempre fatto per hobby e le mie centinaia di canzoni sono rimaste destinate all’uso privato…
Non saprei proprio come indicarti qualcuno nel “giro che conta” che possa musicare il tuo testo per farci qualcosa di pratico. Se il tutto invece lo vuoi far rimanere a livello di divertimento, allora il mio consiglio è trovare amici musicisti e condividere la tua passione con altri, cosa che ha comunque un valore in sè.

scritto da glauco cartocci · 14 gennaio 2008, 09:30 · #

come si fa A COMPORRE UNA CANZONe

scritto da marco · 20 aprile 2008, 11:51 · #

marco, non capisco se il tuo commento si sia bloccato a metà per qualche spasmo del mouse… riprova, sarai più fortunato!

scritto da glauco cartocci · 21 aprile 2008, 07:53 · #

mi serve un testo per una canzone punk scritta in’inglese aiutatemi per favore

scritto da luna · 22 aprile 2008, 20:18 · #

voglio scrivere una canzone ad il mio migliore amico…consegno tutte le mie lettere e le frasi della nostra a miciza…chi mi aiuta?

scritto da polenta · 6 maggio 2008, 15:24 · #

rispondo a luna: io per vari motivi sono ben poco punk…. e comunque chiunque ti volesse aiutare dovrebbe anche ascoltare la musica, no? a meno che tu non voglia partire dal testo e poi musicarlo.
Il testo quindi dovrebbe “suggerire” aprioristicamente un certo ritmo, che ti condizionerà fatalmente nella composizione musicale.
Un suggerimento: prendi una canzone di altri (che so, dei sex pistols o dei clash, per restare in tema).
Cerca in rete una canzone di cui NON conosci la musica, cambia le parole attenendoti alla ritmica e alla metrica di questa canzone “di partenza”.
Una volta che avrai composto le parole, ci metti la musica e avrai una composizione nuova e origlinale che con la precedente avrà in comune solo la cadenza del testo, il che è legittimo, non avrai rubato nulla a nessuno. Io l’ho fatto parecchie volte, con una metrica dei Byrds, con una poesia di Lewis Carrroll….
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per Polenta: se vuoi scrivere in italiano, la cosa è per te più semplice, perchè la metrica italiana la conosci….
ti consiglierei di leggerti una bella canzone sull’amicizia e sui “ricordi condivisi”:
TWO OF US, di Lennon McCartney, li hai mai sentiti nominare? :-)

scritto da glauco cartocci · 6 maggio 2008, 17:16 · #

Ciao Glauco,
come fa una canzone a non uscire di getto?
Io scrivo canzoni e mi rendo conto che l’unica cosa di bello che mi possa uscrire è il delirio, il testo buttato di getto, poi lo rimodello, lo fondo con altri testi precedenti spesso, una scultura in pratica per poter incastonare la musica.

scritto da francesco maasc · 8 maggio 2008, 11:59 · #

Carissimo, io ti capisco bene, spesso si scrive come se si fosse “posseduti” e in un certo senso lo si è: Paul McCartney credeva che Yesterday non fosse sua, tanto gli sembrava miracoloso gli fosse nata in testa. Anche a me, nel mio piccolissimo, mi sono accaduti tanti episodi del genere, in cui uno si sente una “antenna” che capta qualcosa al di fuori di noi… il serbatoio della creatività umana?
Inoltre è verissimo quello chee dici tu, spesso si ritrovano frammenti di testi scritti (magari su un quaderno di appunti estemporanei) che con un minimo aggiustamento sembrano perfetti per la canzone che si sta elaborando… come se avessero solo atteso il momento giusto per essere utilizzati. Ma tutte queste cose, “intender non le può chi non le prova….”
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Al contrario, i miei piccoli consigli erano rivolti a persone, credo abbastanza giovani, che “vogliono” fare una canzone e non sanno da dove cominciare. Allora, pazientemente, tenacemente, qualche trucchetto lo si può apprendere. E’ vero che i libri di cucina non forgiano grandi cuochi, ma almeno aiutano a capire le basi… e a non mischiare che so, i polipi col ketchup nella pastasciutta.

Una cosa molto utile che imparai, provando, componendo i primi testi, è che bisogna capire le STRUTTURE delle canzoni.
Ovvero strofa-strofa-ritornello-middle eight (= “soluzione” o “ponte”), ritorno strumentale del tema, oppure un assolo strumentale a contrasto col resto….
anche qui, non esiste una regola, bisogna però conoscere gli elementi costitutivi di una song per accostarli e costruire il tuttto. Esattamente come gli ingredienti in un piatto.
Talvolta una stuttura sbagliata rovina una grande melodia, o viceversa, un’idea semplice può essere valorizzata da una struttura azzeccata.
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Come è logico, analizzare quanto fatto da altri aiuta parecchio. Se vi va potremmo anche prendere un brano noto (che so, the Long and Winding Road) e destrutturarlo per analizzarne le parrti. Avete suggerimenti? Vi interessa?

scritto da glauco cartocci · 8 maggio 2008, 12:44 · #

Quindi anche per me visto che sono un giovane.
Comunque penso che i trucchetti non servano a molto, l’originalità è tutto in musica e arte in generale. Il fatto che poi molte persone si identificano in una certa canzone o in una certa melodia è una questione di abitudine e di primo impatto, oppure perchè un certo economista ha fatto una ricerca sul mercato e ha notato che in quel contesto una certa canzone avrebbe spopolato, ma questa non è musica.
Per quanto riguarda la struttura non gli pare che coincida con melodico?I pink Floyd hanno strutture?

scritto da francesco maasc · 8 maggio 2008, 18:27 · #

“gli” pare sarei io? nel senso di “gli pare LEI?”.... please passa al tu.
Comunque la risposta è che la struttura non c’entra nulla con la melodia, o se volevi dire il genere melodico, neanche con quello. Ogni forma di “canzone” risponde a strutture: certo alcune sono più libere di altre, come i brani degli Yes, altre sono più delineate, anche Smoke on The Water o Stairway to heaven o 21st Century schizoid man rispondono a strutture, ben precise.
I Pink Floyd “cantati” hanno strutture riconoscibilissime, prendi Confortably Numb o Hey You o Time o anche Astronomy Domine o Lucifer sam.
In alcuni STRUMENTALI (già diversi per definizione dalla forma “canzone”) è più difficile riconoscere una struttura, ma anche qui bisogna distinguere. “The Great Gig In the Sky", ha una struttura precisissima, Quicksilver (da “More”) no, perché è basato solo su sonorità e improvvisazione. Ma se l'analizzi, persino Atom Heart Mother risponde a una struttura, le varie parti ognuna per sé sono decisamente strutturate
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Se ti va approfondiamo.

scritto da glauco cartocci · 8 maggio 2008, 18:48 · #

Penso che Glauco non voglia far altro che dare alcune coordinate per chi, digiuno di tecnica e d’esperienza,si voglia cimentare in quell’appassionante avventura che è la creazione di una canzone, né più né meno di come s’insegna a un bambino a disegnare un cerchio e cinque linee rette per fare un omino stilizzato, e credo che perfino Leonardo abbia cominciato da lì.Niente trucchetti dunque, ma un comodo schema, un possibile canovaccio per impadronirsi del metodo senza il quale non è possibile dare voce alla creatività.Per liberarsi dalle strutture bisogna essere bravi, bravissimi:e conoscere bene certi meccanismi per stravolgerli. Se Picasso non fosse passato attraversol’esperienza figurativa i suoi sarebbero scarabocchi. I Pink Floyd certamente avevano una profonda, magistrale conoscenza della musica.Ma la musica degli adorati, meravigliosi Pink Floyd è un punto d’arrivo, non di partenza.

scritto da Leila Mascano · 8 maggio 2008, 20:13 · #

Quanto dice Leila è tutto giustissimo e come al solito lo ha detto molto bene. L’unica cosa su cui ho qualche dubbio è che i PF avessero una conoscenza profonda della musica. Come tutti i grandi degli anni ’60, in loro la parte “istintiva” era preminente sulla parte “tecnica” o derivante da studi di armonia. Rick Wright è un tastierista molto più limitato (tecnicamente intendo) di quanto saranno uno o due anni più tardi Emerson, Banks, Wakeman. Così come Barrett, Mason o Waters non sono certo dei mostri nel loro strumento, e Gilmour diverrà davvero bravo solo da The Wall in avanti.
Ma il bello dei primi anni del rock è che si poteva creare grande musica anche con atteggiamento “naif”, anche sopperendo a limiti tecnici con tanta fantasia e anima. L’esempio massimo di ciò secondo me è Pete Townshend, che ha composto tante canzoni meravigliose senza essere certo un maestro della chitarra, e senza aver studiato, dubito che sapesse scrivere sul pentagramma…..
——-
La cosa appena detta ha anche un nesso col discorso delle “strutture”: molto spesso chi è dotato istintivamente “concepisce” i brani musicali seguendo una “forma” senza averla teorizzata, solo perché l’ha assimilata asclotando quanto fatto in precedenza da altri. Nel fare uso di una forma, poi, chi è originale e fantasioso spesso la violenta, la stravolge, la piega alle proprie esigenze, e da qui nasce la novità.
E’ un po’ come scrivere senza conoscere (ad esempio) le figure retoriche: uno magari le utilizza, senza averle prima teorizzate, solo perché a livello inconscio le ha assimilate. Ad esempio io fino a un mese fa non sapevo che cos‘è una “metonimia”, ma ho scoperto – con mia soddisfazione – di averne utilizzate spesso, e anche bene.

scritto da glauco cartocci · 9 maggio 2008, 08:24 · #

Mi piacerebbe vedere analizzata una canzone dei PF, del lato oscuro della luna magari anche se di canzone e basta c‘è solo Money. Anche io usavo spesso figure retoriche come chiasmi e ossimori senza conoscerne l’esistenza “letteraria”, sono sofismi penso.

scritto da francesco maasc · 9 maggio 2008, 10:12 · #

Promesso. Lo facciamo al più presto.
Direi che su the Dark Side sono canzoni vere e proprie anche Breathe, Time, Us and Them, Eclipse, Brain Damage… non vedo proprio in cosa si differenzino da Money, anzi ti sarei grato se mi spiegassi cosa intendi.
Al limite anche On The run e Any colour You Like seguono una struttura, pur se strumentali: On the run ha una costruzione “minimale” basata su un loop di sintetizzatore, che è l’unico elemento costitutivo del pezzo…. ma pur se “unicellulare” una struttura ce l’ha, direi.
————
il dibattito è molto sfizioso, grazie francesco per i tuoi contributi!!!

scritto da glauco cartocci · 9 maggio 2008, 10:37 · #

Io lo vedo più come un disco/canzone, una canzone unica e unita che sviluppa un proprio messaggio che se diviso perde un po' di senso. Money mi sembra l’unica canzone un po' fuori dal coro, essenziale dunque. Dico così perché è l’unico disco che riesco ad ascoltare dall’inizio alla fine senza interruzioni, senza saltare canzoni o pezzi, tutto d’un fiato e penso sia un disco così strano e particolare che riesce a dare dipendenza, ti droga in qualche modo.
Per questo lo considero un unica canzone

scritto da francesco maasc · 9 maggio 2008, 13:11 · #

Beh, è uno dei più riusciti “concept album”. Io ne ho più di uno, di dischi che riesco ad ascoltare solo in sequenza, dall’inizio alla fine, ad esempio Songs from The Wood dei Jethro.
Sgt.Pepper’s fu il primo in cui sperimentai questa cosa che tu dici, la dipendenza, la continuità assoluta. Anche se i Beatles dissero che non era un vero concept album perché solo alcune canzoni erano collegate fra loro; ma al di là del contenuto delle liriche, il legame musicale e artistico fra i pezzi era poderoso.
————-
Tornando ai Floyd, secondo me in DSOTM Money è un momento notevole, non a caso è la prima della seconda facciata, che è sempre un posto di rilievo.
———
Volevi analizzare qualche stuttura?
Beh, prendiamo tutta la sequenza Breathe/time, tenendo presente che nei Floyd spesso il cosiddetto “refrain” è meno orecchiabile dela strofa, somiglia più a un “ponte”:
NB Lo faccio a mente, il disco qui non ce l’ho, spero di ricordare tutto, casomai lo correggiamo.
————-
1. Breathe giro a vuoto
2. strofa (breathe…)
3. refrain (long you live)
4. strofa strumentale
5. refrain strumentale
6.strofa (run)
7. refrain
——
On the run:
1 loop (assimilabile a una strofa o comunque a un unico segmento)
————-
Time:
1. Intro strumentale
(vari giri su due accordi, poi risolve)
2. Strofa (Ticking away)
3. Refrain (tired…)
4. solo GTR su strofa
5. solo GTR su refrain
6 Strofa (and you run)
7. Refrain (every year) che conclude con variante di accordi per riportare a
BREATHE REPRISE:
1. giro a vuoto
2. strofa (home…)
3. refrain, con variante accordi finali per transitare verso “The great Gig in the sky”.
Anche TGGITS ha una struttura quasi di canzone, ma credo che l’esempio già basti.
Come vedi, anche in una suite sono rintracciabili i vari segmenti che compongono i momenti musicali.

scritto da glauco cartocci · 9 maggio 2008, 18:37 · #

Però a me da la sensazione, anche se la struttura che evidenzi è evidente, che sia un disco più che da ascoltare dall’inizio alla fine perchè intenso, intrigante, intelligente, perchè è stato concepito così, unico e unito.
Non è da tanto che ascolto i pinkfloyd, saranno 1 anno e mezzo max, non li ho cercati perchè un mio compagno al liceo l ascoltava spesso, non ne ero interessato allora, però poi li ho reincontrati (da un inetrvista degli Eelst mi pare)e mi hanno investito.
La prima sensazione che mi ha dato, dopo aver letto un pò di stroria del gruppo, è che il disco racconti Sid Barret, ho scritto anche una storiella sull’amore tra un pazzo e la luna ispirata a questo disco quindi per me è dai primi ascolti un racconto non una serie di canzoni ed è strano trovare un disco in cui c‘è solo una canzone con un inizio e una fine, il resto sembra ciclico un rincorrersi, un cane che si mangia la coda ma non arriva mai a mordersela, distratto da qualcosa quando sta per riuscire a acchiaparla.
é anche l’unico disco dei pinkfloyd che riesco ad ascoltare con “felicità”, forse è l’unico.
Un racconto

scritto da francesco maasc · 9 maggio 2008, 19:40 · #

io vorrei creare una canzone il stile metal sinfonico con melodie molto vicine alla musica classica (per esempio bringer of the sixth sun dei covenant http://it.youtube.com/watch?v=shgBULXxD8k).
Io non saprei se cominciare a lavorare su un testo o su vari intrecci di melodie.

scritto da Varjot · 18 giugno 2008, 12:53 · #

Premesso che io ‘sti Covenant non li conosco e che i miei riferimenti “metal/sinfonico” al massimo arrivano ai Deep Purple, ti posso dire questo:
(intanto dipende un po’ da che strumento suoni, e se hai già idee o solo un “progetto” di genere.) Ma comunque una tecnica abbastanza valida in ogni genere musicale è di comporre un pezzettino di partenza. Puoi partire da una singola frase musicale, metterci un testo che ti ispirerà una altro frammento di testo che POI andrà a sua volta musicato. Andando avanti a tappe, insomma. Puoi fare lo stesso all’inverso: parti da una o due righe di testo, che, se scritte con criterio, ti ispireranno una melodia e una scansione ritmica. Puoi portare avanti la melodia, a quel punto avrai un pezzo di musica in più su cui scrivere del testo aggiuntivo…
Insomma, un rimbalzello fra testo e musica o musica e testo.
Ovviamente nell’andare avanti puoi sempre tornare sui tuoi passi, e correggere o modificare quanto già fatto. Magari alla fine riscriverai da capo proprio la strofa di partenza, che però è servita da “detonatore”.

Che ne pensi?

scritto da glauco cartocci · 18 giugno 2008, 18:48 · #

ma i che dite
non c‘è un metodo la canzone o la poesia nasce da dentro non puoi programmare un momento in cui scrivere,poi quando avrai l’ispirazione te ne accorgerai perchè senti un forte desiderio di scrivere e fermare un pensiero su carta o qualsiasi altro materiale e sarà una cosa irresistibile,che non la potrai fermare.

scritto da sinfonia · 24 giugno 2008, 20:22 · #

Caro (a) sinfonia, ciò che dici mi sembra ovvio, direi quasi un postulato.
Ma tu evidentemente parli dal punto di vista di chi (per talento naturale o per capacità sviluppata negli anni) ha la cosiddetta “ispirazione” e soprattutto sa cosa farci. Io sono uno di questi fortunati, e ce ne sono tanti a livelli amatoriali (come me) o a livelli molto elevati (come Pete Townshend o Paul Simon). Tutti i discorsi fatti qui sopra sono invece indirizzati a coloro (e sono tanti anch’essi) che VORREBBERO scrivere una canzone, ma si fermano alle fasi iniziali, perché non sanno come utilizzare i materiali tecnici ed espressivi che concernono il contenuto (testo, metrica, struttura). Magari hanno nozioni di musica, ma non sanno come abbinare le intuizioni a un testo.
Facciamo un esempio: è come se uno volesse fare un quadro, ha l’idea di un paesaggio che vuole riprodurre, sente l’urgenza (ispirazione) ma non sa se usare l’olio o la tempera o l’acquerello; non sa che l’olio si deve fare asciugare prima di ridipingerci sopra. Non sa che si parte dal fondo e poi si dipingono i secondi piani e poi i primi piani. Non sa che la tempera si scioglie con l’acqua. Non sa come si puliscono i pennelli.
Avere queste nozioni di fondo NON sostituisce l’ispirazione (che è quella cosa irresistibile, come la definisci tu) ma aiuta a fissarla e metterla in pratica.
Nessuno pretende di dare regole, di costringere l’impulso compositivo entro meccanismi. Ma se tu non hai nessuna nozione, l’ispirazione resta lettera morta.
La tua visione è un po’ romantica e forse è dettata dal fatto che tu probabilmente sai come mettere in pratica l’afflato compositivo. Ma chi non lo sa deve o apprenderlo con tentativi, o appoggiarsi a qualcuno che abbia dei mezzi “tecnici” maggiori.
Ti ricordo che Jim Morrison incontrando Ray Manzarek gli disse che aveva tutto un “concerto intero nella sua testa” ma che aveva bisogno di uno che sapesse di armonizzazioni e scale per concretizzare le sue stupende idee, che sarebbbero rimaste solo fumo senza una tastiera, una chitarra ad afferrarne l’essenza e dare loro una forma.
Fammi sapere che ne pensi.
Grazie e stai con noi.

scritto da glauco cartocci · 25 giugno 2008, 09:35 · #

Dimenticavo: una facile obiezione è che “la musica e l’arte non risponde a delle regole”. Vero e falso. Le regole ci sono per essere infrante (lo si sa) ma prima le regole vanno conosciute e messe in pratica, poi alcuni (e solo alcuni) possono decidere di romperle. L’ignoranza delle regole non è la stessa cosa del “non rispetto” delle regole stesse. Esiste anche chi fa arte con atteggiamento “naif”, e spesso è ottima arte. Ma sono casi rarissimi, e chi ne è capace ha già inconsciamente attraversato dentro di sè tutto il procedimento dell’apprendimento delle regole e la successiva trasgressione.

scritto da glauco cartocci · 25 giugno 2008, 09:46 · #

innanzitutto complimenti per i due brani e per secondo io avrei una domanda: vorrei scrivere una canzone (possibilmente che non parli di amore) primo: non so su che cosa farla quindi se per favore mi potete dare dei consigli (grazie in anticipo) e secondo che consigli mi date??(grazie ancora in anticipo) andrea
P.S.: se ho sbagliato a scrivere qualcosa (tipo presentazione o etc..) scusatemi ma è il mio post XDXD

scritto da andrea · 28 settembre 2008, 16:14 · #

Caro Andrea, non è certo facile consigliarti un argomento su cui scrivere. Posso riferirti quello che diceva il grande Pete Townshend: “quando sento i miei colleghi che parlano di mancanza di ispirazione, mi viene da ridere: alzate il culo e fate una passeggiata in centro, guardate la gente e i luoghi e vederete che qualche idea vi verrà...” Ovviamente lui si riferiva ai professionisti, ma se ci pensi il discorso vale per tutti: bisogna attingere dalle proprie esperienze, partire da uno stimolo e lavorarci sopra. Non è detto che muovere da un’osservazione della realtà debba però per forza spingerti verso un testo neo-realista o prosastico. Si può anche procedere di fantassia e creare una piccola fiction… Inoltre una “libertà” che danno le canzoni è la possibilità di inserire all’interno di un tema anche frasi slegate, che procedono solo per associazione di idee.
Come consiglio tecnico ti direi: attento alla metrica. Se realizzi una prima strofa e un ritornello, devono servirti come schema per le altre, altrimenti ti perdi….

scritto da glauco cartocci · 29 settembre 2008, 08:40 · #

Anche io vorrei scrivere una canzone.


Vorrei parlare della musica
quella che inondava la nostra vita.
Quella che parlava di quando
eravamo solo ragazzi
e che dopo tanti anni
ancora in sordina
riempiva le nostre notti
La musica che ci seguiva nei viaggi
attraverso autostrade infinite
la musica che se n‘è andata con te.

scritto da Leila Mascano · 30 settembre 2008, 20:40 · #

bella e dolorosa…

scritto da glauco cartocci · 1 ottobre 2008, 10:42 · #

ciao a tutti,
scrivere una canzone per me sarebbe un desiderio che diventa rtealta’.
Io vorrei scriverne una e dedicarla a mio zio che non vedo da 8 anni…mi manca da morire ma non so cosa scrivere….potete aiutarmi?
se volete darmi una mano a scriverla la mia mail e’ : giorgetta_94@live.it
mi raccomando scrivetemi tante mail con le vostre idee….
grazie in antictutti

scritto da giorgia · 24 dicembre 2008, 22:11 · #

ciao giorgia.
Scusa se ti pubblichiamo con qualche giorno di ritardo ma sai, le feste…
Per il tuo appello io intanto ti consiglierei di buttare giù i tuoi sentimenti, prima ancora di raccoglierli in metrica. Dividili in frasi o temi; se vuoi una fonte di ispirazione potresti cercare in rete il testo di “You’ll be watching Over me” dei Bliss… Se non lo trovi o non sai tradurlo posso aiutarti io.
Se vuoi scrivere i tuoi pensieri, puoi farlo anche qui.
Un abbraccio.

scritto da glauco cartocci · 29 dicembre 2008, 09:25 · #

ciao mi chiamo terry,e sono un’appasionata di musica!sto cecando di scrivere il testo di una canzone ma mi mancano le così dette basi!mi piacerebe saperne di più sul come un testo di una canzone deve essere. premetto che ho solo un lieve abbozzo della melodia ed è di tipo rock melodico.se puoi darmi un consiglio mi faresti un gra favore!ciao ciao

scritto da terry · 8 febbraio 2009, 23:03 · #

ciao Terry. Intanto, se leggi qua sopra, alcuni suggerimenti già li avevamo dati discutendo fra noi. Il discorso è duplice, riguarda il contenuto e il fatto puramente tecnico e ritmico. Per il contenuto, nessuno può consigliarti, perché dovrebbe esprimere qualcosa di tuo: non necessariamente autobiografico, può essere anche una storiella, un quadretto con due personaggi; puoi anche fare riferimento a qualche episodio cui hai assistito. Oppure comporre versi come in una poesia, non necessariamente coerente, ma utilizzando l’accostamento di immagini… insomma, devi dare sfogo alla fantasia.
Dal punto di vista tecnico, la cosa è un po’ più complessa: devi individuare un “metro”, una scansione ritmica che si adatti al frammento che già hai costruito, e completarlo in una “strofa”. E’ esattamente come nella poesia, se tu dici
“nel mezzo del cammin di nostra vita-mi ritrovai in una selva oscura-che la diritta via era smarrita-Ahi quanto a dir qual era è cosa dura “...
hai composto quattro versi in rima A-B-A-B.
Puoi anlizzare la cadenza basandoti sul numero delle sillabe, ma io ti consiglierei di farlo a oreccchio, lasciandoti trasportare dal ritmo. Inutile “sbatterti” con concetti come gli endecasillabi o cose del genere, crea tu un ritmo che ti sembri adatto.
Puoi prendere una canzone che ti è nota, come abbiamo fatto sopra per Breathe dei Pink Floyd, e cercare di capirne il ritmo interno, vedere dove gli autori hanno messo le rime, come l’abbiano divisa in strofa e ritornello.
Ma poi devi lasciarti guidare dall’intuito e dalla tua personalità; le regole vanno capite ma poi possono essere anche infrante, l’abbiamo detto già.
Soprattutto, le parole devono seguire la musica o viceversa, a seconda di quello che tu crei prima.
Prova a rileggere i nostri post precedenti, prova a buttare giù qualcosa che assomigli a una poesia, e poi facci sapere… al limite posta qui quello che riesci a comporre e vediamo se ha un ritmo interno o va in qualche modo adattato…

scritto da glauco cartocci · 9 febbraio 2009, 09:14 · #

Sono nuova nel campo e mi rendo conto che i miei testi sono materia grezza. Non so nemmeno se ho una certa predisposizione o meno, per questo sono venuta qui. Il mio problema più grande è il poco nesso logico che do ai testi che scrivo. Mi capita spesso di buttare giù i miei pensieri sparsi, ciò che mi viene in mente, senza badare molto al contesto della storia. Inoltre finisco spesso di parlare dell’inadeguatezza che provo verso la realtà, la realtà generale quella in cui io stessa vivo.
Ecco qui qualcosa, fresco fresco di scrittura (l’originale è in inglese)

“Ogni volta che ho cercato
qualcosa di diverso
Sono caduta…
Ho capito che
è una ricerca inutile
Si… sono caduta

Come posso fare?
Ci sono troppe prigioni
Come posso fare?
Datemi una finestra
e lasciate che la mia mente
scivoli fuori.”

Non fila liscia, non capisco perché.

-------- Nota di Glauco: il filo logico in una canzone non è proprio necessario, anzi... Il tuo metodo è quello seguito dalla maggior parte degli autori di testi, basta che ci sia una coerenza interna, ovvero che le associazioni di idee per TE significhino qualcosa e non siano solo accostamenti partoriti a vanvera. Gli Inglesi dicono "no reason and no rhyme" per dire "senza capo né coda", ma intendono che alla base di qualsiasi cosa ci può essere o UN RAGIONAMENTO o UNA RIMA. In senso più lato, "rima" puoi sostituirlo con "Idea poetica". Ovviamente il ragionamento non esclude la "rima" e viceversa, ma possono reggere anche da soli, l'uno o l'altro. Ti invito a postare i tuoi versi in Inglese, se è l'inglese la lingua in cui vaanno cantati, e poi ne riparliamo. Ciao!

scritto da ChiamatemiBot · 13 febbraio 2009, 15:23 · #

“Every time I try to find
Something different
I fell…
I understand that
is a futile search
Yes… I fell


How can I do?
There’re too many prisons
How can I do?
Give me a window and
Let my mind slip out”


Non sono nemmeno molto brava con l’inglese. Se ci sono errori di traduzione, chiedo perdono.

scritto da ChiamatemiBot · 15 febbraio 2009, 14:44 · #

per chiamatemiBot:
dal punto di vista contenutistico (che era quello che più ti interessava) lo trovo ben fatto. Le “connessioni concettuali” sono in linea con la maggior parte delle canzoni rock e pop, quindi vai avanti così.
Dove ci potrebbe essere qualche problema operativo è nella musicabilità della canzone. Mi spiego: così a occhio i versi mi sembrano abbastanza diversi come metrica fra la prima strofa e la seconda, quindi potresti avere delle difficoltà ad adatttarli a una musica che si ripete fra strofa e strofa. Esempio:
Every time I try to find
ha più sillabe del corrispondente How can I do?
Se invece la prima parte da te postata è una strofa e la seconda parte è un ritornello, il discorso cambia, e può funzionare. Devi solo avere cura di comporre le altre strofe coerentemente alla metrica della prima, ed eventuali altri ritornelli in modo analogo al primo. (ricorda però che il ritornello può anche ripetersi identico anche come parole).
Prova a comporre con questo schema classico:
STROFA -STROFA-RITORNELLO
STROFA-RITORNELLO
SOLUZIONE O “SOLO” STRUMENTALE
RITORNELLO FINALE.
Poi se vuoi posta il risultato e ne parliamo.

Ciao

scritto da glauco cartocci · 16 febbraio 2009, 09:24 · #

sono chiara è ho quasi 14 anni mi piace cantare da quando avevo 8 anni
(cantavo nei cori della mia scuola non è molto)
tuttavia coltivo questa passione fin da piccola e ho gia scritto 2 canzoni in inglese chiamano:
I do what I want
don’t think this of me
il problema è che non riesco a trovare una base per esse
spero che lei mi possa aiutare
grazie per la sua disponibilità da
chiara

-------- Nota di Glauco: tesoro, non so bene cosa intendi. Vuoi dire che hai il testo ma non la musica? O che hai anche la musica, ma solo per voce e strumento d'accompagno (es chitarra ritmica e piano) e ti piacerebbe arrangiarla? In ognuno dei casi, ti occorre: - un gruppo se vuoi suonare alla vecchia maniera cioè dal vivo con persone, braccia e strumenti... - oppure, se vuoi fare con basi e loop preconfezionati, devi munirti di attrezzature apposite (esempio: un software per computer, tipo Garageband, o Cubase...) Io penso che partendo in modo tradizionale tu acquisti esperienza che POI in un secondo tempo ti permetterà di fare anche tutto al computer. Ma se vuoi subito andare sul fronte informatico, è possibile. Bisogna anche valutare un momento che tipo di preparazione musicale tu abbia. Fai tutto ad orecchio? Hai amici coetanei o poco più grandi che possano interagire con te? Facci sapere. Intanto mi complimento con te per la tua passione, hai tutto il tempo del mondo davanti per farla evolvere...

scritto da chiara · 6 marzo 2009, 17:23 · #

sono chiara è ho quasi 14 anni mi piace cantare da quando avevo 8 anni
(cantavo nei cori della mia scuola non è molto)
tuttavia coltivo questa passione fin da piccola e ho gia scritto 2 canzoni in inglese chiamano:
I do what I want
don’t think this of me
il problema è che non riesco a trovare un ritmo per esse
spero che lei mi possa aiutare
grazie per la sua disponibilità da
chiara

scritto da chiara · 6 marzo 2009, 17:26 · #

il mio problema e proprio la musica per i testi
io suono la chitarra da poco tempo e sono alle prime armi
e nn conosco persone che sanno suonare altri trumenti di accompagnamento non so come fare e non ho nessuno programma o strumento per crearle sul computer
grazie x la sua gentilezza
da
chiara

----------- Nota di Glauco: carissima Chiara. Ti citerò delle parole che diceva un grande uomo che forse tu hai sentito nominare: George Harrison. Lui diceva che le canzoni sono come le piante. Uno deve mettere il seme, innaffiare, concimare, e soprattutto avere pazienza. Qualcosa nasce, qualcosa crescerà; qualcosa sarà esattamente come uno se l'aspettava, fiori, alberi. Qualche altra cosa verrà fuori dalla terra totalmente differente, e alcuni dei semi non germoglieranno affatto, ma nel frattempo il giardiniere sarà diventato più bravo, e ne avrà piantati degli altri. Soprattutto, occorre la pazienza e la dedizione. Io ti ripeto: tu di tempo ne hai molto, non chiedere risultati subito, come se una canzone fosse un cibo preconfezionato. Aspetta, impadronisciti di qualche mezzo espressivo come uno strumento, e prima o poi qualcosa verrà fuori: magari alla tua età un anno o due sembrano un tempo lunghissimo, ma non è così: riuscirai a sviluppare le tue capacità e certamente incontrerai qualche compagno di viaggio interessato come te alla musica. Soprattutto, non buttare mai via nulla: alcune idee, alcuni frammenti, piccoli testi, due righe, un titolo, che oggi ti sembrano solo un abbozzo, se saranno lasciati crescere nella "terra" giusta, domani diventeranno qualcosa di infinitamente più potente. Se -per assurdo- io o qualcun altro oggi potessero fornirti una musica per completare la tua "mezza" canzone, non avrebbe lo stesso valore: aspettando e dedicandotici personalmente, avrai molta più soddisfazione quando verrà il momento di completarla tu stessa, o insieme con un amico. Un ultimo consiglio: ascolta più musica possibile, di diversi generi, fino a capire quella che più fa per te, quella che ti affascina. Ricordati che tutti i musicisti, anche i più grandi, subiscono influenze da tutto ciò che è stato fatto prima: il processo creativo è sempre un ricreare, in modo personale, qualcosa di già esistente, e la musica non avrà mai fine. Resta con noi, fatti sentire !!!!!

scritto da chiara · 7 marzo 2009, 18:19 · #

grazie per aver risposto
alla mia richiesta
il mio probema è proprio la musica.
Ho provato come mi ha detto a mettere sul mio computer garagerband ma non mi funziona.
io suono la chitarra da poco e sono alle prime armi e non so neanche tutti gli accordi
e non conosco persone che suonano trumenti d’accompagnamento tipo(batteria e basso)
non so cosa fare.
grazie per l’aiuto
da
chiara

------- NdG: Ti ho risposto sopra. Comunque per il problema GarageBand, chiedi a qualche ragazzo esperto di computer, o verifica la compatibilità del tuo computer con la versione del software. Ma secondo me è meglio che trovi un insegnante di chitarra, o qualcuno che ne sappia più di te che ti insegni qualche accordo o qualche ritmo in più... vedrai che sarà una fase entusiasmante e divertente, quella in cui pain piano ti impadronirai dello strumento.

scritto da chiara · 8 marzo 2009, 17:49 · #

c9iauu sono elisabetta ,ho 12 anni e mi piace cantare ho gia scrtto una canzone ke xo’ nn riesco a trovare il ritmo lei mi potrebbe aiutare ciauuu

-------- NdG: bah, strano, ma il tuo messagggio è copia conforme di quello di Chiara qua sopra. Quindi, a meno che non sia un doppione rimandato da Chiara, valgono le stesse risposte..... ciao.

scritto da elisabetta · 16 marzo 2009, 17:49 · #

ciao, mi chiamo vera ho 28 anni ….. volevo chiederle che ritmo metterebbe a queste parole: ti prego allora non fermare….quest’onda che ci porta via lontano….amore ti prego no….

======= NdG: Beh, non è moltissimo, per deddurre un ritmo. Premesso che anche un normale 4/4 ci si adatterebbee, io proverei con un 4/4 lento terzinato, vedi se ti è più comprensibile così: ìii iii ìii iii è come un 4/4 normale ma ogni battuta è terzinata: pàrapa pàrapa pàrapa pàrapa. ... un po' tipo "il mare d'inverno" Purtroppo non posso inserire note, ma la cassa della batteria andrebbe sul primo quarto, il rullante sul terzo. Xxx Yyy Zzz Yyy (cassa sulla prima X--- rullante sul primo Z, piatti sempre su ogni quarto)....

scritto da vera · 18 aprile 2009, 15:01 · #

SCRIVERE UN TESTO DI UNA CANZONE è MOLTO INPORTANTE DEVE VENIRE SOPRATUTTO DA UN FATTO ATE CHE HA SUCSITATO EMOZIONE E ANCHE RABBIA DI QUALCOSA CHE VORESTI CANBIARE QUALCOSA DELLA TUA VITA SUCCESSA VERAMENTE HO STATI DANIMO ATE PRESENTI OGNI GIORNO CIAO ATUTTI ELIA

========== ehm... Elia....... eri alticcio quando hai scritto il messaggio o è una scelta di stile? No, così, giusto per sapere....:-)

scritto da ELIA · 28 aprile 2009, 23:22 · #

Incredibili tre ore
di mattina a guardare il sole
dopo una notte di baci e di carezze
dopo una notte tra sogni e speranze…
La collana te l’ho già data
per me nn è una semplice scappata…

RITORNELLO
è un sogno ke si avvera
noi 2 sciolti al sole
kome cera
e guardo una stellina lei brillante
si avvicina è la m dolce FATIMINA...

Incredibile primo maggio
tutto questo sembra un viaggio
in un mondo tutto tuo
mentre sprofondo in un oblio vedo una stella
forse è mia sorella
quegli occhi verdi un amore
in cui ti perdi…

RITORNELLO
è un sogno ke si avvera
noi 2 sciolti al sole
kome cera
e guardo una stellina lei brillante
si avvicina è la m dolce FATIMINA...

NON SI TRATTA DI UN ILLUSIONE
COLPA DI UN BACIO STRANO IN UN AMORE ETERNO....

scritta da me…cerco un composizione musical per poterla incidere…il m conTATTO MSN è:tommydee4ever10@hotmail.it
PER KI è INTERESSATO PUO CONTATTAMI

scritto da tommy · 8 maggio 2009, 12:43 · #

Premettendo che la musica è ciò che amo di più devo dire che è un pò riduttivo limitare l’arte ad una estensione delle esperienze soggettive… Chi racconta di altri facendo musica/cronaca molto spesso mi appassiona di più di chi spende e spande miele sulle sue pene d’amor perduto…. Comunque non capisco perchè bisogni parlare in un liguaggio così aulico entrando qui (vedi i commenti precedenti)....

scritto da Psy · 9 maggio 2009, 09:15 · #

ho scritto una canzone ma mi manca il testo

==== Nota di Glauco: hai provato a mettere un testo provvisorio, che ti dia il ritmo e le cadenmze, poi piano piano lo limi e lo aggiusti?

scritto da piku97 · 16 maggio 2009, 20:56 · #

Salve a tutti bello e molto interessante questo blog. http://www.quickmusic.it/canzoniinedite.htm

Se possibile, vorrei fare conoscere i miei servizi di composizioni musicali dedicati proprio agli autori di testi che desiderano musicare le proprie canzoni.

Grazie!

Ferdinando

========== Nota di Glauco: per me non ci sono problemi, e non credo neanche per la Robin. Spammati pure...

scritto da Ferdinando · 20 maggio 2009, 12:29 · #

Ah, ma allora si può fare! Mr. Scroll, amici tutti, fatevi sentire anche su ‘Dario segretario’ tanto il merito va a Cornaglia, un amico.

scritto da frank spada · 20 maggio 2009, 16:01 · #

ciao a tutti, a me piace molto scrivere testi, e ne ho tanti, solo che non so se mi riesce meglio scrivere poesie o canzoni, visto che non conosco nessuna regola ritmica, in pratica scrivo tutto ad orecchio, mentre ascolto ripetutamente una canzone sfogo la mia anima, ecco ora vorrei imparare qualche regola magari per riuscire in qualcosa di buono, amo la musica ascoltarla e cantarla ma non ho alcuna conoscenza, potete darmi qualche dritta? grazie

===== Nota di Glauco: Ciao Gerry. Hai letto quanto detto sopra? Intanto parti da lì, poi facci sapere se hai perplessità o domande

scritto da Luigi_R · 30 maggio 2009, 19:30 · #

Come la benzina fa muovere un’ auto, con le emozioni si fa muovere l’ anima.
Credo non basti sapere “tecnicamente” come costruire una melodia, l’analisi degli intervalli come indicatori di senso, le forme canzone e le strutture più frequenti, l’interrelazione tra il testo e i suoi significati da una parte e la melodia e la musica dall’altra ed altre nozioni che si possono imparare sui libri o tramite corsi specializzati.
Come ho detto le emozioni sono la benzina dell’ anima. E l’ anima si esprime attraverso la musica, la pittura, la fotografia,le canzoni, la scultura….
Sin da giovane ho iniziato a fotografare senza mai studiare nulla di tecnica fotografica, di sviluppo e stampa.
I commenti di chi ha visto e di chi le vede le mie immagini mi hanno fatto capire che esse trasmettono qualcosa all’ anima..
Anche un testo deve trasmettere qualcosa per sopravvivere al momento del successo commerciale, se vuole essere arte nel tempo immortale.
Si pensi a De Andrè, per esempio. Se leggi un testo di Fabrizio ti chiedi dove finisce la canzone e dove inizia la poesia…
O dove finisce la poesia ed inizia la canzone… E, soprattutto, scopri che il contenuto delle sue canzoni non muore mai. Sarà sempre attuale perchè la vita gira ma non cambia mai.
Per non scrivere un libro, sintetizzo dicendo che a mio parere il più importante elemento necessario risiede nella sensibilità dell’ animo di chi scrive.
Poi, che si abbia o meno il dono si saper scrivere, viene la parte tecnica.
Io, nella mia profana ignoranza, se scrivo poesie mi baso sulla metrica che il mio animo mi suggerisce in quel momento.
Per i testi delle canzoni, quando ho l’ ispirazione, le parole mi vengono da sè ed il mio subconscio mi ispira la “cover”.
Mi viene uin mente la metrica di una canzone che si adatta a ciò che voglio scrivere, quindi scrivo in base a quella canzone ottenendo praticamente la “cover” di quella canzone.
Poi, eventualmente, sarà compito dello sfortunato compositore accettare il fardello di creare una musica nuova intorno al mio testo.
Una cosa è certa: l’ ispirazione mi viene all’ improvviso, Intensa come una pugnalata e veloce come un lampo. Senza averla cercata e senza manco aver pensato ad un concetto che me l’ abbia data in quel momento.
Se non scrivo subito la perdo: ne ho perse tante…. Consiglio agli appassionati di tenersi sempre un notes ed una matita in tasca. Io non lo faccio mai e poi la pago…
Ma quando questa arriva e mi trova pronto a scrivere, le parole vengono da sole come un fiume in piena: faccio più fatica a pensare come sistemarle metricamente piuttosto che
a trovare sinonimi che si adattino al testo.
Beh, io la penso così e vorrei sapere un vostro parere.
Ciao a tutti (forse, viste le “poche righe”, è meglio che io mi dia ai libri… eheheh).

======= Nota di Glauco: Beh, in molte cose sono d'accordo con te anche se non ho capito cosa intendi per "cover"... forse abbozzo ritmico/metrico? Promentto che ti risponderò più esaurientemente al più presto.

scritto da Roberto Ziviani · 31 maggio 2009, 01:28 · #

Vero, Roberto. Le idee migliori sono quelle illuminazioni improvvise che non vengono dal ragionamento, ed occorre subito poterle mettere su carta. Accade anche dentro al bagno, dove se non altro si ha a disposizione carta igienica. Certe volte è complicato, e le buone idee sfuggono…io uso anche il telefonino, in mancanza d’altro, tanto si tratta sempre di uno spunto brevissimo, dal quale come sai nasce tutto un discorso…

scritto da maurizio · 1 giugno 2009, 12:48 · #

Il mio grande problema è che sono piuttosto bravo quando si tratta di scrivere brevi racconti, ma sono un vero disastro nell’affrontare un testo per una canzone così come un romanzo lungo e complesso. E’ curioso, è come se fossi troppo discontinuo e distratto per concepire un’opera di ampio respiro, con una trama intricata che si dipana lentamente ma che a monte deve avere uno schema generale ben chiaro fin dal principio. Tuttavia, questo dovrebbe favorirmi, almeno sulla carta, nel creare delle ‘istantanee’, dei brevi ritratti figli dell’ispirazione estemporanea, di una Musa che è sempre troppo volubile e indaffarata per dedicarmi più di qualche febbrile minuto. Invece mi trovo nella stessa difficoltà, se non maggiore. E’ frustrante vivere sotto il costante flusso di intuizioni e riuscire a cogliere insoliti dettagli e sfumature delle cose della vita, grazie ad un innato pensiero laterale, e non riuscire a fissarle in modo convincente, sintetico e letterario in un testo da accompagnare alla mia musica. Come uscire da questo ingorgo creativo? Mi appello alla vostra saggezza!

=========================== Nota di GLAUCO: ma il tuo "frammentarismo" (o "frammentarietà") in una canzone può essere davvero la metodologia adeguata! come ho detto ad altri (e come si può anche evincere analizzando i testi da me tradotti in qesta sede) sono poche le canzoni che "parlano" di qualcosa in modo coerente, dall'inizio alla fine. Scordati il TEMA/SVOLGIMENTO. Il modo migliore è procedere per associazione di idee. In linea di massima io personalmente tendo all'"unità di segmento" più che all'unità totale della composizione, nel senso che una strofa (o un ritornello) è bene che sia coerente internamente a se stesso, e magari accostarsi al passo successivo solo "lateralmente". Ma spesso oso anche di più, un verso inopinatamente sfugge alla trappola della coerenza, fornisce il guizzo che illumina il tutto. Se prendi esempi nobili, come "The Last Time I Saw Richard" di Joni Mitchell, che ho tradotto qui, vedrai come all'interno di una storia parecchio coerente, alcune immagini - come la frase della moglie di Richard che lascia accese tutte le luci di casa- costituiscono quell'inaspettato "cambio di passo" che fornisce il vero salto di qualità fra la descrizione dozzinale e la poesi... ACC! Mi ero ripromesso di non usare il termine "Poesia".... ===== comunque il tuo intervento è davvero interessante e stimolante, si vede che scrivi bene anche da queste poche righe!!! Stay tuned.

scritto da Lelio · 4 giugno 2009, 13:16 · #

Ammiro, insieme a Glauco, il tuo modo di scrivere.


E quoto Glauco nella sua risposta, essendo io stesso consapevole dei miei errori da eterno neofita.


Tu scrivi: “E’ frustrante vivere sotto il costante flusso di intuizioni e riuscire a cogliere insoliti dettagli e sfumature delle cose della vita, grazie ad un innato pensiero laterale, e non riuscire a fissarle in modo convincente, sintetico e letterario in un testo da accompagnare alla mia musica”.


Da fotografo posso azzardare a dire che vi è un’ analogia tra quanto asserisci e quanto è racchiuso in un semplice fotogramma.


Cogliere l’ attimo e le sue sfumature… Per accorgersi, poi, che sono proprio esse a valorizzare l’ attimo al punto di essere indispensabili ad esso in quanto, senza sfumature, l’ attino stesso apparirebbe scialbo.


Sintetizzare il tutto è analogamente la stessa azione del premere il pulsante di scatto della fotocamera al momento giusto.


La differenza, gigantesca quanto sostanziale, è che la fotocamera trova in sè un mezzo passivo per registrare l’ attimo, mentre il cervello ed il nostro stato d’ animo sono i mezzi attivi capaci non solo di registrare l’ attimo, ma anche di creare un sinergismo con esso.
Credo sia questo il momento buono per scrivere ottenendo risultati soddisfacenti.


Magari ho scritto “vaccate”, (magari è la mia quarta Moretti che fa effetto), ma credo che quello che consideri un ingorgo creativo sia piuttosto un insieme di files i quali, una volta organizzati in cartelle, possono essere utilizzati e fusi insieme per formare un’ opera capace di emozionare chi la legge.
Io non sono capace di fare questo, e me ne rammarico. Scrivo solo “di getto” e questo mi penalizza.
Sono sicuro che non ti sarà difficile controllare proficuamente il tuo “ingorgo creativo”. Ti auguro un mondo di soddisfazioni in ciò in cui credi. Ciao.

============= Nota di Glauco: Bravi, siete pochi, ma mi date belle soddisfazioni, con questo scambio di idee sulla creatività.... grazie a entrambi, e a tutti gli altri, ovviamente...

scritto da Roberto Ziviani · 5 giugno 2009, 02:40 · #

Si potrebbe provare a far tacere la parte razionale, quella che elabora le idee e le organizza, per registrare puramente le emozioni senza il filtro della coscienza. La scrittura per me è un fatto sciamanico, io sono solo il tramite, e quanto maggiore è l’abbandono migliore è il risultato, credo. Si potrebbe cominciare da questo: registrare senza remore le proprie emozioni, ma per fare questo bisogna disporsi in uno stato d’animo di accoglienza e senza finalizzare la scrittura ( e non solo )a nient’altro che sia il piacere di catturare quello che non si vede: e questo vale per la scrittura come per lo scatto speciale, quello che fissa non le lacrime del bambino, ma l’emozione del pallone che sfugge e di tutto quello che nella vita di ognuno in un attimo si allontana per sempre.

scritto da Leila Mascano · 6 giugno 2009, 15:20 · #

Secondo me hai scritto dei bellissimi concetti. Se riesci a porti nelle condizioni di ricevere l’ “ispirazione” in qualsiasi momento significa che hai un controllo del tuo Io davvero eccezionale. Mi ricorda la religione Buddhista, per la quale nutro un certo fascino. Io non riesco a pormi in questo stato ricettivo “a comando”. Lo vorrei: tante volte sento la voglia di scrivere ma dentro di me non mi sento in vena; e così non trovo quell’ “ispirazione” che in altri momenti, invece, mi fa scrivere di getto dandomi già le parole senza nemmeno sforzarmi di cercarle. Con la foto è diverso: lì riesco a guardarmi intorno e scoprire sempre nuove cose anche ripassando cento volte nello stesso posto.
———————
Per Glauco:
Nel mio primo post mi chiedevi cosa intendevo con la parola “cover”. Forse l’ ho usata fuori luogo, ma in sostanza intendo questo: creo un testo utilizzando la musica di una canzone già esistente. Ti quoto, per esempio, un testo che ho intitolato “Il Paradiso” (pubblicato anche sul mio sito). Ecco: prova a cantarlo nella mente con la musica della canzone “Cercami” del grande Renato Zero.
——————-
IL PARADISO
——————-

Non sei tu
Che hai deciso di esser qui
Non sei tu
Qualcuno ti ha voluto qui
Non sei tu
Non è stato un tuo bisogno
Ma ora sei qui
Tutto questo non è un sogno
Perchè sei qui

Se tu vuoi
La vita la decidi tu
Se tu vuoi
Tu puoi essere di più
La tua vita di sempre
Sarà come la vuoi
Con tutte le circostanze
Che magari soffrire dovrai

Paradiso e Inferno, sono lì
Cosa sceglere potrai
Ogni giorno che ti svegli
Mentre apri gli occhi pensa che
Se non c‘è nulla che ti va
Dormire non ti serve a niente

Sta solo a te
Fare del giorno quel che vuoi
Alla mente tua
Cercare quello che non hai
Se il Paradiso
E’ proprio quello che tu vuoi
Inventalo

Alzandoti
Se c‘è un Inferno intorno a te
Se pensi che
Fuori da quello tu non vai
Se credi che
Non c‘è rimedio al giorno tuo
Convinciti

Solo tu
Non è Dante e non è Dio
Solo tu
Non c‘è Virgilio al fianco tuo
Questa vita è Caronte
E traghettarti potrà
Ma Paradiso od Inferno
Solo tua la scelta sarà

Paradiso o Inferno sono lì
Ad aspettare solo te
Ogni giorno che ti svegli
Il Purgatorio tuo è stato già
Una passata realtà
Che ti sei portato dentro

Ma svegliati
E pensa che davanti a te
C‘è un giorno che
Sarà come tu lo vuoi
Comandi tu
Non fare comandare a lui
La vita

Non cedere
All’ umore che tu hai
Ma pensa che
Ogni minuto che ci sei
Passa e così
Tu puoi rincorrerlo se vuoi
Ma è andato

E’ andato…

E’ andato…
——————-
Questo è ciò che intendo per “cover” ma, come ho detto, magari è del tutto fuori luogo definirlo così.
Ciao a tutti, alla prossima…

scritto da Roberto Ziviani · 6 giugno 2009, 23:51 · #

per Leila e Roberto:
concordo sul meccanismo descritto da Leila. l’ho provato spesso nel comporre canzoni (e lei stessa sa a cosa mi riferisco). Io per qualsiasi operazione creativa (scrivere musica o libri, o testi di canzoni) ho bisogno di un periodo di gestazione. Poi quando sento che il momento è giunto, ho un paio di giorni di rodaggio, dopodiché il lavoro procede fluido e inarrestabile, quasi al di fuori dalla mia volontà. Certo bisogna avere la possbilità pratica di fermare le altre attività e recepire quello che arriva, fissarlo in una forma, il che richiede comunque tempo e applicazione.
====
Roberto, ora il tuo metodo è chiaro, ed è valido, in pratica fai l’esatto opposto di quello che faccio io di tanto in tanto (se vai sopra, suggerivo di scrivere una musica usando un testo esistente di cui però non si conosca la musica, per non rimanere prigioniero della musica legata a quel testo.) L’ho utilizzato quattro volte in vita mia, una volta partendo dal testo di una canzone dei Byrds, altre usando poesie di Lewis Carroll, e ha dato buoni risultati. Però non mi necessita più di tanto, può essere un buon trucco per iniziare a comporre.
Il termine di “cover” te lo sei un po’ adattato alla tua metodica, ma va bene, se vuoi.
Non posso fare l’esperimento con Renato Zero perché, come alcuni sanno, io sono allergico alla musica italiana (quasi tutta) e per Zero mi ci vorrebbe se non il cortisone almeno un antistaminico. :-))

Però mi fido di quanto dici, e sono contento che per te l’escamotage abbia funzionato.

scritto da glauco · 8 giugno 2009, 09:06 · #

Non dubitavo, ma saperlo, beh, mi fa contento, Mr Scroll, sentirsi uguali all’altro, allergici alla… quasi tutta, eh!

======= Nota di Glauco: faccio prima a dirLe cosa salvo di italiano, MrSword, che a dire cosa non mi piace... Escludendo alcune cose vecchissime anni 60, e Morricone (che non c'entra col nostro discorso) oggi come oggi ascolto solo Elisa (quando canta in Inglese) Poi ci sono diversi artisti che rispetto (Guccini, Branduardi, Teresa De Sio, Fossati, PFM, Finardi e vari altri) però in linea di massima non ce la faccio a sentire le canzoni nel nostro idioma, ma è un difetto mio. Poi viene un gruppo di interpreti che non ascolterei mai ma che rispetto come persone (lo stesso Zero, Degregori, Conte, Tiziano Ferro etc etc).... Poi c'è tutta la massa di roba veramente merdosa, che necessiterebbe di un termovalorizzatore...

scritto da frank spada · 8 giugno 2009, 12:46 · #

Ma Mr. Scroll, la prego, che linguaggio! Quanto a me… vediamo, ‘Mala femmina’ e… beh, Morricone quando accompagna un irlandese e Steiger, in Mexico, tra i boati delle esplosioni, o De Niro alle prese con ricordi e giovani monelli, cresciuti e diventati gangster, mi si inumidiscono gli occhi, diamine!

scritto da frank spada · 8 giugno 2009, 19:25 · #

Parlare del mitico De Niro è come parlare del Vangelo ai fedeli: sfondi porte aperte, per quanto riguarda i miei gusti…
Beh, musicalmente sono discepolo adoratore dei Deep Purple, Led Zeppelin, Black Sabbath, Traffic, Clash, Aerosmith, Jefferson Starship, Metallica, Iron Maiden, Dream Theater, e potrei andare avanti per ore… Mi godo anche, in certi momenti, gli America, Eagles, Boston, Kansas, Jethro Tull, Chicago, U2, Pavlov’s Dog e tanti, tanti altri.
Non disdegno la musica italiana, ma in essa ho l’ abitudine di seguire nell’ immediato i testi: è spesso penalizzante, mentre talvolta è appagante (De Andrè, i vecchi Nomadi – quelli con Daolio -, Bertoli, ecc.).
Il mio problema è che sono stonato e con la composizione musicale sono a livello zero. Suonicchio (male) la batteria per passione, e niente più.
Che sia meglio darmi alla narrativa?
:-)

scritto da Roberto Ziviani · 8 giugno 2009, 23:33 · #

Parlando di musica, e di solisti, off-topic come sempre, segnalo che qui in casa, il compare che mi affianca ha sbancato VinciRobin. L’abbecededario musicale inizia con la lettera A, poi si vedrà, caro Mr. Scroll!

======== NdGlauco: capire lei, dear MrSword, è un buon allenamento, dopo di ché uno può anche andare a teatro a vedere Carmelo Bene o leggere "poesia in forma di rosa" di Pasolini. Inutile che Le chieda spiegazioni, sennò che allenamento mentale è?

scritto da frank spada · 10 giugno 2009, 19:09 · #

Mr. Scroll, lei mi è simpatico, vola in alto (forse troppo) ma non ho alcuna intenzione di abbatterla; anzi, un guantone e blocco la sferetta bianca, poi l’urlo della folla accompagnerà la corsa per venire ad abbracciarla, oltre la rete, su fino in tribuna. E lì, due lattine per brindare all’amicizia, offro io, eh!

scritto da frank spada · 10 giugno 2009, 19:54 · #

Ops…
Essere al posto giusto al momento giusto.
Ovvero, essere al posto sbagliato al momento sbagliato…


... Due emisferi opposti eppur simili…
... Yin e yang…
Due facce di una medaglia che improvvisamente quanto repentinamente appaiono nella fitta nebbia del mio non sapere, o del mio non essere.


Un apparente quanto labile conflitto del quale, supra partes, mi vedo costretto ad assistere rifiutando ogni benchè minimo coinvolgimento giacché Pace è il mio motto e questa battaglia non mi appartiene. Benchè io chieda a me medesimo quanto di causa o concausa io stesso possa esserne involontariamente stato fautore o spettatore. Da sì sottil conflitto io mi astengo esortando le parti ad addivenire al placido scorrere del fiume il quale, ai tempi torrente, ha trovato il suo regolar flusso privo delle spigolose pietre che ne possano infrangere le calme acque.
Augh…
(Non so se è meglio che io torni alla Beck’s, oppure se anche la Moretti mi fa quest’ effetto. Ma non è la Red Bull… Giuroooo…).
:-)

scritto da Roberto Ziviani · 10 giugno 2009, 23:30 · #

Certo che mi ha fatto correre, eh, Ziviani, per bere a canna appena in tempo quel filo d’acqua in “Street”! Bravo!

scritto da frank spada · 11 giugno 2009, 10:14 · #

conflitto? battaglia? competizione? perbacco, nemmeno me ne sono accorto e già mi trovo ingaggiato in uno dei due ruoli…
almeno date mi una vaga idea dell’oggetto del contendere! se è una battaglia al nonsense o al maggiore ermetismo, basta saperlo——faccio la mia mossa:
la vita è come la pianta di fagiuolo di Jack, piantata in un vaso troppo stretto da Jack the Ripper, che chiese aiuto a Jack Ruby per svasarla e travasarla in uno più grande, dove Jack In the Green potesse farla adattare alle nuove dimensioni, con buona pace di Jack in The Box.

scritto da glauco · 11 giugno 2009, 10:39 · #

Buongiorno Mr. Scroll! Ma quale ermetismo, ma le pare che uno come me che non conosce il suo compare accanto da una vita possa permettersi certe cose! Curiosità e via con le ricerche. Buona giornata amico mio, nostro no, perchè sono un tipo geloso.

scritto da frank spada · 11 giugno 2009, 11:15 · #

Mr. Spada, desumo che il filo d’ acqua bevuto in “street” dopo la Sua affannosa corsa sia quello della fontanella presente nel mio sito fotografico. Così fosse mi sento onorato della Sua visita ed il suo commento non può che lusingarmi. Grazie :-)
Condivido il Suo parere sull’ amicizia in quanto, qualora vera, valore di supremo sentimento. Mi accontento di una semplice, sana e piacevole conoscenza sia Sua che di Mr. Cartocci; conoscenza che riempie il mio animo di stima nei confronti di entrambi. Che il futuro provveda, nella sua magnanimità, a trasformare in amicizia la semplice quanto gradita forma di conoscenza.

scritto da Roberto Ziviani · 11 giugno 2009, 17:46 · #

Ma che bellezza, trovo un ammiratore dei Dream Theatre, un tempo mi piacevano parecchio! Quanto al placido scorrere del fiume, adesso capisco! I pietroni sono finiti tutti a me, mentre Rob se ne sta super partes come un arbitro di tennis, beato lui!

scritto da Leila Mascano · 11 giugno 2009, 22:16 · #

La mia ossevazione è beninteso scherzosa, perché nulla è più augurabile di una visione oggettiva della realtà, quel “passo indietro” che non sempre, purtroppo, siamo capaci di fare ed è invece un passo importante. Bisognerebbe stare come il Budda, con una mano che tocca la terra e l’altra rivolta al cielo, e tenere in perfetto equilibrio un cuore compassionevole. Ma son cose difficili da dirsi, o da scriversi, e allora uno se la cava con una battuta, specialmente in certe sere in cui il “necessario distacco” è un esercizio difficile come camminare sul filo, con niente sotto e niente su cui fissare lo sguardo.

scritto da Leila Mascano · 12 giugno 2009, 21:40 · #

Noneee… Io non sto supra partes, bensì mi ci trovo in quanto non coinvolto direttamente. Lungi da me l’ idea di un’ entrata in battaglia: non avrei forse le armi per uscirne indenne.
Gasp… Se tutti i pietroni finiscono a te significa che tu sei la valle del fiume… Ehm… Dato che adoro la montagna, io preferisco stare a monte…
:-)
In quanto ai Dream Theater sono felice che ti siano piaciuti. Ma parlando al passato sembra che ora non ti diano più emozioni. Nel mio caso, certe canzoni sia loro che di altri (Skorpion, Placebo, The Verve, Europe, quelli che ho già menzionato e molti altri ancora) non smetteranno mai di piacermi anzi, più le ascolto più le apprezzo (e più mi emozionano). Mi piacerebbe tirar fuori qualche testo che ben si adatti a certe tracce che ho sentito di questi autori. Mi sa che prima o poi qualche “ispirazione” mi viene.

scritto da Roberto Ziviani · 12 giugno 2009, 23:09 · #

Carmelo Bene era un personaggio complesso, del quale sono invidiosissima, perché suo è il più bel titolo di romanzo mai pubblicato: quel “Sono apparso alla Madonna “ dove c‘è tutto lui….

scritto da Leila Mascano · 13 giugno 2009, 19:44 · #

L’appunto di un ricordo: “Perchè spiegare a un semplicione quel che lui non può vedere?” domando strizzandomi una piega. A meno che non sia un cieco, uno cui puoi far percepire sotto un dito il mistero senza fine di una Madonna fiorentina, riflessa nel suo guardo, immobile, rivolto a immaginarsi in braccio alla sua mamma.

scritto da frank spada · 14 giugno 2009, 19:16 · #

Gasp… Non comprendo il nesso tra Carmelo Bene (personaggio indiscutibilmente trasgressivo ed interessante) con i Dream Theater & Co. ed il placido fiume.
Colgo comunque l’ occasione per comunicare a chi è appassionato di fotografia, poesie, testi e massime, che ho risistemato il mio sito web. Mi farebbe piacere avere le vostre critiche (non necessariamente “complimenti”) in modo da migliorarmi e crescere. Se volete dare una sbirciatina, credo che cliccando sul mio nome ci sia un link al sito.
Sottolineo che mi interessano più le vostre vere impressioni ai complimenti di circostanza: mi farebbe piacere un confronto col vostro pensiero.

scritto da Roberto Ziviani · 14 giugno 2009, 23:27 · #

Questo l’avevo già capito, signor Ziviani. Quanto a C.B., in genere leggo anche i commenti precedenti, altrimenti rischio di far pensare agli altri che gli eventuali complimenti sono solo di “circostanza”.

scritto da frank spada · 15 giugno 2009, 09:31 · #

se mi è consentita una battuta scherzosamente bovina, potrei dire che questo topic è finito “in vacca”, visto che ormai è occasione di scambi di battute incoscientemente OT, rimandi al teatro, religioni, letteratura, fotografia, digressioni folli e meno folli.
Ma a questo punto, essendo io immeritatamente detentore dello spazio, decido di sublimare il tutto, riconducendolo al titolo: “comporre un testo per una canzone”. Ebbene, facciamo sì che quella canzone possiamo essere noi con le nostre infinite sfaccettature esistenziali. D’altronde, anche se il Topic è finito “in vacca”, io sono sempre stato un grande ammiratore di “Atom Heart Mother”...

scritto da glauco · 15 giugno 2009, 10:58 · #

Ne approfitto per avvisare tutti qui che Venerdì prossimo parteciperò alla trasmissione “Enigma” di Corrado Augias, sui Beatles… non è stato possibile approfondire il tema del Doppio Beatle come meriterebbe, ma comunque ci sono e si parla di Beatles.

scritto da glauco · 15 giugno 2009, 11:03 · #

Mi sento in colpa, regole infrante, abuso di parole… grazie per il doppio avviso. Avrò lo schermo acceso. In bocca a Augias, Mr. Scroll!

======== Nota di Glauco: non si senta in colpa, Mr.Sword, era un commento bonario... io sono un casinista amante dell'OT e il vostro scambio di ... opinioni (?) o di qualsiasi cosa esse fossero mi va benissimo. Ad augias già sono andato in bocca in quanto la trasmissione è registrata da 2 mesi, e per questo già so che mi lascerà la bocca amara...

scritto da frank spada · 15 giugno 2009, 17:33 · #

Mi sorgeva infatti il dubbio di volare fuori strada OT, trovandomi poi “aggrappato ad un albero in bilico su un precipizio a strapiombo sul mare”. Chiedo umilmente scusa per la mia partecipazione a questa perdita di aderenza sull’ asfalto. Cambio subito le gomme e chiamo la gru, per rimettermi in pista e seguire la via (Non toglietemi i bolli patente, vi prego…).
:-)

scritto da Roberto Ziviani · 15 giugno 2009, 17:53 · #

Ops.., Dimenticavo.
Glauco, mi confermi che Enigma è su raitre alle 21? Siccome diserto la TV (arma finale del Dr. Goebbels, cfr. Sturmtruppen di Bonvi) ho cercato in internet ma vorrei essere sicuro dei dati in quanto ci terrei a segure la puntata.
Grassieeee.
:-)

============== NOTA DI GLAUCO confermo, confermo... ma disertare la TV è una pia illusione, come minimo la RAI ti tormenterà due volte l'anno per chiedere se gli paghi il canone... pensate che a casa mia vogliono che glielo paghi pure mia moglie (oltre che io) per un solo televisore, non sono convinti che già stiamo in regola... Io gli ho scritto dicendo " E mio figlio no? e un'eventuale colf? e se prendiamo un gatto, lo deve pagare anche lui?" :-)))

scritto da Roberto Ziviani · 15 giugno 2009, 18:00 · #

Eheheheh.
A me hanno scritto solo una volta, anni fa, esordendo con: “Sappiamo che lei ha un televisore…”. Io gli ho risposto iniziando con:“Benissimo: già si profila il reato di lesione della privacy; di quello per estorsione ne parliamo dopo…”. Non li ho più sentiti. Mi fermo qui sennò ripiombo nel burrone OT…
:-)

scritto da Roberto Ziviani · 15 giugno 2009, 19:17 · #

Mr. Scroll! Sbaglio o anche lei comincia ad anticiparsi i ricordi che verranno. Se è cosi… ma-gni-fi-co!!!!
Le confermo l’amicizia, senza discutere.

scritto da frank spada · 15 giugno 2009, 19:47 · #

Ma un commento uno anche solo e isolato sull’ultima canzone che ho postato “Younger generation” niente? Proprio non vi ispira, non vi frega nulla dei rapporti genitori/figli?

scritto da glauco · 16 giugno 2009, 10:23 · #

Aspetti quelli tra nonni e nipoti, mio caro amico. Fondamentali per capire i figli, arrivano in ritardo, ahimé!

scritto da frank spada · 16 giugno 2009, 12:51 · #

Ho letto il blog.
Ora sono incasinato sul lavoro, ma stasera penso che scriverò qualcosa.
Solo che dovrei scrivere un libro, quindi correrei il rischio di annoiare.
Comunque l’ argomento è, a mio avviso, troppo importante per non meritare attenzione.

scritto da Roberto Ziviani · 16 giugno 2009, 18:57 · #

Mr. Scroll! Ieri sera, grazie a lei, ho salvato casa da un incendio, gettato via i resti anneriti di due uova, mangiato una scatoletta di tonno, in fretta! Le pare poco? Ah, c‘è dell’altro, a un certo punto, un’amica, molto cara, mi ha avvertito che l’enigma non era risolto, ancora, e sono andato a dormire più tardi del solito.
Insonne per un Dubbio le auguro una buona giornata. Qui piove.

scritto da frank spada · 20 giugno 2009, 08:34 · #

caro signore, ho dodici anni e vorrei ke leggesse il testo di una canzone:” mi sto a goder queste stelle cadenti,sotto un celo dipinto di blu tanti desideri avremo da esprimere il primo e di diventare al piu presto una cantante.all’improvviso una stella mi parlo’... “

Nota di Glauco: Ciao cara. Beh, è un po' poco per definirsi "testo", ma l'importante è cominciare. Fai attenzione alla metrica, altrimenti avrai difficoltà a musicarla. ciaoooooo

scritto da imma · 13 agosto 2009, 19:12 · #

Bentornato Mr. Scroll! Ho pronto l’incipit di un testo… vorrei che lei lo musicasse, le va?
“Bella mia bella eh/salta in groppa bee-beh/balleremo stretti stretti/con il ritmo del Cosé... “. Una rumba andrebbe bene? Non vorrei fare brutte figure e mi fido di lei (la donna, s’intende).

Nota di Glauco. Mr Sword, Lei è pericolosamente incline al liscio se non addirittura alla canzonetta popolar-grottesca stile Arbore. Spero solo che il Suo innato senso dell'umorismo prevalga. E che Lai non si prenda torppo sul serio.

scritto da frank spada · 28 agosto 2009, 13:00 · #

buongiorno, stasera per caso mi sono imbattuta in questo sito che sto trovando molto interessante… sono un’autrice di canzoni, un po’ in erba, ho avuto qualche soddisfazione dai miei brani ma sto cercando di mogliorare, diciamo di imparare, se così si puo’ dire… ogni volta cerco di imparare dagli errori dati da incongruenze fra strofa e ritornello, o da eccessiva lunghezza dei testi… e sto facendo esattamente quel che lei ha suggerito in merito alla struttura dei brani, ovvero l’analisi di brani per avere un riferimento…

Nota di Glauco: Prima regola, non dare mai del Lei al Cartocci che lo fai sentire troppo vecchio... Beeeeeen, una nuova amica. Stay with us e facci sapere come va la scrittura. Italiano, inglese, o che altro?

scritto da paola · 29 agosto 2009, 01:53 · #

grazie per la tua risposta così rapida!!! Scrivo in italiano, intanto perché adoro questa lingua, poi perché sono una che attribuisce alle parole una grande importanza….e poi perché non conosco altre lingue così bene da poter scrivere un testo….in queste sere mi sto arrovellando parecchio, vorrei scrivere una canzone ma ho qualche difficoltà... così passo ore al pc, alla tastiera, alla chitarra senza cavarne fuori niente…ti posso mandare qualche testo mio o magari qualche brano completo in modo da avere un tuo giudizio e qualche consiglio??? nel frattempo continuo a scrivere… prima o poi ce la farò...

scritto da paola · 30 agosto 2009, 23:48 · #

Ho in mente una spedizione, raggiungerà i limiti di un palmo dal naso, misureremo il mondo! Verrà anche Miss Leila.
E Lei, dear Scroll?

scritto da frank spada · 31 agosto 2009, 09:24 · #

se tu fossi una mia amica sai io ti direi ti voglio bene.noi 2 potremmo cambiare il mondo in sieme.io e te separate siamo 2 persone unite siamo un anima solaaaaaaaaaa,io senza di teee nn sravivrei. una amica cm te nn credo ke ci sia.nessun ragazzo ci potra separare,xke tu sei la mia amica del cuore.

scritto da alessia emidio · 31 agosto 2009, 11:42 · #

la sera chiara risplenderà stai con me e sogna ingenuamente le mie favole vivrai

scritto da alessia emidio · 2 settembre 2009, 14:27 · #

pronto…Glauco???!!!!

Nota di Glauco: Yes, Dear. Scusa il ritardo. Sono qui. I testi se vuoi li puoi inserire direttamente nel sito, o se preferisci, mandarmeli privatamente. Però devo avvisarti che io non sono molto competente in materia di testi italiani, ho sempre scritto in Inglese e lì posso facilmente distinguere se una metrica o una struttura "funziona" o zoppica in qualche punto. Frammenti come quelli che ha inviato la nostra amica Alessia, ad esempio, mi dicono poco così presi da soli. Possono funzionare o no, non lo so, dipende anche dal tipo di musica. Per ora posso dire che alcune tipologie di canzone, diciamo quella stile folk-singer (Joni Mitchell, Bob Dylan o, in italiano, Francesco degregori) si prestano meglio a testi un po' più "liberi" dalla metrica, lunghi, quasi parlati. Se si va sulla canzone tradizionale è meglio che metrica e rime siano un po' più rigorose. Però, ripeto, mi trovo meglio a dare consigli su testi in inglese. Paola, se comunque preferisci inviarmi testi in privato, dillo che ti mndo una mail personale. Ciao, anche ad Alessia.

scritto da paola · 7 settembre 2009, 02:19 · #

Mr. Scroll! Domani i Beatles ri-masterizzati, e un VIDEOGAME!
Sarò curioso di sapere chi – tra lei e suoi due ragazzi – farà più punti! Mi raccomando eh, tenga alto il nome di noi “giovani”!

NdG---carissimo Mr Sword, il videogame credo proprio che non lo comprerò. Di figlio ne ho uno solo anche se vale per due, e comunque è abbastanza Beatlesiano. Interessante invece la Grande Rimasterizzazione, tocca mett' da parte li sòrdi....

scritto da frank spada · 8 settembre 2009, 12:00 · #

... i ricordi agli occhi! Ahinoi!

scritto da frank spada · 8 settembre 2009, 12:36 · #

ragazze xke vi siete iscritte?? se mi volete rispondermi rispondetemi nn v oblica nessuno

scritto da alessia emidio · 5 ottobre 2009, 21:13 · #

vedo che c‘è un po’ di confusione. Questo spazio dovrebbe servire a capire i meccanismi che regolano la composizione dei testi per le canzoni. Proporre frammenti minimi serve a poco se non si caapisce tutta la struttura della canzone. E non dovrebbe nemmeno essere un Forum con dialogo fra diversi utenti… se volete creiamo uno spazio di quel tipo, ma dovete essere più chiari. Alessia, cosa intendi con il tuo post sopra ?????

scritto da glauco · 6 ottobre 2009, 09:12 · #

allora perchè scrivi glauco ?

scritto da mary · 10 ottobre 2009, 19:35 · #

Mary, forse non mi sono spiegato: non intendevo dire che non dovete rispondere o dialogare fra voi. Ma vi invitavo a rimanere aderenti al tema, mentre il post di Alessia (ragazze xke vi siete iscritte?? se mi volete rispondermi rispondetemi nn v oblica nessuno) sinceramente non si capisce proprio a cosa si riferisca. Se è un messaggio privato, non è questa la sede. Se invece voleva essere un invito a qualcuno a riprendere QUI il tema delle canzoni, non mi è risultato chiaro: non so chi siano queste “ragazze iscritte” a cui alessia allude, né che tipo di risposta lei si aspetti.
Quindi io la invitavo a spiegarsi meglio, non ad astenersi dal dialogo.
Credo sia meglio che io apra un altro Topic sulle canzoni dove chi vuole possa dialogare. Lo farò nei prossimi giorni.

scritto da glauco · 12 ottobre 2009, 10:12 · #

Che fortuna aver trovato questo sito.. INTERESSANTISSIMO! Vi ringrazio tutti.. grazie ai commenti capisco adesso molte più cose riguardo i testi delle canzoni e la composizione di un brano. Siete straordinari e, sia chiaro, lo dico onestamente ed obiettivamente, non mi hanno pagato.. Anche se non vi conosco sento di volervi bene.. Questa è GRATITUDINE! Continuate così. Io di domande ne avrei un botto.. ma per ora preferisco leggervi, semmai farò le mie domande a tempo dovuto. Intanto vi faccio una citazione che trovo stupenda:la miglior educazione scaturisce dalla musica, perché l’armonia ed il ritmo penetrano nel più profondo dell’anima e se ne impossessano, donando a colui che ne beneficia saggezza e ragione.

------ Nota di Glauco: grazie cara, come "padrone di casa" del mio spazio ti dò il benvenuto e spero che vorrai restare a lungo con noi. Se hai domande o richieste su qualche testo in particolare falle pure, anche se ti premetto che se mi chiederai un autore che non sopporto (che so, Robbie Williams o Barry White) non ti accontenterò... Sai, noi rockers "anzianotti" abbiamo le nostre fisime... :-))

scritto da Raffaella · 17 novembre 2009, 10:56 · #

Rocker anzianotto sarà lei, Mr. Scroll, e stia attento sa, perché se mi porto dietro qualche amica… al ritmo dell’OT le faremo ballare il pavimento in casa. A meno che, lealmente avvertito, non ci chiuda in faccia la porta! Ma lei è un gentleman, vero?

------- Nota di Glauco: è evidente, Mr Sword, che parlavo per me, anche perché non ho idea di quanto lei ami la definizione di Rocker. (anzianotto passi, ma rocker? Boh?) :-))) Gli OT sono il mio pane quotidiano, ma la prego, che il loro "ritmo" non sia latino americano... il mio cuore di rocker non reggerebbe.

scritto da frank spada · 17 novembre 2009, 12:51 · #

ciao

----- Nota di Glauco: vinci il premio per "Il commento più breve di tutti i tempi"... comunque ciao a te!

scritto da antonella · 22 novembre 2009, 21:43 · #

Si può partire da un testo per poi costruirci la musica su di esso?

------Nota di Glauco: certo che sì, anzi se non proprio la regola, è una delle situazioni più frequenti. Però il testo dovrebbe rispondere a determinate esigenze: - un ritmo interno (un po' come una poesia) - una ripetitività strutturale (strofa, ritornello, soluzione) Ovviamente nessuna di queste condizioni è vincolante, si può fare anche un testo "libero", quasi una prosa, e poi tentare di seguirlo con una musica, nessuno lo vieta (non c'è una Legislazione in materia!). Però capirai bene che, così facendo la cosa è più difficile e il risultato più in dubbio. Per chi li conosce, faccio due esempi dello stesso gruppo, i Traffic. No face no Name no Number ha una metrica, delle rime, una cadenza, una strruttura, ed è uscitaa fuori una musica bellissima che bene si sposa col testo. -When the eagle flies (che nasce come poesia di Vivian Stanshall) ha una musica che in modo molto evidente "tenta affannosamente" di stare appresso al testo, talora arranca, spesso cambia gli accenti naturali. Insomma, tenta di piegare alle esigenze della forma "canzone" quello chee canzone non è, nasce come poesia abbastanza libera.

scritto da Giovanna · 26 novembre 2009, 18:52 · #

senza bisticciarsi amore con il cure in gola io ti abbraccierei senza litigare amore tu mi abbraccerai e contenti senza bisticciarsi con te lamore io farò chiedendoti ancora un bacio in piu chiedendo a mamt si poss ascvi cutte piu ti vedo e piu minnamoro vedi amore io ti adoro quanto pianto o messo nei capelli colpa della fantasiaaaaaaaaaa

---------- Nota di Glauco: Ma.... scusa la domanda....gli errori di grammatica sono voluti o involontari?

scritto da vincenzo · 1 dicembre 2009, 20:15 · #

Mi richiamo al 17/11 (h 12:51) e invito Mr. Scroll ad allontanare dalla mia immagine virtuale o doppia identità, sospetti (anche involontari, eh) circa a-mici/a-mice che non ho.

------- Nota di Glauco: Ma che sta a dì, Mr Sword? Necessitano sottotitoli per comprenderLa, ogni giorno di più....:-)))

scritto da frank spada · 2 dicembre 2009, 11:36 · #

mi dite se vi piace la mia canzone?
genere rap fatemi sapere è autobiografa

notte d’inizio primavera,
non la scorderò mai quella sera,
quasi finivo in galera,
e mio babbo non c’era,
dicevano prega e spera,
in quel cazzo di messia,
credo sia una pazzia,
illusione di vita,
ma di una finita,
come i granelli d’una clessidra,
rivista in rewind,
senza smile,
sorrisi che scompaiono da quel funerale,
avrei voluto si cambiare canale,
lacrime si accendono dopo quel gesto infame,
e quel dio che ci corsparge di catrame,

RIT: traghettatore di anime, la gente lo loda esanime, unico obbiettivo uscire da questo ghetto, con il cuore nel petto, questo dio lo aspetto, non c‘è nessuno più potente di timon lo ammetto,

fatti avanti e giuro che t’affetto,
un delitto perfetto, e babbonatale che scende dal caminetto
come i ricordi d’una foto che ho chiuso nel cassetto,
dopo quella processione,
e quel bastardo delle anime era protettore,
e quella notte non c‘è stata nessuna reazione,
sai lo vedo riflesso nello specchio e aspetto,
posso combatterlo solo con mezz’etto,
eddai sai che non lo accetto,
è la rovina della vita,
notti violente,
le luci si sono spente,
la stella è caduta,
è veramente finita,
la morte è troppo garantita,

RIT: traghettatore di anime, la gente lo loda esanime, unico obbiettivo uscire da questo ghetto, con il cuore nel petto, questo dio lo aspetto, non c‘è nessuno più potente di timon lo ammetto,

se ascolti me vedi solo nero,
meno nero se accendi un cero,
la morte non è la mia sorte, pronto a sfidare persino la corte, esci da queste 4 mura, scrivi e non aver paura, se sai che è la tua cura,
ho cercato di diventare maturo,
ma non ho avuto mai nessuno,
e lascia tutto alle spalle,
questa è la mia infanzia da grande,
tu sei il re non il fante,
ma quante te ne fai di domande?!, traghettatore di anime, la gente lo loda esanime, unico obbiettivo uscire da questo ghetto, con il cuore nel petto, questo dio lo aspetto, non c‘è nessuno più potente di timon lo ammetto,

RIT: traghettatore di anime, la gente lo loda esanime, unico obbiettivo uscire da questo ghetto, con il cuore nel petto, questo dio lo aspetto, non c‘è nessuno più potente di timon lo ammetto,

si uomo io sono il vendicatore dell’angelo che è morto,
un nuovo demone sulla terra è risorto,

-------- Nota di Glauco: Non è certo il mio genere, il Rap, per cui non posso dare dei giudizi "tecnici". Però da profano mi sembra molto ben fatta, e sicuramente adeguata al genere.

scritto da simone · 7 dicembre 2009, 11:14 · #

prima di tutto dovete inventarvi il titolo della canzone se è allegra o se è romantica,scrivere la musica e inventare il testo in base al titolo

------ Nota di Glauco: detto così sembra una passeggiata... :-))) Comunque erika435 ci dà alcuni spunti. Vediamo: il titolo può essere in effetti un ottimo punto di partenza (anche se non è regloa che nasca per primo): Però può servire, perché un titolo bello ed eufonico può fornire anche una ritmica per il ritornello, quindi suggerire una cadenza e/o una musica. Inoltre lei ci suggerisce (prima di intraprendere il percorso compositivo) di chiarire a noi stessi la "tipologia" della canzone. Spesso i concetti che lei suggerisce, come "allegria" o "romanticismo" vengono espressi in determinati tipi di armonizzazioni. Ad esempio: Allegra, molti maggiori; drammatica o triste, parecchi minori o bicordi tonica/quinta, talora quinte diminuite; Romantica, maggiori con settime di maggiore (la cosiddetta settima "aumentata" o maj nel linguaggio rock e jazz). Certo, tutto questo può aiutare. Ma una regola non esiste, così come non è detto che vada completata prima la musica e POI il testo: spesso fare un po' e un po' (rimbalzando da testo a musica e viceversa) è la cosa migliore. Ripeto, magari esistesse una regola come per i bucatini alla amatriciana....

scritto da erika · 4 gennaio 2010, 17:24 · #

Volevo una delucidazione ad un dubbio che mi perseguita.. realizzare una canzone con testo costituito da dialoghi tratti da vari film (e non cantati, bensì “copiati ed incollati” proprio con le voci degli stessi film), potrebbe essere reato? Grazie!

====== Nota di Glauco: Senza dubbio sì. Se la canzone è usata a scopi commerciali, la faccenda in pratica (e non in teoria) si concretizza così: finché non ci fai i soldi, nessuno ti dice nulla. Non appena la cosa si fa apetibile commercialmente (es. passaggi TV, hit parade, passaggi in radio, articoli sui giornali) partono le richieste di risarcimento. L'unica è ottenre una liberatoria dagli aventi diritti (e già è difficile reperirli) e comunque citare "la voce di Al Pacino è utilizzata con il gentile permesso della Universal Film....)

scritto da Nick!! · 10 gennaio 2010, 12:13 · #

Ciao Glauco , grazie mille per la risposta! non mi è chiara però l’ultima parte..quella che riguarda Al Pacino..è possibile utilizzare la voce di Al Pacino?

===== Nota di Glauco: No, caro, era solo un esempio: nel caso (remoto) ottenessi le liberatorie, dovresti ANCHE dire dove e come le hai prese!

scritto da Nick!! · 13 gennaio 2010, 12:42 · #

A proposito di voci, si vocifera che “Marlowe ti amo” sarà in libreria già a fine gennaio!!! Sottotitolo? “Una storia in sette giorni”, quindi, Mr. Scroll… eh no, questa volta non può dirmi che le serve altro! Si prepari a correre, invece, per non restare a mani vuote.
Cordialità evidenti, benché minacciose!
ps – il testo, naturalmente, potrà essere anche musicato; ma solo da lei, caro amico dell’OT.

===== Caro Mr.Sword, fra colleghi vige ovviamente la legge dello scambio con dedica... mi meraviglio di Lei....

scritto da frank spada · 13 gennaio 2010, 17:50 · #

“Si meraviglia… colleghi…” Informerò il mio compare, poi sì che dovrà correre sul serio!
Buona nottata, cercherò di mettere una buona parola – il che significa che dovrò dormire io al posto Suo – suo di Lei, s’intende, Mr. Scroll.

scritto da frank spada · 13 gennaio 2010, 19:50 · #

Mister Frank, tanto lei è ermetico quanto il suo amico ( meglio: il suo doppio ) fila nella scrittura manco fosse la sua puledrina, come Marlowe chiama la sua auto. “Marlowe ti amo“è un libro veramente bello,
capace di affascinare il lettore più esigente. E’ molto interessante questo spazio dove s’intrecciano musica e letteratura, essendo anche Glauco uno scrittore avvincente, del resto i testi delle canzoni, di alcune almeno, sono “una particolare forma di poesia”, e dunque di letteratura. Spero che Mr. Scroll sia d’accordo con me. Ah, in Marlowe ti amo di musica ce n‘è parecchia, e della migliore.

====== Nota di Glauco: Vi farò sapere appena lettolo. Per la musica presente in MTA, starò pronto a dare i "voti" a ogni citazione presente nel librro. (Es. Pavarotti 4, Pink Floyd 9) Noi Srolls (con la "s" please) siamo moooolto esigenti....

scritto da Leila Mascano · 18 gennaio 2010, 07:12 · #

Era ora: Leila Mascano è ritornata, la musica cambia, e con una Lady come lei al fianco… finalmente!

scritto da frank spada · 18 gennaio 2010, 13:01 · #

per favore volete sentire una mia canzone??

======= Nota di Glauco: Volentieri, ma ci devi dare un link dove ascoltarlo (Youtube o altro) ciaooooooo

scritto da gaia · 22 gennaio 2010, 10:12 · #

come scrivere una canzone

scritto da carlotta · 9 febbraio 2010, 20:23 · #

io ho composto gia 5 canzoni tra cui una che riguarda ludovica, irina e tutti quelli morti, ma non so se va bene; perchè io ho scritto il testo in italiano ma il ritornello in spagnolo ora scrivo il ritornello:
adiòs, adiòs,
hasta manana
me he perdida
en cièlo
te quiero, te quiero,
pure se stai in cièlo
lo siento, lo siento
aunque in mi corazon.
questa canzone l’ ho sentitolata:” te quiero” ma c‘è qualcosa che non mi convince se vuole,glauco, le scrivo tutto il testo.
io quando devo scrivere una canzone la scrivo in base hai miei sentimenti e questo non so se è giusto, lei me lo saprebbe dire? per favore risponda
P.s:le dico anke ke sto scrivendo la mia 6° canzone.

========= Nota di Glauco: Ciao, Ilaria. Certo che è giusto seguire i propri sentimenti, scrivendo una canzone... ci mancherebbe... Non è una regola vincolante, si può scriverre anche di ffiction o immedesimarsi in una personalità completamente diversa dalla propria.. E' come in letteratura, tutto è possiblie, tutto è legittimo purché "funzioni". Ovviamente nei testi per le canzoni conta anche il metro e la musicabilità. Quindi cosa posso dirti? Se su questo testo sei riuscita a imbastire una musica convincente, che ti "suona" piacevole, in cui ti riconosci, hai centrato lo scopo. L'unico giudice si tu e i tuoi amici che la ascolteranno.

scritto da ilaria taccogna · 20 febbraio 2010, 20:07 · #

Ciao a tutti , io canto e suono la chitarra in un gruppo rock , più precisamente ALTERNATIVE ROCK, mi sono appassionato alla scrittura dei testi in forma canzone qualche anno fa,però mi capita spesso di sentire un “ blocco” quando arriva il momento di scrivere..e come se non riuscissi a tradurre in parole imagini e sensazioni che sento profondamente..ho scritto poche canzoni perchè in generale non sono contento di ciò che scrivo, vorrei chiedere se cè un modo di poter superare questo “ BLOCCO”...SECONDA QUESTIONE : essendo come già detto appassionato di alternative rock sopratutto italiano, leggevo in una rivista che kurt Cobain ( in america ) e manuel agnelli( afetrhours) o cristiano godano( Poeta assoluto dei Marlene Kuntz) In Italia, usano in modo massiccio la tecnica del CUT UP..ecco se qualcuno ha voglia o conosce a fondo l’argomento potrbbe spiegarmi come funziona , l’unica cosa che so è che si divide un testo in quattro prti e poi si fa un “ coppia e incolla” delle parole …ma sinceramente qusto mi sembra un pò riduttivo..per fare un’esempio di canzoni scritta con il CUT UP potete ascoltare il Disco “ Hai paura de buio? “ degli Afterhours oppure “ GERMI” sempre degli afterhours …a presto

====== Nota di Glauco: io conosco per nulla i gruppi italiani e pochissimo KCobain (per me le iniziali KC significano solo una cosa, re cremisi...). La tecnica del cut up mi sembra un escamotage come un altro, come quello di aprire il dizionario a caso o un libro preso sul primo scaffale che ti capita. Se tu ambisci a creare solo un testo purché sia, artificioso e meccanico, può andare bene tutto. Intendiamoci, io sono un fautore dell'elemento casualità nell'arte, purché in qualche modo "digerita" e "pilotata". Mi spiego: se vuoi inserire in un brano un'immagine "asssurda", surreale, slegata dal meccanismo di comprensione del testo, fallo pure, purché sia un'immagine che (in un modo oscuro) ti dica qualcosa, ovvero che per te abbia qualche significato. Per affrontare il tema da un altro verso, ti dirò che Jon Anderson degli Yes ha costruito tutta una carrriera su frasi grammaticalmente e sintatticamente incomprensibili, perché cercava (come i Futuristi, per intenderci) il "suono" puro. Ovvero vocaboli e verbi erano soltanto scelti in base alla musicalità, come uno strumento. A me la cosa talvolta dà un po' fastidio (pur essendo amante degli Yes). Il consiglio è: parla di qualcosa (anche surreale) che sia valido per TE. Se gli altri non lo capiscono, percepiranno comunque la tua buona fede e la tua ispirazione; magari un testo che per te vuol dire "x" a un altro suonerà "Y", ma l'importante è che gli dica qualcosa, e questo avviene solo se il primo utilizzatore (ovvero tu stesso) saprà di aver fatto un'operazione sincera. Concludo con le parole di Pete Townshend, che diceva "Se sei in crisi di ispirazione, alza il culo e fatti una passeggiata in città, ne vedrai di cose..."

scritto da marco · 23 febbraio 2010, 15:39 · #

ferire con atti e parole fa male alle persone che credi che siano le più buone ma invece loro dopo un po ti feriscono il cuore con la luce del sole..

Nota di Glauco: Penso che funzioni; hai provato a musicarlo?

scritto da vittoria ruscigno · 5 marzo 2010, 11:14 · #

Sono un musicista a riposo,stanco di stare sull’attenti! Mi sono trovato per caso sul sito e
sono arrivato a questo blog, ho esercitato la professione per…Molti anni (uno per puntino?!) non so se verrà pubblicato, mi piacerebbe “entrare” e condividere parole e musica, cose mie, nessun problema. Ho segnalato il sito dove due anni fa in un momento molto particolare, che spiegherò in seguito, ho postato alcune musiche, una particolarmente, per condividerla con persone estranee al mondo musicale.

======== Nota di Glauco: Benvenuto. Felice di accoglierti nel mio spazio se e quando lo vorrai. Per condividere "musica" non so come puoi fare, perché direttamente da qui non è possibile, a meno che tu non alleghi un link esterno... Domanda: hai visto solo questo Topic o anche gli altri in cui traduco e commento i testi delle canzoni rock/prog?

scritto da Mario Frattini · 6 marzo 2010, 03:10 · #

Salve è da molto che non le scrivo e le chiedo scusa per il mio ritardo
Posso dire che in questo arco di tempo mi sono successe parecchie cose
Ho convinto i miei a scrivermi a scuola di canto!!
Ho cambiato l’nsegnate dopo neanche 2 mesi e ne è arrivato uno molto bravo che mi aiuta tantissimo e mi ha detto che mi insegnava a suonare il pianoforte e che insieme alle altre ragazze che frequentano il corso avremmo fatto dei Live.
Il mio problema purtroppo non si è risolto,ho scritto altri testi e anche delle storie (mi piace molto scrivere)
ma della melodia neanche l’ombra
cosa posso fare??
grazie per il suo tempo
con affetto
Chiara

======= Nota di Glauco: Purtroppo posso dirti poco, e quello che dico non credo ti piacerà. Le melodie "vengono" da sole, da qualche zona remota del Cosmo, noi siamo solo antenne riceventi. Certo, per "tirarle giù" e metterle in pratica occorre anche una minima base pratica/strumentale o vocale, ma la prima cosa è l'ispirazione, e quella uno "non se la può dare". Però consolati: può darsi che la tua antenna personale si sintonizzi fra quelche tempo. Altra consolazione è che mica tutti sanno scrivere testi. Quindi puoi trovare un amico, un'amica, un collega che musichi le tue parole. Ricordati di Keith Reid dei Procol Harum, o di Pete Sinfileld, o di Mogol (per restare in Italia). Persino Maurizio Costanzo ha legato il suo nome a quella che probabilmente è la più bella canzone italiana di sempre "Se telefonando": musica di Morricone, testo di MCostanzo!

scritto da Chiara · 14 marzo 2010, 21:32 · #

gent.le sig. Glauco, ho sempre composto testi per divertimento e al solo scopo di divertirmi, A volte solo testi senza musica neanche un accenno di melodia. In 30anni ho potuto notare come il mio “stile”, il mio modo di scrivere canzoni sia notevolmete cambiato, a questo proposito le invio 2 testi: il primo degli inizi l’altro più recente. Gradirei sapere cosa ne pensa. Grazie.
Canzone per te. Per me,che non dormo
Non ballo ma canto
Per te,che mi ascolti
Sentendo la radio
Così piano arrivando,così forte cantando ti dirò……….

Per me,che attraverso l’Europa
In allegria
======== Nota di Glauco: Ti rispondo sotto. Per te,che riappendi
Senza dire ciao!
Così piano partendo,così forte suonando ti dirò……….

Canzone per me Che non vedo che te,straniera, che suono di Maggio e d’Inverno e mi sveglio e lo specchio è gentile Canzone per me. E carico il tempo Di sogni e canzoni,sincere, anche se è fuori di corsa prendo in giro il mondo e ci campo Canta con me……….

Per me,che ti prendo
Ma non sempre ti ho addosso
Per te,che ti svegli
Da sola la notte
Così piano arrivando,così forte cantando ti dirò…….

Per me,che mi vivo
Torno e mi pento
Per te,che ti piaci
Con l’abito blu
Così piano partendo,così piano suonando ti dirò…….

Canzone per me La più bella che c’è,stasera, che rido dicendo ti amo ma non creder che sia tutto vero…… canzone per me E metto nel conto Qualche vecchio momento,insieme, quando mi hai detto ti amo mi ricordo quant’eri vicino…………………… CANZONE PER TE. TEMPI E PENSIERI (2001) Testo: MAURIZIO SOLMI

Insieme abbiamo avuto giorni buoni
E i giorni messi in fila diventan anni
Anni troppo corti e senza meta per chiamarli vita

Una vita a volte senza uscita,
a volte già vissuta e già finita,
finita troppo in fretta e goduta troppo poco,quel poco che non basta

che non basta neanche per capire
capire che non fa bene e non è giusto
smettere di provare amore e di amare ancora

perché amare veramente a volte può ferire
può far piangere e far star male
ma è un male da inseguire e da provare perché sennò è un pò come morire.

Capita che poi
Non ne puoi più
Di tutto quanto,della gente
E torni a fare le valige

Valige con dentro niente Perché niente è quel che resta Di tutti i sentimenti spesi male con te
Male da morire.

Si ricomincia tutto e tutto passa
usando il tempo come cura
che guarisce la ferita ancora aperta di quando uscisti da quella porta

quella porta adesso non esiste più
perché ne ho aperta un’altra
che dà su un futuro un po’diverso da quel che è stato insieme a te

a te che ti ho amato e amo ancora
perché scordare il paradiso non si può
e quello che ho toccato con te basterà per mille vite,ma solo con te

Ma a volte capita che dietro l’angolo nel deserto della folla
trovi un’oasi nel nulla un’oasi per non morire di noia o solitudine ma che non può farti dimenticare lo stesso che chi aspetti non c’è,non c’è proprio adesso.

scritto da maurizio · 15 marzo 2010, 23:50 · #

Rispondo a Maurizio e a tutti gli altri amici che mi chiedono consigli.
Carissimi, io non ho mai scritto un testo in Italiano, ma soltanto in inglese, quindi mi trovo un po’ in difficoltà a “giudicare“le vostre composizioni, anche se vi ringrazio per la considerazione. Io direi che qualsiasi cosa che vi suoni “sincera” e rispondente a quello che “sentite” nell’animo può diventare una buona canzone, purché il “ritmo” del verso sia musicabile, insomma “funzioni”.
Le due composizioni di Maurizio mi sembrano buone e funzionali (più diretta la prima, più “intimistica” la seconda). Mi sembra strano che in 30 anni tu non abbbia trovato un amico, un collega con l’hobby della composizione musicale che abbia collaborato con te. La “prova finale” della funzionalità dei versi (oltre ovviamente a una sincera ispirazione di base) è infatti il momento in cui si compone la musica. A quel punto può capitare che qualcosa del testo vada rivisto, adattato, perché la ripetizione dello schema (strofa/ritornello/eventuale soluzione) può avere bisogno di rivedere una rima, una cadenza.
Non so se mi riesco a spiegarre, d’altronde non è facile disquisire per iscritto e in modo teorico di composizione musicale (che è un’attività quasi metafisica, molto soggetta alle leggi del Caso…) Fatemi sapere se queste poche indicazioni vi sono state utili. Maurizio, vietato darmi del “Lei”, mi raccomando…

scritto da glauco · 16 marzo 2010, 12:07 · #

Grazie della risposta, in effetti qualche tempo fa suonavo la chitarra elettrica in un gruppo (senza pretese) e la maggior parte dei miei testi ha già una “traccia” musicale; di altri ho in mente perfino gli arrangiamenti e le parti degli altri strumenti ma da solo è piuttosto difficile avere un’idea totale del risultato. Comunque mi piacerebbe avere ancora un tuo parere: una volta completato un testo (a parte il discorso delle “aggiustature” con la musica) capita a volte che lo ritiro letteralmente fuori dal cassetto, magari dopo anni, e mi viene di cambiarlo in diverse sue parti. Ora, secondo te, è consigliabile o è meglio affrontare un nuovo lavoro? I tuoi consigli mi sono davvero utili. Grazie.
Maurizio

scritto da maurizio · 16 marzo 2010, 23:59 · #

Sono felice di questo scambio e della considerazione che mi attribuite (un po’ a scatola chiusa, perché le mie canzoni in realtà non le conoscete, quindi non potete sapere se “predico bene e razzolo male….”)
Intanto per il problema “arrangiamento” ti consiglio di passare a un software da computer (CuBase, Logic, etc etc) si ottengono risultati incredibili, io ho fatto CD interi tutti da solo aggiungendo poi soltanto voci (di un amico) e chitarre (la chitarra è uno strumento difficilmente emulabile al computer). Senza falsa modestia ti dico che sono molto simili a un vero disco. Certo bisogna prenderci la mano, con la programmazione: dipende anche dal tempo che uno vuole dedicare a questo hobby.
Per quanto mi dici tu dei testi ripresi a distanza di tempo: piccole modifiche sono sempre auspicabili, è solo un “aggiornamento” della tua sensibilità odierna, che magari è cambiata un po’ dall’epoca della prima stesura. Poi, può darsi pure che la musica ti convinca, ma (paradossalmente) il testo da cui quella musica è nata, non ti piaccia più. A quel punto, buttare e riscrivere (stavolta a partire dalla musica). A me è capitato una volta sola, avevo un testo, poi musicato, ma non registrato; ho ripreso il tutto 4 anni più tardi, ho capito che la musica era OK ma il testo no, e il nuovo testo l’ho scritto di getto in 5 minuti (facilitato dal fatto che la musica, ormai, già esisteva!). Oggi non riesco a pensare a quel brano con parole differenti.

scritto da glauco · 17 marzo 2010, 10:57 · #

Studio canto lirico da diversi anni e lavoro come corista in un teatro … mi piacerebbe dedicarmi alla musica leggera però non so scrivere canzoni e non so a chi mi posso rivolgere !!!!!!!

==== Nota di Glauco: purtroppo non ho grandi entrature negli ambienti "che contano"... ma forse qualche amico qui che scrive ma non ha chi canta, potrebbe entrare in contatto con te...

scritto da mariella · 30 marzo 2010, 16:17 · #

L’UOMO NELLA FOTO
…un vero album di miei versi, istantanei e personali…

Refrain,
Cosa sarei senza un refrain?

Ad una distanza da un libero piglia-piglia
Mi riconosco
Ma prima di voltarmi
Con la coda dell’occhio

Continuamente
Distinguo
Una zona d’ombra
Personalità e mentalità flan.

Lascio cadere la mia foto
Che odio
Più dell’invidia dei miei nemici

Flash
Flashback
Cercando le risposte
Quelle dediche agli sconosciuti
E un tratto di sorry e visi sorridenti
Flash
Flashback
Su di me, scambi di occhiaie
Arrivate fino a qui al cambio
Nel grande formato
Impaginato e nato in metropolitana
Flash
Flashback
Da modello in oltremisura
Postato e in posa
Arrivato smerciato dai giorni, là fuori
Come un uomo nella foto
Artigliato e fragile.

Ad una distanza da libero indovino
Mi rifiuto
Ma prima di capire chi sono
Con la coda di un orecchino
Mi chiudo in casa ed irrito la chiave…

Poi scatto le mie pulizie interiori
Dove il bianco e nero
Starnutisce
Al flan.

Refrain,
Cosa sarei senza un refrain?

Da “Il cuore degli Angeli”
di Maurizio Spagna
www.ilrotoversi.com
info@ilrotoversi.com
L’ideatore creativo,
paroliere, scrittore e poeta al leggìo-

============= Nota di Glauco: non mi sembra niente male... è anche una ritmica particolare, probabilmente stimolante per musicarla...

scritto da Maurizio Spagna · 23 aprile 2010, 19:15 · #

Glauco perdonami se utilizzo questo tuo spazio per un messaggio a mariella; io ho a disposizione diversi miei testi che forse potrebbero tornarti utli, ma non ho idea di come farteli leggere. Grazie Glauco. Ciao.

========= Nota di Glauco: Per carità, fate benissimo a scambiarvi idee e contatti. Se Mariella non si offende, potrei darti la sua mail che dovrebbe risultare, qui... fatemi sapere.

scritto da maurizio · 23 aprile 2010, 22:18 · #

ciao, scrivo in questo blog perchè anche io scrivo testi che potrebbero essere utilizzati come testi di canzoni. Vorrei postarne uno, giusto per avere un giudizio, dato che ho visto persone interessate sull’agomento.

======= Nota di Glauco: ne hai la facoltà. E' anche gratis (per ora-----ahhhahha!)

scritto da Clelia · 13 maggio 2010, 21:29 · #

io voglio fare una canzone che parli che e finita la scuola, come si puo fare una canzone?

======= Nota di Glauco: spremendo le meningi, scrivendo un testo e una musica. Leggi sopra per eventuali dritte.

scritto da Christian · 26 maggio 2010, 15:38 · #

Ciao Glauco, ti mando la traduzione in inglese di un mio testo di qualche tempo fa. In italiano la metrica risulta buona per un ritmo veloce, secondo te in inglese la metrica è totalmente stravolta? Grazie .Alla prossima, ciao.

Not enough! ! !

What will you
A pen, a pin
Or just a picture
About us (not enough)

As you lose
This summer alone
Sweetness, friendship and thousands of smiles
But not enough.

NO! Not enough for me!
Not any more
What has always you
You always have been but now more
Physically completely.

And not enough for me!
Gotta be only in dreams
Or feel your scent
The bed or in my sweaters
I just

What will you
If you look after me hours
Right now
To say I love you (not enough)

I already know what to answer
The things a man
Do not ever want to hear
But not enough.

Not enough for me!
Tickets or a disc
Or just a kiss lips
Stolen in a foggy day
physical completely.
(A PLEASURE CONTINUED)
I just can not get enough ..
NO … NO … NO ..

======== Nota di Glauco: davvvero complimenti, il testo mi sembra molto buono sia concettualmente che ritmicamente. Una cosa che balza evidente è che dà molti spunti compositivi. Ovvero: se leggendo il testo per la prima volta uno "sente"/"percepisce" una cadenza, uno stimolo ritmico, è pressocché sicuro che ne verrà fuori qualcosa di buono. L'unica cosa da verificare (alla prova dei fatti, ovvero appena composta la musica della prima strofa e del primo ritornello) e SE le altre parti corrispondenti (ovvero le altre strofe e gli altri ritornelli) combacino, ovvero si adatttino perfettamente alla stessa musica, o se sia necessario qualche "aggiustamento". Ma direi che non è un problema, te ne accorgerai immediatamente e variare un verso o due non è difficile. Poi tieni presente che se una sezione X o Y proprio non combacia per nulla, può divenire una "soluzione" (il cosiddeetto "Middle eight") per capirci, quello che (ad esempio) in "every breath you take" dei Police è la sezione mediana che fa "Since you've gone I've been lost..." Solitamente queste sezioni hanno lo scopo di spezzare, rompere lo schema, portarti da un'altra parte per poi ricondurti alla strofa o al ritornello. Sono un complemento efficace e importantissimo del tutto. Ovvio che non è un espediente obbligato, la stessa funzione può essere svolta da passaggi strumentali, da un assolo... fammi sapere se hai trovato utili queste osservazioni.

scritto da maurizio · 27 maggio 2010, 00:11 · #

Grazie veramente. Le tue osservazioni mi sono sempre davvero molto utili e stimolanti. Tra l’altro hai scelto come esempio una delle canzoni che più preferisco (dopo i Beatles) Grazie. Ciao

=====Nota di Glauco: figurati, è un piacere!!!! Stavo per scegliere "A Day in the life" ma poi ho detto "ma scegliamo una cosa exttra-Beatles", e Every breath è una grandissima canzone... PS ti ho cercato su Facebook ma ce ne sono 5 col tuo nome...

scritto da maurizio · 28 maggio 2010, 14:39 · #

Ciao a tutti….mi piacerebbe molto comporre una canzone che parla della vita ma non saprei da dove cominciare per scrivere il testo….mi potete aiutare?..Grazie

scritto da Roby · 15 giugno 2010, 10:52 · #

Salve, ho l’obby per la poesia e mi diletto a scrivere anche testi di canzoni. Ad oggi ho scritto circa 250 poesie e alcuni testi di canzoni.
Per gli appassionati, ho un mio blog di poesie (www.fioreantonio.com), attualmente ne sono pubblicate una ventina.
In merito ai testi di canzoni da me scritti sarei disponibile di poterli porre alla bravura di qualche musicista per una eventuale musicabilità.
Un saluto
email: antonyfiore@alice.it

======= Nota di Glauco: noi ti ospitiamo volentieri, se son rose fioriranno.....

scritto da Antonio · 7 luglio 2010, 15:04 · #

voglio comporre una canzone

scritto da marika · 17 luglio 2010, 11:38 · #

ma sn canzoni o commenti???????????????????????????????????????????????

scritto da alice · 6 settembre 2010, 19:56 · #

hai ragione, all’inizio questo doveva essere un punto di riflessione sulla metodica compositiva, e io ho dato indicazioni in tal senso.
Poi non so perché si è trasformato in una sorta di spazio aperto in cui chiunque parla della sua “voglia” di comporre una canzone, o inserisce frammenti. E’ un po’ strano, ma per me può andare anche così.

scritto da glauco cartocci · 7 settembre 2010, 09:36 · #

Salve , messaggio per chi ha scritto questi versi “..Incredibili tre ore
di mattina a guardare il sole
dopo una notte di baci e di carezze…” , dico ma cos‘è sta roba? una sequenza di luoghi comuni e di strutture trite e ritrite con immagini poetiche banali e conformiste , spero che quanto hai scritto (l’intero testo) sia uno scherzo, ma se cosi non fosse , hai parecchia strada da fare .
Io sono stato un paroliere ora non scrivo più . Non sono un blogger e non uso i social network , mi sono trovato qui per puro caso. scusa non ti offendere per la mia opinione.

scritto da Alberto · 21 settembre 2010, 22:47 · #

noi vogliamo scrivere una canzone per un anniversario ma non abbiamo spunti.
ce ne puoi dare uno per favore ora???

========= Nota di Glauco: carissimi, non è facile dare spunti del genere, è una cosa molto personale. Posso solo dirvi che vi consiglio di non essere troppo "retorici"---- ad esempio, una canzone come "Birthday" dei beatles che dice poco e niente (lo ammetto) ma ha avuto un impatto notevole, spesso viene usata per auguri di compleanno in tutto il mondo. Insomma, io la mettterei sul gioioso-giocoso, senza scadere ovviamente nel "sonetto" da matrimonio dopo il pranzo e prima del brindisi...

scritto da marco e valerio · 27 ottobre 2010, 18:10 · #

ciao io ho scritto vari testi rap non avendo mai fatto musica sono andato in uno studio di registrazione per chiedere aiuto e mi hanno detto che potevo anke buttare cio che avveo fatto,xke avrei dovuto scrivere gia sopra un beat,ma io nn avendo mai fatto musica nn ho capito nulla..a provato a spiegarmi di accenti sillabe ecc ma propio nn capisco.quindi è un lavoro quasi impossibile il mio?

===== Nota di Glauco: Beh, temo proprio di sì. Un testo, specie nel RAP, deve avere ritmi suoi, e cadere sugli accenti naturali della musica. Se non hai mai sentito parlare di "battere" e "levare", di quattro quarti o di segnature ritmiche di un brano, e di accenti, temo che tu sia nelle stesse condizioni di un pittore che pretende di dipingere senza sapere che cos'è un pennello e cosa sono i colori. Questa è la notizia cattiva. La notizia buona è che puoi impararlo, studianod anche un minimo di solfeggio. Ma come in tutte le cose, ci vuole impegno. In questo caso ci vuole anche orecchio.

scritto da ivano · 5 novembre 2010, 19:01 · #

Ciao, non voglio entrare nel merito del post, solo complimentarmi per come l’hai scritto. Oggi tutti si svegliano una mattina e pretendono di “saper scrivere”. Complimenti.

===== Nota di Glauco: grazie mille francesco. Il tuo commmento mi fa venire la voglia di riprendere in mano questo blog, che ho colpevolmente trascurato... comunque se ti va cercami su Facebook.

scritto da Francesco · 7 gennaio 2011, 15:40 · #

Oggi mi avevano chiesto di scrivere il testo per una canzone di Pat Metheny, da riadattare quindi alla melodia già esistente. Del tutto estranea alla scrittura di testi, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata cercare delle indicazioni su internet e devo dire che le tue sono state illuminanti! Non so se sarò capace nell’impresa, ma sicuramente mi hai dato molti spunti su cui riflettere… Grazie e complimenti!

scritto da Silvia · 2 settembre 2011, 20:13 · #

Ciao, ho quindici anni e mi piace veramente molto molto molto il tuo post, Glauco… come ho letto nel commento prima di me molti pensano di saper scrivere, ma devo dire che questo blog è veramente una bomba! Io suono pianoforte, tastiera, chitarra e organo, e studio un po’ di percussioni ( e sono un maniaco dei Beatles, e ho trovato molto interessante la storia della canzone Yesterday, che comunque conoscevo un pochino). Quando mi metto a scrivere musica, sono quasi sempre soddisfatto, e anche la maggior parte di quelli a cui la faccio sentire. Il problema è che con i testi non c‘è santo che tenga, non ci riesco…
Help!

scritto da Pietro · 3 settembre 2011, 15:48 · #

Approfitto degli ultimi interventi per riprendere contatti con questo blog che per vari motivi ho un po’ trascurato negli ultimi tempi. Ringrazio Silvia e Pietro per le buone parole, sono contento che (in minima parte) i miei consigli vi siano stati utili. A Pietro dico di non preoccuparsi se non sa scrivere testi, anche Dave Gilmour dei Pink Floyd era più portato per la musica che per le liriche… devi solo trovare un collega che possa collaboraare con te per quanto riguarda i testi. Pietro, se sei un maniaco dei Beatles e sei interessato a PID cercami su Facebook, c‘è il mio Fan Club, ci possiamo continuare a scrivere lì. Per quanto riguarda il rock in generale, potete cercarmi anche su TRS 102,3, una radio con la quale collaboro alla rubrica de “Il Sabato punto d’Incontro” condotta da Donald McHeyre. Il 17 faremo un grande Special sui Pink Floyd.

scritto da GLAUCO · 5 settembre 2011, 10:27 · #

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