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Poche Chiacchiere: Il mercato uccide l'arte. Anzi, la fa rinascere.

Il mercato uccide l'arte. Anzi, la fa rinascere.

Il mercato uccide l’arte. Anzi fa di più, la fa rinascere.
A ogni uscita editoriale. Straordinaria è l’arte dell’imbalsamazione. Puzza come un cadavere, sa di marcio e stantio, eppure respira aria frizzante di montagna, o quella un po’ chiusa e riservata di qualche salotto, magari con qualche salatino. Non ha nemmeno un decimo di febbre eppure devasta ciò che tocca. Cinica come una gallerista milanese, e parassita come un agente immobiliare, traduce la costernazione in uno sfogo infantile di chi è emarginato dall’establishment…
L’establishment! Un meccanismo che ha deciso che si può pagare un milione di euro per un Damien Hirst contro i trecentomila di un Tiepolo! Come non indignarsi! E allo stesso tempo cosa farsene dell’indignazione!
Nulla.
Non se ne fa nulla.
Ma il mercato uccide l’arte. Anzi fa di più, la fa rinascere.
A ogni uscita editoriale.
No, non sono cadaveri ma bambole gonfiabili per piaceri gonfiabili. Come palloncini. Pieni di nulla. E poi dicono che i sogni non esistono…
Ma il mercato uccide i sogni e la vita. Tanti palloncini come a una festa di compleanno per tutto l’anno, Alice, il coniglio bianco e la festa del compleanno del noncompleanno per tutto l’anno… É la mise en abime… Ma festeggiano il morto. L’imbalsamato.
E intanto il mercato uccide l’arte. Anzi fa di più, la fa rinascere.
A ogni uscita editoriale.
C’è chi dice che ci un fu un tale, un certo Andy Warhol che imparò a gestirlo: fu il peccato originale. Ogni uomo ha un suo prezzo così come ogni artista. D’altronde anche lo stomaco ha le sue ragioni che la ragione conosce bene.
In Galizia, si trova in Spagna, c’è chi dice però che ci sono artisti schivi e puri ma sono della vecchia guardia. Non fanno testo. E c’è chi dice che si farebbe meglio a tacere. Vero. Ma quella è la coscienza che non sa dove andare a vivere perché cacciata da un corpo in decomposizione. Nevrotica. È diventata nevrotica. Lo si vede dal primo balbettio alle manie di tendenza: americani a sbafo, emarginazione, vene senza sangue, voyeurismo… Eccessi. Il vuoto di Camus è stato riempito. Il mondo assurdo dell’inquietudine ha trovato la felicità dell’assurdo e al posto degli oracoli, i predicatori.
E pensare che Van Gogh vendette solo una tela e a suo fratello Theo, e la Dickinson nemmeno un verso.
Buffi si nasce, grotteschi si diventa: è questa l’Etica dell’Arte?

Inserito il 28/02/2007 da Comitato Maldoror | c'è 1 commento

A voi la parola

Abbiate fede. I cessi su rotelle passano, ( se no perché avrebbero le rotelle?)i fantocci di bambini impiccati spariscono, e magari così fosse per quelli che li massacrano davvero, con le guerre,la fame, la pedofilia o magari “solo” con l’indifferenza, i monumenti si spacchettano lasciando cumuli di cartaccia, immagino…quella stessa cartaccia, seppure diversamente connotata, che entra nelle tasche di quelli che promuovono le avanguardie varie a tavolino,con una operazione di marketing identica a quella dei vari “mostri” dell’editoria…Sgarbi a tutte le ore, il povero Zeri relegato a mezzanotte con qualche suo meraviglioso programma boicottato in tutti i modi. E allora? Vi meravigliate? Siamo sommersi dalla spazzatura, ormai il metro è quello, e più ce n‘è più se ne desidera.Ma come, ogni anno ci preoccupiamo della “cinese”, o della meningite, e del dilagante mare di …che contamina tutto, politica televisione cultura arte, stiamo a preoccuparci in quattro? Ci consoli, cari amici, una certezza.Quando i cessi a rotelle troveranno il giusto posto nelle discariche,Tiepolo, Van Gogh e la Dickinson, dal loro empireo di immortali continueranno a sorridere, come Queen Elizabeth ignora i piccioni, e le loro deiezioni.

scritto da leila mascano · 4 gennaio 2008, 09:19 · #

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