Il Cannocchiale a rovescio 3 - di Frank Spada
Avremmo potuto cambiare lo strumento, il cannocchiale, appunto, che non a caso è a rovescio e si indirizza in ogni dove, come ormai sapete. Ma non l’abbiamo fatto perché il panorama che abbiamo sotto gli occhi quotidianamente ci spinge nuovamente ad allargarlo, ad approfondire il “senso” dell’immaginazione per condividerlo e anticipare ad altri ciò che a volte non appare chiaro nemmeno a noi, al primo istante.
“Chi cerca trova solo se immagina di essere lui stesso il fuggitivo” – non è che un modo proverbiale per incalzare la curiosità a indagare i misteri delle “cose belle” che sembrano svanire dai libri d’avventura, dagli schermi dove le abbiamo viste emozionandoci fin da bambini, o dagli oggetti che ci sono cari – un giradischi, ad esempio.
Ogni tentativo per conoscere se stessi, stando assieme – anche se quando arriveremo in fondo alla “nostra” strada non avremmo in mano nulla –, resta un buon motivo per provarci ancora.
Quanto a Marlowe, e a una coppia che se ne va a braccetto in un quadro di J. Vettriano, se siamo qui lo dobbiamo anche a lui, e al suo compare.
Poche chiacchiere, allora, e partiamo per una nuova avventura tutti assieme, commentando e dialogando in assoluta libertà.
Inserito il 30/09/2011 da Frank Spada | ci sono 442 commenti
A voi la parola
Non c‘è due senza tre! Congratulazioni!
Caro Frank, penso che tutti ti siano grati per aver creato questo luogo virtuale e per il fatto di andare avanti a tenerci compagnia con le tue piroette letterarie.
Bellissima l’immagine scelta per questa terza parte del blog.
Un caro saluto!
scritto da Mita · 30 settembre 2011, 10:58 · #
Sei solo chiacchiere e cannocchiale! Solo chiacchiere e cannocchiale!
Ah no, aspetta, quello era un altro. Ma per questa terza stagione del cannocchiale mi rovescierò le tasche dalla pigrizia e ti aggiungo ai preferiti, così leggerò le tue rovesciate!
Mandi Frank!
scritto da gelostellato · 30 settembre 2011, 11:00 · #
Bene, ci voleva proprio un nuovo angolino tranquillo in cui scambiarsi idee e saluti. Lieta di seguirti anche qui Frank :)
Un abbraccio.
Forse il bello è nella ricerca e nel non trovare mai! __ Un sorriso.
La ricerca migliora noi stessi e ci fa conoscere nuovi confini, quelli da superare e quelli invalicabili.
La coppia rappresentata sembra muoversi in uno spazio senza confini, forse ha completato la sua ricerca, forse si allontana da un passato da lasciarsi alle spalle.
Sì, provaci ancora Frank! (rubo la citazione a madi). Sulle tracce di Marlowe, come sai, c’ero già: va bene continuare.
Graziano
scritto da graziano · 30 settembre 2011, 12:07 · #
Aspettiamo sempre il quarto libro :) L’immagine per questa terza pagina è favolosa. Come sempre.
Nadia
Ci sto dando dentro con “Dimmi chi sei Marlowe”, anche con i miei tempi biblici tra poco inizierò “Doppio Marlowe”. Una trilogia da leggere. Singolari i rilievi ma anche gli interrogativi che, con un microscopio rovesciato che mi ha confuso leggermente, ho notato finora. A presto.
mr. Frank e jack vettriano insieme? queste si che son sorprese! congratulazioni per il suo cannocchiale 3 e … che gli avvistamenti siano molti, al rovescio s’intende ;-)
scritto da kara · 30 settembre 2011, 13:33 · #
Mi associo a Nadia aspettando con trepidazione il quarto Marlowe, perchè dopo un certo tempo, ne sento la mancanza…crisi d’astinenza? _
Bellissima e misteriosa questa immagine, complimenti Frank!
scritto da claudia · 30 settembre 2011, 13:38 · #
Buon viaggio, Frank! Seguirti è sempre un piacere…
scritto da amelia · 30 settembre 2011, 13:57 · #
In bocca al lupo per questo nuovo salotto di amici, caro Frank. Bellissima anche l’immagine, lei ha un gusto straordinario!
scritto da anna · 30 settembre 2011, 14:24 · #
Un cannocchiale a rovescio calibro 7,65.
Bel colpo, Frank.
Bel colpo a bersaglio, ovviamente.
scritto da Paolo Franchini · 30 settembre 2011, 15:03 · #
Sonetto d’occasione
Cannocchiale, strumento da guardone,
occhio curioso in cerca di segreti.
Ma noi, compunti, in contemplazione,
lo puntiamo al rovescio, più discreti.
Cerchiamo forme con circospezione,
in spazi e tempi forse inconsueti,
vari argomenti di dissertazione
in equilibrio astratto, ma concreti.
Ricerca di metafore ribelli.
domare le parole con l’arcano,
oliare gli ingranaggi dei cervelli
calandosi in un doppio marlowiano.
Poche chiacchere, a volte indovinelli,
in un percorso un po’ pirandelliano.
a Frank per augurargli un terzo e affascinante percorso.
gloria
scritto da Gloria Gerecht · 30 settembre 2011, 18:14 · #
“Lei non sa quanto conto sul suo aiuto, Marlowe.” L’incarico è una dannata gatta da pelare, e lo sappiamo tutt’e due.L’aria è tersa, perlacea, il mare che fino a poco fa aveva ancora qualche riflesso sanguigno è color acciaio su questa spiaggia desolata dove ci siamo dati appuntamento come due amanti.Marita si appoggia al mio braccio come se mi conoscesse da un amore,ed io ascolto la sua voce bassa,un poco rauca, che mi mette i brividi. Rimaniamo a fissare il mare, su cui decine di gabbiani galleggiano, mentre il vento fa sbattere le falde del mio impermeabile e volare i capelli di lei che all’improvviso lancia un grido aspro, rabbioso verso gli uccelli, come fosse uno di loro, che a quel segnale, di pericolo forse nel loro linguaggio, si alzano tutti bruscamente in volo.Provo una strana sensazione di sgomento. Marita ha un profumo intenso, come quello di un pericoloso fiore tropicale,e nel voltare le spalle a quello spettacolo sento il suo corpo forte e flessuoso contro il mio, al punto che avverto la piccola asperità della sua giarrettiera contro la mia gamba sinistra. .“Anche tu puoi contare su di me”, mi dice, e mi pianta negli occhi, abbassandosi gli occhiali che nessun riverbero giustifica più, uno sguardo fermo e freddo come una lama, color acciaio come il mare.Ma la sua bocca rosso fuoco, nella stessa sfumatura del tailleur aderente di cui il colletto da educanda non fa che esaltare per contrasto la pericolosa seduzione, è calda e accogliente come la tana a cui si vorrebbe tornare.
scritto da Leila Mascano · 30 settembre 2011, 19:21 · #
Salotto nuovo,mi ci ficco.
Senza indossare le pattine,Frank.
E’ una goduria riempire di graffiatine lo strato di cera.
scritto da Joe Perfiumi · 30 settembre 2011, 19:23 · #
Bravo Frank, tu e il tuo doppio continuate così.
scritto da Suzannë · 30 settembre 2011, 20:27 · #
Mi verrebbe da dire, parafrasando il bellissimo film americano, “Tutti assieme appassionatamente” perché la passione è tutto ed è quella che anima e attorno alla quale ruota la vita di ognuno. Passione non intesa solo in senso amoroso ma gioia, entusiasmo, vitalità da trasferire in ogni ambito guardando oltre e altrove sempre con quella freschezza e schiettezza dialettica che può scaturire solo da una autentica relazione comunicativa. E allora caro Frank… che si aprano le danze e leviamo i calici per un brindisi virtuale con tutta la comunità del “Cannocchiale a rovescio 3. Loretta Fusco
scritto da loretta fusco · 30 settembre 2011, 21:04 · #
Buonasera Frank, ritrovato e doverosamente diffuso sulla tua fan page di Facebook :)
scritto da Covo dei Piratti · 1 ottobre 2011, 01:04 · #
Strike- love me, my Lucky man!
See you later, dear.
scritto da candy's 50 · 1 ottobre 2011, 10:55 · #
Uscire dal libro di Franchini è sempre gradevole.
Adoro fare innocenti scherzi al Grande Pallido.
Frank,solo per dirti che sono sempre disponibile per qualche sana scazzottata.
Avvertimi se qualche cinesino ti scopiazza il ‘Cannocchiale a Lovescio Tle.’
scritto da Freddie Carnera. · 1 ottobre 2011, 11:33 · #
A quanto pare siamo in tanti su questo cammino…
Che bello, FranK!
scritto da marta · 1 ottobre 2011, 16:39 · #
Il tempo che non muore è quello che ritorna, così come il piacere di rivedersi dopo tanto tempo sta a significare che i legami veri durano per sempre.
Buona fortuna Frank, a te e a questo blog davvero unico!
scritto da butterfly · 1 ottobre 2011, 16:51 · #
Se c‘è qualcosa da bere,allora mi accomodo anch’io in questo blog.
Sempre che mi vogliate,perchè conto come il due di coppe.
Il vecchio Ernest sosteneva che il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo.
Lo diceva, a lingua viva,dentro la Morte nel pomeriggio.
scritto da Sisto Seltz. · 1 ottobre 2011, 18:03 · #
Sunset Boulevard
La donna si guardò allo specchio, inarcò un sopracciglio, pizzicò colle dita la pelle delle tempie per sollevare l’angolo dell’occhio. Prese da una scatolina sulla toilette due piccoli cerotti che applicò, nascosti tra i riccioli della permanente, per ottenere l’effetto desiderato. Si rimirò soddisfatta. Si passò un denso strato di rossetto scuro sulle labbra sottili, ripiegandole su se stesse per amalgamarlo. Scosse la boccetta di Joy di Patou e ne applicò col tappo due gocce dietro le orecchie ingioiellate.
Dallo specchio vide la porta socchiudersi.
Senza voltarsi infilò nel lungo bocchino di madreperla una Turmac.
L’accendino d’oro scattò pronto.
F.S. stava alle sue spalle osservandola corrucciato.
Non sapeva che quell’occhiata di commiserazione gli sarebbe costata un ultimo tuffo in piscina con tre pallottole in corpo.
scritto da Gloria Gerecht · 2 ottobre 2011, 09:23 · #
Conosco Sisto Seltz.
E’ una brava persona.
Alticcia,di bassa statura,borse di ghiaccio sotto gli occhi,
spiccata alitosi ginnica.
Da gin.
Negli ambienti dei calicetti sciolti è conosciuto come l’Americano.
Bitter Campari,vermouth rosso e seltz.
In genere un Sisto.
Adora le americane, a stelle e strusci.
scritto da Joe Perfiumi. · 2 ottobre 2011, 10:15 · #
Fantastica immagine di apertura che è già preludio a piacevoli chiacchierate ma anche ganci senza pietà a questo strano mondo dove ci è dato di stare. Buona scrittura a tutti ma soprattutto a te, Frank :-)
Mr. Spada, lei sa come affascinare il suo pubblico! La divina Greta, mentre tutti i divi spalancavano le porte della loro vita privata per suscitare pettegolezzi e clamori, era soprannominata La Sfinge per l’aura di mistero che la circondava e che otteneva un effetto ancora maggiore. Chi gusterà in tutta la sua croccante fragranza il gusto delle sue poche chiacchiere? Come certo non ignora, son dette chiacchiere quelle strisce fritte di pasta dolce, che si gonfiano nell’olio bollente, e si cospargono di zucchero a velo. Come con quei semplici ingredienti, acqua zucchero e farina, un pizzico di sale e per alcuni un po’ di buccia di limone grattata si possa creare un tale capolavoro di gusto è un mistero, e dunque siamo in tema. Ma non tutti sanno farne, perché malfatte le aeree chiacchiere non volano, restano impregnate d’olio e risultano pesanti, laddove la Chiacchiera Principesca è asciutta, come lei sa benissimo, senza neppure bisogno della carta che ne assorba l’olio superfluo.
Piacerà dunque il suo felino muoversi tra le domande come in una gimkana, felino perché dopo Greta e le dolci Chiacchiere (dette anche frappe, ma io preferisco chiamarle nell’altro modo) è il gatto del Cheshire che compare e scompare in Alice quello che mi viene alla mente, lasciando sbalordita con i suoi enigmi l’affascinata Alice.
Su, non finga di non saperlo: mentre tutti gli scrittori si affannano a rivestire di carne e ossa personaggi di carta, lei ne ha creato uno magari per divertirsi un po’, da un pezzo di carta come Mastro Geppetto dal suo tocco di pino, e come mastro Geppetto si sarà magari stupito a sentirsi rivolgere la parola dalla sua creatura. Marlowe è stato più veloce e più furbo: lo stadio di carta l’ha saltato subito, ha scelto una puledra dando in cambio un grillo rompiballe ( che infatti se l‘è data a zampe), si è fatto mettere a letto da parecchie fatine, non tutte azzurre ma fa lo stesso, e un po’ alla volta è entrato così tanto nella sua vita che lei, viceversa, già schivo di natura, si è reso ancor più lieve e sfumato, un po’ come l’Uomo Ombra. Si sa che le donne le fanno agguati, e più d’una si è vantata d’averle assegnato almeno cinque stelle. Comunque è notorio che si muove seguito da un codazzo di donne, tutte delirano di occhi azzurri e sapienti pullover in tinta, per non parlare delle camicie, che ricompra di continuo, in quanto le scalmanate se le tengono come trofeo.
Che posso dirle se non che lei è Frank più Frank che mai senza esserlo per niente? Povera me, ragazzetta nell’arena a giostrare con un toro Miura, che per giunta carica con la grazia di un ballerino, col pubblico tutto per lui.
Scherzi a parte, mister Frank, le donne adorano i gioielli, e dunque l’intervista che mi ha gentilmente rilasciato non può che piacermi ( NdR : sarà presto online e ne comunicheremo il link sul Cannocchiale a rovescio 3). La prego di scrivere thé, con la e stretta, accento acuto, come le è certo sfuggito, laddove io ho preferito all’inglese tea che trovo un po’ pretenzioso (una tazza di tea, mavvia!) la parola tè, oggi d’uso comune, fin da da quando ho scoperto che è l’esatta parola cinese, oltre a un’altra così complicata che neppure me la ricordo. Tale preziosa delucidazione me la dettero i miei cugini, che hanno avuto la ventura di vivere a Tonchino per molti anni, i cari (ex) ragazzi. Sono loro che, tornando a Roma, abituati alla numerosa servitù di laggiù, chiesero da bambini se i facchini della stazione Termini fossero i portatori della nostra famiglia!
Ora esco per una delle mie abituali serate mondane e per amor suo arriverò alquanto spettinata, e non è neppure effetto delle sue desiderabili carezze!
I love you, tempesta!
scritto da Leila Mascano · 2 ottobre 2011, 20:05 · #
Caro Frank,
che bello, il terzo Cannocchiale a rovescio! Ho trovato questa sorpresa di ritorno dal lago, dove finalmente ho potuto godermi in santa pace Doppio Marlowe. Perciò doppi complimenti, per il blog e per questa intrigante chiusura della tua prima trilogia…
In attesa del primo libro della seconda dunque!
A presto Frank
scritto da Tiziana Marangoni · 2 ottobre 2011, 21:57 · #
Non conosco Sisto Seltz, ma gli do il benvenuto, non può che essere amabile una persona tanto piacevolmente modesta da definirsi importante come il due di coppe, senza il quale però non si gioca.
Conosce davvero qualcuno di noi? Se così non fosse, perdoni qualche benvenuto scherzoso senza infastidirsene, frutto d’esuberanza e basta…
scritto da Leila Mascano · 3 ottobre 2011, 08:33 · #
Se non fosse per la mia feroce timidezza, ardirei passare al tu,gentile Leila.
Grazie Tula!
scritto da Sisto Seltz. · 3 ottobre 2011, 09:25 · #
Marlowe , che non si aspettava in solo tre giorni (quattro meno di quanti sono serviti a UNO per creare l’universo cinematografico del mondo) questa sequenziale profusione di commenti bene auguranti, mi ha chiesto di espletare le formalità del caso e di ringraziarvi tutti. So che avrebbe voluto farlo con una chiocciolina per ciascuno, magari con un buffetto sulle guance di chi ama, ma, ahimé, è tutto preso a indagare su una faccenda che avanza nera come un technicolor e che lui azionerà con la 45 in mano come volesse riprender tutto dall’inizio e rinnovare a poco a poco i fondali delle scene – una sua lettrice, senza tanti giri di parole, gli ha detto di decidere chi vuol essere, perentoria, di farlo in fretta perché sta giocando con una vita non sua e aggiungendo acutamente ( sospetto sia una umpire ) che dentro di lui c‘è un vuoto esistenziale che non potrà mai colmare, a meno che…
Marlowe mi ha pregato di dirvi che da tutti voi ha imparato qualcosa, non ultima che l’Amore fa bene alla salute!
Ora veniamo a noi, a un Falcone in volo, in arrivo in casa Robin fra tre giorni, precisamente il 6 ottobre, ai suoi volteggi in cielo, alle discese e risalite, ai tuffi in velocità senza mai perdere di vista i riferimenti – anticipati a un gruppetto che li ha visti perchè sono coinvolti in una Roba di cui sono fatti i sogni .
ps – sarà ns cura segnalarvi il relativo link.
NdR – invitiamo i commentatori a ri-leggersi il post del Cannocchiale 3, avvertendoli che da oggi in poi terremo le mani strette sul volante per evitare sbandamenti e fuori strada!
scritto da frank spada · 3 ottobre 2011, 11:40 · #
@ Sisto.
Oui, mon cher, si vous comme Jacques P. tutoyez tous ceux que vous aimez.
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NdR – Oui, si vous aimez aussi Hammet, Huston… le polar, le mystere de la cinematographie americaine, francaise, et naturellement le Jazz, comme nous.
scritto da Leila Mascano · 4 ottobre 2011, 09:11 · #
Due giorni ancora – peut-etre à la meme heure.
scritto da frank spada · 4 ottobre 2011, 11:46 · #
Nonna Zulema mi ripeteva i 10 comandamenti 10 volte al giorno.
Mi era venuta una specie di sinusite da Sinai.
Soprattutto quando arrivava al sisto.
“Non commettere atti impuri”.
Le ho obbedito fino al punto di non ritorno.
Meglio tre seltz che tre Ave Maria.
scritto da Sisto Seltz. · 4 ottobre 2011, 23:13 · #
Ancora un giorno!
Nel frattempo non commettete reati e bevetevi un frappé (al cioccolato, eh!)
Dialogo al bar tra scrittore ed editore.
– Mi chiede il senso della storia? Beh, prende avvio a metà strada e da lì fa un salto indietro nei segreti del protagonista. Si chiama Marlowe. Il nome? Forse qualcosa non ha funzionato nei programmi di suo padre – uno sceneggiatore della RKO a Hollywood, scrittore di gialli, un forte bevitore che aveva tentato per ben due volte il suicidio. La prima, perché i suoi racconti erano venduti solo nelle stazioni di servizio di La Jolla, la seconda, proprio in occasione della nascita di Marlowe. Perché, appena lo sbirciò da dietro una vetrata – sguardo vacuo di Martini e olive di traverso agli occhi –, pensò non fosse figlio suo e imputò la paternità del fagottino al suo segretario. Un uomo senza personalità che passava le serate davanti alla TV a lisciare il pelo di una gatta nera tenendo compagnia alla genitrice, una donna di origini irlandesi, sa, gambe lunghe e chincagliose, una puritana insomma. Per lo scrittore fu un colpo. Da qui il secondo tentativo: lasciò la clinica e andò in velocità al bar di un suo amico. Lo scrittore contava sul conforto di una dozzina di Bacardi shakerati rosa, ma poi…
– Banalità da giornaletto glamour, insomma! – esclama un giovane editore rivolgendosi all’autore – un esordiente in là con gli anni –, terminando il suo terzo frappé.
– Mi lasci dire, la prego, perché ora arriva il fatto. Passato agli scozzesi lisci, lui finì per ruzzolare a terra dal sedile incentrato su un perno senza fine, fu aiutato a rialzarsi e andò nella toilette e là, disteso tra un vortice nero e un lavabo, il capitano Shaw della squadra investigativa Black Mask lo trovò con un graffio sulla tempia e una pistola in mano che cantava The Lady is a Tramp.
– Senta un po’, amico mio, perchè non scrive qualcosa… un romanzo erotico, o un trattatello poetico e sensuale su un senso dimenticato, per esempio. I lettori vogliono roba forte, sangue, delitti, perversioni, oppure testi che li indirizzino a sognare immagini sensuali a portata di mano. Lasci perdere l’esotismo americano, datato poi!
– Guardi che il titolo è Marlowe ti amo! Due sequel già pronti, mica scherzetti, sa – risponde l’autore. – Caspita che tardi! – guardando l’ora al polso – Mi scusi, ma io vado – conclude l’altro allontanandosi.
Lui vorrebbe corrergli dietro per strozzarlo, ma il fumo di una vita lo incatena fermo in piedi. Chiama il cameriere, paga il conto e s’incammina stringendosi nelle spalle – come per proteggersi dall’ira – e, riflettendo sul fatto che ha bevuto solo un sorso d’acqua da uno dei tre bicchieri rimasti muti sul tavolo ad interrogarsi sull’andamento dell’incontro, scuote la testa.
Pochi passi e sfiora un altro bar. L’attimo di un desiderio che sembrava essersi assopito e entra.
– Un chinotto, prego – poi beve con calma lisciandosi il palato e dice senza voce: “Che diamine, io non sono mica lui!”.
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NdR – correva l’anno 2009 e Il Cannocchiale a rovescio doveva ancora essere inventato.
scritto da frank spada · 5 ottobre 2011, 11:53 · #
Rouge / Noir / Pair / Impair / Manque / Passe…
Les yeux son faits, rien ne va plus / No more bets, please: Oh, ZERO!
Lumiere vert / Green light
Allez voir / Go > link text Mah!
scritto da frank spada · 6 ottobre 2011, 11:13 · #
You, you… oh, my wonderfull man!
scritto da candy's 50 · 6 ottobre 2011, 19:19 · #
Le rouge et le noir
(che Henri Boyle mi perdoni)
Il rosso o il nero? Preferisco il nero.
Nero seppia, il nero dell’abisso,
nero come il peccato o il mistero.
Il nero insomma: come un chiodo fisso.
Il nero amaro come il cioccolato,
il nero vero come un africano
e non un caffè lungo assai annacquato.
Un nero duro come un marlowiano
bollito, che lo prendi a martellate.
Il rosso è color sangue o pomodoro,
va bene pure per le marmellate.
Quindi punto sul nero un mucchio d’oro.
Les jeux sont fait. Son chiuse le puntate.
Spero soltanto che non esca zero.
scritto da Gloria Gerecht · 6 ottobre 2011, 19:25 · #
Complimenti, Frank!
Il Falcone ha preso il volo…
Sei proprio in buona compagnia.
scritto da Suzannë · 6 ottobre 2011, 19:40 · #
Un altro cannocchiale? finirò per perdermi…
scritto da Maurizio · 6 ottobre 2011, 20:51 · #
Per ora m’inebrio alzando il calice con l’ottimo Chinotto, Maurizio, augurandomi di non perdere di vista Frank Spada e agguantare il Falcone Maltese per il fine settimana.
scritto da amelia · 7 ottobre 2011, 09:53 · #
Lo farò mio in giornata!
Grazie per averci segnalato questo inaspettato “ANNUARIO” che mi auguro perpetuerà un anniversario.
Complimenti Frank.
scritto da anna · 7 ottobre 2011, 11:31 · #
Qui diluvia, ma per Domenica il barometro sventolerà via la nuvolaglia, perché a Trieste… non lo sapete? ma se hanno alzato già da tenpo il gran pavese per l’annuale Barcolana!
Certo che il programma di un week-end assieme a un Falcone – e per di più Maltese – lo ritengo un azzardo rischioso quanto una promettente visione tempestosamente nera per TUTTE, se non fosse che… controllerò il carnet.
scritto da frank spada · 7 ottobre 2011, 12:42 · #
I Quaderni del Falcone Maltese 2011 è un bel libro, bello in tutti i sensi. Suggestiva la copertina, curata la veste tipografica, insomma “l’oggetto libro” è davvero piacevole da toccare, da sfogliare, da leggere e devo dire che questa è una caratteristica di tutti i libri Robin. Dei curatori non conosco Pasquale Pede, che certo ha fatto un lavoro ottimo, insieme a Mario Quattrucci, scrittore di gialli ambientati a Roma, “papà” di Marè, un commissario che ha riscosso e riscuote tante simpatie a giusta ragione, ma anche originale poeta, i cui versi paragonerei al profumo di certe pinete marine, amaro e fresco insieme, venato di magiche suggestioni.
E’ un libro, questo dei Quaderni del Falcone, da tenere sul comodino. La sera, stanchi della giornata, ci ritagliamo mezz’ora per rilassarci dando libero sfogo alla fantasia. Entriamo dunque nel libro attraverso una immaginaria porta girevole, che ci apre scenari e suggestioni diverse. E’ una scelta varia, ricca, direi coraggiosa, prché mette fianco a fianco nomi celeberrimi ed esordienti, accomunati solo dall’aver scritto racconti su temi di mistery e di noir, e più che i nomi fa da richiamo la validità dei racconti, sicché a voler essere onesti se i nomi fossero pubblicati solo in fondo abbinati ai racconti, avremmo la sorpresa di aver scambiato un felice esordiente per un grande, anzi grandissimo. Per tutti il libro sarà una felice scoperta: quella di incontrare un lato insospettabile in scrittori che credevamo lontani da questo tipo di racconti, e di essere sorpresi da nuovi autoriche vorremmo conoscere meglio. Debbo dire a onor del vero che l’editore Messina come tutti ha pregi e difetti, ma un grandissimo pregio soprattutto ce l’ha: quello di un fiuto fuori dal comune per pescare i suoi scrittori, e non mi è mai capitato di non riconoscere in un autore Robin uno scrittore vero , anche se magari il libro che avevo letto non corrispondeva ai miei gusti, e anche qui questo è accaduto davvero raramente.
I racconti che ho letto mi sono piaciuti e non poco nel libro di cui stiamo parlando. in particolare quelli di Woolrich, Pede, Quattrucci e Frank Spada, Brown e un sorprendente racconto di Jack London. Mai come in questa raccolta troviamo la conferma che ghettizzare un autore in un genere non è rendergli un buon servizio: uno scrittore è uno scrittore. Punto. Questo libro, che vede “grandi” cimentarsi nel noir lo conferma. Sono certa che tra qualche anno qualcuno dei nuovi scrittori Robin entrerà nel novero dei famosi, o almeno di quelli cari a una gran fetta di estimatori, e il cui nome comunque non finirà nel dimenticatoio.
leila mascano · 7 ottobre
scritto da Leila Mascano · 8 ottobre 2011, 09:13 · #
@ – Leila Mascano – complimenti per il suo interessante, puntuale e approfondito parere su l’Annuario de “I Quaderni del Falcone Maltese 2011”, unitamente all’augurio che Spada… beh, l’ha già detto lei, cara amica.
Buona domenica a tutti.
scritto da paolo · 8 ottobre 2011, 11:33 · #
Sono convinta anch’io che chi sa scrivere possa farlo in vari generi letterari con grande maestria. Per questo, senza nulla togliere alla trilogia del Nostro, invito tutti a rileggere i suoi racconti, raffinati, sorprendenti, densi di pensieri e talvolta persino esilaranti.
Un autore così non finirà mai nel dimenticatoio…brava Leila!
scritto da marta · 8 ottobre 2011, 15:56 · #
@Paolo e Marta, grazie! Qui a Roma è arrivato l’autunno. Stanotte mi ha svegliata il freddo, avrei avuto voglia di mettermi a chiacchierare con qualcuno, ma erano le quattro, e alla fine dopo aver recuperato un cardigan dall’armadio mi sono messa rileggere qualche racconto dei Quaderni del Falcone, con molto piacere. Fuori pioveva, ma stamattina il cielo è di nuovo sereno.
scritto da Leila Mascano · 9 ottobre 2011, 09:38 · #
Cara Leila, avrei chiaccherato volentieri con lei, qui a Roma!
Col permesso della Redazione, le dedico un pensiero sull’ottobre romano.
OTTOBRE
E viè l’autunno, cascheno le foje,
s’accorceno li giorni a l’improviso
e la notte, più lunga, ar sole toje
la forza de li raggi sopra ar viso.
L’ottobrata ce avvorge e poi se scioje
ne l’urtimo tepore. Ma, deciso,
un temporale spazza via le voje
e er ricordo der perzo paradiso.
E, finita l’estate, è già Natale:
fa capoccella da quarche vetrina;
la staggione de mezzo, bene o male,
serve solo a buttà la naftalina.
Ne l’attesa che er tempo, sempre uguale,
ciarigali ‘na festa e ‘na moina.
scritto da Gloria Gerecht · 9 ottobre 2011, 10:15 · #
Leila brava?!!!
Fosse solo questo, che venerdì è nevicato sulle cime friulane, ieri mattina – 8° in città, e in forse una regata, oggi… fa freddo come ieri ma c‘è il sole, e una sirena ha dato il via un quarto d’ora fa.
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NdR – precisiamo ancora che l’orologio Robin è sempre un’ora avanti.
scritto da frank spada · 9 ottobre 2011, 10:19 · #
“Il patriottismo è l’ultimo rifugio di un farabutto” (Samuel Johnson 1709/1784), ovvero “La patria é l’ultimo rifugio delle canaglie” (Otello Gerli), ovvero la mia patria è il mondo.
scritto da frank spada · 10 ottobre 2011, 11:10 · #
Torniamo a bomba: Tuffarsi – “total immersion” – come direbbe ancora Pasquale Pede, autore del libro “Le radici del noir / fra letteratura e cinema” (Fondazione Rosellini 2009), invitandoci a esultare assieme a lui per il “Buon anniversario, Mr. Hammet & Mr. Huston!”, solo che questa volta “La roba di cui sono fatti i sogni”, e di cui ci parla il curatore de I quaderni del Falcone Maltese 2011 – perdonatemi se insisto link text – Mario Quattrucci, scrittore, papà del commissario Marè, poeta e amico stimatissimo, ci spinge a volare molto in alto sopra il mondo e poi scendere in picchiata dentro un cocktail shekerato al punto giusto, iridiscente, dove gli ingredienti sono misteriosi quanto singolarmente esotici, e splendidamente iconografici in bianco e nero.
scritto da frank spada · 11 ottobre 2011, 13:13 · #
ma quanto ci piace!!!!
scritto da a me mi- Eloisa e Letizia · 11 ottobre 2011, 17:12 · #
@ Eloisa e Letizia – ben trovate!
scritto da frank spada · 12 ottobre 2011, 07:48 · #
Ultim’ora – Spada intervistato da Leila Mascano > link text
scritto da NdR · 12 ottobre 2011, 08:30 · #
Stamattina mi sono inciampato in una citazione sul CorSera: “il buon Dio è nei dettagli” (Flaubert – Mies van Der Rohe…). Ho ripensato a un pari e patta, e questo pomeriggio ho bloccato su due piedi il desiderio di prendere a pedate duecentonovanta volte chi mi parlava di architettura dello Stato.
scritto da frank spada · 12 ottobre 2011, 18:07 · #
Grazie per la segnalazione.
Quanto a quel Falcone… penso che volerà veramente in alto!
scritto da paolo · 12 ottobre 2011, 19:04 · #
Frank, Leila, che duetto, che rappresentazione!
scritto da butterfly · 12 ottobre 2011, 19:06 · #
Sette note, come sette giorni, come la Blue Note. Bravi!
scritto da Candy's 50 · 12 ottobre 2011, 19:09 · #
Letta la vivace intervista di Leila a Frank, mi sentirei di dire che il fioretto sottile e flessibile ha saputo incrociare le imprevedibili irrequiete traiettorie della spada.
Fino alla tazzina di caffè,sempre calde le cialde di istigazione alla lettura.
Leila non pone semplicemente domande.
Leila fomenta intelligenti risposte.
scritto da Joe Perfiumi. · 12 ottobre 2011, 20:43 · #
Tutti in marcia per Frank, allora, e in testa Leila Mascano!
scritto da marta · 13 ottobre 2011, 12:38 · #
Ho l’impressione che Frank e Leila stiano architettando qualcosa. Teniamoli d’occhio…
scritto da anna · 14 ottobre 2011, 10:29 · #
Le prime nebbie in valpadana ci suggeriscono di superare chi sfreccia a cento all’ora, tenere a debita distanza i fanalini rossi che ci faranno strada e al casello far scattare il pass per innescare la rivolta – appena oltre il 50° parallelo.
scritto da frank spada · 14 ottobre 2011, 12:52 · #
Concordo con anna, anche se il commento di Frank mi pare come al solito enigmatico
scritto da Germana · 15 ottobre 2011, 13:35 · #
@ Germana – non so se attribuire la sua presenza a Lib(e)ro o alla fan page; propendo per quest’ultima e le do il mio benvenuto.
Circa il suo “se”, e all’“enigmatico”, è più che chiaro che il commento precedente è collegato al dono dell’ubiquità di cui godiamo – assieme a Marlowe e al suo compare – e all’impunibilità (anche politica) dovuta al fatto che esercitiamo il gioco nel rispetto della legalità.
Resta il fatto, comunque, che quando la farò finita sarò riconoscente a chi si prenderà la briga di unire tutti punti segnati ormai da anni su una mappa – incrociando i ghirigori rovesciati e messi a fuoco tra due lenti che non porto -, sia sui blog appartenenti ad altri, di Poche chiacchiere , che sui Cannocchiali, perché raddoppierò la vita annusando più lontano di Pinocchio e ne immaginerò una nuova capovolgendomi nel fumo.
scritto da frank spada · 15 ottobre 2011, 16:12 · #
Oggi è stata una giornata così bella da fare male al cuore. Ho cercato invano di chiudere la guerriglia urbana e la puzza di bruciato prodotta dalle auto in fiamme fuori dalle finestre. E’ comiciato col volo basso, persistnte, degli elicotteri, e ogni tanto il suono come di un potente fuoco d’artificio che esplodeva a intervalli regolari, e che via via saliva in un crescendo di potenza e di frequenza. Chi ha visto Blade runner e ricorda all’inizio la colonna sonora della cupa città del futuro, eternamente martellata da una pioggia battente e ritmata da questi colpi angosciosi sa di che parlo.La città era letteralmente sotto assedio, ed è stato terribile, come immagino debba essere stato a Genova. San Giovanni è una piazza immensa,eppure era gremita da una folla impazzita. Non è più possibile fare una manifestazione senza che si trasformi in una tragedia. Com‘è possibile? La Basilica ha aperto le sue porte per accogliere un centinaio di persone terrorizzate. Macchine incendiate, vetrine spaccate,forze dell’ordine in difficoltà, l’immagine inquietante di una ragazzina portata via con la faccia insanguinata…cose che speravamo di non vedere più. In questo inferno, che ha prodotto feriti e danni, una cosa è chiara. Che la vera sconfitta è la civiltà. Intendiamoci, gli scontri sono violenti ovunque, ma questi mi sembrano particolarmente significativi:qualcosa si è interrotto nel dialogo del paese, tra forze politiche, cittadini e governo.E in tutto questo, un male sotterraneo, virulento, che aspetta il minimo segnale di debolezza dell’organismo per esplodere. Qualche volta mi sembra di essere pazza, e mi chiedo se lo sono. Com‘è possibile, che in una situazione come questa, si parli sì di malessere, ma tutto sommato si faccia finta di niente? Sono io pessimista?Abbiamo superato le difficoltà di un dopoguerra,e ce l’abbiamo fatta. Ce la faremo ancora? Ritroveremo la determinazione, il coraggio, la volontà per riemergere da questa situazione?
Quello che è successo oggi era prevedibile, ed io sono addolorata per il ragazzo gravemente ferito, la ragazzina sanguinante, ma anche per i poliziotti malmenati e feriti anch’essi.. E soprattutto sconfortata, perché alla fine tutto questo non servirà a niente, temo.
scritto da Leila Mascano · 15 ottobre 2011, 19:33 · #
La giornata così bella era quella di una tardiva primavera, a metà ottobre…
scritto da Leila Mascano · 15 ottobre 2011, 19:53 · #
Sì, Leila , ce la faremo ancora!
scritto da frank spada · 15 ottobre 2011, 19:54 · #
Li conoscevano già – siamo tutti indignati e schedati per fallire assieme – quei “senza senso” che hanno messo a ferro e fuoco Roma, e non solo.
Quanto a un questionario, che brilla per acume, un cartaceo senza senso, perché a quanto mi si dice non verrà letto, nemmeno per via informatica, ci manterrà dubbiosi su chi vorremmo essere.
I miei dati li ho appena lasciati in una busta, consegnata mano, ora se la vedano loro, a quantificare se siamo un quartetto, un trio, o semplicemente un doppio musicale, o una nazione che paradossalmente punta a scomparire giocando contro se stessa.
scritto da frank spada · 17 ottobre 2011, 12:42 · #
Il mio vicino ha smarrito il sentimento sul questionario del censimento.
E sua moglie ha un bel dire con quel cavolo di “Conta che ti passa”.
scritto da Joe Perfiumi. · 17 ottobre 2011, 19:43 · #
Caro Joe, 72 risposte azzeccate come pochi e il suo tempismo ci riporta tutti in vista.
Grazie.
scritto da frank spada · 17 ottobre 2011, 19:52 · #
Una marcia in meno, e qualche lettura in più – magari con il jazz che non fa male a nessuno – e inoltreremo i “senza senso” per saperne di più: 1789 > 1917 > ?
Poi, “Voltando pagina”, Virginia Woolf.
scritto da frank spada · 18 ottobre 2011, 10:03 · #
Attendo l’sms ( chissà se si scrive così ? ) che mi confermerà l’arrivo in libreria de “ I quaderni del Falcone Maltese 2011”. Mi piace il mix di classici e nuovi autori. Due parole sui fatti di Roma: la violenza è orribile, ma perchè non ci si accorge che la gente paziente, laboriosa, quella che non farebbe male a una mosca, anche quella che ama la musica e la poesia, non ne può più?
scritto da Andrea · 18 ottobre 2011, 22:36 · #
Purtroppo, non fare male a una mosca è un inglorioso demerito.
In quanto alla gente paziente e laboriosa che non ne può più, qualche Solone del potere ha già individuato una soluzione.
E’ sufficiente che una persona ne possa meno.
scritto da Joe Perfiumi. · 19 ottobre 2011, 08:28 · #
La società non ne può più, non basta uno strumento solo per musicare un testo – “Now’s the Time” (C. Parker) – né un poeta in meno per ricordarci che la natura umana può nascondersi “Dietro il paesaggio”, anche dopo novant’anni e qualche giorno – (Andrea Zanzotto – 10 ottobre 1921 / 18 ottobre 2011)
scritto da frank spada · 19 ottobre 2011, 10:58 · #
Anche il mio Falcone Maltese giace sul comodino a farmi compagnia con la sua bellissima raccolta di racconti, scritti in modo ineccepibile anche da scrittori sconosciuti, e questo mi fa pensare alla enorme zavorra di libri che luccicano sugli stand di famosissime librerie, salutati come “rivelazione dell’anno” o “200.0000 copie vendute”.
Quanto ai fatti di Roma non si può nascondere una certa inquietudine per quanto sta accadendo in un crescendo di violenza che ricorda da vicino gli anni di piombo. E la stessa violenza, con le stesse modalità, si è consumata ieri ad Atene, E’ il malcontento che guida la rivolta e quando questo prende il sopravvento tutti si ritrovano in piazza, criminali e lavoratori, studenti ed emarginati, accomunati da un’esplosione di rabbia e frustrazione che non vuol sentir ragioni.
E a quel punto la protesta diventa strumento sia per i facinorosi che se ne servono per alimentare caos e disordine sia per il governo che la cavalca per minimizzarne le ragioni senza aprirsi al confronto e ai bisogni della gente.
Buon giorno, caro Frank, nonostante l’uggiosissima giornata. Loretta
scritto da loretta fusco · 20 ottobre 2011, 09:02 · #
Giovedì d’autunno, grigio e bagnato: c’è chi giura di aver visto Frank salire in gran fretta su un autobus all’incrocio tra Knightsbridge e Grosvenor Place. Altri l’hanno segnalato mentre scendeva da un taxi proprio davanti a Marble Arch, per poi sparire poco dopo, inghiottito dall’underground, e sbucare a qualche metro da St. Paul’s Cathedral. Hanno mobilitato perfino Scotland Yard: cinque infallibili detective a cui Frank, per qualche ora, ha dato filo da torcere. Ma non c’è stata via di scampo per lui: a King’s Cross è stato raggiunto da tutti e cinque, uomini e donne che, per proteggersi capelli ed acconciature dalla pioggia incessante, indossavano cappellini a bombetta dagli svariati colori. L’hanno scortato immediatamente fino al London Zoo, dove insisteva di essere accompagnato. Là si è congedato dal gruppetto con poche parole, confidando ai detective la ragione della sua presenza in quel di Londra. I detective hanno giurato di serbare il segreto.
Che Frank si sia fatto un giro nella City al fine di raccogliere idee per un prossimo libro?
scritto da Camilla P.B. · 20 ottobre 2011, 17:17 · #
Per un prossimo libro a 8 mani? Provateci ancora
scritto da ellebì · 21 ottobre 2011, 19:12 · #
Se ha fatto il giro della city, non l’ha fatto in barchetta. Eh, sì, dal momento che a Roma siamo in bolletta, ci mangiamo le mani…vengono da tutt’Italia per scioperi e cortei, come se non bastassero i nostri, e i turisti ci disertano, nel senso che con un caos come quello della capitale, piuttosto se ne vanno nel Sahara. Dicevamo che noi qui stiamo a “magnasse le mano”, gialli d’invidia, per chi ‘sto calo dei turisti non c‘è l’ha, vedi Venezia. E ce semo attrezzati. Come? Un tombino chiuso qua, quarche strada dissestata là,e al primo tropical acquazzon i giochi sono fatti. Così co’ tutta s’acqua famo puro pulizzia.
Tutta Roma è una bagnarola, per consolare i romani che, sempre per quella benedetta mancanza di soldi, al mare non ci sono andati.Tutti al mare! Tutti al mare! Ma l’avete visto il Colosseo allagato e la coppia di romani in canotto davanti…avete letto bene, non canotta, canotto. Io personalmente mi sono trovata immersa fino a metà coscia, e pur non essendo una stangona, non sono neppure una nana ( purtroppo, se no, contrariamente alla logica, ‘sti problemi non ce l’avrei). Ma com‘è, dico io, che a Parigi e a Londra, che pure sono capitali, ‘ste cose non succedono?
Eppure piove e strapiove anche da loro. Ah, dice che il meteo non l’aveva presvito, il nubifragio. Mentre invito tutti a fare una piccola colletta per abbonare il meteo a una di quelle trasmissioni a pagamento dove con una sfera di cristallo vi dicono che accadrà, ma anche lì l’unica certezza è che vi troverete alla fine con un po’ di soldi in meno, conviene attrezzarsi. Mute da sub. Già vedo il solito dottor S. litigare con D: possono la fidanzata di quest’ultimo, e gli ospiti in genere, parcheggiare la bici, pardon la gondola, nel giardino condominiale?
scritto da Leila Mascano · 22 ottobre 2011, 08:29 · #
Cara Leila, da buona romana sono totalmente d’accordo con lei.
Da noi, noantri, le cose sono sempre più peggio.
Le manifestazioni sono sempre più violente che siano di piazza o meteorologiche.
Al Campidoglio non ci sono più le oche di un tempo e quelle attuali non sono in grado di salvarci.
Su pasquinaria troverà commenti inadeguati ai tempi che corrono.
gloria
scritto da Gloria Gerecht · 23 ottobre 2011, 16:13 · #
@ loretta fusco – se di notte lo sentisse traballare, lo ascolti.
@ Camilla P.B. – P iù B istrattato di così conosco solo il suocero di un delizioso fondo schiena che non diventerà mai nuora. Quanto al mutar delle stagioni, mi affido come di consueto al mio barometro dopo aver sentito l’Ammiraglio Bloom (ringrazio George e Winifred Banks per l’ospitalità gentile e la riservatezza sul mio incontro con Kate).
@ ellebì – farò in modo che non mi strappino le unghie immaginandomi reale, tanto che si dica: è più vero che se fosse vero!
@ Leila Mascano – mi ero portato dietro il mio vecchio impermeabile, quello con… no, le decorazioni le ho lasciate a casa per non farmi intercettare dopo l’operato a Sirte.
@ Gloria Gerecht – le oche sono solo oche, ovunque e sempre.
@ Andrea Masotti – Tre recensioni in una link text
La ringrazio molto per averci messo a fuoco.
scritto da frank spada · 23 ottobre 2011, 19:36 · #
Caro Frank, in questi giorni ho riletto i suoi commenti, anche dei precedenti “Cannocchiali”.
Ma lo sa che se ne potrebbe fare un “libro”, raccogliendoli tutti?
scritto da anna · 24 ottobre 2011, 10:28 · #
Sopravvissuto dunque agli spari di cannone dell’Ammiraglio? Bene!
E… Frank, le ricordo che ora Kate è diventata (ritornata?) Katherine. Attenzione a queste quisquilie d’etichetta!
scritto da Camilla P.B. · 24 ottobre 2011, 10:58 · #
@ Camilla P.B. – fosse per me direi che ne ho abbastanza di etichette da scolare, ma la confidenzialità dell’incontro con chi non c’era e invece c’era, mi fa guardare oltre e sognare di abbracciarla ancora – non metto limiti e aggiungo sempre.
scritto da frank spada · 24 ottobre 2011, 11:16 · #
@ anna – mi si intercetta ovunque vada e più di qualcuno mette piede sulle mie orme per mettersi in luce! Non mi resta che spargere la voce che il WEB è pieno di “quisquiglie” (come le definisce Camilla P.B.) e stabilire dove nasconderò la pila.
scritto da frank spada · 24 ottobre 2011, 11:35 · #
Trovo il suggerimento di Anna molto appropriato, sarebbe anche questo un bel testo da tenere sul comodino.
scritto da marta · 25 ottobre 2011, 09:16 · #
Certo Marta, ma c‘è solo un modo giusto per fare le cose, e solo quello: non prendersi sul serio!
Attribuire a uno pseudonimo comportamenti che, uno dopo l’altro, ne definiscono il carattere per farne una persona che vive in luoghi connotati ma virtuali, è rischioso quanto dirgli “Lasciali fare”, oppure – il che è ancor peggio perché la moltitudine s’ingrossa -, “Prendetevi la briga di espandere un concentrato di schiocchezze e lasciate che il profumo della carta vi illuda di averlo conosciuto”.
Con simpatia.
scritto da frank spada · 25 ottobre 2011, 11:35 · #
non c’entra niente ma ti mando una poesia:
e fosse almeno/
in questo luogo un segno, una traccia di noi,/ di questo nostro passo incerto lungo i tufi/ scuri di parietaria, pesti di millenni,/
qualcuno che ad un anno, a un’ora, nella notte,/ qui nel suo cuore chiami,/
almeno un graffio sul muro,/
il nostro nome.
scritto da mario quattrucci · 25 ottobre 2011, 18:21 · #
A volte il caso… grazie Mario (GRA – Roma 2006, Edizioni Quasar – ISBN 88-7140-301-0 – Poesie di Mario Quattrucci – Almeno un graffio – pag. 61) e poi… lo sapevamo, noi due, me lo ricordo ma noi con infinito amore, con raziocinio, con forma, e insieme sempre con quell’ardenza di sapere con sogno… (GRA – pag. 65)
E poi… lo annuncierò fra qualche giorno!
ps – esattamente il 27 ottobre, una settimana prima di una serata promettente… la curiosità è un’arma micidiale!
scritto da frank spada · 25 ottobre 2011, 19:36 · #
grazie, Frank
scritto da mario quattrucci · 25 ottobre 2011, 22:08 · #
La poesia di Mario Quattrucci è veramente bella.
scritto da Michela · 26 ottobre 2011, 01:23 · #
ce-ci e il Pasta Day di ieri a Roma mi ricorda che son buoni.
scritto da frank spada · 26 ottobre 2011, 11:33 · #
grazie a frank e grazie a Michela. ma nun me ce fate abbituà...
caro frank si può pubblicare qui una recensione di Rosa Pierno al mio libro? fammi sapere. M.
scritto da mario quattrucci · 26 ottobre 2011, 15:39 · #
@ mario quattrucci – certamente sì – quel che ti rigurda ci onora.
scritto da frank spada · 26 ottobre 2011, 15:55 · #
Caro Frank, la recensione che segue è di una eccellente scrittrice e critica, già vincitrice del Premio Feronia. forse può interessare conoscere il suo commento al mio testo. Un caro saluto, MQ.
Mario Quattrucci “Da una lingua marginale” Robin, 2011
La piccola antologia che raccoglie alcune poesie tratte dalla produzione poetica di Mario Quattrucci, arricchita da una compagine critica di notevole profondità (Mario Lunetta, Francesco Muzzioli, Marcello Carlino, Filippo Bettini, Tullio De Mauro, Mario Socrate), copre gli anni che vanno dal 1983 al 2010 e fornisce una vista sulla sua produzione poetica in grado di restituire la ricchissima variazione delle forme forgiate a partire dai contenuti venuti a maturazione nel corso degli anni. Ma, cercando di cogliere lo zoccolo duro di tale intensa attività poetica, colpisce fin da subito l’ancoraggio a ciò che è quotidiano, esperienziale, poiché è in esso che vengono messe alla prova le idee: la partita che viene giocata non prevede astrazione e generalizzazione, cioè non prevede l’inevitabile semplificazione che uno schema produce sulla realtà. Anche spazio e tempo sono come annegati nel percetto: nessuna impressione, nessun intendimento che non siano connotati/deformati da spazio e tempo: “Si stringeva il passo alle cupe facciate ai chiusi androni impenetrabili e tetri alle finestre // prive di vita dietro cui indovini i saloni deserti gli oppressivi intarsi dei soffitti: // dalla via lunga escluso il sole velata incenerita la romana luce….”. E il tempo, oltre a ciò, alterasse, tirando in lungo e in largo l’immagine, e rendendo non confrontabile quel particolare momento con altri momenti tramite analogico confronto, il che ha anche una conseguenza di non poco rilievo sulla metodologia storica con cui s’interpretano i fatti.
La perlustrazione effettuata non con il solo sguardo, ma con tutti i sensi, è registrata nella poesia “Variazioni n.24”. ove nella notte l’olfatto assurge a senso primario e ai presenti effluvi si miscelano quelli risalenti dalla memoria a disegnare un orizzonte in cui la tecnologia ha preso il posto della natura, ma nemmeno alla natura è concesso il ruolo di madre salvifica poiché “brulica di colera e anòfele lo stagno / (tra Cape Town e Cristiania, lo stagno ) / pullula di nafta l’acquitrino”. Né è possibile avere fiducia nella cultura, poiché dal suo ventre nascono anche armi di offesa. “Ma il melo, pur ultimo, fiorisce / e l’Albero di Giuda ancora sanguina: / aprile mescola come sempre / memory and desire” è constatazione che la doppia natura dell’uomo è eterna. La riflessione, la consapevolezza che non si perverrà mai a soluzione della sofferenza umana, di cui, peraltro, la poesia è ineguagliata portavoce, non pone freno alla meditazione sulla storia umana che può sempre registrare un miglioramento delle condizioni esistenziali.
In questa macchina scenografica mobilissima, assistiamo a incontri, a sguardi, a pensieri, a considerazioni, tutti convocati a formare le ragioni, i moventi, avendo presente utopico obiettivo, non raggiungibile se non per parziali e imperfetti aggiustamenti. E ciò proiettando non solo nel futuro, ma anche retroattivamente, a rendere conto delle scelte per scoprire dove si annidasse lo smacco, se fosse stato possibile evitare l’errore o dove si annidasse l’illusione: “il mondo è la sostanza e un movimento ricerchi / com’è della natura così per la tua esistenza / ma se un bene dà illuminazioni disinganno rende / che sia nel movimento e in fissità”. La ragione non è messa sul banco degli imputati, perché assieme al sentimento è strumento di liberazione, ma mai posta sul podio della sola positività. In controluce, il riferimento è alla Scuola di Francoforte, ma la cultura filosofica del poeta non si riduce mai a mera proiezione nel tessuto poetico, inducendo a una sua costante verifica. Persino lo stesso linguaggio, innegabile strumento del poeta, è considerato slabbro da cui fuoriescono progetti e delusioni insieme: “tornano / i nessi del passato con lo svariare dei segni / con quei verbi flessi variati sull’inverso / nel senso controverso di questo amaro / non amato mio tempo”. Di tale tormentata ricerca e di tale amaro resoconto se ne fa carico la continua variazione del verso, ora prosciugato ora prosastico, come alla ricerca di una modalità ogni volta tagliata su misura, ora adeguata alle ragioni storiche ora aderente alle verità individuali. Diversamente dal pensiero di Rousseau che nega valore e importanza alla libertà dei singoli per affermare invece che l’individuo è libero solo quando aderisce alla volontà sociale, Quattrucci non dismette mai l’attenzione, la cura sollecita portata ai singoli e la sua attenzione ci pare rivolta a una società che non venga più ricomposta come un tutto organico, ma come un’associazione di liberi individui. Popolo è concetto ambiguo e ingannevole, poiché non esiste un popolo, come un tutto distinto dalle parti, distinto dagli individui che lo compongono, secondo la lezione di Norberto Bobbio e contro la stessa visione brechtiana.
“Cercavamo risposte al centro di quell’ombra: / non più agevole e in luce era il cammino, / non più certo il domani del domani”. Una tenace melanconia non consente di trarre favorevoli auspici per il futuro. È come un avvertimento d’inevitabile pondo, un’esperienza che non è stata mai smentita e che dona tinte dimesse anche alla mai deposta ricerca di ulteriori vie da percorrere, più adeguate. Se l’antologia di testi poetici si configura come un diario esistenziale, di bilanci e di revisioni, non è valutazione che abbia valore solo personale: è poesia civile, ove il rapporto con l’altro traccia un metodo: più che dialettico, di verifica costante e messa in discussione, di condivisione e adesione. In altro modo, di questa poesia in cui la filosofia è stata come decantata, assorbita e messa alla prova sul terreno della prassi politica ed esistenziale, ciò che resta si può vedere come in controluce sul fondo di questi versi: una densità corposa, una consistenza elaboratissima raggiunta tramite lunga decantazione. Ove tale decantazione è ottenuta con l’inevitabile distacco che la riflessione richiede, quasi estraneità al proprio esistere. L’attenzione continua, il monitoraggio della cronaca, dei giornali, dei mezzi di comunicazione, degli eventi politici, scientifici, culturali, in una sola parola della storia, rappresenta il punto focale e, inoltre, drammatico perché troppo raramente si può registrare un avanzamento nella libertà e nei diritti. Appena flebili speranze, in questa poesia che raggiunge profondità grigie, vellutate, miti e sofferenti, a tratti incenerite e in cui la cifratura lessicale vale come spietata luce.
Rosa Pierno
scritto da mario quattrucci · 26 ottobre 2011, 16:03 · #
La sola visibile in questa terribile luce che agghiaccia (Mario Quattrucci – GRA 2006 – “La traccia” – pagina 111) – mò, caro Mario, lassece fa link text
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ps – in Liguria e Toscana è stato chiesto lo stato d’emergenza! E ora?
scritto da frank spada · 26 ottobre 2011, 17:32 · #
Constato che visto lo Stato in emergenza, sarà dura ottemperare allo stato d’emergenza.
scritto da Joe Perfiumi. · 26 ottobre 2011, 19:27 · #
- Novità?
- Compare mio, è presto detto: la poesia, come disse Montale, non serve a niente ma non fa male a nessuno.
- Tutto qui?
- Ti pare poco? Ma tu lo sai che parlarne e leggere insieme qualche verso fa addirittura bene alla salute!
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LIBRI DI POESIA
GIOVEDI’ 3 NOVEMBRE – ORE 18 – via Roma Libera 11 – Roma (Piazza San Cosimato – Trastevere)
Libreria NERO SU BIANCO e ROBIN EDIZIONI PRESENTANO LA COLLANA LIBRI DI POESIA
diretta da Mario Quattrucci
Il Prof. ALDO MASTROPASQUA e l’Editore CLAUDIO MARIA MESSINA
introdurranno
PER L’AMOR DI DIO
di BALDASSARRE DIONISI
IDENTIFICAZIONE BIOMETRICA
di MARIO LUNETTA
DA UNA LINGUA MARGINALE
di MARIO QUATRUCCI
A seguire… APERITIVO
—————————————————————————————————————- – Ah! Questo seguito mi piace. Quando si parte?
- Noi? Ma sei impazzito?! Manderemo come sempre l’altro, diamine!
scritto da Noi due · 27 ottobre 2011, 16:21 · #
grazie. A tutti e due. MQ
scritto da mario quattrucci · 27 ottobre 2011, 16:38 · #
Le chiamava ‘povesie’, la mia nonna materna.
E già le sue onde di rughe si correggevano in una solenne poesia.
scritto da Joe Perfiumi. · 27 ottobre 2011, 20:52 · #
Stamattina ho partecipato a un gioco riflettendo su quei due e sul…
Principio di indeterminazione
Come ho potuto essere tanto stupido da trovarmi dietro a queste sbarre, mentre sarebbe bastato controllare la segnaletica per capire che quella strada portava nel Vermont e che l’uomo che non c’era invece c’era, guidava a radio accesa e mi diceva cose senza senso, che i capelli crescono anche dopo che si è morti, che la luna a volte si trasforma in un disco, in un volante che fa girare un pianoforte a coda che più lo ascolti e meno sai, che più lo guardi e più ti capovolgi, finché ti chiedi com’è potuto essere che ora sei seduto assieme a lui su una sedia elettrica!
ps – non aggiungo altro, perché si sa di cosa parlo e non è il caso che quei due mi ricordino le delusioni che ho alle spalle.
scritto da frank spada · 28 ottobre 2011, 13:32 · #
E il bravo Frank come non poteva menzionare il film dei fratelli Cohen, trasmesso ieri sera? ;)
Sapevo di poter contare sui cinefili virtuosi che ci leggono.
Grazie Daniele, anche per aver intuito cosa si nasconde dietro quel
ps.
scritto da frank spada · 28 ottobre 2011, 20:00 · #
E sempre a proposito del principio di indeterminazione come poteva sapere Frank che il buon Daniele avrebbe visto il film dei fratelli Cohen proprio la sera prima in modo tale da non aver dubbi riguardo al dubbio posto dallo stesso Frank?
scritto da loretta fusco · 28 ottobre 2011, 21:33 · #
Il principio di indeterminazione.
Ci cascai platealmente,come su una buccia di banana cosparsa di vaselina.
Durante l’interrogazione, mi chiesero di spiegare il gatto di Schroedinger.
Lo stato del gatto vivo e lo stato del gatto morto.
Per me resta tuttora un enigma doloroso.
Tipo un gatto a nove code.
scritto da Joe Perfiumi. · 29 ottobre 2011, 09:06 · #
Moonlight in Vermont…
magari come quella sera in compagnia di Gerry e Chet, vero Frank?
scritto da candy's 50 · 29 ottobre 2011, 10:04 · #
Giudico Frank Spada uno scrittore bizzarro come pochi, ma lucidamente determinato a farci capire che i suoi compari, quei due che gli tormentano la vita, forse sono molti di più.
Chissà se nel frattempo Daniele ci svelerà cosa c‘è dietro a quel ps!
scritto da paolo · 29 ottobre 2011, 12:56 · #
Anche il gatto con gli stivali era in uno stato doloroso.Gli stivali erano stretti. Poi si consolò parlandone alla tigre della Malesia, che soffriva anche di più coi suoi stivaletti malesi.
scritto da Leila Mascano · 29 ottobre 2011, 16:25 · #
@ loretta fusco – mah! in ogni caso la ringrazio per la segnalazione doppia.
@ Joe Perfiumi / Leila Mascano – accomunati ché tanto va la gatta al lardo che ci regala un bel gattino: lo chiamerò Ninetto l’orbo, in memoria di chi gabbò chi lo cercava stando fermo in un sottoscala.
@ candy’s 50 – yes, baby-love.
@ paolo – bizzarro mi sta bene, ma non vada oltre intenzionato a trascinarmi in uno studio steso su un lettino a raccontarle la mia storia a orario fisso una volta a settimana, eh, mi raccomando.
scritto da frank spada · 29 ottobre 2011, 17:42 · #
Credo che se mi decidessi a raccontare la mia storia dovrei essere benissimo pagata, a un tanto l’ora!
scritto da Leila Mascano · 29 ottobre 2011, 21:58 · #
Alle 3 di stanotte c’era un gatto che strascicava un miagolio sul tetto.
Aspettava la sua bella.
Lei è arrivata e gli ha tirato indietro la coda di un’ora.
Tornati all’ora lunare, si sono lasciati andare all’ultimo amplesso illegale.
scritto da Joe Perfiumi. · 30 ottobre 2011, 11:02 · #
Coming from his fan-page…
Yes, if Frank is Marlowe, both are wonderful!
scritto da candy's 50 · 31 ottobre 2011, 11:33 · #
Ho incrociato il parroco di Llerena.
Allora ho nascosto maldestramente la cazzuola.
Meglio disoccupati che terrorizzati.
scritto da Joe Perfiumi. · 1 novembre 2011, 11:14 · #
Rifiuto un’offerta prima che Ognissanti se ne vada, e penso che se cambiassi nome, anzi, lo pseudonimo, potrei gioirne quasi sempre.
scritto da frank spada · 1 novembre 2011, 20:09 · #
La “donna “ di mia zia era una donna molto semplice e molto buona. Quando pregava, pregava santi sconosciuti, tipo Sant’Antero da Policastro. E perché? Perché essendo poco conosciuto, non aveva troppe richieste, e quindi era più solerte nell’esaudirle…S.Francesco fa quello che può, S.Antonio non ne parliamo, S.Gennaro poi…liste d’attesa eterne, quando arriva la grazia, magari sei morto già!
scritto da Leila Mascano · 2 novembre 2011, 09:05 · #
Ma c’è sempre San Berlusconi, attrezzato…per i miracoli, anche se in questo momento l’unico miracolo che potrebbe fare sarebbe quello di…sparire.
scritto da loretta fusco · 2 novembre 2011, 11:31 · #
Invito TUTTI a leggere e diffondere la Lettera al Presidente Napolitano scritta ieri (1 novembre 2011, 20:35) da Mario Quattrucci link text
scritto da frank spada · 2 novembre 2011, 13:56 · #
Un grazie a Frank Spada che mi ha permesso di conoscere Mario Quattrucci la cui LETTERA APERTA AL PRESIDENTE NAPOLITANO non può restare una voce nel deserto.
La voce di un cittadino comune, io, te, noi, che con lucidità, umiltà, senso dello Stato, osservatore attento della realtà, al di sopra di tutto e di tutti, ha lanciato il suo accorato appello al Presidente Napolitano perché in questo delicatissimo momento si attenga al suo ruolo istituzionale invece che entrare nell’agone politico.
Colgo l’invito di Spada di farla girare in rete contribuendo alla sua diffusione.
scritto da loretta fusco · 3 novembre 2011, 10:17 · #
@ loretta fusco – ce ne fossero di voci affidabili, generose, partecipi e civilmente impegnate come la sua, carissima amica.
Grazie.
scritto da frank spada · 3 novembre 2011, 10:40 · #
Tutto non si può sapere, ma nel contesto di quel poco che mi basta per non prendermi sul serio, faccio voto di mantenermi sempre libero nel gioco dedicando questo link text a Leila Mascano, in ragione di una notiziola che mi ha comunicato ieri sera e al “Poscritto” pubblicato il 2 febbraio 2011 (h 06:50) sul Cannocchiale a rovescio 2.
In attesa che venga sgomberato via il ponteggio, posso anticiparvi che da qualche giorno l’ anzolo doro ha già ripreso a puntare il dito al vento della rosa.
ps – l’immagine del link è proprietà privata e questo lo preciso in ragione di chi so io.
scritto da frank spada · 4 novembre 2011, 11:20 · #
Ma che succede link text ?
Preciso che quel “chi so io” non è lui, e ringrazio a cuor battente Raffaele Serafini – un friulano very doc, uno scrittore open-space and polically correct altrimenti conosciuto come Gelostellato.
ps – W Contecurte – mandi furlans!
scritto da frank spada · 4 novembre 2011, 13:33 · #
chi io? correct? naaaaaaa :)))
mandi Frank!
scritto da gelostellato · 4 novembre 2011, 14:29 · #
Magnifica foto, Frank! La prossima la vogliamo senza impalcatura: stessa angolazione e possibilmente stessi stupendi colori autunnali…
scritto da amelia · 4 novembre 2011, 16:49 · #
Ma quale crisi,i ristoranti sono pieni.
Ieri sera mi hanno servito le rane in guazzetto a un tavolo con le sedie a castello.
Dalla padella al batrace.
Ma quale crisi.
scritto da Joe Perfiumi. · 5 novembre 2011, 12:19 · #
Bellissimo l’Angelo, grazie a Frank per avermi dedicato la foto. Speriamo che a tante cose sia permesso, come all’Angelo, di ritrovare l’antico splendore. Per aspera ad astra…
scritto da Leila Mascano · 5 novembre 2011, 18:04 · #
Ritorno a “quel ps” del 28 ottobre 2011, 19:00 – p iù s olo di così non potrò mai essere o p iù s iete e meno ascolto chi vorrebbe che dopo averli messi al mondo li uccida entrambi?
Acqua dalle nuvole alla terra e non emerge nulla che mi dia conforto. Ma passerà.
scritto da frank spada · 5 novembre 2011, 18:31 · #
Il filosofo Attalo era solito dire che farsi un amico dà più gioia che averlo, “come al pittore procura più gioia l’atto di dipingere che l’opera finita.” L’attendere con zelo a un lavoro dà di per sé un grande piacere: non ne prova, invece, uno uguale chi, finita un’opera, toglie mano. Gode ormai del frutto della sua arte: dipingendo, invece, godeva dell’arte stessa. I figli adolescenti dànno più frutti, ma da piccoli ci dànno una felicità più dolce.
Seneca, Lettere a Lucilio.
scritto da Leila Mascano · 6 novembre 2011, 17:55 · #
“Il saggio è autosufficiente”. I più, caro Lucilio, interpretano male questa espressione: allontanano il saggio da tutto e lo costringono dentro il suo guscio. Bisogna allora chiarire il significato e i limiti di questa frase: il saggio è autosufficiente per vivere felice, non per vivere; a questo scopo gli occorrono, infatti, molti elementi, per vivere felice solo un animo onesto, fiero e noncurante della sorte. 14 Voglio ora indicarti anche la distinzione fatta da Crisippo. Egli dice che il saggio non sente la mancanza di niente e, tuttavia, ha bisogno di molte cose: “Lo sciocco, invece, non ha bisogno di niente, perché non sa servirsi di niente, ma sente la mancanza di tutto.” Il saggio ha bisogno delle mani, degli occhi e di molte altre cose indispensabili alle attività di ogni giorno, ma di nessuna sente la mancanza; sentire la mancanza di qualcosa deriva dalla necessità, mentre al saggio niente è necessario. 15 Quindi, per quanto sia autosufficiente, ha bisogno di amici e desidera averne il più possibile, ma non per vivere felice: è felice anche senza amici. Il sommo bene, cioè la felicità, non cerca al di fuori mezzi per realizzarsi; è un bene interiore e nasce tutto da se stesso; diventa schiavo della sorte se ricerca una parte di sé all’esterno. 16 “Quale sarà la vita del saggio se, gettato in carcere o relegato in terra straniera o costretto a una lunga navigazione o sbattuto su una spiaggia deserta, rimane senza amici?” Sarà simile a quella di Giove, quando alla fine del mondo, scomparsi gli dèi in un tutt’uno e cessando per qualche tempo l’ordine naturale delle cose, si riposerà chiuso in sé abbandonandosi ai suoi pensieri. Il saggio fa qualcosa di simile: si ritira in sé, sta solo con se stesso. 17 Finché gli è possibile ordinare le sue faccende a suo piacere, è autosufficiente e prende moglie; è autosufficiente e genera figli; è autosufficiente e tuttavia non potrebbe vivere se dovesse vivere senza nessuno. All’amicizia non lo porta nessun interesse personale, ma una naturale inclinazione; come in altri sentimenti, anche nell’amicizia c‘è un’innata attrattiva. Come esiste l’odio per la solitudine e la ricerca di associazione, come la natura lega uomo a uomo, così anche in questo sentimento c‘è uno stimolo che ci spinge a ricercare le amicizie. 18 E tuttavia, pur amando molto gli amici, che mette sul suo stesso piano, o che spesso addirittura antepone, il saggio delimiterà in sé ogni bene e ripeterà le parole di quel famoso Stilbone, lo stesso che Epicuro critica nella sua lettera. Costui, dopo la caduta della sua città, in cui aveva perso moglie e figli, uscì da solo, e tuttavia sereno, dall’incendio generale; gli fu chiesto da Demetrio, che ebbe poi il soprannome di Poliorcete per le città da lui distrutte, se avesse perso qualcosa. “Tutti i miei beni,” rispose, “li ho con me.” Ecco un uomo forte e valoroso! Egli vinse il nemico vincitore. 19 “Non ho perso nulla,” disse: e costrinse il nemico a dubitare della propria vittoria. “Tutti i miei beni li ho con me”: senso di giustizia, virtù, saggezza e soprattutto l’intelligenza di non ritenere un bene ciò che può essere tolto. Ci meravigliamo vedendo certi animali che attraversano indenni il fuoco; quanto è più ammirevole quest’uomo che uscì illeso e indenne dalle armi, le rovine, le fiamme! Vedi quanto è più facile vincere tutto un popolo che un solo uomo? Sono parole uguali a quelle del filosofo stoico: anch’egli porta i suoi beni intatti attraverso la città in fiamme: è autosufficiente e in questi confini delimita la sua felicità.
scritto da Leila Mascano · 6 novembre 2011, 18:01 · #
E per concludere, Lucilio mio:
Quelle persone che sono agli inizi e devono ancora prendere le loro decisioni vedranno se scegliere una vita oscura: tu non sei libero. Sei al centro dell’attenzione per il vigore del tuo ingegno, l’eleganza degli scritti, l’amicizia con uomini nobili e illustri; ormai sei famoso; anche se ti apparti e cerchi di nasconderti completamente, le tue azioni passate ti metteranno in mostra. 4 Non puoi rimanere nell’ombra: dovunque tu fugga, ti seguirà gran parte della vecchia luce.
scritto da Leila Mascano · 6 novembre 2011, 18:08 · #
@ Leila Mascano – Oh, dear Lady Lady link text “...it’s good to living again.” – in fin dei conti io non sono mica lui.
scritto da frank spada · 6 novembre 2011, 18:40 · #
@ vesna 71 – 071>011… solo 40 anni?!
Sa che li porta proprio bene? Complimenti!
scritto da frank spada · 7 novembre 2011, 16:22 · #
Cela devait ressembler à une cité remplie de boue, d’où personne ne pouvait s’en sortir propre et sans tâche. Pour dramatiser la mise en scène, 170 mannequins ont été mélangés aux figurants, choristes et acteurs et notre atelier du boulevard Lambermont a été occupé pendant trois mois. Voici le résultat. Théâtre de la Monnaie, Bruxelles.
link text#
Mario Sommarti – un emigrante friulano (Jaio) che si è fatto strada.
scritto da frank spada · 7 novembre 2011, 16:28 · #
71 primavere, ahimè, gentile Signor Lucilio!
scritto da vesna71 · 7 novembre 2011, 16:49 · #
In questo caso la compiango per la gioventù già persa – quanto a Lucilio chieda un’intervista alla Mascano.
Cordialità.
scritto da frank spada · 7 novembre 2011, 17:13 · #
Vesna non può perdere la gioventù in quanto è la personificazione stessa della primavera. Di lei si può dire che è la più giovane, perché lo è da più lungo tempo. Come la Bardot in veste di Marianna, lei o una delle sue sorelle qualche anno fa si è vista giustamente effigiare in un francobollo.
scritto da Leila Mascano · 7 novembre 2011, 22:10 · #
Perfetto, Signora Mascano, Vas, verbo in sanscrito, “vasnata” sostantivo (la primavera), “Vesta” latino e l’antico slavo “Vesna” = primavera.
’71 una primavera da ricordare, nel bene e nel male.
scritto da vesna71 · 8 novembre 2011, 08:21 · #
@ Leila Mascano / vesna 71 – retrocedete ai “senza senso” della casella 18/10/11 (63 o 90 scegliete voi che in palio non c‘è niente).
Io invece seguirò il consiglio di un metronomo romano – ovvero la dinamica del tempo uniformante una nazione quando il blues divenne jazz da costa a costa – e aumenterò il fraseggio dei pensieri schiacciando un riff a tavoletta.
scritto da frank spada · 8 novembre 2011, 11:34 · #
Un buon libro: “intrigo sulla moskowa” di Andrea Masotti.
scritto da frank spada · 8 novembre 2011, 16:14 · #
Ancora nulla, e il Campidoglio aspetta…
Buona serata a tutti.
scritto da frank spada · 8 novembre 2011, 18:17 · #
Do you spread default?
scritto da Joe Perfiumi. · 8 novembre 2011, 19:16 · #
Un saluto!
scritto da Michela · 8 novembre 2011, 20:44 · #
Già, al Campidoglio non bastano le oche e l’oro, serve una bilancia che misuri anche il ferro. Almeno il suo peso. Corsi e ricorsi storici?
scritto da Andrea · 8 novembre 2011, 20:53 · #
Non fatemi confusione coi colli di Roma!
La bilancia in mano ce l’ha il Quirinale. Detto anche solo: il colle.
Dove siede un uomo del sud, di fatto e di nome.
Il Campidoglio è in mano a un nordista, di fatto e di nome.
scritto da Gloria Gerecht · 9 novembre 2011, 08:03 · #
@ joe perfiumi – yes and not:
? / mh-mh
? / mh-mh
? / mh
@ Michela – tu sì che sei un mito!
@ Andrea – controllerò i ferri alla mia bella.
@ Gloria Gerecht – eppure una ragione c‘è se i colli sono sette mentre le note… musici squillanti o musicanti in forza?
scritto da frank spada · 9 novembre 2011, 09:02 · #
I colli erano sette ai tempi di Romolo e Remo.
Adesso sono di più: Roma si è estesa.
Le note restano sette, ma le dissonanze infinite.
scritto da Gloria Gerecht · 9 novembre 2011, 09:33 · #
@ Gloria Gerecht – dia tempo al tempo e un giorno capirà il perché del Campidoglio!
scritto da frank spada · 9 novembre 2011, 09:46 · #
Capitol – un grattacielo di duecentosei piani
scritto da vesna71 · 9 novembre 2011, 11:00 · #
vesna 71 – l’avevo già intuito! Ma resto stupefatto: Capitol 206!
—————————————————————————————————————-La sequenza del semi-noir in bianco e nero mostrerà due figure in volo in una giornata torrida di sole, verso mezzogiorno, così le ombre proiettate sul selciato si accorcieranno tanto da scambiarsi la fisicità dei ruoli – la folla inizierà a ondeggiare, a discutere, poi si dividerà in due gruppi: chi vedrà lui in lei e viceversa – i presenti finiranno per eliminarsi a vicenda, tutti – le ombre sempre lì:... La colonna sonora… ci devo pensar su.
( Il Cannocchiale a rovescio – 29 giugno 2010, 18:18)
Questo film non è una sit-comedy – la “sequenza” che precede il finale è in piena luce! – gli spettatori usciranno dalla sala (spettacolo diurno o notturno ininfluente) soddisfatti per quanto hanno avuto in cambio di un biglietto. Forse Stan Kenton lo inconterò a una “audition”, sentirò cosa pensa di un tema che ho già in mente, con lui non ho problemi.
Quanto ai due protagonisti sono già sotto contratto.
( Il Cannocchiale a rovescio – 30 giugno 2010, 09:04)
In ogni caso il titolo del film è già deciso: Capitol 206
La storia è incentrata su… pochi riuscivano a sottrarsi al suo fascino. “Pensa di essere un secondo Cristo”, così dirà di lui la prima moglie a cena con un altro. La terza, che si separerà da lui come le precedenti due, dovrà comunque ammettere davanti a un giudice che: “In lui c‘è qualcosa che lo fa somigliare a un Dio. Se vi dicesse – rivolgendosi alla corte – di camminare sull’acqua, voi ci provereste”.
Inutile dire che il protagonista è un uomo sdoppiato in un’ombra sola.
Mantengo il riserbo su quanto accadrà dall’inizio della storia a una sequenza che precederà il finale sotto il Capitol – un grattacielo di duecentosei piani.
( Il Cannocchiale a rovescio – 30 giugno 2010, 12:14)
—————————————————————————————————————-
ps – gentile vesna 71 , a questo punto non mi resta che complimentarmi per la Sua memoria ferrea!
scritto da frank spada · 9 novembre 2011, 12:23 · #
Siete adorabile ad apprezzare la mia funzione mnestica.
scritto da vesna71 · 9 novembre 2011, 15:51 · #
Lo sarete altrettanto se ora girerò l’elica del mio areoplanino a elastico e volerò fin dove siete per… l’istintività mi rende instabile… oddio, precipito… aiuto, aiuto!
scritto da frank spada · 9 novembre 2011, 16:07 · #
- North by Northwest?
- Wrong! vesna 71 is North by Northeast.
- Ah! And then?
- Stop!
—————————————————————————————————————-
NdR – first and last warning.
scritto da frank spada · 10 novembre 2011, 08:43 · #
Gentile Signor Frank, mi state proponendo di aggrapparmi con Voi alle statue del monte Rushmore?
scritto da vesna71 · 10 novembre 2011, 10:02 · #
@ vesna 71 – “effetto notte” e “trasparenti” non li uso più!
Si aggrappi al fumo che la sostiene ancora un momentino e…
“L’inquadratura muove dal soffitto – da una pala
del ventilatore che non gira – e scende verso la scrivania. Stringe il campo su un insetto: gironzola attorno
ai cerchietti di liquore e s’infila dentro un sacchetto di caramelle zuccherose consigliatemi da un
farmacista per scollegare il fumo dal lavoro – naturalmente
senza successo. Succhiate con disgusto,
poi le ho rimesse a posto nella trappola invitante
confidando nel profumo liquoroso dei misteri che
verranno – precisato che, da qui a ricambiare l’aria,
questa si condenserà a strati appiccicosi anche sulle
ali dell’intruso. Ora la ripresa segue lentamente i tempi dell’azione, finché ingigantisce in primo piano
il fermo-immagine finale: tac! Eccolo là, immobilizzato
dove si trova, tanto che in un colpo solo
elimino l’intruso e gli inutili consigli accartocciati
nel cestino”.
Fast and Last
scritto da frank spada · 10 novembre 2011, 11:24 · #
Meno di… e da mezzanotte il mondo guarderà a un fuso: cominciate a correre all’indietro, a controllare l’ora e programmate per tempo dove vi troverete domattina – potrebbe essere che non sia nient’altro che il passagio di un palindromo destinato a mostrarci la visione della Trinità, di un Triangolo, di una Triade -, ma state all’erta perché... – stringi, stringi, manca un secondo, passa al nazionale… – per quanto mi riguarda alle 11 a.m. farò quattro saltelli a piedi uniti e tiferò per Monti.
scritto da frank spada · 10 novembre 2011, 19:10 · #
Monti,per un mare di guai.
scritto da Joe Perfiumi. · 11 novembre 2011, 08:36 · #
- Trattoria “Alla Speranza”...
- Buongiorno cara… sì, saremo lì verso le 13, mi raccomando il solito tavolo accanto al caminetto.
- Certo signor Spada, le metto subito da parte due porzioni alla vicentina.
- Grazie.
scritto da frank spada · 11 novembre 2011, 11:00 · #
ma come siete interessanti! e vari altresì. e filmici. ma sui colli di roma forse occorre un qualche aggiornamento. dov‘è quella trattoria Alla Speranza, caro Frank? e da Vicenza può venire qualcosa di buono? a parte il baccalà cremoso, ovviamente. M
scritto da mario quattrucci · 11 novembre 2011, 14:50 · #
Giusto Signor Quattrucci.
Da noi: giovedì gnocchi, venerdì pesce e sabato trippa. Sabato si vedrà,
ma per i gatti non ce n‘è più.
scritto da Gloria Gerecht · 11 novembre 2011, 15:40 · #
In verità, caro Quattrucci, a Udine la trattoria “Alla Speranza” non c‘è più, ma il nome è così bello che forse qualcuno ne aprirà una nuova, battezzandola così per riportare in una cittadina priva di curiosità che non sia quella rivolta alle botteghe degli stracci – ben s’intende a caro prezzo e nonostante sia palpabile da tutti che c‘è crisi di flanella -, il tempo che per me la prima volta link text quando scrivevo “limosine” senza u e “intelettuali” con un’elle sola come chi… vabbé, lassamo perde c’artrimenti famo notte!
ps – il vicentin xe bon, sa, se no te mete soto i oci un gato e te dise che xe lepre solo per imbroiarte sul salmì.
Ciao Mario.
scritto da frank spada · 11 novembre 2011, 16:47 · #
Non mi faccia ricordare, caro Frank, un invito a cena che non si è concretizzato mai, che lei mi fece quando diventammo consuoceri nostro malgrado,grazie al colpo di fulmine che scoppiò tra il mio frigo e la sua invereconda lavatrice, che scapparono insieme, come certo non ha potuto dimenticare.
Ora apprendo che la trattoria La Speranza non esiste, e che la mia speranza di gustare uno squisito baccalà alla vicentina in sua compagnia è pressocché nulla. Mi permetta allora di offrirle la ricetta del baccalà alla Vincenzina, che prevede la frittura di alcuni pregiati pezzi di baccalà previa infarinatura e doratura (nell’uovo) dopodiché li si mette in un bel tegame col sugo di pomodoro, preparato possibimente con metà pomodoro fresco e metà conserva, olio d’oliva, aglio e prezzemolo, “aggiustato” di pepe e sale (poco, il baccalà è sempre saporito), e lasciato restringere un po’ con una bella manciata di olive di Gaeta e passoli, cioè uvetta sultanina ammollata in precedenza.
Se poi il baccalà alla Vincenzina ( non cercatelo, lo faceva così una vecchia domestica quando ero bambina, e allora mi guardavo bene dall’assaggiarlo, poi si sa i gusti cambiano) lo si potesse gustare da una terrazza di Posillipo sarebbe il massimo…ricambio dunque il suo invito virtuale con un altro invito virtuale, il che ci permetterà di restare virtuosi, anche se tra noi scoppiasse lo stesso colpo di fulmine che folgorò nello stesso istante i nostri amati elettropadroni.
scritto da Leila Mascano · 11 novembre 2011, 23:18 · #
Certo che questo blog è stupefacente, si passa dalla letteratura alla politica, dai ricordi all’arte, dal cinema alla fotografia…e tutto il resto poi…le ricette di Leila Mascano però...è un vero piacere passare per di qua!
scritto da marta · 12 novembre 2011, 08:41 · #
@ Leila Mascano – lungi da me l’aver dimenticato quella sera, un frigorifero privo di scomparti e una lavatrice a secco inamidata in abito da sera, lungi da me l’inverecondia che mi capovolse per incatenarmi i piedi, per cantarle “Il cuore è una ricchezza che non si vende e non si compra, ma si regala” (G. Flaubert), ancora oggi, ancora qui, unendo le parole a un riff che non mi viene in mente.
@ marta – stasera non ho impegni e se m’invita a cena le racconterò cos’ho scoperto: So chi è chi (fin dall’inizio) non ha mai capito i miei non sensi e tenta di ingannarvi virtualmente (insanamente) da uno schermo.
In attesa che la malignante vanità... metto in vista questo link text rinnovando la mia stima a chi ha firmato il pezzo.
scritto da frank spada · 12 novembre 2011, 11:49 · #
Caro Frank, se lei sapesse quanto vorrei incontrala di persona… un abbraccio in attesa che uno pseudonimo scompaia e al suo posto arrivi un nome accompagnato da un cognome… intanto la ringrazio per i link e auguro a Leila Mascano di spaziare nei blog letterari che sanno distinguersi per professionalità e competenza.
ps: ho consigliatoa un’amica di aquistare un Falcone!
scritto da marta · 12 novembre 2011, 12:40 · #
Condivido, Marta, piace molto anche a me gironzolare e cliccare i link text segnalati da questo blog. Bellissima recensione, Leila, ma le confesso che la mia iniziazione alla Yourcenar è stata con le Novelle Orientali, antiche e nello stesso tempo modernissime nei contenuti, commoventi e terribili. Un bel libro da tenere in borsa assieme ad un altro…Frank, guardi che Marlowe è sempre con me!
scritto da anna · 12 novembre 2011, 17:04 · #
... quella sera, ... in abito da sera, ... stasera – tre volte al dì sono più di troppe: vi lascio qui la trippa alla romana e mi raccolgo a meditare su una lista che da domani sera… accidenti, mie care amiche, ecco che l’ho scritta quattro volte e non ho ancora scelto con che piatto farò cena.
scritto da frank spada · 12 novembre 2011, 19:01 · #
il baccalà alla Vincenzina somiglia molto in realtà a quello alla siciliana, il quale però non viene fritto dorato (con l’uovo) ma semplicemente infarinato e fritto; mentre nella salsa di pomodoro – solo pomodori freschi per carità (ma so che a Napoli la conserva viene spesso usata perfino nella salsa a vongole lupini)- oltre alle olive e all’uvetta i siculi metteno anche capperi e pinoli (e taluni invece dei pinoli i pistacchi)e anche una spolverata di origano. E forse lei, illustre Mascano, si stupirà di sapere che a Roma si fa, o si faceva, un baccalà in guazzetto con molta cipolla e olive ed uvetta, e naturalmente pomodoro. Mentre nel contado, per esempio ai Castelli, si fa una meravigliosa zuppa di baccalà coi cavoletti, irrorata di abbondandissimo olio,spolverata di pepe, e versata sopra fette di pane di Veleltri o Genzano… Nonché un baccalà al forno, cioè in tocchi già fritti, ricoperti di mollica di pane impregnata d’olio e aglio e prezzemolo e poi messi a gratinare; oppure in tocchi ancora crudi ricoperti di fette di pomodori e di cipolla e vari odori; mentre infine c‘è anche un baccalà alla griglia che ci sorride da alcuni paesi della Ciociaria. Ma sempre sapendo che il trionfo del baccalà, a Roma, sono i filetti fritti in due oli…, magari mangiati insieme a un fiore di zucchina ripieno di mozzarella ed acciuga (e naturalmente infarinato e fritto) e aun regale carciofo alla giudia. Buon appetito… M.
scritto da mario quattrucci · 12 novembre 2011, 20:59 · #
A San Martino, prima che il neverin spumeggi l’orlo di una Dama, bianco-carsico di rosa è la sua veste.
scritto da frank spada · 13 novembre 2011, 17:28 · #
Nel piacentino,si è soliti cucinare il baccalà detto ‘bertagnino’.
Lungo il Po normalmente lo si frigge, dopo una timida infarinatura, dentro padelle di ferro nello strutto bollente.
scritto da Joe Perfiumi. · 13 novembre 2011, 17:57 · #
Perfiumi, ma lei usa un PC Turismo? Non è da lei!
scritto da frank spada · 13 novembre 2011, 19:16 · #
Metto le mani avanti citando la Darrieuscq: “Il plagio, di fatto, esiste solo se denunciato.”
ps – naturalmente in un contesto letterario e non a caso per dar seguito all’augurio di Quattrucci, visto che a mala pena so strappazzarmi un uovo!
scritto da frank spada · 13 novembre 2011, 19:19 · #
Due parole sui detti veneti, riprendendo qualche ricordo di famiglia: “Veneziani gran signori, padovani gran dottori, vicentini magnagatti, veronesi tutti matti.“ Come qualcuno ha appurato: “vero che i vicentini andarono in prestito di gatti dai veneziani per combattere un’invasione di topi…però si racconta anche che i veneziani offrirono un lussuoso banchetto ai vicentini, prima che questi ritornassero a casa… il piatto principale di questo banchetto era la lepre in salmì, famoso piatto veneto…i vicentini aprezzarono tantissimo la pietanza e i veneziani, per burlarsi di loro, dissero ai vicentini che quelle che avevano mangiato non erano lepri ma gatti. Successivamente, dopo che la città di Vicenza fu finalmente libera dai topi, i veneziani chiesero ai vicentini la restituzione dei loro gatti… ma questi risposero loro che avevano tanto gradito il banchetto che era stato loro offerto a venezia, che se li erano mangiati!“ Pare che la trattoria “Alla Speranza”, gestita da una famiglia di origine vicentina, fosse in effetti molto nota per la prelibatezza della cacciagione, ma sia stata chiusa dopo un’irruzione dell’ENPA.
scritto da Andrea · 13 novembre 2011, 19:37 · #
Dalle parti di Caorso,quando l’uovo è strapazzato lo si aiuta con uno zabaione.
scritto da Joe Perfiumi. · 13 novembre 2011, 20:37 · #
molto difficile cucinare un uovo. se non lo si voglia “strapazzare”, naturalmente. e anche a strapazzarlo farlo soffice e spumoso non è facile affatto. ma un uovo al tegamino, o all’occhio di bue? terribilmente difficile: il bianco deve cuocersi del tutto, il rosso deve restar quasi crudo, l’insieme liscio e luminoso. ma le frittate, poi… L’uovo si deve battere molto o poco? tutto insieme o a tuorlo e chiara separati? Be’, fai tu: come lo fai lo fai l‘òvo è bòno.
PS: leggermente pesantuccio ma strepitoso il baccalà fritto nello strutto!
scritto da mario quattrucci · 13 novembre 2011, 22:40 · #
Ci basterà essere equi, o solo qui per farci additare dalle rubrichette culturali del politicorsera che canocchie ggia un doppio nn a chi le pesa e chi le paga?
scritto da frank spada · 14 novembre 2011, 16:09 · #
Mio zio in Cina apprezzava uno squisito baccalà fritto in filetti, che non se lo sognavano neppure a Roma! Lo vendeva una bancarelluccia tutta fiorita di lampioncini, più Piedigrotta che Tonchino…i filetti, puliti, bianchissimi, pronti per essere preparati e fritti pendevano dai ganci lucenti. E che dire della pastlla? Un sogno…dorata, croccante, mai unta. Un amico sorprendendolo a mangiare quella delizia gli disse che era diventato cinese in tutto…paese che vai, usanze che trovi! Lui replicò che quei filetti di baccalà li mangiava anche a Napoli, o meglio ancora a Roma. Ecco, disse l’amico. Di baccalà! Quello è serpente!
scritto da Leila Mascano · 14 novembre 2011, 18:35 · #
Onassis, che di cuochi se ne poteva permettere, per assumerne uno gli faceva cuocere l’uovo al tegamino, difficilissimo banco di prova.
La storiella dei gatti è graziosissima, non per i gatti, che trovo deliziosi, naturalmente non al salmì. Solo da poco ho mangiato per la prima volta un pollo squisio per scoprire che era coniglio, e ne sono rimasta inorridita avendo da bambina avuto dei coniglietti a Capri , quindi mi è parso di aver mangiato un gatto!
scritto da Leila Mascano · 14 novembre 2011, 18:41 · #
@ Leila Mascano – ora ci manca il sorcio e l’elefantino che ha imparato a cosa serve la proboscide! Il circo tondeggia a pieni giri e lei, mia cara amica, trattiene il fiato sotto l’asticella? Riprenda il filo ché sono stanco, stufo… diciamo pure un po’ malconcio, a forza di cadere a terra!
scritto da frank spada · 14 novembre 2011, 19:16 · #
Così avvilente è la realtà che si finisce qualche volta per divagare, privilegio delle farfalle, che si sa, sono leggere. Ma che facilmente cedono all’insostenibile leggerezza dell’essere. Forse per questo godono dell’indulgenza plenaria, anche quando magari guardarle volare e distrarsi un momento può costare la vita, come nell’utima inquadratura di uno dei più bei film sulla guerra che io abbia visto, e che andrebbe obbligatoriamente proiettato nelle scuole. Lei, saggiamente, ci ricorda che non sono tempi di distrazione questi. Sul filo ci stiamo tutti e nessuno di noi ha voglia di cadere.Un sorriso.
scritto da Leila Mascano · 14 novembre 2011, 21:53 · #
E che dire del bacalao con le patate? Qualcuno di voi l’ha mangiato? Io ne ho fatto esperienza a Lisbona, attratta oltre che dalla saudade della città anche dal Fado e dal Porto.
Mai avrei creduto di poter gustare le note struggenti di una chitarra e una voce melodiosa mangiando baccalà, anzi avrei proprio pensato che l’accostamento azzardato non avrebbe potuto lasciare un segno. Al contrario, il ricordo di quei bocconcini affogati in un guazzetto di pomodoro mi insegue ancora oggi.
scritto da loretta fusco · 14 novembre 2011, 22:13 · #
“Sul filo ci siamo tutti… “ / “... ancora oggi.”
NON DIMENTICHIAMO GLI OPERAI DELLA PANSAC / link text
scritto da frank spada · 15 novembre 2011, 09:51 · #
Lo spread torna a 522.
Vediamo di non mandare tutto a Monti.
scritto da Joe Perfiumi · 15 novembre 2011, 12:21 · #
Il Cannocchiale a rovescio è nato per mirare il mondo e non sarà uno sguardo a farlo saltare in aria.
Buona giornata, Joe.
scritto da frank spada · 15 novembre 2011, 12:52 · #
Mi ha molto rattristato la situazione degli operai della Pansac, situazione tragica che si ripete sempre più spesso. Bisognerebbe entrare nell’ordine di idee che tutto quello che succede nel nostro paese riguarda davvero tutti, solo così ne usciremo. Non ho un blog, ma desidero esprimere tutta la mia solidarietà agli operai della Pansac.
scritto da Leila Mascano · 15 novembre 2011, 13:22 · #
@ Leila Mascano – come sarebbe non ho un blog?!
Se Poche chiacchiere è di molti, Il Cannocchiale rovesciato o in piedi è la sua casa: guai a lei se non provvederà a tenerla in ordine – più che mai ora e per aprirne il cuore.
scritto da frank spada · 15 novembre 2011, 14:58 · #
Sono d’accordo con Leila Mascano: tutti per tutti, anche se anch’io non ho un blog.
scritto da paolo · 15 novembre 2011, 16:37 · #
Caro Frank, sei sempre molto caro con me. Sì, quello che dici è vero, e grazie per averlo detto con tanta semplicità.
scritto da Leila Mascano · 15 novembre 2011, 19:16 · #
Grazie per aver dato importanza alla vicenda della PANSAC, che davvero ne ha. Ha ragione la signora Mascano sostenendo che questo fatto riguarda tutti,e non solo quelli che sono direttamente coinvolti.
scritto da Michela · 15 novembre 2011, 20:26 · #
L’unione fa la forza.
scritto da loretta fusco · 15 novembre 2011, 21:54 · #
@ Michela – sei un MITOOO!
@ Loretta Fusco / grazie e buona giornata a tutti!
scritto da frank spada · 16 novembre 2011, 09:24 · #
Da un lato, c‘è chi mente come respira, dall’altro, chi respira per vivere – separati da uno specchio, per dar senso alla realtà, il luogo è al buio.
scritto da frank spada · 17 novembre 2011, 10:15 · #
Un giorno e passa di silenzio è un pò come una discesa di trenta piani in ascensore.
Con compagni refrattari alla parola.
Dio mio,come sono sfinito
in basso.
scritto da Joe Perfiumi · 19 novembre 2011, 14:22 · #
@ Joe Perfiumi – un miagolio a Leo e a lei un affettuoso braccino per sostenere un solco (inteso come ruga o traccia storiografica) in attesa di… per me, quando mi sveglio, è sempre l’alba e scendere le scale costa fatica se poi devo risalirle. Ma il fato (inteso come fatto speculare che veste gli occhi di turchino) mi dice che certamente non interverrà all’istante: la proboscide si allunga e il naso gli suggerisce di economizzare le parole.
scritto da frank spada · 19 novembre 2011, 16:45 · #
Oggi,prestomaco di ruminanti in umido con verdure.
Che trippa di vitellone è inelegante.
Me lo sussurra la vicina di casa.
Mentre nascondo un pezzetto di cannella in stecca,per non alimentare il dibattito sull’estetica ostativa delle cose che finiscono in pancia.
scritto da Joe Perfiumi · 20 novembre 2011, 12:19 · #
Appena ventiquattro ore fa e nulla osta al machiavellico e magnifico di mostrare l’ologenesi di Joe.
scritto da frank spada · 20 novembre 2011, 17:01 · #
Il mese è quello giusto link text per ricordare un UOMO di cui s‘è già parlato (v. Archivio) e chi non può dimenticare standogli accanto.
scritto da frank spada · 21 novembre 2011, 10:02 · #
Una persona esiste fino a quando vive nei ricordi di chi la ha conosciuta e amata. La meraviglia di affidare la parola scritta alla carta è permettere a gente che verrà dopo di noi di conoscerci e forse amarci, magari meglio di quanti sono vissuti accanto a noi senza conoscerci davvero.
scritto da Leila Mascano · 21 novembre 2011, 22:01 · #
Mamma mia, la vicina di Joe! Mi ricorda una camerierina, un’anima semplice, che ogni volta che diceva: I signori si possono sedere a tavola, aggiungeva “con licenza parlando”, per via di quel sedere.
scritto da Leila Mascano · 23 novembre 2011, 21:56 · #
Per evitare fraintendimenti e chiacchiere seduti sull’ologenesi di Joe, preciso che il “magnifico” è Lorenzo e il “machiavellico” Nic©olò.
scritto da frank spada · 24 novembre 2011, 07:54 · #
Frank seduto sulla mia ologenesi.
Uno non fa in tempo ad alzarsi che…
scritto da Joe Perfiumi · 24 novembre 2011, 19:43 · #
Ricordo anch’io ,cara Leila, una camerierina.
Quando diceva ai signori che si potevano sedere a tavola ,autorizzava sempre qualcuno a promuovere una ricognizione dalle parti del suo sedere,“con licenza palpando”.
scritto da Joe Perfiumi · 24 novembre 2011, 20:13 · #
Stamattina ho visto un uccellino per terra, irrigidito dal freddo. Pensavo che sarebbe stato schiacciato dalle auto, e benché mi facesse un po’ impressione prenderlo in mano l’ho fatto. Indossavo una giacca a vento che avevo intenzione di mandare in lavanderia, e dunque l’ho fatto scivolare in tasca. Ho incontrato un collega e ci siamo messi a parlare. Un quarto d’ora dopo ero davanti al portone dell’istituto in cui insegno e mi sono messa distrattamente la mano in tasca. Ho sentito la morbidezza delle piume, e un piccolo frullio d’ali.Ho provato un’emozione fortissima. Una volta dentro, ho fatto scivolare qualche goccia d’acqua lateralmente nel becco, e l’uccellino per un attimo ha aperto gli occhi. L’ho avvolto nella mia sciarpa, posandolo su una sedia non troppo lontano dal calorifero, che comunque era appena tiepido. L’ho raccontato ai ragazzi, così che quando è saltellato fuori mi hanno avvertita gioiosamente. L’ho fatto volare via in giardino. Era piccolo, forse il caldo insolito di questa strana stagione l’ha fatto nascere troppo tardi, chissà. Comunque è bastato un po’ di tepore per farlo rianimare; speriamo bene. ...Buona fortuna, uccellino.
Accidenti, sono stata così felice di vederlo volare…Sì, buona fortuna, uccellino.
scritto da Leila Mascano · 24 novembre 2011, 23:23 · #
Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
Il solito imbecille non cerchi fama con il solito controevento alternativo.
“Giornata mondiale contro la violenza sotto le donne”.
scritto da Joe Perfiumi · 25 novembre 2011, 08:45 · #
La Bora soffia a cento all’ora e le gonne sono a pantalone – stanotte saremo senza luna e le foglie ingialliranno il cielo.
C‘è ben poco di che dire, finché Europa non ritorna.
scritto da frank spada · 25 novembre 2011, 09:32 · #
Thanksgiving.
Alla fine,Peace e Liberty,due turgidi tacchini condannati all’inferno della casseruola,sono stati graziati.
Barack Obama,dopo essersi consultato di cuore con le figlie Sasha e Malia,si è espresso a pollice alto.
Il Giudice Federale si è inalberato.
Non è facile ridimensionare il Giorno del Ringraziamento sul boccone di una faraona.
scritto da Joe Perfiumi · 26 novembre 2011, 09:06 · #
Il 28 novembre il BTP-DAY.
Aderirà anche il mondo del calcio.
Con un 4-2-4,senza libero spread.
Marcatura a zona.
Forse eurozona.
scritto da Joe Perfiumi · 26 novembre 2011, 10:37 · #
Oggi è il 28, non c’entra nulla ma gioco ancora con il doppio che è il mio proprio e condivido la vaghezza dei suoi scopi lungo solitarie rotte libere negli atti, finché espirerò la fine in vista dell’approdo e lascerò le scotte a chi mi ha fatto ridere non poco.
ps – ogni commento improprio è a vostro rischio e confido che non vi dilungherete in chiacchiere.
scritto da frank spada · 28 novembre 2011, 19:09 · #
Che Diana di Poitiers fosse bellissima, a Enrico non importava un accidente! Il fatto è che lo faceva ridere…Questo dice più o meno Federica in Fammi ridere a sua madre, parlando degli amori di Enrico II di Francia e della sua adorata amante. In verità la capacità di far sorridere non è una qualità da poco, anche se si dice che le donne non hanno un gran senso dell’umorismo. Non è così, è che sono poco abituate ad esprimerlo. Quanto all’approdo, è presto per lasciare secondi e nave.E poi sull’Isola, finito di leggere la quinta volta Robinson, che diavolo fai?
Peggio di Marte! Vi ricordate la barzelletta dell’austronauta appena sceso dalla navicella? Davanti ale telecamere gli chiedono: C‘è vita su Marte? Poca, risponde lui, giusto il sabato sera…
scritto da Leila Mascano · 29 novembre 2011, 07:40 · #
Marte?
C‘è un buon pub.
Il Pianeta Rosso.
Ma la birra è cara,per Giove.
scritto da Joe Perfiumi · 30 novembre 2011, 13:28 · #
Niente più fondi per chi viola le regole di Maastricht ecc. ecc. e inoltre: Niente diritto di veto a quei Paesi ecc. ecc.
Berlino / Merkel / e Il Paradosso dell’Austriaco di cui, se un giorno troverò tempo, vi parlerò più a lungo.
scritto da frank spada · 30 novembre 2011, 15:32 · #
Anche noi stiamo diventando un pianeta rosso. Cominciando dai conti.
scritto da Leila Mascano · 30 novembre 2011, 18:36 · #
@ Leila Mascano – ... ma poiché lei sa di cosa parlo e che le caramelle alla melissa non arrossano la gola (grazie per il suo gentile interessamento), rallenterò per ora il fumo e terrò conto che il tabaccaio riaprirà nel primo pomeriggio.
scritto da frank spada · 1 dicembre 2011, 12:38 · #
Sarà il caso di dire di lei, come Amleto Sweet to the sweet, visto che pochi hanno la sua garbata dolcezza. Thanks.
scritto da Leila Mascano · 1 dicembre 2011, 14:38 · #
Il pensatore Langone regala un nuovo teorema al pianeta donna.
Meno libri,più figli.
Se poi non arrivano i figli,comunque meno fogli.
scritto da Joe Perfiumi · 1 dicembre 2011, 18:24 · #
Ah! caro Joe, quel Langone lì, da quando andava da Ferrara a… la 7 è ancora una setta di sfogliamoci assieme e non mostriamoci nudi.
scritto da frank spada · 1 dicembre 2011, 19:01 · #
Buonanotte Frank.Mi dicono che Langone abbia una biblioteca con gli scaffali pieni di bambini.
scritto da Joe Perfiumi · 1 dicembre 2011, 21:07 · #
Langone non sopporta i bambini rivestiti in brossura.
scritto da Joe Perfiumi · 2 dicembre 2011, 09:02 · #
Oggi il cielo ha indossato l’uniforme grigia, che prelude a pioggia certa, abbondante e impegnativa, alterando la visualità di un tutto-azzurro-sferico-compresso che procedeva nella nebbia.
scritto da frank spada · 2 dicembre 2011, 12:36 · #
Qualcuno sa spiegarmi perché il Presidente del Consiglio di un Governo legittimatosi da solo con il beneplacito del Capo dello Stato, ha sentito la necessità (non richiesta dalla Costituzione né da altre norme, a mio avviso) di convocare i Segretari di partito ecc.ecc. per anticipare la manovra che dovrebbe, uso il condizionale ché altrimenti… , farci saltar fuori dal pantano appellandosi in tal modo ai “politicanti” che in TV, e sui giornali, già commentano spocchiosi: si però, solo se… quando la maggioranza degli italiani non ne può di loro?
Non sarebbe stato giusto, e più opportuno abbandonando vecchie logiche e usanze che ormai puzzano per le procedure finanziarie già avviate, aspettare Lunedì e dire tutto in Parlamento a Camere riunite e collegate sulle reti pubbliche e/o private?
Che l’abbia fatto perché teme l’assenteismo dei lavoratori che vorrebbero seguire la faccenda in diretta, o forse… sono infuriato come un toro!
scritto da frank spada · 3 dicembre 2011, 18:39 · #
Non si arrabbi, Frank, non ne vale la pena. Le auguro una buona domenica, pioggia a parte…
scritto da anna · 3 dicembre 2011, 19:41 · #
Caro Frank,
i tori servono anche a questo.
Per infuriarci come loro,quando occorre.
Il problema è che il Lunedì i parrucchieri sono chiusi.
I “politicanti“vogliono essere sempre serviti di barba e capelli.
Augurandomi un cambio di logiche e usanze ,sostanzialmente di stile,non avevo tenuto conto che è più facile spostare i monti che certi sederi dalle poltrone.
scritto da Joe Perfiumi · 4 dicembre 2011, 10:36 · #
Te l’ho detto altrove Frank, ‘sto Natale diluvierà. Già vedo che pioviggina…
scritto da Michela · 4 dicembre 2011, 21:58 · #
@ anna, Joe, Michela – RES (sostanziali e rivoluzionari) e che ciascuno faccia la sua parte rigorosamente, equamente, sacrificandosi per gli altri con un’ombrellata in testa se me la merito.
scritto da frank spada · 5 dicembre 2011, 11:27 · #
Adoro i politici che abusano della espressione’ a prescindere’.
Mai che ce ne sia uno pronto a dichiarare ‘a rescindere’.
scritto da Joe Perfiumi · 6 dicembre 2011, 10:04 · #
Ho iniziato alle 07:00 (circa) per concludere una faccenda che mi stava a cuore (7 links 7 – a proposito, buona giornata Michela) e, per scinderci dalle ricette parlamentari quotidiane e non ri/cadere in quelle culinarie settimanali, sono intenzionato a ri/puntare il Cannocchiale.
scritto da frank spada · 6 dicembre 2011, 11:39 · #
Buona idea, Frank, perchè vederla trascurare filmati, colonne sonore e soprattutto il jazz, oltre alle sue “piroette letterarie”, mi fa vedere ancor più nero questo periodo così pesante.
scritto da candy's 50 · 6 dicembre 2011, 16:42 · #
Mi inserisco con un pensierino sul Natale.
E’ da molto tempo che questa festa non mi coinvolge più, anzi, ne sono leggermente infastidita. So che è un fatto dovuto all’età: più natali si sono visti e più vengono a noia. E mai come quest’anno in cui sono annunciati sacrifici e niente strenne.
E allora mi è presa una gran nostalgia di quei films americani in bianco e nero in cui il Natale risolve tutti i problemi. La vedovella trova il suo principe azzurro, la mamma scettica viene converita da un Babbo Natale bonario e autentico sotto il costume dei grandi magazzini, Fred e Ginger pattinano su un laghetto ghiacciato cantando una carola…
I tre paperini chiedono una scavatrice…
Beh? Avete ragione: vorrei tornare indietro a quando le cose non erano tutto sommato più facili, ma si era più ingenui, quando bastava sentire White Christmas alla radio per sognare e non lo si ascoltava nei supermercati. Al cinema davano: La vita è meravigliosa e non Vacanze di Natale.
Fine dell’OT. Auguri.
scritto da Gloria Gerecht · 7 dicembre 2011, 07:05 · #
“Ehi pa? Senti un po’ chi si fa vivo!” – bentornata GiGi – “Programmi in vista per una notte di follie in famiglia, penso per l’invidia dell’esotismo dell’amore asiatico, che ho visto in uno schermo in technicolor, dove la vita mi sembrò davvero una cosa meravigliosa.”
Buon Natale, allora, Gloria Gerecht, anche dal compare che a proprio danno va spesso OT.
Dentro la tanta polpa del Falcone Maltese 2011,è successo un fattaccio.
Sono tornato a rileggere il Fattaccio di Massimo Mongai.
Troppo intrigante per farsi appena sfiorare.
Luca è in galera.
Penso che gli porterò arance polacche.
E lui si accorgerà che sono tarocche.
scritto da Joe Perfiumi · 8 dicembre 2011, 12:15 · #
@ Joe Perfiumi – M M ha chiuso casa dal 15/12/2007, andandosene all’Eur per… sì, resta aperto fino all’undici (Stand E03) e certamente M&M sono lì. Ma quando tornano… fottuti e ingrati, come sempre.
scritto da frank spada · 8 dicembre 2011, 13:02 · #
12 rintocchi e dopo un film piacevole a Parigi, dove il protagonista dice tre parole che mi lasciano perplesso ( pietra di luna ), vado a cena.
scritto da frank spada · 8 dicembre 2011, 19:53 · #
Parigi a Natale è bellissima e ci fa un freddo boia. Le vetrine dei negozi del centro sono illuminate e addobbate e comunicano un’aria di lusso e di festa. Appena fuori dall’atrio sontuosissimo di quello che se non è il più bell’hotel di Parigi è certo uno dei più belli, al riparo di un atrio tutto stucchi, lampadarione di cristallo piante esotiche e bandiere, un clochard si accomoda accanto a una grata da cui viene un grato tepore, confortato da una moquette di velluto bordeau sulla quale si rannicchia, tirando fuori da un sacco una sdrucita coperta.
Al portiere gallonato che si precipita a sollecitarlo a sloggiare, e che dice scandalizzato: Come, vi mettete fuori dal più bell’albergo di Parigi? il barbone risponde: Mi conforta sapere che non posso permettermi un albergo da re. Dormire fuori da una pensione di terz’ordine mi farebbe sentire molto più miserabile…
Ecco, sono passata. Non saprò mai com‘è finita, non l’ho voluto sapere. Posso così illudermi che il portiere non abbia chiamato i buttafuori o il poliziotto a far sloggiare il poveretto, ma che come in un film di Frank Capra:
1) Il portiere abbia detto: La smetta, barone, ormai tutti i dipendenti dei suoi alberghi in tutto il mondo sanno che a Natale lei mette alla prova il loro buon cuore …La sua suite è pronta, l’accompagno, qui prende inutilmente freddo…
2) Papà! Non mi riconosci? Sono io, il ragazzino che abbandonasti per inseguire la fortuna nei casinò di tutto il mondo…Ma io ti ho aspettato trent’anni, e non ti abbandonerò! Anche la mamma ti ha aspettato…
-“Fila via, lercio ubriacone, o ti spezzo le gambe!”. Si accendono duemila riflettori, il celebre presentatore spunta dalle piante e grida: Fermi tutti! Siete su Candid camera!”
Il barbone vince un milione di euro e una suite a vita nell’hotel.
Stessa scena:
Fila via, lercio etc…Il barbone: Non dirlo, prima il portiere ero io, ma ci fu lo scandalo della Candid camera…Timoroso, il concierge lo fa entrare, mostrando il profilo migliore alle telecamere,che non ci sono, ma intanto il barbone per quella notte è dentro…
Altra versione:
Signor Duca, le ho già giurato che la duchessa e il suo autista non sono mai entrati qui…
Se vi va immaginate voi qualcos’altro, ma rigorosamente in tema coi film di Frank Capra.
scritto da Leila Mascano · 8 dicembre 2011, 21:16 · #
Rigorosamente déjà vu, preferirei un incontro vis-a-vis.
Chambre, numéro quatre-ving-dix-sept.
scritto da frank spada · 9 dicembre 2011, 08:43 · #
La diva americana esce dall’hotel. Mentre sta per salire sulla limousine vede il barbone, lo riconosce come colui che l’ha lanciata. Lo abbandonò non appena ebbe successo. Presa dai rimorsi si avvicina e…
Gli mette dieci euro in mano e se ne va.
scritto da Gloria Gerecht · 9 dicembre 2011, 08:58 · #
@ Gloria Gerecht – le dive non hanno mai rimorsi, né, tantomeno, usano contante.
scritto da frank spada · 9 dicembre 2011, 10:01 · #
Peccato non essere una diva!
scritto da Gloria Gerecht · 9 dicembre 2011, 10:14 · #
Di fronte alle telecamere che hanno ripreso la scena,il celebre regista che si era ritirato ed ora dirige lo show televisivo: Giù la maschera, in cui sbugiarda i ricchi e famosi, si toglie la barba rognosa e il cappelluccio da clochard e gira i dieci euro, sul cui retro c‘è scritto: Buono sconto dei Magazzini Lafayette, con un ghigno satanico.
La diva perderà il ruolo dell’Angelo dei Miserabili, col quale avrebbe intascato una cifra da capogiro, la brutta….
scritto da Leila Mascano · 9 dicembre 2011, 19:40 · #
- ... stop, stop, stop! Chi è stato quell’idiota che ha avuto…
- Dad, lasciami pensare…
scritto da frank spada · 10 dicembre 2011, 09:54 · #
,la brutta figura le rovina la carriera. Dopo una quarantena lontana dalla folla, rinchiusa nella sua villa di Malibu, assediata dai creditori, le viene improvvisamente offerto una partecipazione al reality: “Dalle stelle alle stalle”. Location: una favela di S. Paulo. Qui…
scritto da Gloria Gerecht · 10 dicembre 2011, 11:25 · #
Facciamo finta di essere a Parigi, Frank, in buona compagnia, prima di Natale, a passeggiare lungo la Senna. Sorprendente la pietra di luna…
scritto da anna · 10 dicembre 2011, 11:46 · #
A questo punto il produttore si sorprende e telefona al regista, che chiama lo sceneggiatore, che riscrive il copione e consiglia di sostituire il protagonista ripreso sulla rive gauche, con un elefante mentre arretra sventolando le orecchie per non farsi allungare la proboscide imprigionata tra le pale di un bateau.
Il regista si entusiasma, richiama il produttore e gli chiede altro denaro. Ma quello non caccia più un quattrino e il film finisce qui.
@ anna – ... cordialità!!!
scritto da frank spada · 10 dicembre 2011, 13:00 · #
A proposito del non usare contante…chiedo scusa se il racconto è un po’ lungo, ma mi sembra carino.
Dello zio Edward, o Edoardo come lo chiamavamo noi, non so molto. Una foto lo ritraeva chino sul cavallo mentre saltava impeccabilmente un ostacolo, uno dei pochi della sua vita.Era un giovane bello alla maniera inglese. Sua madre, ricca e eccentrica, gli permetteva di vivere “del suo”. A casa loro bevevano il tè nelle tazze della Compagnia delle Indie, si alzavano in piedi quando suonava la marcia reale e lui era stato educato come un principe: “Un membro della famiglia reale farebbe così...non farebbe cosà...”. Venne spontaneo ad Edoardo, derubato del bagaglio sul “piroscafo” che lo aveva portato a Capri (si era negli anni 25-30), narrare l’accaduto all’uomo che era venuto a prenderlo per condurlo dai suoi ospiti. Costui gli chiese come mai non portasse addosso il danaro.Lo zio Edward rispose: “Ma un membro della famiglia reale non ha queste abitusdini!”. La frase fece il giro dell’isola, dove gente importante se ne vedeva, ma un membro della famiglia reale inglese faceva pur sempre un certo effetto.Del resto il giovanotto somigliava parecchio al suo più celebre omonimo…Si prese a sussurrare che il Duca di Windsor fosse in incognito a Capri.Convertito all’uso del portafoglio,rifornito dagli ospiti, Edward nelle sue rare sortite da Anacapri non riusciva a pagare niente, come il signore col biglietto da un milione di sterline di Mark Twain.Era tutto un farsi avanti per offrire, ritirandosi inorriditi all’offerta di qualsiasi compenso. Non si sa se Edward si rese conto dell’equivoco. “Ci saluti la regina”! gli dissero i “civilissimi capresi”, come li definì, quando partì tra il rimpianto generale.
Insignito di un’onorificenza, zio Ed portò i saluti dei capresi a Sua Maestà. Era passato quasi mezzo secolo. Missione compiuta.
scritto da Leila Mascano · 10 dicembre 2011, 14:06 · #
@ Leila Mascano – se Dad fosse l’omonimo di Ed, questi arrischierebbe molto; se Ed fosse l’omonimo di Dad, il primo perderebbe allo steccato; se entrambi mascherassero l’imbroglio, invece, chi dei due si approprierebbe di quel che ormai non è più in palio?
ps – handicap: 25/30, vincente: 75/80
scritto da frank spada · 10 dicembre 2011, 17:09 · #
Frank, i doppi e i tripli ci accompagnano. Edward, Ed e Dad, tutt’e tre vincenti ciascuno a modo suo. Anche se Dad, per motivi anagrafici, avrebbe corso molti anni più tardi.
scritto da Leila Mascano · 10 dicembre 2011, 18:39 · #
grazie del passaggio e degli auguri, ascolto sempre jazz dalle parti di san frnacisco!
auguri anche a lei
@ chicca – benvenuta!
Il conto torna: quello che si è speso largheggiando nello spirito e fumeggiandoci i polmoni (se saremo stati accorti, naturally) prima o poi ci renderà felici.
scritto da frank spada · 12 dicembre 2011, 12:11 · #
Vorrei essere felice al più presto possibile.
scritto da Leila Mascano · 12 dicembre 2011, 21:17 · #
ma il libro dove lo posso trovare? alla feltrinelli non c‘è...
grazie!
scritto da Aramis · 12 dicembre 2011, 23:01 · #
scusatemi, intendevo doppio marlowe! sono di roma. ciao a tutti
scritto da Aramis · 12 dicembre 2011, 23:17 · #
@ Aramis – buongiorno uomo sfortunato! :)
la “trilogia” di Marlowe:
Marlowe ti amo link text
Dimmi chi sei, Marlowe link text
Doppio Marlowe link text
è sempre disponibile qui link text
segnalo inoltre che i primi sue sono acquistabili anche in formato ebook e pdf link text
Cordialità.
ps – in ogni caso, Aramis, ci tenga informati. Grazie
scritto da frank spada · 13 dicembre 2011, 09:03 · #
Caro Frank, in effetti trovare Doppio Marlowe non è facile, comunque basta ordinarlo e anche alla Feltrinelli arriva in breve. Io l’ho trovato anche in montagna (non posso fare pubblicità alla libreria), segno che ci sono anche librai non allineati ai libri delle veline….un saluto
scritto da marta · 13 dicembre 2011, 11:47 · #
@ Leila Mascano – guardi che Fammi ridere link text è sempre attuale, eh, tenuto conto che è già la seconda edizione.
scritto da frank spada · 13 dicembre 2011, 11:48 · #
@ marta – che sia perché in montagna l’aria è più frizzante? Mah, intanto c‘è chi ha visto i Marlowe nella Capitale link text , assieme a un Falcone.
Buona giornata.
scritto da frank spada · 13 dicembre 2011, 12:31 · #
Frank, la sua fan-page “Mi piace” (non sono iscritta a FB, ma la guardo spesso).
W il Jazz, sempre e comunque!
scritto da candy's 50 · 14 dicembre 2011, 17:45 · #
camdy’s 50 – “Lasciali sempre col desiderio di averne di più” – Thelonius Momk – e qui ringrazio ancora la generosità professionale dell’amministratrice responsabile del Covo dei Piratti.
scritto da frank spada · 14 dicembre 2011, 18:19 · #
Che strano, la frase di Thelonius potrebbe andare bene per chi ha ideato la Coca, o le sigarette aromatiche, che lasciano il desiderio di averne ancora e ancora.
scritto da Leila Mascano · 15 dicembre 2011, 12:59 · #
Siccome sono stato buono, per Santa Lucia mi hanno regalato un bel volume di Jack Vettriano.
“A mio modo di vedere è decisamente fondamentale,l’intera umanità è spinta dal desiderio di farlo.E’ una forza potente, cui solo le persone forti e felici sono in grado di resistere”.
A proposito del sesso.
Ecco perchè non sono forte e felice.
scritto da Joe Perfiumi · 15 dicembre 2011, 18:30 · #
Così, fuori dal contesto, la frase mi sembra una sciocchezza.
scritto da Leila Mascano · 15 dicembre 2011, 21:58 · #
Era giusto per tenere una frase sul comodino,prima del sonno.
Lo spazio era poco, e la notte lunga.
scritto da Joe Perfiumi · 16 dicembre 2011, 08:45 · #
Cerco qualcuno che dorma al posto mio, lasciandomi più tempo per pensare.
scritto da frank spada · 16 dicembre 2011, 09:34 · #
Caro Frank, se Lei dispone di un a certa quantità di sonno dormibile lo prenderei io. Il problema è che vorrei dormirlo nel mio letto, a Roma, senza venire fin lassù tutte le sere, che sarebbe scomodo. Il mio di sonno chssà dov‘è finito, ogni tanto si affaccia in punta dei piedi a guardarmi, mi fa appena una carezzina sugli occhi, ma non si decide a prendermi in braccio. E così allora tra la veglia e il sonno vago in una terra di nessuno, all’alba ne riemergo più stanca e più assonnata che mai…sì, Frank, mi ceda il suo sonno, me lo dormo io, gratis naturalmente.
scritto da Leila Mascano · 16 dicembre 2011, 20:46 · #
Se mediamente dormiamo un terzo della vita (nel mio caso, diciamo quello di un via di testa, o di mezzo tra un giovane e un anziano, ho già dormito ventiquattro anni, uno sproposito!) ne consegue che il sonno andrebbe sottratto, più che aggiunto, altrimenti il baricentro… cara Leila, mi rimangio quel che ho detto.
scritto da frank spada · 17 dicembre 2011, 10:56 · #
- La vita?
- Pubblicamente non è che una finzione, scenario e motore, allo stesso tempo, di un’azione nel self-service della menzogna in bianco e nero o nero su bianco. Comunque sia la rincorriamo, a volte malinconici, altre sorridendo come fossimo gli eroi delle nostre avventure, i personaggi che svaniscono di notte e ci svegliano al mattino – ché quando mi sveglio per me è sempre l’alba e il baricentro traballa per i sogni.
- Dunque?
- Un letto! a una piazza e mezza per mantenere il comfort del compare che mi parla mentre dorme e, appena in piedi, accendere il primo fumo per ombreggiargli il volto.
- Ma se…
- No.
scritto da frank spada · 18 dicembre 2011, 12:28 · #
Verissimo!
scritto da Gloria Gerecht · 18 dicembre 2011, 12:35 · #
Purché i commenti riportino giorno, ora e minuti, per evitare malintesi e chiacchiere.
scritto da frank spada · 18 dicembre 2011, 18:31 · #
Mi scuso, ma presa dall’entusiasmo per una serie coincidenze (?), mi sono permessa questa affermazione entusiasta.
Anch’io ho un letto a una piazza e mezzo che condivido con gatto e sogni, a volte molesti. E appena sveglia mi avvolgo in una nube di fumo. Forse per stemperare i residui in dissolvenza.
Naturalmente tutto questo a Roma e da sola :-)
scritto da Gloria Gerecht · 18 dicembre 2011, 19:14 · #
Sì, stiamocene al riparo dalle chiacchiere e dalle tabacchiere, diceva una mia strana amica che mescolava e confondeva i proverbi, col risultato da renderli esilaranti e originalissimi, beninteso del tutto inavvertitamente. Così stiamo pure all’ombra del ciclone in fiore, mentre tanto va la gatta al caldo che ci lascia un bel micino, fino all’esilarante ponti in bocca al nemico che scappa. Una maledizione? Qualsiasi richiesta di spiegazioni destava solo sorpresa nella cara ragazza, che diceva: Vox propoli, vox nei. La mia amica era tedesca, con una splendida carnagione di pesca e piuttosto svampita. Una persona che amavo la chiamava La pesca sciroccata.
scritto da Leila Mascano · 18 dicembre 2011, 19:21 · #
Gloria Gerecht – l’entusiasmo è segno di vitalità e va coltivato per ricavarne frutti deliziosi – a volte basta una mela altoatesina per rinfrescarsi la gola :)
Leila Mascano – faccia attenzione, la frutta fresca ormai è solo quella importata e i felini mangiano scatolette che aprono con dentature da squalo :)
ps – a chi mi legge senza voce auguro ogni bene :)
scritto da frank spada · 18 dicembre 2011, 20:05 · #
Carissimi amici, fate coi vostri prossimi ─ e anche con gli altri ─ delle Feste serene; e l’Anno che viene sia un anno ancora di volontà di fare: senza amara stanchezza. Poiché
…noi siamo in questo luogo, in questo tempo, e qui / la nostra vita ha un senso: qui dunque l’animo / di nuovo ad ascoltare, a intendere, a quella / fatica che ogni pianta chiede. E ancora, / e anche se grava il tormento di sotto, / ancora, qui, da ciò che in noi perdura / ricominciare…
Un abbraccio.
scritto da Mario Quattrucci · 19 dicembre 2011, 11:36 · #
Che piacere risentirti qui, tra noi che ti siamo amici dentro il cuore, trafitti dai tuoi versi che altro non so dire. Grazie Mario!
scritto da frank spada · 19 dicembre 2011, 11:57 · #
Buona serata Frank, dalla scrittrice di favole su commissione:-)
scritto da Mirella Puccio · 20 dicembre 2011, 18:33 · #
@ Mirella Puccio – non solo questo link text
scritto da frank spada · 20 dicembre 2011, 19:04 · #
Ciao a tutti, approfitto di un momento di pausa in questo periodo di frenesia natalizia, per augurare a tutti delle feste serene e un felice 2012. A presto!
Grazie Maria – ricambio i graditissimi auguri estesi a tutto lo staff di Libri e Recensioni!
scritto da frank spada · 21 dicembre 2011, 12:13 · #
Carissimo Frank, la neve non ci manca (per fortuna). Per Capodanno farò un pupazzo con un sigaro in bocca: un bengala che accenderò a mezzanotte. Perché non viene su a vederlo?
Buon Natale a tutti!
scritto da marta · 21 dicembre 2011, 16:53 · #
marta, marta… buone vacanze e quando accenderà il bengala, beninteso, un bacio rigorosamente raggelato sulla punta del suo naso.
A presto.
scritto da frank spada · 21 dicembre 2011, 19:08 · #
Anche io voglio fare gli auguri agli amici di questo blog, quelli che si fermano e quelli che passano, tanto di auguri ne abbiamo bisogno tutti.
scritto da Leila Mascano · 22 dicembre 2011, 07:50 · #
Auguri a tutti, soprattutto a te, Frank, che ci intrattieni con questo blog e, facendoci meditare, ci dai speranza. Un bacione!
scritto da amelia · 22 dicembre 2011, 09:54 · #
@ Leila Mascano – ovvero un cuore generoso aperto a chiunque sappia conquistarselo nella singolarità di un blog senza contatore.
@ amelia – tenga duro / pensi positivo / stia serena.
scritto da frank spada · 22 dicembre 2011, 16:23 · #
IL NATALE DEL GATTO.
Mentre il mondo,
sempre più matto,
corre in tondo
fra le luci a scatto,
osservo Rubicondo,
il mio infinito gatto:
impacchetta fusa
in carte di crocchette.
Sorprese perfette.
scritto da Joe Perfiumi · 23 dicembre 2011, 17:57 · #
A questo punto bevo un cordiale alla salute dell’amico Joe Perfiumi link text e stacco la corrente per le feste augurandovi ogni bene.
scritto da frank spada · 23 dicembre 2011, 18:44 · #
Bidone.
Un Natale compromesso.
Il secondo strato della scatola di dolci era purissima carta.
scritto da Joe Perfiumi · 26 dicembre 2011, 10:47 · #
Cala la notte da Poesia e rivoluzione link text di Loretta Fusco
Cala la notte
Quelle che vedo
Sono ombre fugaci
Immagini lievi
Tra i rami nudi degli alberi
Che mossi dal vento
Nel buio che tutto avvolge
Urlano secchi
Rompendo il silenzio
E quel senso di pace
Che non trova pace
Nel mio animo grave.
—————————————————————————
Ho lasciato Cliff duettare stratosferico con Art e oggi lo ritrovo qui link text che in fondo alla mancina impolvera di stelle un’amica stimatissima.
scritto da frank spada · 28 dicembre 2011, 12:47 · #
Grazie Frank. Ne approfitto per lasciare a tutti gli amici del Cannocchiale il mio augurio per un nuovo anno sfavillante che sfati ogni previsione apocalittica. Credo che l’essere positivi sia il miglior deterrente contro negatività e profezie allarmanti. E poi, la scrittura, la lettura…
scritto da loretta fusco · 30 dicembre 2011, 09:59 · #
Una profezia catalitica per il 2012.
I Maya prevedono grossi guai per la mia marmitta apocalittica.
scritto da Joe Perfiumi · 30 dicembre 2011, 10:30 · #
Catalizzare lo scontro dei lobi temporali (dx e sx) può risultare utile per non procurarci deficit unilaterali e irrimediabili.
scritto da frank spada · 30 dicembre 2011, 11:06 · #
Ma i Maya avevano previsto la loro di fine?
Perché non si fanno i fatti loro?
Auguri.
gloria
scritto da Gloria Gerecht · 30 dicembre 2011, 11:07 · #
2012
Che ciaresta da dì? Solo bon anno.
Buttamoce a le spalle li penzieri,
famo finta de gnente. Fino a quanno
saremo fori da li giorni neri.
Li Maja? Ma che cazzo mai ne sanno?
Lassamoli dormì. Presagi veri
nisuno li po’ fa. E senz’affanno
vivemo, si potemo, volentieri.
La vita è una, armeno su sta tera.
Si ha da finì, de certo finirà.
Ma finché semo ‘n pace e nun in guera,
cercamo de godella in libertà.
Unita solamente a la preghiera
de conzervà la nostra dignità.
—————————————————————————
Con il consenso dell’autrice Gloria Gerecht link text
scritto da NdR · 30 dicembre 2011, 11:27 · #
Scadenza 6 Gennaio 2012
link text
In bocca al lupo!
scritto da frank spada · 30 dicembre 2011, 12:25 · #
Se la luce è l’attestazione che trascende le bizzarrie lunatiche di chi non si nasconde, ora la spengo e la riaccenderò al primo quarto: buon fine settimana e buon principio a tutti!
scritto da frank spada · 30 dicembre 2011, 17:00 · #
Tanti auguri a tutti, e che la forza sia con voi, come in Guerre stellari…o come la forza che su per la verde miccia fa esplodere il fiore, come nel verso di una poesia che nella traduzione è ancora più bella che nell’originale. Lasciate il frastuono dei vani festeggiamenti, nell’antica Cina si credeva che i rumori spaventosi mettessero in fuga le forze del male,ma voi sapete che l’unica musica che vale la pena di ascoltare è quella silenziosa degli astri; il male come le nuvole è molto più in basso, al di sopra non c‘è che l’armonia, anche se purtroppo non è facile restare a lungo lassù...
scritto da Leila Mascano · 30 dicembre 2011, 20:10 · #
Qualcuno dà per scontato l’esito del prossimo anno e augura un buon 2013… eh no! Niente di scontato e un brindisi alcoolico al 2012!
scritto da Andrea · 31 dicembre 2011, 16:37 · #
Giro un bell’augurio che mi è stato fatto a tutti: che possiate dire che OGNI GIORNO E’UN BEL GIORNO. Buon anno ancora.
scritto da Leila Mascano · 1 gennaio 2012, 23:16 · #
Oggi,2 gennaio, sono entrato in ufficio, in punta di piedi.
Il mio manager stava soffiando nel budget gonfiabile.
Niente di sconveniente,a parte il vibratore nel conto economico 2012.
scritto da Joe Perfiumi · 2 gennaio 2012, 18:35 · #
Ciao PAOLA
_________________________________________________
4 Aprile 1959 – 3 Gennaio 2012
scritto da frank spada · 3 gennaio 2012, 10:23 · #
Buon viaggio, Paola cara…
scritto da amelia · 3 gennaio 2012, 12:13 · #
- Il futuro? Se solo puoi vederlo, lo trovi accartocciato nel cestino.
- Compare mio, a volte mi stupisci per la profondità del ragionare.
scritto da frank spada · 4 gennaio 2012, 10:39 · #
Frank, pensi alle volte in cui è stato felice davvero. Scoprirà che nella maggior parte dei casi lo è stato del tutto irragionevolmente. Perciò, al di là di ogni possibile previsione, il futuro porta con sé quest’attesa, questa aspettativa. Relegarlo nella carta straccia significa negargli la possibilità di stupirci, di renderci felici.L’animo dev’essere disposto alla meraviglia perché questa si affacci. Bambina, poche cose mi stupivano e mi divertivano di più delle ombre cinesi sul muro.Non ci sono più le care mani che per me creavano immagini di animali e farfalle, figuriamoci dove sono finite le ombre. Eppure nella memoria riprovo, a pensarci, quel piccolo fremito che mi dava quella affettuosa magia.
scritto da Leila Mascano · 4 gennaio 2012, 18:55 · #
ALL’IMPROVVISO
Tutto si secca, tutto scorre via,
le lacrime s’asciugano sul viso
screpolando la pelle. E la poesia
fugge le labbra senza più un sorriso.
I giorni si fan corti. Una teoria
di ore tutte eguali. Senza avviso
il buio cala. Che malinconia
scoprirsi vecchie così all’improvviso.
C’è un gran silenzio. Anche le parole
tacciono, sulla carta neanche un’eco.
Si strozza il grido ancora nella gola:
una protesta inutile. Uno spreco
di pensieri sbiaditi, senza sole,
senza colori. In un mondo cieco.
scritto da Gloria Gerecht · 5 gennaio 2012, 09:56 · #
Cinque anni fa, irragionevolmente… “Aria calda dal mare a folate grigie nel cielo. Schiena unidiccia e… “
A Leila Mascano – sempre in sintonia – una carezza e un bacio.
scritto da frank spada · 7 gennaio 2012, 17:40 · #
L’anno comincia solo adesso, con la fine delle feste. Nel mio caso sono state feste per modo di dire, e così penso per molti. Mi viene allora da dirmi che ci sono giornate di sole, piene di auspici favorevoli, che poi si trasformano in un incubo, o quanto meno che alla fine vorremmo cancellare. Allora chissà se magari questo anno cominciato maluccio non ci sorprenda come una giornata di pioggia che vira al bello, dove una notizia, un incontro segnano anch’esse un bel tempo interiore…Ma il momento, si dirà...Io non conosco della fine della guerra che i racconti, le fotografie, i filmati. Sempre mi ha sorpreso la speranza sulle facce della gente, gente misera, malvestita, che aveva molto sofferto, perso persone care, lavoro, sicurezze e che tuttavia aveva voglia di ricominciare. Ecco, bisognerebbe entrare in questo nuovo anno con lo stesso spirito di ricostruzione, e non farci fermare dal nemico. Sconfitto o in fuga quello esterno, ce n‘è un altro dentro di noi, e avere a che fare con quello è dura. Ma bisognerebbe riuscire a non dargliela vinta, e ritrovare i colori.
scritto da Leila Mascano · 9 gennaio 2012, 08:25 · #
Insorgo contro chi mi sta privando dei miei “deficit” – mi appartengono e li rivoglio indietro tutti, fottutissimo compare!
scritto da frank spada · 9 gennaio 2012, 11:28 · #
Vorrebbe i miei, Frank? Mi sembra ieri che che mi rimproveravano a scuola, sempre sprovvista dell’occorrente! Confondevo giornate e orari, in tuta e scarpette alla lezione di disegno, col compasso nell’ora di ginnasica, priva di vocabolario quando c’era una traduzione…ma in verità inadeguata in qualche modo lo ero davvero, e lo sono rimasta. Per un misterioso incantesimo gli altri sembrano non accorgersene, ma io mi sento inadeguata pressocché ovunque,sempre leggermente a disagio, sempre un po’ fuori posto. Di che mancanza si tratti non lo so, so che mi porto il mio deficit o i miei deficit appresso con sommo imbarazzo, senza nessun compare che me ne privi. E dunque prenda i miei, gentile amico, non voglio essere in nessun modo ringraziata, anzi io ringrazierei lei per sempre, mi creda, se se ne facesse carico.
scritto da Leila Mascano · 9 gennaio 2012, 22:56 · #
Cara Leila, quelli che lei considera deficit in realtà sono fantasiosi modi di vivere la realtà, regali che pochi hanno e che normalmente sono visti come stramberie. Non provi disagio, quindi, perchè anche la moderna psicoterapia li considera positivamente, insomma, non dobbiamo sempre adattarci ma mostrarci per quello che siamo. Buon anno!
scritto da anna · 10 gennaio 2012, 12:44 · #
@anna. Grazie per le sue parole gentili e acute, perché una delle mie stramberie infantil consisteva nel salire sugli armadi e ficcarmi sotto i mobili. Mi affascinavano le prospettive diverse,l’aspetto insolito che avevano le cose considerate da un altro punto di vista.Qualche volta ho rischiato di rompermi la testa guardando il giardino da un albero, o sporgendomi in eccesso dal balcone. Neppure crescendo questa curiosità mi ha lasciata, e forse questa faccenda di considerare le cose da un punto di vista talvolta inconsueto è all’origine di quello strano sfasamento di cui sono conscia e col quale ho imparato a convivere. Anzi, ho cercato come lei dice di trasformare un deficit in una ricchezza, e probabilmente è da lì che ogni tanto tiro fuori quel balzano incantesimo che è la scrittura. Grazie.
scritto da Leila Mascano · 10 gennaio 2012, 22:01 · #
Due ombre, appiccicate ai panni di un perturbante diventato sordo a causa del protrarsi di un acuto ronzio di doppie note in testa, strattonano qualcuno da un marciapiedi all’altro per fargli dire sì e no nello stesso tempo, voglio e non voglio nello stesso istante, mentendo e dissimulando meglio di un qualsiasi tourettiano – tanto che un anziano rischia di inciampare sulle proprie orme, ruzzolare a terra ed essere investito in centro strada.
scritto da frank spada · 11 gennaio 2012, 17:01 · #
Caro Frank chi ha un doppio, ha una doppia vita. Nel senso che la può vivere due volte, moltiplicarla, farla durare il doppio.
Non so se questa prospettiva le aggradi, ma duplicare le possibilità, nel bene e nel male, non è da tutti.
scritto da Gloria Gerecht · 11 gennaio 2012, 19:23 · #
Dunque, cara Gloria, il Paradiso non è altro che l’Inferno visto da un’altra angolazione: quella letteraria, immaginifica o reale – possibilmente appoggiandosi a un bastone.
Buona serata.
scritto da frank spada · 11 gennaio 2012, 19:38 · #
Purché il bastone non sia l’esito dell’investimento stradale, ma di un normale scorrere del tempo.
Quanto al Paradiso e all’Inferno, secondo me si trovano in terra, tra noi, in proporzioni ineguali: privilegiando il primo gli stolti, il secondo i pensatori.
scritto da Gloria Gerecht · 12 gennaio 2012, 09:28 · #
Ma allora quel bastone è in mano a un rabdomante, un ineguale che… Cristo Gesù! – il diluvio universale e il Purgatorio non si vede.
Un sorriso e un occhiolino, Gloria.
scritto da frank spada · 12 gennaio 2012, 16:58 · #
Caro Frank, al diluvio ho già provveduto su pasquinaria.
E se il bastone fosse un ombrello? :-)
scritto da Gloria Gerecht · 12 gennaio 2012, 17:39 · #
@ Gloria Gerecht – idea non male per un equilibrista lungo un filo.
scritto da frank spada · 12 gennaio 2012, 17:52 · #
Cristo Gesù! – come direbbe Marlowe – link text
scritto da frank spada · 13 gennaio 2012, 18:23 · #
Lunga vita all’amministratrice del Covo dei Piratti e agli “ossicini” del nostro caro Frank!
scritto da anna · 13 gennaio 2012, 19:46 · #
W Marlowe e il suo autore!
scritto da marta · 14 gennaio 2012, 12:42 · #
Spiritoso e vagamente macabro, una sottile ansia ci pervade, ma continua così!
scritto da Germana · 14 gennaio 2012, 12:50 · #
Caro Frank, purché lei continui a farsi ronzare il testa il jazz… certamente sì, fumi quanto vuole e ci rallegri con le sue di Lei trovate, minimo un quinquennio dietro l’altro, eh!
scritto da candy's 50 · 14 gennaio 2012, 19:22 · #
Specchiarsi nei propi personaggi è pe-ri-co-lo-sis-si…NO! se c‘è di mezzo un “molte chiacchiere” che sa ironizzare su se stesso. E questa libertà, caro Spada, mi piace.
Buon 2012!
scritto da paolo · 15 gennaio 2012, 12:12 · #
Ecco perché...
– Di’, piumetta al vento, non sarà che un detective che conosco fin da quando rovistava tra i libri di suo padre ha qualche novità da raccontarmi? – Ecco che fa dietro-front, si stacca dal parentado unito nel ricordo e mi soffia contro una domanda imbarazzante per trattenermi con il sedere in aria. Segreteria perfettamente in ordine e nessuno mi ha cercato. Cerco di capire. Mi giro di scatto e guardo il barometro alle spalle: lancetta nera, giù di molte tacche. Un picchiettio sul vetro e si rimette stabile dov’è. Soffoco il silenzio in gola e trattengo il respiro per la terrificante novità.
(Doppio Marlowe.Liscio e senza ghiaccio – Giugno 2011)
Ringrazio tutti gli amici di “Poche chiacchiere”, quelli della “Fun page” e in particolare Michela
scritto da frank spada · 15 gennaio 2012, 19:48 · #
“Il termine latino più esatto per tradurre il verbo “indagare” è probabilmente “quaerere” (cercare), ma le cose si fanno da un certo punto di vista più interessanti se si vuol sollevare l’attenzione pedissequamente dall’italiano indagare al correlativo latino “indāgare”: il verbo ha derivazione dall’ambito venatorio e sta ad indicare “il cingere con reti e battitori la zona in cui sta la selvaggina”(dal Castiglioni-Mariotti), dunque la “ricerca” della cacciagione, la caccia stessa.” link text
scritto da frank spada · 17 gennaio 2012, 07:54 · #
Ho visto che Gaetano Celestre è un giovane scrittore siciliano e i suoi libri mi hanno incuriosita – ora li ordinerò.
Veramente una bella recensione, con un commento di Leila Mascano che di par suo arricchisce il tutto – grazie per la segnalazione Frank.
scritto da anna · 17 gennaio 2012, 12:17 · #
A Gaetano Celestre link text
con l’augurio che la sua rigogliosa età (classe 1979!) lo porti in alto.
scritto da frank spada · 17 gennaio 2012, 12:36 · #
Grazie Frank, le auguro altrettanto. E grazie anche ad Anna, per il suo interesse e i complimenti…
http://gaetanocelestre.wordpress.com/
scritto da Gaetano Celestre · 17 gennaio 2012, 12:48 · #
“Stop alla pirateria, non alla libertà” – se il mondo è uno solo, la petizione Google vale per tutti.
scritto da frank spada · 19 gennaio 2012, 10:14 · #
- Anche per un democratico?
- Certo Marlowe, anche se so che sei un repubblicano.
- E allora, che differenza c‘è?
- Guardati allo specchio e fatti un occhiolino.
- Con il dx o con il sx?
- Indifferente. Vedrai che ogni caso il tuo compare ti scambierà per lui.
- Mi stai prendendo in giro?
- No. Faccio sul serio, come fossi un tecnico… vecchio mio, eletto o non eletto quello tira via dritto. Te ne accorgerai presto come salirà in cima.
—————————————————————————————————————-
NdR – ogni riferimento a chi porta le iniziali come Marlowe è casuale quanto irriverente.
scritto da frank spada · 21 gennaio 2012, 19:11 · #
Solo in questi giorni, a due anni esatti dall’uscita di “Marlowe ti amo” (Gennaio 2010), il romanzo incentrato su un detective che più che a Chandler porta l’anima a Conrad e alla buona letteratura, inizia a farsi strada nel mondo dei lettori accorti, quelli in grado di valutare un’opera soprattutto dal punto di vista letterario, indagando contenuti e forma, sostanza e qualità, e così via.
Dunque, caro Spada, si armi di pazienza e affidi i giudizi sulla sua “scrittura” guardando avanti, pensando a “Dimmi chi sei, Marlowe” a “Doppio Marlowe”, e alla “trilogia” di un mito che non muore che lei ha pubblicato in soli due anni! Un vero exploit, che mostra la vitalità di uno scrittore che certamente non teme l’incognita dell’anima, che contro se stessa si rivolge e poi l’abbatte, com’ebbe a dire uno psicologo che conosceva il mondo dell’arte.
Buon 2012!
scritto da F. H. · 22 gennaio 2012, 11:32 · #
@ F.H. – ricambio gli auguri ringraziandoLa tantissimo.
scritto da frank spada · 22 gennaio 2012, 11:57 · #
Sembra insolito – eppure non dovrebbe – che i buoni scrittori sappiano apprezzarsi l’un l’altro. Come sempre un bell’esempio che arriva da questo blog! Auguri sia a Frank sia a Gaetano.
scritto da Germana · 22 gennaio 2012, 13:00 · #
Caro Frank, sono passati due anni e lo tengo ancora sul comodino. Lo apro, a volte, per cercare un pensiero, una riflessione e adattarla alla vita. Questo rende grande e universale un romanzo, e i suoi “Marlowe” lo sono, mi creda. Sono felice quindi di far parte della schiera dei lettori “accorti” e le auguro ancora il successo che merita. Buon“compleanno” dunque!
scritto da anna · 22 gennaio 2012, 18:17 · #
Divertente la parodia di un dialogo che sovrappone Marlowe e il suo compare a M.M., che finalmente vara le manovre finanziarie!
Mi fa piacere che il nostro Spada inizi il nuovo anno incoraggiato in questo modo.
scritto da paolo · 22 gennaio 2012, 18:47 · #
Nonostante il “cigolare” attorno, non chiederò a me stesso se gli sono stato amico.
scritto da frank spada · 24 gennaio 2012, 08:48 · #
Trovo per caso un libro, foderato con una carta che riproduce Holly Hobbie, un idolo negli anni 70. Infatti il libro è edito da Mondadori nel 73, e si chiama Il diluvio prossimo venturo. E’ un libro di Addison, un fumettista, che qui disegna un’arca deliziosa, piena di buffi animali che parlano e ragionano come esseri umani e di uno svampito capitano, di lapalissiane ragionamenti. In una delle vignette, un orsacchiotto chiede a una pantera dall’aria feroce, seduta dietro una scrivania con la gigantesca scritta RECLAMI, a chi deve rivolgersi chi vuol reclamare per come vanno le cose sull’arca. Qui! risponde l’arcigno interlocutore (trattasi di pantera maschio). L’orsacchiotto ha l’aria di voler fare marcia indietro con un tal brutto tipo. Chiede: E se viene uno e dice che qualcosa va bene? Risposta: Arrivano due tipi in camice bianco e lo portano via.
Ecco, mi è piaciuta e ve la giro, perché meditiate e se trovate su qualche bancarella il libro, precipitatevi a comprarlo…a meno di non essere Luigi XIV, che considerava che il diluvio sarebbe arrivato sì, ma dopo di lui. E a bordo, salvo inchini, il tempo è lungo da passare…
scritto da Leila Mascano · 24 gennaio 2012, 14:07 · #
@ Leila Mascano – nonostante l’arcano non mi sia estraneo, né sconosciuto poiché navigo da tempo, le do il mio bentornato.
scritto da frank spada · 24 gennaio 2012, 15:07 · #
Segnaliamo che paolo (v. commenti anche nei precedenti Cannocchiali) non ha nulla a che vedere con paolo franchini di VareseNoir.tk (il plurigeniale amico, scrittore e non solo, di cui segnaliamo il cortometraggio L’ Uomo Col Toscano link text
scritto da NdR · 24 gennaio 2012, 17:55 · #
Allora Paolo ci dica chi è. Paolo è troppo poco! Paolo solo Paolo se lo può permettere un solo Paolo. Di Tarso. Altri Paoli debbono aggiungere qualcosa, fosse anche un numeretto (vd Paolo VI). Quanto all’altro Paolo, il Franchini, chiarisca la sua posizione. Primo perché è pallido. E’ anemico, non prende il sole, insomma perché. Poi quanti anni ha: una trentina o più di sessanta?In quali rapporti di parentela è col Perfiumi? (figlio, padre, nipote, mettere la crocetta)Che fine ha fatto quest’ultimo? Il il Perfiumi è solo un travestimento del Franchini? E chi fa il cuoco? E chi scrive l’etimologia? E chi pratica quel tal sport? E c‘è anche un fratello che bighellona per il mondo. Tutti a confonderci le idee…Un po’ di chiarezza, please, che già qui coi doppi e tripli Marlowe c‘è da perdere la testa, Frank non si sbottona, e ogni tanto compare Ndr che fa come i vigili a piazza Venezia, volta, gira, dà comandi, ordini e consigli ma ordine non ne fa! Per non parlare di fior di dottori e professori che si perdono il nome, chi è FH? Il cugino delle FS? Che funzionano malissimo e seno sempre più care, lo dica alle sue cuginette, lo dica…Naturalmente si gioca un po’, uh che mosceria, ma il Carnevale dov‘è? Giustamente, Ubu maior minor cessat, col Carnevalone che c‘è il Carnevale si fa piccolo piccolo, anzi sparisce. Era ora!
scritto da Leila Mascano · 24 gennaio 2012, 23:41 · #
Sorpreso dalle curiosità rivolte terra-terra, invito tutti a rileggere su in alto il post che ha messo un moto il Cannocchiale a rovescio 3, la terza edizione di un blog che non è un blog, libero e indipendente, dove i commentatori non intasano il traffico di Roma, ma guardano oltre: frittelle per tutti!
scritto da frank spada · 25 gennaio 2012, 08:21 · #
Ubu non ci sta male, ma è ubi, naturalmente. Presto, fiocchino spiegazioni, giustificazioni…insomma risposte!
scritto da Leila Mascano · 25 gennaio 2012, 08:24 · #
Frittelle, eh, non la maliziosa voce dialettale, come ridacchia qualcuno. Disciplina!Ci sono note in condotta per tutti!
scritto da Leila Mascano · 25 gennaio 2012, 08:27 · #
@ Leila Mascano – per mia fortuna sono cresciuto lontano dalla scuola, l’infanzia non mi ha abbandonato e rileggere come fosse la prima volta i libri improvvidamente ritenuti non adatti ai bambini, mi fa capire che per conoscere noi stessi è opportuno chiederci se siamo stati amici degli anziani.
scritto da frank spada · 25 gennaio 2012, 09:11 · #
Leila Mascano: perché è cosi interessata a sapere chi sono?
Paolo non le basta, non le sto simpatico, non le piaccio? E sì che siamo in tanti a portare questo nome, ma non per questo attiriamo l’attenzione di chi vorrebbe “convertirci” al gossip del curiosare senza senso.
Per oggi mi limito a onorare il sacrificio di San Paolo… non mi dirà che a Roma non lo conoscete, spero.
A Lei: simpatici saluti, a P. Franchini: auguri omonimi, a F.H.: ho letto il suo bel articolo, pungente, ancora attuale, nel rinnovarle la mia stima, le auguro buon lavoro e un buon 2012.
scritto da paolo · 25 gennaio 2012, 16:12 · #
Ammutolisco – ma non indagherò!
scritto da frank spada · 25 gennaio 2012, 16:15 · #
- Pà, non trovo più la Olds!
- Piano con i pollicini Marlowe, e lascia fare a Dick link text
scritto da frank spada · 25 gennaio 2012, 19:44 · #
@Paolo. Mio gentile amico, chi è lei lo so benissimo: una persona gentile, intelligente, educata.Le assicuro che mi basta, così come non voglio “davvero” sapere chi sia Joe Perfiumi o l’età di Franchini, nè l’dentità di chiunque altro. Ero solo molto triste, e quando sono triste mi viene voglia di scherzare. Ma senza, spero, irritare nessuno. Se ciò è accaduto con la mia uscita scherzosa, me ne scuso molto.
scritto da Leila Mascano · 25 gennaio 2012, 22:11 · #
Frank!
Marlowe è un mito e lei è un grande. La “trilogia” corre lontano e la sua Olds ricomparirà senz’altro, tirata a lucido e pronta a scattare per far ruotare gli “assi” per molte miglia ancora.
Complimenti!
scritto da anna · 26 gennaio 2012, 09:05 · #
Certamente il mio cognome non è Spada, ma di Frank so quanto basta per unirmi ai complimenti di anna e ringraziare un amico che ha veramente un cuore grande.
scritto da amelia s. · 26 gennaio 2012, 09:31 · #
Come già detto (e scritto), trovo sia giusto ripetere il concetto. Perché la trilogia del buon (?) Frank è davvero di concetto.
Servono un paio di pagine per riuscire a guardare con gli occhi del detective di Spada e per sentire con le sue orecchie, perché la scrittura che ci coinvolge è tanto particolare quanto elegante e valida; sono due pagine che passano in fretta, comunque, come i giri a vuoto di un LP che fruscia di polvere e di magia sotto il graffio vitale della puntina. In attesa che la musica inizi a trascinarci con sé.
Frank Spada ci fa suonare, insomma, per renderci parte integrante della storia che ha deciso di raccontarci, come attori e comparse di un film di tanti anni fa, mentre una dark lady ci strizza l’occhio e una nave salpa. E mentre i complotti, che ci animano insieme al jazz più raffinato, ci costringono a slacciare la cravatta e qualche bottone prima di buttar giù un bourbon di quelli davvero tosti.
Tosti come Frank Spada, ovviamente.
scritto da Paolo Franchini · 26 gennaio 2012, 09:57 · #
Ferri nuovi e zoccoli lucidati per la puledrina di Marlowe, insomma!
scritto da Germana · 26 gennaio 2012, 12:17 · #
IL CORPO DELLE DONNE
Il negozio era elegante, ben arredato, vuoto.
Entrò, curiosò sugli stand. Una vecchia commessa sussiegosa chiese se avesse bisogno di aiuto.
“Do solo un’occhiata”, rispose sorridendo.
Gli abiti erano molto belli e molto costosi.
Dopo qualche esitazione ne scelse alcuni e chiese di provarli.
Nello specchio della cabina si rimirò soddisfatta: erano tutti perfetti. Uno in particolare, in jersey di seta crema, si incollava al suo corpo senza difetti come una seconda pelle.
Guardò il cartellino del prezzo. Sospirò, lo sfilò. Lo accarezzò indecisa, poi arrotolò strettamente il tessuto sottile e lo ficcò nella borsa.
Sbirciò fuori dalla cabina. La commessa era occupata con due clienti. Alla cassa un anziano ed elegante signore leggeva un libro… Marlowe?!
Posò su un banco gli altri vestiti mormorando che non andavano bene, ringraziò e si avviò disinvolta verso la porta.
Appena fuori una mano si posò sulla sua spalla.
Si voltò: l’uomo della cassa la guardava severamente.
“Rientri senza fare storie”, le intimò.
Lo seguì senza protestare. Lui la osservava con attenzione, valutandola.
“Vada nella cabina, indossi il vestito che ha nella borsa poi venga a farsi vedere”.
Obbedì e si esibì impacciata sulla soffice moquette del negozio deserto e silenzioso.
“Le sta perfetto!” esclamò il proprietario ammirato.
Lei continuò a tacere.
“Le offro una soluzione” disse con un sorriso divertito ”adesso lei va nella vetrina e resta lì come una mannequin. Sorrida, si faccia ammirare. Tra un po’ la richiamerò e la lascerò andare”.
Lo guardò perplessa, poi annuì.
Lui aprì la tenda che celava la vetrata, la sostenne per aiutarla salire sulla pedana e richiuse.
Sotto le luci degli spot si sentì esposta come una merce, usata come un richiamo.
La gente la fissava incuriosita, si voltò immobilizzandosi verso uno dei manichini per non incontrare gli sguardi che la incalzavano. Poi reagì con sfida: girò la testa, sorrise, ricambiò la smorfia di un bambino e fece una rotazione su se stessa per far ammirare meglio il vestito.
A un certo punto – il tempo le era sembrato lunghissimo – la tenda della vetrina si scostò e il proprietario la invitò a uscire: “Può rivestirsi adesso”.
Rientrata nei suoi panni aspettò il verdetto.
L’uomo era soddisfatto. “Bene: ho venduto tre vestiti come quello che aveva preso e altri due simili. Può andare”.
Lo fissò incredula, poi borbottò un grazie.
“Di nulla.” rispose compito. “La pubblicità è l’anima del commercio. È stato un piacere.”
scritto da Gloria Gerecht · 26 gennaio 2012, 13:49 · #
Davvero interessante il post su Officine Wort, l’ennesima conferma del valore di Frank… che speriamo di rileggere davvero molto presto (e chi vuol capire ;-) ).
Sarà anche prematuro, ma desidero ringraziarvi per i bei commenti, cari amici di Poche chiacchiere.
A Gloria Gerecht... un ottimo racconto, elegantemente ironico e molto, ma molto raffinato.
Grazie per avercelo donato.
scritto da frank spada · 26 gennaio 2012, 17:29 · #
Questo blog è una meraviglia. Ogni volta che… lo tengo d’occhio spesso, Frank, e non aggiungo altro.
Di Gloria Gerecht ho letto sul suo blog diversi racconti, e i suoi famosi sonetti alla “romana”: complimenti!
scritto da marta · 26 gennaio 2012, 17:48 · #
Che ritmo, ragazze mie!
scritto da frank spada · 26 gennaio 2012, 17:54 · #
Frank, ma chi le ha insegnato a innescare e a lanciare l’amo come si deve?
scritto da paolo · 26 gennaio 2012, 18:05 · #
@ paolo – fatta da lei, la domanda mi pare retorica, comunque me l’ho insegnò mio padre, naturalmente, a iniziare da “quando mi portò la prima volta a pescare lasciandomi la canna in mano dopo aver lanciato lontano l’amo ben innescato.” e lì “Non tardai poi molto a capire che questo valeva anche per altre prede.” (Marlowe ti amo – pagg. 48/49); l’ultima , se non ricordo male, mentre frequentavo le scuole superiori e “sbuffò sbattendo la porta dietro casa e non mi parlò fino all’arrivo dell’estate, quando mi portò per una settimana filata a navigare ai Midsummer’s Banks e là...” (Doppio Marlowe – pag. 17)
Cordialità.
scritto da frank spada · 26 gennaio 2012, 19:33 · #
E’ piaciuto molto anche a me questo racconto, scivola sulle debolezze di alcune donne e sulla generosità di alcuni uomini, anche se interessati, proprio come un vestito.
scritto da anna · 26 gennaio 2012, 19:33 · #
Un racconto originale e dolceamaro. Complimenti, Gloria, brava come sempre.
scritto da Francesca · 26 gennaio 2012, 21:11 · #
@ Francesca – benvenuta!
scritto da frank spada · 27 gennaio 2012, 09:37 · #
Ebbene ringrazio per l’ospitalità, per la benevolenza a questo mio passaggio dove , senza nulla rischiare, faccio l’inchino a un’isola che non conosco, ma immagino felice.
scritto da Gloria Gerecht · 27 gennaio 2012, 10:03 · #
@ Gloria Gerecht – anticipo l’estate (arriverà anche quest’anno, sa) e se le fa piacere farò in modo di farle avere un depliant su quell’isola che potrà ammirare anche dal Renon.
scritto da frank spada · 27 gennaio 2012, 10:28 · #
Hi Frank link text
fine day with your friens, waiting a very special day!
scritto da candy's 50 · 27 gennaio 2012, 12:24 · #
candy’s 50 – waiting for a very d-special day – impetuosità e giovinezza: che tempi!
scritto da frank spada · 27 gennaio 2012, 18:35 · #
Carino il racconto! :)
Mandi Gloria e Mandi Marlowe, ehm… Frank. Oh, Marlowe… mah, è uguale… e scommetto che è stato lui a comprare tre vestiti. ;)
@ gelo( stellato ) – lo sai che ti voglio bene, vero?
Mandi amì.
scritto da frank spada · 28 gennaio 2012, 08:34 · #
Ancora inverno.
Timide le mimose
sono in attesa.
scritto da Gloria Gerecht · 29 gennaio 2012, 09:14 · #
“L’inizio non può essere che impersonale e di routine, con i sobbalzi allentati dai dissuasori trasversali e una blindata che si ferma a lato di un coperto; mentre uno scalo periferico, a mezza via tra gli arrivi e le partenze imbussolate alle vetrate, attende… “
—————————————————————————
Chiuso un libro la sua ombra scomparve.
scritto da frank spada · 29 gennaio 2012, 10:16 · #
@ Noi – grazie, anche a tutti voi!
scritto da frank spada · 29 gennaio 2012, 12:29 · #
Il brano musicale di quel video fa parte della colonna sonora di Donnie Darko (un film dove gli scambi spazio-temporali sembrano aver senso solo se ti chiedi se tutto il resto della storia ha senso, perché se te lo chiedi allora non esisti: un paradosso che mi piace).
Questo il testo originale della canzone:
All around me are familiar faces
Worn out places, worn out faces
Bright and early for their daily races
Going nowhere, going nowhere
Their tears are filling up their glasses
No expression, no expression
Hide my head I want to drown my sorrow
No tomorrow, no tomorrow
And I find it kinda funny
I find it kinda sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very, very mad world mad world
Children waiting for the day they feel good
Happy Birthday, Happy Birthday
Made to feel the way that every child should
Sit and listen, sit and listen
Went to school and I was very nervous
No one knew me, no one knew me
Hello teacher tell me what’s my lesson
Look right through me, look right through me
And I find it kinda funny
I find it kinda sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very, very mad world … world
Enlarge your world
Mad world
Questa la traduzione:
Tutto intorno a me ci sono facce familiari
Posti sfiniti,sfinite facce
Radiosi troppo presto per le loro corse giornaliere
Andando da nessuna parte,andando da nessuna parte
E le loro lacrime stanno colmando i loro bicchieri
Nessuna espressione,nessuna espressione
Nascondo la mia testa,io voglio annegare il mio dispiacere
No domani,no domani
E io lo sento un tipo di divertimento
Io lo trovo un tipo di tristezza
I sogni nei quali io sto morendo
Sono i migliori che io abbia mai avuto
Io li trovo difficili da dire a te
Perchè li trovo difficili da recepire
Quando le persone corrono in cerchio
E’ molto,molto…
Pazzo mondo
I bambini stanno aspettando
in giorno che si sentiranno bene
Buon compleanno,buon compleanno
giorno fatto per far sentire come ogni bambino dovrebbe
Siedi e ascolta,siedi e ascolta
Andavo a scuola e ero molto nervoso
Nessuno mi conosceva,nessuno mi conosceva
Salve maestro dimmi qual‘è la mia lezione
Guarda nel modo giusto attraverso me,guarda nel modo giusto
attraverso me
—————————————————————————
Ringrazio Covo dei Piratti per avermi fatto vedere/conoscere/ascoltare altre voci, altri sogni, altri non sensi così sensati.
scritto da frank spada · 29 gennaio 2012, 17:34 · #
Se lei cavalca una palla di cannone come il Barone di Münchhausen, io mi sono persa: Frank, dove-cos‘è il Covo dei Piratti?
scritto da Camilla P. B. · 30 gennaio 2012, 12:20 · #
@ Camilla P.B. – se lei guardasse noi più spesso… link text
scritto da frank spada · 30 gennaio 2012, 12:27 · #
Grazie per la segnalazione!
Girerò le “quisquiglie” succosissime a Kate perché le inoltri a Pippa :)
Cordialissimi saluti marlowiani.
scritto da Camilla P.B. · 31 gennaio 2012, 10:35 · #
Qui, da diversi giorni, la Bora corre a cento all’ora ed è affilata come un rasoio che sbarba via l’udito, e, ci mancava pure quella, ci aspetta la cosidetta BoraNera, la supersiberiana, mentre le ali della merla ci soffiano dal naso le meteo-riflessioni su mammole e “mimose” e l’angelo dorato punta il dito al vento della Rosa.
scritto da frank spada · 31 gennaio 2012, 11:02 · #
Caro Frank, ieri in biblioteca mi è capitato fra le mani ‘Fame’ di Knut Hamsun. Confesso che alla mia età non lo ho ancora letto… ma ho l’impressione che lei potrebbe conoscerlo. Che cosa mi dice, Frank? Da leggere in fredde giornate come queste?
scritto da Germana · 1 febbraio 2012, 15:44 · #
@ Germana – non conosco la sua età, ma K.Hamsun va affrontato senza timore di raggelarsi restando senza “Fame” – crudo, nordico, apre molte porte.
scritto da frank spada · 1 febbraio 2012, 16:16 · #
Grazie Frank.
Le farò sapere quali porte si aprono. Nel frattempo un caro saluto da freddi monti senza neve!
scritto da Germana · 1 febbraio 2012, 16:55 · #
Caro Frank, perché non ci allieta con un “condensato” dei suoi? Tema libero… O, se vuole, tema dato: il tempo [non meteo].
scritto da Germana · 2 febbraio 2012, 16:13 · #
Gentile Germana, per mantener fede a un impegno preso per la prima volta in vita mia e che mi sono ripromesso di non accettare più [giudicare gli altri non è il mio terreno] in queste ore faccio appena in tempo a parlare ogni tanto con mio padre.
Possiamo rinviare?
scritto da frank spada · 2 febbraio 2012, 17:04 · #
Caro Frank, certamente le concedo il rinvio. Non la invidio. Giudicare gli altri, in maniera ufficiale, mi par di capire.
Eppure non lo facciamo ogni giorno: giudicare chi ci sta intorno?
scritto da Germana · 2 febbraio 2012, 18:16 · #
@ Germana – ah, il girotondo di una giostra con qualcuno che ci guarda, sorridendo.
scritto da frank spada · 2 febbraio 2012, 18:32 · #
... Anche il tempo qui merita una menzione di lode, poiché ha smesso di lavorare e ha lasciato qualcosa per dopo.
Wislawa Szymborska – 1923/2012)
scritto da frank spada · 3 febbraio 2012, 08:19 · #
Non conoscevo questa poetessa, ma ieri ne ho letto qualcosa qui: link text e mi ha molto colpita. Grazie
scritto da Gloria Gerecht · 3 febbraio 2012, 08:59 · #
@ Gloria Gerecht – Due punti e a me gli archivi.
scritto da frank spada · 3 febbraio 2012, 09:53 · #
Hoping to M E E T at Elfestedentocht, my four dearest!
ps – will perhaps uncle Plinio be there ?
scritto da frank spada · 3 febbraio 2012, 16:34 · #
Non si sa ancora se ‘it giet oan’... ma Plinio ci sarà sicuramente!
Groetjes en eet smakelijk!
scritto da M.E.E.T. · 3 febbraio 2012, 18:19 · #
@ M.E.E.T. – see you later, MEETeam plus one!
scritto da frank spada · 3 febbraio 2012, 19:43 · #
Un vecchio sonetto che si adatta a questa giornata romana.
SILENZIOSilenzio, bianco, inerte, come ovatta
morbida, piena, senza asperità.
Un bozzolo che attorno si compatta
lasciando fuori tutta la realtà.
Grida, rumori striduli di latta,
cessano in improvvisa dignità.
Tacciono l’armi, come a pace fatta.
Tacciono tutte le altre verità.
Parole, come quelle dei fumetti
chiuse in nuvole, senza vibrazioni.
Pensieri suggeriti, ma non detti,
complici involontari d’omissioni.
E in questa calma densa, sopra i tetti,
volano lievi solo le canzoni.
scritto da Gloria Gerecht · 4 febbraio 2012, 11:03 · #
It’s almost night, Gloria, but will be vibrating link text
scritto da frank spada · 4 febbraio 2012, 19:39 · #
Qulle sì che erano canzoni! Tra i miei amarcord: “link text”: http://www.youtube.com/watch?v=bQQCPrwKzdo in quest’edizione con il giro di blues, meglio di quella di Glenn Miller e di Elvis. Per quando si scioglierà la neve.
scritto da Gloria Gerecht · 4 febbraio 2012, 21:33 · #
L’idea di promuovere un romantico week-end, in FVG, mettendo in vista l’immagine di un famoso bacio…
Grazie Frank, anche per la foto.
Un caro saluto a Gloria Gerecht e un pensiero a un “carnico/friulano” che mi riporta alla mia infanzia.
scritto da anna · 5 febbraio 2012, 12:19 · #
Poiché il mio compare molto spesso non si fa capire (sappiamo che lo fa perché gli piace il gioco), ma tesse relazioni a piè sospinto, questa volta glielo ingarbugliamo per lasciarlo mano nella mano a riflettere sul tempo che gli scorre tra le dita, che non riavrà più indietro nemmeno se promuove un romantico week-end tra le montagne del FVG, che si autopromuovono con la foto di quel bacio, dove un bel giovane, carnico/friulano, altri non fu che un modello convocato da Doisneau per farlo diventare un’icona dell’amore link text (guardate a sx)
scritto da frank spada · 5 febbraio 2012, 17:41 · #
Un saluto al “cannocchiale a rovescio” e a tutti i membri di questo spazio.
scritto da Lucio · 5 febbraio 2012, 23:45 · #
@ Lucio – benvenuto!
scritto da frank spada · 6 febbraio 2012, 07:38 · #
- Dimmi, cos’altro vuoi sapere.
- Ma oggi, quanti anni avrebbe quel carnico a Parigi?
- 89, anagrafici!
- Ecco perché chi fuma Lucky fuma per la vita.
- Appunto! La giovinezza è un mito che ti premia sempre, Marlowe.
scritto da frank spada · 6 febbraio 2012, 09:16 · #
Il bello delle foto è che fissano per sempre un attimo, un mito appunto, che resterà nei nostri cuori e nei nostri occhi intatto, malgrado il tempo che scorre, lo sbiadire dei nostri personali ricordi. Succede anche con certe canzoni che all’improvviso sentiamo risuonare. E subito un’ondata di sentimenti, quelli di allora, ci riporta indietro di decenni in un altro mondo che credevamo perso, ma è ancora dentro di noi. Inalterato.
Come il sapore dell’ennesima sigaretta mentre link text
scritto da Gloria Gerecht · 6 febbraio 2012, 09:43 · #
Gloria Gerecht – la ringrazio a nome di tutti i fumatori e mi chiedo se un giorno qualcuno scriverà una storia, intitolata banalmente Io l’ho conosciuto – sottotitolo, banale quanto il titolo: Ne valeva la pena.
ps – quel mondo, eh!
scritto da frank spada · 6 febbraio 2012, 10:29 · #
Ogni tanto questo blog anticipa i pensieri. Ieri ho aperto una scatola contenente ricordi di quando ero ragazza e ho trovato foto che mi hanno emozionata, commossa, divertita. C‘é un piacere diverso nel guardare una fotografia stampata rispetto alle immagini conservate nel computer, diciamo che è come leggere un libro vero rispetto a un file. Condivido pienamente il pensiero di Gloria Gerecht.
scritto da amelia · 6 febbraio 2012, 10:37 · #
Il bacio a cui ci rimanda Frank è uno dei più celebri del mondo, Il bacio all’hotel de la ville, uno scatto degli anni 50 di Doisneau, che giustamente è diventato una icona, in quanto ritrae una verità, tanto più vera se, come sembra, i protagonisti erano in realtà due modelli. Dunque c‘è un gioco di scatole cinesi molto interessante:due estranei che fingono di essere innamorati per una foto fintamente casuale, che scoprono di piacersi davvero e prendono gusto al gioco, sicché verissimo è il finto bacio, quello slancio irrefrenabile di lui e lei che ne viene felicemente travolta. Se pensiamo a un altro bacio celebre, quello del pittore Hayez, ci sentiamo un po’ voyeurs, perché scopriamo due personaggi colti in un istante segreto, in un tempo genericamente passato, ma atemporale nel suo essere un istante sospeso, e in qualche modo drammatico, come ci suggerisce la mano di lei che si aggrappa alla spalla del suo compagno. Questo è un bacio segreto, al chiuso di quello che sembra un castello. Stessa impressione per Il bacio di Toulouse Lautrec, bacio non come mondo a sé stante ma preludio al possesso, mentre misterioso e direi marlowiano è il bacio di Munch con i due nascosti nell’angolo d’una stanza accanto alla finestra. Anche qui l’oscurità si addice ai due amanti, due spie, due clandestini, avvinti in un desiderio oscuro com‘è pauroso e oscuro il mondo fuori.E’ da notare, per pura curiosità, il bacio di Klimt, anch’esso senza tempo, e che benché molto diverso e piuttosto iconografico, per così dire, per la posizione dei soggetti sembra derivare direttamente da quello di Hayez.Il bacio di Doisneau sembra uscire dall’ombra: è un bacio al sole,tra la folla, che s’impone con la sua urgenza come esuberanza e gioia di vivere dell’amore, in una città uscita dalla guerra da pochi anni, che proclama nuove regole e annuncia una nuova libertà di costumi e di vita.
In questo senso il bacio è giustamente augurale e simbolico e benissimo ha fatto il sito che Frank ci indica col link a sceglierlo come simbolo dei bellissimi luoghi che ci invita a conoscere.
scritto da Leila Mascano · 6 febbraio 2012, 16:31 · #
@ Leila Mascano – un applauso marlowiano e un bacio che s’invola per puntualizzare un fatto: le fotografie più vere sono sempre un “falso”: un fotogramma: un film!
Grazie per essere tornata.
scritto da frank spada · 6 febbraio 2012, 17:41 · #
Con il plauso di Marlowe & C., segnaliamo un Pub dove le migliori birre nazionali ed estere sono servite gratis 24 ore al giorno link text
scritto da frank spada · 7 febbraio 2012, 07:57 · #
Un applauso a Leila anche per il commento su “il bacio nell’arte.” Io mi sono chiesto perchè è rappresentato, se ben ricordo, solo nell’arte europea relativamente moderna.
scritto da Andrea · 7 febbraio 2012, 11:17 · #
@ Andrea – forse perché da che mondo è mondo i baci più veri non vengono mai “dati”, talché non sono visti.
scritto da frank spada · 7 febbraio 2012, 11:33 · #
Eccomi. Un immenso grazie a Frank che mi ha fatto conoscere il Pub e un saluto a voi tutti!
scritto da Barbara Bolzan · 7 febbraio 2012, 16:52 · #
Le uniche foto realistiche sono gli scatti “rubati”, dunque che la foto di Doisneau abbia immortalato il bacio tra due modelli invece che tra due innamorati non toglie l’emozione che scaturisce dal significato che ciascuno di noi attribuisce a quel bacio. Bacio che la Signora Mascano ha saputo così felicemente illustrare attraverso l’arte nel tempo. Buona serata Frank
scritto da loretta fusco · 7 febbraio 2012, 21:31 · #
Frank, pensa che queste birre non ti fanno nemmeno togliere la patente! E questo pub non chiude mai.
Grazie per l’entusiasmo :)
scritto da Michela · 7 febbraio 2012, 23:11 · #
Grazie Frank! Sei il miglior manager che potessi trovare… E gratis! E presto finirai nel pub, seduto su uno sgabello davanti a un pollicino offerto dalla casa, ma di grazia… se mi parcheggi la Olds in doppia fila di traverso sopra il cane la birra te la rovescio sulla testa! :)
scritto da gelostellato · 8 febbraio 2012, 10:33 · #
@ loretta fusco – concordo con tutti i baci “folli” e la ringrazio per i suoi pensieri appassionati.
@ Michela – birre con la spuma o solo spume di gassosa – ha solo cinque anni, sa, lasciamo che si svezzi… :)
@ gelostellato – non mi sono mai fatto trascinare per entrare in un Pub – per uscirne sì, ahimé, molte volte.
La Olds, invece, beve galloni su galloni e spesso rutta quando premo l’acceleratore a tavoletta. Se poi mi dice che ha un cane, faccia attenzione a prender moglie e si faccia consigliare da un amico, doppio e M.
scritto da frank spada · 8 febbraio 2012, 12:35 · #
@Andrea.
Un invito ad ammirare un bacio bellissimo che risale al primo secolo avanti Cristo digitando Ara Grimani: si tratta di un bassorilevo raffigurante quelli che potrebbero essere un satiro e una ninfa: lo slancio impetuoso, ma non violento di lui si contrappone al timido consenso di lei. E’ a mio parere un’opera al di fuori del tempo, capace di emozionarci ancora.
scritto da Leila Mascano · 8 febbraio 2012, 22:26 · #
“... anche se non ci fosse altro, ci sono gli applausi” , una battuta, cara Leila, precisando che se un satiro fosse una donna, immaginiamo Eva che non beffa che se stessa pur di sopravanzarne un’altra che poi verrà beffata da un’altra ancora… Adamo contro Adamo non può esistere, e capovolgere i ruoli è impossibile: i geni sono quelli, non intercambiabili, e la ninfa è un uomo.
(J.L. Mankiewicz)
scritto da frank spada · 9 febbraio 2012, 09:40 · #
E quarda caso…
Gaetano Celestre, un giovane scrittore siciliano, autore di due romanzi – Bagni Achei link text – e Il Giallo e l’Azzurro link text
... li ho letti entrambi: coincidenze non casuali, immaginazioni certe e un “letterato” doc intellettualmente onesto, vero, che consiglio a tutti sulla mia parola, certo che non sarò smentito da chicchessia.
E per finire… l’interferenza incidentale, pure questa link text
scritto da frank spada · 9 febbraio 2012, 12:00 · #
La ringrazio Frank, i suoi elogi mi onorano e sono tutti ricambiati nella maniera più sincera. Spero che dalle mie precedenti riflessioni(in attesa di altre) possa trasparire tutta la stima che ho per lei: http://blog.studenti.it/speakercorner/marlowe-ti-amo-di-frank-spada/
scritto da Gaetano Celestre · 9 febbraio 2012, 12:59 · #
Gentile Gaetano Celestre, “qualcuno” la scorsa settimana mi fatto avere Il Giallo e l’Azzurro, l’ho letto: non smentisco ciò che afferma “qualcun altro” e condivido la stima che, guarda CASO, Frank prova per lei.
Complimenti.
scritto da anna.s · 10 febbraio 2012, 17:21 · #
Un regalo speciale per gli amici di Marlowe, con i “rombi al cromo” mentre… link text
ps – riferimenti e “note” link text
scritto da frank spada · 10 febbraio 2012, 20:10 · #
Un vecchio sonetto alla vigilia del 14.
San Valentino
Famose st’abboffata de bacini,
la carta co le stelle de stagnola,
s’aricevessi li cioccolatini
io me li magnerebbe puro sola.
N’ho visti tanti de Sanvalentini;
na vorta era ‘n bijetto, na parola,
mo cene co aragoste e li violini.
Più che d’amor se tratta ormai de gola!
Ma ‘n giorno fatto pe l’innamorati
‘n fonno fa davero tenerezza
a queli che lo sò o lo sò stati.
Ner mezzo a sti periodi d’amarezza
voressimo na pausa: coccolati,
riceve tutti ‘n bacio, ‘na carezza.
scritto da Gloria Gerecht · 12 febbraio 2012, 09:24 · #
@ Gloria Gerecht, siccome io non sono lui, mentre quel chiodino… sì, concordo che il suo sorriso in fondo al film è di una dolcezza che… fa lo stesso se le lancio un sanpietrino avvolto di stagnola?
scritto da frank spada · 12 febbraio 2012, 09:47 · #
Caro Frank, i sanpietrini qui al sud li lanciavamo nel ’68…
In questi giorni si lanciano palle di neve, coriandoli, non scordiamoci il carnevale.
E dato che allora ogni scherzo vale accetto anche il lancio in stagnola, possibilmente con stelline blu.
il sonetto è del 2009.
L’anno dopo, in un amarcord degli anni su citati ho scritto questo:
SAN VALENTINO (all you need is love)
“Volemo fà l’amore, nun la guera”
Sta frase, slogan de tant’anni fa,
nun va seporta come de n’artr’era:
nun vordì solo: ho voja de scopà.
Si sta festa nun è ‘na festa vera,
è perch’è ‘n mano a la pubblicità,
eppuro ciaricorda pe ‘na sera
che c’è gente che s’ama e s’amerà.
Sarvognuno, compramose li fiori,
famo regali: ce pò conzolà,
risvejanno quarcosa ne li cori
ch’arassomiji un po’ a la libertà
de potè sceje de che morte mori:
nun de guera, ma de felicità.
Ogni tanto divago :-)
gigi
scritto da Gloria Gerecht · 12 febbraio 2012, 10:45 · #
Dirvi che vi amiamo non vi basta?
Il Cannocchiale inquadra un panorama in corsa, altro che Poche chiacchiere
scritto da NdR · 12 febbraio 2012, 11:35 · #
Frank, grazie per i link e la “rimpatriata” nei ’50.
Riferimenti e “note”... lo stesso sito dov‘è in vendita la trilogia di Marlowe!
Complimenti al suo buon nome e lunga vita a Shorty Rogers!
scritto da paolo · 12 febbraio 2012, 11:57 · #
@ paolo – grazie per i complimenti che non merito – circa uno pseudonimo e la trilogia di M., amazon per ora è amazon.it, o amazon.fr, o amazon.co.uk…
scritto da frank spada · 12 febbraio 2012, 12:20 · #
Caro Frank,
ho rivisto con piacere il film sulla sua fan-page con la stessa emozione di tanti anni fa.
Lei è un “pubblicitario” nato!
Germana
scritto da Germana · 12 febbraio 2012, 12:54 · #
@ Germana – se così fosse non capisco perché dovrei morire link text
scritto da frank spada · 12 febbraio 2012, 18:15 · #
La ringrazio Anna S. , gentilissima!
scritto da Gaetano Celestre · 13 febbraio 2012, 10:12 · #
Perché il Jazz?
Perchè quando la Musica ti interroga l’Arte risponde: Strawinskij (Fire Bird) > Kandisky (Die Blauen Reiter) / Benny Goodman (Swing Orchestra) > Mondrian (Brodway Boogie Woogie).
Orizzontalità / Verticalismo / Trsversalità!
Queste le premesse – il resto in seguito.
scritto da frank spada · 13 febbraio 2012, 11:34 · #
auguroni Frank!
scritto da alessio · 14 febbraio 2012, 17:26 · #
Ma guarda un po’ che bella sorpresa, benvenuto alessio! anche se una nevicata a Lipari potrebbe destar qualche sospetto.
ps – stando al mio barometro la luna è già a mezz’asta, fra sette giorni la notte sarà seta-splendente in calzamaglia e appunterà le stelle sprofondandosi nel cielo. Poi… risalirà dopo un’altra settimana.
scritto da frank spada · 14 febbraio 2012, 18:40 · #
Nel frattempo mi rivolgo a un Salvadeat, a Gelostellato, un friulano a cui… ma ce ditu? Cjale che oramai a Udin, tal circondari regional e vie ator in su e in iù pal Stivalon… ritard a vore? no sta inventati scusis, eh, parcè ti han viodut fin di jarsere fur di cjase a Lestizze imbranat cun chei de Rai che tu ti fasevis intervistà e dopo dilunc la Pontebane che rive in cà... trafic blocat, polizie stradal, lampegiants multicolorats che turbinavin vie pe gnot e… ma saveiso che uè a l‘è dut un atu sintut, atu viodut… Concorso Fara Edizioni – Raffaele Serafini: 1° classificato distanzia gli altri autori di diverse lunghezze…
No ti dis nancje mandi, parcé tu ses un ritardatari plen di scusis!
ps – mi limito soltanto a dirvi che oggi non lo saluto con un Va con Dio = Mandi = Ciao, perché Gelostellato è un “ritardatario” pieno (ricco) di scusanti!
scritto da frank spada · 15 febbraio 2012, 12:20 · #
Arrivo dalla Cultura del Corsera con un caffé ancora sulla lingua, sempre molto zuccherato e, come si evince “in qualche modo” sulla dx osservando un ostinato difensore senza fiato di quel che resta di una “lingua”, passo a sx, dove G. Xingjan propugna in modo chiaro la libertà di idee da qualsiasi ideologia, affiancato da C. Magris che si avvinghia a un viticcio ormai seccato per fare altrettanto chiamando in causa Goethe che dialoga con Schiller (inquadrati da Galileo) con la passione che lo riporta all’ideologia (politica senz’altro).
scritto da frank spada · 15 febbraio 2012, 15:59 · #
Piedi a terra: link text
complimentandomi con Raffaele Serafini, Andrea Masotti e gli altri in foto.
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ps – in passato, il Cannocchiale ha segnalato spesso l’opportunità di partecipare ai Concorsi letterari (anche minimi, come VinciRobin ad esempio, o più impegnativi come ScriviconloScrittore link text ) semplicemente per giocare e divertirsi mettendosi alla prova, ma a volte gli scrittori pensano ad altro.
scritto da frank spada · 16 febbraio 2012, 11:30 · #
Complimenti a Raffaele e a Robin edizioni per il colpaccio degli ebook :)
Frank, “decenza” nuova e valigie pronte?
Bravo Raffaele.
scritto da amelia · 18 febbraio 2012, 15:39 · #
Un giorno come un altro?
Assolutamnte no! o forse none, come direbbe un curatore che invece è uno scrittore che ci ha donato salutando “romanamente” con la dx per non mostrare la mancina intenta a elencare i primi piatti che i secondi e i terzi… alla carta, gustosissimi, serviti con la signorilità di un ristoratore che ti lascia a bocca aperta e “memoria che ancora hai desideri”.
Tre fascicoli leggeri, tre raccolte di racconti improntati alla memoria di eventi, privati ma legati alla storia del nostro Paese, dove non mancano… la faccio breve, contattate emme qu, alias Mario Quattrucci, gigi-mare@virgilio.it e lui vi invierà i file.
scritto da frank spada · 20 febbraio 2012, 12:02 · #
THE WAY YOU LOOK TONIGHT
Aprì l’armadio, ne scrutò l’interno e trovò subito quello che cercava. Un tubino nero, semplice, nel quale scivolò senza problemi: era magrissima. Calzò delle scarpine col tacco a spillo.
Si sedette alla toeletta, si truccò con cura. Prese dal sostegno la parrucca nera e la mise con perizia sistemandone le ciocche gonfie e lucide attorno al viso.
Sorrise alla sua immagine nello specchio: era esattamente come voleva apparire.
Uscì, la sera stava calando. Si fermò al bar, il solito locale, anche se qualcosa era stato cambiato, si installò al banco e ordinò due Old Fashioned. Il barista miscelò, poi le pose i due bicchieri davanti. Lei spostò il secondo di lato in modo che lo sgabello accanto non venisse occupato.
Sorseggiò il cocktail lentamente, fissando solo davanti a sé. La parete dietro il barista con gli specchi coperti in parte da bottiglie e bicchieri rifletteva fisionomie frammentate, la musica in sottofondo non era quella giusta, ma lei non ne aveva bisogno: l’aveva ancora nelle orecchie.
“Mi piaci come sei stasera”, le aveva detto guardandola ammirato. “Voglio ricordarti sempre così”.
Lei aveva riso, scuotendo la testa.
“ Sarò così anche al tuo ritorno. Ma in seguito non potrai impedirmi di invecchiare”.
“Ci penseremo a suo tempo. Insieme. Ma stasera sei bellissima”.
Guardò l’ora, pagò, uscì dal bar e prese un tassì.
Entrò nell’aeroporto e salì sulla terrazza. Osservò a lungo gli aerei decollare e sparire nel cielo ormai scuro.
Tornata a casa ripose il vestito nero, avvolse il corpo appassito in una comoda vestaglia. Sfilò la parrucca, spazzolò i corti capelli grigi, si struccò senza guardarsi allo specchio.
Fissò la foto dell’uomo nella cornice d’argento poggiata sul comodino.
“Non sei affatto cambiato”, mormorò prima di spegnere la luce.
scritto da Gloria Gerecht · 21 febbraio 2012, 11:41 · #
A Gloria Gerecht, con il tormento ripetuto di un cocktail in fondo al banco, giorno dopo giorno, con il rimpianto del tempo che non muore, notte dopo notte…
Un’immagine si staglia su uno schermo, un volto in primo piano…
- Oddio, sei ritornato!
- Si, babylove, e questa volta non intendo lasciare il mio compare a interrogarsi l’anima da solo – dice sorridendomi, trattenendo sornione tra le labbra il fumo di una sigaretta; poi ordina due pollicini, comincia a raccontare…
Lo guardo…
– Marlowe, io ti amo più di… – mi stringe tra le braccia, gli sussurro lacrimando la mia voce e lui ne accende un’altra e me la porge affievolendo il mio respiro, mentre… link text
scritto da frank spada · 21 febbraio 2012, 12:49 · #
“Sfilò la parrucca, spazzolò i corti capelli grigi, si struccò senza guardarsi allo specchio.” L’onda del ricordo è lo specchio che non delude mai… Bel brano Gloria!
Frank saprà senz’altro che stanotte saremo senza luna (ce l’ha anticipato sette giorni fa) e Gloria che le stelle brilleranno in cielo (la sua scrittura determina le cose): Stars e cinema, volti e ricordi, musica e parole… bravi entrambi!
scritto da anna s. · 21 febbraio 2012, 18:16 · #
Splendore nell’erba
….Ma se la radiosa luce che una volta
tanto brillava negli sguardi è tolta,
se niente può far sì che rinnovi all’erba il suo splendore,
e che riviva il fiore
della sorte funesta non ci dorrem,
ma ognor più saldo in petto
godrem di quel che resta
WILLIAM WORDSWORTH
scritto da Leila Mascano · 21 febbraio 2012, 20:50 · #
The Way You Look Tonight, piccolo capolavoro nelle sue atmosfere appena evocate, il personaggio delineato con pochi tratti, i sentimenti suggeriti con delicatezza…e il finale a sorpresa che lascia il lettore con una sensazione dolce-amara inaspettata. Bello davvero!
scritto da Tiziana Marangoni · 21 febbraio 2012, 22:45 · #
“... Io volerò a te… sulle ali invisibili della poesia… Tenera è la notte / e felicemente la Luna Regina è sul suo trono… ma qui non c’è luce… ” se non ci sei anche tu, cara Leila.
(Keats – Fitzgerald – ... )
scritto da frank spada · 22 febbraio 2012, 10:22 · #

Sì, Frank, hai ragione a continuare a cercare, assieme a quanti continuano a seguirti e, magari, con nuovi compagni di strada. Sì. Provaci ancora Frank!
scritto da madi · 30 settembre 2011, 10:46 · #