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Poche Chiacchiere: Il paese del Mulino bianco

Il paese del Mulino bianco

Fino a pochi mesi fa
dalla criminalità
la nazion era distrutta:
“La sinistra fa combutta

con le bande di immigrati
e vediamo i risultati:
son gli stupri in grave aumento.
Ma con noi cambierà il vento:

operando con fermezza
ridaremo sicurezza,
le ragazze ovunque andranno,
nella Roma di Alemanno,

nell’Italia di Maroni,
senza aver preoccupazioni,
senza ansie né timori.
Gli immigrati? Tutti fuori,

perché per la gran paura
scapperanno addirittura
né ne arriveran dei nuovi
perché rimarran nei covi

dei paesi d’oltre mare!”
E si dettero da fare:
militar nelle città,
a Gheddafi l’altolà

nell’invio dei clandestini
grazie a mucchi di quattrini,
leggi sull’immigrazione
fuor della Costituzione.

Solo annunci, sol pastrocchi,
sol buttar fumo negli occhi:
sempre più son gli immigrati
e gli stupri denunciati

sia dei singoli che in branco.
La Nazion Mulino bianco
non esiste pure se
il caiman dice che c’è.

L’evasion da Lampedusa?
“Che interpretazione ottusa…
Sono usciti di là dentro
per far quattro passi in centro

e per bersi una birretta.
Tutto ben nell’isoletta!”
Han stuprato una pulzella?
“Penso fosse troppo bella

e non val la sicurezza
quando è troppa la bellezza.
Milion di belle fanciulle
renderanno sempre nulle

le militarizzazioni
di La Russa e di Maroni,
mai l’Italia aver potrà
un soldato per beltà.

Italian, state tranquilli
poiché siete i miei pupilli
ed in cima ai miei pensieri.
Gli immigrati c’eran ieri,

oggi son diminuiti
e gli stupri, pur sgraditi,
pur infami atrocità,
sono segno di beltà!

Non lasciatevi incantare
da chi vuol sol criticare
ed al premier che vi vizia
fa venire l’itterizia.”

Silvio è corso ad arruolarsi:
i soldati sono scarsi
nell’esercito italiano
e perciò darà una mano,

pur s’è un over settantenne.
Dagli stupri vuole indenne
la bellissima Carfagna.
Da soldato l’accompagna.
Vignetta di Frator

Inserito il 29/01/2009 da Carlo Cornaglia | ci sono 2 commenti

A voi la parola

Lampedusa la frontiera
è un’isola assai fiera
lì arrivano i disperati
che sono esecrati


dal governo italiano
di per se molto vano
fa gli spot elettorali
per guarir da tutti i mali.


Alla Libia abbiam dato milioni
li ha portati Berlusconi
con la foto del nipotino in mano
per addolcire il sultano,


ma questi è un furbacchione
anche se par un minchione
ha firmato il trattato
ma poi si è assentato


si trastulla nella tenda
e si copre gli occhi con una benda
i clandestini muoiono in mare
ma lui ha tante cose da fare,


ascolta il vento del deserto
tanto per essere certo
che è un dittatore
che per passion fa l’esattore.


E intanto gli emigranti
muoiono come i fanti
la lor trincea è il mare
e si piangono le bare.


Il ministro degli Interni
non conosce quegli inferni
lui che è lombardo
pensa che tutto sia un azzardo,


la sua mente è assai piccina
capace sol di far manfrina
di mandare tanti soldati
a sorvegliare i malcapitati.


Il centro di accoglienza
è per dar assistenza
ma Guantanamo par diventato
e non è tutta colpa del fato.


Ponzio Pilato ha fatto storia
seppur con molta vanagloria
ora in troppi si lavano le mani
e abbaiano come cani.


La deputata leghista
che nell’isola era capolista
del governo fa la pasionaria
ma viene vista come elitaria,


il suo verbo or è inascoltato
e dagli isolani disprezzato
un nuovo centro di accoglienza
sarebbe un’indecenza.


Berlusconi scuote la testa
e dileggia chi manifesta
per lui tutto va bene
e quelli sono solo iene.


E’ pronto anche Gasparri
a salire sopra i carri
a dir che il governo è cosa seria
anche se ci manda in miseria.


Alemanno è in affanno
la violenza gli fa danno
ora con la sua città sicura
non ci fa bella figura.


Di mafia non si parla
non val la pena accennarla
se non ti danno del di Pietro
e ti misurano con il metro.


E così tra frizzi e lazzi
siamo noi a passar per pazzi
noi che chiediamo giustizia
siam trattati come immondizia.


Ehi, cavaliere mi consenta
ma quand’è che lei rallenta
e si toglie dalle bale
che a noi la pressione sale.


Stame bin, Carlin.

scritto da Frator · 29 gennaio 2009, 15:07 · #

Alici nel Paese delle meraviglie


Sono il matto cappellaio
Con un colpo di bacchetta
ti trasformo l’Italietta
in un fulgido troiaio.


C’è la cassa integrazione?
Ci mettiamo l’immigrato
che sarà così integrato
nell’italica nazione.


L’automobile non tira
e l’indotto ne risente?
State allegri, brava gente
che la ruota sempre gira:


prima o poi, non ci si scappa,
toccherà ad altri settori
veder spegnersi i motori
e restare senza pappa.


C’era un tempo ai dì di Prodi
che gli stupri e le mignotte
tramortivano la notte
trafiggendola di chiodi.


Ora tutte, anche le belle,
quando il buio a notte bussa
se ne van, mercè La Russa,
come trucide zitelle


senza tema d’incontrare
né rumeni né moldavi.
Se poi son ragazzi bravi
dall’italico parlare


che di donne fan bisboccia,
cari amici, è dimostrato
che se il maschio è provocato
solo il sesso c’ha di roccia.


Quindi, maschi e pure donne
or che non c’è più D’Alema
fuoriuscite senza tema
in mutande e minigonne.


Casomai, a notte fonda
v’incrociate con gli alpini
che sui muli e coi grappini
senza sosta fan la ronda.


Sono il cappellaio matto
Matto sono il cappellaio.
Sia tu Tizio oppure Caio
sappi, il dado ormai è tratto.


Pei tuoi figli e le tue figlie
senza che ci pensi tu
costruisco Italiapiù,
terra delle meraviglie.


Senza Re, senza Regine,
senza Quadri e senza Cuori,
Come Quando Piove Fuori
non avrete più leggine,


niente più burocrazia.
Sesso, droga e rock’n’roll
fino a perdere il controll
nella favola ch’è mia.


Le mie Reti pescheranno
pesci, polli e baccalà;
‘Zelig’, ‘Striscia’ a volontà,
risi e bisi tutto l’anno!


Sono Giulio e son Silvietto,
sono Ignazio e son Roberto,
son la Mara e son l’Umberto,
sono femmina e maschietto.


Giorni avrete sol felici
perché poveri sarete.
Niente stress, niente più diete:
il futuro è pane e alici!

scritto da Gregna Pola · 31 gennaio 2009, 10:27 · #

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