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Poche Chiacchiere: Il Cannocchiale a rovescio 2

Il Cannocchiale a rovescio 2

“Il cannocchiale a rovescio” è lo strumento per allontanare la visione del reale a chi ci è vicino, e avvicinare l’irreale all’altro con la curiosità e l’ironia rivolta senza limiti spazio-temporali, o di genere, ovunque e ogniqualvolta l’attenzione o il caso attrarrà un uomo qualsiasi per interrogarsi, o una donna curiosa di sapere: questi i lettori pronti a ordire tranelli e sotterfugi letterari, o ingabbiarsi giocando nei pensieri.
Archiviati gli antefatti, 909 commenti, seguitemi con le parole e siate i benvenuti sul Blog di Robin Edizioni!

Inserito il 15/09/2010 da Frank Spada | ci sono 886 commenti

A voi la parola

Uno, due… op là! Anzi, op quà! e si riparte.
Dov’eravamo rimasti?
NdR – questo commento non commento è il 910, tanto per capirci.

scritto da frank spada · 15 settembre 2010, 17:44 · #

Con grande piacere segnaliamo la VIII Edizione della Mostra floro vivaistica La conserva della neve – che si terrà a Villa Borghese (Parco dei Daini) Roma – il 17/18/19 settembre – link test
Piante rare e persone rarissime da tutta Italia, come Mirella Presot, nota al grande pubblico come la Signora delle rose, proprietaria di uno dei più bei giardini del Friuli link test e Paolo Roiatti, l’inventore della “vite mignon”, che esporrà allo stand 84 le “Vigne da compagnia”.
Tempo previsto: sole!
Ndr – gira voce che su un tavolo ci sarà anche Frank Spada.

scritto da The Big Max M. · 16 settembre 2010, 08:36 · #

Il 14 ottobre! Il mio compleanno…ma non fatemi gli auguri, detesto i compleanni, almeno da quando entrai negli “anta”...

scritto da maurizio · 16 settembre 2010, 08:42 · #

D’accordo, maurizio, il 14 ottobre non le farò gli auguri, ma vorrà dire che festeggeremo tutti insieme l’arrivo di Dimmi chi sei Marlowe in libreria.
In ogni caso, oggi mi pare più che giusto autocomplimentarci tutti per la nascita del Cannocchiale 2!
Grazie The Big Max M.per la sua segnalazione – ci andrò senz’altro anche quest’anno e sbircerò se veramente il nostro Spada sarà su un tavolo (vi terrò informati).

scritto da anna · 16 settembre 2010, 09:08 · #

Il mio è il 18 ottobre, ma non mi sono mai preoccupata dell’età, né credo lo farò in futuro.

In fondo, quel che conta è aver vissuto bene, cercando di essere sereni e soddisfatti, no? Un saluto :)

scritto da Sharmas · 16 settembre 2010, 10:40 · #

E bravo, bravissimo Frank! Congratulazioni per essere arrivato fin qui. Che simpatico Peter Pan sei, a guida dei tuoi bimbi perduti, che ti seguono con entusiasmo, hai condotto il vascello fino alla boa più lontana, ed ora ti appresti a riprendere il volo…
Anche al Nord attendiamo tutti con trepidazione l’arrivo delle Candy Apples!
Doei!

scritto da Ita · 16 settembre 2010, 11:03 · #

@ Ita – precisato che per Marlowe, come lei ben sa, il Nord non è altro che tutto ciò che sta oltre un limite che divide il mondo in due, la vostra trepidazione è anche la mia. E allora “ ...giù la prua all’orza: fiocco e randa ben serrati e scotte vibranti al suono del maestrale, sedere fuori a compensare e via così, con l’anima che se la ride di gioia rinnovata”,
finché non lui incrocerà due carrozzerie in vista a Ana Bay, due Candy Apples che… cordialissimi saluti.

scritto da frank spada · 16 settembre 2010, 16:57 · #

Non so più se era qui che dovevo arrivare o se invece mi sono persa per strada. E’ ovvio che in entrambi i casi valeva davvero la pena “inciampare” in lei, Frank, in un “detective” e nel suo primo libro che fra un po’ saranno due. Ma c‘è una promessa che ho fatto a me stessa, che diceva più o meno così: se lei non è chi io penso lei sia, ricomincio a dondolarmi e basta, quello che ho fatto negli ultimi sette anni (oltre ad innamorarmi follemente, cambiare casa, diventare madre e moglie e figlia e nuora devota). Mi sono ritirata a vita privata, ho incantato il passato e mi sono dondolata guardando cieli di travi a vista. Bellissimo, facile, nessuna curiosità, nessun tormento dell’anima e poi un giorno … una canzone … un susseguirsi di coincidenze, sorprese, particolari… Marlowe!

scritto da kara · 17 settembre 2010, 09:26 · #

@ kara – Se penso che in una lettera ripresa da una trascrizione datata 21 febbraio 1959, indirizzata a M. Guinnes, l’ultima lettera di cui è rimasta traccia scritta da R. Chandler prima di fermarsi per sempre guardando le “luci del cielo” sopra La Jolla (26 marzo 1959), di un tipo come Marlowe diceva “ ...non dovrebbe sposarsi perché è un uomo solitario, un uomo povero, pericoloso e tuttavia sensibile… “ e più oltre aggiungeva “ ...sarà sempre tirato giù dal letto a un’ora scomoda da qualche persona scomoda per fare qualche lavoro scomodo. Direi che questo è il suo destino: magari non è il destino migliore del mondo, ma gli si addice. Nessuno avrà la meglio su di lui perché per sua natura è invincibile. Nessuno lo farà diventare ricco perché è destinato a rimanere povero. Ma non potrebbe essere altrimenti, e quindi ho proprio la sensazione che la tua idea (quella di M. Guinness) di farlo sposare, anche se con una splendida ragazza, non rientri nel personaggio. Ce l’ho sempre davanti agli occhi in una strada solitaria, in camere solitarie, pieno di problemi ma mai sconfitto”.
Se penso che lei, gentile amica (v. commento Kara – 15 settembre, h 08:47), si trattenne nel cimitero di La Jolla, incantata anche dal vento che girava le pagine di un libro…
Se penso che…

scritto da frank spada · 17 settembre 2010, 13:07 · #

Mandi Frank!
Mi soi simpri domandât…
Ma Marlowe al capissie il furlan? :)

Ahahhahah
Un caro saluto
aspettando ottobre!
Mandi!

scritto da gelostellato · 18 settembre 2010, 09:58 · #

@ gelostellato – nemmeno il tempo di incasellare i primi 10 e lei pone una domanda così intrigantemente asciutta che mi lascia secco come un’acciuga in un barile!
Che dirle? So che questo detective a volte fa cose incomprensibili, a volte prende strade polverose, a volte asfaltate e umide di nebbia, ma dove sia diretto questo non lo so nemmeno io, che, tutto sommato, gestisco la sua imprevedibilità!
Se per Marlowe il Friuli sta al di qua, o al di là del Nord, lo scopriremo assieme caro Gelo.
Intant mandi e si cjatin a Otubar, alore.

scritto da frank spada · 18 settembre 2010, 10:34 · #

Immagino Marlowe a fare il pieno di birra Moretti fra i monti della Carnia in mezzo alla nebbia e ai boschi, alla ricerca del misterioso lupo mannaro avvistato nella zona di Tolmezzo. Fumando la pipa, il sigaro o le sigarette? (Tutti gli investigatori fumano, si sa che è d’obbligo). Scusate la domanda blasfema…

scritto da maurizio · 18 settembre 2010, 12:07 · #

@ maurizio – la sua domanda – vedo che sta salendo in cielo per cerchiettare il meridiano di un globo (ohibò! tutti a far domande, allora è vero che la curiosità è contagiosa) – più che retorica, e per nulla blasfema, è stupefacente perché viene fatta da chi dovrebbe aver già letto un libro preparando gli occhi alle sorprese.
Oggi, comunque, sarò buono anche con lei, mio caro amico, mettendo in vista questo link test (cliccare, prego) dove potrà leggere il primo capitolo di un romanzo (il quarto) che forse non scriverò – forse, eh!

scritto da frank spada · 18 settembre 2010, 13:07 · #

... “il mio percorso è segnalato di sicuro interesse panoramico
per il sedile a lato vuoto come la mia vita.” poche parole per raccontare straordinariamente una vita. lei Mr. Frank ha un dono grande. Anche più di uno credo e secondo me dovrebbe finire questo romanzo, e poi un altro e ancora uno e avanti così. altrimenti noi cosa leggiamo? anche se … il fatto che questo sia il quarto romanzo mi fa presumere che … ce ne sia un terzo già scritto. o sbaglio?

scritto da kara · 19 settembre 2010, 00:29 · #

@ kara – mi compiaccio per la curiosità che l’ha portata a leggere chi ascolta. La ringrazio per le sue parole, gratificanti e forse troppo generose.
Mi auguro, anche assieme a lei e a pochi altri, per ora, di fare in tempo ad aiutare i bambini orfani irlandesi con il terzo romanzo già pronto in bozza.

scritto da frank spada · 19 settembre 2010, 12:48 · #

Eccomi qui come vi avevo promesso. Ieri sono stata a Villa Borghese, alla mostra “La conserva della neve”. Tempo quasi buono, salvo qualche schizzo di pioggia al pomeriggio, l’esposizione floro vivaistica anche quest’anno è magnifica e ieri era affollatissima. C’era anche Frank, sì, proprio lui, in mezza luce con tre “Marlowe ti amo” appisolati vicino all’orto da tavola dell’espositore friulano Paolo Roiatti (accompagnato da suo figlio, ed entrambi fan del nostro amico). Poco distante c’era anche lo stand di Mirella Presot Collavini, un’altra friulana appassionata cultrice di fiori, piante, giardini e non solo.
Rimpiangendo la Piccola Patria lasciata molti anni fa, rivolgo un saluto affettuoso al Friuli.

scritto da anna · 19 settembre 2010, 15:32 · #

Quella parola “...è stata creata per la complessa scrittura di questa cosa strana che siamo, multipla e una.”, diceva il poeta accecatosi per indagare il retro oscuro di un satellite, “ Uno dei simboli che all’uomo il fato, o il caso dà perché un giorno di esaltazione gloriosa o di agonia possa scrivere il proprio vero nome.”
La luna – J.L.Borges
A chi gli chiese (Roma 1977): “Ma lei è davvero un vecchio anarchico, o altre cose? – Lui rispose: “Sì, un vecchio anarchico. Anzi, un vecchio…”

NdR – A che gioco sto giocando? A prendermi in giro guardando le luci del cielo, kara!

scritto da frank spada · 20 settembre 2010, 12:00 · #

... e se il maleficio “cade su chi esercita l’ufficio / di mutare in parole la sua vita”?
E chissà se Maria Kodama si specchiò in quell’oro?

C‘è tanta solitudine in quell’oro.
La luna delle notti non è la luna
Che il primo Adamo vide. I lunghi secoli
Dell’umano vegliare l’han colmata
D’antico pianto. Guardala. E’ il tuo specchio.

La luna, J.L. Borges

scritto da Dame mit Fächer · 20 settembre 2010, 14:05 · #

Bentornata Dame mit Facher! ora smetterò di chiedermi se nuoterò nell’oro o avrò maggior fortuna guardandomi allo specchio – il giallo spiega, il noir ci interroga.

scritto da frank spada · 20 settembre 2010, 17:40 · #

Ma questo è il regno del doppio!!!! :-)
Due blog e due Marlowe (lui e il suo doppio). Da non crederci! Frank, vuol dire che il successo del Marlowe numero due sarà doppio????? Perdona il gioco di parole ma tu sai perchè sono così sopra le righe: emozionata per gli importanti cambiamenti in vista :-)

scritto da Emily Way · 20 settembre 2010, 23:51 · #

Ci ho messo un po’ di mio per arrivare qui: ben ritrovati, amici, e complimenti per il post 2!
Mancano pochi giorni e anch’io attendo l’uscita del secondo libro, mentre lei, caro Frank, è tuttora uno “sconosciuto”. Mi piacerebbe sapere qualcosa di più su uno pseudonimo scrittore, profondo e ironico.

scritto da paolo · 22 settembre 2010, 19:25 · #

Ah eccovi qua… potevo così urlare “c‘è nessunoooo?” dall’altra parte…

scritto da nadia · 22 settembre 2010, 22:05 · #

Chissà quante cose si credono perdute nella memoria e invece rispuntano fuori nitide dopo tanti anni, per associazione di idee. Ed ecco nei vagabondaggi infantili d’una bambina accompagnata da un gigantesco cane,( vagabondaggi che erano dovuti più ad un involontario sconfinamento che a una volontà di fuga, in quanto nella gioia festosa dell’esistere qualche volta si perdevano le colonne d’Ercole dei confini d’una vigna )vedo materializzarsi una coppia bellissima,benché di una età che ad occhi infantili non poteva che apparire veneranda. I due, eleganti,alti, magri, coi capelli bianchi camminavano nella campagna tenendosi per mano, lei con dei fiori di campo nell’altra, quelli che ogni tanto lui le coglieva per porgerglieli. Nella memoria camminano in campi di lavanda, che ad Anacapri certamente non c’erano, ma evidentemente la bambina ahimé non più tale associa questa pianta alla serenità e alla gioia. Dedico quest’immagine ad un’amica sconosciuta che se n‘è andata a passeggiare con suo compagno di tutta la vita per quei campi sereni. Ciao Sandra.

scritto da Leila Mascano · 23 settembre 2010, 06:59 · #

Mi unisco a Leila Mascano che ha saputo ricordare Sandra Mondaini con un’immagine molto bella.
Il mio è un ricordo.
Virna, una bimba di sette anni, vide sulle pagina di una rivista l’immagine di un pupazzo, di quel Sbrirulino che la faceva tanto ridere. La bimba sognava che, andando per negozi di giocattoli, da qualche parte, lo avrebbe trovato. Ma la zia anticipò quel sogno, perchè con vecchie pezze e bambagia le confezionò un piccolo Sbirulino che la bimba abbracciò soddisfatta. Sua zia, una ragazza sui venticinque anni, non seppe resistere al desiderio di avere uno Sbirulino anche per sé e così, con altri stracci e bambagia ne confezionò uno più grande di quello della nipotina.
Sbirulino di pezza

scritto da Dame mit Fächer · 23 settembre 2010, 12:27 · #

Innanzitutto bentornata, Lady Leila Mascano T., rinomata scrittrice Robin/Edizioni (“Fammi ridere – link test ri-edizione 2008) e non solo, donna generosa, sensibile, amica, musa protettrice.
@ paolo – spero di risponderle domani, a qualche ora che non so, qui, pubblicamente.

scritto da frank spada · 23 settembre 2010, 17:38 · #

se penso che potrei restare lì per sempre… se penso che potrei fuggire ora dal mondo… se penso che domani… domani si vedrà.

scritto da kara · 23 settembre 2010, 23:38 · #

@ paolo – Un giorno (si dice il 7/gennaio/2007) un tizio in là con gli anni scrisse un titolo, aggiunse un sottotilo, poi scrisse un romanzo. Costui, prima di quel giorno, non aveva mai scritto nulla, se non scartoffie di letteratura “grigia” (immagino sappiate che anche il bugiardino che vi rifilano con un medicinale appartiene a questo genere). Il tizio scriveva senza rendersene conto, come se qualcuno gli premesse un tasto sulla nuca e un mese e mezzo dopo, senza ragione, così com’era iniziato, quel romanzo fu finito. Sbalordito nel ritrovarsi in mano un manoscritto di cui non riusciva a darsi conto, preoccupato perché sapeva che a una certa età gli anziani vengono colpiti da squilibri elettro/mentali, andò a farsi fare una TAC cerebrale: tutto ok (salvo il segno ormai “cicatrizzato” di un’ischemia che lo aveva colpito chissà quando, forse da bambino). Rincuorato, il tizio scrisse un altro titolo, aggiunse come la prima volta un sottotitolo e divertito scrisse un secondo romanzo, poi un terzo e a fine estate del 2007 i manoscritti erano tre!
Oggi, il resto di un inzio lo lascio alla curiosità di chi non c’è o, se cé, non ascolta perché è impegnato a leggere; fatto è che in Internet da un po’ di tempo gira il nome di uno pseudonimo scrittore, un esordiente (per me è uno scribacchino, ma altri affermano il contrario).
@ kara – Se penso all’eventualità che il mio compare (lo chiami pure Marlowe) abbia in mente di parlarne assieme, ecco che si aprirebbe un nuovo caso intrigante quanto il precedente, talché il successivo… buone giornate.

scritto da frank spada · 24 settembre 2010, 08:46 · #

mmhhh, molto interessante mr. Frank, molto interessante. Io non ho alcun potere in merito, questo è ovvio, ma pregherei caldamente il “premitore di tasti”, di fare il suo mestiere senza distrarsi nemmeno un attimo perché questa è roba che scotta e come si sa, gli incendi … non si spengono con un bicchiere d’acqua, anche se mezzo pieno.

scritto da kara · 24 settembre 2010, 11:45 · #

Un tizio che “non aveva mai scritto nulla, se non scartoffie di letteratura “grigia” “ ... come Marlowe, insomma, che racconta di essere “un consulente tecnico edile e che una società immobiliare mi ha chiesto di venire a dare un’occhiata in zona. – Mi accontento di un volo sopra le aree circostanti il campo di volo, così poi faccio veloce una relazione e per oggi ho finito…” Quel Marlowe con le mappe ci sa fare!

scritto da Dame mit Fächer · 24 settembre 2010, 12:43 · #

@ kara – gentile amica che caldeggia di premure un “premitore… “ rischiando d’infiammare un cielo ligneo di strutture, l’avverto che un premonitore le suggerirà in sogno l’acquisto di un estintore per salvaguardare le pagine di un libro.
@ Dame mit Facher – la mappatura in volo la riporterà al punto di partenza e inevitabilmente su uno schermo.

scritto da frank spada · 25 settembre 2010, 16:12 · #

La sola vittoria possibile sull’amore è la fuga. Per guarire Telemaco, Mentore lo getta in mare. Per resistere alle Sirene, Ulisse si fa legare.
Questo pensiero è di Napoleone. Quanto è condivisibile?

scritto da Leila Mascano · 26 settembre 2010, 10:39 · #

In tutto e niente, cara Leila, e, non distinguendo tra chi ama e chi è fatalmente amato, in fuga da se stesso e quindi irragiungibile, si sfiora il tangibile reale di una dolorosa contrazione cardio-circolare, interrogante: battagliare amando non riamati o amare e basta cercando inutilmente di affrancarsi dall’amore o, invece, soffrire disperati per la mancanza di qualcuno inesistente e ammalarsi giorno dopo giorno assumendo un medicinale senza bugiardino o, in un’alternativa che non darà scampo, inseguire fatalmente passo a passo un pifferaio che zufola parole soffiando bolle di sapone?
NdR – ringrazio Lady Leila Mascano per il suo commento, che offre a tutti, e in assoluta libertà, un tema e una discussione molto interessante, confidando che i vostri commenti si scostino da ismi e rimpianti, ché non vorremmo soffiarci il naso lacrimando per i primi freddi stagionali.

scritto da frank spada · 26 settembre 2010, 12:46 · #

Si figuri, Mr. Frank, non mi sono soffiata il naso nemmeno all’opera, la volta che vi rappresentavano il Lohengrin e la solenne marcia nuziale del terzo atto! Non vorrà mica che io pianga per le sue parole, che sembrano la sinopsi dell’opera stessa! O, almeno, io vi ho trovato un parallelismo – vede che qui l’ismo ci può stare! –

scritto da Dame mit Fächer · 26 settembre 2010, 15:04 · #

@ Dame mit Facher – rientrato dopo aver sottratto da un mefistofelico baule friulano un’edizione BMM del 1958 di Gente di Dublino (prezzo netto in tutta Italia £ 350), noto con piacere l’esatto aggancio post prandiale della puntinatura sotto il nome.

scritto da frank spada · 26 settembre 2010, 19:39 · #

Le muffe amano i bauli friulani e i libri che vi sono contenuti, Mr. Frank! Si fidi di una esperta “soggetto allergico”, ancor più che conoscitrice di letture comparate di “drama” in Richard Wagner e James Joyce.
L’Aspergillus, Mr. Frank, “è un genere che comprende circa 200 muffe. Aspergillus fu per la prima volta catalogato nel 1729 dal sacerdote e biologo italiano Pier Antonio Micheli. La vista dei funghi al microscopio fece venire a Micheli in mente la forma di un aspersorio (latino aspergillum) (spruzzatore di acqua lustrale) e denominò il genere di conseguenza.”

scritto da Dame mit Fächer · 27 settembre 2010, 10:59 · #

Ci si ammala giorno dopo giorno, assumendo medicinali senza bugiardino e poi, se si è fortunati si incontra o reincontra qualcuno per cui valga la pena respirare ancora.Qualcuno che, senza rancore,ti accarezza la mano,senza intromettersi nel tuo dolore,perchè pensa che “quel sentimento doveva essere l’amore”.

scritto da butterfly · 28 settembre 2010, 10:07 · #

“I morti” – ultima pagina – il racconto che assieme alla seconda parte di “Un incontro” ho riletto al sole di un caffè liscio a Cividale del F., due giorni fa, anticipandomi di nuovo i ricordi che verranno dal tempo che non muore, pensando a chi pur triestino fu irlandese, a quelli cui dedicherò un libro di cui ho già detto, credo.
@ butterfly – legga, rilegga e ogni tanto provi a respirare lentamente fino in fondo, e soffi fuori l’aria tra le labbra ancora fino in fondo, e poi ripeta l’esercizio del respiro, magari a occhi chiusi, e avvertirà vibrare le palpebre emozionando le immagini del cuore.
Che la fortuna l’accompagni, cara amica.

scritto da frank spada · 28 settembre 2010, 13:13 · #

“È pericoloso abbandonare la propria patria, ma anche più pericoloso ritornarci perché allora i vostri compatrioti se possono vi cacciano il coltello nel cuore.” (Joyce)
questo è ciò che accade quando ci si (ri)conosce.

scritto da kara · 28 settembre 2010, 14:53 · #

@ kara – non mi esilierò da lei per così poco, ché quel che è già accaduto condannerà i suoi occhi a fissare chi le disse “Ma ho anche sognato e ciò mi fu più caro / Che tu m’amavi ancora come prima”.
“Cenere” – in alcune edizioni “Argilla” – J. J.

scritto da frank spada · 28 settembre 2010, 16:34 · #

Buongiorno a tutti!
Arrivo qui da un altro Cannocchiale che fissa un panorama solo, per unirmi a voi con l’emozione di chi ha scoperto il rovescio di qualcosa tra le pagine di libro, un manuale per conoscere se stessi amando Marlowe.

scritto da copyman · 29 settembre 2010, 10:57 · #

Benvenuto/a copyman, ma freni l’entusiasmo, perché qui, a volte, ci si spruzza agli occhi “acqua lustrale” per equilibrare i temi.

scritto da frank spada · 29 settembre 2010, 11:16 · #

C‘è chi sostiene che per un incantesimo “L’acqua lustrale deve essere rinnovata tra il novilunio e il primo quarto di luna. La vecchia acqua non deve essere gettata via ma esposta al sole in una piatto di vetro sino a che non sara’ del tutto evaporata.”
Marlowe racconta: “Sono soffocato dall’aria satura d’umidità che si condensa scendendo in rivoli multicolori fino a trasformarsi in grosse gocce che colpiscono con forza il dorso corazzato degli orrendi animali sollevandoli, polverizzando i loro corpi neri in nuvolette iridescenti di bava puzzolente spruzzata sul mio viso.”

scritto da Dame mit Fächer · 29 settembre 2010, 12:50 · #

si lo conosco anch’io questo incantesimo. bisogna usare come aspensorio però un rametto di ulivo.
mr. Frank, probabilmente lei ha giocato al campetto con J.J. molto più di me (io giocavo solo con le bambole) e ha dato la giusta interpretazione, ma la mia non era certo una minaccia, parlavo di un coltello nel cuore come ricordo, per sempre, d’amore.

scritto da kara · 29 settembre 2010, 14:43 · #

Che bello passare a leggervi, forse sbaglio ma l’effetto che mi fa è sempre quello di entrare nella vita di ciascuno per spiarne sprazzi di ricordi :)

scritto da Shara · 29 settembre 2010, 21:54 · #

Anche io passo spesso di qui, talvolta solo per leggere, altre per riflettere ed andare oltre le parole. Mi piace il taglio di questo blog che spazia dalla letteratura al ricordo, dai consigli ai sentimenti, in assoluta libertà e senza inutili polemiche. Inoltre non è mai noioso e retorico e il padrone di casa è simpaticamente criptico, coltissimo e galante con le signore senza piaggeria. Insomma, un salotto circolare del quale è difficile fare a meno.

scritto da marta · 30 settembre 2010, 17:48 · #

“Dio me l’ha data, guai a chi la tocca!” Sempre Napoleone. Ma non è la donna del cuore, è la corona d’Italia. Milano, 26 maggio 1805.

scritto da Leila Mascano · 2 ottobre 2010, 17:00 · #

Qualcuno dice il vero ironizzando – confermo togliendo la corona, umilmente, e trattengo il mio compare che vorrebbe… dopodomani, forse martedì.

scritto da frank spada · 2 ottobre 2010, 18:36 · #

Speriamo mai – gin liscio, ginepro in maggioranza, mirto ogniqualvolta prego, novembre e poi.

scritto da frank spada · 3 ottobre 2010, 10:18 · #

Forse, Napoleone, aveva un chiodo fisso per le donne e la corona ferrea, come da tradizione, ne contiene giusto uno.
All’Isola d’Elba ho visto il sontuoso letto a baldacchino, retto dai becchi dei cigni in legno dorato e la guida raccontò del cigno simbolo di fedeltà coniugale.
Ma che delizia il liquore di mirto dell’Isola d’Elba!

scritto da Dame mit Fächer · 3 ottobre 2010, 11:20 · #

Ho sempre ammirato quelle donne che hanno uomini con il chiodo fisso per le donne. Passano per deboli o cieche , al contrario sono forti e ci vedono benissimo…

scritto da marta · 3 ottobre 2010, 17:11 · #

Clamorosamente qui link text

scritto da The Big Max M. · 3 ottobre 2010, 20:04 · #

Spero di leggere presto le nuove avventure di Marlowe, certo con lo stesso piacere con cui ho letto le prime. Come ho scritto altrove, anche la veste tipografica è bella e la foto in copertina straordinariamente suggestiva, come la scrittura dell’autore.

scritto da Leila Mascano · 4 ottobre 2010, 00:04 · #

Questo “sequel”, che in realtà è un romanzo a sè ma con legami al primo Marlowe che se compresi lo arricchiscono, è talmente ricco di riferimenti e sottotesto da diventare come uno scrigno che nasconde tesori. Ma allo stesso è intriso di una divertente ironia che fa sorridere spesso. Bravo Frank!

scritto da Carla · 4 ottobre 2010, 09:34 · #

Ho letto stanotte un libro di Fabio Volo. Tutti possono scrivere, viva la libertà. Possono farlo sui quaderni, sui muri, come i writers, e perfino per i soliti grandi, quelli che riempiono le vetrine delle librerie. I meccanismi, vecchio tema, si conoscono. Basta che hai una certa visibilità, e come diceva Andy Warhol, hai il tuo minuto di celebrità, che presto sarà garantito a tutti.Fabio Volo è un simpatico giovane attore, non so se anche regista, e ha scritto un libro leggero. Molto leggero. Leggerissimo. Anzi, così leggero che non sembrava avere nessuna consistenza se non il peso della carta su cui era stampato. Pesava eccome il commento stampato di un critico di Repubblica sulla copertina: Ci sono pagine da Antologia del comico. E qui le parole sono pietre, invece, e una tale affermazione pretende foto e firma, possibilmente davanti a un notaio. Bisogna avere il coraggio di quello che si scrive! Ma questo signore sa quello che dice?
Allora ho pensato a Frank Spada, che può piacere o no, ma è uno che sa scrivere, e lo fa costruendo storie che funzionano. Se stanotte avessi preso il suo libro in mano, me ne sarei andata probabilmente sulla West Coast col sottofondo d’un buon ritmo di jazz, a seguire una storia che se pur non banale è poi il pretesto per imboccare un sentiero di riflessioni, considerazioni, ricordi. Perché un libro è questo: una chiave per entrare nel mondo, un mondo altrettanto misterioso e ricco e vario di quello reale, ma diversamente percorribile, e compitamente percorribile nel suo sviluppo attraverso una visione della realtà che è diversa dalla nostra e nella quale entriamo tramite quel prodigio che è la scrittura. Naturalmente questo è uno scrittore, è questo è un libro. Altrimenti è un balbettio, e sta alla scrittura come quelle al disegno quelle matite compasso dei mercatini che si chiamano Artista anche tu! Penso a Frank, che potrebbe ben più meritevolmente essere nelle classifiche di vendita, se ci fosse il critico di Repubblica a segnalarlo, se non fosse occupato, il critico, a scrivere pezzi “per “ l’antologia del comico, chè il suo commento è davvero degno di farne parte.
Auguri, Frank.Al di là di quello che è il grande Barnum dell’editoria, capita qualche volta che la gente per caso si accorga di qualcuno e parta un tam tam che fa di quel libro un grande successo. E’ il mio augurio.

scritto da Leila Mascano · 4 ottobre 2010, 09:36 · #

“Un pulviscolo in volo”

Non ho letto libri di Fabio Volo. Di lui mi è noto che è stato una “iena” e che, in questa veste, devo di sicuro averlo visto in tv.
Di lui non so se ha mai fatto una TAC cerebrale e se scrive senza rendersene conto.
Di se racconta:” Ho cominciato a lavorare a quindici anni, dopo la scuola. La scuola per me è stata davvero un incubo, un carcere, una tortura. Quando ho finito la terza media è stata una liberazione. Ma mi è stato fatto pesare il fatto di non aver studiato. Ero innamoratissimo di una ragazza, ma i genitori di lei non mi volevano perché avevo la terza media e facevo il panettiere… non immagini quanta gente, a quei tempi, si girava dall’altra parte quando passavo per strada e oggi invece, esce fuori dai bar per salutarmi…”.
Ma allora, questo ragazzo, classe 1972, non è un bamboccione!
38 anni, che coincidenza!
———-
“D’accordo, era un bamboccione d’altri tempi, però è cresciuto in fretta.”
“Il mattino dopo mi svegliai infreddolito. “Ormai sono spacciato”, pensai, mentre ai denti… oddio! Anticipai il ticchettio di microscopiche mascelle al lavoro sul mio corpo illividito. — Mammaa, forse-ho-la-febbre… — Tornai a letto; aspettai latte e miele con biscotti e mi rinserrai riflettendo sul passato: 38 anni e vivevo dai miei, ancora!
Guardai al futuro, decisi in fretta: mi farò cremare. Sparse le ceneri, silenzio totale, inconsistente in un pulviscolo in volo favorirò uno starnuto alla salute di chi resta. — Mammaa… allora questa colazione arriva?”
Brivido breve: Qualcuno cresce in fretta

scritto da Dame mit Fächer · 4 ottobre 2010, 15:10 · #

Già ordinato, Frank, ora sono in attesa.
Complimenti per l’inizio, che ho letto sul suo sito, davvero accattivante, già denso di riflessioni sulle quali poter ritornare con calma, di ironie da decifrare subito e altre dirette verso il mare aperto…
Ormai è chiaro a tutti che Marlowe e il suo compare stanno crescedo in fretta!

scritto da anna · 4 ottobre 2010, 16:00 · #

C‘è un compitamente che è compiutamente, e un “quelle” di troppo, ma quello che volevo dire si capisce.

scritto da Leila Mascano · 4 ottobre 2010, 21:20 · #

arrivo troppo tardi per dirle quanto bella è la copertina e quanto è bravo lei e quanto e quanto e quanto. le auguro allora solo tanta fortuna, e se ne avrà quanta merita, ne avremo tanta noi come lettori.

scritto da kara · 5 ottobre 2010, 00:13 · #

Appena dopo i disastri liguri, ecco che il nord-est si trova in coda al fenomeno che ha colpito il nord-ovest, mai visto prima a memoria di chi c’era: diluvia da iersera quanto basta a farci credere che stiamo attraversando a fari accesi le cascate del Niagara, mentre sulla costa le onde sopravanzano il libeccio. Non sarà che il barometro di Marlowe anticipa l’evento dell’uscita in libreria il 14 ottobre di un noir meteo-delirante?

scritto da The Big Max M. · 5 ottobre 2010, 12:23 · #

Ciao Frank,
qui al Nord a tratti splende il sole e fa caldo come fosse luglio.
Mentre l’Europa intera è in subbuglio meteorologico, ci prepariamo al ritorno imminente di Marlowe.
Un abbraccio a Frank e cordialità a tutti i suoi amici che assieme a lui suonano le note di questo simpatico blog.

scritto da Ita · 5 ottobre 2010, 13:26 · #

Eccomi, per ora ti porgo soltanto un saluto, voglio prima ambientarmi un attimo
ciao:-)

scritto da Ferruccio · 7 ottobre 2010, 20:08 · #

Sono sicuro di trovare delle cose interessanti in questo blog :-)

scritto da Ferruccio · 8 ottobre 2010, 08:44 · #

Benvenuto Ferruccio, con i complimenti per il suo blog che allarga il panorama del Cannocchiale.

scritto da frank spada · 8 ottobre 2010, 08:58 · #

Di sei in sei – 03/10 – 09/10 – Dimmi chi sei Marlowe... scopritelo il 15 ottobre in libreria: quattro sensi, il quinto zuccherando gli occhi e il sesto interrogando un noir.

scritto da frank spada · 9 ottobre 2010, 09:11 · #

@kara – 10/10/10, con il fato non si tratta ed è già tanto se ti lascia immaginare quel che poi succede, a iniziare dalla tentazione di un mattino a gambe all’aria e dal riflesso degli arredi interni anticipati dai notturni, dove “Ci sono alcuni libri che devono essere assaggiati, altri ingoiati, e pochi masticati e digeriti” – parola di sir F. Bacon(e).

scritto da frank spada · 10 ottobre 2010, 10:04 · #

Ecco risolto il mistero di quel che pensa Bacone mentre è ritratto per i posteri sotto forma di statua a S. Albans nella chiesa di S.Michele,barba e baffi e capelli lunghi un po’ alla Buffalo Bill sotto il capello,colletto a gorgera, seduto in posa rilassata ma vigile. Il soprabito dagli eleganti drappeggi s’apre sul davanti scoprendo le ginocchia divaricate fuori dalle braghe a sbuffo, e un lampione di ferro battuto a tre luci lo illumina giusto quel tanto che ad aver un buon libro se lo potrebbe appoggiare sulle gambe e leggerselo in santa pace, poveretto, ingannando un po’ il tempo, giacché non lo fece con i suoi sovrani né con l’amata Inghilterra.

scritto da Leila Mascano · 10 ottobre 2010, 12:49 · #

La traduzione, Mr. Frank, indurrebbe a pensare che Sir Bacon fosse l’inventore della pancetta affumicata, mentre egli disse: “Some books are to be tasted, others to be swallowed, and some few to be chewed and digested: that is, some books are to be read only in parts, others to be read, but not curiously, and some few to be read wholly, and with diligence and attention.”
Sempre Sir Bacon ebbe a dire: “La lettura rende un uomo completo, la conversazione lo rende agile di spirito e la scrittura lo rende esatto.”
Ho annusato parola per parola un libro esatto e ho visto un panorama di un seguito ancora da pubblicare.

scritto da Dame mit Fächer · 10 ottobre 2010, 13:42 · #

sì, ha visto che arredi? e “guai al libro che si può leggere senza interrogarsi per tutto il tempo sull’autore! Un libro deve essere un pericolo … un libro deve sconvolgere tutto, rimettere tutto in discussione…” dice Emil Cioran, ...neanche fosse inciampato anch’egli in Marlowe. ;)

scritto da kara · 11 ottobre 2010, 00:44 · #

Finalmente! lo snodo in testa e un TREPPIEDE: Leila Mascano, Dame mit Facher, kara, sei gambe al femminile e il Cannocchiale ruoterà capovolgendosi dovunque stabilmente.
Ora sì che le visioni garantiranno la continuità dell’accostamento ai sogni sfiorando il tangibile reale, la letteratura e il cinema, la pittura e la musica, e perché no, anche l’avventura emozionante della vita, dei desideri inascoltati, delle tentazioni quotidiane e delle assenze certe, che sonderemo tutti assieme a occhi aperti per ricordare e anticipare immagini che non lasceremo certamente in dono a un oculista guardone, per fargli curiosare il mondo impresso nel nostro retro-retina mentale – vero amiche carissime e amici condiscendenti gli occhiolini ?

scritto da frank spada · 11 ottobre 2010, 09:44 · #

Sei gambe al femminile: Aglaia, Eufrosine e Talia scolpite nel legno di noce, inchiodate a sezioni tringolari – dicesi cunei o tacchie – per rinforzarne l’unione.
Sarà un divanetto seconda metà Settecento?
Ma Marlowe non pagò una lunga serie di rate per pagarsi la poltrona girevole, a cinque ruote piroettanti, in pelle nera “Giorgia” e poggiapiedi, di Charles Eames?

scritto da Dame mit Fächer · 11 ottobre 2010, 14:36 · #

@ Dame mit Facher – sì! ma la mia Eames nera di cuoio ha cinque gambe, fisse per non traballare ricordando il volto di Gloria Grahame, che preferiva di gran lunga il divanetto per farsi stringere tra le mie braccia e per accarezzare il volto di un uomo stanco, stanco come sono io, come lo era Dixon Steele, mentre N. Ray sospettando della moglie faceva suo “Il diritto di uccidere” roso dalla gelosia.

scritto da frank spada · 12 ottobre 2010, 11:01 · #

Una Eames a gambe fisse, allora vuol dire che è la kenzia quella che ondeggia i pennacchi!
Gran bella voce quella di Emilio Cigoli, doppiatore dei film di Humphrey Bogart.
Un complimento a una voce prestata a decine di attori, con la curiosità d’immaginare le fattezze di chi la possiede e rubando prosa tra le pagine di Marlowe “Mi lascio andare a un complimento, paragonando il bel tono della voce all’altro capo del filo con le immaginarie fattezze di chi lo possiede.”

scritto da Dame mit Fächer · 12 ottobre 2010, 14:34 · #

Ho incontrato uno scozzese su internet. Si chiama Montgomerie invece di Montgomery. Adesso só che l’errore all’anagrafe esiste davvero:-)

scritto da Jaio · 12 ottobre 2010, 19:56 · #

Jaio – mi rallegro perche è arrivato in fondo.
Certo che la sua curiosità... come dire, la px volta faccia più attenzione, lasci perdere i tedeschi e miri dritto i suoi commenti qui.
Buona serata.

scritto da frank spada · 12 ottobre 2010, 20:13 · #

Ma, ce chi vevi da dî lu ai dite, ce che mi reste da dî al é masse e no sai indulà scomençâ:-)

scritto da Jaio · 12 ottobre 2010, 20:55 · #

Ah sì, l’errore all’anagrafe esiste, eccome! Eccomi affibbiati tredici anni di più all’epoca d’un antico terremoto che sconvolse gli archivi della città. Fossero stati di meno, potevo pure starci…benedetta l’abitudine di chiamare tutti gl’infanti della stessa casa come l’antenato prediletto o illustre!Sicché gli anni di mia cugina me li beccavo io, né la poveretta ritornò più giovane…Ci volle del bello e del buono per ripristinare il giusto, ma ogni tanto qua e là spunta a sorpresa l’odiosa data sbagliata, che lo ripeto, se me li togliesse, quei tredici anni, mi terrei con un’alzata di spalle…

scritto da Leila Mascano · 12 ottobre 2010, 22:44 · #

Ma, quello che dovevo dire l’ho detto, quello che mi resta da dire è troppo e non so da dove iniziare. (NdR: Jaio in italiano)

Moriva il crepuscolo, iersera, eppure lui non si muoveva dalla fine e continuava a spiare il mondo. Cosa stesse attendendo lo sapeva benissimo: fra due giorni… intanto rallegriamoci per chi, in queste ore, si appresta a riveder le stelle sopra il Cile e che stasera… W l’amore!

scritto da frank spada · 13 ottobre 2010, 08:36 · #

buona sera a tutti e a lei mr. Frank in particolare. con una lucky tra le labbra a riveder le stelle (alla destra del Cile nel mio caso), pensando a Marlowe che tra poco “suonerà” soltanto per me una storia nuova. sì lo so, anche per voi, anche per voi.

scritto da kara · 13 ottobre 2010, 23:44 · #

Passavo per un saluto e per sbirciare gli aggiornamenti, ma nei giorni scorsi Marlowe mi ha rapita :)

L’ironia sempre presente e alcune profonde riflessioni mi hanno davvero affascinata, grande Frank!

scritto da Shara · 14 ottobre 2010, 14:26 · #

...la sua autopromzione su Riaprire il Fuoco? Insopportabile!
Da oggi spetta a noi tenerlo d’occhio e… link test …certo amici, con il vostro aiuto lo faremo muovere da dove sembra stare fermo.

scritto da The Big Max M. · 15 ottobre 2010, 12:54 · #

La recensione di Leila Mascano a “Dimmi chi sei Marlowe” – inserita nella rassegna stampa – è scritta che è una meraviglia, come sempre, del resto.
La sua descrizione della copertina è davvero fantastica!
Anch’io mi sono soffermata ad analizzare l’ombra sulla destra della copertina e mi sono chiesta se è reale o creata ad arte. Io la vedo inquietante come le immagini raffigurate nelle incisioni di Goya, ne i “Capricci”, “I disastri della guerra”, “La Tauromachia” e “Follie”, che una volta vidi in una mostra a Villa Manin di Passariano.
E mi sovviene un’altro riferimento, le ombre in Odilon Redon, la conoscenza del quale mi è pervenuta quando un amico mi segnalò che Redon viene citato da Leonardo Sciascia nel romanzo “Todo modo” e di conseguenza nell’amonimo film del ’76 di Elio Petri.
Redon “che proprio nella grafica ha dato il meglio del suo genio. Due gli assi portanti, la serie realizzata per Les Fleurs du Mal di Baudelaire e quella per La Tentation de Saint-Antoine di Flaubert, riferimenti letterari ideali per liberare tutto il visionario e mistico universo … Tra le litografie dedicate alle Tentazioni di Flaubert, sintomatico è il dialogo tra la sfinge bianchissima e l’altra chimera che sembra materializzarsi dalla compressione del buio, assorbendo persino l’ombra del suo interlocutore.”

scritto da Dame mit Fächer · 16 ottobre 2010, 11:29 · #

Caro Frank, oggi ho comprato Dimmi chi sei Marlowe e anch’io sono rimasta molto colpita dalla copertina, davvero particolare. Mi tolga intanto la prima curiosità, ma l’ha scelta lei? Le faccio intanto un in bocca al lupo di cuore, certa che la lettura di questo suo secondo romanzo sarà, come lo è stato Marlowe ti amo, fonte di riflessioni profonde, oltre che di autentico piacere. A presto, dunque…

scritto da anna · 16 ottobre 2010, 14:40 · #

Orpo, un saltimbocca al lupo! ;-)

scritto da Jaio · 16 ottobre 2010, 16:56 · #

Mi colpisce sempre molto che qualcuno apprezzi e condivida le cose che scrivo,ma ancora di più se lo fa qualcuno che stimo e apprezzo a mia volta.Considero la fotografia un’espressione artistica e un vero genio colui che con uno scatto cattura molto più di un’immagine, così come ha una forma di genialità chi trova un fil rouge tra cose e avvenimenti lontanissimi tra loro, e ne ricostruisce un percorso da tutti godibile e percorribile. Anche questa è una forma di talento, perché le nozioni sono alla portata di tutti, ma è l’intelligenza che le trasforma in cultura.

scritto da Leila Mascano · 16 ottobre 2010, 17:11 · #

Lo scatto di Walker Evans e non dico altro.
Vado dritto a James Agee (1909-1955) – che lo affiancò come “giornalista” in un servizio… testi a lato da capogiro – lo scrittore che vinse il Premio Pulitzer postumo nel 1967 per A Death in Family ( Il mito del padre – riedizioni anche recenti, si fa per dire, cercatelo, acquistatelo e leggetelo. Non prima, però, di aver “curiosato” tra le pagine di The Morning Watch ( La veglia all’alba – Edizioni SE, 2000) andando a rileggervi A Portrait of Artist as a Young Man di James (che coincidenza!) Joyce (il pluriedito Dedalus).
Chiudo con J.A. sceneggiatore per C. L. in La morte corre sul fiume.
Come vedete il viaggio è circolare e necessario, se si vuol… buona domenica a tutti

scritto da frank spada · 17 ottobre 2010, 12:53 · #

Certamente si, il “viaggio” è proprio circolare e il suo fil rouge, Frank, parte davvero da molto lontano e, dopo essermi riletta “Immagini e interferenze” su Scrigno, riprendo in mano “Dimmi chi sei Marlowe”, masticando ogni parola per prolungare il piacere di… sa che senza andare fino ai Caraibi la sto divorando a piccoli morsi?

scritto da butterfly · 17 ottobre 2010, 18:04 · #

Mr. Frank, finito! a dir poco sorprendente. ed ora? si ricomincia per scovare tutte le sfumature di un arcobaleno noir. grazie mr. Frank, grazie di cuore.

scritto da kara · 17 ottobre 2010, 23:05 · #

Stamattina ho incontrato un Signore che pensava di sapere. Quattro chiacchiere, un caffé, e gli ho fatto una domanda. L’ho lasciato a interrogarsi, ancora.

scritto da frank spada · 18 ottobre 2010, 19:49 · #

Sono sorpresa, ma non troppo, dalla curiosità morbosa che suscitano certi fatti di cronaca ripugnanti quanto orrendi.
A chi gioverà sapere gli squallidi paricolari, quando non immondi, quale lezione di vita ne trarrà, quale beneficio se non assecondare un gusto che non esiterei a definire indecente? Ma il solito carrozzone si getta sull’evento, lo sviscera, lo illustra, aggiunge particolari sempre più deprimenti. Invano si cerca di ignorare questa valanga di notizie ( ma sono davvero tali?) che ti aggredisce da ogni parte. Si resta, almeno io, con qualcosa che sembra appicicartisi addosso, una malinconia, un senso profondo di pena.
Qual‘è il dovere della cronaca? Informare dei fatti, direi eticamente informare dei fatti. Tutto quello che è morboso, inutile, rivoltante, andrebbe appena sfiorato, senza compiacimenti. Ma siamo in un paese in cui il senso del pudore si limitava a misurare la distanza del pezzo inferiore del “due pezzi” dall’ombelico, come accadeva negli anni 50 ( che pagherei per assistere a una di quelle misurazioni! )Ora questi grotteschi controlli non ci sono più ( e magari qualche signore meno giovane li rimpiangerà, vista l’invereconda esibizione di “trippette” che si vede in giro, offesa questa all’estetica e al buon gusto )ma insomma l’idea del pudore in generale è rimasta quella. Pertanto propongo di oscurare certe invereconde trasmissioni con una foglia di fico.
P.S. L’osservazione sulle trippette è scherzosa. Rimando ai miei più lievi consigli sulla moda, in questo stesso blog.

scritto da Leila Mascano · 19 ottobre 2010, 07:16 · #

Nei primi anni sessanta, a casa mia, si acquistava “Famiglia Cristiana”. Seguendo l’onda del successo dei fotoromanzi – suppongo – il settimanale pubblicò il racconto per immagini di Maria Goretti, la martire bambina delle Paludi Pontine.
“L’idea della beatificazione nacque a una frangia della reazione ultracattolica per porre un argine all’immoralità dilagante” recitava la quarta di copertina della prima edizione di un libro di Giordano Bruno Guerri “Povera santa / povero assassino”, pubblicato per la prima volta nel 1984.
“Nel 1950 viene proclamata santa perché ha gridato “Dio non vuole” a chi voleva violentarla. Guerri ha un parere diverso. Sostiene che “le miserabili condizioni culturali e sociali della bambina”, analfabeta, escludono abbia sviluppato una religiosità consapevole; che la sua santità venne accreditata, specialmente tra 1929 e 1935, con mezzi leciti e illeciti; che nei processi canonici l’assassino venne “cooptato a dire quello che si voleva dicesse”: ad esempio, nel processo del 1938 si contraddisse in continuazione, e forse non a caso la sua deposizione non venne trascritta. La beatificazione fu – infine – decisamente voluta in Vaticano, nel secondo dopoguerra, per creare un buon esempio per i giovani (p. XII), in un momento in cui le nostre donne costavano poco per i soldati stranieri liberatori.”
Ma i fatti di cronaca di questi giorni a chi giovano?

scritto da Dame mit Fächer · 19 ottobre 2010, 10:40 · #

A chi commercializzerà la carta igienica illustrata, “ ...per far centellinare con la dovuta calma, cioè trattenendosi un pochetto, la finale crisi liberatoria.” (A. Ivanov – Rostow / Udine).
“Accosciato sulla seggetta spiegò il giornale… Non c‘è nessuna fretta. Tratteniamola un po’... Il nostro racconto… A mezza strada, la sua utima resistenza cedendo, permise ai suoi intestini di liberarsi comodamente mentre leggeva… “ ( Ulisse – J. Joyce)

scritto da frank spada · 19 ottobre 2010, 11:40 · #

Tali son stati gli accorati accenti delle mie rifessioni che me n‘è sfuggito uno in più. Ripropongo un corretto qual è, con un sorriso.
Ancor oggi si va in pellegrinaggio alla casa della Goretti, e le zelanti maestre son punite dalla domanda fatale degli innocenti: Maestra, ma che vuol dire violentare?
Quanto alla carta igienica illustrata, che bisogno c‘è di commercializzarla? Ce n‘è tanta di quella che un tempo veniva chiamata “Annali di Volusio…”

scritto da Leila Mascano · 19 ottobre 2010, 12:00 · #

@ Leila – ma vuol mettere quella neutraprofumatalpHneutro, illustrata con i disegni delle ricostruzioni in video? Suvvia, cara, il cittadino sano vuole informarsi senza arrossire – un attimo di pausa – il didietro.

scritto da frank spada · 19 ottobre 2010, 12:27 · #

Franz Haas: “Nonostante il suo grande cuore, questo Marlowe è capace di sguardi feroci, come quando osserva alcune donne in un bar: “Pollastrelle appollaiate, bere e fumare aspettando i loro ganzi – ogni tanto al cesso per rifarsi i musi – e nel cuore il sogno di vivere lontano”.”

scritto da Dame mit Fächer · 19 ottobre 2010, 13:18 · #

@ Dame mit Facher – Frank Spada non è Marlowe, anche se il prof. Franz Haas termina la sua introduzione a Marlowe ti amo.Una storia in sette giorni sottintendendo che l’autore “ ...forse vuole dirci, pensando a Flaubert, Marlowe sono io, ma potremmo rispondere che in questo Marlowe ci riconosciamo anche noi” link text

scritto da The Big Max M. · 19 ottobre 2010, 15:20 · #

“il viaggio è circolare”, come scrisse Frank Spada domenica scorsa e dunque Odilon Redon illustrò le Tentazioni di Flaubert, ma non erano le tentazioni di Madame Bovary ma quelle di Sant’Antonio. E se di Flaubert conosciamo un’immagine scattata intorno al 1865, allorchè lui era sui 45 anni, “Spada, per depistare, ha messo nel retro di copertina una sua foto ventenne: «Ma si illude che non lo ricoscano – ha scommesso Tavoschi –. Chi l’ha frequentato da giovane non tarderà a identificarlo». Udine indaga. ( m.t.m. )”
Ripropongo un corretto “riconoscano” per m.t.m del Messaggero Veneto.
Un altro giallo swing

scritto da Dame mit Fächer · 19 ottobre 2010, 16:25 · #

Che bello: vedo che il dibattito sul nuovo Marlowe è già vivo e pulsante e appassionato. dal canto io posso dire – oltre che ho apprezzato molto l’estetica della pubblicazione (come del resto nel caso del primo romanzo) – che è un libro da leggere una volta, poi fare decantare, rileggere, e forse anche riprendere in mano una terza volta. un po’ come le scatole cinesi che svelano sempre nuove sorprese!

scritto da Carla · 20 ottobre 2010, 12:33 · #

Ma sarà vero che dopo i quarant’anni ognuno ha la faccia che si merita? Io credo proprio di no, sarebbe la fine dei chirurghi plastici, tutti a farsi il restyling dell’anima per ritrovarsi belli senza il bisturi, ammesso che il bisturi possa “sempre” ridare la bellezza, a tutto discapito della persona che c‘è dietro la facciata, poiché insieme alle rughe toglie spesso l’espressione. Abbiamo visto alcune bellissime trasformate in Barbie tutte uguali, con buona pace del fascino personale, che trasparirà comunque ad onta delle facce inespressive e dei pomelli in vista, per non dire dei labbroni. Sarà che io sono inorridita dal finire in chirurgia…Ma torniamo alle facce.Se si vuol dire con quell’affermazione che i buoni sono belli,dopo i quaranta, mi pare una sciocchezza. Più belli saranno magari gli insensibili, quelli che non battono ciglio. Il dolore, per esempio, non abbellisce né ringiovanisce nessuno. Ma un “bel” sorriso, quello così che toglie qualche anno, sia pure per un momento.

scritto da Leila Mascano · 21 ottobre 2010, 07:53 · #

Google ci ricorda che oggi à nato Dizzy e io riascolto la sua voce che ripete a Miles queste parole: “Più che nel bocchino, quelle alte devi prima acchiapparle nella mente” – Horace, intanto, s’ingobbisce alla tastiera, altalenando note nei cinquanta, storicamente più belli dei quaranta.

scritto da frank spada · 21 ottobre 2010, 08:44 · #

io credo che tutto prima si debba acchiappare nella mente. se poi si riesce a farlo sorridendo … è molto meglio. buongiorno mr. Frank e come sempre … ottima musica.

scritto da kara · 21 ottobre 2010, 10:09 · #

...e io e tu, e gli altri assieme. E noi e voi, e chi non sa e sorride? – immaginatevi loro.

scritto da frank spada · 21 ottobre 2010, 12:26 · #

Incalzata dai commenti nel mio blog da una persona che pare essersi ritirata dal web, lo scorso febbraio avevo scritto un post in friulano Sul ridi
Ora ridacchio del contenuto, forse tronfio, perchè quando l’ho scritto mi stavo esercitando con la traduzione dall’italiano al friulano e ora farò l’operazione inversa: Ho già scritto sulla commozione, così oggi voglio riflettere sul ridere e sulla “tristezza” che in friulano andrebbe tradotta come avilizion, aviliment, marum, lancûr, maluserie, gramece, malincûr, ma preferisco mantenere il sostantivo italiano adoperato più volte da Sandro: “Leggo le tue cose, veramente ben fatte, forse troppo, la perfezione è diabolica. Per fortuna trovo un difetto. Hai una vena di “tristezza” che non ti lascia stare, per via che è presente dovunque tu scrivi”. E pensare che in tutto quello che scrivo cerco di essere leggera, di divertirmi e di far sorridere chi mi legge. Non sarà lui, Sandro, che non vede questa mia inclinazione perchè è lui che non ha voglia di ridere? Niente esiste di più umano del ridere, come ben sapeva Aristotele. Di fatto l’uomo si riconosce tra tutte le creature viventi per la sua capacità di ridere. Merita quindi di riflettere sul riso, se vogliamo comprendere l’umanità. Nel romanzo di Umberto Eco, “Il nome della rosa”, durante il “settimo giorno” c‘è una stretta, intensa discussione, tra Gugliemo da Baskerville e Jorge, che condensa bene l’ambivalenza dell’uomo medievale rispetto al riso. Jorge è l’autore degli omicidi – sui quali Gugliemo sta indagando – mediante che tra le pagine del trattato aristotelico sul riso aveva messo il veleno. Così, chi le sfogliava, sporcandosi il dito di veleno e portandolo alla bocca, rimaneva secco. Jorge sosteneva che Gesù in vita non avesse mai riso e dunque che il trattenersi dal ridere sarebbe una virtù morale sostenuta da Lui. A me viene voglia a questo punto di aggiungere la dissacratoria teoria di Palazzeschi sul riso: “Bisogna abituarsi a ridere di tutto quello che normalmente si piange, per sviluppare la nostra profondità. L’uomo non può essere considerato seriamente se non quando ride”.

scritto da Dame mit Fächer · 21 ottobre 2010, 15:48 · #

Un ghigno – sorridendo a chi vuol farci secchi donandoci la vita, imposta alla sua fine – e ridere di noi mi/seriamente o minimizzando.

scritto da frank spada · 21 ottobre 2010, 19:55 · #

Eccomi qua! Ho appena finito di leggere il nuovo Marlowe e concordo con quello che dice Carla, infatti lascio passare un pò di tempo e poi me lo rileggo. Mi è piaciuto? Oh se mi è piaciuto!!!! Fantastico! Mi sono innamorata di Marlowe ed anche dell’atmosfera che lo circonda, del resto non ho mai letto niente di così immediato, degli anni ’50….per questo penso che Frank sia un ottimo scrittore, anzi di più, e lo dico come lettrice appassionata e onnivora.
E aspetto….aspetto una nuova avventura del mio amato Marlowe!

scritto da Claudia · 22 ottobre 2010, 13:19 · #

Ben arrivata Claudia! E grazie per l’immediatezza dei ’50 retrodatati di “amoritudine”, la sua sensibile accortezza che… sì, sì, persino un napoletano very doc, e very President, ieri è lodevolmente intervenuto invitando la rilettura di un noir interrogante un lodo.

scritto da frank spada · 23 ottobre 2010, 09:37 · #

Ottimo gusto quello di Frank Spada per le copertine. Non vi è confronto con quelle dei libri di Gunnar Staalesen, il creatore di Varg Veum, il quale, come ci racconta ‘Il Piccolo’ è “forse il detective ‘hard boiled’ più emblematico del noir nordico, onesto e rigoroso, ma anche ironico e scanzonato, amante del buon vino e delle belle donne. Protagonista di una quindicina di romanzi, tradotti in altrettante lingue, ricorda un po’ il Marlowe di Chandler e a Bergen gli è stata dedicata una statua di bronzo, una delle mete, per i turisti, della visita ai suoi luoghi.”
Dopo la statua di Joyce sul Ponterosso del Canal Grande, a Trieste, vedremo la statua di Frank Spada in Castello a Udine? A spese dell’editore, naturalmente, che, se proprio non riesce a far recensire l’autore, gli deve pur una statua!

scritto da Dame mit Fächer · 25 ottobre 2010, 11:06 · #

@Dame mit Facher – condividendo il suo auspicio interrogante, indirizzerò assieme al mio compare, ma a nome di un altro, una petizione a Honsell, specificando che la posterità la vorremmo (la sta per la cittadinanza, eh) circondata da un’aiuola libera di fiori semenzati, ma sparsi alla memoria incenerita da un doppio sguardo bronzeo – mezzo busto e sigaretta in bocca – e, visto il progredire della sua lettura, tenuto conto che i “cocai” (in friulano sono i gabbiani ormai stanziali a terra) hanno raggiunto le pendici del Castello, esprimo il desiderio, anche per lui che poi sono sempre io, di averne uno tale e quale “ ...la statua di San Francisco che un giorno ho visto con un gabbiano sulla spalla che gli teneva compagnia… “ ( v. Dimmi chi sei Marlowe – pag. 79)

scritto da frank spada · 25 ottobre 2010, 15:43 · #

E, come per il tangeiro argentino, Carlos Gardel, un
comitato cittadino farà in modo che la sigaretta della statua sia sempre
accesa, non per niente Spada è «un narratore ballerino».

scritto da Dame mit Fächer · 25 ottobre 2010, 18:21 · #

Ci sono momenti, come l’alba e il tramonto, in cui la realtà sembra sfumare. Ci si aggrappa allora alle certezze, il volante dell’auto, il caffé. Le albe sono le peggiori, almeno ai tramonti si è in chiusura, specialmente certe albe coi cieli grigi di cavalli di nuvole al galoppo. Qui, dalla mia finestra, li vedo andare ad impigliarsi tra le statue della Basilica di S.Giovanni, e lì divincolarsi e disperdersi in lontananza. Pare che la poesia, anche di un’immagine, immalinconisca,ed ecco la frase d’una lettera d’un cliente scontento ad un’impresa venirmi in soccorso con la sua prosa: La vita è un sistema di contromisure e alternative. La metto nella tasca, come un talismano, ammesso che sia sempre così, e non abbia un risvolto più pessimista di quanto appaia.

scritto da Leila Mascano · 26 ottobre 2010, 07:50 · #

“la vita è un sistema di contromisure e alternative” riprendo dal fantastico commento di Leila Mascano. E’proprio così e come sempre vengo qui e … trovo le risposte! Grazie.

Poi, qualora si cercassero cittadini tedofori, contate pure su di me e … Mr. Frank non si preoccupi! Ero orientata più su un accendino che non su una torcia olimpica. Per la sigaretta intendo.

scritto da kara · 26 ottobre 2010, 11:53 · #

A volte si rimane senza parole… l’importante è continuare a cercarle…

scritto da Elisa · 28 ottobre 2010, 08:48 · #

Ben tornata Elisa, anche se BlackDahlia non mi pare entusiasta di quel che in fin dei conti abbiamo tutti: si nasce, poi si muore.
L’anima è dell’uomo, cara Elisa, con quel che ne consegue, mentre l’animale aspetta, si accontenta di sopravvivere a se stesso, a volte impolverando gli occhi vitrei appeso a una parete, o incapsulato in un monile.

scritto da frank spada · 28 ottobre 2010, 10:06 · #

Oggi la Fatina dai Capelli Rossi – il turchino non è più fashion – ha ricevuto tra le mail un messaggio: “Fatina, ti prego, non mandiamo all’aria quello che ho cercato di riportare in linea con il Gatto all’Osteria del Gambero Rosso.
Era il Grillo Parlante che scriveva, quel tipo gentile, generoso, saggio, preoccupato, riluttante, severo ed intelligente che la Fatina, stanca dei suoi rimproveri, aveva meditato di uccidere a ciabattate – si, vah bè, nella fiaba era un martello in mano a Pinocchio!
Così oggi il Grillo Parlante è ricomparso, nuovamente vivo, nella posta della Fatina, dove in veste di medico le ha prescritto una cura miracolosa, perchè lei, poverina, era stata impiccata – si fa per dire! – dal Gatto Ostiere.

Ma chi vuol leggere una bella storia può andare qui e dopo, volendo, arrivare perfino in Friuli.

scritto da Dame mit Fächer · 28 ottobre 2010, 11:11 · #

Oioi, che brutta storia essere presi sul serio… non sarà che rischio… come, come? i primi pulmann sono già partiti? Compare mio fuggiamo!

scritto da frank spada · 28 ottobre 2010, 12:04 · #

Fuggito, sì, ma stando fermo dove sono per fare in tempo a presenziare a Lucca, il 29 ottobre, all’uscita di link text assieme agli altri A.A. V.V. nomi e cognomi, con Carlo Lucarelli che parafrasando F. Nietzche… no, non se ne parla proprio, la copia che mi spetta arriverà per posta e voi… su, mano al valsente e chiedete in libreria.

scritto da frank spada · 29 ottobre 2010, 15:03 · #

ogni tanto mi faccio vivo, buona giornata a tutti.
fuori -3, sta facendo giorno e forse ci sarà il sole, forse.
ciao
francesco

scritto da Francesco Pomponio · 31 ottobre 2010, 07:15 · #

Qui, invece, nell’improbabile nord-est d’Italia, piove e gira voce che stasera – Halloween, si sa, non è una bella cosa quando l’usanza ti impone di tenere un secchio pieno d’acqua pronto all’evenienza – i morti avranno sete come tutti i Santi giorni, senza forse,

scritto da frank spada · 31 ottobre 2010, 13:32 · #

Ricordo uno straordinario Halloween passato in campagna, sola in macchina,in quel nord-est che Frank chiama improbabile, raggomitolata sul sedile posteriore, mentre le poche luci sfumavano nella nebbia. Fui svegliata da un tintinnare di campanelli, dal suono attutito di centinaia di zoccoli, il belare dolce e rassegnato di un fiume di pecore, una gigantesca nuvola di lana che si separava costeggiando la macchina per ricompattarsi subito, alla musica di quel tintinnio fiabesco. Più lontano, l’abbaiare dei cani, fino al colpo di scena: il passaggio di un asinello, col basto fatto di decine di tasche, e in ciascuna un piccolissimo agnello, anch’esso belante. La nuvola di lana aveva un’andatura veloce, e io dietro i vetri dei finestrini osservavo quello spettacolo stupefatta. Sparita la nebbia,il cielo color carta da zucchero incastonava la prima stella, e quella campagna che m’era parsa così triste mi sembrava fiabesca, e mi sorpresi a ridere battendo le mani come se avessi cinque anni. Per ultimo chiudeva il gregge un agnellino, che si sforzava di trotterellare al passo con gli altri, incoraggiato dall’abbaiare dei cani che lo incitava a tornare nel centro, lontani dal pericolo, lontano dalla solitudine. Lontano, forse, dal lupo.

scritto da Leila Mascano · 31 ottobre 2010, 15:35 · #

@ Leila Mascano – 10 e lode!

scritto da frank spada · 31 ottobre 2010, 15:59 · #

Dimmi chi sei Marlowe

Frank Spada scrive come un illusionista, di cui seguiamo gli esercizi cercando sempre di scoprire il trucco. Cattura la nostra attenzione e nello stesso tempo ci trascina in un labirinto di specchi, come in un luna park. Non per nulla sappiamo che è un ammiratore di Orson Wells, che di questo tipo di fascinazione era maestro. Suscita in noi curiosità, ma soprattutto dubbi, ed è così abile nei suoi virtuosismi, che pure lo scioglimento finale ci lascia uno strascico di interrogativi: Ma allora quando?... Ma se in quel punto sembrava… Niente, si va a controllare, ma tutto s’incastra alla perfezione. E’ come quando apri un mobile e non trovi una scatola di zucchero: cercavi una scatola, infatti, grigia. E stavolta lo zucchero è in busta, bianca. Sei tu che avevi l’immagine mentale che non era corrispondente alla realtà. E in questo caso, l’immagine lievemente distorta è quella che l’illusionista ti fa vedere,con l’abilità dello scrittore e col divertimento di un autore intelligente, scanzonato, scettico come il “suo” Marlowe; ma non cinico. Un cocktail che ci fa amare un protagonista non meno del suo autore.
Leila Mascano
NdR – 110, lode e dignità di pubblicazione!

scritto da The Big Max M. · 31 ottobre 2010, 18:55 · #

Leila, 10 e lode e traduzione in friulano al più presto.
Non più di due anni fa, alle sei e mezza del mattino, mi affacciavo alla finestra di casa che guarda sulla statale 14 – la Trieste-Venezia.
Avevo aperto la persiana perchè sentivo un tintinnare di campanelli e grida delle quali non capivo il significato e mi apparve una nuvola di lana e il cane severo che correva avanti e indietro. Ora mi torna l’immagine che uno dei pastori portasse in spalla un agnellino e non so se il ricordo è reale o si tratta di una statuina del mio presepe. A me scesero le lacrime. Dall’infanzia non vedevo più una scena simile, ma a quei tempi le transumanze nella bassa pianura erano abbastanza frequenti. Ora perchè piangevo? Era gioia la mia, ma c’era tuttavia quell’antico ricordo di un incidente, di pecorelle sfuggite ai controlli dei pastori e finite tra i binari della ferrovia.

scritto da Dame mit Fächer · 1 novembre 2010, 09:34 · #

Certo che anche Dame Mit Facher non scherza, eh!
Ed è qui che il Cannocchiale a rovescio – questo Cannocchiale (2), ché a a ben guardare in Rete ce ne sono altri, ma con le lenti cieche -, incrocia ancora le magnifiche scritture di due Signore impareggiabili per sensibilità, acutezza e… inchiniamoci, che se non sono Tutti i Santi loro sì che son due Sante.
Aggiungo un personale baciamano, senza guanti e a capo scoperto.

scritto da frank spada · 1 novembre 2010, 10:17 · #

Grazie per il 10 e lode, che non credo di meritare. Grazie anche per aver evocato il ricordo d’un pulcino tinto di blu che regalarono a Pasqua a una bambina, e che diventò un galletto con la punta delle penne blu. Il galletto fu portato a casa da una domestica,che abitava alla Riviera, un quartiere dove passa il tram, che investì il galletto in fuga verso la libertà.La bambina sentì per caso il fatto, e ne soffrì molto. Meno la domestica: il gallo blu, il tram e la disgrazia le portarono una discreta vincita al lotto. Mors tua vita mea.Con buona pace delle sciocchine che ci piangevano su.

scritto da Leila Mascano · 1 novembre 2010, 21:25 · #

Pier Paolo Pasolini, 2.11.1975
Ho gia raccontato in friulano di un curioso film a episodi scritto e diretto da Sergio Citti. Mortacci, questo il titolo, uscito nel ’89, ambientato in un cimitero. L’ispirazione era stata data a Citti da Pasolini, mentre chiacchieravano viaggiando in macchina. Nel racconto finale un gruppo di persone è in attesa davanti al cimitero chiuso – il custode Domenico era morto durante la notte -. Mentre protestano per quello che loro ritengono un ritardo, vengono canzonati dai morti che tirano loro addosso dei fiori, come a considerarli i veri morti, legati a cose terrene senza importanza.
post in friulano

scritto da Dame mit Fächer · 2 novembre 2010, 12:52 · #

Democraticamente (avverbio non presente) sarebbe il caso (ipotetico sublime) che (congiungente la speranza) l’Italia ridotta a un putt… fosse data in mano a un aio (perdonate il termine) o, se ci fosse realmente L’Europa (in-continente) che non c’è, venisse com-mis-sa-ria-tatatata-tà (il fine al quando).
In attesa degli eventi, certamente non probabili, un uovo sodo anticipa il suo appello: R ichiediamo C on S ollecitudine che un arzillo quiet man salga i monti e si segga sulla cima.
In Friuli, nel frattempo, corrono post mortem i giorni di P.P.Pasolini, scomunicato un tempo dal Pci (l’Unità: ecco qua cosa accde ai seguaci di Sartre, di Gide… ) con l’infamante ottusità di chi poi se ne ri-appropriò con ineffabile ipocrisia.

scritto da frank spada · 2 novembre 2010, 15:34 · #

“Evasori di Ici e Tarsu, preparatevi: fino a giugno del prossimo anno avrete una vita dura, perchè il Marlowe informatico del Comune vi terrà d’occhio. Si chiama proprio come il famoso detective dei romanzi di Raymond Chandler (e forse non è un caso) il programma sperimentale di incrocio dei dati che l’amministrazione di Monfalcone ha messo in campo per la ”caccia all’evasore” sulle tasse della casa.”
“...un controllo comparato fra le superfici imponibili dichiarate ai fini Tarsu e le superfici catastali ragguagliate all’80%, da operare per singole categorie catastali, seguito da un controllo puntuale in particolare delle aree fabbricabili, e per finire da un controllo della congruità delle rendite catastali attribuite per categoria catastale rispetto alla consistenza e allo ”stato di fatto” a livello immobiliare.”
il Piccolo — 30 ottobre 2010 pagina 06 sezione: GORIZIA
Sarà la trama del prossino romanzo di Frank Spada?

scritto da Dame mit Fächer · 2 novembre 2010, 18:06 · #

Senz’altro no, gentile amica, e abbia pietà per chi paga regolarmente quanto gli spetta e non è interessato alla fiscalità!

scritto da frank spada · 2 novembre 2010, 18:22 · #

Frank! Lei interpreta i pensieri di molti di noi. Lo sapeva?
Un abbraccio. Paolo

scritto da paolo · 2 novembre 2010, 20:30 · #

Per essere state troppo dette nel passato con grande ampollosità le parole, come i sassi di Gino Paoli, hanno perso consistenza, e si sono del tutto scollegate dal loro significato. Così questo, privo del suo logico contenitore, si è fatto d’una materia impalpabile, leggera, come un filo di fumo. Ed ecco oscillare e disperdersi nel cielo del nostro bel paese parole come dignità, decoro, principi, amor patrio ( lui, sì, che oggi a nominarlo sono rimasti i nostalgici e qualche vecchietto svanito, oltre ai soliti libri di lettura, che propinando tante sciocchezze ormai sono screditati). Ci sono però un po’ d’italiani, che queste pianticelle se le coltivano di nascosto sul balcone, manco fossero marijuana, e si spera che qualcuna faccia un bel po’ di semi, che vadano ad attecchire proprio dove ce ne sarebbe più bisogno, visto anche che talvolta le piante più belle vengono su dal letame.

scritto da Leila Mascano · 4 novembre 2010, 08:40 · #

Concordo con Leila Mascano sul fatto che, purtroppo, molte parole non corrispondano più al loro concetto originale e che vengano usate spesso con disinvoltura anche in contesti non appropriati. Non sono invece d’accordo sul fatto che le piante più belle vengano su dal “letame”: ci vogliono cura e pazienza, terra buona, esperimenti e giusta semenza, proprio come in letteratura.

scritto da paolo · 4 novembre 2010, 13:59 · #

...“dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior” così canta De Andrè. E come fare a non credergli? certo, in letteraratura, ma anche nella vita, ci vogliono un sacco di altre cose, il letame da solo non basta, ma “può” essere una buona partenza.

scritto da kara · 4 novembre 2010, 14:50 · #

@ kara – il “può” è di chi ne ha la forza, motivo, convenienza o altro che non ho in quanto sono privo di potere, ragion per cui salto teneramente in braccio a chiunque sa che lo sappiamo entrambi che veri o falsi che siano c‘è da credergli lo stesso.

scritto da frank spada · 4 novembre 2010, 17:55 · #

Mentina, ierisera, sulla 7 arriva in fondo e… “Questa è l’ultima brutta (testuale) notizia che chiude il ns telegiornale.” – trattavasi di un poveruomo (benché carabiniere) che aveva pistolettato le figlie mandandone una al creatore e l’altra in fin di vita all’ospedale.
Non sto a dirvi di quel che ha snocciolato prima per mezz’ora, che di notizie belle ha detto proprio il vero. Poi Lilly ha presentato il botulino incipriato e la Tv informatica si è chiusa lì.

scritto da frank spada · 5 novembre 2010, 11:27 · #

Dunque ci siamo link text e mi rivolgo a un precipitosamente fantastico friulano – un certo Jaio, che qui link text
dà per primo il benvenuto in Rete a Ettore Bianciardi e a questo libro, mentre tento di deviare l’acqua di una roggia che arriva giù dritta dalla S.S. Pontebbana – a sinistra e verso piazza I° Maggio, a Udine e sotto gli occhi increduli dell’angelo che dimora sul “ciscjel” della piccola patria friulana – per accogliere un amico come si conviene, con una mano con due dita verso l’alto giusto per ricordare la statua in fondo al panorama di chi arrivava negli States a bordo di un piroscafo – anche se per ora, attorno all’immagine tutt’altro che scherzosa, non c’è l’acqua a fare il mare. E di questo, Ettore, mi scuso.

scritto da frank spada · 6 novembre 2010, 18:41 · #

Si, dicevo a Ettore che non posso venire per la presentazione del suo libro, perché saró all’estero.Ma rimango lí con la mano:-)

scritto da Jaio · 6 novembre 2010, 21:14 · #

L’America è un grande paese, nonostante tutti i suoi difetti, perché ha aperto i suoi confini a tutti quelli che andavano con buona volontà. E’ un’osservazione generica, perché poi si potrebbero fare tante altre considerazioni, tenendo presente il momento storico, la capacità di assorbire forze-lavoro eccetera. Ma, rimanendo sul generico, è sempre bello un atteggiamento di apertura piuttosto che di esclusione. Più che mai questo vale se il paese è un luogo virtuale, come un blog. Beninteso, il benvenuto è per le persone di buona volontà, che comunque sono portatrici di ricchezza. Le porte che si aprono fanno circolare l’aria, portano idee e le fanno uscire, perché respirino e vivano.

scritto da Leila Mascano · 7 novembre 2010, 11:56 · #

L’America, gli States lungo la Route 66 e le strade nereggianti gli inseguimenti d’epoca, la libertà all’orizzonte di Manhattan… il jazz!
Lo suonano anche qui link text
a volte fino a tardi… tanto che mi addormento cullandomi le orecchie con le finestre chiuse: estate e inverno, mentre il tempo corre verso non so dove come in sogno.

scritto da frank spada · 8 novembre 2010, 09:45 · #

Ho scoperto che Frank Spada non si limita a sognare, ma fa sognare anche gli altri. Il suo nome, infatti, compare tra gli A.A.V.V. dell’antologia “365 storie cattive”, promossa e curata da P. Franchini e gestita mediante un servizio di “print on demand”. Il volume è disponibile online tramite i consueti canali, nonché in tutte le librerie Feltrinelli. L’intero ricavato andrà in beneficenza a A.I.S.EA Onlus – una associazione che affianca i familiari e i pazienti affetti dalla sindrome di emiplagia alternante.
Invito tutti a rendere concreta questa iniziativa.

scritto da anna · 9 novembre 2010, 17:23 · #

Grazie anna!

scritto da frank spada · 9 novembre 2010, 17:29 · #

L’antologia 365 storie cattive non ha nulla a che vedere con l’antologia Riso amaro – segnalata il 29 ottobre, 15:03

scritto da The Big Max M. · 9 novembre 2010, 18:01 · #

Ribadisco quel ho già scritto in passato, affermando la preferenza per i libri a stampa ma, sarà perche lo amano o sarà per il caso che lo vuole, fatto sta che Marlowe ti amo ora è anche in formato ebook link text

scritto da frank spada · 11 novembre 2010, 10:48 · #

...sarà perchè lo amo, e molto, ma assieme a Dimmi chi sei… lo porto sempre con me. Con il che confesso che Marlowe in ebook mi rende un po’ gelosa :)

scritto da butterfly · 11 novembre 2010, 11:29 · #

Aggiorno i fatti di iersera all’antico Caffè Caucigh a Udine e, circa “Ma qui muore l’autore…” (v. pag. 251 di Che fortuna essere orfano di Sholeim Aleichem – Edizioni Stampa Alternativa – maggio 2010), confermo di aver visto molte coppie divise per i signori in piedi e le signore commosse, ma sedute, un oratore, Ettore Bianciardi, che ancora un po’ la friulanità che conta lo avrebbe costretto a trattenersi a Udine in forza di una cittadinanza onoraria assegnatagli per meriti socialculturalstoriciglobali e letterari in quanto a stile, e poi… CristoJahvé! E’ stata una presentazione da dimenticare solo per chi non c’era – Sholeim Aleichem, ad esempio, perennemente altrove impegnato a badare alla salute – e il risultato è stato che le copie di Che fortuna essere orfano sono andate a ruba!
E ora? Per mia fortuna uno pseudonimo scrittore è rimasto tale e un suo amico, un traduttore, curatore, editore di se stesso in proprio si prepara diffondere nella Sinagoga di Pitigliano il suo verbo carico di luce.

scritto da frank spada · 12 novembre 2010, 18:01 · #

La cosa più bella di Udine sono certamente i caffè, specialmente in autunno quando fa freddo e la gente si rinserra all’interno, bevendo, fumando(una volta!), mangiando, pensando, ascoltando, se c’è qualcuno a parlare. A parlare magari di mondi lontani nello spazio e nel tempo, ma così riavvicinandoli. E allora Kharilevke, luogo immaginario dell’Ucraina, diventa Udine e la stufa della mamma di Motl è la stufa del caffè Caucigh di Roberto e Franco che cuoce l’orzo con salsiccia, per gli avventori che ascoltano i suoni di quel mondo lontano, ma vicino. E come è bello vedere gli ochhi ti chi ti ascolta e non perde una tua battuta, con la bocca volta al sorriso, e quando hai finito rimane lì a guardarti ed a sperare che tu parli ancora. Ma è tardi e la salsiccia di Roberto e Franco è pronta…

scritto da Ettore Bianciardi · 12 novembre 2010, 18:55 · #

“Arrivederci amigo. Non vi dico addio. Vi dissi addio quando significava qualcosa. Vi dissi addio in un momento di tristezza e di solitudine, quando sembrava definitivo” ( Il lungo addio – R. Chandler)
Amico, lei si è attardato troppo: “Arrivo su dritto in ascensore che è quasi l’alba e, prima di buttarmi a letto, lascio bene in vista sul tavolo rotondo un doppio avviso: “Non mi svegli, non faccia runore, grazie” ( Dimmi chi sei Marlowe – F. Spada)

scritto da frank spada · 15 novembre 2010, 20:49 · #

Il perturbante di qualcuno se la ride sotto i baffi che non porta, mentre uno pseudonimo ingombrante, guardandosi allo specchio ogni mattina, sbarba il volto di chi scrive alle sue spalle.

scritto da The Big Max M. · 17 novembre 2010, 12:07 · #

Non scrivo molto ma vi leggo volentieri.
In questo momento non scrivo perché ogni tanto mi tocca pure lavorare.

ciao
Francesco

scritto da Francesco Pomponio · 17 novembre 2010, 21:26 · #

Ogni tanto, momento, istante… se ci penso? ad ogni istante, in ogni momento… no, solo ogni tanto, quando penso.

scritto da frank spada · 18 novembre 2010, 09:29 · #

Frank, sto rileggendo Dimmi chi sei Marlowe e la penso.
Se sapesse quanto desiderio avrei anch’io di rispondere a una domanda… – non sarà che gli acuti del jazz mi hanno mandato fuori strada?

scritto da candy's50 · 19 novembre 2010, 21:02 · #

Frank Spada scrive “quando penso”, e potrebbe sembrare una battuta destinata a far sorridere, invece è il risultato di un lungo
esercizio che focalizza il pensiero esclusivamente sul presente e su quello che si sta facendo, come se fosse un corridoio stretto tra due pareti bianche, due muri al di là di quali fluttuano ricordi, pensieri,malinconie, che contro quel doppio frangiflutti s’infrangono invano, con la rabbia impotente delle onde che si schiantano contro gli scogli. Scelgo con cura questo verbo apparentemente inedaguato, perché durante le tempeste il rumore del mare sulla scogliera rassomiglia propria a una serie di schianti prodotti dall’impatto di corpi solidi. Che cosa è un addio? Per me due sguardi che s’incontrano, un lungo fermo immagine su un doppio sguardo che s’incrocia, dove c‘è tutto quello che non si può dire e che fatalmente avverrà. L’immagine è dietro la parete, ma nel sonno la parete sfuma, si dissolve e questo spezzone di film, perché questo e non altro è la nostra vita, si ripropone. La colonna sonora è la musica di un disco sentito moltissimi anni addietro, forse nell’infanzia,di cui mai ho saputo o ricordato il titolo, ed era un disco d’epoca già allora risentito per caso in auto, trasmesso da una radio privata: un brano di Sydney Bechet suonato prodigiosamente. Il titolo:Farewell my love.

scritto da Leila Mascano · 20 novembre 2010, 12:48 · #

@ candy’s50, Leila Mascano, vi meritate un bacio mozzafiato! Ché non imboccherò certo un “No Press” o l’ancia di un soprano, ma commentando insieme, quando ogni tanto penso al fato, mi avete suggerito l’appendice a un libro.
Unisco all’amicizia il “Petit fleur” dell’errabondo S. Bechet in Europa dopo aver lasciato Satchmo tra le rose di Parigi – uno standard che imboccò anche un editore, Barnay Blair, struggendosi d’amore per Katia Orlova nella primavera cinematografica della pereistroska a Pietroburgo: La casa Russia dell’omonimo romanzo di J. le Carré.
Lungi da darvi un lungo addio, per ora, e augurando a entrambe buona domenica, non rattristatevi anzitempo prendendomi a pedate perché vi ho tradito fin da subito nel gioco, il merito è anche vostro, se altre amiche mi ameranno come voi ascoltando il jazz della West Coast in un’appendice e gli assolo di un compare perturbante che mi ronza in testa le sue note sempre acute.

scritto da frank spada · 20 novembre 2010, 18:03 · #

Per puro collegamento di idee, gli ultimi versi di un bellissimo addio della poetessa russa Anna Achmàtova: “Ansimando gridai: Tutto è stato
uno scherzo. Se te ne andrai morirò”.
Sorrise con aria tranquilla e sinistra
e mi disse: “Non stare nel vento”.

scritto da Leila Mascano · 21 novembre 2010, 13:35 · #

E se uno più forte volesse sbarazzarsi di Lei e provasse a mandarLa in pensione ?
Non ho capito. Sii più chiara.
Riformulo la domanda: Lei ha un Superiore ?
... Passiamo alla domanda successiva.
Non ne ho altre.
In tal caso, addio. O per essere più esatti…
Lo so, lo so. Arrivederci.
(Intervista con Atropo – W. Szymborska)
NdR – atropo/farfalla notturna – giallo nerastra/detta anche testa di morto.

scritto da frank spada · 21 novembre 2010, 14:12 · #

Scongiuro apotropaico, in neapolitan way. Il pollice è trattenuto da medio e anulare, le rimanenti due dita, allargate e distese, indicano differenti direzioni, sconcertando il “malocchio” o la jettatura ( da jettare, perché la jettatura si “getta” sul macapitato), che lungi dal colpirci, viene deviato altrove.

scritto da Leila Mascano · 21 novembre 2010, 20:55 · #

Eppure “ c’era la calma di un’implacabile forza minacciosa al di sopra di un’impercrutabile intenzione “ (J.Conrad) che, sì, a volte ho questa impressione, c‘è un aiuto, succede qualcosa che non dipende da me e in questo senso esiste l’esperienza della grazia del ministero. (J.A. Ratzinger)

scritto da frank spada · 22 novembre 2010, 09:24 · #

Oltre l’imperscrutabile intenzione c’era il mio passato: il jazz e i suoi dintorni e a breve alcune note, nient’altro. E Lei mi chiede se un giorno diventeranno un’appendice? Ma se l’Irlanda è messa male e l’Italia non sta meglio, non pretenderà che Marlowe… senta, si vedrà quel che potrò fare, questo glielo prometto.

scritto da frank spada · 24 novembre 2010, 14:39 · #

Mentre il Nordest (Veneto/Trentino A.A./Friuli V.G.) stringe i tempi per candidarsi a Capitale Europea della Cultura, nel 2019, e il venexianissimo editore Cesare De Michelis… voga che ti voga e ti vedrà che ghe la femo , la facoltà di Architettura, a Roma, ieri è stata arrampicata da Bersani, Di Pietro, Pardi e la Torre di Pisa, che oggi non intende passare inosservata, guarda gli scatti dei turisti fermi sotto e gli studenti in alto, al posto loro, senza biglietto.

scritto da frank spada · 25 novembre 2010, 17:10 · #

Letteratura, musica, attualità, anche politica, cinema, religione… Spada, lei è impareggiabile!

scritto da paolo · 25 novembre 2010, 20:42 · #

Se “scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto” – cito un autore che Dame mit Facher sa senz’altro chi è (a proposito, qualcuno ha notizie della nostra cara amica?) – c‘è anche chi s’interroga su dove sia finito un muto che si fingeva cieco pur di starsene in letargo a guardare i primi fiocchi che oggi scendono dal cielo e amare chi lo ama più di me rinnovando la vampata di una giornata prefissata che anticipò l’inverno – quantunque prefestiva (la giornata) e lontano dall’estate che ritornerà per accecarla di calore (la cara amica).

scritto da frank spada · 26 novembre 2010, 16:59 · #

Fa piacere sentire citare uno dei propri autori preferiti. Del Cavaliere inesistente non potevo prediligere che Bradamante, il cavaliere pervinca dalle armi cristiane che salva Rambaldo. Tra l’altro il fatto di salvare qualcuno mi piaceva moltissimo. Insomma, la corazza maschile era indossata da una donna, e per giunta una donna bellissima e coraggiosa. Ora, a distanza di tantissimi anni, mi scopro simile al cavaliere inesistente. Un mucchio di regole e un grumo di volontà. Sperare o no di distrarsi?

scritto da Leila Mascano · 26 novembre 2010, 22:44 · #

Mr. Frank le cose della vita mi hanno tenuta lontana, lontanissima da qui e questo freddo che congela le dita ed i pensieri … ma questa sera sono qui.
Per me è un po’ come tornare a casa dopo un lungo viaggio. Alla finestra i primi fiocchi di neve, alla porta un decoro natalizio (già fuori? nooo, mai riposto! fingo di dimenticarne uno all’anno così da invecchiare pensando sia sempre Natale), lontano il silenzio della notte, un po’ di musica in sottofondo e un libro che mi parla tra le mani. Cosa chiedere di più?

Buona notte Mr. Frank e … si copra bene aspettando la primavera.

scritto da kara · 27 novembre 2010, 01:09 · #

Frank Spada ama certamente Conrad, e quella forza oscura che cita nel post del 22 novembre non può essere che quella di Cuore di tenebra, secondo me il più bello dei romanzi di Conrad. Ebbene, il protagonista del romanzo si chiama Marlow, ed è qualcuno in qualche modo alla ricerca della verità. Marlow è un “doppio”, perché certamente è l’alter ego dell’autore,cosa piuttosto interessante, benché anche il personaggio dell’Arlecchino sia in qualche modo un doppio, che riguarda la giovinezza e la voglia d’avventura degli anni più giovanili di Conrad. E’ sempre interessante trovare indizi, ripercorrere un’avventura, soprattutto se è l’avventura dello scrivere.

scritto da Leila Mascano · 27 novembre 2010, 12:54 · #

Gentile Mr. Frank, ho qualche problema con le ciabatte. A dire il vero sono scarpette bianco-panna con rifiniture e laccetti di pelle marrone-chiaro. Le comprai chissà quanti anni fa alla “Lombarda” a Udine e la commessa pose nella scatola un numero 37 e un 39. Certo, le andai a cambiare – la titolare non si scusò ma disse che tutto può capitare, ovviamente, ma uno sconto per i 70 km per l’andata e ritorno non mi venne considerato – e ne portai a casa due del n. 37, assai corte per il mio piedino. Succede così che un giorno una signora racconta in una Osteria la storia di due gemelle, forse anche siamesi – pensano gli astanti -, ma che in realtà, alla fine, risultano essere scarpe da ginnastica. Bel racconto, commento io, perchè “Ogni processo di disgregazione dell’ordine del mondo è irreversibile, ma gli effetti vengono nascosti e ritardati dal pulviscolo dei grandi numeri che contiene possibilità praticamente illimitate di nuove simmetrie, combinazioni, appaiamenti.”
Ed è così che nel mio salotto, e non in Osteria, io racconto in friulano la storia de “La pantofola spaiata”, facendo man bassa a ciò che aveva già raccontato Calvino, ma modificando nomi, luoghi e perfino la qualità delle ciabatte: non l’una larga e l’altra stretta ma bensì una più lunga dell’altra.
Un giorno, nell’Osteria dov’era partita la faccenda delle scarpe da ginnastica, venne bandita una gara a chi indovinava dei racconti misteriosi. Fu così che alla terza risoluzione consecutiva io pretesi un premio. Chiesi la lettura e il commento della mia traduzione pantofolaia e a quel punto un gentile Garzone d’osteria osservò: “Dove che proprio non concordo, è nella qualificazione della ciabatta. Calvino dice “più larga dell’altra” e invece l’autrice traduce “più lunga di quell’altra”: una ciabatta più lunga parrà male, probabilmente, ma non scappa dal piede: solo se è più larga salta fuori e infastidisce nel camminare. Intendo con questo appellarmi a quella “esattezza”, che è una delle qualità che Calvino tratta nelle sue lezioni americane e che, per conto mio, va cercata e mantenuta soprattutto nelle traduzioni ;-)”

scritto da Dame mit Fächer · 27 novembre 2010, 13:25 · #

@ Leila Mascano – rallegriamoci giocando, ancora, come fossimo bambini, sempre.
@ kara – Cosa chiedere di più? Diamine, ma di svegliarmi, o farmi addormentare per rinnovarle in tempo gli addobbi natalizi…
@ Dame mit Facher – il campanilismo qualunquista tiene banco con il gioco delle tre carte – saperla in buona salute mi basta – l’interventismo farà il resto.
@ @ @ – un sorriso a ciascuna e un occhiolino con un bacio a tutte tre.

scritto da frank spada · 27 novembre 2010, 20:38 · #

Un giorno un’amica chiese a suo marito se ci fosse qualcosa di lei, un gioiello, un abito, una borsa che gli fosse particolarmente caro. Lui le rispose: le tue pantofole.L’amica si stupì: era una donna bella ed elegante, e nel suo guardaroba l’unico oggetto bruttino erano le sue comode e alquanto sdrucite pantofoline di feltro, che non si decideva a buttar via.
Lui le disse che proprio la modestia di quelle scarpette gli rivelava il lato più intimo di lei, non la signora sofisticata che amava apparire, ma quella che di notte si alzava ai pianti dei bambini,che quando la donna di servizio non andava faceva con cura e amore i servizi più umili, e quella natura segreta, che a lui ricordava sua madre, lo inteneriva. Chissà se avrà capito quanto inteneriva lei sentirlo parlare della sua mamma come d’un angelo del focolare, laddove lei pensava che fosse un riuscito innesto tra un caimano e un pitbull particolarmente aggressivo.

scritto da Leila Mascano · 28 novembre 2010, 16:24 · #

Sempre a proposito di calzature racconterò di una signora friulana che si era accompagnata con un molto più giovane uomo siciliano. Era un gelido inverno del nord-est e la signora per uscire indossò un comodo paio di scarpe sportive, nere e del tutto poco appariscenti. Il giovanotto ebbe a rimproverarle che si era messa il primo paio di scarpacce da contadina che aveva trovato sul pavimento. Inoltre litigarono perchè lui riteneva che la parrucchiera della donna era un’incapace. Fu così che la friulana mandò a farsi friggere il giovanotto e continuò ad indossare le scarpacce e i panni da spaventapasseri che a lei piacevano tanto. Inoltre continuò a frequentare – ma solo ogni tanto – la stessa parrucchiera, fino a quando questa se ne andò in pensione.
All’epoca la signora friulana non aveva ancora letto un certo racconto di Frank Spada dove si dice “Si trattava, in sostanza, di un meccanismo inesorabile, un pensiero a molla che lei stava caricando già da po’, anche a Milano, dove la brunetta esercitava la sua mente dal parrucchiere e poi la affinava al caldo sotto gli occhi della manicure.”

scritto da Dame mit Fächer · 29 novembre 2010, 12:25 · #

La signora in questione sarà stata una bella donna, e il giovane siciliano voleva sfoggiare la sua bellezza. Certo avrà avuto una macchina sportiva e sarà stato benissimo vestito, senza mai quel tocco di naturalezza che fa di un uomo benvestito un uomo elegante. All’estremo opposto quel marito…ma facciamo un passo indietro: Molti anni fa fu investita una vecchia signora curva, malvestita, malamente infagottata. Per fortuna più spavento che danni: ma al pronto soccorso, stupefatti, scoprirono che sotto quegli stracci c’era una bella ragazza, con un bel corpo, e che sotto il foulard c’era una massa di capelli neri etc. etc. Insomma, la povera vecchia era una specie di Venere travestita da Befana per amore di un marito gelosissimo.
Ma può mai essere? Certo, come le donne belle sanno, e anche quelle appena graziose. Struccate, a tacchi bassi, i capelli raccolti, infagottate in un impermeabile sperimentano l’invisibilità dell’anello delle Mille e una notte. Le stesse, uscendo con tacchi, rossetto, capelli al vento e una modesta scollatura, che magari s’intravede sotto la pelliccia se è inverno, sono fatte oggetto di un’ammirazione perfino preoccupante. Del resto, Marylin confessava che quando non si vestiva da Marylin, non se la filava nessuno.

scritto da Leila Mascano · 1 dicembre 2010, 08:11 · #

In verità il giovane siciliano, un trentenne, non possedeva un’auto e nemmeno vestiti alla moda ma aveva il dono di una raffinata cultura. Un giovane davvero bello ma timido e impacciato, per sua stessa ammissione. La donna, una cinquantenne, molto insofferente alle regolette del capello a posto e via discorrendo, non accettava critiche che a suo avviso provenivano da una certa mentalità del bel apparire, probabilmente trasmessa al giovane dalla madre.
Però la storia tra i due continuò per due anni e mezzo, a distanza, perchè nell’arco dell’anno trascorrevano assieme solo il periodo di capodanno e parte del mese di agosto.
La storia della signora friulana è molto bella anche se lei – a seconda delle fasi lunari – tende a raccontare gli aneddoti meno idilliaci.
L’undici di novembre del primo anno di quella relazione, dopo una telefonata lunga almeno due ore, il giovane mandava alla donna una mail nella quale si scusava per la sbadataggine – di entrambi – nel non ricordare che quel giorno era San Valentino (in realtà San Martino) e nel non essersi fatti gli auguri. Ma aggiungeva che forse era giusto così, perchè in fondo loro non erano due semplici innamorati, ma due anime che si nutrivano l’una dell’altra.
Benedetto stordimento da tardona, pensò la friulana.
“Il vero psicanalista delle donne è il loro parrucchiere”, come disse Flaiano … e invece, qui, stiamo nel salotto di Frank Spada!

scritto da Dame mit Fächer · 1 dicembre 2010, 10:30 · #

Frank Spada, il 5 marzo scorso scriveva: “Tuttavia è innegabile – Un vero e proprio”. E con due lapidi laconiche, indecifrabili ed elusive di ogni gioco, Flaiano passava inosservato in società.
Tra i quotidiani gratis al bar e i libri indigesti ai topi, c‘è spazio per i periodici conservati con cura sui ripiani, con le foto scattate da un giovane avvocato pubblicate su “Il Mondo” – l’ho incontrato l’altra settimana, 83 anni compiuti, è parso più giovane di me! Auguri, auguri, auguri!”
Ora io non posso affermare che si trattasse dello stesso fotografo ma mi sovviene di alcune fotografie scattate a due mie amiche, mentre trascorrevano un pomeriggio in Castello a Udine, assieme ad un loro compagno di classe. A queste due bellissime sedicenni quel fotografo chiese di poterle fotografare – l’una assomigliava alla modella Barbara Bach, moglie di Ringo Starr – ma anche molto più bella, a mio parere – e l’altra a Michelle Pfeiffer. L’uomo raccontò che quel giorno aveva fotografato – per una rivista – il monumento alla resistenza, progettato da Gino Valle, in piazzale XVI luglio. Non vorrei riportare cose inesatte di oltre quarant’anni fa, ma pare che al fotografo quell’anello di cemento non piacesse più di tanto!
Seppi che le foto delle mie amiche furono recapitate al ragazzo.
L’anno dopo accadde un fatto molto triste. Una delle due, “Barbara”, perse la vita in un incidente stradale. Sulla sua tomba c‘è la bellissima foto scattata in quella straordinaria giornata di sole.

scritto da Dame mit Fächer · 1 dicembre 2010, 14:07 · #

Jazz e dintorni nei romanzi di Frank Spada – se amate Marlowe lui vi dirà chi è – parole in musica – a breve sugli schermi.

scritto da The Big Max M. · 3 dicembre 2010, 10:24 · #

Alla domanda “Chi è un jazzista?” suo padre prese un disco di Keith Jarrett e si accinse a farglielo ascoltare. “E’ uno che prende le note e le fila attraverso i suoi pensieri.” Dopo tanti anni le torna in mente questa stramba ed estemporanea citazione, che tuttavia al jazz si addice in modo particolare.Il jazz è una musica che si evolve continuamente,ed ha valicato i confini della sua terra d’origine.Alcuni brani di jazz sono davvero inimitabili e struggenti, anche se la prefernza di chi scrive va piuttosto al blues.

scritto da Leila Mascano · 4 dicembre 2010, 21:02 · #

Una sera di 18 anni fa un uomo mi raccontò che era un suo grande desiderio quello di avere al suo funerale una banda che lo accompagnasse come nei funerali di New Orleans.
Era un veterinario, e quella sera si era lì per mettere a punto una rassegna jazz. A quella cena c’era un bravo trombettista, uno che in gioventù il veterinario aveva incoraggiato ad andare avanti negli studi musicali. Figlio di contadini, i suoi primi esperimenti di tromba li faceva nel fienile, arrangiandosi in qualche modo per attutire il suono che non era ben accetto dai famigliari.
Il veterinario morì solo pochi anni dopo e fu portato nella sua natia Padova ma non ebbi mai modo di sapere se il suo funerale fu accompagnato da “brani lenti come Nearer My God to Thee, Flee as a Bird to the Mountains, Come Thee Disconsolate.”

scritto da Dame mit Fächer · 5 dicembre 2010, 12:21 · #

Qualche anno fa, quando la musica faceva ancora parte della mia vita, andai a comprare una rivista che si chiamava, e tuttora si chiama, Il mucchio selvaggio.E’ un giornale che si occupa di musica, credo che il titolo si riferisca un film culto di Peckinpah. Beh, il giornalaio( uno con l’edicola tutta tappezzata da immaginette ) mi mandò con aria disgustata sul retro, dove c’erano giornali di un tipo che se fosse stato in linea con le sue idee non avrebbe dovuto vendere. Il Mucchio comunque lo dovetti ordinare. Altrove, naturalmente.

scritto da Leila Mascano · 5 dicembre 2010, 18:01 · #

Grazie, Frank, per questo elenco di musiche, trovo l’idea della colonna sonora ai suoi romanzi davvero originale. Tuttavia a me piace molto leggere in silenzio, la lettura non deve essere distratta da musica impegnativa, e il jazz lo è. Se il libro poi è denso di pensieri che si rincorrono e intrecciano, figuriamoci…

scritto da marta · 5 dicembre 2010, 19:56 · #

Intervengo in proprio indirizzando gli ospiti su BookAvenue link text prima che a qualcuno/a venga in mente di dirmi “Questo l’ho già suonato domani” (citazione per riappropriarmi di un ricordo personale)
NdR – il resto qui link text

scritto da frank spada · 5 dicembre 2010, 20:35 · #

Ci si sfiora pensando che non resterà molto di noi nelle persone cui siamo passati accanto, poi un saluto, un sorriso ci colgono all’improvviso come una folata di profumo da un giardino lontano, suscitando la gioia d’un regalo inaspettato.

scritto da Leila Mascano · 8 dicembre 2010, 20:10 · #

Coltivare nel rigore dell’inverno in un angolo di giardino o di terrazza una pianticella di basilico è un piacere raro. Questa pianta così amante del sole, così trionfante nel Mediterraneo in realtà è originaria dell’Asia,e tale importanza le fu data da sempre che il suo nome ha la stessa origine di basileus, signore, re. Ce ne sono diverse varietà, e debitamente riparata e amata può prolungare la sua vita fino in inverno. Così in apparenza modesta e comune è un’altra pianta, il thàuma, o la meraviglia. Lo stupore suscita interrogativi, domande, e di conseguenza curiosità: senza quella curiosità non ci sarebbe stata la scoperta del fuoco, l’invenzione della ruota e così via. Poi il tempo ci spegne questa piccola luce, tutto è già visto, tutto è consueto, a tutto ci siamo assuefatti, orrore quotidiano compreso. I pazzi e i bambini si stupiscono, ma anche un’altra categoria: i poeti, anzi per Platone era questo che li distingueva dall’uomo comune. E’ così bello vivere accanto ai bambini perché il riverbero di questa perenne meraviglia che è per loro il mondo ci illumina per qualche istante, restituendoci la gioia di uno sguardo nuovo e innocente. Quando niente più ci stupisce davvero la gioia di vivere è scomparsa, ma forse basta l’attitudine alla gioia per salvarci, chissà.Forse nel freddo dell’inverno passando frettolosi in un vicolo è una folata d’estate che ci sorprende: il profumo del basilico, coltivato in una lattina vuota di pomodori, legata col fil di ferro all’interno della persiana di un “basso”, che ci segue come lo sguardo d’una bella ragazza o il sorriso d’un giovane appena intravisto dietro la gelosia.

scritto da Leila Mascano · 9 dicembre 2010, 15:30 · #

@ Leila Mascano – Altro che dintorni o cose strampalate per sognare a occhi aperti! Che poi sarebbe come stare fermi a guardare un pesciolino dentro un vaso, anche in inverno.

scritto da frank spada · 9 dicembre 2010, 17:12 · #

Christmas, o dell’anticiparsi i ricordi.
Per preparare la pasta speziata occorrono 700 grammi di farina, 200 di burro morbido, 200 di zucchero di canna, altrettanto di miele, un cucchiaino di bicarbonato, 2 cucchiaini di cannella e due di zenzero e metà cucchiaino di sale. Si lavora e si stende col matterello in una sfoglia spessa mezzo centimetro.Bisognerebbe avere degli stampini a forma di stelle, cuore, angeli, oppure ritagliare con le forbici delle sagome dal cartone, con le quali ricavare biscotti d’ogni forma, che poi si cuociono al forno su una teglia o sulla placca foderata d’alluminio, avendo cura di farvi un foro per poterli appendere.
Con 200 grammi di zucchero a velo e una chiara d’uovo mescolando bene preparare una glassa, da dividere in tazzine, ciascuna con qualche goccia di sciroppo diverso a seconda dei colori che si vogliono ottenere, e un po’ di cioccolato fondente da sciogliere per il marrone.
Cotti i biscotti, una volta freddi li si pennella con la glassa reale e il cioccolato, e li si lascia a seccare.
Con un nastrino rosso li si infiocchetta e li si appende ai rami d’un piccolo abete,di quelli con le radici, che dopo le feste si proverà a piantare sperando che attecchisca e si ambienti in un cortile o in giardino, se se ne possiede uno.
E’ un bel regalo se si hanno bambini; non l’albero, ma il ricordo d’avere fatto insieme in un’atmosfera gioiosa qualcosa che davvero profumi di Natale.

scritto da Leila Mascano · 11 dicembre 2010, 16:29 · #

Domani è S.Lucia, e nella tradizione nordica molti bambini ricevono regali. Io avevo una “signorina” tedesca,e dunque questa tradizione era entrata anche a casa nostra, che del resto era abbastanza cosmopolita. Avrò avuto quattro o cinque anni quando mi fu regalata una scatola di latta con delle patatine di marzapane, sormontata da un angioletto. Quanto mi piacque l’angelo non so raccontarlo, un angioletto che quando smetteva il suo lavoro di puntale dell’albero rimaneva tutto l’anno sul mio comodino. E’ ancora lì. Vorrà dire qualcosa che ha perso le ali?

scritto da Leila Mascano · 12 dicembre 2010, 12:05 · #

Dovrei aggiungere: non il “fare” l’albero è un regalo, ma il piantarlo sì.A noi, e a quelli che verranno.

scritto da Leila Mascano · 12 dicembre 2010, 12:39 · #

Sui quotidiani locali leggo da più giorni le proteste dei concittadini per l’angelo sul campanile bloccato dalla ruggine – l’Amministrazione comunale non trova 130.000,00 euro per riportarlo ali al vento – e il simbolo di una città di bottegai che chiede luminarie resta fermo – i commercianti, invece pure.

scritto da frank spada · 12 dicembre 2010, 12:46 · #

Mentre invece, con un parolina dell’angelo, il commercio potrebbe rimettersi in movimento. C‘è chi grida Spendete! Spendete! Ma i soldi per essere spesi debbono essere prima guadagnati. E poiché i politici promettono i miracoli, ma non li mantengono, teniamoci buoni almeno gli angeli, che ci mettano una buona parola loro…

scritto da Leila Mascano · 12 dicembre 2010, 13:38 · #

.Sono grata ai libri, a tutti i libri, io li sento scorrere in me e se tutto dovesse andare male, me ne starò con loro al riparo dai fantasmi, mentre fuori è notte, nel cerchio di luce, finché non si spegne.

scritto da Leila Mascano · 6 febbraio 2008, 15:00 · #
Questo è quello che scrivevo nel secondo post di quello che di fatto doveva diventare il mio blog, in questo stesso sito, poiché credo che dei 187 commenti ai libri letti almeno 180 siano miei. Ho smesso il mio soliloquio non tanto per mancanza di interlocutori, ma perché il mio rapporto con i libri è lentamente, dolorosamente cambiato.Mi dispiace smentirmi, ma è un’illusione poter tenere i fantasmi fuori dal cerchio di luce, o meglio è sbagliato il presupposto. La luce ci vuole, dentro e fuori, altrimenti le meravigliose immagini non prendono forma nella mente, restano piccoli segni cui lo sguardo non arriva, nel buio e nel silenzio i fantasmi ti sfiorano,e non c‘è esorcismo che tenga.

scritto da Leila Mascano · 18 dicembre 2010, 11:25 · #

Un altro come noi, allora, occhiaie nelle occhiaie e un carro che ci aspetta.

scritto da frank spada · 18 dicembre 2010, 12:53 · #

A questo punto intervengono i clown, con i loro scherzi, come quando un equilibrista cade e il pubblico va distratto. The show must go on, considerazioni chiuse, ma i pagliacci sono buffi e il riso meraviglioso dei bambini rende l’atmosfera più leggera. Applausi.

scritto da Leila Mascano · 18 dicembre 2010, 14:56 · #

A proposito di carri, ce n‘è uno di fieno che avanza in un viottolo di campagna, costeggiato da campi di grano che oscillano dolcemente agitati dalla brezza. E’ un mare dorato che s’increspa alla lieve carezza del vento, e in lontananaza si sente l’abbaiare festoso di un cane. Il cavallo che porta il carro ha un cappelluccio di paglia bucato sui lati per fare spuntare le orecchie, e sembra soddisfatto del suo copricapo, perché procede con un passo vivace al piccolo trotto. Apparentemente nessuno guida il carro, forse a cassetta era quel ragazzo che ora è sprofondato nel fieno. Gli è addosso una ragazzina bruna che ride, ride con il riso meraviglioso dei bambini che ancora indugia sulla faccia adolescente. Lo abbraccia con uno slancio spontaneo che viene dal cuore, la massa bruna di capelli ha un’aureola dorata controluce, lui le mette un papavero tra i capelli, il cielo è azzurrissimo sopra di loro. Non si sa più perché sono lì, e neppure qual è l’anno, e il loro futuro si è disperso nei rivoli infiniti della vita diventando un passato confuso, né accadde altro di memorabile, perché su quel carro non ci fu che quel riso e quel maldesto abbraccio. Eppure, molto lontano nel tempo, il ragazzo di allora che tanta strada ha fatto evoca la prodigiosa immagine di quel pigro mezzogiorno per ritrovarsi sprofondato nel fieno ed addormentarsi sereno,tra le baccia di una ragazzina che ride .

scritto da Leila Mascano · 19 dicembre 2010, 17:59 · #

Avanza traballando un altro carro delle meraviglie, e lo anima un autore che scrive una variepinta allegoria della vita: il carro di Tespi altro non è che quello del Capitan Fracassa, coi suoi nobili, guitti, principi, attrici, ognuno con la sua maschera da commedia dell’arte, quella che tocca indossare anche a noi.Poco male, almeno nasconde le occhiaie, speriamo che ci sian venute per fare le ore piccole lietamente, se no mostreremo i lividi dell’insonnia e della malinconia solo a chi vorrà cancellarli con tocco lieve delle labbra. Magari la ragazzina, o il ragazzo del sogno. O un angelo, forse, che non può voltarci le spalle: primo, perché è un angelo, e poi perché la ruggine ( e non il rimorso ) lo tiene prigioniero.

Una domanda: che proverà un attore declamando davanti ad un teatro vuoto?
Anche qui, applausi. Se le chiese di Roma ormai mettono la registrazione delle campane di S.Pietro, perché non mettere gli appalusi scroscianti tributati a un megaconcerto di una rockstar?

scritto da Leila Mascano · 19 dicembre 2010, 21:01 · #

Da qualche tempo gira per il mio quartiere uno strano personaggio, un giovanotto che ha l’aria d’essere di qualche paese extracomunitario, poveramente e insufficientemente vestito con questo freddo, che canta con una chitarra. Non chiede l’elemosina, accetta un tributo alla sua arte. Viene spontaneo chiedersi se sia proprio normale: oltretutto è sigolarmente stonato e stimpella come può. Ma la cosa straordinaria è che apparentemente è felice, e dunque la distribuzione di questa merce rara è quanto mai stravagante; forse il giovanotto è pazzo, ma come S.Francesco e gli uccelli, un pazzo di Dio.

scritto da Leila Mascano · 21 dicembre 2010, 09:38 · #

Alle spalle le luci e la musica dell’albergo, di fronte la distesa immensa del mare d’un blu profondo come il cielo stellato. Un cielo terso, invernale, con un’immensa spolverata di stelle a fare da sfondo ad altre più grandi e più splendenti . Lui, il ragazzo, teneva stretta la sua compagna, che rabbrividiva nell’abito da sera, tanto che lui cavallerescamente si tolse la giacca per coprirla. Un frammento luminoso disegnò nel cielo un’ incrinatura di luce, e lei si rammaricò di non aver avuto il tempo di esprimere il suo desiderio. Lui scherzò sugl’infiniti Capodanni che avrebbe vissuto, e sul numero delle stelle che avrebbe visto cadere.
Non pensò che le stelle non finiscono, certo. I desideri, qualche volta, sì.
Auguro dunque a tutti molte stelle, ma soprattutto molti desideri. Buon Capodanno, felice anno nuovo.

scritto da Leila Mascano · 30 dicembre 2010, 22:36 · #

Buon 2011 a tutti!

scritto da The Big Max M. · 31 dicembre 2010, 12:09 · #

Cammino a passo svelto e mentre penso a una persona che mi è cara una carezza mi sfiora: è solo il vento, una folata improvvisa, ma mi ha fatto piacere.

scritto da Leila Mascano · 4 gennaio 2011, 23:44 · #

@ Leila Mascano – Picceré, tu nun sì scucciante, tu sì ‘na bellezza, nun statte quieta che senza te… sarà pur vero che è passato un anno, Leila cara, ma stammo qua.

Ventoo, ventooo… portame via cun te, che pazzieremo ancora, che nun ce lasseremo più!

scritto da frank spada · 5 gennaio 2011, 11:57 · #

E, come le aquile dei Romani, hic sumus et optime manebimus!

scritto da Leila Mascano · 6 gennaio 2011, 00:14 · #

Un saluto a tutti. Quindici giorni di ospedale, un intervento alla prostata a cielo aperto mi hanno buttato un po’ a terra, ancora soffro per i dolori del post operazione. Ma…sursum corda, nel dolore stesso c‘è evoluzione, è la Prima Grande Verità del Buddha. Tanti cari auguri di buon anno a tutti!

scritto da maurizio · 8 gennaio 2011, 00:30 · #

@ maurizio – ecco una notizia che mi rasserena il volto, assai e molto molto! Su, caro amico, che come dice Leila qui stiamo e nun ce lasseremo appende a una corda che poi se spezza pure e frantumiam cassa e ossame.

scritto da frank spada · 8 gennaio 2011, 10:55 · #

Unisco i miei saluti e auguri a quelli, impliciti, di Frank. Penso che mi posso accontentare del livello di evoluzione che io, come altri, ho raggiunto. Sarebbe ora di un po’ di leggerezza, e di un pzzico di fortuna, per tutti.

scritto da Leila Mascano · 8 gennaio 2011, 11:45 · #

Che bello rientrare e ritrovarvi qui. Auguro buon proseguimento a tutti, nella speranza di ricominciare a scambiare con voi pensieri e parole nella casa virtuale del nostro straordinario ospite. A presto quindi, amici!

scritto da marta · 8 gennaio 2011, 19:19 · #

“Se la coscienza, come ha detto qualche pensatore inumano, non è altro che un lampo tra due eternità di tenebre, allora non c‘è niente di più esecrabile dell’esistenza”. (De Unamuno).
Frase per me da incorniciare…

scritto da maurizio · 9 gennaio 2011, 13:19 · #

Caro Frank, durante le vacanze ho avuto modo di rileggere in tranquillità Dimmi chi sei Marlowe e devo dire che è molto denso di pensieri profondi. Le rinnovo la mia simpatia e auguro a tutti un anno sereno nella speranza di continuare i nostri scambi di idee.

scritto da anna · 9 gennaio 2011, 20:30 · #

Buongiorno Frank, spero che questa settimana ti trovi più in forma degli ultimi giorni. Un caro saluto e un augurio di buon anno a tutti gli amici qui presenti. Ti abbraccio.

scritto da Maria · 10 gennaio 2011, 09:12 · #

Sono lieto di segnalarvi un tomo di oltre 1000 pagine, edito dalla Fandango Libri, che vale i 23 euro del suo costo: Chi ha fatto quel film? dello scrittore/regista Peter Bogdanovich – lo si legge che… provate e mi ringrazierete.
A tutti un caro saluto.

scritto da frank spada · 13 gennaio 2011, 20:10 · #

Molti anni fa passeggiavo per le strade di Arlès, che è una città molto bella della Provenza. Si era sul far della sera, e da un piccolo ristorante veniva una musica nostalgica, cui faceva da contrappunto un suono ritmico, che mi parve di nacchere. Passeggiavano davanti a me due studenti, un ragazzo e una ragazza, che posarono i libri su un muretto e cominciarono a muoversi perfettamente in sincronia, come se avessero provato per mesi quel ballo, una danza figurata chiaramente spagnola. Si muovevano leggeri, sicuri, come se la piccola strada fosse un palcoscenico, poi a turno, mentre l’altro batteva il ritmo, si esibirono da soli. Nel frattempo si era raccolta una piccola folla e quando la musica finì cessò anche l’esibizione, repentinamente com’era incominciata. I ragazzi raccolsero giubbotti e libri con naturalezza, e ripresero a camminare mentre spontaneamente il gruppetto di astanti applaudiva. Era stato un momento perfetto: le luci del piccolo ristorante, l’aria che imbruniva, quel ballo così insolito, quella musica accattivante. Raggiunsi i ragazzi: Ma cos’era quella musica? Rispose lui, sorridendo: “E’ un fandango”.

scritto da Leila Mascano · 15 gennaio 2011, 16:05 · #

Neanche dire che il set era sprovvisto di attrezzisti, manovratori, truccatori, costumisti etc. etc. e che il regista era seduto in quel ristorante e filmava tutto con una normale mpd tenuta a spalla da sua moglie: due turisti, due americani capitati lì per caso dietro a una finestra, a fine guerra.

scritto da frank spada · 15 gennaio 2011, 16:48 · #

Piccola storia caprese: Molti anni fa due turisti americani passeggiavano per Anacapri alle scoperte delle bellezze naturali del posto, che lì più che mai conservavano la loro selvatica attrattiva. Si persero? Scelsero di uscire all’alba per godersi il levare del sole? Certo è che sconfinarono in una proprietà privata, una villa circondata da vigne e orti. I cani abbaiando segnalarono la loro presenza,e si affacciarono due contadine, che durante la primavera custodivano la villa. “Chi siete? Chi volete?” chiese una delle due dalla finestra.
“We love to be here…it’s wondeful…we are waiting for Pan…( queste frasi in inglese sono quelle che presumibilmente dissero)e poi in italiano: Aspettiamo Pan…”. La contadina ci pensò un po’, poi commentò: “Ma bire (vedi) che faccia tosta! Nun se mettono scuorno! ( Non si vergognano!) Mica chist‘è nu bar!”. L’altra, più anziana, stava preparando la colazione: “Statte quieta, rispose. Chilli so’ stranieri…” Tagliò il pane, lo mise sul vassoietto con un po’ di burro e marmellata e lo dette all’altra da portarlo ai due. Poi ci ripensò, la chiamò indietro, aggiunse pure due tazze di caffellatte. “Si no pare brutto…” disse quasi scusandosi.
Giuro che è vero.

scritto da Leila Mascano · 15 gennaio 2011, 20:18 · #

@ Leila Mascano – la verità si fa più bella ogniqualvolta chi la dice incarna una scrittrice! Lo sapeva?

scritto da frank spada · 15 gennaio 2011, 20:32 · #

Tutti raccogliamo storie, ricordi, impressioni. Qualcuno ha più degli altri il talento di raccontarli, e se il talento non s’impara merito non ce n‘è.

scritto da Leila Mascano · 15 gennaio 2011, 21:10 · #

Le chiamano starlette – raccolgono di tutto – il nipotino no, ché il batuiskino… – ah, le diciassette… – ma non son mica sottilette – eppur son tanto lette – che sia perché la rima è trentaquattro tette?

scritto da frank spada · 16 gennaio 2011, 09:42 · #

Elle avait des tout petits tétons, cantava Maurice Chevalier. C‘è poco da dire, le tette piacciono, sono giocose, mentre il seno, diciamolo, mette un po’ di soggezione. Hio letto da qualche parte che in Francia le chiamavano les Lollos, in omaggio alla Lollo che ne possedeva di notevoli.

scritto da Leila Mascano · 16 gennaio 2011, 21:44 · #

Per quanto so, da chi m’informa stando dietro a un nome che non porta, quelle della Lollo… vuoi mettere due corbezzoli appuntiti e l’insieme chincaglioso di una tizia lamellata argento, che Marlowe incontrerà in un casinò di Las Mesas e poi, avuto e dato a quella donna ciò che lei si aspetta, la guarderà allontanarsi dinoccolante i fianchi tra i tavoli da gioco, dove le palline, a volte, saltellano magnetiche comandate da un pulsante che…

Ragazzi, roba da non credere, se non fosse che il terzo libro incentrato su Marlowe uscirà... il titolo? Calma, calma.

scritto da frank spada · 18 gennaio 2011, 07:19 · #

Ohibò! Non sarà che ora il “nostrocaro” spargerà la voce che è tutto merito delle sue relazioni con Mubarak?
Certo, che dare la notizia che un romano de Udine, se ne va in Egitto e se porta a casa Cleopatra… mah!
lik text

scritto da frank spada · 18 gennaio 2011, 13:15 · #

Caro Frank, le faccio i miei complimenti ! Il fatto che Dimmi chi sei Marlowe sarà presente alla Fiera internazionale del Libro de Il Cairo – Egitto è sicuramente motivo di soddisfazione ed orgoglio per uno scrittore, ma anche noi, affezionati ed attenti lettori, siamo molto compiaciuti per questo riconoscimento. A presto dunque, e meritati applausi.

scritto da anna · 18 gennaio 2011, 16:30 · #

Sono molto contenta di questa notizia, faccio anche io i miei complimenti a Frank.

scritto da Leila Mascano · 18 gennaio 2011, 22:03 · #

Lo dicevo io che di mezzo c’era pure una sfinge, quando pensavo a Odillon Redon e all’ombra sullo scatto di Walker Evans “... il dialogo tra la sfinge bianchissima e l’altra chimera che sembra materializzarsi dalla compressione del buio, assorbendo persino l’ombra del suo interlocutore”

scritto da Dame mit Fächer · 19 gennaio 2011, 19:24 · #

link text Caspita! Complimenti al nostro caro amico.

scritto da amelia · 20 gennaio 2011, 10:01 · #

Rallegramenti alla Robin Edizioni, allora, e in bocca al lupo a “Dimmi chi sei, Marlowe” e agli altri tre autori presenti alla 43ma Fiera Internazionale del Libro de Il Cairo, (26 gennaio 2011 – 6 febbraio 2011) Padiglione Ambasciata d’Italia.
Annoto che nell’ultima edizione (2010) è stato registrato un afflusso di 2,5 milioni di visitatori, oltre 1.500 gli espositori e 30 i Paesi stranieri partecipanti.

scritto da The Big Max M. · 21 gennaio 2011, 10:29 · #

Sono qui, ancora col sedere dolorante ma in ripresa, cari amici! Ma di che Marlowe d’Egitto parlate…

scritto da maurizio · 22 gennaio 2011, 00:47 · #

@ maurizio! – la perdono solo perché... il sedere dolorante? Mi scusi, ma non l’avranno mica preso a pedate proprio perché... :)

scritto da frank spada · 22 gennaio 2011, 08:50 · #

Ehmmm…pardon, a volte non resisto alla battuta…sono lietissimo per Frank, che stimo enormemente pur non conoscendolo di persona, ed anche, in fondo, per la diffusione del libro italiano. Un giorno o l’altro riprenderò a leggere come ho fatto per anni a ritmi intensissimi (ora perdo un sacco di tempo con internet, mia moglie dice che sono drogato) e uno dei primissimi testi sarà certamente “Marlowe ti amo”.

scritto da maurizio · 22 gennaio 2011, 11:26 · #

Avere tempo per leggere è un grande privilegio di questi tempi. Conoscevo una persona che, costretta ad utilizzare giornalmente la metropolitana, aveva trovato in quello spazio temporale la sua nicchia di lettura. A volte è il tempo che trova noi, non viceversa.

scritto da paolo · 22 gennaio 2011, 13:14 · #

Qualche anno fa mi venne voglia di rileggermi con calma l’Anabasi di Senofonte. Devo dire che si tratta dello straordinario racconto di un’avventura epica, quella del ritorno a casa di un contingente di mercenari greci ( ben diecimila uomini)assoldati da Ciro per sostituirsi al fratello Antaserse sul trono di Persia. Morto Ciro, il contingente greco privo dei suoi comandanti, vittime dell’inganno del consigliere di Antaserse,si trova in una situazione terribile. Ma riesce a tornare a casa affidandosi a buoni condottieri, tra cui Senofonte stesso, che racconta quest’avventura. Considerato a torto un libro tedioso, è invece una cronaca minuziosa e precisa di un imparziale cronista e letto in quest’ottica ha una sua scorrevolezza e un taglio guornalistico addirittura moderni. Mi portavo il mio libro nella metro, e più di una persona, con aria complice, mi chiedeva: Insegnante? Certo, come alunna dovevo essere ripetente un po’ di volte di troppo per essere così zelante da studiare perfino nella metro. Rimaneva l’insegnante scrupolosa. Che potesse “piacermi” non veniva in mente a nessuno.

scritto da Leila Mascano · 22 gennaio 2011, 22:07 · #

Dall’alfa all’omega, e poi a ritroso, il concetto di linearità non esclude che ciò avvega percorrendo anche altre linee – circolari come il ripetersi dell’ora in un tempo così breve come l’eternità che non esiste, ma a cui ci piace pensare.

scritto da frank spada · 23 gennaio 2011, 19:19 · #

Recentemente siamo andati a cena tra compagni di liceo, e Paolo ( decisamente il più esilarante asino della classe ) ricordando le angherie del nostro prof. del ginnasio, ha citato, come sempre, il brano dell’ Anabasi: “Era già l’ ora del mercato pieno…” che ci aveva fatto impazzire per la traduzione. Non abbiamo mai capito cosa volesse dire quel “pieno” e ancora ci ridiamo su, amaramente, ripensando a quanta forzata compiacenza abbiamo avuto per chi non ha mai avuto per noi un sorriso.

scritto da butterfly · 23 gennaio 2011, 21:52 · #

Dubito che gli insegnanti di oggi leggano Senofonte, molti non sanno neppure chi sia, purtoppo. Concordo sul fatto che rileggere i classici a distanza di anni non solo ce li fa apprezzare molto, ma ci fa pentire di non averlo fatto prima.

scritto da marta · 23 gennaio 2011, 22:27 · #

Saint John-Perse, scrittore e poeta che non conoscevo. Una persona cara me lo fece scoprire e io gli donai “Anabasi”, una raccolta di poesie, tradotte in italiano da Ungaretti.

scritto da Dame mit Fächer · 24 gennaio 2011, 08:26 · #

Ah, mon pauvre ami! Ici les jeunes filles… – direbbe Zanotti (defunto da un bel po’ e pace all’anima sua), il professore di francese al Regio Liceo Classico J. Stellini di… dove una mattina, rientrato in classe portando ai piedi le scarpette di ginnastica, dopo qualche salto sulla cavallina con Barattini (morto pure lui), mi fece togliere le Superga, aprì la finestra e le lanciò nella roggia che scorreva lì sotto.
Figuriamoci con il greco, e la Pezzali che… ah, pauvre moi!

scritto da frank spada · 24 gennaio 2011, 09:03 · #

Un sant’uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese:
«Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l’Inferno» Dio
condusse il sant’uomo verso due porte. Ne aprì una e gli permise di guardare all’interno. C’era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso.
Il sant’ uomo sentì l’acquolina in bocca Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall’aspetto livido, malato. Avevano tutti l’aria affamata.
Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.
Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po’, ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano accostare il cibo alla bocca.
Il sant’uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze.
Dio disse: “Hai appena visto l’Inferno”.

Dio e l’uomo si diressero verso la seconda porta.
Dio l’aprì.
La scena che l’uomo vide era identica alla precedente. C’era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire
l’acquolina. Le persone intorno alla tavola avevano anch’esse i cucchiai dai lunghi manici.
Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro sorridendo.
Il sant’uomo disse a Dio : «Non capisco!» – E’ semplice, – rispose Dio, – essi hanno imparato che il manico del cucchiaio troppo lungo, non consente di nutrire se stessi….ma permette di nutrire il proprio vicino. Perciò hanno imparato a nutrirsi gli uni con gli
altri!
Quelli dell’altra tavola, invece, non pensano che a loro stessi…
Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura… La differenza la portiamo
dentro di noi.
Mi permetto di aggiungere… “Sulla terra c‘è abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti ma non per
soddisfare l’ingordigia di pochi. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false
fintanto che non vengono trasformati in azioni.
Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”.
Mahatma Gandhi.

ps – Si stima che il 93% delle persone non condivida questo messaggio.
Se fai parte del 7%..

scritto da 7% · 25 gennaio 2011, 15:39 · #

Gentile 7%, il messaggio centra in pieno lo spirito del Cannocchiale a rovescio, allargandone la visuale nell’alternarsi delle visioni in ogni dove.
Un abbraccio a chiunque, e ovunque, lei sia.
ps – personalmente vedo la cosa in modo un po’ diverso, tanté che nel terzo Marlowe, il detective che ci è caro a un certo punto si rivolgerà a Santini dicendogli: Guardi che il paradiso non è altro che l’inferno inquadrato da un’altra angolazione, sa?

scritto da frank spada · 25 gennaio 2011, 16:08 · #

Generosità non è solo la condivisione di beni materiali ma anche quella della cultura. La maieutica di comportamenti saggi, poi, è il regalo più grande degli amici veri.

scritto da marta · 25 gennaio 2011, 17:30 · #

@ marta – mi chiedo se lei sia amica mia o sua – suggerirò ad un regista un’inquadratura dall’alto, possibilmente con la mdp montata su una piattaforma che sale sopra un automezzo e può andare indietro e avanti a seconda dell’azione.

scritto da frank spada · 25 gennaio 2011, 17:46 · #

27 gennaio 2011 – Shoah – giornata della memoria
(commenti chiusi)

scritto da 100% + fs · 26 gennaio 2011, 19:57 · #

Un pettirosso mi viene a trovare ogni mattina. Credo che sia goloso di certe bacche che crescono su una pianta clandestina in un vaso, e mi accorgo del suo arrivo da un richiamo gioioso che emette saltellando. Questo uccellino, più piccolo della mia mano, si è assunto il compito di ricordarmi che nonostante il mondo sia anche orrendo, esistono ancora, nonostante tutto, l’innocenza e la bellezza.

scritto da Leila Mascano · 28 gennaio 2011, 10:21 · #

Ma io “preferisco il paradiso per il clima, l’inferno per la compagnia”.

scritto da maurizio · 28 gennaio 2011, 10:26 · #

Quando si parla del pettirosso io mi commuovo sempre e il piccolo racconto di Leila Mascano è bellissimo. Lo unirei a un altro scritto nel marzo dell’anno scorso: “Vorrei avere un giardino, un vero grande giardino. Metterei come un tempo a casa mia l’aiuola delle farfalle, fatta di fiori adatti ad attirarle. Metterei ciotole d’acqua, così che gli uccelli potessero bere e rinfrescarsi, e mangime da becchettare. Vorrei degli acchiappasogni nascosti fra i rami, che tintinnassero al vento, e vasetti di menta, pazienza se ne sono ghiotti i gechi, il mio quest’anno non mi ha fatto visita, e mi è mancato. Quando di sera veniva a dormire dentro casa, il ricciolo della sua codina ipnotizzava le ospiti con il bicchiere a metà fra la tovaglia e la bocca, quando compariva dietro il ritratto di Carlo III, per poi sparire con un guizzo. Dov‘è la mia lucertola che scappava tra i vasi trascinandosi come una regina lo strascico della sua lunga coda? E le mie gazze? Vorrei le lucciole e la lavanda, e il gelsomino soave a inondarci di profumo con le sue stelline di latte. Venite in pace, piccole creature, venite leggere, qui non vi sono trappole o inganni. Grazie per rendere vivo il mio giardino con la vostra presenza, grazie.”

Io mi commuovo perchè da bambina, nel libro di letture di quinta elementare di mia sorella, avevo letto la “Leggenda del Pettirosso”, un racconto di Selma Lagerlöf, Premio Nobel nel 1909, nel quale si narra di come un piccolo uccellino si guadagnò quella macchia rossa sul petto. Una sintesi del racconto l’ho tradotta in friulano nel mio blog, mentre la versione completa è indicata da un link.

scritto da Dame mit Fächer · 28 gennaio 2011, 11:38 · #

@ Leila Mascano/Dame mit Facher – Si riformano le coppie: due scrittrici che apprezzo molto – due care amiche, due sensibilità che… ne vedremo delle belle! Poveri melui , ché vi faranno… non cominciate a starnutire anche qui, eh!

scritto da frank spada · 28 gennaio 2011, 12:55 · #

Fra pochi minuti link text

un’opportunità da non perdere!

scritto da frank spada · 28 gennaio 2011, 19:50 · #

Grazie Dame mit Facher per avermi riportato alla memoria la leggenda del pettirosso. La versione che avevamo noi alle elementari, molto più breve, mi aveva molto colpita. Mi ha fatto molto piacere leggere, a distanza di tanti anni,la versione integrale, così adesso so perchè l’asino ha le orecchie lunghe. :)

scritto da anna · 28 gennaio 2011, 20:03 · #

Sono stupita che qualcuno, una persona poi che stimo come la Dame, abbia la grazia delicata di ricordare o trascrivere qualche mia considerazione destinata a lasciare il tempo che trova, come quando si passa distrattamente la mano su un pianoforte. Anche io ringrazio la gentile amica,anche per la leggenda che ha riportato, e Frank per il link e il resto.

scritto da Leila Mascano · 29 gennaio 2011, 00:47 · #

Ieri, non ho fatto a tempo a leggere nè la segnalazione di Frank Spada, nè la mail dell’amica Pierina Gallina, la quale mi scriveva “siccome so che sei molto attenta alle cose sensazionali ti segnalo qst film. Non perderlo. Nella scena in questione c‘è anche mia figlia Vanessa e il suo pancione ma il film è qualcosa di incredibilmente vero e straordinario.” Nel suo blog, ecco la notizia: CODROIPO: LA FAMIGLIA DALLA COSTA NEL FILM MONDIALELIFE IN A DAY”

scritto da Dame mit Fächer · 29 gennaio 2011, 09:53 · #

“Compliments” ai Dalla Costa e che i tre piccoli “furlans” crescano nello spirito di questo straordinario film – Life In A Day – ovvero la vita ama se stessa per amare gli altri.

scritto da frank spada · 29 gennaio 2011, 10:28 · #

Ora i balbuzienti hanno il loro idolo: Giorgio VI – “Il discorso del re” – un film dove ho “rivisto” Wally Simpson – brutta tale e quale – rinsecchita come una prugna oppiacea quando la vidi di persona mentre pranzava con il suo Edoardo (bello, elegatissimo, in giacca sportiva, foulard a quadrettini al collo, pantaloni di flanella grigi e scarpe di camoscio marrone scuro) a un tavolo del “Boschetti” – il ristorante segnalato come tappa quasi obbligatoria per la coppia in viaggio lungo la Ponebbana da Venezia a Vienna – una Rolls nera parcheggiata dietro le siepi e l’autista che mangiava dei sandwhic seduto dietro i vetri – se non ricordo male era una domenica ai primi dei ’50.

scritto da frank spada · 30 gennaio 2011, 12:12 · #

Non sempre la bellezza è ciò che interessa, specialmente agli uomini di spessore.

scritto da anna · 30 gennaio 2011, 13:19 · #

@ anna – resta il fatto che il duca di Windsor era semplicemente asciutto di figura (come me)

scritto da frank spada · 30 gennaio 2011, 13:47 · #

Wally Simpson affascina anche me. Rappresenta un mistero come una donna apparentemente sprovvista non solo di bellezza, ma anche di simpatia,a quel che se ne dice, abbia affascinato un re. Nello stesso modo ammiro quelle donne che, poco provviste da madre natura, abbiano fatto di se stesse e del proprio fascino un mito. Alma Mahler, definita a suo tempo “la più bella ragazza di Vienna” ci appare come un donnone dalla mascella forte e il fisico da massaia rurale, almeno nei ritratti che la ritraggono all’epoca delle grandi passioni che seppe suscitare. Non di rado restiamo stupiti nel vedere ritratte donne che furono miti per la loro epoca, e che verrebbero oggi giudicate senza meno insignificanti o addirittura brutte. Andando ancor più indietro nel tempo, non è che le cose cambino, a cominciare dalla regina Margot, celebre bellezza del suo tempo (vedi in Rileggere o non rileggere il mio commento su questo stesso blog ). Altro motivo di stupore: Non ho visto che in fotoo in filmati la Wandissima, che almeno in Italia faceva impazzire come la Hayworth, e che sinceramente operò una vera magia perché il pubblico la vedesse divina! E infine Liala, altra signora poco dotata di proprompenti grazie femminili che fece di sé un mito. L’elenco potrebbe continuare all’infinito, a consolare le meno belle.Dopotutto il fascino deriva da fascinazione, e possedere la capacità d’imporsi agli altri attraverso non l’immagine reale, ma quella che gli si trasmette è qualcosa che forse va oltre lo charme: è carisma, nel suo significato comune, ovviamente, che non è quello religioso.

scritto da Leila Mascano · 30 gennaio 2011, 16:35 · #

@ Leila Mascano – la invito a riflettere sulla “particolarità” paradisiaca di una prugna.

scritto da frank spada · 30 gennaio 2011, 17:15 · #

Caspita, questo è uno scoop storico! Frank Spada che una domenica, ai primi dei ’50, misurava lo spessore del bel Edoardo! Chissà qual’era lo strumento in uso all’epoca? Al giorno d’oggi, sicuramente, si sarà dotato di un misuratore ad ultrasuoni e pertanto possiamo star certi sull’alta precisione del suo spessore.

scritto da Dame mit Fächer · 30 gennaio 2011, 17:28 · #

@ Dame mit Facher – ecco che in circa 5 ore, e una manciata di minuti, si rende palese che lo spessore di un uomo interessa alle donne più del suo valore.

scritto da frank spada · 30 gennaio 2011, 17:54 · #

“Non c‘è dubbio che sedurre un genio non è più difficile che sedurre un idraulico: il problema, semmai, è quello di incontrarlo” ... soleva dire Alma Mahler …

scritto da Dame mit Fächer · 30 gennaio 2011, 18:38 · #

@ Dame mit Facher – ma se non so nemmeno avvitare un tubo su un altro filettato!
Con ciò non escludo la genialità di chi sa farlo.

scritto da frank spada · 30 gennaio 2011, 19:01 · #

Non è che di geni non se ne incontrano, il fatto è che sono talmente pieni di sè da risultare pesantissimi. Gli idraulici probabilmente hanno successo perchè sono simpatici e non ti fanno sentire una nullità.

scritto da marta · 30 gennaio 2011, 19:12 · #

@ marta – con un bel giro di parole… ah, se potessi raccontarle una barzelletta che moltissimi anni fa mi raccontò un uffciale americano, che tratta il tema di un cavallo bianco che, in un paesino del far-west, domenica dopo domenica, ad iniziare da una gamba che qualcuno dipinse di rosso “brilliant” – diceva lui – finì per diventare tutto rosso “brilliant” – sottolineava sempre lui – per poter incuriosire una bella signorina in fronzoli e merletti che gli sedeva al fianco su un calesse!

scritto da frank spada · 30 gennaio 2011, 19:26 · #

Le donne che si sentono amate, da geni o da idraulici, non si reputeranno mai delle nullità.

scritto da paolo · 30 gennaio 2011, 19:46 · #

Altro che Karl Kraus e i suoi “Detti e contraddetti” – questo blog è una meraviglia, grazie a tutti voi, amiche e amici carissimi.
Il crepuscolo è alle spalle e fuori è buio, ma oggi… che domenica ragazzi!
Buona serata a tutti.

scritto da frank spada · 30 gennaio 2011, 20:06 · #

E’ un bel guaio, Mr. Frank! Allora se le si spana il filetto della pedivella per l’attacco del pedale della bicicletta mi chiami pure … so ben io cosa fare!

scritto da Dame mit Fächer · 30 gennaio 2011, 20:07 · #

Lungi dal rifiutare il suo gentile aiuto, maDame mit Facher, per ora mi muovo solo con l’automobile a pedali!

Mi lasci poppare a tutto spiano fuori dall’infanzia, poi… ma sì, potrei anche provarci.

scritto da frank spada · 31 gennaio 2011, 08:29 · #

Davvero interessante quest’ultimo scambio di battute, mi ha fatto sorridere parecchio. Non posso che condividere il pensiero generale, il fascino non ha nulla a che vedere con la bellezza e questo vale anche per gli uomini, non solo per le donne. Mi tornano in mente un paio di uomini talmente affascinanti che, nonostante siano trascorsi oltre 20anni, ricordo ancora con un sorriso :)
Buona settimana a tutti.

scritto da Shara · 31 gennaio 2011, 09:21 · #

Bentornata Shara!

scritto da frank spada · 31 gennaio 2011, 09:32 · #

Vede, Mr. Frank, io mi presento come “Dame mit Fächer” (una modista che Klimt raffigurò con un ventaglio, forse solo un dettaglio cromatico trascurabile, e forse un pò strano, perchè la signora preferiva le linee morbide e non il vitino di vespa, che ancora andava di moda e che meglio avrebbe giustificato l’accessorio), ma nella realtà posso sicuramente aggiustare i freni alla sua bicicletta e persino far funzionare il fanale e il fanalino, collegandoli alla dinamo, senza mandare a massa tutto l’impianto.
Tutti sanno che Alma, prima ancora di conoscere Mahler, si prese una cotta per Klimt, anche se lui non le regalò nessun ventaglio! Però, uno davvero bello, fu dipinto per lei da Kokoschka. Per parte mia mi sono comprata un ventaglio nero di pizzo nello shopping centre del Castello di Schönbrunn, come quello di Sissi, naturalmente, e giustamente “Made in Philippines”. Ma non posso sventagliarmi, perchè altrimenti mi ritrovo con le ditta tutte tinte di nero.

scritto da Dame mit Fächer · 31 gennaio 2011, 11:27 · #

AH! Lo Jugendstil , il secessionismo a Vienna con tutto quel che ne consegue: Otto Wagner, Afolf Loos, per non dire dei pittori, scultori, musicisti, degli scrittori… l’immensità del piacere più appassionato, che mi “allattò” la giovane età anche sul posto, dalle parti del Café Central – un carro armato russo lasciato per ricordo e poi rimosso allo “Chat qui rit” dove incontrai… alt! Le confidenze a me a lei i ventagli.

scritto da frank spada · 31 gennaio 2011, 12:24 · #

I ventagli anche a me!Lavoravo a un passo dalla Piramide e quindi dai dai Mercati Generali e frequentavo un modesto baretto, dove la prima volta che ci misi piede ordinai un prussiano, con questo intendendo un dolce friabilissimo di sfoglia leggera che si accompagna bene al cappuccino. Il barista spalancò tanto d’occhi, e io gli specificai che intendevo un croissant.Sollevò le sopracciglia perplesso: Nun ce l’ho. L’oggetto del mio desiderio era in una linda vetrinetta: spazientita gli chiesi un ventaglio, l’ultimo, indicandolo col dito: Aaaaaah! disse il barista sollevato: ‘Na ciavatta!( Ciabatta ).
Vi confesso che era comunque squisitamente buono.

scritto da Leila Mascano · 1 febbraio 2011, 23:59 · #

Gli idraulici sono simpatici, ne conosco alcuni, ma anche gli elettricisti lo sono e possono far sentire importante una donna.

“Ti offro l’intelligenza degli elettricisti
così un po’ di luce avrà
la tua stanza buia negli inverni tristi…” (Paolo Conte,“Un gelato al limone”) Versi meravigliosi…

scritto da maurizio · 2 febbraio 2011, 01:01 · #

“Judith O. la ficcò dentro una borsetta screziata di
serpente, in modo quasi distratto, dando l’impressione di ritenere la
cosa priva di importanza, si alzò senza premura – sui tacchi a spillo
in tinta con la borsa – e appallottolò gli ultimi singhiozzi in un
fazzolettino tenuto stretto in una mano dall’incarnato quasi bianco.
Poi incamminò le sue curve per uscire”.
Da incorniciare! Cosa darei per riuscire a scrivere così...

scritto da maurizio · 2 febbraio 2011, 01:19 · #

Sulla giostra della vita, cosa scegliere?

Scelgo il cavallo: è dorato, ha la criniera bianca, il pennacchio rosso e blu e parto svolazzante al trotto. Seguo una carrozza, una bambina bionda, una principessa con i codini all’aria dei dolciumi che invadono le strade, uno sguardo azzurro-cielo implorante aiuto. La insegue un manipolo d’armati; galoppo via, su e giù sull’asta, fendendo l’aria zuccherina con una spada che non vedo, in sua difesa. Il fondale ruota di volti, di richiami inascoltati tra la musica di organetti che si allarga sopra un prato senza nascondigli, che si affievolisce tra ombre tenebrose sulle pendici di un castello, che tace innalzando un campanile culminante un angelo, un dito al vento della rosa. L’avventura mi allontana. Valico montagne, insanguino pianure, brucio plichi nella notte. Mi imbarco all’alba su una nave diretta in capo al mondo. Lascio il continente natio per le foreste astrali. La felicità notturna delle stelle ci accompagna tra le vele: lei, al mio fianco, ora porta i capelli lunghi, sciolti. Burrasche, tempeste zodiacali e fatichiamo a lungo a manovrare, a raggiungere la sponda. Sabbie infinite sulle spiagge e impariamo linguaggi persi nel tempo. Un veliero all’orizzonte, il richiamo del ritorno…

Mia madre questa volta non apre il borsellino e devo scendere. Diventerò più grande un’altra volta, per davvero. Imparerò il mestiere di vivere sempre su una giostra, ma senza fantasia; rimpiangendo la mia infanzia volata dentro un palloncino, appena trattenuta da una carezza lasciatami sul viso a Santa Caterina, il giorno della festa, quando la bambina bionda se ne andò mano nella mano, con suo padre.

Poscritto: l’angelo sul Castello – attualmente fuori uso per l’età -, sarà (finalmente!) restaurato dal Comune di Udine – spesa prevista, circa 400.000 euro.

scritto da frank spada · 2 febbraio 2011, 08:50 · #

I palloncini volavano in alto carezzati dalla malinconica musica della canzone di Rascel: “Dove andranno a finire i palloncini…quando sfuggon dalla mano dei bambini…”.
Chiedevo a mio padre la bottiglietta di chinotto neri che costava 50 lire. Impazzivo per il chinotto neri…ma non sempre erano disponibili le 50 lire.

scritto da maurizio · 2 febbraio 2011, 12:42 · #

Ce ne fossero oggi di Wally e Alma, in giro per l’Italia! Ma sarebbe sufficiente rispolverare la memoria di signore come Nilde che se vedessero quali sgallettate siedono ora in Parlamento avrebbero come minimo un malore. Bisognerebbe ricordare a chi tiene i fili di questa repubblica dei wonderbra che il valore di uomo o donna che sia sta primariamente nel suo cervello e nel suo cuore: sono quelli gli ingredienti magici che danno vita al fascino e trasformarono in regina (non per la nazione ma per il “suo” principe) una prugna secca.

scritto da Carla · 2 febbraio 2011, 15:00 · #

@ Carla – certamente sì, anche perché – statisticamente parlando – è ormai provato che il cervello e il cuore delle donne che dirigono, detengono etc. i blog/siti/domini letterari in Italia sono superiori per numero e, a volte, anche per qualità, a quelli degli uomini.
Buon segno, secondo me – W le quote rose, allora, e che la loro percentuale raggiunga e superi quella dei paesi nordici (Svezia, Danimarca, etc.), dov‘è già pari al 50%!
Da là, ad arrivare in Parlamento e cambiare le cose smanganellando via certe …beh, il prima possibile, ché son vecchio e vorrei vederlo di persona.

scritto da frank spada · 2 febbraio 2011, 16:37 · #

Ho rivisto recentemente Bird, splendida biografia di Charlie Parker, genio e pioniere del jazz, che consiglio agli appassionati e non del genere. A parte la musica da brivido, mi ha fatto molto effetto la figura della devota moglie, che mi ha riportato alla memoria la prefazione di Dacia Maraini al libro Donne che amano troppo di Robin Norwood. Stare al fianco di un uomo con eccessi distruttivi è certamente una prova dura, anche per donne di cervello e di cuore, perchè nessuno può controllare nessuno. Consiglio il film ed il libro.

scritto da marta · 2 febbraio 2011, 20:50 · #

@ marta! – Yardbird, che abbreviato in Bird acquistò il magico dono del “volo”: “il passerotto (sparrow) beboppante appesantito dalla “roba” per tenersi su, per raggiungere cieli impensabili, finché rimase muto, senza voce, in un un appartamento (a casa di un’ ereditiera che “amò” anche Byrd – la baronessa Nica Rotschild de Koenigswater) di un hotel altolocato (Hotel Stanhope nella Quinta Avenue a New York, dove C.P. morì il 12 marzo 1955… aveva solo 34 anni, ma ne dimostrava più di sessanta…) schiattando le sue sconvolgenti evoluzioni in una poltrona.“ (v. pag. 68 “Dimmi chi sei Marlowe” )
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“Fisso le carte al buio della mia giocata e guarda un po’: qualcuno è rimasto intrappolato! Sto ad osservarlo – come fossi un entomologo senza qualità ma diplomatosi in musicologia – cerca di staccarsi, non ci riesce, riprova, avverte il senso materiale dell’immobilità e, tra un tentativo e l’altro, è perseguitato dalle pause che diventano più brevi e le vibrazioni iridescenti più frenetiche. Un’ala resta bloccata. L’animaletto insiste e gira su se stesso che pare un trottolino. Il ronzio si arresta, il dorso è capovolto: le zampette mulinano invano la certezza della fine… Che suggestivo modo di morire! Sincopato come una visione parkeriana, un giro armonico portato oltre il limite della ragione – osservo affascinato.” ( Doppio Marlowe – uscita prevista maggio/giugno 2011).

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Ah, se sapeste quanti fan culture , registi, scrittori, musicisti, musicofili o semplici appassionati di jazz e di Charlie Parker ci sono stati e ci saranno ancora e sempre in tutto il mondo per “il moderno cubista”, “il buco nero che assorbe e vanifica la materia pulsante intorno a sé”, che commensurò la sua vita alla sua stessa leggenda!

Vi segnalo almeno un libro (un long-short-story) che dovete assolutamente leggere: “Il Persecutore” di Julio Cortazar – Einaudi (dove Charlie Parker è Johnny Carter e sua moglie Dédée, una donna di “cervello e di cuore”, come dice bene marta, che ringrazio per il suo commento estemporaneo, puntualissimo!

scritto da frank spada · 3 febbraio 2011, 10:44 · #

Non avevano l’aria d’essere buoni, i ventaglietti nella confezione del supermercato. Uno, il messaggio subliminale di Leila Mascano, secondo la fabbrica situata ad Asolo e in più il cognome della mia bisnonna, notato una volta portati a casa, e così li ho acquistati. Pessima qualità, come avevo intuito, con un sapore vagamente di frittura. Eppure ciò che proviene da Asolo mi attira sempre, perchè la bisnonna era nata lì e mio padre spesso ricordava che Eleonora Duse lì è sepolta.
Poi c’erano le figlie zitelle della bisnonna, le quali mi proibivano di girare un loro piccolo specchio posato sopra una mensola. Mi mettevano in guardia dalla vanità ricordandomi che in famiglia c’era una santa – in verità una Beata, fondatrice di un ordine religioso – che portava il mio stesso nome.

scritto da Dame mit Fächer · 3 febbraio 2011, 14:37 · #

Sì, di Santa Giovanna ho sentito parlare – una buona Signora, tutto sommato, altruista e molto generosa – ma di un certo Plinius Van Damme, sapete forse dirmi qualcos’altro, oltre al fatto che… capitò che una sera sentissi pà, piuttosto su di giri, che disse alla cara genitrice che Plinius Van Damm – un mio prozio – non era mai stato un depresso, ma solamente un pazzo come tanti altri. E mà… reagì e attaccò a dire che la sua famiglia era solo “diversa”, poi abbassò la voce e non sentii altro.
Originale come pochi, invece – ma questo lo scoprii molti anni dopo –, Plinius si era suicidato pattinando sul riflesso della superficie di un canale, in Olanda, disperatamente lucido e in piena estate”
(sempre in Doppio Marlowe )

scritto da frank spada · 3 febbraio 2011, 16:03 · #

Plinius che pattina sul riflesso della superficie di un canale, in Olanda, mi ricorda la “Leggenda del Tulipano”, dove si legge:
“Poiché era giovane, talvolta un comando impellente correva nelle sue vene, ma egli ne ignorava il significato, perché da quando si ricordava, era sempre stato solo, e così pensava – se pure pensava un futuro che non fosse l’immediato accadere dopo il presente – che sempre sarebbe stato.
Accadde tuttavia che un giorno, saltando senza motivo, in un impeto di felicità, un canale che scorreva quieto fra i verdi prati silenziosi che erano l’unico mondo da lui conosciuto, piombò in un mondo di bellezza che gli era ignoto: egli vide, spuntati tra l’erba sottile, fiori stupendi dai mille colori, aperti come ninfee, e sospesi su essi creature di luce, vestite di veli anch’essi dai mille colori, e con grandi ali leggere scintillanti d’argento, di quello scintillio che egli aveva scorto, nelle notti di luna piena, capovolto nei mille canali che attraversavano la sua placida terra.”
Nel mio blog ne ho fatto una versione in friulano, ma ne riporto anche il testo italiano e una foto di una fioritura nel mio giardino.
I tulipans

scritto da Dame mit Fächer · 3 febbraio 2011, 17:11 · #

@ Dame mit Facher – ...anche in friulano …ma allora lei ha conosciuto mio prozio! Mi perdoni la curiosità, ma non sarà che lei è una centenaria ultra centenaria che… la fata?
Cristo santo! Ci mancava anche questa adesso, ah povero me.
No, fortunati noi compare mio.
Le porgiamo i ns saluti cordialissimi, eccellentissimi, ...issimi più issimi quanto basterà a vegliare sulle ns vite.
Marlowe & Marlowe

scritto da frank spada · 3 febbraio 2011, 18:37 · #

Ci sono cose inimitabili, e i ventaglietti d’imitazione erano giustamente pessimi. Se Proust avesse mangiato le maddalenette del supermercato forse non avrebbe scritto la sua Ricerca. Ma poi, questi clonatori del supermarket clonano anche la frutta? Perché è di cartone anche quella ( ma almeno non sa di fritto…)Chiedo comunque perdono alla Dame.

scritto da Leila Mascano · 3 febbraio 2011, 23:56 · #

Mr. Frank, ci può stare che io Plinius l’abbia conosciuto o forse che io stessa sia stata lui. Consideriamo l’ipotesi che io fossi quel giovane che incontrò la regina Elisabetta I – antenata di Edoardo che lei vide a un tavolo del “Boschetti” – e che, dopo alcuni sonni, durati una settimana, mi sia svegliato donna. E’ un intreccio che mi affascina ma, chiaramente, l’ho preso a prestito dalla Woolf e dal suo “Orlando”. Non ricordo di essere stata nelle vesti di Marlowe perchè, in questo caso, non mi spiegherei la ricrescita dei calcoli alla cistifellea che presto dovrò operare. Laparoscopia, mi dice il medico.

scritto da Dame mit Fächer · 4 febbraio 2011, 08:49 · #

@ Dame mit Facher – Oddio! Dita incrociate / laparoscopie eseguite /asportazioni già avvenute / ricrescite… / oh, fate, dove siete?
NdR – Segnalo a tutti, con piacere, che il romanzo “Il Cargo dei cloni” del ns amico Piero Boi (che da molto tempo qui non si fa sentire) è stato recentemente pubblicato dalla Casa editrice Laura Capone e, cosa non da poco, su laura capone publishing, lo si può scaricare in carta ed e-book! In bocca al vento, anzi alle ali, Piero.

scritto da frank spada · 4 febbraio 2011, 10:08 · #

Piero Boi è davvero una persona piacevolissima, che oltre ad avere doti intellettuali e umane è anche uno scrittore fantasioso e originale, che si cimenta in vari generi. Cargo di cloni è un libro di fantascienza, scritto con grande fantasia, una lettura coinvolgente per gli amanti del genere ma, credo, anche una buona occasione per avvicinarsi ad esso da parte di chi invece per un verso o per l’altro se ne è tenuto distante.Piero ha pubblicato qui di tanto in tanto alcuni dei suoi Blues Mediterranei, dei versi colorati e leggeri che a me sono piaciuti moltissimo. Il libro, come ha scritto Frank, è edito da Laura Capone Editore lauracaponeeditore@gmail.com
Mi unisco a Frank nel fare gli auguri a Piero di tutto cuore.

scritto da Leila Mascano · 4 febbraio 2011, 09:46 · #

scritto da Leila Mascano · 4 febbraio 2011, 10:58 · #

Provo ancora a lasciare un messaggio. Fin’ora é andata buca.
Grazie a Frank e Leila per le segnalazioni del mio libro e per i commenti, anche troppo generosi. Chi avesse l’uggiolina di leggerlo, é pregato gentilmente di commentarlo senza peli sulla lingua, anche a costo di massacrarmi…
A presto, magari con un po’ di blues mediterranei !

scritto da Piero Boi · 4 febbraio 2011, 15:21 · #

Bentornato Piero Boi!
Quanto ai blues… attenzione, ché qui gira forte Yardbird e la roba pesante… beboppante?

scritto da frank spada · 4 febbraio 2011, 16:21 · #

Blues? Eric Clapton, Allman Brothers, i primi Blood, Sweat and tears…

scritto da maurizio · 4 febbraio 2011, 16:53 · #

@ maurizio – non mi dica che tira anche lei! Wonderful, my dear friend.

scritto da frank spada · 4 febbraio 2011, 16:58 · #

C‘é stato un grande complesso, gli Yardbirds appunto: “For your love” ecc
Qualcuno ricorda?
Ma in quanto a blues, l’ineffabile Ray Charles, Otis Redding, e gli Animals? e Chuk Berry, dove tutti hanno insuppato la pagnotta?
ma la lista non finirebbe qui…
Mi sento bene, come tornato a casa…

scritto da Piero Boi · 4 febbraio 2011, 18:45 · #

Eric Clapton? Mai avrei immaginato di vedere il suo nome su questo blog…Il mio idolo, da giovane…

scritto da paolo · 4 febbraio 2011, 20:42 · #

Gli Animals! Eric Burdon, una voce incredibile, “there is a house in New Orleans…they call of rising sun”...San Franciscan nights, When I was young…corro a riascoltarle, amici miei! E “For your love” insieme a “Shapes of things” degli Yardbirds fanno parte della colonna sonora della mia gioventù...

scritto da maurizio · 4 febbraio 2011, 20:48 · #

Si è fatto tardi – ora lascio il posto e vado a casa (lì, no computer) – per i nottambuli… scrivete quanto più volete, vi leggerete domattina.

scritto da frank spada · 4 febbraio 2011, 20:51 · #

So che a Bologna, e forse non solo lì, i calcoli li bombardano, senza dolore, si sente solo un tac un pochino impressionante; sono i calcoli che si disintegrano. Qualunque sia il modo scelto per liberarsene, un augurio affettuoso alla nostra gentile dama col ventaglio.

scritto da Leila Mascano · 4 febbraio 2011, 22:29 · #

Non c‘é calcolo che regga l’amicizia – non c‘é amore senza… tac-tac-tac… batticuore? Sì, Dame mit Facher, ma per i primi giorni niente tacchi, eh! Auguri.

scritto da frank spada · 5 febbraio 2011, 08:45 · #

Grazie, gentili amici, Leila e Frank.
Ho letto che la litotrissia biliare extracorporea mediante ultrasuoni, che frammentando i calcoli, è stata molto ridimensionata dall’avvento della colecistectomia per via laparoscopica.
Per il look post-operazione, Mr. Frank, ho pensato a delle scarpette basse come quelle indossate da Audrey Hepburn in Sabrina.

scritto da Dame mit Fächer · 5 febbraio 2011, 10:32 · #

Non chiedere nulla senza offrire qualcosa in cambio, altrimenti sarai solo un mendicante.
Questa frase, letta stamattina nel libro La ragazza e l’inquisitore di Nerea Riesco, ed. Garzanti, mi ha molto colpita. Vale anche per l’amore? E chi lo dà, gratis, è un prodigo imbecille? Rispondetemi per favore.

scritto da Leila Mascano · 5 febbraio 2011, 10:39 · #

@ Dame mit Facher – ho “telefonato” a pà, mi ha detto che Humphrey e William sono là con lui, che non avrò rivali – Ok, Marlowe will be at airport to… see you later!
@ Leila Mascano – secondo me è un sognatore, forse un miliardario, forse… un miracolato “imbecille” che accende lumini!

scritto da frank spada · 5 febbraio 2011, 11:18 · #

“Fuochi” è il titolo di una cartella contenuta nell’archivio di un pc. Contiene le lettere e le fotografie di due amanti. Una di quelle lettere è un riferimento alla Yourcenar e al suo “L’amore è un castigo. Siamo puniti di non aver saputo restare soli”.

scritto da Dame mit Fächer · 5 febbraio 2011, 11:56 · #

oh baby,
ogni Penelope che disfa e annoda
la sua tela di pazienza
meriterebbe in premio
almeno una presenza lontana e fedele,
ma la memoria si annebbia
e la tela cresce e sparisce, senza scopo
come macchina costretta d’abitudine…
...l’ultimo peschereccio della sera
attracca al molo, sfinito
dalle finestre occhi ansiosi
scrutano i volti consueti
per l’ennesimo sospiro di sconforto
“anche stasera, non torna…”

da “blues mediterranei”

scritto da Piero Boi · 5 febbraio 2011, 16:07 · #

“Mi sento bene, come tornato a casa…” ha commentato ieri Piero Boi alle 17/:45 – ...siamo contenti pure noi, io e il mio compare uniti in coppia ciclostile e tutti gli altri che si divertono riflettendo(si) i pensieri.

scritto da frank spada · 5 febbraio 2011, 17:05 · #

Segnalato da Carla Casazza – Torna il concorso letterario rivolto ai giovani esordienti Subway-Letteratura 2011. Per partecipare, gli autori – rigorosamente esordienti e under 35 – dovranno inviare i propri racconti o le proprie poesie entro e non oltre il 28 febbraio 2011 (farà fede il timbro postale) a: Subway Edizioni, Piazza Cadorna, 10 – 20123 Milano (Tel. 02 8054324).
Ndr – W comunque la gioventù di chi non l’ha mai persa!

scritto da frank spada · 5 febbraio 2011, 17:22 · #

Under 35? Non c‘è un posticino per un esordiente over 55 come me?

scritto da maurizio · 5 febbraio 2011, 17:44 · #

Bentornato, Piero, con i tuoi blues mediterranei, percorsi tutti da un brivido di vento, libeccio o maestrale, a gonfiarne le vele.
Un saluto a un po’ di amici messi a dura prova dall’influenza, che così cattiva e maligna non si era vista da un pezzo, per fortuna pare che si soffra molto, ma è tutta scena, ché veri danni non ne infligge, e alla fine di tante sofferenze ci si ritrova più magri, almeno d’una taglia e di due buchi alla cintura.
Noto con piacere la tendenza dei giornali a scrivere “il conducente, un giovane di quarant’anni…” e “la giovane, Silvana S., di 43 anni…” Sospirano di sollievo gli ultraquarantenni, l’orribile età di mezzo è scongiurata ancora per un po’( La mezza età, l’altra mezza non si sa… diceva Marchesi, infatti per lui l’altra mezza neppure si è vista, poveretto.)Propongo ol calcolo addizionale dell’età: Quanti anni anni hai? Trentasette e cinque. Che fa sempre 43, ma suona meglio. E infine, porca miseria, l’Italia è il paese dove, in barba alla privacy, si esibisce di più al mondo la carta d’identità e il codice fiscale, sicché anche quello che viene a ripararti la caldaia deve sapere quanti anni hai.Così magari, come alla madre di un’amica, uno può sentirsi dire: Caspita, signò: gliene davo dieci di più!Anche la madre dell’amica al tizio: di galera.

scritto da Leila Mascano · 5 febbraio 2011, 23:14 · #

Caspita, signò!
Ma lei, cara Leila, di questa davvero cattivissima influenza ne ha solo sentito parlare o… tutta scena? Immagini qualcuno “figurato” da anni, tanti anni, come un’acciuga, dove diavolo va a cercarsi qualche taglia in più o… due buchi alla cintura? Ma Cristo santo! Ma mi faccia il piacere, ché qui di buchi in vita non ne vedo e, comunque, un’acciuga con la cintura… cose da pazzi!

scritto da frank spada · 6 febbraio 2011, 09:45 · #

Trentasette e cinque? Ma qui torniamo al discorso sull’influenza, Leila…ahahah. Personalmente ne avverto 29 (e 30) ma in effetti non sono mai cresciuto…

scritto da maurizio · 6 febbraio 2011, 12:10 · #

Ah, ma allora non si hanno orecchie per sentire i vari “Beato lui/lei, magro come un’acciuga!” Se ne deduce che l’acciuga è ammirata, desiderata, la si vuole con la cintura o senza, ma soprattutto, dicono, vestita d’azzurro, come vuole appunto la sua definizione di pesce azzurro.

scritto da Leila Mascano · 6 febbraio 2011, 12:26 · #

@ maurizio – un bambino all’incirca più giovane di me? Che gioia, loro (gli altri/e) non sanno che abbiamo una vita davanti a noi.
Eppoi, se l’età è un numero, beh, il suo… buona domenica e fra dieci anni, giusti giusti, continui a trastullarsi a dovere, ché siamo giovani e in forza, per ora.
@ Leila – qui, dalle mie parti, il cielo è azzurro e non piove, talché... farebbe anche rima.

scritto da frank spada · 6 febbraio 2011, 12:45 · #

Non dimentichiamo che siamo esseri eterni e dal fisico…ricambiabile, per cui siamo noi anziani anagraficamente che col tempo andiamo avvicinandoci all’infanzia, mentre chi è giovane se ne allontana sempre più! E quindi, come se dice a Roma, “ariconsolamose co’ l’ajetto”...

scritto da maurizio · 6 febbraio 2011, 13:10 · #

Da poche ore è online un’intervista che ho rilasciato alla giornalista Carla Casazza – link text
e c‘è già qualcuno che si chiede se vi siano degli degli “errori!
Dannazione! Il “travisamento” di alcune risposte è voluto, altrimenti Frank Spada sarebbe stra-normalmente-capito!
Cari amici, signore e signori, diamine! Vi metteremo a posto noi, iolui con Doppio Marlowe, vedrete, vedrete…. anzi leggerete travisando a piè sospinto.

scritto da frank spada · 7 febbraio 2011, 12:14 · #

Per rendere ancora più asciutta l’asciuttezza e per non smentire Frank Spada che sostiene di essere un tipo asciutto come il duca di Windsor, noto che The Big Max M. – che fa commenti all’intervista di Carla Casazza – ha tolto all’asciuttezza una t – per l’appunto – Sarà una costola o una spina della lisca dell’acciuga?

scritto da Dame mit Fächer · 9 febbraio 2011, 13:51 · #

Ho letto l’intervista e ho apprezzato molto le risposte, assolutamente non convenzionali. Quanto al Big Max e il mistero della T scomparsa, proporrei come sottotitolo Una faccenda spinosa.

scritto da Leila Mascano · 10 febbraio 2011, 19:22 · #

Ah! Che meraviglia dialogare con due Signore come voi, care Dame mit Facher, Leila Mascano: battute pronte, suggerimenti da non sottovalutare …mi chiedo cosa sarebbe questo blog senza di voi! Rose, rose… senz’altro due dozzine, le più care.

scritto da frank spada · 10 febbraio 2011, 20:50 · #

oh baby,
piccolo arnese di Provenza
al cui seno ho appeso rose canine
cosi’, per misurare un incontro
e poi il solito addio
che mai nessuno vuol dire per primo,
scivolando nello stagno a fine estate
tanto per essere assoluti e trasparenti
cercando intorno i segni irripetibili
di un momento casuale ed unico…
...quella casa di gnomi, finestre a cuore
dopo l’amore in brande a castello
la distanza era enorme,
nella mia insonnia ti stuzzicavo
ma russavi come una lontra sfinita dai bagni…
baby, vorrei quei madrigali
che pizzicavi su una cetra celtica
quando la malinconia ti mordeva le ossa
e i capezzoli rosa-latte che ammiccavano
da una trina di Fiandra
come per farmi restare, ancora un po’...

da “blues mediterranei”

scritto da Piero Boi · 11 febbraio 2011, 07:07 · #

E’ davvero una faccenda spinosa, Mr. Frank, perchè io, da bambina, arrivavo a litigare con mia madre e mia nonna per l’uso friulano di chiamare “garoful” la rosa e “sclopon” il garafano, perchè dicendo “lis rosis” s’intendono tutti i fiori.
Così, in barba ai dettami friulani, io la poesia di Dino Campana, dedicata a Sibilla Aleramo, l’ho tradotta a modo mio.
In un momento

scritto da Dame mit Fächer · 11 febbraio 2011, 13:16 · #

Campane a parte – e Orfeo suadente l’abbandono – l’umidità serale ci consiglia di coprirci, contare i battiti del cuore, sognare, sognare… Domattina – fanciulle care – agghindatevi per bene, uscite a passeggiare, noi faremo tardi, ci sbarberemo… chissà, forse dimenticando chi è scomparso in un momento.

scritto da frank spada · 11 febbraio 2011, 20:25 · #

Rubo l’incipit trovato oggi su Riaprire il fuoco in relazione a un commento di… nient’altro.
“Non è più il tempo di scrittori come…” quando… no, troppo banale, una volta… ancora peggio, e allora?
Caspita – non riesco a proseguire – e pensare che di tempo per dormire… proverò a contare lucidamente estetico, finché, eticamente assonnato, ronferò (se ne trarrò vantaggio, riferirò).

scritto da frank spada · 12 febbraio 2011, 20:21 · #

Alla prima delle sei “tornate” del concorso “Scrivi con lo scrittore” (v. post E. Bianciardi su Riaprire il fuoco – 21 gennaio 2011) vedo già iscritti ben 43 racconti: in bocca al lupo a tutti e in particolare a due scrittrici che conosco e ai loro racconti che ho appena letto, mi hanno divertito, in parte commosso, partenopei in parte e… giovedì 17 ci sarà la prima serata/votazione e il giorno dopo, anche noi, semplici lettori, conosceremo la prima terna dei 18 racconti che saranno pubblicati a stampa.

scritto da frank spada · 14 febbraio 2011, 11:33 · #

L’onda verde in ordine alfabetico: Algeria, Bahrein, Egitto, Giordania, Iraq, (Iran?), Libia, Marocco, Tunisia… e poi?
Beh, a Lampedusa sono c… nostri, il presidente Van Rompuy (domani) riunirà l’Europarlamento e il mondo… in pezzi!

scritto da frank spada · 15 febbraio 2011, 12:23 · #

“La scelta” dei “Passi nella nebbia” è “Fulgida stella” in “Venti giorni” di “Velluto nero” per “Amelia” – sembra uno scioglilingua “Scritto sull’acqua”, mentre invece è il libro appena uscito, nero su bianco, della scrittrice/giornalista Carla Casazza – complimenti e auguri ad un’amica che ci è cara.
link text

scritto da frank spada · 15 febbraio 2011, 16:48 · #

Vi ho lasciato a fine gennaio… caspita quanto scrivete. Tenere il passo… meglio venire qui più spesso.
La casualità di un nome e leggo che Carla Casazza… congratulazioni alla scrittrice, intanto, acquisterò senz’altro il libro: “vivere un amore definitivo” è un’attrazione irresistibile per tutti, credo.
Grazie per la segnalazione, Frank.

scritto da amelia · 15 febbraio 2011, 20:42 · #

Grazie Frank, troppo buono e grazie anche ad Amelia, ma non ti fidare troppo dell’amore definitivo :-)

scritto da Carla · 15 febbraio 2011, 21:21 · #

Dimenticavo: a chi acquisterà/leggerà/cercherà/sfoglierà il libro vorrei fare notare la bellissima copertina realizzata dall’illustratrice Isabella Paglia che ha saputo interpretare meravigliosamente lo spirito della raccolta

scritto da Carla · 16 febbraio 2011, 11:51 · #

Passo per un saluto… ammetto che a volte vorrei questo cannocchiale. La cosa mi ricorda molto la favola della cicogna ubriaca, che sbaglia nel portare i bimbi alle famiglie “giuste”.

scritto da occhidinotte · 16 febbraio 2011, 14:11 · #

@ occhidinotte – questo cannocchiale è di tutti, quindi anche suo. Giusto?
Ben arrivata!

scritto da frank spada · 16 febbraio 2011, 19:03 · #

Questo è il bello di un blog, di questo in particolare, che lo sentiamo nostro e quando ci passiamo ci pare di essere a casa. Sensazione di benessere, insomma…

scritto da marta · 16 febbraio 2011, 20:24 · #

Costeggio le mura latine sotto una pioggerellina fitta e minuta nell’aria pungente del primo mattino, che ieri sembrava primavera, ed oggi è grigio che più non si può, una galoppata di nuvole che vanno a impigliarsi nelle statue di santi che decorano la basilica di S.Giovanni.Meglio così, quando il vento le porta da quella parte pare che venga poi il bel tempo. Le otto del mattino, e visto il tempo e il posto isolato, dalle parti di Porta S.Sebastiano, dove in piena città si snoda l’Appia Antica col suo profumo di campagna,passa qualche macchina e a piedi trovo solo qualche cane col padrone che trotterellano insieme di buon passo. E’ allora che si materializza un uccello, più snello e un po’ più piccolo d’una gazza, ma più grande d’un passero. E’ nero, dal piumaggio brillante, e con un colpo di ventaglio apre una coda rosso fiamma che mi lascia stupita. Emette una specie di piccolo grido, e saltellando mi segue, eh sì, ce l’ha proprio con me. Lo so, può sembrare un’invenzione poetica, ma a me sembra, anzi ne sono sicura, che l’uccello voglia giocare. Mi sfida, saltella, vola via, ritorna, e questo per cinque minuti buoni, che sono tanti di fronte ad un miracolo simile, e alla fine io, che sono di pessimo umore, rido. Grazie, uccellino misterioso, piccolo Arlecchino alato, grazie. Grazie per avermi scelto come compagna di giochi…ecco, è proprio come se m’avesse corteggiata un angelo.

scritto da Leila Mascano · 16 febbraio 2011, 23:39 · #

Consapevole fra intendimento / spazio / rientro / sosto / il gioco.

scritto da frank spada · 17 febbraio 2011, 09:13 · #

“Cutrettola!”
Mi torna in mente questo nome che dice tutto sullo spettegolare di una fanciulla spetezza, che Shakespeare amo’ tanto, da inserirlo in una sua piece, non ricordo più quale…

scritto da Piero Boi · 17 febbraio 2011, 10:57 · #

Grazie, Piero, per la precisazione. Penso però che più che cutrettola, il cui piumaggio è bruno e giallo, potrebbe trattarsi di un codirosso, col carattere come si è visto gaio e pettegolo di una cutrettola.

scritto da Leila Mascano · 17 febbraio 2011, 11:57 · #

Leila Mascano, sappiamo che conosce un ornitologo, diplomatosi in musica, che impiega l’entomologia oltre il limite della ragione. Non sarà che Charlie Parker… un angelo? Ora guardo, ascolto, poi le riferirò.

scritto da frank spada · 17 febbraio 2011, 13:22 · #

Ho una sintonia speciale con le creature alate,e inoltre un tempo amavo la botanica e avevo una voliera di uccelli esotici, che curavo personalmente. La musica è stata un grande amore, sicché l’unico che scomodo talvolta è il mio pazientissimo angelo custode, con inopportune richieste.

scritto da Leila Mascano · 17 febbraio 2011, 14:52 · #

Devo dire che ho una particolarità, che ho registrato fin da bambina:gli animali, e particolarmente gli uccelli, si lasciano spesso avvicinare da me, e certe volte sono loro a venirmi vicinissimi, come i passerotti che qualche volta vengono a beccarmi le briciole in mano in primavera, quando ordino qualcosa al Pincio, o in un luogo all’aperto, cosa che non accade con le altre persone sedute ai tavoli, e che non è la regola, ma talvolta è accaduta.

scritto da Leila Mascano · 17 febbraio 2011, 15:00 · #

@ Leila Mascano – un incontro al Pincio, in primavera? Mi affido a un angelo perché mi porti in volo e quanto prima accenderò un lumino – meglio due, vero cara amica?

scritto da frank spada · 17 febbraio 2011, 17:07 · #

Grandissima prova fornita or ora da Benigni al festival, grande commozione nel ricordo dei giovanissimi che fecero l’Italia spesso a costo della loro vita. Nel ricordo di loro, solo di loro e del loro nobile idealismo, perché purtroppo nei fatti si trattò più che altro di una annessione da parte del Piemonte…

scritto da maurizio · 18 febbraio 2011, 00:23 · #

Gli uccelli, specialmente i piccoli volatili, non aquile o sparvieri ma passeri, pettirossi, cardellini, sembrano appartenere insieme al cielo e alla terra, messaggeri di gaiezza e innocenza. Basta un ritorno di freddo e ne troviamo qualcuno irrigidito, una piccola cosa di piume che pure è stata gioia e bellezza. Anche i bambini sono come i passeri, quando giocano insieme o sciamano all’uscita della scuola, e in certi momenti le madri rabbrividiscono senza un perché,e li cingono col braccio, quasi a volerli proteggere da quella folata fredda che ogni tanto si porta via qualche uccelletto, e non c‘è consolazione di paradisi possibili,né di altri canti gioiosi, perché allora la musica e l’allegria se ne vanno per sempre.

scritto da Leila Mascano · 18 febbraio 2011, 14:39 · #

Tredicesimo secolo – Enrico III: “Letter of Marque and Reprisal” (Lettera di corsa e rappresaglia) e le “Jolly Roger” (bandiera nera – teschio e tibie incrociate) corsero sui mari.
Ventesimo secolo – Lloyds & Company: “Convoy Escort Programme” (Programma di scorta ai Convogli) e i corsari riprenderanno a correre sui mari, entro il 2011.
Sir Francis Drake (El Draque) vorrebbe essere con loro: 18 navi, armate fino ai… probabilmente 20.

scritto da frank spada · 19 febbraio 2011, 10:35 · #

“La luna delle notti non è la luna / Che il primo Adamo vide”
alle cinque di questa mattina ho visto una luce che filtrava attraverso il vetro di una porta ed ho pensato a una lampada accesa, ma la finestra mi ha svelato che c’era il plenilunio … come una sacerdotessa gallica, ho elevato una preghiera alla Casta Diva … Spargi in terra quella pace / Che regnar tu fai nel ciel.

scritto da Dame mit Fächer · 19 febbraio 2011, 13:33 · #

Se Leila Mascano ha amici tra i codirosso, io pure vanto simpatie tra le gazze ladre!
Fino all’estate del ’90 non ne avevo mai viste gironzolare, come ora, in giardino. La prima che incontrai mi si posò direttamente in testa e, beccando, beccando, aveva tutta l’aria di volermi rubare il fermaglio dorato tra capelli. Feci in tempo a chiamare mio nipote che scattò una fotografia. La gazza poi entrò in casa e si fece un giretto in cucina. Mia madre disse che forse era scappata dalla voliera di un vicino. Nei giorni che seguirono speravo di rivederla ancora ma, chissà, forse la fecero rientrare in gabbia. Ora, nel giardino, mi capita di trovare dei regali che – io immagino -, sono loro, le gazze che me li portano. Qualche tempo fa ho trovato uno scarabeo di ceramica e una moneta da 20 cent. del 1940, così lucida da sembrare appena coniata.
la foto

scritto da Dame mit Fächer · 19 febbraio 2011, 14:59 · #

A proposito di uccellini…avevo cinque anni e in casa accogliemmo un canarino che chiamammo chissà perché PINCHI. Svolazzava felice per le stanze e si posava sulle nostre spalle, spesso prendeva dalle nostre dita delle mollichelle di pane. Amavo moltissimo quella allegra bestiolina. Un giorno, tornando a casa, lo trovammo morto…una ventata aveva chiuso una finestra uccidendolo. Fu il primo grande dolore della mia vita e non l’ho mai scordato…

scritto da maurizio · 20 febbraio 2011, 01:29 · #

Los Angeles, 18 feb. – (Adnkronos) – Ora lo scrittore statunitense Raymond Chandler (1888-1959) riposa insieme alla sua amata moglie Cissy. Con una toccante cerimonia nel cimitero Mount Hope di San Diego, in California, le ceneri della coppia sono state riunite dopo piu’ di mezzo secolo dalla morte del creatore del detective Philip Marlowe. E’ stato cosi’ esaudito il desiderio dell’autore di romanzi giallo-polizieschi di fama mondiale. Cissy mori’ nel 1954 e Chandler cinque anni dopo la moglie. Ma per decenni, le ceneri di Cissy sono rimaste all’interno di un urna in un mausoleo perche’ lo scrittore, depresso e alcolizzato, incapace di riprendersi dal dolore, non riusci’ a far interrare i resti mortali della moglie.
————————————-
NdR – Il 16 ottobre 1958, con una lettera spedita da La Jolla a W. Smith (Direttore della biblioteca della University of California di Los Angeles) R. Chandler manifestò l’intenzione di far sposare Philip Marlowe con Linda Loring (la donna conosciuta e amata dall’investigatore in The long Goodbye) mentre abbozzava la trama del romanzo The Poodle Springs Story (l’ottavo e di cui lo scrittore lasciò solo quattro capitoli)
Il 21 febbraio 1959, pochi giorni prima di morire (marzo 1959), R. Chandler scrisse una lettera a M. Guinness (autore inglese di polizieschi) dicendogli che un tipo come Marlowe non avrebbe dovuto mai sposarsi, “perché è un uomo solitario, povero, pericoloso e tuttavia sensibile… ”
Il romanzo The Poodle Springs Story, terminato da Robert B. Parker, non riscosse successo: i lettori (soprattutto le lettrici) amavano Marlowe celibe!
A 52 anni dalla scomparsa di R. Chandler è entrato in scena un detective strampalato (anche per sua madre) epigono di Philip, ma che di nome fa Marlowe e basta: Marlowe ti amo, Dimmi chi sei, Marlowe e Doppio Marlowe – Liscio e senza ghiaccio uscirà maggio/giugno 2011.
Il protagonista resterà scapolo?

scritto da frank spada · 20 febbraio 2011, 11:21 · #

Penso proprio di sì, non credo che Marlowe prenderà moglie. Meglio così, mi sembra che piuttosto che per le ragioni sopraelencate, appartenga alla categoria Adorabili da non sposare.Infatti, appena sposati, adorabili non lo sono più. Da adorare diventano le “fortunate”. Come le sante.

scritto da Leila Mascano · 20 febbraio 2011, 16:34 · #

Il fatto è che chi è abituato da sempre a vivere solo, mal tollera di condividere spazi e tempi. Credo valga per uomini e donne, comunque…

scritto da paolo · 20 febbraio 2011, 18:30 · #

Beata solitudo, sola beatitudo…ma non sempre è vero. Perché se è difficilissimo vivere in due, è molto bello trovarsi in sintonia con qualcuno che illumini le stanze della nostra solitudine, che solo se quel qualcuno ci lasciasse troveremmo ormai così difficile da sopportare.

scritto da Leila Mascano · 21 febbraio 2011, 21:55 · #

Apprezziamo la discrezione, Spada, ma fino a un certo punto link text , insomma!

scritto da The Big Max M. · 22 febbraio 2011, 13:25 · #

Ehilà! visto che mi è stato anticipato che di occhi ce ne saranno e non ci sarà buio, preciso che non presenzierò.

scritto da frank spada · 22 febbraio 2011, 13:41 · #

Applaudo un poeta, un amico, e la sua lingua – è uscito Da una lingua marginale di Mario Quattrucci (Edizioni Robin) – un libro di poesie da non perdere, anzi, da acquistare subito.

scritto da frank spada · 22 febbraio 2011, 17:41 · #

E’ un peccato pensare che non sarai alla presentazione ma… ho idea che tu abbia impegni di altra natura, piacevolissimi :)
Un abbraccio.

scritto da Shara · 23 febbraio 2011, 16:04 · #

@ dolceshara – a volte i bambini nuotano per vivere, a volte impazzano di gioia sdrucciolando sulla neve, a volte… i più fortunati invecchiano per ricominciare.

scritto da frank spada · 23 febbraio 2011, 18:22 · #

Qui link text
il giorno dopo ieri sera prima di diversi giorni fa.
Oggi ringrazio pubblicamente l’Amm.ne Com.le di Pradamano (UD), la prof.ssa Loretta Fusco e il relatore dott. Raffaele Serafini per la presentazione di “Marlowe ti amo” e “Dimmi chi sei, Marlowe” tenutasi ieri sera c/o la Biblioteca comunale: sala affollata, molti giovani, domande del pubblico… ho ascoltato la registrazione audio con emozione.

scritto da frank spada · 24 febbraio 2011, 11:37 · #

L’originale duetto tra Raffaele Serafini e Loretta Fusco ha reso la serata della presentazione dei romanzi di Frank Spada davvero piacevole.
Alla luce delle loro considerazioni rileggerò i libri , certa di trovarci sempre qualcosa di diverso.
Complimenti ai relatori e buona lettura a tutti.
Amelia

scritto da amelia · 24 febbraio 2011, 12:24 · #

Gira nel web la domanda se Marlowe resterà scapolo. Io dico che potrebbe accasarsi con una infermiera friulana. Simenon, per dire, in seguito ad una piccola caduta assume Teresa Sberulin, di origini friulane, di 23 anni più giovane di lui, che gli resterà accanto nei suoi ultimi venticinque anni di vita.

scritto da Dame mit Fächer · 25 febbraio 2011, 16:17 · #

Non necessariamente ci si accasa per convenienza, specialmente gli uomini. Auguriamo piuttosto a Marlowe di incontrare l’anima gemella, evento non proprio comune…

scritto da paolo · 26 febbraio 2011, 09:34 · #

Segnalo il blog di Loretta Fusco, nel quale si può leggere il resoconto della serata per la presentazione di “Marlowe ti amo” e “Dimmi chi sei, Marlowe”
FRANK SPADA: CHI È COSTUI?

scritto da Dame mit Fächer · 26 febbraio 2011, 10:22 · #

Io non lo vedo sposato perché la moglie gli cambierebbe tante di quelle cattive abitudini che ne stravolgerebbe il personaggio. Non sarebbe più lui. E a me il Marlowe stropicciato e incasinato piace! loretta

scritto da loretta fusco · 26 febbraio 2011, 12:07 · #

Perché? Le donne sono più ciniche? Più deboli? Più calcolatrici? Sinceramente non lo credo affatto. Credo che ci sia un numero assolutamente pari di uomini e donne che si sposano per i più svariati motivi, tranne che per l’unico per cui varrebbe la pena di sposarsi.

scritto da Leila Mascano · 26 febbraio 2011, 21:43 · #

La mia domanda era per Paolo. Quanto a Loretta scherzosamente mi congratulo. Io ho combattuto per anni contro una quantità di abitudini diverse dalle mie, non registrando nessuna vittoria, neppure quella modesta di far sì che il dentifricio si premesse dal basso. Ora sono contenta di avere solo sorriso, per il dentifricio e per il resto.

scritto da Leila Mascano · 27 febbraio 2011, 22:47 · #

La nostra Ombra – il somigliante, la sottile (a volte spessa) linea scura tra noi e il “corpo” dell’anima, dal mito di Platone agli abbagli della Modernità, da Hoffmann a Von Chamisso, da Conrad, e “La (sua) linea d’ombra”, a Borges che la paragona alla propria cecità. Dalle favole agli spettacoli popolari per strada, a quelli teatrali, dalle lanterne magiche al cinema espressionista di Lang, fino ai noir americani.
Il lato oscuro del reale: il “perturbante”, la coscienza e il nostro sé – “Ciò che gli uomini definiscono l’ombra del corpo non è l’ombra del corpo ma il corpo dell’anima” (Wilde).
E l’invisibile non si nasconde, l’ombra si “vende” con la pubblicità: oggetti, disegni, forme… dal 4 marzo al 7 luglio, in una mostra al Museo della Figurina di Modena.

scritto da frank spada · 28 febbraio 2011, 09:35 · #

A 20 anni scrissi questa poesia:

Dovunque io vada – l’altro me stesso mi segue senza posa- Un giorno certo- sconfiggerà la mente martoriata – inconsapevole del suo fulgore

scritto da maurizio · 2 marzo 2011, 13:05 · #

@ maurizio – la consapevole visione di se stesso non ha sconfitto un uomo, ma ha tonificato l’altro.
Lunga vita, allora.

scritto da frank spada · 2 marzo 2011, 13:40 · #

E del resto, il corpo non sarebbe che la forma dell’anima.

scritto da Leila Mascano · 3 marzo 2011, 00:08 · #

Anche io ho combattuto per anni contro una quantità di abitudini diverse dalle mie e continuo a farlo. Non mi va proprio di tagliare il formaggio dalle parte più lunga in modo da riservare un pezzo di crosta a ciascuno. Per me, quando si arriva alla crosta, si getta la crosta. La battaglia è ancora in corso. Cercasi sostenitori alla mia tesi!

scritto da lorettafusco · 3 marzo 2011, 19:22 · #

@ lorettafusco – siam qui, pronti
Cordialità affettuose.
ps – non dimentichi il suo link!

scritto da frank spada · 3 marzo 2011, 20:24 · #

Meglio sarebbe non tagliare per nulla il formaggio. Fa venire le cisti…ma è così bbbono…

scritto da maurizio · 4 marzo 2011, 01:32 · #

La tesi sul taglio del formaggio, di Loretta Fusco, trova la mia completa adesione, ma c‘è di mezzo pure l’anguria, della quale io vorrei mangiarmi solo il cuore.

scritto da Dame mit Fächer · 4 marzo 2011, 09:12 · #

@ Dame mit Facher – e mi pareva! raffinata come il solito.
Ma i semi… nooo, non li mandi giù che poi… altro che cisti, calcoli (tipo: uno + due = tre!)

scritto da frank spada · 4 marzo 2011, 18:48 · #

Buon weekend a tutti!
link text

scritto da frank spada · 4 marzo 2011, 20:11 · #

Cerco appassionato/a di mollica di colomba pasquale priva di “crosta” (mandorlata) che mangerei io evitando inutili discussioni.

scritto da Leila Mascano · 4 marzo 2011, 23:52 · #

Scusate se non c’entra, ma sono rimasto folgorato da questi versi di Pessoa…

(Mangia cioccolatini, piccina; mangia cioccolatini!
Guarda che non c‘è al mondo altra metafisica che i cioccolatini.
Guarda che tutte le religioni non insegnano altro che la pasticceria.
Mangia, bambina sporca, mangia!
Potessi io mangiare cioccolatini con la stessa concretezza con cui li mangi tu!
Ma io penso e, togliendo la carta argentata, che poi è di stagnola,
butto tutto per terra, come ho buttato la vita.
Ma almeno rimane dell’amarezza di ciò che mai sarà
la calligrafia rapida di questi versi,
portico crollato sull’Impossibile.
Ma almeno consacro a me stesso un disprezzo privo di lacrime,
nobile almeno nell’ampio gesto con cui scaravento
i panni sporchi che io sono, senza lista, nel corso delle cose,
e resto in casa senza camicia.

scritto da maurizio · 5 marzo 2011, 01:26 · #

Mr. Frank, vorrà dire che la maestra le insegnò a far di conto con i semi dell’anguria ma non dimentichi che lei ha studiato greco e che i diverticoli si formano nel sigma. Marlowe, per ora, se l‘è cavata con la colecistectomia, ma se dovesse inghiottire semini come i passerotti, gli potrebbe venire la diverticolite e, in quanto all’operazione, lo aprirebbero come un abbacchio.

scritto da Dame mit Fächer · 5 marzo 2011, 10:48 · #

Information overload – sovraccarico di informazioni – tutto sembra uguale a tutto?
Arianna – anni 22 – la ragazza romantica e intraprendente che vi ha augurato un buon fine settimana.

Loretta Fusco – anni… link text

scritto da frank spada · 5 marzo 2011, 11:22 · #

Signora Leila, io potrei venirle incontro, anzi, mi sono ricordata che da bambina sezionavo il “panfrutto” della merenda. Dividevo la crosta mandorlata dalla mollica e da questa estraevo l’uvetta e i canditi. Mangiavo per prima i canditi (che non mi piacevano), poi la mollica, poi l’uvetta e da ultimo la crosta.
Beh, si, da grande non disdegno nulla!

scritto da Dame mit Fächer · 5 marzo 2011, 15:34 · #

Il suo ricordo mi riporta alla mente l’undicenne Paolo, che amorosamente toglieva dal plum-cake i canditi per offrirmeli, sfortunatamente non prima di dare un bel morso allo stesso, ma dopo, il che implicava che io li raccogliessi in un fazzolettino, l’ipocrita, giurando che li avrei mangiati “dopo”.

scritto da Leila Mascano · 5 marzo 2011, 23:16 · #

Sempre in tema di crosta, e se il pane potesse essere solo crosta e niente mollica? Io mangerei solo la crosta ma ho dovuto escogitare un sistema scientifico per non dare troppo nell’occhio. Seziono chirurgicamente i quattro lati della pagnotta di turno, giusto per dare l’impressione di integrità. Scoperta la nefandezza, davanti agli improperi generali, mi salvo in corner dicendo: “Ma agli uccellini, chi ci pensa?”

scritto da loretta fusco · 6 marzo 2011, 11:50 · #

@ Leila Mascano (v. suo commento 17 febbraio), @ Dame mit Facher (a seguire con una gazza in capo), @ loretta fusco (e non sarò certamente io a disperdere la memoria) – Care amiche, casualità non controverse e prima o poi sarebbe saltato fuori: R. Chandler morì volando in cielo da La Jolla (California) il 26 marzo 1959 – il suo primo romanzo, The Big Sleep , uscì nel 1939 (guarda caso avevo già vent’anni, non un anno di più, non un anno di meno) – il 17 marzo (St Patrick’s Day) Marlowe festeggia il proprio compleanno a modo suo, liscio, senza ghiaccio e cioccolatini assortiti, a volte scaduti.
Il 17 marzo 2011… certo, 150 anni! ma da chi, da che cosa, da prima o dopo che… ( prima o dopo sequel )

scritto da frank spada · 6 marzo 2011, 12:41 · #

Bete, in terza elementare, aveva detto un bel no alla maestra: si trattava della parte di una delle figlie di Garibaldi nella recita per i cento anni dell’Unità d’Italia.
La maestra aveva assegnato la parte a due bambine senza nemmeno farle provare, mentre si era riservata di decidere, fra lei e un’altra, per la parte della terza figlia dell’Eroe dei Due Mondi.
La maestra, a parere di Bete, non teneva conto che lei, la parte, la sapeva benissimo, mentre l’altra bambina non riusciva ad impararla a memoria.
Così, orgogliosa e senza esitazioni, aveva preferito andare a far parte del coro, a cantare

“Si scopron le tombe, si levano i morti

i martiri nostri son tutti risorti!

Le spade nel pugno, gli allori alle chiome,

la fiamma ed il nome d’Italia nel cor”
Per fortuna, l’anno seguente, proprio vicino casa, costruirono una nuova scuola. Nel quartiere erano sorte le “Case Fanfani”, e lì erano arrivati tanti bambini da un campo sfollati del dopoguerra. Una scuola bellissima, con un grande atrio centrale, perfetto per le recite, e cinque aule attorno. Bete, in quell’anno, si era rifatta dei dispiaceri dell’anno prima. La nuova maestra le aveva assegnato la parte di Maria nella recita di Natale ed anche quella di presentatrice in quella di fine anno scolastico.
Bete ricorda quell’anno come il più bello della sua infanzia.
versione in friulano

scritto da Dame mit Fächer · 6 marzo 2011, 14:23 · #

@ Dame mit Facher – dunque quella maestra aveva visto giusto assegnandole la parte di Maria e, forse, anche quella di una promotrice che ringrazio.
Buona cena, ché stasera… ah, il gusto!

scritto da frank spada · 6 marzo 2011, 20:22 · #

Purtroppo il contadino del sud continuava a spezzarsi la schiena sotto il sole portandosi pane e cipolla, Vittorio Emanuele non portò cambiamenti…

scritto da maurizio · 7 marzo 2011, 10:26 · #

“Solo crosta e niente mollica”, di Loretta Fusco, potrebbe essere il titolo di un racconto!
Ho pensato a Grazia Deledda nella novella “Il pane”, dove dice “[...] il pane biscotto che ha il nome caratteristico ma appropriato di “carta di musica” dura interi mesi senza guastarsi, specialmente d’inverno [...]”.

scritto da Dame mit Fächer · 7 marzo 2011, 11:10 · #

@ maurizio – il cambiamento è di chi riesce a dare molto senza dirlo.

scritto da frank spada · 7 marzo 2011, 11:14 · #

Sono d’accordo Frank, “chi riesce a dare molto senza dirlo” provoca un cambiamento nella stessa evoluzione umana. Perché come diceva Totò “è la somma che fa il totale”, e queste poche persone pesano tantissimo…

scritto da maurizio · 8 marzo 2011, 01:26 · #

8 marzo… 1908, prima, dopo?
AmarVi tutte è stato complicato, rispettarVi sempre no!
NdR – è stato?!

scritto da frank spada · 8 marzo 2011, 07:51 · #

a tutte le ragazze girovaghe per il blog e nel mondo.

oh baby,
la vecchia luna Cibele
si alza sorniona dal Mar Nero
pigra e languida, sanguigna
e dalle terrazze delle città bianche
abbracciate ai porti mediterranei
s’alza l’urlo dei coyote innamorati,
strane stelle filano all’orizzonte
mentre a Nord il temporale gonfia
e i barometri impazziscono…
...se ne va a zonzo per il cielo
sul grande carro di veli
mentre un’inconsueta pioggia di rugiada
avvolge i nostri corpi straniti
come fosse la prima volta di tutto
apparso inedito e irripetibile…
poi, se ne va sfinita a Gibilterra
a smaltire l’ennesima sbornia
scarnendo le ossa al vento salato,
svanisce nella sua spoglia di latte
tuffandosi elegante nel mare viola e indaco
con in gola un ultimo blues appassionato

scritto da Piero Boi · 8 marzo 2011, 08:24 · #

Mr. Frank,
non pianga, qui nessuna l’ha lasciata vodovo! Badi che nei cimiteri, sulle lapidi delle consorti, a perenne momoria, il marito superstite sublima la dolorosa perdita con questa frase: “Amarti è stato facile, dimenticarti impossibile”.

scritto da Dame mit Fächer · 8 marzo 2011, 08:56 · #

@ Dame mit Facher – “un vero investigatore non si sposa mai”, parola di Chandler!
NdR – parola di Marlowe.

scritto da frank spada · 8 marzo 2011, 09:18 · #

Ma oggi è l’otto marzo…buon martedì grasso a tutti!

scritto da maurizio · 8 marzo 2011, 13:39 · #

@ Piero Boi – sa che oggi il barometro alle spalle di qualcuno sembra davvero impazzito. Mi perdoni se solo ora… sempre belli i suoi blues!

scritto da frank spada · 8 marzo 2011, 17:10 · #

Europa o Eurabia? Ricordando quanto scrisse O. Fallaci, propendo per la sua ipotesi (lungimiranza?): il “suicidio” di un vecchio continente – l’Italia alle frontiere? il Nord tace (tentenna?), a Sud… da che parte? Ovunque.

scritto da frank spada · 9 marzo 2011, 12:06 · #

Eurabia in occidente? Non sono d’accordo con la Fallaci, col passare degli anni alle nuove generazioni di immigrati converrà più la libertà di costumi che trovano qui, rispetto all’ossessione claustrofobica dell’islamismo. Attenti piuttosto alla delinquenza…

scritto da maurizio · 9 marzo 2011, 13:40 · #

Ah poter essere lontana e fredda come la luna, contemplare dall’alto l’amore degli altri, tuffarsi in un mare viola e indaco per annullarsi e risorgere, notte dopo notte, a inargentare le terrazze bianche, e non precipitare invece come una scheggia incandescente bruciando tutto nella folle corsa verso il niente, non lasciando a chi guarda neppure il tempo del desiderio.

scritto da Leila Mascano · 9 marzo 2011, 23:20 · #

Tamara De Lempicka al museo del Vittoriano a Roma – da oggi al 10 luglio – 80 dipinti, disegni, foto… chissà se Leila Mascano ci racconterà le sue impressioni, senza fretta.

scritto da frank spada · 11 marzo 2011, 07:38 · #

L’incapacità di vivere, a volte, si nasconde dietro gli occhi di chi non ha capito che il dono della vita è il più bel regalo che, casualmente, tutti abbiamo ricevuto – allocchi a parte, a meditare su se stessi al buio.

scritto da frank spada · 11 marzo 2011, 20:07 · #

Caro Frank, concordo in pieno. Sono convinta che il vero, unico segreto della felicità è vivere appieno ogni minuto che trascorriamo su questo mondo, essendo noi stessi senza filtri e finzioni, accettando e apprezzando gli altri per quello che sono, senza aspettarci niente ma godendo dei piccoli grandi miracoli che ci accadono quotidianamente: un sorriso, un profumo, un abbraccio, e tanto altro.

scritto da Carla · 13 marzo 2011, 16:49 · #

Quel che mi commosse profondamente, ragazzina, fu l’epigrafe latina per una bimba, che diceva più o meno così: Ti sia lieve la terra, come tu lo fosti per lei. Molti se la ricorderanno, era su molte antologie. Ecco, il dono del passo lieve sulle cose terrene, offre il duplice vantaggio di non ferirsi troppo con le inevitabili asperità del suolo e di non fare troppi danni col nostro passaggio. Bisognerebbe conservare un po’ di consapevolezza che non siamo troppo più importanti del passero e della gazza, e pochi di noi lasceranno una traccia imperitura nel mondo. Ne consegue che dovremmo non prenderci troppo sul serio, e non dare a tante piccole cose sciocche che c’indignano o che ci esasperano più peso di quel che abbiano. Parlo di piccole cose, non di autentici fatti gravi, ché allora si capisce lo sdegno, che andrebbe riservato a cose un po’ più gravi, che spesso viceversa ci lasciano indifferenti, non coinvolgendo il nostro io, che se esageratamente reattivo si rivela molto fragile, anche se poi fragili per un verso o per l’altro lo siamo un po’ tutti, in tutti i sensi.

scritto da Leila Mascano · 13 marzo 2011, 18:22 · #

L’idealità di un asse pende sghemba – “...la cupola di San Marco inarca la sua pancia e il collo dei piccioni ne ha curvato l’ansa” (Marie de Régnier).

scritto da frank spada · 13 marzo 2011, 20:24 · #

“Il tempo che non muore è quello che ritorna e chi sogna prima o poi s’incontra” – a Carla Casazza, un agente letterario come pochi!

scritto da frank spada · 14 marzo 2011, 09:46 · #

Perché il Governo non convoca d’urgenza il Parlamento a Camere riunite, presentando una proposta approvabile da TUTTI (maggioranza e opposizione), che Napolitano, forse, sottoscriverebbe
subito? – Il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia sia simbolicamente dedicato al Giappone, all’Umanità intera, presente e futura (si spera), che comprende anche i 1089 garibaldini che fecero l’Italia, e tutto il resto in Uno! – nessuno stop ai festeggiamenti tricolori già in programma, provvedimento legge a costo zero e forse qualche riconoscimento per una nazione ridotta a… ah, se fossi il direttore di un quotidiano di Milano, Roma, Torino…

scritto da frank spada · 14 marzo 2011, 13:48 · #

La generosità o la pochezza emergono sempre nei momenti di difficoltà. A volte bastano un pensiero, un gesto, per sapere che non siamo soli. Condivido l’idea, Frank, originale e seria, come sempre.

scritto da marta · 14 marzo 2011, 17:23 · #

- Perché no (Whynot-t)?

- Perché è lo scarto che puntualmente il web registra, memorizza e conserverà a futura memoria.

- Inutilmente?

- No!

scritto da The Big Max M. · 15 marzo 2011, 13:16 · #

La solidarietà, anche di parole o pensiero, è sempre un sollievo dell’anima nelle disgrazie.
Bravo Frank, generoso come sempre.

scritto da anna · 16 marzo 2011, 08:31 · #

Temo che la generosità a costo zero ma carica di umanità che tu chiedi, caro Frank, sia estranea ai “signori” (è un eufemismo) a cui ti rivolgi. Però l’idea è bella ed encomiabile!!!

scritto da Emily Way · 16 marzo 2011, 10:15 · #

“Dalle nostre mani può venire qualcosa
Che ha il potere di far vivere, di agire, di servire l’ora futura.” (William Wordsworth)

scritto da no-one · 16 marzo 2011, 12:57 · #

Carissimo Frank, encomiabile il tuo pensiero ma come disse Massimo d’Azeglio all’indomani dell’unità: “Fatta l’Italia, ora dobbiamo fare gli italiani”, a distanza di 150 anni ci troviamo ancora in quella fase di costruzione di un’identità nazionale che è di là da venire. Credi allora possibile che si riesca a guardare con slancio generoso e degno di una nazione con alto senso civico a un Paese che in questi giorni sta vivendo un incubo che poi, anche per gli effetti devastanti che le centrali nucleari sfuggite al controllo potrebbero procurare al mondo intero, andrebbe visto con minor distacco? Eppure, dai giapponesi avremmo molto da imparare…

scritto da loretta fusco · 16 marzo 2011, 18:43 · #

Splendida idea Frank, purtroppo chi fa politica però pensa decisamente ad altre cose e questi festeggiamenti per l’Unità d’Italia lasciano un po’ di amaro in bocca, visto quel che poi accade nella realtà.... da una poesia di V. Formisano: Chi ha fatto l’Italia col sangue, a chi l’Italia ha eretto monumenti in ogni piazza, se potesse vedere per che cosa ha buttato il sangue ci sputerebbe in faccia.
Dolce notte.

scritto da Shara · 17 marzo 2011, 01:01 · #

Poche chiacchiere, voi ci siete e tanto basta. Vi ringrazio tutti per aver capito e commentato, anche citando.
Ma veniamo a oggi, al tricolore… certo che sì, ma quest’oggi si festeggia anche San Patrizio ( St. Patrick’s Day ) e il compleanno di qualcuno con la vestaglia addosso e la prima sigaretta tra le labbra…

- Buon compleanno! (e gli da un cartoccio con dentro una bottiglia di liquore secco, d’annata)

- Anche a te, compare mio (donando all’altro una scatola di cioccolatini assortiti, non scaduti)
...mentre pà, distraendosi dalla sesta sempre in corsa, li guarda sorridendo.
ps – Chissà se scopriremo il resto degli avvenimenti di una giornata che si rivelerà inutile per chi non c’era all’uscita di un sequel (maggio/giugno 2011)? Mah!

scritto da frank spada · 17 marzo 2011, 09:02 · #

Caro Frank, auguri a Marlowe!
Anzi un “doppio” augurio. Attendiamo di scoprire cosa la vita (o l’autore) ha riservato al nostro amico…
E approfittiamo: complimenti per questo blog!

scritto da madi · 17 marzo 2011, 10:21 · #

Caro Marlowe… quanto tempo è passato! Rivedo Holland Street vestita a festa, bandierine e lampioncini di carta colorata che quella sera – ricordi? Quell’anno che il tuo compleanno cadde di sabato e tutti noi ragazzini potemmo restare alzati fino a tardi – illuminarono, con l’aiuto delle stelle, i nostri giochi fino a notte fonda.
Tanti auguri, caro amico, ed un abbraccio grande a Frank che ti tiene in vita con tanto entusiasmo!

scritto da Mita · 17 marzo 2011, 10:54 · #

Un felice compleanno, con filastrocca.

Ti auguro allora tanti anni azzurri da vivere ancora
perché niente è così bello come l’azzurro da respirare
e tuffarsi in uno sguardo azzurro
come quello infantile, perchè sono azzurri
anche gli sguardi dei bambini
con gli occhi neri.
Ti auguro tanti anni verdi
che non sono alle spalle.
Vibra quel verde di giovinezza nella risata
e nel tuo cuore di ragazzo
in barba a qualsiasi calendario.
Ti auguro anni colorati di rosso
perché la passione non ti abbandoni
per una donna, un’idea, una speranza
per coltivarti dentro
un campo di papaveri
né vorrei dimenticare il giallo
perché illumini di sole le tue giornate
quando il sole non c‘è
e ti porti allegria.
Non sia il blu che ti mando
il blu della tristezza
ma quello profondo del mare
o quello d’un cielo stellato.
Ti cadano ancora
addosso le stelle
mentre cavalchi le onde
di qualsiasi genere siano,
e del bianco vorrei
il candore dei fogli
e del nero vorrei
certamente l’inchiostro
per riempire di vita
e risate e pensieri
le avventure di un tizio
che in realtà sono due
e magari anche tre.
Bianche e nere le rondini
ed i tasti del piano
per andare lontano
e sognare di giorno
e cantare di notte.
Per il resto scegli tu
di quegli altri colori
farò un cesto di fiori
che rallegri il tuo giorno
col profumo sincero
del mio bene più vero.

scritto da Leila Mascano · 17 marzo 2011, 11:16 · #

Caro Frank, tanti auguri a Marlowe e tanti complimenti a te per questo bellissimo blog, sempre pieno di notizie e di pensieri profondi.
Amelia

scritto da amelia · 17 marzo 2011, 11:30 · #

Buon compleanno :)
basta una sola volta oppure è meglio ripetersi? ;)
Un abbraccio.

scritto da Shara · 17 marzo 2011, 13:23 · #

Potevano mancare i miei auguri? Buon compleanno Marlowe, che i tuoi giorni siano verdi come la verde Irlanda che oggi celebra il suo patrono e coraggiosi come coloro che 150 anni fa fecero l’Italia!!!!

scritto da Carla · 17 marzo 2011, 16:26 · #

Buon compleanno Marlowe, in attesa di prossime…emozioni!

scritto da loretta fusco · 17 marzo 2011, 18:58 · #

Ciao Frank, anch’io vorrei lasciare qui gli auguri per Marlowe. Non sono ancora entrato bene nel suo mondo ma ad un certo punto lo faró. Sono contento che il suo compleanno cada il 17 perché per me ha un significato speciale. Tanti saluti olandesi!

scritto da Erik · 17 marzo 2011, 19:53 · #

Sono ancora in tempo per gli auguri al nostro pittoresco Marlowe? A presto, dunque…

scritto da marta · 17 marzo 2011, 20:28 · #

Ma è qui la festa? anzi, le feste…AUGURI!!! anche a tutti noi, amici suoi, Frank!

scritto da paolo · 17 marzo 2011, 20:36 · #

AUGURISSIMI A MARLOWE E ANCHE AL SUO “PAPA’”

scritto da butterfly · 17 marzo 2011, 20:39 · #

madi, Mita, Leila Mascano, amelia, Shara, Carla, loretta fusco, Erik, marta, paolo, butterfly…
Grazie!

scritto da Marlowe & Marlowe · 18 marzo 2011, 10:11 · #

Consolo un’amica ossessionata da un compagno geloso, che le ha fatto una scenata perché ha tenuto spento il cellulare. Ma perché? le chiedo, apprendendo che NON è stata una distrazione. La risposta è stata: “Per un sorso di libertà. Per il mio lavoro quasi sempre ho l’obbligo della reperibilità. Piero ( il geloso ) sa tutto di me, dove sono, che faccio, chi frequento (me e sua madre, e poche altre nota di Leila). Almeno se vado in centro voglio perdermi tra viuzze e vicoletti, godendo della brioche calda di un piccolo forno, delle chiacchiere col vecchio antiquario che sa bene che non comprerò nulla, della chiesa buia e bellissima nella quale non ero mai entrata e dove lascio un’elemosina e rubo un fiore. E’ l’illusione della libertà, capisci? Due ore una tantum. Se Piero non lo capirà finirà col perdermi sul serio.”
Come darle torto?

scritto da Leila Mascano · 18 marzo 2011, 16:55 · #

...e adesso …rischio che mi veda o… (il geloso?)

scritto da frank spada · 18 marzo 2011, 20:17 · #

Eccomi qua! come sempre in ritardo ma presente, per quella cosa là, sì, che tutti t’han detto ieri, caro Marlowe!
A presto!
R.

scritto da gelostellato · 18 marzo 2011, 20:49 · #

Se la bellezza fosse una formula matematica avremmo l’impressione di possederla e di poterla governare. Ma la vera bellezza rispetto all’armonia delle proporzioni sfugge a qualsiasi calcolo, quasi che non fosse un risultato, ma un valore aggiunto a un calcolo perfetto, e solo in qualcuna delle sue infinite variabili.
Checché se ne dica, neppure l’intelligenza è richiudibile in una formula, e nessun test ci dirà se una persona è intelligente davvero, ma solo se è dotata di pensiero logico e così via, esattamente come una persona di fattezze regolari non è necessariamente bella, l’intelligenza è qualcosa di ben più complesso e una persona che ragiona non è necessariamente davvero intelligente, nel senso più lato del termine.
E l’amore? l’amicizia? L’idea che ne è ho simile a un giardino, dove mettere ciotole di semi e d’acqua. Gli uccelli vanno, tornano, volano via ancora. Dove? La memoria di quei luoghi arriverà col canto, nascerà nel giardino qualche fiore venuto chissà da dove; piccoli amici, la vostra sincerità è nell’esistere liberi, sfrecciate nell’azzurro, apparire per un attimo e sparire. Sarebbe assurdo chiedervene itinerari e memorie, basta il canto, basta sapere che vi rivedrò.

scritto da Leila Mascano · 19 marzo 2011, 12:05 · #

Questa poi, perfino i fuochi d’artificio link text !!!
La graziosità di una signora friulana non ha limiti.

scritto da frank spada · 19 marzo 2011, 12:31 · #

Caro Frank, dopo aver visto il link precedente, concordo con la signora Mascano. Il suo blog è davvero come quel giardino, frequentato da persone che le vogliono bene, amici veri, insomma. Adesso poi abbiamo anche lo spettacolo pirotecnico…

scritto da anna · 19 marzo 2011, 15:08 · #

Pomeriggio in visita da un amico,reduce da un piccolo intervento. Mi chiede scusa e va a telefonare nella stanza accanto. Con sorpresa lo sento esclamare a voce tonante:
Casino….e qui segue un cognome che conosco.
Ride.
Signorina, Lei lavora lì?
Ride ancora, poi: Mavvia, che è ancora in forma…Verrò per qualche sua specialità...

Poi la conversazione prende un tono più normale.
Torna ridendo: Sua zia (prozia) è una titolatissima signorina, ha più di ottant’anni, è sorda come una campana,molto bigotta. La diverte lo scherzo del nipote, che chiudendo le finestre su Via del Corso, tempo fa le disse: Ma certo vivi in un casino!
Da allora c‘è quest’apertura delle loro telefonate, ma la cosa carina è che la zia chiede al nipote, che per età non lo sa, se lì si cenava pure. Per le specialità....

scritto da Leila Mascano · 19 marzo 2011, 23:33 · #

a Frank

oh, nati una prima volta
per semplice effetto spermatico
e poi RINATI,
beati voi che quadrimensionali
vi alzate dal suolo pullulante mostri
e nel bianco dell’occhio nel triangolo
state, estasiati a godervi
la coscienza incosciente
tesi, come lenzuola fra le meteore
a captare la dolce risacca del Suono
come ragni dell’universo
connessi e liberi, tramanti
una rete impalpabile
che catturi con maestria soltanto il Bene…

scritto da Piero Boi · 20 marzo 2011, 07:36 · #

@ Piero Boi – IL QUARTO MILLENNIO-CARGO DEI CLONI
(Laura Capone Editore – Roma – prima edizione dicembre 2010)

Primo tomo della trilogia futuristico fantascientifica che unisce viaggi interplanetari e tecnologie più avanzate al forte bisogno di una luce spirituale, necessaria per combattere e vincere le battaglie più avverse.
Il destino aveva riservato a Tuiavii compiti molto più alti di quelli svolti fino ad ora, compiti che mai avrebbe potuto immaginare.
Come poteva un uomo pensare che le sorti dell’intero sistema solare potessero dipendere dalle sue decisioni e dalle sue azioni?
Eppure sarà proprio lui, aiutato dai suoi importanti amici conosciuti durante i viaggi da cargonauta sui diversi pianeti e guidato dalla luce della conoscenza che il Patriarca ha scelto di infondergli, che dovrà scongiurare la minaccia più crudele che tutto il sistema planetario abbia mai conosciuto.

Piero Boi esordisce giovanissimo con un romanzo sperimentale, Le piaghe, che autopubblica, si dedica poi alla stesura di rielaborazioni di opere teatrali tutte rappresentate in Italia, tra le quali: Viaggio di uno sprovveduto, L’assassino di Jean Jurés, Il fantasma di Canterville, Il Gamba, figlio del Gamba, cabaret e L’ultimo canovaccio.
Tramite il teatro, approda all’esperienza cinematografica come assistente di Paolo e Vittorio Taviani nel film La notte di San Lorenzo. L’anno dopo scrive e dirige il suo film, Di tutti i colori, presentato a Venezia nella sezione De Sica.
Dopo l’esperienza teatrale e cinematografica torna alla letteratura con Cista Mystica, romanzo epico mitologico e poi Cargo dei cloni, il primo della trilogia Il quarto milennio.
Vive a Nosy Be, in Madagascar, dove oltre alla stesura dei suoi romanzi, scrive e produce documentazioni sulla storia, usi e costumi popolari locali.
NdR – sinossi e note bibliografiche tratte dalla scheda del libro.

scritto da frank spada · 20 marzo 2011, 09:36 · #

Un saluto speciale a Piero Boi, autore dei deliziosi blues mediterranei che ogni tanto appaiono su questo blog, scrittore eclettico e persona i grandi qualità umane. Se questo è un giardino, è sempre un piacere vederlo apparire e sentire la sua voce.

scritto da Leila Mascano · 20 marzo 2011, 11:40 · #

Poche chiacchiere, ieri mi è sembrato di sentire più volte il rombo (assai più cupo dei normali aerei di linea)di velivoli da guerra.
Questo intervento è un altro tragico errore che porterà altri morti, tanti. Senza poi sapere chi si sta avvantaggiando…

scritto da maurizio · 21 marzo 2011, 09:57 · #

La realtà inganna l’attualità dei fatti con il retroscena di una storia che generalmente inizia molto prima del suo vero inizio, fa qualche divagazione incoerente e poi la tronca lasciando il Mediterraneo capovolto dalla guerra!

scritto da frank spada · 21 marzo 2011, 11:22 · #

A seguire passo passo il bollettino di guerra ti accorgi che l’azione contro Gheddafi, peraltro scomposita e confusa, è ispirata da tutto fuorchè da sentimenti umanitari e pacifismo un tanto al chilo. Loretta

scritto da loretta fusco · 22 marzo 2011, 10:10 · #

@ Marlowe – Dunque il suo mito non passa mai di moda eh, Frank Spada – link text

scritto da The Big Max M. · 23 marzo 2011, 11:03 · #

Ma perché mai dovremmo stare a piedi in aria per arrossire i volti, compare mio, sfumiamoci le gote con un fil di fumo, appendiamoci a un chiodo e riprendiamo a guardare il panorama quotidiano, anzi, quello a venire.
Sabato 2 aprile, presso la Biblioteca Comunale di Ronciglione, VT, Corso Umberto I, 26, nella Sala delle Maestranze, ci sarà la presentazione del romanzo “Fammi ridere” di Leila Mascano Tadino – rallegramenti alla ns cara amica e, se vi trovate da quelle parti (Ronciglione è a un tiro di schioppo da Roma), non perdetevi l’avvenimento!
NdR – per informazioni telef. 0761 627537

scritto da frank spada · 24 marzo 2011, 19:50 · #

Farò di tutto per esserci.

scritto da maurizio · 24 marzo 2011, 21:18 · #

Tre desideri? JPG – Jouer,Play, Gratis ( sempre )

scritto da frank spada · 28 marzo 2011, 08:03 · #

Una volta, un mio amico, un cattedratico di fama – non dico il nome perché è di Udine ed è ancora in vita – mi invitò a casa sua, mi offrì da bere e ascoltammo diversi 45 giri kentoniani, jazz-combo, da un Wurlitzer che teneva nel suo studio; poi mi mise una cuffia alle orecchie, la collegò a uno strumento chiamato JPG e, dicendo che mi avrebbe fatto sentire trenta sequenze di tre suoni con toni tra loro diversi, ravvicinati, mi chiese di segnalargli con una, due o tre dita alzate quando avessi avvertito quello con il tono più acuto – ascoltai, segnalai e lui annotò; va da sé che al termine chiesi se ero stato bravo, lui mi offrì quello della staffa e rispose ridendo che i suoni erano sempre stati nella stessa frequenza di tono, per tutte le trenta volte: il più alto sempre in mezzo – qualche mese dopo pubblicò un saggio: L’inganno della mente.

scritto da frank spada · 29 marzo 2011, 12:59 · #

Il tecnico che mi sottopose all’esame dei Potenziali Evocati non possedeva un Wurlitzer, come il cattedrattico amico di Frank Spada. Lo strumento era nuovo e lui passò gran parte della seduta al cellulare con qualcuno che gli forniva istruzioni. Mi fece spostare in vari punti dello studiolo e alla fine non si sapeva se il tutto era stato registrato dal macchinario. Fui ringraziata per la pazienza.
C‘è poi la faccenda della Risonanza Magnetica e dei rumori che risultano del tutto simili a quelli di un cantiere dove si possono sentire trapani, motopic, seghe, flex e io sono brava ad imitarli per far divertire chi mi ascolta.
Charlotte, la figlia di Serge Gainsbourg e Jane Birkin, vittima di un gravissimo incidente, questi rumori ossessivi li ha messi in musica con un pezzo dal titolo IRM.

scritto da Dame mit Fächer · 30 marzo 2011, 09:56 · #

Un telefax (“facendomi capire di aver ricevuto anche un perentorio telefax dalla proprietà”), un citofono (“dalla grata di un citofono mezzo nascosto da una lussureggiante tuberosa in fiore”, due apparecchi con i quali Marlowe ha a che fare nel primo libro di Frank Spada.
Io, con il vezzo dell’Editing, ed avendo usato per la prima volta il fax negli anni ottanta, sono andata a controllare l’epoca di tale invenzione. Ho così accertato che una macchina anticipatrice del fax, basata sul moto di un pendolo, fu impiegata per la prima volta nel 1861 e, in quanto al citofono, il disegno si trova nel Codice Atlantico.
Sappiamo che Marlowe ascolta la radio “quand’ero bambino e con papà ascoltavamo alla radio le grandi orchestre jazz, fissandoci negli occhi mentre m’insegnava a riconoscere gli strumenti uno per uno e mimando – dita a muoversi nell’aria – il suono della tromba di Bobby Hackett che gli faceva torcere le budella dalla commozione”, ma nessun accenno alla televisione.
Chissà, forse Frank Spada, come Marlowe la televisione non la vede mai.
Allora gli voglio segnalare che ultimamente, per un format televisivo dal titolo “I soliti ignoti”, è stata usata la soundtrack di “The Man with the Golden Arm”.
“Zucchero nelle orecchie”, Mr. Frank!

scritto da Dame mit Fächer · 30 marzo 2011, 16:37 · #

Apprezzo molto la sua curiosità giocosa, gentile Dame mit Facher, ché si allarga in ogni dove e interrogandosi risponde, puntualizza alzando il “tono”... tanto che le segnalo che un tizio, e il suo compare, non mostreranno il volto nè qui link text
né qui link text
nè in televisione, visto che per loro non esiste anche se c‘è.

scritto da frank spada · 30 marzo 2011, 19:48 · #

Caspita Frank, ma dove trova il tempo per presenziare a tante “assenze”? Ah! i misteri della mente…complimenti e..ad maiora!

scritto da anna · 31 marzo 2011, 10:54 · #

Al di là delle sue intenzioni, non mostrare il volto, potrebbe essere una inconsapevole grossa operazione di marketing. loretta fusco

scritto da lorettafusco · 31 marzo 2011, 10:58 · #

Al di là di tutto, chi ama “Marlowe” non bada a queste distinzioni, quindi mi unisco ai complimenti di Anna e consiglio a Frank Spada di starsene al coperto!

scritto da marta · 31 marzo 2011, 11:44 · #

@ lorettafusco – chi non conosce la verità e affida a una lettrice attenta il compito di chiedere aiuto… grazie ancora.

scritto da frank spada · 1 aprile 2011, 15:37 · #

@ Dame mit Facher – link text – ho in mente di sorprenderla.

scritto da frank spada · 2 aprile 2011, 11:35 · #

Quando si passa per di qua , non si sa mai cosa si trova, anzi, meglio, si sa di trovare sempre qualcosa di originale e si può liberare la fantasia nell’interpretazione. Sorpresa continua, insomma…

scritto da anna · 2 aprile 2011, 19:00 · #

@ paola67 – Se “Leggere questo libro è come immergersi nell’atmosfera di un locale anni ’50 dove il fumo annebbia la vista e il jazz batte il ritmo del racconto” , beh, Marlowe scatta su e gli sale la pressione, il suo compare ne approffitta per chiedergli chi è, e andrà a finire che qualcuno, dopo aver guardato un promo-box, li prenderà a calci sugli stinchi senza dar loro il tempo di appoggiare un, due… credo quattro piedi a terra.
Grazie!

scritto da frank spada · 3 aprile 2011, 11:19 · #

Rientro da un altrove per registrare il successo che la ns cara amica, la scrittrice Leila Mascano, ha ottenuto ieri sera a Ronciglione (VT) presentando il suo romanzo Fammi ridere (Robin Edizioni) e, a quanto so, non solo quello.

scritto da frank spada · 3 aprile 2011, 18:04 · #

- A h!

- B é?

- C aspita

- D ove?

- E mme come…

- F usco!!! link text

scritto da frank spada · 4 aprile 2011, 12:36 · #

Mr. Frank,
dopo il concorso fotografico su “Letteratura, musica, fotografie e assenze ispirate dal libro ”Marlowe ti amo”, ci vorrebbe una gara tra le sue lettrici per creare il dolce che piace tanto alla mamma di Marlowe. Ho sentore che la Signora Fusco possiede qualche buona ricetta!

scritto da Dame mit Fächer · 5 aprile 2011, 16:48 · #

A “Chi segue anche solo da lontano la letteratura contemporanea… “ segnalo che all’ Auditorium Parco Della Musica – Roma – nell’ambito della Rassegna “Vi racconto un romanzo” – lunedì 11 aprile 2011, alle h 21 il prof. FRANZ HAAS introdurrà la lettura di L’Uomo senza Qualità di Robert Musil.
(v. link text )

scritto da frank spada · 6 aprile 2011, 09:48 · #

Franz Haas, l’ho incontrato per merito di Marlowe ma prima ero stata a Klagenfurt in visita alla città natale di Musil. Nel mezzo ho apprezzato Massimo Venturiello, attore bravissimo, in “Piccoli crimini coniugali”, di Eric Emmanuel Schmitt, assieme ad Andrea Jonasson (penultima moglie di Strehler), oltre che in “Gastone” di Ettore Petrolini, spettacolo del quale era anche regista.

scritto da Dame mit Fächer · 6 aprile 2011, 11:11 · #

Buondì caro Frank!
Passo per un saluto… stamattina avevo una mezz’oretta libera e mi sono messa a cercarti in internet. Scopro con gioia che appari sempre più spesso in molti luoghi virtuali e che seguendo il tuo nome ci si ritrova a leggere tante cose interessanti, informazioni serie ma anche commenti divertenti sui siti delle tue fan più accanite.
Il tutto va bene per ammazzare il tempo finché potrò godermi il tuo nuovo romanzo.
Ciao caro Frank, buona giornata a te ed a tutti coloro che ti seguono.

scritto da Mita · 6 aprile 2011, 12:01 · #

Noi che seguiamo anche da lontano la letteratura contemporanea…ringraziamo Frank per la segnalazione.

scritto da anna · 6 aprile 2011, 14:28 · #

Che strane coincidenze!
A oltre cinquat’anni dalla morte di suo padre, Marlowe, da molti mesi, lo trovi spesso sulla stampa quotidiana, anche settimanale, per non dire di quei blog/siti/eccetera dove un mito rifiorisce come per incanto – tralascio chi, bloggher eccetera, chiude gli occhi fingendo indifferenza per chi l’ha riportato in scena, lanciandogli…
Compare mio, la sincerità a volte ci ripaga, specialmente quando il gioco è senza imbrogli e un mito, proprio perché tale, non muore.

scritto da frank spada · 8 aprile 2011, 12:49 · #

Che dire, dopo tanto tempo in un’assenza data più dalla mente che dalla realtà dei fatti, scoprire che la mente… mente! E che ciò che più si teme è la paura della paura. Un buongiorno a tutti!

scritto da Elisa · 9 aprile 2011, 09:51 · #

Bentornata Elisa!

scritto da frank spada · 9 aprile 2011, 11:03 · #

C‘è chi legge per istruirsi e chi, e non sono pochi, per diletto – talché Marlowe, e il suo compare, ringraziano nuovamente la curiosità dei WebMasters Net Citizen Friends.

scritto da frank spada · 11 aprile 2011, 11:02 · #

Colgo la palla al balzo o meglio, il mattarello al balzo, per dar forma a un ipotetico dolce che, come suggerito da dame mit Facher, possa essere gradito alla mamma di Marlowe. Che possa piacerle l’immarcescibile strudel che nel gusto ricorda tanto l’Apple Pie il dolce nazionale americano? loretta

scritto da lorettafusco · 13 aprile 2011, 11:44 · #

Purché la pasta frolla sia croccante e la marmellata appena un po’ caramellata lungo il bordo (rotondo o a cuore fa lo stesso), è il dolce che mi piace di più – ma io non sono lui e lui… che donnaiolo! sta seduto su una mina con un elmetto in testa e sorride invitante a una donna che lo fissa da debita distanza mostrandogli una torta.

scritto da frank spada · 13 aprile 2011, 12:23 · #

Pasta frolla croccante. Ora occorre indovinare il gusto della marmellata. Sappiamo che Marlowe finisce un barattolo con Sweet Georgia brown e pure sogna di mangiare marmellata tra un assolo e l’altro, dopo aver ascoltato un trombettista nero al Lighthouse Club.
Per conto mio Marlowe, come il suo autore Frank Spada, ama le albicocche … “un fondo schiena come un’albicocca matura di colore e… Vi sarà capitato, almeno una volta nella vita, di avere quel delizioso frutto in mano, rigirarlo, osservarlo tra le dita, finché su un lato prima o poi appare una piegolina che lo separa di tenerezza in due?”
Sarà la marmellata di albicocche quella preferita anche dalla mamma di Marlowe?

scritto da Dame mit Fächer · 13 aprile 2011, 14:06 · #

Quanti chilometri all’ora può fare un’auto fantasma? Sono in tanti a giurare di aver visto una meteora superarli in autostrada, ma senza saper dire di più. Sembra incredibile che sia stata la stessa macchina a percorrere la Salaria a passo d’uomo, rallentare fino quasi a fermarsi all’altezza d’una fermata d’autobus, ripartire a razzo dopo che il guidatore ha lanciato una lunga occhiata a una misteriosa signora, che ha ricambiato lo sguardo. Poi la macchina ha fatto un’abile quanto vietatissima inversione, per ripartire a razzo nella direzione da cui era venuta. Nell’aria blu, l’eco di un assolo di jazz. Roba da Marlowe!

scritto da Leila Mascano · 14 aprile 2011, 13:01 · #

Gentili Loretta Fusco, Dame mit Facher, Leila Mascano, sono certo che con il vostro aiuto lui farà un buon lavoro, praticamente doppio in una confezione sola – voi ingrandirete ogni piccola cosa, io le cose grandi le racconterò come se fossero piccole, il jazz farà il resto.
Saluti obliqui, rifrangenti cordialità affettuose.

scritto da frank spada · 14 aprile 2011, 18:40 · #

Almost blue…la ascolto cantata da Diana Krall, è sempre una canzone struggente, anche con un bel testo. Quasi triste…quasi io, quasi tu. Il blu è un colore, ed è anche la malinconia. Un altro che sarai tu, ma quasi tu, un’altra che non sarò io, ma quasi io…
Non la si può ascoltare nell’ora blu, quando sta per scendere la notte. Meglio spegnere rabbiosamente la musica, accendere le luci dell’appartamento, pensare che continua la vita. Quasi vita.

scritto da Leila Mascano · 16 aprile 2011, 20:19 · #

@ Leila Mascano – Almost… may be, but only jumping a flight at Blue Garden to live forever in a sentimental mood whit his trumpet link text

scritto da frank spada · 17 aprile 2011, 12:41 · #

Normale, un musicista è un poeta, comunque, e viceversa.

scritto da Leila Mascano · 17 aprile 2011, 15:49 · #

Proprio oggi riascoltavo alla radio…
“Tristezza per favore va via, non aver la mania di abitare con me”...
Grande Vanoni!

scritto da maurizio · 17 aprile 2011, 20:05 · #

@ maurizio Stai parlando del mio mantra?

scritto da Leila Mascano · 18 aprile 2011, 10:02 · #

O’m,o’m,o’m…

- Aumento gli ohm?

- No, diminuiamoli.

- Ma voi due, quand‘è che accorderete i fiati.

- Mai.

- Sempre.

- Ma questo è un manicomio! Su, ragazzi, venite dalla mamma.

- Mà, ma se ti stiamo in braccio da una vita… (all’unisono)

scritto da frank spada · 18 aprile 2011, 10:33 · #

Ogni tanto, in questa quasi vita, attacchi di panico improvvisi, come stamattina, mi sono svegliato quasi di colpo, da solo, ansia, diaframma bloccato, non respiravo, non trovavo il telefonino, paura di morire, cuore che batteva all’impazzata…uffa! Non si può vivere così...

scritto da maurizio · 18 aprile 2011, 21:39 · #

Bene.Questi gemelli qualche volta rassomigliano a Birillino e Birilletto, i gemelli di Alice, sempre in lite. Ma dicono siano irresistibili.

scritto da Leila Mascano · 18 aprile 2011, 22:40 · #

Birillino e Birilletto, io non l’ho mica mai letto il libro di Alice! Ma il web contiene testimonianze molto divertenti. Proprio Leila Mascano nel Forum di Penna d’Oca indicava:

“Jack, pane e nutella, un libro di poesie
e la vita è più bella.”

“E poi la Nutella non dà altri effetti collaterali che trasformare le maniglie dell’amore in maniglioni antipanico.”

scritto da Dame mit Fächer · 19 aprile 2011, 10:19 · #

Curarsi con la Nutella? Sì, un dolce suicidio…

scritto da maurizio · 19 aprile 2011, 11:49 · #

Certo Maurizio, ma basta farlo di nascosto… link text

scritto da frank spada · 19 aprile 2011, 12:42 · #

Tocca tener d’occhio i santi!
Per San Patrizio, 17 marzo, compleanno di qualcuno con la vestaglia addosso e la prima sigaretta tra le labbra;
per San Giorgio, 23 aprile, un viaggio in Tuscia tra letture di brani, note di sax, danza contemporanea;
25 giugno, subito dopo il giorno di San Giovanni Battista e la celebrazione del solstizio d’estate, ci sarà chi avrà ricercato e rappresentato luoghi precisi e riconoscibili del territorio friulano, scoperti attraverso un libro.
... sequenze pirotecniche per Frank Spada e il suo Marlowe!

scritto da Dame mit Fächer · 19 aprile 2011, 13:49 · #

Caro Frank, leggo che…
http://www.ontuscia.it/news.php?extend.56603.8
e mi chiedo se i tuoi non stiano diventando i libri più presentati al mondo in assenza dell’autore!

scritto da madi · 20 aprile 2011, 07:38 · #

@ madi – comincio a crederlo anch’io link text

scritto da frank spada · 20 aprile 2011, 08:44 · #

Frank, non sarà che lei è in corsa per un primato Guinness ?
Cordialissimi saluti.

scritto da amelia · 21 aprile 2011, 09:48 · #

4 aprile e un anno fa… – talché a voi tutti le sorprese (come sempre) ma a noi due la cioccolata; poi sgusciate via la festa, strapazzatevela in testa e scambiatevi la pace!

scritto da Marlowe & Marlowe · 22 aprile 2011, 11:01 · #

Un saluto, che non ho niente di intelligente da dire :)

scritto da Michela · 22 aprile 2011, 23:06 · #

@ Michela – buongiorno soul sister !

scritto da frank spada · 23 aprile 2011, 08:39 · #

Da rifare è la vita come oblio accorato e violento, da possedere è una storia che ci possiede, e non c’è più passione di essere al mondo, se non è questa fredda passione di ragione, che accetta di riconoscerlo e mutarlo, per produrlo diverso, e umano, più umano, troppo umano.
Sanguineti : Da Le ceneri di Pasolini]

Chi viene battuto, si alzi! Chi è perduto, combatta! Chi ha conosciuta la sua condizione, come lo si potrà fermare? Perché i vinti di oggi sono i vincitori di domani e il mai diventa: oggi!

Brecht : Da Lode della dialettica]

NdR – Festa della liberazione – un abbraccio a Mario Quattrucci

scritto da frank spada · 25 aprile 2011, 09:21 · #

Sul web gira la notizia che…triplico o raddoppio i complimenti, Frank? In ogni caso, lisci, senza ghiaccio e che il jazz… buone giornate:)

scritto da Candy's 50 · 30 aprile 2011, 17:14 · #

L’immagine di un libro aperto sopra il libro – così vedo rappresentata la copertina di “Doppio Marlowe” – mi ha fatto ricordare il volantino che avevo composto, diversi anni fa, per una mostra di libri nella biblioteca comunale. Si trattava di un libro aperto sopra il mondo e sulle due pagine avevo inserito questa frase: “Ci sono più mondi in una biblioteca che biblioteche nel mondo”.
Nei libri di Frank Spada di sono davvero tanti mondi!

scritto da Dame mit Fächer · 3 maggio 2011, 09:49 · #

Nulla di nuovo: Marlowe è vittima della patologia del viaggiatore, una cronicità degenerata in spasmi ricorrenti libro dopo libro, che lo condanna a girare il mondo stando fermo, seduto su uno sgabello per volere di suo padre, mentre il compare… ah, gli esercizi spirituali, che varietà di gusti quando lisciano il palato inzuccherandoci le orecchie!
@ Candy’s 50, Dame mit Facher, vi ringrazio.

scritto da frank spada · 4 maggio 2011, 18:34 · #

Quest’oggi, a Aquileia (UD), il Friuli onorerà il Papa e i clic degli obiettivi diventeranno immagini – nei px mesi, i club degli associati… FVG! una Regione in tre parole sole : cielo, mare, terra (quest’ultima sempre in movimento).

scritto da frank spada · 7 maggio 2011, 12:58 · #

Il vento link text e l’ultima domanda link text

scritto da frank spada · 10 maggio 2011, 11:00 · #

I gatti si godono il sole che splende bellissimo su Roma. Sono loro il più efficiente sismografo che rassicura i romani. Pare che la gita parrocchiale che li (ci)avrebbe portati tutti “altrove” non ci sarà, il bus terremoto finora non si è preannunciato. Domanda: ma è brutto poi andarsene tutti insieme, o leggermente consolatorio? Qualcuno, protagonista per natura, si ribellerà...ah no, essere solo un numeretto in una delle sole due o tre occasioni in cui è lecito comparire sui giornali…( le altre pare siano nascita e matrimonio, e forse laurea, offuscata quest’ultima da un dubbio di provincialismo…)
I gatti, beati loro, di questi problemi non ne hanno e come in una canzone di De Gregori “muoiono” nel sole, ma in realtà ben sono ben vivi.
Niente, le prime dodici ore sono andate. Se anche le altre dodici passeranno così non resta che aspettare l’allineamento dei pianeti prossimo venturo.Ma anche là...

scritto da Leila Mascano · 11 maggio 2011, 14:10 · #

L’“altrove” per ora fissiamolo a Torino, alla Fiera Internazionale del libro che si terrà dal 12 al 16 maggio 2011 al Lingotto Fiere, Via Nizza 280, e più precisamente presso lo stand L08 del Padiglione 2.

scritto da frank spada · 11 maggio 2011, 16:25 · #

Apprendo ora ufficialmente che l’amico Raffaele Serafini ha vinto il concorso VinciRobin con il racconto “Un Faust esordiente” link text
Complimenti e che il Gelo lo attanagli dal rimorso di aver venduto l’anima!

scritto da frank spada · 13 maggio 2011, 15:43 · #

ahahaha
Grazie Frank,
Sei il mio miglior agente pubblicitario :)
Prima o poi ti assumerò...
Mandi!

scritto da gelostellato · 13 maggio 2011, 15:55 · #

C‘è poco di che ridere, perché ti costerà una cena. Quanto a… nessuno eguaglia Dame mit Facher, se saprai… e sì che tu as l’anim bon e tu ti das da fà cuanc che tu as voe.
NdR – e sì che hai l’animo buono e che ti dai da fare quando vuoi.

scritto da frank spada · 13 maggio 2011, 16:04 · #

Il cannocchiale a manrovescio.
Lo avevo sfilato , di sotto al naso , a quel tizio che dormicchiava al tavolo del bar ,un pò chinato sul chinotto ,il naso a sfiorare la fettina di limone.
Oddio,fettina.
Più limone che chinotto aveva versato la fatina del bancone ,confondendo la logica dei rapporti nel bicchiere.
Nell’ambata della mossa del sedere.
Il cannocchiale a manrovescio,dicevo.
Il tizio simulava un sonno che profondo non era.
E alla gran sberla sulla guancia, la mia,sopportai il dolore e il rossore.
Ma non la becera curiosità degli avventori.
Inventori delle faccende d’altri.
Non era mia intenzione rubare il cannocchiale.
Glielo avrei restituito,prima o poi,in un altro bar, con un largo sorriso e con un grazie tarpato e garbato.
Dopo aver spiato il mondo a pendolo,nello sgomento gotico dello strumento ottico.
Glielo avrei restituito in tralice,sfiorando il calice.
Come il ballerino delle mosche che s’arrampica sui vetri per capire da dove cavolo le donne facciano partire le tende.
Così lunghe,estenuanti, troppo stirate.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 13 maggio 2011, 20:37 · #

Mr.Perfiumi! questa sì che è una sorpresa – condivideremo le intenzioni o (stamani il nord-est è nuvoloso nero e sta per piovere) guarderemo fianco a fianco con un brivido alla schiena una vetrata, una goccia che scivolando incerta nel labirinto dei rigagnoli si unirà alla vicina in un filo senza senso e, appesantendo la sua corsa, scorrerà verso la fine di una storia?
Qualcosa sta cambiando, caro Joe, il tempo (forse) perturberà il normale fluire delle ore, e non è detto che avanzando ci oltrepasserà all’indietro stirandoci le chiome.

scritto da frank spada · 14 maggio 2011, 09:54 · #

Buongiorno,Mr.Spada!
Anche a nord-ovest non pascolano cieli azzurri.
E c‘è una goccia , alla finestra della sala,un pò incerta sulla strada da prendere.
E’ una goccia uguale alle due gocce che scorrono, ora sghembe ora parallele,alla sua destra e alla sua sinistra.
Si direbbe che sono tre gocce d’acqua simili a gocce d’acqua.
Ma la goccia centrale vibra nel suo nucleo, forse disorientata, forse preoccupata.
La preoccupazione di una goccia?
Il sole,presumibilmente.
Mi concentro.
E mi sembra di intuire le sue intenzioni.
E’ attratta dalla tenda interna, così esasperata nei suoi monotoni esagoni a punto croce tanto da sognare qualche pentagono, anche non definitivo,a punto e virgola.
La tenda tende a una variante,che sia un motivo per non farsi prendere per i fondelli dal vento che la gonfia a mantice, manco fosse una mamma che un mese aspetta, un mese non aspetta.
Brenda scoperchia la quiete della sala, come una antica chiavetta una antica scatola di sardine.
La mia donna accende luci,sposta un vaso di fiori,raddrizza un quadro con l’enfasi di una femmina che vive per inscenare allineamenti
Brenda spegne le magie e riaccende l’unica luce spenta.
E così la goccia incerta se ne è andata via.
“Morta una goccia, se ne fa un’altra”, commenterebbe Brenda.
E accarezza la tenda.
La tira,la tasta, la scosta , la impasta ai bordi con il fremito delle dita nervose.
Il rapporto di una donna con le tende non è una precoce eiaculazione d’affetti.
E’ un infinito, petulante, insensato gioco di intese.
Un fraseggio di confidenze da cui sei tagliato fuori.
Forse un tradimento.
Ecco cosa voleva segnalarmi la goccia pellegrina.
Il tradimento.
All’improvviso, tutto sembra quadrare.
Che Brenda se la intenda con la tenda?

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 14 maggio 2011, 12:30 · #

Che tempismo: uno squarcio senza fulmini e all’improvviso a nord-est c‘è il sole – ora si vedrà se la sua donna se la intende con se stessa o non è Brenda.
Intanto salgo a pranzo e mangerò da solo come sempre.

scritto da frank spada · 14 maggio 2011, 13:03 · #

Mr. Frank,
Prenda per esempio Christopher Marlowe (mica un nome a caso), e la sua opera The Tragical History of Doctor Faustus, dove due angeli, uno buono e uno malvagio, danno continuamente consigli a quel tipo esordiente di Faustus.
Ora non mi è ben chiaro se Serafini è un angelo o se ci sono angeli che lo consigliano.

scritto da Dame mit Fächer · 14 maggio 2011, 13:33 · #

@ Dame mit Facher – consigliare un vincitore è come far scattare l’indice della mano destra per lanciare una monetina attraverso la fessura che stacca di poco (circa 3 mm, variabili in meno) la base della grata del pozzo di Callisto a Cividale del F. che corona il bordo in pietra… piasentina, credo di sì, e poi sentire se raggiunge il fondo rimandando l’eco che ti spinge a far saettare un mozzicone in alto come una cometa, solo per me, beninteso.
Cordialità serali.

scritto da frank spada · 14 maggio 2011, 19:55 · #

Dame mit Facher, Spada e il suo Marlowe hanno ampiamente dimostrato di che pasta sono fatti, anche se, a volte, sembrano impegnati in un doppio gioco per salvarsi entrambi.

scritto da paolo · 15 maggio 2011, 09:59 · #

Paolo,
le rispondo in merito a salvezza o salvataggi …
penso che è inutile compiacersi da soli per la bellezza di un’opera ma che piuttosto la conoscenza vada divulgata – questo pensiero, anche se non scritto alla lettera è da attribuirsi a Borges.
“Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo”, cunclude Borges ne “I giusti”.
Ho cercato la poesia nella lingua originale per verificare se Borges si era espresso con lo stesso termine del salvare “Esas personas, que se ignoran, están salvando el mundo.” Bisognerebbe davvero approfondire, in termini soteriologici, ciò che l’autore intendesse dire. Per conto mio, di primo acchito, l’ho recepita come “il coltivare la conoscenza” del “Chi scopre con piacere una etimologia”.

scritto da Dame mit Fächer · 15 maggio 2011, 10:06 · #

@ paolo – chiaroveggenze o certamente… sì, anteprima e copertina non disgiunte intervistando chi non mente.

scritto da frank spada · 15 maggio 2011, 10:23 · #

Piove e non importa (tanto lì l’acqua traghetta anche una coppia) link text su, Leila, che poi andiamo all’Harry’s a farci due Bellini.

scritto da frank spada · 15 maggio 2011, 12:05 · #

Quante novità, tra interviste ironiche, due copertine che tengo sul comodino e una terza che, triplicando Marlowe, mi raddoppierà il piacere di leggerla, caro Frank.
Mi complimento ancora, con un pensiero di amicizia.

scritto da anna · 15 maggio 2011, 17:56 · #

Generalmente lascio ai fatti promuovere se stessi, ma oggi mi si chiede se… sì, “ La scadenza per la consegna delle foto del Concorso Interpretando Frank Spada è stata posticipata alle ore 12.00 del 16 luglio 2011, su indicazione dei Circoli Fotografici partecipanti alla presentazione del concorso stesso.link text

scritto da NdR · 16 maggio 2011, 17:33 · #

Monocrazia monoculare? Per ora lo scossone è forte – Clickjacking o Don,t be evil – tanté che Giavazzi & C. valuteranno l’Fmi decapitato e DSK... raddoppieremo le vedute capovolgendo il Cannocchiale, ché tanto nulla cambia per cambiare, ma per sbarbare un volto, litigare e, standomene spalle a una parete, filmare quello che da entrambi i lati non si vede.

scritto da frank spada · 17 maggio 2011, 12:59 · #

Nell’ambito della rassegna “Nasce da un libro…” segnalo con gioia che CARLA CASAZZA, giornalista free-lance, scrittrice, agente letterario, e non solo, sabato 21 maggio, alle ore 18, nei suggestivi spazi del Palazzo delle Maestranze di Ronciglione (Viterbo) presenterà il suo splendido libro Montecuccoli 1937-38. Viaggio in Estremo Oriente (Bacchilega Editore – Imola – www.bacchilega editore.it).
La presentazione sarà accompagnata da una mostra fotografica tratta dal volume.
Nel corso della mattinata, l’autrice racconterà le vicende dell’incrociatore Montecuccoli e del suo equipaggio agli studenti del liceo cittadino A.Meucci.

scritto da frank spada · 18 maggio 2011, 12:20 · #

Confermo quello che scrive Frank. Il libro è bellissimo, corredato da splendide fotografie, un’avventura emozionante che dopo tanti anni coinvolge ancora; un grande un regalo per chi in quegli anni c’era, un documento imperdibile per chi non era nato ancora.

scritto da Leila Mascano · 18 maggio 2011, 18:43 · #

M. Spada,
quelle merveilleuse nouvelle!
“Frank Spada (pseudonyme) a repris le personnage du privé Philip Marlowe, d’après Chandler, et a écrit pour Robin Edizioni (Rome) trois nouvelles aventures dont il est le protagoniste. Nous retrouvons dans ces polars les atmosphères chandleriennes, le background et le sound de l’époque.”
Peut être:
“Marlowe je t’aime. Une histoire en sept jours”,
“Marlowe, qui es-tu ? Cinq sens et une âme” e
“Double Marlowe. Sans faute, sans glace”

Liscio = Sans faute = littéralement “senza colpa”, j’aurais traduit en “pur” ou “nature”.
Marlowe innocent? Un mystère à découvrir …

scritto da Dame mit Fächer · 19 maggio 2011, 15:46 · #

– Il prossimo lo titoleremo “Point et allez à la ligne”
– Mi ricorda la polonaise.
– Cosa c’entra Chopin?
– Guarda che intendevo la Szymborska.
– Allora “Point virgule” o “Guillemets et stop”
– Inseriamo almeno una citazione, visto che potrebbe essere l’ultimo.
– Così poi dovremo fare una nota a piè pagina? No. Troppo lavoro. E “Deux points” ?
– Ma dài, non è mica la raccolta dei suoi detti.
– Ah! Ho deciso: “Un homme prende pied avec l’Air France”
– Ma è la fine di…
– Lo mettiamo al posto del titolo e al suo posto “Allez a la ligne!”
– Geniale! Li sbalordiremo per la tragicità del gioco.
– Sarebbe?
– Scrivere coi piedi. Andiamo a fare quattro passi, và, che è più salutare per la circolazione.

scritto da frank spada · 19 maggio 2011, 17:53 · #

Double… sans faute, chère Dame mit Facher, donc Marlowe naturellement sans glace (chaud, de bon coeur… pure se qualcuno pensa di essere al coperto in un “bunker”, anglicizzando il nome di origine francese “bon couer”, mentre mi guarda veleggiare verso un bagnasciuga al sole, liberamente)

scritto da frank spada · 22 maggio 2011, 12:57 · #

500!
L’augurio a chi interpreterà un concorso di farla volare in alto, immaginando…
Au revoir, M. Spada

scritto da butterfly · 23 maggio 2011, 19:05 · #

Minimizzerò le perdite nelle mani in cui perdo e massimizzerò le vincenti stringendole con gratitudine – chi rilancia vince, chi vede, e tace, è un perdente al buio.

scritto da frank spada · 25 maggio 2011, 10:42 · #

Mr. Frank,
vedendo in giardino le peonie fiorite, mi stavo chiedendo se era già trascorso un anno da quando io arrivai qui, nel suo blog. In verità c‘è stato un anticipo di fioritura rispetto all’anno scorso, ed io, che ho controllato, le comunico che era il 12 giugno.
Un anno fa, nel mio blog, avevo pubblicato un post con la foto delle mie peonie e una piccola nota sul fatto che chi pianta questi fiori non lo fa solo per la sua vita, perchè la pianta può arrivare fino a 200 anni e quelle del mio giardino sono lì da oltre 50.
Dunque, Mr. Frank, questo è solo il primo anno, ma io sarò qui per altri 199, e forse anche di più ...

scritto da Dame mit Fächer · 26 maggio 2011, 15:49 · #

Rientro ora da una vacanza al sole breve quanto un tuffo, una nuotata e un bocca a bocca che mi ha riportato in vita.
Dame mit Facher, mia cara amica, il suo giardino ci assicura lunga vita!

scritto da frank spada · 26 maggio 2011, 17:25 · #

Anch’io adoro le peonie e le sue foto, Dame mit Facher, che sono davvero belle. Non sapevo che questi fiori vivessero così a lungo. In questo blog c‘è sempre qualcosa da imparare.

scritto da marta · 27 maggio 2011, 18:48 · #

Gentile Signora Marta,
proprio ieri sera parlavo al telefono con mia sorella che vive in Canada ed è maggiore di me di 18 anni. A lei chiedo sempre aneddoti di famiglia. Ieri sera si è parlato del fatto che in casa le piante venivano chiamate con il nome della persona che aveva regalato la talea da riprodurre. Io non ricordavo più come chiamavamo l’aspidistra. Pensi, Signora Marta, veniva chiamata “Irme dal plevan” (Irma del pievano), in quanto era stata la perpetua a regalare la piantina. Per brevità mia madre la chiamava “plevane”. Poi c‘è una certa Berto Gibo, della quale, ancora oggi, non conosciamo il vero nome.
Ringrazio Mr. Frank che vorrà accogliere queste divagazioni floreali …

scritto da Dame mit Fächer · 28 maggio 2011, 14:24 · #

@ Dame mit Facher – associare il nome di una pianta al nome di qualcuno è un gesto d’amore. Sono certa che anche il nostro ospite condivide.

scritto da marta · 28 maggio 2011, 17:19 · #

Venticinque paginate corserali di contusi, feriti molto gravi, fantasmi ancora in vita… indietro non si torna: un cetriolo non perdona – altro che condivisioni vivaisticovirali!

Torniamo a noi, al “Trucco del cappello” (Hat Trick), a una tripletta che chi comanda il caso… poker!?

scritto da frank spada · 31 maggio 2011, 12:48 · #

link text
un blog che merita attenzione!

scritto da frank spada · 2 giugno 2011, 16:33 · #

Le peonie del mio vicino?
Un peana di armonia cromatica.
Rimiro e mi ritiro.
A casa mia solo beghonie.
Generate dalle 20.000 beghe sotto i larici.
Come è triste e corrosiva la mia signora,
nei panni della sapiente giardiniera.
Come è fastidiosa quando esaspera lo spelling di ‘aiuola’.
Troppe vocali per una esigua consonante.
La consonante sconsolante , mal gestita dalla Petulante.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 2 giugno 2011, 19:09 · #

L’esigua consonante cela consolata l’aldilà – M&M… e doppio M chi sarà?
Forse una spia, che passa un plico a uno svizzero-tedesco sul lago di Lemano, o forse un pescatore, che travolto dalle rapide di un fiume arriva al mare e poi manovra verso oriente, per innescare il sorgere del sole tendendo un tranello a un cacciatore e lanciargli un’esca per non farsi acchiappare da un compare.

scritto da frank spada · 3 giugno 2011, 15:37 · #

Mooi handje,
net zoals ons landje.
Waar ben je geweest?
Naar het strandje.
Wat heb je gedaan?
Ik ging van de glijbaan.
En ik heb ook gezongen,
met mijn longen,
longen,
longen…

NdR – traduzione letterale di una filastrocca cantata da una nipotina che accarezza i ghirigori sul palmo di una mano che, lontano dai suoi occhi, trattiene tra le dita il fumo di una sigaretta:
Manina bella,
come il nostro paesino.
Dove sei stata?
Dalla spiaggina.
Cos’hai fatto?
Son scivolata dallo scivolo.
E ho anche cantato,
con i miei polmoni,
polmoni,
polmoni…

scritto da frank spada · 4 giugno 2011, 10:53 · #

Che tenerezza!
Sarà anche “lontano dai suoi occhi”, ma una nipotina che evidentemente conosce le pessime abitudini di un nonno a cui vuol bene, avverte il pericolo del fumo e lo invita a smetterlo!
Davvvero interessante BlogOlanda, Frank, grazie per la segnalazione.

scritto da anna · 5 giugno 2011, 10:07 · #

Dedico alla nipotina olandese la filastrocca che la mia nonna faceva sulla mia manina ed io sulla sua.

Ator ator dal pradissit – al coreve un jeurissit: – chest lu à cjapât – chest lu à spelât – chest lu à fat cuei – chest lu à mangjât … – cussì al puar picinin – nond‘è restât nancje un freghenin!
La mano è un praticello dove corre un leprottino – questo lo ha catturato (indicando il pollice) – questo lo ha spellato (l’indice) – questo l’ha fatto cuocere (il medio) – questo l’ha mangiato … (l’anulare) e al povero piccolino (il mignolo) non è rimasto nemmeno un bocconcino.

scritto da Dame mit Fächer · 5 giugno 2011, 11:22 · #

@ anna – di pericoli ce ne saranno molti, a occhio e croce minimo dieci.
@ Dame mit Facher – se il “caso” mi precede lo raggiungerò, se m’insegue rallenterò il passo, controllerò la pressione delle suole e allaccierò le stringhe delle scarpe.
NdR – chi pensa a un Hat Trick non avrà pace.

scritto da frank spada · 5 giugno 2011, 12:47 · #

“Caso è forse lo pseudonimo di Dio quando non voleva firmare.”

Joe Perfiumi,ne Il giardino d’Epicuro, con Anatole France.
O meglio.
Anatole France,ne Il giardino d’Epicuro,non obbligatoriamente con Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 6 giugno 2011, 22:40 · #

“E quando Dio decise di firmare,non firmò a caso.
Tralasciando lo pseudonimo, siglando con l’omonimo.Dio,per l’appunto”.
Uno strano caso di onnipotenza sdoppiata.
E il notaio riposava,in quella settima giornata.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 7 giugno 2011, 22:18 · #

A volte mi prende un so che… farei, farò, fare l’ho già fatto: oggi è l’8 giugno, penso all’Ocean Day, a SAN FRANCISCO – “Turn the Tide” – 560 Bay Area students at Ocean Beach, a SAN DIEGO – “Coexist” —
almost 1,000 students at Crown Point, a LOS ANGELES – “Kelp us!” – over 5,500 students cleaned up Dockweiler State Beach… e uno va per fiumi? Mah!

scritto da frank spada · 8 giugno 2011, 07:24 · #

Nel negozietto di cianfrusaglie usate.
Pesco una cosa a caso.
Un piccolo libro bisunto.
“Lo strano caso della mosca al naso”.
Esco.
Prendo il 19.
Che strano caso.
E’ in orario.
Allora significa che pure io sono in orario sull’orario.
La città è un vapore di gente che si sfinisce nella fretta.
Apro una pagina,a caso.
Però, la 19 come il tram.
“E la mosca gli saltò al naso.Il naso,proprio il suo naso.Allora lui pensò che tutto,nella vita,è gia segnato…”.
“Ha per caso il biglietto?”.
La voce virulenta del controllore mi scuote, suggerendomi una strana euforia.
“Certo che ho il biglietto.E non per caso”.
Lui è quasi dispiaciuto,mentre una mosca gli sfiora una narice.
Dalla narice sbucano tre pelotti irsuti.
Non sarebbe il caso di dare una regolata a quel boschetto inestetico?

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 9 giugno 2011, 09:38 · #

Un regista sociopatico del prossimo suo, di cui sa solo Dio, a breve inscenerà un tuttotondo musicologo in cui sei… teniamoci al copione, ci sarà un ottetto meno uno e il pubblico in sala.

scritto da frank spada · 9 giugno 2011, 11:17 · #

Sarà stato il caso.
Ma finita pagina 19,il tram 19 si è fermato davanti al numero civico 19 della via sgominata dai tigli.
La mia vecchia saggia nonna Matilde mi avrebbe suggerito la consueta stravaganza,con la sua voce da farfalla infilzata al sughero delle vicissitudini domestiche.
“Gioca il 18.I numeri hanno il vizio di anticipare un pò”.
Già,i numeri anticipano.
Non per caso.
Ricordo ancora con raccapriccio quella volta del 51 bruciato dal 50.
Mai visto un 51 così ingenuo sul filo di lana.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 9 giugno 2011, 15:44 · #

Per ora sarà quel che la tattica vorrà, poi si vedrà, ché non capisco dove un giocatore trova tanto tempo per non fare mentre un allenatore invece…

scritto da frank spada · 9 giugno 2011, 16:42 · #

Ma dov‘è Leila Mascano? Lei che raccontò di una domestica che si giocò al lotto i numeri di un gallo blu, di un tram e della disgrazia che li coinvolse
“... il ricordo d’un pulcino tinto di blu che regalarono a Pasqua a una bambina, e che diventò un galletto con la punta delle penne blu. Il galletto fu portato a casa da una domestica, che abitava alla Riviera, un quartiere dove passa il tram, che investì il galletto in fuga verso la libertà. La bambina sentì per caso il fatto, e ne soffrì molto. Meno la domestica: il gallo blu, il tram e la disgrazia le portarono una discreta vincita al lotto. Mors tua vita mea. Con buona pace delle sciocchine che ci piangevano su.”

Il gallo morto fa 88, ma dipende anche dalla razza, se si tratta del gallo forcello, del gallo cedrone, qui in Friuli sono tutelati da apposita legge;
Ma il numero del tram? Quello della smorfia napoletana, il 34, o quello che investì il gallo?
la disgrazia 17.

Joe Perfiumi, sogni e interroghi la nonna, la prego.

scritto da Dame mit Fächer · 9 giugno 2011, 18:22 · #

Nella nottata, in una galoppata onirica, farò il possibile per evocare e interrogare mia nonna Matilde.
Questo e altro per DmF.
Anche perchè la vicenda del gallo blu,del tram e della disgrazia mi avvince.
Sempre secondo nonna Matilde, nella ferrea logica del teorema del ‘vizio dell’anticipo’,il gallo cedrone morto chiamava 87.
Ma la storia diverrebbe lunga e la cena incombe.
A domani.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 9 giugno 2011, 19:45 · #

Ruotando undiciparole arriverò a Las Mesas: da 1 a 30 punterò lo zero.
Non ci vorrà molto per capire che un mistero ruota attorno al caso che lo muove e che la fortuna farà quel che le pare.
In fondo, Mrs. Eileen Whinott, alias L M, sempre gentile, farà una copia ciclostile, inghiottirò due compresse e un “pollicino” e varcherò la notte nel punto dove l’O ha incontrato l’O com‘è certificato in un copione.

scritto da M&M · 10 giugno 2011, 10:57 · #

Cara DmF.
Nonna Matilde mi è apparsa in sogno con il vestito buono della domenica.
Ancora prima di parlare di numeri,mi ha bacchettato.
Non sopporta il fatto che io dorma con i pedalini bianchi e corti.
Dopo i rimbrotti,la mia cara vecchia ha sentenziato che il numero del tram deve essere il numero del tram.
Non ci sono margini di dubbio.
E se margine c‘è, resta emarginato.
In quanto al gallo, non avendo certezze sulla sua razza (che razza di incertezza!),nonna Matilde ha sussurrato, prima di dissolversi in una sorta di nuvola di antica cipria : “ Gallo morto 88.A meno che non sia morto in anticipo”.
Per il tormentone del teorema del ‘vizio dell’anticipo’, mi sono svegliato alle sei e trentasette minuti.
Fuori chiaro,il caffè nerissimo.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 10 giugno 2011, 12:01 · #

Gentile J.P.
J.P, tale e quale al banchiere filantropo, tale Morgan del Connecticut.
Ma forse la chiave di tutto sta in KFT (Kentucky Fried Chicken).
Perchè il pollo incidentato qualcuno se lo sarà pur mangiato!
Fritto e ben speziato di pepe, cipolla, aglio, paprika dolce, sedano, salvia, cannella, origano, chili, basilico e maggiorana.

scritto da Dame mit Fächer · 10 giugno 2011, 13:39 · #

Ed ecco che “a forza di pensarci riesco a definirne il puzzo, quello di un topo morto, imputridito, assieme a un gatto bruciato con il pellicciotto addosso.”
Ah, Dame mit Facher, lei non solo indaga chi non c‘è e pur ci guarda, ma anche chi non cucinando mangia insaporendosi le dita.

scritto da frank spada · 10 giugno 2011, 15:30 · #

Mr. Frank,
dimenticavo di citare mia sorella, la quale, più o meno negli anni settanta, portava in Friuli da Toronto la notizia di codesto Kentucky Fried Chicken. Anzi, per la verità, lei storpiava il nome in Tike Toke Frai Chicken.

scritto da Dame mit Fächer · 10 giugno 2011, 16:18 · #

Kelin Fitzgerald Cook.
Eravamo amici di carte.
KFC.
Perse tutto sul treno per Yuma.
Soldi,orologio e piuma.
Perse da pivello , in una partita a poker dove gli sudavano troppo le mani e i suoi occhi strizzavano panico.
Kentucky Friend Chicken.
Il mio amico pollo.
Poi anche il treno per Yuma finì al Gruppo Yum.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 10 giugno 2011, 17:52 · #

@ Karoline – che mi stedi ben. Mandi
@ Mr. Perfiumi – non mi dica che per “il teorema del vizio anticipato” quel tizio partito in treno da Chicago… non è possibile, guardi che lo spenneranno come un pivello che… vedrà e leggerà seduto in prima fila, se fra pochi giorni correrà in una libreria con il quattrino in tasca, un doppio in vista che gliele suonerà nell’appendice e… no, non ci conti proprio.
@ Dame mit Facher – lei invece sì.

scritto da frank spada · 10 giugno 2011, 19:20 · #

@ Mr.Perfiumi – ho scoperto quasi per caso la Biografia di Una Sinistra Verità : link text – lo comunichi anche a Joe, la prego, stringendogli la destra con marcata simpatia.

scritto da frank spada · 11 giugno 2011, 09:15 · #

Kelin Fitzgerald Cook, molto prima di restare con le toppe alle mutande,era stato stimato professionista.
Così si dice, nel mondo dei professionisti.
Nel mondo degli stimati, si dice molto meno.
All’entrata dello studio aveva una targa d’ottone che sarei stato a rimirare anche per un paio d’ore al giorno.
I caratteri erano plateali.
KFC.Indizi di menzogna sul viso”.
Kelin sosteneva che il nostro volto rappresenta una inesauribile miniera di informazioni per chi cerca di scoprire gli inganni.
Soprattutto alcune espressioni sono al servizio della bugia.
Ma Kelin raggiungeva il vertice del virtuosismo quando decifrava il vero e il falso nelle parti diverse del mio viso, scoprendo gli indizi di quella che lui definiva l’espressione mista.
Ricordo perfettamente quel giorno.
“Ehi,Joe.La tua mimica involontaria delle emozioni mi fa supporre che tu devi avere combinato qualcosa di grosso”,disse con tono da esame pesante.
“Già”,risposi, posando melograni sulle mie guance.
Poi mi alzai di scatto.
Arrivai al bagno appena in tempo.
Una liberazione.
E i crampi se ne andarono via.
Anche in quel caso, aveva funzionato il teorema del vizio dell’anticipo.
Il qualcosa di grosso seguì.
Kelin era incappato nella diagnosi precoce o nella premonizione?

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 11 giugno 2011, 09:18 · #

Frank!
Dalla tenerezza per l’infanzia ai misteri di un blog che, glielo assicuro, m’incuriosisce giorno dopo giorno, come se osservassi incredula due formiche vittime del fato.
Complimenti.

scritto da anna · 11 giugno 2011, 10:49 · #

Appena in tempo per stupirmi e complimentarmi con tutti, con un pensiero di amicizia per il nostro Frank!

scritto da marta · 11 giugno 2011, 10:53 · #

Quando gli rubarono la targa d’ottone dello studio,Kelin Fitzgerald Cook cadde in uno stato di prostrazione a strati.
La prostrazione a strati non è una cosetta facile da debellare.
Come sosteneva nonna Matilde,sotto uno strato se ne nasconde un altro.
Uno strato più infido,più attento.
Non uno strato distratto,per intenderci.
Kelin cominciò a supporre di vivere negli Strati Uniti d’America.
Un vero disastro.
Quando lo accompagnai dal Dottor Wolflupwolf,eminente psichiatra, la situazione peggiorò considerevolmente.
Per un banale refuso.
“In che strato si trova?”, fu la prima domanda dell’autorevole medico.
Autorevole ma anche disdicevole.
Alla fine, per farla breve, che poi breve non lo è stata per nulla,il tutto venne risolto dalla geniale portinaia dello stabile.
La laconica Miss Veronica Canirovaska, di origine polacca, con una punta collaterale cosacca.
Collaterale isoscele da parte di padre,per la precisione.
Al posto della targa d’ottone,mise alla parete una targa bottone.
Molto ben attaccata.
Lei adorava attaccare bottone.
La soluzione parve all’inizio inadeguata.
Poi stramba.
Poi originale.
Poi geniale.
Alla fine, imitata da tutti i professionisti della città.
Da lì iniziò la grande crisi dell’ottone.
Anche perchè provate voi ad abbottonarvi un cappotto infilando ottone nelle asole.
Una liturgia da imbecilli.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 11 giugno 2011, 15:28 · #

Il dudi nel freezer
Era nato un mistero quando la madre di Bete, nel freezer, aveva ritrovato un pacchetto dove sopra c’era scritto “dudi”.
Non c’erano dubbi, la calligrafia era la sua, però aveva poca voglia di aprirlo.
Bete, che si sbellicava dalle risate, aveva fantasticato che dentro ci fosse stata carne di dinosauro, anzi di dudisauro.
Insomma, a causa di una gambetta in meno, c’era scritto dudi al posto di dindi (tacchino in friulano).
Nessuno si ricorda più in che modo sia stato cotto quel dudi.
versione in friulano

scritto da Dame mit Fächer · 11 giugno 2011, 16:37 · #

@ Dame mit Facher – certamente non pretendo l’arricchisca di disegni, ma le chiedo gentilmente di tradurre in friulano la sequenza temporale (forse a più strati) che sto per chiudermi alle spalle sbattendola così forte che, preoccupato per l’insegna alla vetrata, “Mi chiedo come si fa a distinguere la verità quando guardi le cose con gli occhi deboli del tuo doppio.” , quindi “Chino la testa e John Atta si volta, mi invita ad affiancarlo, mostrando agli occhi l’umano timore per l’ignoto” e infine “Accendo una sigaretta con un tono distaccato ma deciso – come fossi un giudice che deve sentenziare se tra due persone morte, eliminatesi a vicenda, faccia differenza la simultaneità fatto.”
NdR – certifichiamo noi per lui che non possiede un freezer, e che staserà non affetterà un dudiTrudi.

scritto da frank spada · 11 giugno 2011, 17:49 · #

Una nota doverosa.
La grande crisi dell’ottone provocò pesanti incertezze decisionali nelle stanze degli ottoni.
Le teste d’uovo vennero allora trasferite nelle stanze degli ottani.
Carburarono meglio.
Senza però mai manifestare inquietanti segnali di effettiva intelligenza.
La targa d’ottone di Kelin Fitzgerald Cook venne ritrovata in un cimitero d’auto, dieci anni dopo il suo furto.
Tutta graffiata da un vandalo deficiente.
Kevin Kevin, restauratore di targhe d’ottone , la giudicò irrecuperabile.
Lui era il migliore degli States.
Quando vide quel rettangolo percorso dal vilipendio, espresse a chiare lettere il sentimento della sua perizia.
“Uhm…”
Due anni dopo diventava il re delle prime targhe da masticare.
I prototipi del chewing gum.
Le mitiche kevin uhm.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 11 giugno 2011, 20:39 · #

Se a molti sembra che il freezer sia il posto più adatto per un cornetto, qualche volta la faccenda può rivelarsi molto imbarazzante. Soprattutto se si è ospiti del destinatario del cornetto. Nei tempi felici ( si fa per dire) dell’adolescenza quattro ragazzine partono su una corriera all’alba, squagliandosela dal collegio, per andare a vedere una corrida. Sì, perché in Provenza si fanno corride. Una faccenda assolata e polverosa, e ahimé più cruenta del previsto. Lui, il toreador, con improbabili calzoni scintillnti rosa, fa fuori il toro. Prima una delle ragazzine è riuscita ad avvicinarglisi, e lui alla fine le dedica il toro, offrendole un orecchio. Lei se lo va a prendere, e sparisce per un’ora. Torna, con l’orrido reperto nel thermos, appena in tempo per non perdere la corriera. Di disfarsene non vuole saperne. Le ragazzine fanno tappa a casa del ragazzo di quella cui è stato dedicato il toro, e lei mette l’orecchio, una mostruosità, nella vaschetta del freezer. Quindici giorni dopo l’inquietante reperto galleggia nel bicchiere di Martini del ragazzo. E’ una cosa brutta, con un ciuffetto di peli in cima. “E questo?” dice disgustato lui. Sa della gita, che ha mal tollerato, il gran geloso. Una delle amiche dice che l’orecchio è suo, cioè non materialmente suo, ma di sua proprietà.Solo che non dice l’orecchio, dice il corno, in francese femminile. “Che cavolo ci fa nel mio frigo?” dice il tizio spazientito. Incongruamente l’amica della fedigrafa si schermisce: Ti prego, non parliamo di corna in casa dell’impiccato…”

scritto da Leila Mascano · 11 giugno 2011, 21:03 · #

Naturalmente il tradimento fu tutt’al più una fulminea infatuazione, visto che non vi fu né tempo né luogo per altro, né i due vista la folla poterono probabilmente neppure scambiarsi un bacio.Dunque non il barrito dell’olifante, il corno d’Orlando, che segnalava il tradimento di Gano, ma il suono che può produrre l’oscillare d’uno spicchio di luna ( che di corna ne ha due) in un cielo d’agosto, sottile come una fettina di limone in una bibita con ghiaccio. Più saggio non prestarvi orecchio, come avrebbe certo sottoscritto il toro, l’unico davvero ad aver riportato un danno in questa storia.

scritto da Leila Mascano · 12 giugno 2011, 07:56 · #

Assolutamente attraente l’episodio narrato da Leila.
“Che cavolo ci fa nel mio frigo?” lo disse pure il mio socio Kelin Fitzgerald Cook all’eschimese del piano di sotto, brutalmente strappato ai ghiacci dell’ Artide dalla Bronkly&Bronkly&Bronkly,dei tre avidi gemelli Ted,Red e Fed.
Luridi affaristi che avevano invaso le infinite vie del commercio con il beverone “Fokafoka”, dalle presunte caratteristiche miracolose.
Un ignobile pastrocchio , da assumere contro le forme della subdola artrite.
La ricetta era stata quasi estorta al povero eschimese.
Grasso,peli e cerume di foca in pari dosi,decotto di rosa brinata e una spruzzata di pepe.I contenitori avevano la forma della Carolina del sud, inclinata di trenta gradi verso est. Inspiegabile la scelta ,soprattutto per la gente dell’ovest. Una boccetta costava un occhio cisposo di primo mattino,quando supponi di aver perso la vista, brancolando nel bagno alla ricerca del tubetto del dentifricio. Venti dollari di porcheria da agitare vigorosamente prima dell’uso.
Negli Usa,in genere, si agita tutto,prima dell’uso.
Pasorlando Borbrivido era il nome dello sventurato eschimese, relegato in un appartamento regolato a venticinque gradi, dai meno ventotto dell’igloo.
Quando si dice del gradiente termico.
In questo caso, un ingrediente letale.
Il frigo di Kelin restò occupato dallo sprovveduto eschimese per tre anni e nove mesi.
Poi Pasorlando Borbrivido morì sul colpo.
D’altro canto, prima o poi, un frigorifero lo devi sbrinare.
Kelin si era molto affezionato al suo inquilino di pelo.
Ad oggi, l’eschimese, morto sgelato e poi risurgelato , sfrigola nel ghiaccio eterno ,contornato da due dindi e da un branzino da branzo.
Che quelli da cena, in casa di Kelin durano la vita di una farfalla.
Forse l’ho fatta un pò lunga .
Ma le parole non riposano mai.
Neppure la domenica.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 12 giugno 2011, 10:42 · #

Poche chiacchiere – oggi alle 22, domani si chiuderà alle 15 – e a reti unificate: 25M209m345+1!

scritto da frank spada · 12 giugno 2011, 10:49 · #

Raccontare al geloso di un esperimento per l’estrazione dell’essenza di toro; l’orecchio riposto nel freezer a causarne lo choc termico e poi a bollire in un alambicco per la distillazione. Del resto Grasse è pur sempre en Provence!
Galimard, Profumer en 1747, lì son passata durante l’Epifania del 2007.

scritto da Dame mit Fächer · 12 giugno 2011, 11:29 · #

“Profumer”, incerta definizione friulana di “Parfumeur”, abile distillatore di dindi surgelati.

scritto da Dame mit Fächer · 12 giugno 2011, 11:40 · #

Anche il torero, assolutamente attraente, un torero biondo è una rarità, mentre il toro nero, d’umore e di manto, si lasciò ingannare dai pantaloni rosa; la mia amica no, ma riprese la corriera, e perciò avrebbe potuto ben dire,a proposito della storia,dannunzianamente: la rosa che non colsi.

scritto da Leila Mascano · 12 giugno 2011, 13:30 · #

@ Leila Mascano – fu quella che le diedi, non ricorda? (è bello riavere tra noi la primadonna di un Blog che non è un Blog e che, sarà stato anche archiviato per via dei congiuntivi che non dico, ma non lo scordo mica, sa).

scritto da frank spada · 12 giugno 2011, 16:08 · #

Le rose incolte sono le più ignoranti,il che accresce la loro bellezza. La tenni con me a lungo,
nonostante la strage dei congiuntivi.

scritto da Leila Mascano · 12 giugno 2011, 21:57 · #

Ricordo ancora la strage dei congiuntivi.
Giorno di San Valentino.
Due innamorati descolarizzati.
“Volessi che mi amerei di più”.
“Giulia,non dire così. Se amerei il mondo come amo te,il mondo scoppiasse”.
E poi cosa si sono scambiati?
Un bacio slinguazzante e un cuore di cioccolato.
Il cioccolato sembrava cioccolato.
Ma il cuore, ad osservarlo bene,richiamava di più un quore.
Per la regola del quorum delle regole massacrate.
Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 13 giugno 2011, 09:21 · #

@Mr.Perfiumi – non vada fuori strada, ché il che è una congiunzione come un’altra.

scritto da frank spada · 13 giugno 2011, 09:50 · #

La “primadonna” evocata da Frank Spada mi ha fatto pensare a Lilith e subito dopo ad un interessante intervento di Leila Mascano

scritto da Leila Mascano · 30 luglio 2010, 19:47 · #
“ […]. Il potere della donna,colei che crea per eccellenza, è un potere divino. Ogni potere che sfugge al controllo è spesso demonizzato, e in un mondo fatto ad immagine e somiglianza dell’uomo, quello che propone la donna,cioè la creatività e l’emotività o è impersonato dalla Potnia Meter, oppure è Lilith o Medea: esemplificando, strega o pazza. […]. Tutte le donne delle nuove generazioni sanno quello che vogliono e chi sono, o quasi: il problema è che dietro una apparente apertura verso i loro problemi e quelli dei giovani, il mondo invece galoppa all’indietro, vanificando molte faticate conquiste e riportando la situazione indietro di parecchi decenni.Il problema è di capire come uscirne indenni, portando avanti le nostre convinzioni e cercando di adattare il mondo a noi modificandolo in meglio piuttosto che solo e sempre adattarci,magari su modelli maschli, e facendone un luogo migliore per entrambe le metà del cielo. […]. “

scritto da Dame mit Fächer · 13 giugno 2011, 10:21 · #

Ri-valutazioni condivise, è quel “per entrambe le metà del cielo” che mi stupisce… ne riparleremo a breve, intanto vedo già chi segue le prime proiezioni, riservate, e assiste a uno spettacolare doppio, in questo caso a un film in cui sei tutto, anche il pubblico che affollerà le sale!

scritto da frank spada · 13 giugno 2011, 12:41 · #

Dunque è confermato: il quorum è stra-superato!
E, fra dieci giorni esatti, uscirà in libreria Doppio Marlowe.Liscio e senza Ghiaccio, intanto, dopo l’addio a Giorgio Celli link text

scritto da frank spada · 13 giugno 2011, 18:04 · #

Un, deux, trois! E scommetto che, se non c‘è due senza tre…

scritto da Leila Mascano · 14 giugno 2011, 18:55 · #

Il Messaggero Veneto ha dedicato un grande spazio a Frank, in un bell’articolo dove definisce jazzistico il ritmo della sua scrittura. E’ una definizione molto appropriata, ma vorrei aggiungere che il suo stile è immediatamente riconoscibile, e provate a chiedervi di quanti si possa dire lo stesso. Quanti hanno letto i due romanzi precedenti ne sono rimasti colpiti e certo aspettano con piacere l’uscita di questo. Anche se il consenso è stato notevole, è sempre difficile imporsi al grande pubblico, quello dei grandi numeri, se non si appartiene alla scuderia dei giganti dell’editoria. Qualche volta però il miracolo avviene, ed è un concorso di fortunate circostanze che fanno di un libro un best-seller. Non credo che i romanzi di Frank siano destinati a passare nel vento, perché saranno “riscoperti” un giorno comunque: ma il mio augurio è che qualcosa di speciale accada perché da subito arrivino quelle soddisfazioni “in grande” che dovrebbero premiare un autore originale e certamente anomalo nel panorama attuale.

scritto da Leila Mascano · 15 giugno 2011, 08:30 · #

@ Leila Mascano – tralascio di ringraziarla per l’audacità gentile [...] e, se la stampa canta, vorrà dire che balleranno i Thompson, allora, bucherellando il cielo con gli squillanti bossoli che incideranno i solchi del caricatore tondo, nell’unione di due mezze che stanotte sarà piena.

scritto da frank spada · 15 giugno 2011, 11:06 · #

90 anni fa e oggi l’ultimo Bloomsday!
l’Ulisse supererà le restrizioni imposte alla lettura pubblica da Sthepen Joyce (il nipote di James che vive a Parigi) sul mastodontico romanzo che narra quanto avviene in un giorno solo, pubblicato per la prima volta nel 1922.
Dal 2012 i diritti d’autore scadranno e sarà possibile utilizzare liberamente il testo gelosamente conservato fino ad oggi dalla fondazione “J.J. Centre di Dublino”.
Gli anni passano e con loro i legami imposti da parentele e affini.

scritto da frank spada · 16 giugno 2011, 08:46 · #

Joe Perfiumi,
dove se n‘è andato?
Da quando la leggo, ancor prima che lei s’affacciasse in un cannocchiale a rovescio – ho provato ier sera a guardare la luna a rovescio con il binocolo da teatro – io l’ho accostata ad Alessandro Bergonzoni per i motivi qui riassunti: “Già dai suoi primi lavori teatrali, Bergonzoni sviluppa i temi comici che lo caratterizzeranno nella sua figura di artista: l’assurdo comico, il rifiuto del reale come riferimento artistico e la capacità di “giocare” col linguaggio per creare situazioni surreali paradossali.”

scritto da Dame mit Fächer · 16 giugno 2011, 11:45 · #

Solo un attimo di smarrimento,mia motivante DmF.
Il fatto è che mi sono guardato allo specchio.
Nel gioco riflesso mi è rimbalzata nel cervello, come una gibigianna in tralice di luce in canna,l’impressione,all’invero impressionante, di essermi frantumato contro il perfido porfido della vecchiaia.
Non sono un vanitoso.
Ma quelle allusive zampe di gallina , stampigliate nel timpano delle orbite,parevano origliare i sussulti delle mie paure.
“Ehi Joe,s’invecchicchia”.
Un termine del cacchio, sul cocchio delle stempiature trascinate allo sfinimento dagli sparuti avanzi dei cavelli bianchi.
Per dire cavalli dai capelli bianchi.
O forse altro,non saprei.
Beh,la prostrazione mi avrebbe appiattito contro le piastrelle del bagno per l’eternità,e ben oltre.
Quando l’istinto di sopravvivenza mi ha risvegliato con un mezzo pizzicore al naso,un brulichio di formichine dal larice alla narice, migranti dal vegetale all’animale.
Allora è deflagrata la controffensiva.
Due teste d’aglio.
Non c‘è di meglio.
Le ho strofinate sullo specchio.
Ogni spicchio sprizzava umore sui riquadri di specchio e io riguadagnavo spocchia nello sguardo.
Ricominciava la sfida.
L’aglio racchiude le magie degli asini che volano e delle quaglie che suonano il violino.
L’aglio abbassa la pressione.
Ma soprattutto l’impressione.
Osservando meglio, nel controllo del respiro irregimentato sui ritmi delle ciglia che sparacchiavano metodo e puntiglio,ho notate che le zampe di gallina non alludevano.
Spigolavano ironia negli anni ma facevano anche supporre una ritirata.
Potere dell’aglio.
Mi è tornata,all’improvviso, la voglia di scrivere le solite scriteriate quattro righe.
E il mio volto era diventato un controspecchio.
Così determinato, così forzuto,così prepotente da indurre la materia stessa dello specchio a sentirsi ,improvvisamente,fragile e millenaria,sgretolata e antica.
Lo specchio si è come dissolto,lasciando sospesa la superficie dell’aglio.
A terra,un mucchietto di trucioli luccicanti.
“Ehi,Joe.Adesso puoi sorseggiare un rum”,mi sono detto.
E la voce era tonica,svelta,giovanile.
L’ho fatta un pò lunga,mia motivante DmF.
E a ben pensarci, quelle non erano zampe di gallina.
Erano l’anticamera del boccone del prete.
Per fare invecchiare veramente il finto vecchio Joe,ci vuole ben altro.
Ma forse basta la languida luna di stasera.
Prima ligia,un pò bigia,poi più decisa,sbranando rosa.
Pigia sul contratto a termine delle nuvole.
Si libera,erotica e callipigia.
Pare il sedere della bisbetica Mumie Trap, quando balbettava d’anche il sentimento incommensurabile delle sue chiappe.
Da farci alzare, noi della prima fila.
Una,due,tre volte.
E ancora.
Come non alzarsi davanti a un didietro che morde i confini del mistero?
Bisbetica aritmetica Mumie Trap.
Quanti numeri irrisolti hai seminato nelle voglie dei cercatori.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 17 giugno 2011, 21:08 · #

Non badi alla lunghezza, JP, perchè per la per la profana “variante callipigia” ascolterò il Tannhäuser. Basta il primo atto. Tutta l’opera è troppo.
Un amico mi raccontava che in Israele Wagner è all’indice non per le sue posizioni antisemite ma per risparmiare sull’energia elettrica.

scritto da Dame mit Fächer · 18 giugno 2011, 10:04 · #

... si tolga una per-la alla collana di prima, oppure si proceda al lifting del collare di Venere, perchè ... “Quello che in epoca classica era considerato un vezzo, un elemento di bellezza da mostrare con vanto, oggi è tacciato da difetto. Il collare di Venere è il tipico cuscinetto adiposo orizzontale sul collo, evidenziato dalle normali pieghe cutanee. Questo tratto non è solo la conseguenza del sovrappeso, ma può essere anche una caratteristica innata.”

scritto da Dame mit Fächer · 18 giugno 2011, 12:47 · #

A proposito di Wagner.
Un suo presunto sostenitore, ancora acerbo nella fase della metabolizzazione della storia dell’artista, aveva scritto un’incompiuta,sul vasto nefasto muro bianco sporco della stazione, in bello stampatello.
Sicuro lo stampatello, ma il pennello aveva viaggiato con le stampelle.
“W.agner”.
Mestizia fra i Maestri cantori di Norimberga.
Un certo compiacimento, fra i Mesti bevitori di Stamberga.
Facili ai lapsus.
In parte subiti,in parte cercati.
In parte Parsifal.
La scritta sbiadisce sul muro, di anno in anno.
Assorbendo una muffetta che traccia greche decorative.
Adorabile muffetta che s’insinua fra i grovigli d’edera.
A connotare le alcove delle lucertole, nel sussurro di un idillio.
Dentro il nido,una volta di Sigfrido.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 18 giugno 2011, 17:42 · #

Leggevo di Garzanti, di quando asciugò le voci dei dizionari G – 17% allora, novantenne oggi.

scritto da frank spada · 18 giugno 2011, 19:03 · #

Sarà pure un caso.
Ammettiamo pure che lo sia ,mia inquietante DmF.
Mumie Trap aveva il collare di Venere.
Atterravo come un pollo sul collo , con un bacio razzolante e languido sul suo cuscinetto adiposo orizzontale.
Caracollavo in punta di labbra nel gioco verticale del corteggiamento.
E sussurravo a Mumie una frase del genere “Fatale il tuo collare di Venere”.
Trita,scontata davanti al sipario della sua vestaglia avventata.
E si tirava notte fra le pieghe sudate delle federe.
Ancora oggi si sussurra, negli ambienti della mitologia colta, che Venere andasse in giro ad esibire il collare di Mumie Trap.
Particolare credibile, nel gioco delle cronologie svampite.
Ma poi cosa è mai l’ordine del tempo ,se al tempo non diamo il tempo di organizzarsi?
Un tempo senza collare è indisciplinato e spregiudicato.
Tempo randagio ,libero,lontano dalla bava dei secondi radunati sulle bubbolanti labbra del cane che abbaia alle lancette.
Dio mio,Mumie Trap padrona dell’Olimpo.
Chi l’avrebbe mai detto,per Giove?

scritto da Joe Perfiumi · 19 giugno 2011, 01:00 · #

Un certo compiacimento, fra i Mesti bevitori di Stamberga, a Sestri Levante, dove qualcuno mi raccontò che Wagner mise in musica la tempesta cui scampò al largo di quella zona e un’altro aggiunse che una soprano triestina aveva chiamato Wotan il suo cane. No, no, disse Der Fliegende Holländer, la tempesta era sulle coste della Norvegia! Ecco, l’ispirazione norvegese mi sembra più plausibile di una banale tempesta mediterranea, ebbe a rimarcare il cane Wotan. Una volta passai un periodo (lavoro, non piacere) ad Agotness, non lontano da Bergen. C’era una sorta di pub in cui, dopo abbondanti bevute di una sorta di acquavite tremenda, gli indigeni intonavano strani canti sul filo tra l’epico e l’istigazione al suicidio. Ma forse non era tradizione, era cirrosi.

scritto da Dame mit Fächer · 19 giugno 2011, 10:40 · #

Ah! Dame mit Facher, il suo friulano puntinato DOC inaspettatamente swing and wonderful!
Thanks you, my dear.

scritto da frank spada · 19 giugno 2011, 12:46 · #

Il vecchio Burtbutburt se ne è andato.
Cirrosi.
Un irripetibile amico di feroci bevute ,così disponibile,comprensivo,intuitivo.
Addio prezioso Burtbutburt.
Morto come un bicchiere disertato dal collo della bottiglia.
Torcicollo.
Sensibile socio di spugna,nelle travolgenti cavalcate sopra selle di sughero ,con il linguazzuto frustino che istigava i ‘glu glu’sulla pelle di Giallo Paglierino.
Addio.
Diagnosi fausta.
Cirrosi empatica.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 19 giugno 2011, 13:57 · #

Ancora oggi si sussurra, negli ambienti della mitologia colta, che Venere andasse in giro ad esibire una pianta grassa, la Carpobrotus Edulis, nota anche come Fico dell’Ottentotto.
Ottentotto? Un coleottero, pensò di primo acchito la dama. Ottentotto, ottentotti, i più antichi popoli africani, i boscimani. E la Venere? La “Venere ottentotta”, natiche pominentissime e rialzate.

scritto da Dame mit Fächer · 20 giugno 2011, 08:38 · #

Dall’entomologia musicologica alla metereologia venerea… che carriera mitologica!
Un busto di tre quarti e un libro semiaperto, bronzei.

scritto da frank spada · 20 giugno 2011, 10:23 · #

E’ verissimo.
Le natiche della “Venere ottentotta” sono rialzate a dismisura.
Rammento di aver dovuto cambiare la rotta delle mie mani, occultandole ai boscimani.
Da sotto la vita, molto più in alto.
Oltre la palma, palpando a dattero morto.
Tutta polpa per i frementi polpastrelli.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 20 giugno 2011, 19:47 · #

Tutta zuppa, tutta zuppa… gurduliàn di un varesìn tal che un pallid calvinist che met man al mestolin par sniffàsi il pentolin.

scritto da frank spada · 21 giugno 2011, 08:36 · #

Tutto chiarissimo.
A parte “Tutta zuppa,tutta zuppa”.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 21 giugno 2011, 13:27 · #

E a sto punto, ocio mascare lustrissime, ste attente al passo, ché il mister del pian sora el vogherà per traghetarve sotto, ByColando per farve miscelar un goto streto e imbriagarve de salute per mogiar dentro el so biscoto.
NdR – se no i xe mati no li volemo.

scritto da frank spada · 21 giugno 2011, 15:27 · #

Ancora una volta tutto chiarissimo.
A parte “NdR”.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 21 giugno 2011, 17:22 · #

Swingerful, Mr. Joe Perfiumi, very very.

scritto da frank spada · 21 giugno 2011, 17:30 · #

Agilulfo, il mio prode cavaliere, sapeva d’esserci ma non c’era. Io lo portai ad Orvieto, a mangiare la zuppa inglese, così buona che prima d’allora non l’avevo mai mangiata! Quella notte sognai un tipo nudo sotto la doccia che dopo si vestì di flanella, camicia bianca, cravatta hawajana e cappello color tortora. Che sogno strano, se sogno era stato!

scritto da Dame mit Fächer · 21 giugno 2011, 18:02 · #

@ Dame mit Facher – la zuppa inglese non è male, ma non ne mangi troppa, perché rischia di fare sogni così audaci che, quasi quasi, mi fanno pensare lei sia un’indovina.
Quanto al fatto che non mi ha chiesto il palmo per sapere, lasciandomi il destro libero per porgerle gli omaggi, ho l’impressione che una palla sia diventata vera, ancorché cristallizzata alla curiosità dei suoi occhi anticipatamente illanguiditi prima dell’ora.
Cordialità carezzevoli.

scritto da frank spada · 21 giugno 2011, 18:41 · #

Il segreto della zuppa inglese è il pan di Spagna.
Capisco che possa già apparire una mezza guerra, ma è così.
Kranz Linz sosteneva che il pan di Spagna si doveva affettare in tranci dello spessore massimo di un mignolo.
E lui, presto rimasto senza mignoli,era uno dei massimi esponenti della zuppa inglese.
Fin dalla prima guerra d’indipendenza della frutta candita tritata.
Quando Kranz Linz,fingendo di utilizzare i mignoli,si accingeva a spruzzare le fette con l’alchermes,all’intorno si creava un silenzio da tregenda.
Nessuno tirava il fiato.
E nella eco del suo temporeggiare teatrale,
quanti allievi principianti hanno realmente tirato le cuoia.
Con la ciliegina sulla piccola lucida bara di mogano, intrisa di maraschino.
Così la falce di Monna Morte faceva il paio con la zappa inglese.
La liturgia del riempimento del bicchierino di rum era uno spettacolo che poche persone riuscivano a sostenere.
Kranz Linz versava così lentamente il liquido ambrato da lasciargli quasi il tempo di evaporare.
L’operazione poteva anche durare tre giorni.
Allora la zuppa inglese cominciava a soffrire.
La zoppa inglese.
Il battere le uova a neve ben soda era una pratica caustica,quando Kranz Linz ti imponeva il ritmo del battitore dell’argilla da barbiglio.
Quello strano ritmo che dettava al tacchino la rotazione nella argilla, sino al punto di divernirne parte integrante, un tutt’uno.
Cosa barbara.
Un tutt’unno.
Beh,la zuppa inglese si serve ben fredda.
A me vengono ancora i brividi, a venti anni di distanza.
Kranz Linz venne frullato da una ragazza di Brema ,laureanda in crema pasticciera.
I suoi brandelli di scassamondo finirono, uniformemente distribuiti,in una enorme torta nuziale.
Era una torta paradiso paradossalmente farcita.
Con il trito di quel diavolo di un Kranz Linz.
Al taglio miagolavano dieci violini scossi da archetti di zucchero vanigliato.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 21 giugno 2011, 21:10 · #

Tommaso Fabiograsso, un free-lancer con le mani in pasta in ogni dove, mi ha appena spifferato che… gli ho promesso che non ne avrei fatto parola con nessuno, ma di questi tempi è meglio che le nuove circolino liberamente, purché indipendenti da qualcuno… Adele Bloch-Bauer I, appesa in 1 mt e 40 × 1 mt e 40 alla Neue Galerie a Manhattan (1042 Quinta Strada) altri non è che la zia di Maria Altman, una signora che di zuccherifici & $ se ne intendeva eccome, che, lasciata l’Austria nel ’38, partì nel 1942 da Liverpool (guarda caso) e approdò... certo, certo, anche lei in California, e dove se no – e i conti tornano nei fatti: Dame mit Facher è appesa al suo destino 1 × 40 e Marlowe alla sua immagine.

scritto da frank spada · 22 giugno 2011, 09:36 · #

Signori, Perfiumi&Spada, io sapevo di un tappo, che qualcuno tolse alla vasca del bagno, mandò giù un bel sorso di Alchermes e andò allo specchio mentre il liquido gorgogliava allontanandosi lungo due strade. Ma forse non era Alchermes.
Nelle vasche da bagno, dove ogni tanto si può aprire l’acqua calda per rabboccarne il contenuto e rimanervi anche per un’ora, si può sognare di trovarsi in Arabia a cercare cocciniglie che, una volta schiacciate e seccate colorano l’Alchermes di rosso.
Ma i tempi cambiano, a fare il bagno in vasca restano in pochi!

scritto da Dame mit Fächer · 22 giugno 2011, 10:06 · #

@ Dame mit Facher – non capisco perché mi accomuna a Mr.Joe Perfiumi (non che mi dispiaccia, eh, ché ci sa fare) quanto a un bagno… dipende dall’ampiezza della vasca e dalla forma – a volte sinuosa, a volte rettilinea – dove chi non sa nuotare è meglio se ne stia sdraiato ai bordi, magari in prendisole, perché tra una bracciata e l’altra… buona giornata!

scritto da frank spada · 22 giugno 2011, 10:33 · #

1.20 × 1.20, ma no è il perimetro della vasca ma bensì del quadro! Proprio un anno fa, C.Z, un tipo che guardava i fatti da un sicomoro e forse era Zaccheo, mi scrisse di aver pensato che il ventaglio fosse un dettaglio cromatico trascurabile e forse un po’ strano perchè la signora, una modista, preferiva le linee morbide e non i fianchi da vespa.
Se poi Adele Bloch-Bauer I portasse il prendisole, questo io non le saprei narrare!
sventagliate

scritto da Dame mit Fächer · 22 giugno 2011, 11:34 · #

Un anno fa – 20 giugno 2010 (8:59) – poi il Cannocchiale fu archiviato: il guardaroba si rinnova: l’indossatrice va a Parigi: il 23!

scritto da frank spada · 22 giugno 2011, 11:59 · #

That’s all link text , for the moment.

scritto da frank spada · 23 giugno 2011, 08:06 · #

Gli si è chiesto di togliersi dai piedi: se n‘è andato portandosi dietro le chiavi dei comandi agganciate a quelle della Olds, dicendo che andava a rinfrescarsi gli occhi sulla costa… Cristo santo, che giornata!

scritto da NdR · 23 giugno 2011, 11:22 · #

La “voce” di Leila Mascano – in esclusiva per Poche chiacchiere

scritto da NdR · 23 giugno 2011, 16:14 · #

Doppio Marlowe

Cominciamo dalla copertina, una fotografia in bianco e nero di Dennis Stock di S. Diego, 1968. Dennis Stock è un grande fotografo, uno che ha lavorato per la rivista Life, che ha fatto una delle foto più famose di James Dean, ritraendolo mentre cammina sotto la pioggia, ed è una foto struggente, perché c’è già tutta la storia di Dean dentro, gioventù e solitudine in quel suo andare impavido controcorrente, come nella passeggiata sotto l’acquazzone.
Se la foto scelta da Frank fosse un dipinto, potrebbe essere di Dennis Hopper, iperrealista ed emblematica con quella strada che sembra finire nell’oceano, e che invece svolta bruscamente contro ogni logica in una curva da lasciarsi davvero tutto alle spalle, una svolta definitiva in quello che s’immagina sia un tramonto.
Ma Dennis Stock è anche il fotografo che ha ritratto i protagonisti del jazz dell’epoca, raccogliendone i ritratti in un libro, che si chiama Jazz street. Vedete dunque come tutto sia straordinariamente accurato in questo libro, come del resto negli altri due.
Credo che non si possa fare un torto maggiore all’autore che chiuderlo nei confini di una storia hard boiled, o noir se preferite, giacché uno scrittore è uno scrittore, se lo è, al di là dei generi, per quanto la storia, l’impalcatura intendo, possa essere godibile e il personaggio entrato ormai nell’immaginario dei suoi lettori. Un Marlowe impercettibilmente più duro, che in qualche modo “gioca” sempre, ma dietro si sente il cambiamento, ed è come se fossero passati molti più anni ed esperienze di quanto il tempo non ci dica, e che ci rivelasse molto più di sé e della sua doppia ombra, il compare, cioè, ma anche l’autore. Ce lo rivela a suo modo, nella scrittura di Frank Spada che qui ha davvero trovato la sua misura, una scrittura che osa sapendo di poterlo fare, così densa di richiami, di riferimenti e che piuttosto che una scrittura criptica, destinata a lettori colti e preparati a coglierne tutte le sfaccettature, è in qualche modo aperta a quello che il lettore ci troverà, seguendo una traccia che non è mai banale e che coinvolge chi legge perché non sia spettatore degli eventi, ma direttamente chiamato in causa non solo nell’avventura di Marlowe, ma in un’avventura intellettuale che spazia ben oltre i confini della “storia”. Che continuerà, speriamo, lungo le strade di quella California che sembrano sempre precipitare in mare, salvo che all’ultimo istante, come dovrebbe accadere anche nella realtà e qualche volta veramente accade.

scritto da Leila Mascano · 23 giugno 2011, 16:33 · #

Certo che a volte non si sa se sono più belli i romanzi di Frank Spada o le recensioni che ne fa Leila Mascano.
Complimenti ad entrambi e in bocca al lupo a Doppio Marlowe!

scritto da anna · 23 giugno 2011, 19:41 · #

@per Anna : grazie, giro i complimenti a Frank insieme al doppio Marlowe. Loro sono in tre…

scritto da Leila Mascano · 24 giugno 2011, 07:44 · #

Doppio o semplice non fa differenza, la scrittura è sempre quella di Frank. In una prossima ventura (spero) intervista ho sostenuto che il “lungo addio” è concetto e pratica veraqmente marlowiana. E la scrittura di Frank ne rende, ad ogni riga, testimonianza…

scritto da graziano · 25 giugno 2011, 11:21 · #

Come ho già scritto in altra sede, Leila, trovo molto bella la tua recensione perchè hai colto esattamente l’essenza di Frank e del suo Marlowe. brava Leila e bravissimo Frank!!!!!

scritto da Carla · 25 giugno 2011, 16:09 · #

“Allora Domenica parlò, ma così piano che pareva continuare una conversazione piuttosto che cominciarla.”
L’uomo che fu Giovedì – Gilbert K. Chesterton (1874-1936)

scritto da frank spada · 26 giugno 2011, 08:14 · #

Grazie anche a Carla in attesa che la Domenica parli. Per ora il fresco penetra ancora dalle persiane insieme allo stridio delle rondini e al richiamo sgraziato dei gabbiani, numerosissimi con ogni tempo in questa parte di Roma, dove alcuni nidificano sui tetti, dando così la stramba impressione di vivere in un faro, situazione privilegiata, una torre sì, ma sull’acqua.

scritto da Leila Mascano · 26 giugno 2011, 09:14 · #

A proposito della zuppa inglese, a Napoli è un dolce sontuoso, barocco nell’aspetto e nel gusto, una cupola decorata dai fregi della meringa, appena colorita dal forno. Con le calorie di una sola fetta arrivi a nuoto nel porto di N.Y, partendo da Napoli, e non è senza legittimo sospetto che vedi il coltello affondare nel dolce che svela il suo interno di pan di spagna gonfio d’alchermes, inzuppato di crema e d’ogni altro bendidio, e con voce soffocata sussurri: Poco, poco… in un disperato tentativo d’autodifesa. Invece si verifica un miracolo, perché il killer è squisito, se ben fatto. Una nuvola la meringa, scricchiolante dolcezza, che vivacizza la crema fredda fusa col pan di spagna e l’amarena…Una follia che ci si può permettere sotto una pergola, meglio se stai sulla costiera sorrentina, arriva da qualche parte un po’ di vento salmastro,e hai a portata di sguardo l’azzurro del mare. Se si potesse dare un sapore all’architettura di Gaudì sarebbe quello di questo dolce nella sua versione napoletana. A proposito, io lo preferisco in una versione meno “purista”, col maraschino.

scritto da Leila Mascano · 26 giugno 2011, 11:18 · #

Leila Mascano, golosità a parte, i suoi “pezzi” sono inebrianti!

scritto da marta · 26 giugno 2011, 11:37 · #

Ah, meno male, ed io che ho smesso di scrivere, o quasi…Grazie, grazie!

scritto da Leila Mascano · 26 giugno 2011, 12:04 · #

Domenica , e torna la sua voce per andarsene a ritroso fino a quell’incredibile momento in cui un frigorifero accarezzò una lavastoviglie, lontani da un embrione.

scritto da NdR · 26 giugno 2011, 12:27 · #

@Signora Mascano, qualche tempo fa – mediante un film ambientato a Capri – ho scoperto l’esistenza della parmigiana al cioccolato. Leggo ora che si tratta del dolce per il Ferragosto sulla Costiera Amalfitana e nei dintorni. Son notizie che vanno approfondite!

scritto da Dame mit Fächer · 26 giugno 2011, 20:47 · #

So che la parmigiana al cioccolato si fa sulla costiera, e non solo: si preparano anche le melanzane “a barchetta”, cioè tagliate a metà e riempite di cioccolato, ricotta ed ingredienti vari. Personalmente non mi è capitato di provare queste specialità, che pare abbiano origine dai conventi locali. Le aveva provate però mia mamma, che mi garantiva fossero squisite. Noi a ferragosto mangiavamo la torta caprese, una meraviglia al cioccolato, e talvolta la sopracitata zuppa inglese ( o le delizie al limone).

scritto da Leila Mascano · 27 giugno 2011, 08:38 · #

Comincia a fare caldo: fileremo ai Midsummer’s Banks: Brest?: perché no: birra ghiacciata e un Pernod: mescolare bene, prego.

scritto da frank spada · 27 giugno 2011, 09:43 · #

Signora Mascano e Mr. Frank, c‘è una Dama che si spaccia per spia internazionale ma in realtà lei è una cuoca transnazionale. Ieri ha preparato il pollo fritto del Kentucky (del quale qui si è parlato), ma senza badare troppo alla ricetta originale.
Da qualche anno ha scoperto la Pizza Scarola e l’ha pure mangiata durante una breve gita a Napoli nel 2005, nel periodo dell’Annunziata. Già la preparava, anche se negli ingredienti l’aveva rivisitata.

scritto da Dame mit Fächer · 27 giugno 2011, 11:58 · #

@ Dame mit Facher – ci vuol ben altro che una spia transnazionale per cucinare l’anamorfico anamnestatico dell’ affaire L. Bisignani, e la P4, infornando una sfera di cristallo dove i 4 sono più di molti Borges!

scritto da frank spada · 27 giugno 2011, 15:09 · #

Mr. Frank, per quei tipi saran anamorfici mal di pancia! Le narrerò di quando mi recai a Mantova e dopo la visita a una anamorfica camera degli sposi mi recai ad assaggiare salami, giusto che quel giorno, sulle tre piazze centrali, c’era una fiera. Fu lì che comprai uno salame spalmabile. Chiesi al venditore, un romagnolo, che me lo fece provare sopra una bella fetta di pane, come avrei dovuto conservalo una volta portato a casa. Mò signoora – mi disse – lo deve mettere in uno straccio bagnaato! D’acqua – gli chiesi -. Mo nò, signoora, vino bianco o rosso, perchè a noi ci piace mica l’acqua – rispose lui -. Quel giorno mangia anche la Torta Helvetia, uno dei dolci tipici di Mantova. Naturalmente, una volta a casa, ho cercato la ricetta della torta e il salame l’ho finito alla svelta.

scritto da Dame mit Fächer · 27 giugno 2011, 16:23 · #

Nuovi Orizzonti Latini e un girattorno ci allontana dal torpore: “Si viene come assopiti / se si viene dal deserto” – ah, cosa non darei per aver scritto io l’inizio di una strofa!

scritto da frank spada · 27 giugno 2011, 19:36 · #

... per capire la mutevolezza e insieme le costanti del personaggio Marlowe bisogna afferrarne il succo: che, cioè, si sta parlando di un orfano integrale. Di lui, in una famosa lettera, Chandler scriveva così: “Marlowe non ha mai parlato dei suoi genitori e a quanto pare non ha parenti viventi.” In più, è arrivato nella California meridionale non si sa da dove, non si sa quando e non si sa perché... Secondo i più, è un inguaribile immaturo, inadeguato all’adattamento sociale, e a modo suo uno in rivolta contro la società corrotta. Ma non è un cinico. “Né un eunuco né un satiro”, aggiunge Chandler. Certo è che con le donne ci sa fare, precisa ancora lo scrittore di La Jolla, California… il resto si può leggere su http://www.thrillermagazine.it/notizie/11228/

scritto da graziano · 28 giugno 2011, 16:06 · #

A ciascuno il suo e a Graziano Braschi un doppio abbraccio per avermi messo a nudo link text

scritto da frank spada · 28 giugno 2011, 19:20 · #

Mr. Frank,
mi scusi l’ardire, ma il Tom Collins, con ciliegina al maraschino, non era un pò antiquato negli anni ’50, se quel capo cameriere, certo Collins, lo inventò alla fine dell’Ottocento al Limmer’s, un noto locale inglese?
Niente ciliegine, ma una Dama, nel ’67 sorgeggiava Angel Face, nato a Parigi negli anni della Grande Guerra, ma registrato come ricetta solo nel ’61 … ma non fu una seduzione mortale …

scritto da Dame mit Fächer · 29 giugno 2011, 11:57 · #

@ Dame mit Facher – sa com‘é, le mescolanze dello spirito creano turbamenti nei ricordi: si incastrano uno dentro l’altro e il bourbon, a una certa ora, non è male – Luxardo dalmato a parte, con Ferguson al volante.

scritto da frank spada · 29 giugno 2011, 12:38 · #

Ci sono alcune cose che il Marlowe di Chandler condivide con quello di Frank Spada, a cominciare dal nome, un nome che certamente evoca molte cose; ma poi i due, anzi i tre, percorrono strade diverse. Il Marlowe di Frank non è certamente un orfano, né vuole esserlo, perché coltiva un legame forte e affettuoso non solo con chi c‘è, ma soprattutto con chi non c‘è. Diremmo che è senz’altro un figlio, e questa sensazione di appartenenza costituisce comunque una certezza, un ancoraggio. In un mondo così mutevole e fluido, è pur sempre qualcosa da custodire con cura.

scritto da Leila Mascano · 29 giugno 2011, 14:38 · #

“...condannato a non poter mai leggere un proprio testo con gli occhi di un qualsivoglia altro lettore”, resta da capire se “Chi cerca trova solo se immagina di essere lui stesso il fuggitivo” e poi scompare.

scritto da frank spada · 1 luglio 2011, 08:43 · #

Specchi: nessuno cosciente ha descritto cosa nasconda la vostra essenza. Così comincia una poesia di Rilke, e davvero non c‘è illusione più grande di quella di vedersi in uno specchio come gli altri ci vedono. Figurarsi per uno scrittore leggersi con gli occhi di un lettore, quel lettore che Nabokov evoca spesso, chiamandolo ipocrita, e in un gioco di specchi si rifà a Baudelaire, che aggiunge: ipocrita lettore, mio fratello, e dunque così simile a me, quasi come la mia immagine, quasi come se fossi io…L’ambiguità può essere una condanna o un dono, come l’accorto lettore ben sa, e anche l’accorto autore, naturalmente.

scritto da Leila Mascano · 1 luglio 2011, 11:38 · #

Mi viene spontaneo pensare a quanto sia ormai difficile fare una conversazione piacevole, brillante, che sia reciprocamente uno stimolo intellettuale vero e non uno sfoggio di cultura o di nozioni. Una conversazione che si svolga con un’apertura mentale per cui due persone, magari diversissime, vogliano reciprocamente arricchirsi nel rispetto delle altrui opinioni, “accogliendo” tesi diverse dalle proprie con curiosità e interesse sottoponendole al vaglio della propria ragione. Un’arte, certamente, solo apparentemente effimera, perché talvolta bastano poche parole per accendere una luce ed imprimere una svolta ad una vita.

scritto da Leila Mascano · 2 luglio 2011, 08:08 · #

Sterzo a dx: accosto: due, più due passi, e accendo il fumo: lei è già seduta: ha un libro in mano: sbircio: pagine bianche!
Life to live: émission de mots: play, jouer… edizioni il giorno dopo la morte di qualcuno.

scritto da frank spada · 2 luglio 2011, 10:01 · #

Un pensiero, mandato a memoria chissà quanti anni fa, e riferibile a Gianni Baget Bozo … il fatto di ragionare tenendo in bassissima considerazione la soggettività della persona è un atteggiamento tipico del tradizionalismo cattolico. Questo finisce per impedire il dialogo …

scritto da Dame mit Fächer · 2 luglio 2011, 11:17 · #

The Golden Lion – il leone con le ali e il Papa volò via con la soggettività sopra due canne (Ketchum, cinquantanni fa).

scritto da frank spada · 2 luglio 2011, 13:08 · #

Il 18 agosto 2009 se ne andava Fernanda Pivano. Nei giorni che seguirono ascoltai una sua intervista rilasciata ad una emittente regionale. La riportai in friulano nel mio blog. Fernanda raccontava di quando Hemingway, nel ’48, era a Cortina e voleva incontrarla. Anni prima, durante l’occupazione nazista di Torino, lei era stata arrestata perché in casa le avevano trovato il contratto per tradurre in italiano “Addio alle armi”. Hemingway, da Cortina, le aveva mandato una cartolina che lei aveva creduto uno scherzo e l’aveva buttata via. Dopo la seconda, dove le scriveva che sarebbe andato lui a Torino, allora era partita in fretta alla volta di Venezia e dopo, con un altro trenino, era arrivata fino a Cortina. Lo aveva trovato a tavola con chissà quante persone, perche lui non faceva regali ma gli piaceva tanto offrire pranzi. Quella notte non smisero di parlare e non, “purtroppo di scopare”, aggiunse. Lei gli aveva insegnato a cantare “Tutti mi chiamano bionda, ma io bionda non sono: porto i capelli neri, porto i capelli neri”. Fernanda, dopo la morte di Hemingway, seppe dalla moglie che lui prima di spararsi aveva cantato a lei questa piccola strofa. Alla fine dell’intervista, per fare a Fernanda una sorpresa, c’era presente qualcuno, non visibile in studio, che intonava la canzoncina accompagnato da una chitarra. Anche Fernanda aveva cominciato ad andargli dietro, ma subito dopo era scoppiata a piangere come una bambina.
testo in friulano

scritto da Dame mit Fächer · 2 luglio 2011, 14:51 · #

Sto rileggendo Doppio Marlowe… certo che qui non si scherza, eh!
Tanto che, per seguirvi, con Leila Mascano che allarga in modo splendido i panorami di una trilogia, ho perso il segno e devo riprendere dall’ inizio, forse addirittura dal primo.

scritto da anna · 2 luglio 2011, 17:02 · #

Siamo tutti legati alle atmosfere di certi libri, e quello di Frank si ricollega in qualche modo ai classici noir, a Chandler, ad Hammet, di cui tutti ricorderete Il Falcone maltese, splendido romanzo portato due volte sullo schermo prima che il protagonista Sam Spade s’imbattesse nella faccia e nel fascino di Bogart, in un film storico che si chiamava Il mistero del falco. Fu un grandissimo successo, e l’inizio di un genere cinematografico rimasto nel cuore nell’immaginario di tutti. Bogart era grande, grandissimo, con una faccia insolitamente “bella”, da duro che più duro non si può, e pensare che da bambino aveva fatto la reclame dei biscotti Mellin! A pensarci bene, però, quest’uomo tutto d’un pezzo, pieno di spigoli e tutt’altro che accessibile, era però attraversato da fugaci lampi di tenerezza, tanto più preziosi perché inaspettati, un po’ come accade al Marlowe di Frank, che forse più che a Bogart rassomiglia, almeno nella mia testa, al Marlowe di Robert Mitchum, altro attore mitico. Rassomiglia, dicevo, perché come nel romanzo, ha poi caratteristiche tutte sue che ciascuno nella propria immaginazione “vede” in un modo diverso.

scritto da Leila Mascano · 3 luglio 2011, 11:40 · #

Ho appena finito di leggere l’ultimo Marlowe,Frank, e mi congratulo con la tua penna felice e fertile! Se fossimo negli Usa, Hollywood Ti avrebbe già ingaggiato come soggettista e sceneggiatore, ma ahimé, siamo nell’Italietta dai colori smorti, dove si produce facile farsa ridanciana, sdilinquimenti di regime, drammoni stantii che sanno di naftalina, per non parlate di altri forti effluvi di nome ben noto…
Mi piace il tuo stile personalissimo, riconoscibile ai primi versi, quel modo quasi futurista di saltapicchiare fra realtà nuda e cruda e visioni ultrafaniche, complice un’anima fortemente attaccata alla terra eppure “celeste” in tutte le sue espressioni da limbo. Mi viene da pensare che le tue storie siano solo un pretesto “mercantile” per contrabbandare ben altro…
E poi, quella colonna sonora onnipresente, che marca il ritmo dei suoi/tuoi pellegrinaggi fra schianti di figliole, bucoliche vecchiette, sbirri umanisti e caymani ingordi.
Insomma, un serial di cui son goloso di gustarmi il proseguo.
Con sincera,sfegatata stima.

scritto da Piero Boi · 5 luglio 2011, 18:42 · #

Frank, buonasera :)
Mi piacerebbe essere capace di dire le cose come Piero Boi qua sopra, perché ha saputo inquadrare bene il tuo stile e il tuo lavoro…
Mi accontento di lasciarti un saluto e un grazie per quel che fai.
A presto :)

scritto da Michela · 5 luglio 2011, 23:38 · #

Partiamo da una strada lastricata di buone intenzioni, un secolo fa, da un criterio che era semplice: ciascuna provincia doveva poter essere attraversata in un giornata di cavallo: da cinquatanove nel 1861 a centodieci oggi, con le “insellature” che ci costano 18 miliardi di euro, e chissà per quanto!
Imbocchiamo un viottolo sterrato tra un potere multicolorato e l’altro, e arriviamo a Villa Adriana (Tivoli), uno dei 45 luoghi italiani dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’umanità (prossima o a venire?) un cartello triangolare (guarda caso) segnala il pericolo di crolli: visite normate – per il restauro conservativo servirebbero 2 miliardi e mezzo: stanziati 370.000,00 euro!
Torniamocene a casa: Poche chiacchiere per valutare la differenza tra un e il – sostanziale se provate a immaginare Bogart che tiene tra le labbra una sigaretta blended marihuana e Mitchum che arrota i denti con una pipa in mano. Ora, però, non mi si chieda perché un tizio, e solo quando può perché ha anche altro da fare, mette in funzione il pensatoio dove “L’immaginazione non è altro che la rielaborazione di ciò che si ricorda”. (J.Joyce)
E resta il fatto: una ragione ci dovrà pur essere se il tempo che non muore è quello che ritorna – come ben sa Leila Mascano, un’amica che mi è cara, che vorrebbe farmi salire una scala a tronco aperto verso l’alto sprovvista di un qualche corrimano – talché unisco i saluti di M&M e vi ringrazio TUTTI, infinitamente.

scritto da frank spada · 6 luglio 2011, 12:07 · #

alle amiche, una in particolare

oh baby,
quei risvegli da un sonno dolce
nella casa in cima alla roccia
a strapiombo sull’Egeo, quasi si apriva uno squarcio nella notte
e prorompeva la luce rosa chiaro
sulle tue mani infine abbandonate
al gesto innocente di bambina,
quella luce cadente sul corpo
per svelarti meglio ai miei sensi…
...quando aprivi gli occhi, furtiva
il raggio ti accecava un attimo
e giravi sul fianco
cosi’ che il primo venticello fresco
correva a ruzzare fra le tue belle natiche

da “blues mediterranei”

scritto da Piero Boi · 7 luglio 2011, 10:04 · #

Davvero un vento fresco e salino irrompe dalla finestra spalancata sul mare,nella luce rosata di co nchiglia dove dorme una bella creatura abbandonata al sonno e a uno sguardo amoroso, fortunata ( e callipigia )Venere, che il sole bacia senza svegliarla

scritto da Leila Mascano · 7 luglio 2011, 11:10 · #

fondo, fondale, fondoschiena… trovato: [...] e un rosatello in fresco, grazie.

scritto da frank spada · 7 luglio 2011, 12:49 · #

Albicocche e rosatello, merenda estiva.

scritto da Leila Mascano · 9 luglio 2011, 08:36 · #

@ Leila Mascano – mi rifaccio al commento lasciato da Anna il 2 luglio, a quello successivo di Piero Boi, alla solerte Dame mit Facher che lo tiene sempre in vista e, dopo aver letto qua e altrove le interessanti speculazioni letterarie di una scrittrice che stimo, riaggancio la citazione di J.J., “l’immaginazione… “ e lancio una proposta impegnativa: che chi ci fa intuire senza ombra di dubbio di conoscerlo bene, glossasse (anche a puntate) la trilogia di Marlowe.

scritto da marta · 10 luglio 2011, 10:37 · #

Grazie, Marta, per la stima che mi dimostra. Vorrei commentare un brano a pag. 98 di Doppio Marlowe, che mi è piaciuto particolarmente. Credo che sia il pezzo che mi ha maggiormente colpito in tutto il libro, e quello che non so perché mi ha ha fatto venire in mente Il terzo uomo, forse per l’atmosfera tenebrosa in cui si svolge l’inseguimento finale nelle fogne di Vienna, e che ha tutte le connotazioni di un incubo che anch’io conosco bene.
Il capitolo è scritto magistralmente, e conferma che la storia noir è solo un pretesto Questo è il brano di uno scrittore, uno scrittore che ha tutte le carte in regola per esserlo; una prova difficile perché se come dice Borges “é difficile descrivere un mal di denti” non è da tutti descrivere l’angoscia con un meccanismo così perfetto da far pensare alla complessità di un orologio, e non nomino a caso uno strumento che scandisce il tempo, quel tempo che ci perseguita non meno dell’ignoto inseguitore alle spalle, un tempo che si estende lungo un cunicolo buio “tra due pareti di silenzio, due superfici parallele, due specchi contrapposti”, eppure il luogo non c‘è, è “ uno spazio che si comprime”, infinito e claustrofobico insieme, e la fuga disperata che diventa inseguimento obbligato lungo “una retta definita solo da un’intenzione senza posa, nel susseguirsi di infiniti fotogrammi persi negli spazi laterali”. Il protagonista del sogno-incubo fugge dunque, ma nello stesso tempo è obbligato a inseguire qualcosa o qualcuno che resta ugualmente confuso, così come oscura e terribile è la minaccia alle sue spalle: ma alla volontà di fuga, al mulinare velocissimo dei piedi non corrisponde una traccia reale d’essersi mai mosso, benché il piano che calca diminuisca in profondità e la distanza che separa l’inseguitore da lui si accorci a ritmo impressionante, e la sua corsa precipiti in un vortice: “Avverto il senso di un dolore, appuntito, che mi preme sulla nuca, che s’incunea dentro un globo con l’orribile rumore della dimensione del silenzio, poi lo squarcia; trapassandolo come un meteorite che continua la sua corsa nel cosmo senza fine.”
Penso che basti leggere questa frase che conclude il brano per capire la qualità di scrittura di Frank Spada, che è altissima, concreta e surreale insieme, e che raggiunge talvolta i vertici della poesia.
Accade qualche volta che il tempo degli orologi, che avanza idealmente in linea retta, non sia più il nostro, che viceversa come un metronomo registra un tempo circoscritto, per così dire “fermo”, scandendone solo il ritmo, e la nostra vita, che muovendosi in sincronia col tempo s’illudeva di dominarlo e di possederlo, si accorga viceversa che esso avanza con la forza dell’ineluttabilità, asincrono e veloce rispetto al tempo “immobile” del nostro metronomo interno. Questo fenomeno non è per forza legato all’età biologica quanto piuttosto alla difficoltà di adeguarsi ad una realtà esterna che indubbiamente è minacciosa. Il destino dell’uomo è una scintilla tra due spazi bui, e la grandezza e l’orrore della condizione umana è che siamo i soli a saperlo. Credo che poiché questa sia la mia idea, trovo che non si potesse dare ad essa una rappresentazione simbolica più affascinante di questa.

scritto da Leila Mascano · 10 luglio 2011, 12:28 · #

La vite cresciuta su un terreno vulcanico ha grappoli che danno un vino caratterizzato da un contrasto sottile che il palato gusta e apprezza, quasi che quel tocco sulfureo ne rendesse più viva, per contrasto, l’amabilità.

scritto da Leila Mascano · 13 luglio 2011, 11:08 · #

@ Leila Mascano – quasi lei alludesse a chi si befferà dell’imposizione autarchica.

scritto da frank spada · 13 luglio 2011, 17:16 · #

Robin Edizioni / Biblioteca del Vascello sarà presente alla nona Rassegna della Micro Editoria – 11, 12, 13 novembre 2011 – Chiari (Brescia)
Ne riparleremo.

scritto da frank spada · 14 luglio 2011, 10:00 · #

Certamente non sarà Leila Mascano, che ben conosce le cripticità di Spada, a fraintendere il commento su un’imposizione liberticida approvata in Parlamento.

scritto da NdR · 14 luglio 2011, 10:59 · #

Mi si dice, seppur con garbo, che i miei romanzi sono tutto un leggi e torna indietro a perdersi per capire ciò che non appare. Come dire che se la vita è un dono per chi sa animarsela, la morte non è la stessa cosa per chi non l’ha vissuta.

scritto da frank spada · 15 luglio 2011, 12:51 · #

Salve Frank, sono passata per saluto e caffè, se è sempre valido :)
Questa tua ultima frase la trovo un po’ criptica: il fatto di scrivere romanzi che sono tutti un “leggi e torna indietro per capire ciò che non appare” mi sembra una gran bella cosa, come mai il tono di rimpianto? :)

scritto da Michela · 16 luglio 2011, 16:13 · #

Capita, probabilmente, quando si preme sulla lingua l’ultima memoria dell’amarognola dolcezza e si allarga il respiro dei ricordi.
Ma non sono io a dover rispondere.

scritto da Leila Mascano · 16 luglio 2011, 17:46 · #

@ Michela – è relativo a un cono d’ombra che si restringe anticipando… Spada’s Marlowe – sottotitolo The End? forse.

scritto da frank spada · 16 luglio 2011, 18:50 · #

Un famoso avvocato, Carnelutti credo, disse che a un certo punto la vita appare come un imbuto, si restringe lentamente mentre assistiamo sgomenti a questo fenomeno. Disse di essere stato sempre uno spirito ribelle, e quindi di avere nella sua mente rovesciato l’imbuto, sicché l’orizzonte gli appariva allargato e arricchito dall’esperienza della vita e ancora pieno di promesse. Shopenhauer, come Borges del resto,( cito questi due perché ne ho letto qualcosa in questi giorni) e molti altri hanno scritto sul tempo che da una certa età in poi sembra registringersi, ma naturalmente è la nostra percezione che cambia.
Basta rovesciare il cono,Frank, come fa col cannocchiale, per vedere The end diventare una scritta piccola piccola sullo schermo.E poi c‘è il prossimo spettacolo, naturalmente.

scritto da Leila Mascano · 17 luglio 2011, 10:23 · #

@ Leila Mascano – colei che dialoga con i fratelli inventori della lira, che passeggia a braccetto di Apollo e Ermes, che riconosce ed esalta le moltiplicità casuali (norme giuridiche, legge, giustizia, pace, etc.) e ci lusinga con le molteplicità morali (fascinazioni ironiche, tortuose, mistificazioni, inganni, etc.) – non dimentichi che questo Cannocchiale è anche suo, oltreché dei due fratelli olimpici e del padre ns che sei nei cieli.

scritto da frank spada · 17 luglio 2011, 11:00 · #

Frank,lei è un giocoliere, di parole, di concetti, d’invenzioni, ed anche un fascinatore.Questo cannocchiale magico non può che appartenerle, io vi compaio per un attimo, vicina da potersi toccare, e insieme lontanissima.Forse sono un sogno, non diversa dalla farfalla di cui parlavamo sopra.Ma il cielo è troppo in alto per le mie piccole ali.

scritto da Leila Mascano · 17 luglio 2011, 21:14 · #

- Spada, ha visto cosa ha combinato con quel suo padre nostro che sei?

- Sarebbe?

- Abbiamo le linee telefoniche intasate dalle segnalazioni di protesta!

- Sarebbe?

- Come sarebbe? Non ce la fanno più a seguirla, ci chiedono di metterla in riga o di cacciarla a pedate. Le basta?

- Solo per un sei?

- Non faccia il furbo, sa, ché lei non è quell’altro.

- Ah, e pensare che pensavo fosse chiaro che era chiaro per tutti.

- Cosaaa?

- Beh, da bambino mi piaceva fare palle di sabbia e un giorno… guardi, guardi là, l’ho fatta in sette giorni tanto tempo fa ed è lì che gira ancora che è un piacere…

- Poveri noi, l’infantilismo… ma quand‘è che comincerà a crescere?

- Quando una farfalla si poserà su quella palla roteante e la farà precipitare giù dall’universo per il peso.

- Ci scusiamo con chi segue questo blog e vi chiediamo di attendere gli eventi. Grazie.

scritto da NdR · 18 luglio 2011, 09:39 · #

Che dicevo? Un giocoliere, e che giocoliere…Ma, ad onta della teorie secondo la quale il battito d’ali di una farfalla in Amazzonia può scatenare un uragano dall’altro capo del mondo, fenomeno denominato dai ricercatori della teoria del caos e dai fisici: “ effetto farfalla “, che sostiene che una minima variazione di un qualsiasi elemento in natura, anche il più insignificante, è capace di arrecare cambiamenti enormi in tutto il globo,queste in genere non provocano disastri, anzi soffrono tutt’al più dell’insostenibile leggerezza dell’essere, e sono minacciate d’estinzione.

scritto da Leila Mascano · 18 luglio 2011, 10:07 · #

Difficile debuttare in questo cannocchiale, arduo cercare di leggere tutti i post…
Comunque riallacciandomi agli ultimi, mi è venuto in mente l’inizio di un vecchissimo libro di fantascienza.
“Un giorno nel cielo apparvero due dita. Tra pollice e indice spensero il sole.”
Era pressapoco così, non mi ricordo altro, ma l’immagine evocata mi è rimasta impressa per 50 anni.
gloria

scritto da Gloria Gerecht · 18 luglio 2011, 16:10 · #

@ Gloria Gerecht – ogni debutto è una rentrée – il suo ricordo (l’evento che placherà le rimostranze di NdR) chiarisce un mai compreso fino ad oggi: ogni commento è un post e viceversa. Grazie

scritto da frank spada · 18 luglio 2011, 17:00 · #

Frank, sono qua, completamente inutile nella discussione però sono qua, e ho portato pure lo svitol.

scritto da Michela · 18 luglio 2011, 18:49 · #

@ Michela – su, giù... suppergiù et au revoir bloccato.

scritto da frank spada · 18 luglio 2011, 19:53 · #

Ricordo,tornando dalla seconda crociata.
O forse era la terza.
Non è poi così importante.
Jolanda Semiblanda mi aspettava alla porta.
Irretita dall’attesa durata vent’anni.
Mio Dio,convocai e mazza con spada e il mastro decifratore di maledetti impianti respingivoglia e imprecazioni chi più ne ha più ne mecca e mille altre ciarlatanate da maniscalco per scardinare l’ostinata resistenza della sua cintura di castità.
Poi giunse Mago Svitol e tutto si risolse.
Me ne restai pensieroso, sempre sull’uscio, ad osservare Jolanda debordata,come il rigurgito di una pozza smodata ,nell’impazzare dell’alluvione.
A rimirare con raccapriccio il suo ventre slabbrato che spioppava rivoli rimbalzanti di ciccia nei dintorni del pube.
A censire rassegnato le pieghe della pancia che parevano mantici aromatici di resina tripputa.
A denigrare le coppette dei fianchi che fiondavano un fottio di ciccioli sudaticci nell’ingombro dello spiazzo erogeno.
E tutto era un lievitare di unto strutto abbrutente
spalmato sui resti di un corpo zeppo degli sberleffi del tempo.
Cintura di castità.
Cintura di vastità.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 18 luglio 2011, 21:37 · #

Michela, perché completamente inutile nella discussione? Scriva con leggerezza quello che le passa per la mente, per fortuna tracciamo ghirigori nella sabbia, e più siamo più ci si diverte. E a lei Gloria, un cordiale benvenuto. Legga quel che le piace, quando vuole, e se per un attimo sorriderà o dirà “Ma guarda!” saremo soddisfattissimi, nell’attesa di conoscerla meglio.

scritto da Leila Mascano · 18 luglio 2011, 21:56 · #

Lo svitol è maledettamente buono (Mr. Perfiumi, non ne beva troppo, però) e a chi ci guarda dicendoci: Vi ho visti (in verità dice “ Ti ho visto”), risponderemo come fece Qfwfq che domandò “E con ciò?” – segnali nello spazio italianamente cosmicomici e, all’universitalità dubbiosa: se “quelli là esistono”, rispose l’intercontinentalità di un altro dicendo: che “si sbrighino”, allora!

scritto da frank spada · 19 luglio 2011, 09:37 · #

Mach dir keine Sorgen, Herr Frank, die Dame mit Fächer in Ordnung.
Guten Tag an euch alle.

scritto da Gustav · 19 luglio 2011, 12:15 · #

Wunderbar, Herr Gustav – Dame mit Facher lieben wir sehr – danke fur ihre Grusse.

scritto da frank spada · 19 luglio 2011, 12:41 · #

E’ vero.
Lo dice Frank.
Ma lo ripete ogni mattina,quando si risveglia saracinescato di cispa, mio nonno Elvezio.
“Lo svitol è maledettamente buono”.
Gli diamo una mano per alzarsi.
E lui scricchiola dentro la carcassa rabberciata dei suoi centonove anni suonati.
Una spruzzatina di svitol alle ginocchia.
Elvezio sorride, risorge dallo strazio delle giunture graffettate.
Quando si mette verticale,le righe del pigiama sembrano ancora più sottili.
“Ho sete”,dice Elvezio.
Ma le sue labbra sono sempre cucite dal rigor noctis.
Un pelino di svitol e giù acqua.
Ma il vero momento magico si consuma ,ineluttabilmente, davanti alla scodella del caffelatte.
La scatola di latta dei biscotti strasecchi è una sorta di cassaforte inespugnabile.
Non è che si chiuda normalmente.
Il coperchio si incolla resinoso e pertinace come un granchio incazzato allo scoglio.
La scodella fuma flebile.
Nonno Elevezio ordina perentorio.
“Svitol!”.
I biscotti all’orzo mesozoico rivedono la luce.
Gioia,stupore fanciullesco.
Una colazione da re.
Le briciole volano a sciami.
Un rivolo di miele si stravacca lungo il bordotavolo.
E la cotognata si stampiglia sulla canottiera.
Macchia in sconfinamento.
“Svitol!”
“Nonno,non è uno smacchiatore!”.
“Lo svitol può tutto!”.
Una irroratina di svitol.
Sparisce la patacca sulla canotta.
Sparisce anche Elvezio.
Deve essere corso in bagno.
Con lo svitol,naturalmente.
Che il puffetto liberatore abbia l’accortezza di spostarsi in tempo.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 19 luglio 2011, 12:53 · #

Felicissimo di lasciare qui un segno del mio passaggio e un apprezzamento per un autore originale a cui auguro le migliori fortune!

scritto da fabrizio · 19 luglio 2011, 14:30 · #

Bene: qui è un pullulare di nonsense profondi e discutibili. Mi fate sbocciare delle idee malsane, che per ora metto da parte per gli ultracorti (impegno irrevocabile con Gelostellato).
Joe Perfiumi sfoggia un pulp irresistibile. Mi inchino. Gloria

scritto da Gloria Gerecht · 19 luglio 2011, 16:21 · #

Ho incontrato virtualmene a Siracusa…
link text
altro che svitolamenti o librerie raffazzonate!!!
Grazie fabrizio.

scritto da frank spada · 19 luglio 2011, 18:39 · #

Frank, l’ho seguita a Siracusa: complimenti a Fabrizio Santuccio per i suoi “ Scaffali Virtuali” – l’“abitazione” di chi ama i libri, e non solo, arredata come poche; un sito letterario che per serietà e precisione merita di conquistarsi la più ampia visibilità nel web.

scritto da butterfly · 19 luglio 2011, 19:54 · #

Teo Floppy è un tipo che a inventarlo potevi solo fare peggio.
Ha aperto da poco un buchetto di libreria,dalle parti della tintoria di Mumy Stop.
E’ una tintoria sempre piena.
Ci si fermano tutti.
A lungo.
Giornate intere,a volte.
Fino a quiando Mumy Stop non esce.
In genere per tornarsene a casa a farsi la frittata con le cipolle dell’orto di Peg Zippie.
Dio santo,cipolle così dolci e vogliose di spappolarsi dove le trovi?
Naturalmente nella parte alta della città, dove il sole picchia come un maglio.
Sistemate in cassette molto basse.
E’ sorprendente come in città alta usino cose molto basse.
E viceversa.
Le cipolle della città bassa sono riposte in cassette così alte che a recuperarle ti viene da piangere.
Stranezze oscure.
Nascono da tare antiche.
Tare al netto del ripensamento delle generazioni che seguono.
Vi dicevo di Teo Floppy.
Nella sua libreria sono più le ragnatele dei libri.
Il fatto è che i volumi sono virtuali.
Allineati in scaffali virtuali.
Entro.
“Ciao Teo”
“Ciao Joe”.
“Qualcosa da leggere?”
“Prova questo”.
Lui appoggia sul bancone di cedro lercio il suo libro virtuale.
Pesco un dieci dollari dal portafoglio,lo sistemo sul tavolo,lo riprendo,lo risistemo.
E’ una goduria fingere di pagare.
Ma Teo odia questo termine.
“Fingere è come sterminare la fantasia”,dice sempre,infilandosi nel naso a capanna l’indice della mano destra.
In genere sceglie la narice sinistra.
“Simmetrie scapestrate”,le chiama.
“Vedrai che ti piacerà”,mi dice Teo.
“Il libro?”,chiedo io distrattamente.
“Già.Il furto dell’elefante bianco”
“Mark Twain?”.
“Bravo.Una curiosa storia”.
Si è fatto tardi.
Anche le ragnatele si sono fatte più larghe.
“Ruberesti mai un elefante bianco?”,mi chiede Teo.
“Forse si.Anche perchè avrei il posto dove metterlo”.
Un pò di silenzio.
Intanto i ragni lavorano con quel maledetto vizio di allargare i loro confini.
“E quale sarebbe il posto?”.
“La baracca nell’orto di Peg”.
E allora Teo esplode in una plateale risata.
E mi dice che l’elefante farebbe sprofondare l’orto giù giù, dalla città alta fino alla città bassa.
La parte più bassa, con tutte le sue viscere inorgoglite dalle fregole del meteorismo.
Con tutte quelle benedette cipolle dentro cassette alte otto piedi, otto piedi e un pollice.
“Chi mangerebbe più cipolle?”
“Forse l’elefante bianco di Mark Twain”.
Si è fatta quasi notte e i ragni non smettono di tessere.
Alla faccia della luna che sbadiglia dietro il lampione.
Teo non abbassa la saracinesca.
E’ virtuale, anche se fa un fracasso del diavolo.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 20 luglio 2011, 19:42 · #

Ducunt volentem fata, nolentem trahunt. Così Seneca. A volte improvvise reminiscenze si affacciano alla nostra mente, avulse dal contesto dei banchi sui quali le incontrammo, e l’inconscio ce le mette davanti, come misteriose conchiglie che s’impigliano all’alba nella rete dei sogni. Assecondare quindi stoicamente il destino, nella speranza di riuscire senza essere ottenebrati dalle passioni ( ira, dolore, rabbia, emotività)a seguire quel che la ragione suggerisce. Non è cosa facile, ma quello che possiamo e dobbiamo fare, se il fato negativo si serve di un nemico insidioso e protervo, è mostrarci di olimpica serenità, poiché il gioco dei nemici spesso solo in apparenza vuole privarci ingiustamente di sicurezze, progetti o deanaro ostacolandoci, ma mira invece a distruggere la nostra armonia, la nostra vera o supposta superiorità morale,e dunque solo mostrandoci non coinvolti emotivamente e affettivamente dai loro strali potremmo spuntare le loro armi e proteggere anche un po’ noi stessi, perché “mostrare” serenità vuol dire anche comandare al cuore, ai polmoni, al fegato di controllarsi, preservandoci dalle conseguenze negative dello stress.

scritto da Leila Mascano · 21 luglio 2011, 08:31 · #

Monco (aggettivato).

scritto da frank spada · 21 luglio 2011, 08:42 · #

Leila Mascano è una persona molto saggia. Tuttavia meglio sarebbe non tanto mostrare olimpica serenità quanto acquisirla, facendo per esempio una lista di cose che abbiamo ( e altri no).

scritto da anna · 21 luglio 2011, 09:13 · #

Comandare al cuore e ai sentimenti è molto difficile, qualche volta impossibile. E’ sottinteso che sarebbe meglio riuscire a tenere sotto controllo le passioni,ma già dominarne gli effetti esterni è un buon risultato. Magari fossi saggia, cara Anna, magari.

scritto da Leila Mascano · 21 luglio 2011, 09:31 · #

anna dice che Leila è molto saggia – Leila dice magari.
Ecco chi siamo.

scritto da frank spada · 21 luglio 2011, 10:41 · #

Rifletto.

scritto da Gloria Gerecht · 21 luglio 2011, 12:08 · #

Restrizioni acute, ossa contro ossa, polvere.

scritto da frank spada · 21 luglio 2011, 12:26 · #

Il fatto è che tutto non si può governare. Se si riesce a equilibrarsi con il cervello è il corpo che visceralmente si ribella.
reduce da una colica spaventosa mi sono resa conto che tutto quello che mi aveva ferita recentemente, pur non avendo mosso un muscolo della mia faccia, pur avendolo scacciato dai miei pensieri, fatto spallucce e raddrizzato le spalle… Poi ieri si è materializzato in una rivolta di sofferenza fisica che mi ha lasciata disfatta.
Forse la prossima volta sarà meglio che urli.
Il nemico è insensibile, cattivo, ma non sordo.

scritto da Gloria Gerecht · 21 luglio 2011, 12:49 · #

Ecco chi siamo.

scritto da frank spada · 21 luglio 2011, 16:14 · #

Gloria, senza saperlo noi stessi costruiamo i nostri mali. Giro ancora con le stampelle, ma fra una settimanella potrò riportare i piedi a terra. Frattura dei due malleoli del piede destro…cosa dovevo imparare? L’attenzione e la coordinazione, tanto per dire, l’imparare a saper chiedere aiuto…ed ecco che sono scivolato assurdamente su una comodissima scalinata…

scritto da maurizio · 21 luglio 2011, 21:38 · #

@ maurizio! ho avuto sue notizie da chi sa – il destro, a volte, è ingannato dal sinistro, ma lei è ritornato e tanto basta.
Un abbraccio.

scritto da frank spada · 22 luglio 2011, 07:55 · #

Amato azzurro
Vorrei camminarti dentro
fino a trovarmi leggera
nella tua grande mano.
Amato azzurro,
in te mi perderei.
Questo moto incessante
che il cuore mi tormenta
in te trova l’oblio.
Vorrei essere l’onda,
morire sugli scogli
in un fiore di schiuma.
Ma tu porta nel fondo
la mia vuota conchiglia
fanne alghe e coralli,
in memoria di quando
amante stanco,
ti scioglievi d’amore
sotto le mie finestre.
Ora io non inseguo
una piccola morte
ma un silenzio più grande
dove il buio
si colori d’azzurro.
Resterebbe di me
il grido della rondine marina
a incrinare
il cristallo del cielo.
E tanto basta.

(Dedicata ad Alfonsina Storni, che non si limitò a sognarlo)

scritto da Leila Mascano · 22 luglio 2011, 08:25 · #

Il software, come il mondo, ha ridotto in prosa la poesia.

scritto da Leila Mascano · 22 luglio 2011, 08:27 · #

Mi unisco a Frank nel dare il bentornato a un caro amico, appassionato di libri e di musica, di cui avevamo sentito la mancanza.

scritto da Leila Mascano · 22 luglio 2011, 08:45 · #

Maurizio, auguri: avere “i piedi per terra” è sempre molto importante.
Certo, chi è causa del suo mal…
Ma a volte è tanto più comodo incolpare il fato!

scritto da Gloria Gerecht · 22 luglio 2011, 09:26 · #

@ Gloria – perché incolpare il movimento asincrono del cielo che ruota dentro una sfera?

scritto da frank spada · 22 luglio 2011, 10:21 · #

Per non fare sempre bilanci, per non colpevolizzarmi eternamente e per non gettare le colpe sugli altri entrando in paranoia. Il fato non si governa, è imperscrutabile e, quando ne ha voglia, benigno :-)

Comunque ecco dove mi rifugio: SILENZIO

Silenzio, bianco, inerte, come ovatta
morbida, piena, senza asperità.
Un bozzolo che attorno si compatta
lasciando fuori tutta la realtà.

Grida, rumori striduli di latta,
cessano in improvvisa oscurità.
Tacciono l’armi, come a pace fatta.
Tacciono tutte le altre verità.

Parole, come quelle dei fumetti
chiuse in nuvole, senza vibrazioni.
Pensieri suggeriti, ma non detti,

complici involontari d’omissioni.
E in questa calma densa, sopra i tetti,
volano lievi solo le canzoni.

Raramente scrivo un sonetto in italiano, e non è mai una cosa poetica, solo una passeggera sensazione.

scritto da Gloria Gerecht · 22 luglio 2011, 10:31 · #

- Per me dovresti dirle che è brava.

- Ormai è troppo tardi: l’ho già fatto.

scritto da frank spada · 22 luglio 2011, 19:00 · #

First West Coast – i “ragazzi” del Cap. J.T. Shaw – (Black Mask – Get-Toghether – January 11, 1936) – il G-I-R-O del dovuto in una foto e undici “olimpionici” in tasca – West Coast’s End.

scritto da frank spada · 23 luglio 2011, 10:35 · #

Grazie alla foto degli 11 fuoriclasse scopriamo un giovane Chandler intellettuale, una folta chioma scura pettinata all’indietro, occhialini rotondi e pipa in bocca, l’attitudine schiva e un poco riservata di chi non fissa l’obiettivo, quasi a delegare al suo doppio ogni spavalda sicurezza…

scritto da Leila Mascano · 23 luglio 2011, 13:57 · #

Ecco chi siamo, cara Leila, ineffabilmente tutti assieme.

scritto da frank spada · 23 luglio 2011, 16:07 · #

E ineffabilmente soli. Poi, la sorpresa di trovarsi a parlare con qualcuno come forse si riusciva a fare solo negli anni dell’adolescenza, senza le cautele e le sovrastrutture che avremmo appreso crescendo e che avrebbero regolato il nostro rapporto con gli altri. Sicché, come raccontavo a un amico ieri sera, per conseguenza i nostri discorsi in apparenza così diretti e chiari in realtà parlano d’altro, e due diversissime conversazioni si svolgono contemporaneamente su argomenti anch’essi diversissimi. Quindi il marito che rimprovera esasperato la moglie che ha parcheggiato lontanissima dal supermercato, costringendolo a un gran percorso sotto il sole carico di buste, le rimprovera invece di essere con la mente altrove e di respingerlo, sicché tutto di lei lo esaspera, mentre lei, che gli risponde per le rime e lo invita a parcheggiare da sé, in realtà gli dice che lui è troppo preso dal quotidiano e di aver lasciato morire tra loro la fantasia e la tenerezza, e di apparirle ormai un perfetto estraneo.
Mi chiedo se l’ermeticità apparente di taluni scrittori non sia appunto l’orrore di questo, delle parole svuotate del significato, dei discorsi che mascherano altro, e che vogliano più o meno consciamente stimolare il lettore con una scrittura che ponendo degli interrogativi
sia un “gioco” intelligente per raccontare una realtà proteiforme, ambigua e mutevole senza imprigionarla nella sequenza ovvia delle parole, ma aprendola alla interpretazione di chi legge.

scritto da Leila Mascano · 24 luglio 2011, 10:15 · #

Resta il mistero di un Vascello (armato di un catalogo a più voci) che cannonneggia le portaerei del potere ineffabilmente libero e indipendente – urrà!

scritto da frank spada · 24 luglio 2011, 19:02 · #

Di nuovo qua. Ciao Frank.

scritto da Michela · 24 luglio 2011, 19:15 · #

Noi anche, Michela, BdV

NdR – la piattaforma che serve questo sito viaggia in anticipo di un’ora – un mistero sottosopra a un altro.

scritto da frank spada · 24 luglio 2011, 20:04 · #

Mattinata limpida e percorsa da una brezza leggera, di cielo azzurro, adatta per andarsene a vela, magari con uno spinnaker verde e azzurro, i miei colori preferiti. Tuffarsi non è necessario, basta godersi la giornata e il vento sulla faccia. Mi pare che sia meglio che fare i palombari, gravati di corazza come il Cavaliere inesistente, laddove sarebbe bellissimo abbandonarsi alla brezza, paghi della gioia di fare almeno per un’ora parte dell’azzurro, e della bella giornata.

scritto da Leila Mascano · 25 luglio 2011, 09:42 · #

Gli idioti sono una saggia istituzione della natura che permette agli stupidi di ritenersi intelligenti (O. Welles)

Nulla di che, se non fosse applicabile (anche) a uno Scandinavo che non merita di essere nominato per le dichiarazioni attribuitesi.

scritto da frank spada · 25 luglio 2011, 16:18 · #

Quali immagini sceglierà la nostra memoria come istante perfetto? Quando un volto amato, per un istante, ci parve irresistibilmente nostro? Dei suoi mille volti possibili, ricordo quello di mia madre, bellissima, che rideva dall’altra parte della rete di recinzione d’un campo da tennis. Qualche volta lo rivedo in sogno, non sfiorato dal tempo, e come allora non ho parole per dirle il mio amore.

scritto da Leila Mascano · 25 luglio 2011, 20:49 · #

Vorrei tornare a casa. Ma la luce del giorno che comincia a declinare confonde i sentieri, le strade, e un’immensa malinconia m’invade con la certezza d’essermi smarrita. Svegliarmi conferma questa certezza,ma neppure la luce del giorno mi rivela casa mia dov‘è.

scritto da Leila Mascano · 26 luglio 2011, 07:51 · #

Ca e va la traduzion di Amato azzurro, simpri o ai sintût a dî “tradutôr traditôr”, o crôt di no vê tradît masse l’essence dal poeme.
Fâlu al è stât un plasè e une responsabilitât.
Galliano De Agostini – Buenos Aires

(Questa la traduzione di Amato azzurro, sempre ho sentito dire “traduttore traditore”, credo di non aver tradito troppo l’essenza della poesia. Farlo è stato un piacere e una responsabilità.)

Amado azul

Quisiera adentrarme en ti
hasta encontrarme ligera
entre tus grandes manos.
Amado azul,
en ti me perdería.
Este dolor incesante
que mi corazón atormenta
en ti encuentra el olvido.
Quisiera ser ola,
morir en la escollera
como una flor de espuma.
Lleva hacia el fondo
mi caparazón vacío
haz de él algas y corales,
recordando cuando
cansado amante,
te derretías de amor
bajo mis ventanas.
Hoy no persigo
una pequeña muerte
sino un silencio mas profundo
donde la oscuridad
se tiña de azul.
Quedaría de mí
el grito de la golondrina
surcando
el cristal del cielo.
Con eso basta.

de Leila Mascano
traducido al castellano por Galliano De Agostini

scritto da Dame mit Fächer · 26 luglio 2011, 09:27 · #

@ Dame mit Facher – senza parole!
Brava, grande, generosa… e Leila in Argentina, ah, che meraviglia!

scritto da frank spada · 26 luglio 2011, 10:50 · #

Grazie, carissima Dame, deliziosa amica che ha permesso il miracolo di vedere tradotti i miei versi in musica, tale è l’armonia del castigliano che non parlo, ma di cui avverto il senso e la musica. Grazie al poeta Galliano De Agostini, grazie.

scritto da Leila Mascano · 26 luglio 2011, 11:08 · #

Un abbraccio fraterno a Galliano De Agostini, un friulano altrove che onora la “picule patrie”.

scritto da frank spada · 26 luglio 2011, 11:25 · #

Al fine di evitare fraintendimenti, e inutili ricerche, precisiamo che Frank Spada (pseudonimo, nato a Udine) non è iscritto a Facebook.

ps – all’occorrenza provvederemo a risegnalare quanto sopra

scritto da NdR · 26 luglio 2011, 16:21 · #

Ohhhhhhhhhhhhhhhh! Siamo in due, allora!

scritto da Leila Mascano · 26 luglio 2011, 22:39 · #

Ieri, del tutto casualmente, ho incontrato alla fermata dell’autobus un personaggio di un mio racconto, devo dire piuttosto pittoresco ma molto simpatico. Io non l’avevo mai visto, e mi ha sorpresa la somiglianza assoluta di questa persona con quella che io avevo immaginato. Non è la prima volta che mi succede, e la cosa mi diverte e mi emoziona un po’. La racconto qui, vedendo un nesso con quell’anticiparsi il futuro ( in tal caso di un incontro)così caro a Frank.

scritto da Leila Mascano · 27 luglio 2011, 08:06 · #

Si dice che chi sogna prima o poi s’incontra, a volte seguendo il funerale di qualcuno che andandonsene altrove ci lascia liberi di agire.

scritto da frank spada · 27 luglio 2011, 09:14 · #

Ragazzi, BOUMMMM!

http://www.youtube.com/watch?v=p0KWyWwVp0E

scritto da maurizio · 27 luglio 2011, 12:11 · #

@ maurizio – merci chez nous et compliments boum-boum pour revoir vous rythmer les pieds!

scritto da frank spada · 27 luglio 2011, 13:03 · #

Sulle combinazioni. Ieri ero in ascolto di Radio Magna, l’emittente che dedica vari programmi agli italiani in Argentina. L’ultima volta, più di un anno fa, avevo ascoltato l’amico Galliano De Agostini nel suo programma “Il cjanton di Galliano” (l’angolo di Galliano).
Pochi istanti dopo la connessione radio ho sentito l’annuncio della canzone “Alfonsina y el mar” di Ariel Ramírez e Félix Luna, che scrissero il testo ispirati dal suicidio della poetessa. E’ stata interpretata da numerosi musicisti e cantanti di lingua spagnola e non, tra i quali Mercedes Sosa, Nana Mouskouri, Miguel Bosé.
Ringrazio Galliano il quale mi ha segnalato un link youtube di Mercedes Sosa

e, per parte mia, ritengo che i versi di Leila Mascano, tradotti nella lingua di Alfonsina, potrebbero benissimo essere cantati.

scritto da Dame mit Fächer · 28 luglio 2011, 10:35 · #

@ Dame mit Facher – gentile amica, lei promuove incontri, crea legami, diffonde voci, suoni, immagini… tesse, tesse instancabilmente e nulla è come prima, e il tempo lo dirà.

scritto da frank spada · 28 luglio 2011, 12:18 · #

Il cannocchiale a rovescio questa volta ci ha portato vicinissimi paesi e musiche che sono solo geograficamente lontani, ma davvero a un passo da noi per quello che riguarda l’amore per la musica e la poesia. Quanto a me sarei felice se i miei versi diventassero una canzone.

scritto da Leila Mascano · 28 luglio 2011, 14:04 · #

Avverrà, cara Leila, avverrà...

scritto da Piero Boi · 28 luglio 2011, 18:24 · #

Ringrazio Piero per l’augurio affettuoso e lo invito a tornare ogni tanto qui con i suoi Blues Mediterranei.

scritto da Leila Mascano · 29 luglio 2011, 08:30 · #

oh baby,
continueremo a cantare il nostro blues
fino agli anni bianchi, negri del cotone
saltando sulle corde dello spleen
e arrancare chitarre sbilenche in memoria
di quando un lui e una lei
si cercavano nei bistrot del lungocosta
nelle notti opache e marcescenti
di un rhum rancido e chiappe in terra…
...per il gusto di ritrovarsi, poi, un inverno
sotto il ponte di una chiatta sbullonata
ferma in darsena a rifarsi bella
come le vecchie bambine del tempo in cui
Berta filava la sua canapa nera…
vecchi e con le chiappe in terra
di fronte ai cieli blu di questo mare
che sa di mercanti fenici bisunti
e di pirati barbareschi dipinti
d’indaco e porpora…

scritto da Piero Boi · 29 luglio 2011, 09:52 · #

Ecco qui, fantasia e colore, senso dell’umorismo e una vena sottile di malinconia, veleggiamo in pieno Mediterraneo. La chiatta sbullonata è ancora lontana, per fortuna…

scritto da Leila Mascano · 29 luglio 2011, 13:36 · #

L’acqua del Mississippi sapeva di muschio e di fango macerato nella tequila.
Ho sbullonato per una sola estate.
Lavorando duro.
E sulla chiatta, nelle notti frullate dalla luna,mi raggiungeva Minnie Soota, figlia di un poeta caduto in disgrazia.
Lei mi baciava e mi riavvitava il polso ,in costante fraseggio telepatico coi pesci barbi.
Poi con la sua stramba lingua da vipera blindata,bullonava le mie labbra, fino a farne muretti per appoggiarci la fatica del giorno dopo.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 29 luglio 2011, 17:36 · #

Hi, dears, tra un Robaina e un Cuba Libre, a Las Mesas gira voce che a L’Avana andrà di nuovo in scena un sindacato: l’embargo ri-luciderà le canne nascondendo le zollette in tasca – M&M annusa il caso – gli strumentisti sono all’erta – attendesi spartito.
Nel frattempo, un dandy, come lo definirebbe Baudelaire, estraneo a ogni logica d’interesse commerciale, tiene latente un fuoco che lui non vuol bruciare per fumeggiare ragionevolmente l’aria.
Da ultimo, se la corrente alternerà le fasi estive, fate come niente fosse: le chiacchiere in Agosto saranno registrate e, poche ore prima o dopo quel giorno che potrebbe essere lo stesso, saranno trasmesse accessoriando la spiritualità volatile del caso.

scritto da frank spada · 30 luglio 2011, 11:28 · #

Andare per fiumi tra muschio e fango non è difficile, col pieno di Tequila. Più difficile è sbullonare, ti va bene solo se trovi tizi meno bulli di te. Johnny Soota bullo lo era parecchio, e anche il suo sinistro, poiché gli detti il destro di suonarmele, e senza l’ukulele, cosa che mi consolò parecchio. Suonava orribilmente, in tutti i sensi.Io dall’incontro con Minnie avevo solo riportato l’avvitamento del polso, una tragedia per uno svitato come me, poeta con estro proprio con quel polso destro.Fu facile toccare il fondo, dove i barbi mi accolsero malissimo; del resto son detti barbi volgari. Non potevo gridare aiuto,la viperina Mollie avendomi ordinato di tener cucite le labbra sulla nostra storia, per via del papà puritano ed expugile, poi poeta caduto in disgrazia ma non abbastanza da non tirarsi su per suonarmele,e chiusi gli occhi felice:mi sarei risparmiato la fatica del giorno dopo.

scritto da Leila Mascano · 30 luglio 2011, 17:13 · #

Mentre voi vagate per i Caraibi, bevete con Hemingway, sono qui, a Renon, circondata dai Monti Pallidi, una seggiola sul balcone, una pace e un silenzio interrotti solo dai trilli degli uccelli. Verso sera il Rosengarten e il Latemar diventano rosa. Sotto un mare di vigneti che degrada fino a Bolzano. Disertate le velleitarie passeggiate in salita, mi godo l’alibi delle forze declinanti come un lusso che non mi ero mai permessa.
Il vino bianco è un nettare profumato, i pasti una sorpresa di gusti noti e ritrovati, le notti serene, fresche, i sogni tacciono.
Se le letture stentano ad avanzare per un’indolenza accettata, la testa si accontenta di pensieri indistinti. Sono senza progetti: mi lascio vivere.

scritto da Gloria Gerecht · 30 luglio 2011, 17:42 · #

Tralascio ogni commento sui muratori e i capomastri che si sgrondano i sudori per gli impasti poco cementizi delle fugature disallineate – alternativamente note e fessurate – e do il buongiorno a Gloria Gerecht che progetta senza stecca i suoi pensieri in santa pace.

scritto da frank spada · 31 luglio 2011, 08:35 · #

oh baby,
questo fiume sornione scorre adagio
sbarbicando radici e germogli
nel limo ricco di storie contraffatte
quasi occhiando le rive affollate
e sembra che rida, anzi geme
contro le paratie che lo tengono a forza
e non duole, ma tira a scorrere
su passi falsi e parole dette
come se il nuovo monsone che lo gonfia
si arresti un attimo per l’arcobaleno
quasi a contare i giorni del fine-agosto
cosi’, per un approssimativo bilancio
del vivere e del sognare, inquieti…
...il suo nome é Nilo
come dire culla
di tutti i dispersi che si aggirano
circospetti e sfiniti interrogandosi
intorno alla ppropria Sfinge muta…
...e scorre macilento
sui piedi piagati dei nuovi Tutankamen
quasi unguento ed elisir
dolce come un occhio compassionevole
sulla terra spaccata dal calore
per cui ogni germoglio s’infiori
e canti la sua stagione folle e troppo breve
nella quale libellule e gazzelle
trovino pastura degna e rugiadosa…

da “blues mediterranei”

scritto da Piero Boi · 31 luglio 2011, 09:44 · #

Non c‘è pace nei ricordi.
Fugature disallineate.
Se non si era in Alabama,in qualche altro posto dovevo pure essere a fare il garzone di seconda del Capomatro Jeff Trowel,centellinatore del frattazzo.
I ragazzi raccontavano che dormisse con la cazzuola sotto il cuscino.
E girava la storia che con la cazzuola avesse scannato un cugino.
Per una questione di pernici cucinate malamente.
Ho sempre pensato che si debba diffidare delle pernici.
Bene,per non gettare tempo, che è Domenica e il riso freddo rischia di scaldarsi.
Voglio dirvi di quel giorno.
Jeff mi aveva appena mollato un calcio in culo, di quelli che dimentichi appena morto.
L’impasto per le fughe mi era riuscito male.
Poi lui si era messo a darci dentro con furore.
Sulla parete in senso diagonale.
Il frattazzo pareva una appendice della sua mano.
Meglio,della sua anima.
Il sole scavava a trapano dentro la mia testa di attendente deludente mentre lui mi decantava la dinastia dei Trowel.
Artisti delle fugature.
A cominciare dal nonno, finito ad Alcatraz soprattutto per il nome di battesimo.
Josualfredkennabis.
Un delirio anagrafico.
Sua la fugatura delle docce del penitenziario.
Sua la fuga da Alcatraz.
Un aborto.
Una fregatura.
Acchiappato dentro una cesta di vimini piena di braghe bisunte,si era spento nel giro di pochi giorni.
Un pò per le botte,un pò per il senso di disonore.
Tornando a quel certo giorno.
Jeff appoggia l’arnese, arretra di cinque passi e rimira il suo muro.
Un capolavoro.
Poi palpa con le dita la superficie.
Ripalpa e passa la spugna umida, fischiettando come il merlo dei Bouwsond,finito dentro il pettine dell’orzo.
Finito.
“Fugature così allineate, ragazzo mio, le rivedrai solo in Paradiso, nel reparto dei Trowel, quarta nube a destra.Ricordatelo” mi disse compiaciuto.
“E se non ci sono nubi?”,gli chiesi da idiota.
“Il problema sarà se non c‘è Paradiso’mi rispose,sdraiandosi sul ghiaietto del cantiere.
Fu proprio quello il momento in cui irruppe il grande capo Mansell Milzaghiacciata.
Cinque minuti di silenzio.
Uno zigzagare nervoso a filo muro.
Mugugni, bestemmie sommesse.
Alla fine, il grugnito infernale.
“Che ti venga un colpo,Tower.Vedo solo fugature disallineate”.
A seguire un silenzio più cupo.
E nel disagio un presagio.
Un frattazzo può trasformarsi in arma micidiale.
Quando i ragazzi accorsero, il disastro era già fatto.
Ai funerali di Mansell Milzaghiacciata ricordo un corteo di gente quasi allegra.
E dietro la bara il disallineamento prosperava.
Quando una fugatura diventa una fregatura.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 31 luglio 2011, 10:19 · #

Piero Boi, che ci sorprende sempre quando, con un guizzo da prestigiatore, tira fuori come se niente fosse questi versi che parlano con umanità e leggerezza di tutti noi, perché tutti siamo esuli su questa terra sconosciuta, e invano interroghiamo la nostra sfinge muta.

scritto da Leila Mascano · 31 luglio 2011, 10:23 · #

Utilities & Service: ho acquistato un “biancoroll”: statevene accorti!

scritto da frank spada · 1 agosto 2011, 12:31 · #

Bounty Macruza,quel venditore rampante.
“Un biancoroll”,gli ho detto.
Ne sono certo.
Mi ha rifilato una Rolls bianca.
E i soldi,adesso?

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 1 agosto 2011, 13:09 · #

@ Joe Perfiumi – certo che se la Rolls fosse nera, magari Wraith, e bella da morire… ma perché non regala quella bianca a uno scrittore pallido che… link text

scritto da frank spada · 1 agosto 2011, 18:10 · #

Buine sere om des storiis!

scritto da Michela · 1 agosto 2011, 21:19 · #

Questa mattina ho consegnato al Pallido Narratore la Rolls bianca.
Se Frank dice di pensare a Frankini, Joe esegue.
Paolo ha apprezzato il noir degli interni e mi ha promesso di ambientarci un delitto.
Nel mondo dei complessi musicali.
Tipo Rolling Rolls.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 2 agosto 2011, 11:05 · #

Ulisse, nell’isola piena d’incanti dove Calipso innamorata gli prometteva una vita” senza vecchiezza né morte per sempre „ lui, l’Odisseo,
fissando l’orizzonte di fronte al mare, piangeva la patria lontana.
Quella spinta verso l’ignoto e la nostalgia del ritorno come il flusso e il riflusso delle onde scandiscono la vita degli uomini, anche di quelli che non lasciano mai la patria, ma tutta la vita sognano di andare oltre l’orizzonte. Saranno l’apollineo equilibrio e il dionisiaco impulso a coesistere, comunque, in misure diverse in ciascuno di noi?

scritto da Leila Mascano · 2 agosto 2011, 22:20 · #

“Sorprese lei un giorno, sola,in lotta senz’armi
con vigoroso leone, il lungisaettante Apollo d’ampia faretra”.
Si potrebbe rendere quel lungisaettante con “che lancia i suoi dardi lontano”.
Questo è Pindaro, per chi avesse la voglia e la nostalgia della Grecia aspra e soave, evocando la bella Cirene , la giovinetta “il cui animo è al di sopra del rischio”, che folgorò Apollo lottando senz’armi contro un leone.
Viaggiare nel tempo, dar voce ai morti che i secoli non hanno fatto tacere, coltivare i miti e risalire alle radici di una civiltà che ancora come Cirene difendiamo senz’armi contro la dilagante barbarie, questo è l’umanesimo.
Pindaro lo si trova a tre euro sulle bancarelle, ma quello che sorprende è quel nocciolo gettato nel terreno del nostro spirito sonnolento e ribelle negli anni in cui le nostre battaglie erano con lo spauracchio dell’interrogazione, per non dire di quelle navali ad alleggerire la noia. In quale recesso dell’anima quel seme germogliò e dette per frutto quest’olivo alla cui ombra, ancora, l’antica adolescente respira?

scritto da Leila Mascano · 2 agosto 2011, 22:51 · #

Eccola, Leila Mascano, che respira alzando il tono e ci “lungisaetta” dal folto di un olivo i noccioli in testa!
NdR – per oggi accorcio i tempi della sosta e mi complimento con l’amico Daniele Imperi link text che ha vinto il concorso VinciRobin di Agosto.

scritto da frank spada · 3 agosto 2011, 09:36 · #

Oddio detto così mi sembra che questa Leila sia una scimmietta scherzosa più che dispettosa, ruolo che mi piace moltissimo.

scritto da Leila Mascano · 5 agosto 2011, 08:54 · #

oh baby,
il silfio a Cirene non cresce più
da quando il deserto l’ha inghiottita
ma ho colto là piccole piante grasse
da trapiantare addosso al muro
della nostra casa bianca e blu…
...la voglio abbellire, la mia casa povera
di fiori e qualche albero da frutto
e un telaio di legno per le rose,
che al ritorno mi rida da lontano e se qualche vento strano e capricciozo
ti sbarcasse giù alla cala,
sapresti senza dubbio dove vivo

da “blues mediterranei”

scritto da Piero Boi · 5 agosto 2011, 09:11 · #

oh baby,
la civetta sull’olivo di Atena saggia
la notte grida nel patio in fronte all’Africa
promettendo buon tempo e lici a branchi,
nell’ora in cui i calamari girano allucinati
e l’astuta lampara li abbaglia e aggancia,
il santouri pizzicato da mani callose
e otri di mosto resinato e pepe rosso,
quando la tua testa reclinava docile
nell’incavo della mia spalla
abbandonando le redini all’asina
che ci portava alla punta del faro
per l’ultimo bagno nel riflesso fosforico
di una luna calante fino a Creta…

scritto da Piero Boi · 5 agosto 2011, 09:20 · #

Marlowe, per far sì che non si veda quel che lei gli manda agli occhi, la definirebbe una Signora tutta ninnoli e programmi.
Noi, che siamo giovani e non poeti, ci limitiamo ad ammirarla.

scritto da frank spada · 5 agosto 2011, 10:15 · #

Su gentile richiesta, dedico questo sonetto in esclusiva al Cannocchiale.

RENON

Gigi è annata a fà danni ner Tirolo.
Tra prati e mucche è in bona compagnia.
Se chiede si restà o prenne er volo,
ma ancora nun cià voja d’annà via.

A Roma è cardo, quinni me consolo
anche si qui ce piove, ‘tacci mia!
Ma l’aria è bona e certo nun è er solo
preggio der posto: c‘è ‘na funivia

che me porta sueggiù. Io me la godo
guardanno queli che vanno ‘n salita
e penzo che ho trovato propio er modo

de dà ‘na svorta comoda a la vita.
Senza marcià, sudà, lavorà sodo,
senza sentimme ‘n corpa o ‘n’impedita.

scritto da Gloria Gerecht · 5 agosto 2011, 18:35 · #

Il silfio è una pianta estinta, un tempo così importante da essere riprodotta sulle monete di Cirene. Aveva svariate proprietà, tra cui quella d’essere usata come contraccettivo.
No, il silfio non c‘è più, ma esisterà da qualche parte una casa bianca e blu con un traliccio per le rose che rida da lontano a chi arriva portato da un buon vento.

scritto da Leila Mascano · 5 agosto 2011, 21:48 · #

Il silfio non c‘è più.
E’ vero Leila.
Siamo invece invasi dal silvio.
Pertinace,bassiccio dal traliccio,destinato alla effigie contraccettiva sulle monete di Cirano.
“Ma poi cos‘è un bacio se non una catastrofe rosa fra la parola stiamo?”.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 6 agosto 2011, 11:15 · #

L’informativa è chiara: la Nato bombarderà l’Italia!
Siamo spacciati: Welles confermerà che è vero.

scritto da frank spada · 6 agosto 2011, 12:56 · #

Barack Obama in lacrime?!
Tutto come previsto anticipando link text
e non si dica che non ve l’avevamo detto!

scritto da frank spada · 7 agosto 2011, 09:42 · #

Beh,devo raccontarvi del caffè di stamattina.
Intendo quello di Barack.
Nero da fare tremare la Casa Bianca.
Vicino alle tazzine,il report di S&P.
Non sono i soliti S&P del bar di sotto,dove i dolcetti d’acero fanno resuscitare i morti.
Sally e Paul,i due baristi che covano brocche di caffè lungo per poi deporle nella stanza ovale.
Quando la porta è aperta,ovviamente.
La pagella di Standard&Poor’s è mortificante.
Agenzia di rating?
Più un ufficio di collocamento di boia addestrati.
“Hanno commesso un errore di 2000 miliardi di dollari”, continua a ribadire l’advisor economico.
E’ una litania senza fine.
Barack fissa Gene Sperling negli occhi.
“Non sono le noccioline per l’elefante”.
Gene Sperling ricontrolla i numeri,rosicchiandosi le unghie.
O Gene è un genio o il suo è un ragionamento condizionato dai piedi dolci.
Sugar&Sperling.
“C‘è modo e modo per trattarci”, sottolinea Barack.
Poi il telefono.
Cavolo, sono quelli di Moody’s.
“Buongiorno.Pensavamo fosse Fitch”, risponde Gene.
Altro caffè.
Il resto al ragazzo.
I conti non tornano.
Sul vassoio c’erano anche dodici muffin.
Un altro errore,accidenti.
Intanto il tipo di Moody’s indossa la voce da professore.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 7 agosto 2011, 10:20 · #

Passa Sunday, arriva Monday…

- Licenziate gli analisti e portatemi qui quel friulano.

- Lo imbarchiamo a Aviano?

- Certo! E fate in fretta, ché lo nominerò... intanto scegliete un titolo adeguato.

scritto da frank spada · 7 agosto 2011, 11:06 · #

Come si suol dire, quando la diga cede, l’argine non intercede.
Al dodicesimo muffin, ancora tiepido nel suo velluto sul palato,risquilla il telefono.
Sono quelli della Dagong.
I draghi dell’Agenzia di rating cinese.
Chiedono di ‘Balack’ in persona.
“Qui non c‘è nessun Balack”, risponde scocciato Gene Sperling.
Sorride.
Pensa di averla fatta franca.
Poi l’ispettore della Grande Muraglia si esprime sillabando.
Spelling.
“Un momento.Glielo passo”.
Giusto due mezze parole,il declassamento del Giorno del Ringraziamento e salta definitivamente la linea.
L’ennesimo taglio.
Che gli spuntasse a tutti un faraonico foruncolone domenicale sulle chiappe.
A scelta, prima dell’outlook negativo.
Che poi diventano schiappe.

Joe Perfiumi.

scritto da Joe Perfiumi · 7 agosto 2011, 12:50 · #

Frank attenzione ad Aviano c‘è un ottimo analista di mia conoscenza;
conoscenza assai approfondita in realtà: un certo
Luigi, sì Lewis Mark per esattezza.

scritto da biancamaria sacco · 7 agosto 2011, 16:22 · #

E’ morto Nasone,uno dei più prestigiosi cani da tartufo.
Lo hanno seppellito all’ombra di un tiglio frondoso, sotto una grattuggiata di terra.

scritto da Joe Perfiumi · 9 agosto 2011, 00:06 · #

@ bmsacco/udine – v. il cannocchiale a rovescio – segnalazione 2 giugno 2010, h 11.43

scritto da frank spada · 11 agosto 2011, 09:30 · #

Un saluto veloce a tutti e, tra una valigia e l’altra, un bacio a Frank!

scritto da marta · 11 agosto 2011, 19:20 · #

In montagna ho incrociatio un escursionista dal prorompente protagonismo.
Non mollava più la valle dell’ego.

scritto da Joe Perfiumi · 11 agosto 2011, 22:40 · #

@ Joe Perfiumi – lei che gira per El Monte, ritiene che quel tizio salisse Descent Avenue o scendesse Crescent Avenue?
Certo che incrociare una Olds – una due porte bicolore “Grey Ghost” – e non segnalarla a chi sta cercando una rossa tutta fuoco – una hopperiana vista da Phillies accanto a un mito feltro in testa – è come dire che uno dorme in un pagliaio, un altro lo punzecchia per tenerlo sveglio e che NATO è l’acronimo di Not Allowed To Obey!

scritto da frank spada · 12 agosto 2011, 12:03 · #

Ero giunto a El Monte da poco, giusto il tempo di scollarmi il cappello dalla testa cerchiata di sudore.
Mi si avvicina un bastardo dal volto imburrato di nei, così peloso da coprirmi la prospettiva della via.
“Ehi,straniero.Benvenuto all’amichevole El Monte”.
Così ha detto, il venerabile scarafaggio.
Quando è partito il suo gancio destro, alla Freddie Carnera, ho cercato di schivare.
Con un leggero fatale ritardo.
E se il tizio scendeva da Crescent Avenue,il vecchio Joe può affermare di averla percorsa ruzzolando.
Frank mi parla di El Monte?
Aspromonte,direi.
Sullo zigomo scannato, la vecchia Pretty mi ha messo una bistecca da combattimento.
E il giorno dopo sembravo nuovo.
La bistecca è stata servita al Ranger Zippiemore.
“Ha un gusto strano”, ha commentato lui.
“E’ una nuova ricetta allo zigomo”, ha bofonchiato la vecchia.
“Spiritosa come l’armonica a bocca del cuculo”, si è limitato a commentare il Ranger.
Molto incupito.
Danger Zippiemore.

scritto da Joe Perfiumi · 12 agosto 2011, 13:08 · #

Dimenticavo di dirvi che “Spiritoso come l’armonica a bocca di cuculo” è un modo di dire dei quartieri della Crescent Avenue.
Nella zona della Descent Avenue si usa invece dire “Spiritoso come il cuculo a bocca d’armonica”.
Quelli di Descent Avenue rovesciano tutto.
Dalle loro parti, una tartaruga non vive più di tre giorni.
Poi muore nella culla del suo guscio, incarapace di girarsi sulle zampe.
Svitati quelli di El Monte.
E ancora di più la gente che orbita attorno alla loro annoiata stramberia.

scritto da Joe Perfiumi · 12 agosto 2011, 16:31 · #

“Ehi,Joe.Un caffè in tazza grande”
“Tieni Blenda,un caffè di stazza in tazza grande”
“Sai Joe,vado pazza per il tuo caffè di stazza in tazza grande”
“Vedi Blenda,tutta la piazza va pazza per il mio caffè di stazza in tazza grande”
“Lo so,Joe.Sono io la prima ragazza della piazza ad andare pazza per il tuo caffè di stazza in tazza grande”
“Sei splendida,Blenda.Una splendida razza di ragazza della piazza che va pazza per il mio caffè di stazza in tazza grande”.
Al diavolo le lungaggini.
Il caffè si è fatto freddo.

scritto da Joe Perfiumi · 12 agosto 2011, 19:38 · #

Carnera insegue Botescià!
Due campioni a servizio dell’Italia.

Edizioni NotteDopoNotte – Collana Ferragosto

NdN – allegata al libro una confezione di fuochi d’artificio.

scritto da frank spada · 12 agosto 2011, 20:09 · #

Quella tazzina di caffè aveva un corpo ricco,rotondo e pieno.
La mia compagna capì che la stavo tradendo.
Allora uscì dal bar, piangendo nella sua isteria.
Ero avviluppato nello Sweet Taste.
Nella vita di un uomo una donna può supporre di occupare un certo spazio.
Ma deve farsi da parte quando centellini un caffè,per la miseria.

scritto da Joe Perfiumi · 13 agosto 2011, 10:23 · #

Mangiare una mozzarella in carrozza non è così facile, quando il cocchiere derapa.

scritto da Joe Perfiumi · 13 agosto 2011, 23:38 · #

MAT architettura e design – rigorosamente colti – link text

scritto da frank spada · 17 agosto 2011, 09:47 · #

Qualcuno ha cancellato una scritta da un muro. Si trattava di una frase chiarissima e misteriosa insieme:
Amo’, perdonami…e non mi è neppure piaciuto!Francesco tuo.
Cosa non era piaciuto al pubblico penitente? Per me un tradimento, che sarebbe rimasto tale se Amo’ non l’avesse scoperto. Beccandoli insieme, magari!Altrimenti, come si dice a Napoli, Zitto chi sape ‘o juoco ( stia zitto chi conosce il gioco). Perché se uno, si fa per dire, legge un libro che è una fetenzia, alla sua bella glielo dice: Il libro era brutto assaje. Mica glielo scrive sui muri!Idem per un film o il pranzo della tua futura suocera (benché sarebbe meglio tacere sull’argomento, le future mogli sono molto suscettibili su Mammà.) Invece il corno richiede il muro, lo chiama a gran voce, quando una lei sdegnata sbatte giù il telefono, si rifiuta di ripondere al cellulare
(irremovibile, o meglio immobile con il mobile)e insomma chiude i contatti. Ma non col mondo: deve uscire di casa, la poveretta, ed ecco la scritta che campeggia sul muro, a chiare lettere, con quel patetico Francesco tuo, che è un capolavoro: rassicura, spera, cancella il reato: è successo, non valeva la pena, ma io ti appartengo, Amo’.
In seconda battuta qualcuno, con stampatello diverso, aveva aggiunto una seconda frase, e qui chiedo venia ai miei amici di blog, che sanno come io rifugga dal turpiloquio. Ma l’amore per la cronaca mi obbliga a riferire che sotto il messaggio del petito, un’altra frase campeggiava a chiare lettere: Francesco sei uno str….
Qui la curiosità del passante abituale si faceva parossistica. La bella sdegnata gli rispondeva pubblicamente così? Evidentemente la sua corrente di pensiero distava parecchio da quella di una Hillary, che magari ‘sta cosa la pensava ( non di Francesco, beninteso) ma tutta sorrisi ribadiva pubblicamente che la carne è debole e lei comprendeva e perdonava. Una seconda ipotesi, che poi era la mia, era più sottile: Pervicace nel suo sdegno la fidanzata;mentre l’altra, riconoscendo nell’autore messaggio di fronte casa della tradita il mascalzone con cui aveva avuto un attimo di debolezza (anche la carne femminile è debole)oppure col quale aveva giocato la sua accorta mossa, a vedersi così “spubblicata”, come avrebbe detto una vecchia tata della mia infanzia, si è indignata: Ma come? E tutto quel dimenarsi, quesi sospiri, quel ssssssì, sì, SI!, per poi pentirsi, brutto vigliaccone, e a cosa ben goduta negare il gradimento, tipo uno che si fa fuori tutto il gelato e poi dice alla moglie di non comprare più il gusto Spagnola, che mica gli è piaciuto. E se gli piaceva che avrebbe fatto, “si” mangiava pure la vaschetta di plastica?
Ma non possiamo escludere neppure l’intervento del passante maschilista, che arriva in moto, con la catenona d’oro sul torace villoso e la sua bomboletta spray ,con la quale in genere inneggia alla squadra del cuore sui monumenti più belli de Roma, così tutti li ponno vede’. Ma guarda ‘sto rammollito! pensa. L’omo è omo, la donna deve scopà a casa, l’omo fuori. (Chiedo perdono per il raffinato doppio senso, ma il mio passante è un trucido, guardate il giubbotto di pelle aperto sul pelo lucido di sudore, che vi volete aspettare da uno così, che vi sorpassa in corsia d’emergenza col medio alzato?
E dunque parte il giudizio lapidario su’ sto str…appunto, che smoscia tutta la categoria, perché per colpa de lui e de quelli come lui le donne hanno alzato la cresta, e mò so’ cavoli…(dice di peggio, il mio volgarone, e qui mi trattengo io.)
E che è accaduto dopo il lungo inverno? Chi ha cancellato la scritta nella torrida estate?
Spero nell’happy end. Francesco stesso, perdonato, che non vuole mementi del suo passo falso (tanto ci penserà a buon bisogno a rinfacciarglielo lei, se non Mammà addirittura, che sa sempre TUTTO)e per ora si gode il ritrovato talamo.
E voglio sperare che sotto casa dell’altra, in barba alla civiltà che proibirebbe d’imbrattare i muri per qualsiasi ragione, una mano abbia tracciato TEMPORANEAMENTE E CON VERNICE LAVABILE: Amo’, mi è piaciuto tantissimo. Ti farò dimenticare io quello str…
Il trucidone invece invece sta al fresco. No, non alle Maldive, magari! Però diciamolo, già è strano scrivere Obbligo di darla a richiesta. Meglio con le buone!( la libertà, speriamo, o la pensione alle future generazioni)ma sulle mura di del Vaticano a qualcuno è parso troppo…
Vi direte: ‘A Leila, ma sei impazzita? Che te metti a scrive? Hai riempito ‘na pagina, due, tre…Hai fatto un romanzo da ‘ma scritta….Sapete, ho trovato ‘sto muro virtuale, e è venuta voglia anche a me di scrivere, scrivere, scrivere ….Pura invidia, immagino.
Ma vi prometto, in futuro,di contenermi un po’.

scritto da Leila Mascano · 18 agosto 2011, 09:37 · #

Mi sono sbellicata!
Impagabile :-D

scritto da Gloria Gerecht · 18 agosto 2011, 15:50 · #

Non mi incoraggi, signora, per carità! O mi viene voglia di raccontarle un’altra storia, che richiederà un po’ d’immaginazione ma poca, perché il vero protagonista è l’Innominato, quello che uno scrittore di talento come Moravia chiamò, semplicemente ed esplicativamente, lui.
In una comitiva aveva destato molta curiosità il matrimonio di una ragazza ingenua, detta la Soralaica ( suora laica per i non romani) corteggiatissima invano, in quanto virtuosa e assai bella, di cui un malizioso amico aveva detto che il suo cervello fosse stato metà di una sua tetta (sapete certi uomini come sono franchi nel linguaggio), sarebbe stata Einstein, con un ragazzo bruttino e timido, “Che spreco!” disse qualcun altro. Senonché, durante una discussione sul tradimento, la bella oca osservò che quello che conta è il tradimento del cuore, perché se no “che vuoi che contino trenta centimetri o poco più!”
Questi trenta centimetri, ma soprattutto quell’ “e poco più” lasciarono attonite le amiche e ingelosirono gli amici. Però!Partì una discreta indagine da parte delle signore, ma lo Squallidone non giocava né al calcio né a pallanuoto, e dunque nessuno dei ragazzi poteva riferire sulla veridicità del dato. Certo che da Squallidone, o sbrigativamente Squallor, passò al più lusinghiero nomignolo di trenta e lode. Tutti quelli che sbandieravano sotto le docce degli spogliatoi un 16 o un 17 masticavano verde, e dire che si erano sentiti dei Supermen! Alla fine sulla riva del mare Androloni (ironia di quel nome!) si ribellò: La cretina aveva detto una balla,magari in buona fede, e sbugiardarla era facile, o quanto meno riportare la faccenda dello Squallidone alle giuste dimensioni. Quando la ex Soralaica arrivò, radiosa nel costume giallo, Androloni (tra ex compagni di scuola ci si cita con terzi così)mostrò una mano, una sua grande mano, con la quale avrebbe potuto dirigere il traffico a Piazza Venezia senza paletta. Alto 1.93, grosso quanto basta in proporzione, Androlone aveva 19 cm. di mano. Fintamente distratto, chiede alla sirena in giallo: Sofì, secondo te quanto misura la mia mano?
Sofia la osservò con attenzione, e senza esitare decretò: diciassette centimetri, più o meno.
A quel punto tutti si ripromisero d’osservare meglio quel fenomeno del marito ( fenomeno eventualmente da baraccone, dissero i maschi),in costume da bagno. Ma l’ex Squallor era poco amante del mare, e ci venne una sola volta. Con un costumone tipo bermuda.E grazie!
Chiedo venia, lo squallor di agosto mi fa venire in mente queste stupide, goliardiche cose.Consideratele con indulgenza, e magari rideteci su.

scritto da Leila Mascano · 19 agosto 2011, 09:41 · #

Noto che i fotografi, per ora, hanno la meglio sui commentatori con il metro in mano
link text

scritto da frank spada · 23 agosto 2011, 19:38 · #

Ringrazio Dame mit Facher, gentile come sempre, per la segnalazione di un articolo dove Marlowe… stesso link di cui sopra.

scritto da frank spada · 24 agosto 2011, 12:42 · #

Mi complimento con gli organizzatori di questo concorso fotografico che onora un autore friulano destinato a far parlare ancora di sè.
Fraintendimenti a parte, si prefigura un “intrigo” davvero marlowiano.

scritto da amelia · 24 agosto 2011, 19:14 · #

E’ sorprendente.
Quest’anno ho usato una crema solare iper protettiva.
Fattore 250.
Sono tornato a casa con una bizzarra abbronzatura lunare, un pò criptica.
Quando la portinaia mi ha visto, ha simulato un moto di piacevole sorpresa.
“Ehi,Joe.E’ come se le chiappe le avessero invaso tutto il corpo, con licenza parlando”.
Licenziata.

scritto da Joe Perfiumi · 26 agosto 2011, 08:56 · #

Ho scordato il superalbo di Tex Willer ai bagni Rosalba, isola d’Elba.
Serata scialba.
Può consolarmi una pesca melba?
I sogni sfumettano all’alba.

scritto da Joe Perfiumi · 26 agosto 2011, 20:33 · #

Finalmente ho qualcosa da festeggiare anch’io! La fine di una barbosa traduzione, fatta in collaborazione con un’amica. Ma la mia amica Carla è perennemente a dieta, il frigo è quasi vuoto ( si può festeggiare con yogurth, pomodori e insalata? , i negozi sprangati nella calura d’agosto. Così la mia amica con aria festosa mi propone una piccola ghiottoneria, in barba alla dieta: Pane e zucchero. Mi meraviglio un po’, e viene fuori questo racconto.
Carla bambina era spesso affidata alle cure di quella che oggi chiameremmo una colf, una giovane donna di trent’anni, che ne aveva una decina o meno ancora in tempo di guerra. La sua famiglia era povera, poverissima a quel tempo, e a lei erano affidati i fratellini più piccoli. In un’economia dove perfino un uovo era considerato un piccolo lusso, era considerato un tesoro un sacchetto che custodiva lo zucchero. Quell’ambitissimo zucchero era la panacea, insieme a un bacetto, per tutti i bernoccoli e i dispiaceri dei più piccoli. Nella mente di Nunzia niente poteva equivalere, pur nei fasti delle merendine e degli sprechi dell’effimera opulenza di quegli anni, all’idea di lusso e premio supremo che evocava il pane e zucchero. E quindi, alla bambina che le era stata affidata, officiavaava con religioso fervore quel rito: preferibilmente la cima del filone di pane, il “cozzetto”, quello che a Pinocchio faceva da cappellino, dove scavava un buchetto togliendo la mollica, e poi lo metteva sotto un filino d’acqua fredda, ma poca: qui c’era l’arte, che consisteva nel non fare spugnare il pane, ma ammorbidirlo quel tanto che trattenesse il cucchiaino di zucchero che lo avrebbe colmato. Si rimetteva poi la mollica a chiudere il tesoro, e il tutto veniva poggiato su un piattino col suo tovagliolino accanto. “Buono?“diceva Nunzia, spalancando gli occhi, partecipando al piacere di quel primo morso. A quel punto Carla glielo offriva, allungandoglielo, ma lei si schermiva: “No, no, è per te…”
Ecco, mi dice Carla sorridendo, da allora mi è rimasta quest’idea di prelibatezza, di premio, e ogni tanto sgarro anch’io, e mi preparo pane e zucchero, ma non è la stessa cosa. Se vuoi lo preparo anche a te. Mi metto a ridere e accetto. “Buono?” mi chiede Carla.
Sì, Carla, accidenti a te, è meraviglioso. Da leccarsi i baffi.
Rigorosamente di zucchero.

scritto da Leila Mascano · 28 agosto 2011, 14:43 · #

E’ un racconto bellissimo, Signora Mascano! Qualche anno fa scrissi nel mio blog un raccontino dal titolo “Agne a zucar” (Acqua e zucchero), in ragione dell’uso alternativo che ne faceva mia madre…
Mia sorella Marcellina sapeva pettinarsi in un modo che nemmeno la parrucchiera era capace di fare altrettanto.
Era in voga la moda del “chignon”, del cocon, insomma.
Si vedeva pettinata così Virna Lisi, nella réclame del dentifrico Chlorodont, in cui una voce fuori campo recitava la famosa frase “con quella bocca può dire ciò che vuole”.
Marcellina, a forza di lacca e forcine, si faceva un cocon proprio di gran moda.
La lacca la comprava sciolta, in una bottiglietta di plastica per spruzzarla che, quando era finita, veniva ricaricata.
Le bombolette spray non erano ancora in voga.

Pensare che a sua sorella Laura, che si pettinava come Mina, un’amica le chiedeva sempre se avesse adoperato acqua e zucchero.
Ci può stare, però, che l’acqua e zucchero l’adoperasse in passato la madre, quando pettinava Marcellina, prima che lei si recasse a scuola.
Marcellina era bionda e la madre le faceva ogni giorno i boccoli e le metteva un gran fiocco in testa.

Quando il fidanzato di Nina, la sorella maggiore, andò a conoscere la famiglia – lui che parlava inglese – trovò il nome alla pettinatura di Marcellina. Disse che assomigliava a un “cake”, una torta, insomma.
Le sorelle, così, trovarono subito la traduzione friulana, che diventò “il checo” e Marcellina diventò “la Chêche”.
Aghe e zucar

scritto da Dame mit Fächer · 29 agosto 2011, 11:36 · #

@ Leila Mascano – pan e zucar (in friulano) – @ Dame mit Facher – aghe e zucar (sempre in friulano) – talché riporto in vista l’attualità del Giornale del Friuli con l’articolo “Sfuei dal Friul Libar” (22/08) link text (scorrere e cliccare Older Comments), proprio perché perché una di loro si schernisce mostrando, l’altra, invece… ah, le donne, o cuoche o mamme, sempre signore, però.

scritto da frank spada · 29 agosto 2011, 13:10 · #

Mr. Frank,
nessuno la riconoscerà se lei vorrà indossare i panni che io stessa le confezionai … si presenti ad Alberto di Caporiacco vestito da predicatore evangelico con la scritta “LOVE” tatuata sulle nocche della mano destra e “HATE” su quelle della sinistra.

scritto da Dame mit Fächer · 29 agosto 2011, 13:35 · #

Se un giorno decidessi di riscrivere una trilogia lo farei soltanto per non sentirmi dire: “Ma quanto te la tiri?” – parafrasando un fascio-comunista che si appresta a riscrivere un romanzo pur di stupire la moglie con un paio “pennacchi” al posto dei baffi.

@ Dame mit Facher – secondo me amore e odio sono sinonimi di uno stesso sentimento: passione!

scritto da frank spada · 29 agosto 2011, 16:58 · #

Passione.
Un oceanico sentimento.
Battiamoci perchè non diventi sedimento.

scritto da Joe Perfiumi · 29 agosto 2011, 19:24 · #

Carissimo Frank, ben trovato. E’ bello riprendere il filo dei discorsi dopo un’estate che ha avuto il suo corso e il suo Concorso:-)) del quale attendiamo gli esiti. loretta

scritto da loretta fusco · 30 agosto 2011, 11:16 · #

“Mi sono convinto dell’importanza dei richiami cinematografici (film noir classici, s’intende…) nelle tue storie. Forse sono più importanti di altre suggestioni… mi sbaglio?”

Rileggo oggi un’intervista di Graziano Braschi a Frank Spada, segnalata in un link del 28 giugno, qui sul Cannocchiale.
In attesa del prossimo Marlowe – la tetralogia – mi piacerebbe che Frank Spada mettesse in cantiere il glossario dei film richiamati nella trilogia.

scritto da Dame mit Fächer · 30 agosto 2011, 18:03 · #

@ Joe Perfiumi – i sedimenti alzano i fondali, lasciamoli fare.
@ loretta fusco – bentornata! attendiamo qualche “pezzo” sul suo viaggio negli States.
@ Dame mit Facher – che senso avrebbe? Meglio che ciascun lettore scopra il “suo” e immagini gli altri ancora da girare.

Grazie in ogni caso, cara amica.

scritto da frank spada · 30 agosto 2011, 19:49 · #

Dana Dudaska,cavatrice di ghiaia sul fiume Kalkacioff,ininfluente del Volga,lavora di notte,estraendo ghiaietto clandestino.
Usa un aggeggio,chiamato Kusot da chissàchi,una specie di mestolone pesante.
E pedante nel menare traccia sul fondale dell’alveo.
Dana vive con la vecchia madre Dadana,in una casetta costruita con bottiglie di vodka,assemblate con quella colla di pesce che attacca un lisca.
Il fegato di Dana è così ingrossato da toglierle il sentimento.
Le resta solo lo sgomento del sedimento che sputa ghiaia da ingolfare la sacca cosacca.
Stramaledetto fegato gonfiato dalla cornamusa della vacca vodka.
Un presentimento.
Nella notte giungeranno i due sicari,Pierre e Depierre,col passo del furetto irrorato di astuzia.
Per scannare Dana fegato d’oca.
Oddio,quanto patè nel negozio di Charlotte Pumiere.
“Da dove viene?”.
“Viene da dove conviene”,risponderà l’artista del malaffare.
E Sbregov il medico le vomiterà addosso il suo fetido alito,strordendola nel candido abito.

scritto da Joe Perfiumi · 30 agosto 2011, 20:50 · #

L’estate finisce, le amiche e gli amici tornano a scambiare poche chiacchiere in quest’angolo privilegiato.Dove trovo perfino chi apprezza i miei piccoli racconti, costruiti sul nulla della quotidianità. Per evadere c‘è il mondo delle avventure, dei sogni, quel mondo “altro” che ci schiudono le pagine dei libri.Lo guardiamo curiosi attraverso un cannocchiale a rovescio, che è piuttosto una lanterna magica.

scritto da Leila Mascano · 30 agosto 2011, 21:29 · #

L’esate è ancora in corso e sembra non chiudere mai.
Il caldo mi secca le fauci: quando tento di parlare, più che altro con me stessa, emetto suoni dissonanti, gracidii striduli, canzoni stonate con versi banali.
Mi hanno accompagnata libri estivi da cui mi sono accomiatata senza rimpianti. E senza ricordi.
Verrà l’autunno, forse avrà i miei occhi.

scritto da Gloria Gerecht · 31 agosto 2011, 08:56 · #

Gloria Gerecht – ha mai provato a respirare con gli occhi?
Se Leila Mascano accenna al mondo “altro” una ragione c‘è senz’altro. O basta la banalità di una statistica che, malignamente recitando Le donne vivono mediamente 8 anni più degli uomini , vorrebbe consolarci ricordando?

scritto da frank spada · 31 agosto 2011, 11:22 · #

Le donne vivono di più degli uomini che sono riuscite a seppellire!
:-D :-D :-D

scritto da Gloria Gerecht · 31 agosto 2011, 11:30 · #

@ Gloria Gerecht – non si dimentichi di quelli che se vanno (andranno) in cenere, ché le faranno starnutire lagrimando loro gli occhi.

scritto da frank spada · 31 agosto 2011, 11:57 · #

un glossario avrebbe senso per una tesi di laurea in storia del cinema e volesse attingere all’opera di Frank Spada
link text

scritto da Dame mit Fächer · 31 agosto 2011, 12:04 · #

Forse è per questo che respirare con gli occhi non mi vien facile.
Come uno dei suoi personaggi io respiro voluttuasemete nicotina tutto il giorno.
Smoke gets in my eyes, ci andranno pure le ceneri forse…
Ma preferisco “poche chiacchere” ;-)

scritto da Gloria Gerecht · 31 agosto 2011, 12:16 · #

@ Gloria Gerecht – Smoke Gets in… suoi per miei, e viceversa miei per suoi – ovvero il tabagismo in Freud e la cenere tra noi.

scritto da frank spada · 31 agosto 2011, 16:57 · #

Caro frank, lei è ermetico (o sintetico) e non so se cogliere una lavatina di capo.
Nel frattempo me lo cospargo di cenere!

scritto da Gloria Gerecht · 31 agosto 2011, 18:27 · #

Cara Gloria, colga in libertà, è un suo diritto, ma non si dolga, la prego.
Cordialità serali.

scritto da frank spada · 31 agosto 2011, 19:37 · #

Questa poi link text !!!

scritto da frank spada · 1 settembre 2011, 14:33 · #

“Qualche fermata per inghiottire sandwich di pollo e insalatina, aiutandomi con acqua appena allungata da un vago sapore di orzo e avena” (pag. 22 del secondo libro della trilogia)
Ho il sospetto che il pollo attentatore sia lo stesso del sandwich!
link text Marlowe, il pollo acquatico e l’isola di Frank Spada. A rovescio e di traverso… (di Alberto di Caporiacco)

scritto da Dame mit Fächer · 1 settembre 2011, 15:19 · #

Il pollo d’acqua, stufo di nuotare,
optò per un improvvido decollo.
Ma non era tagliato per volare:
anche se d’acqua, era sempre un pollo.
E, starnazzando, venne ad atterrare
su una signora in subitaneo crollo.
Fu combattuto e vinto. A dimostrare
che era meglio se restava a mollo.
Mi chiedo se il volatile impazzito
sia fuggito o gli fu tirato il collo.
Per poi servirlo arrosto nel convito.
Le piume della coda di quel pollo
forse ornano un ventaglio nel suo sito.
L’evento sarà emesso in francobollo.

scritto da Gloria Gerecht · 1 settembre 2011, 19:25 · #

@ Gloria Gerecht – dirle brava è poco, dirle che vorrei baciarle il collo è sconveniente, dirle che… senta un po’, ma lei è una tipo fò-fò o so-so?

scritto da frank spada · 1 settembre 2011, 20:01 · #

Sempre più ermetico!
fò-fò o so-so?
Io so che so che non sempre lo fò.
Però se lo fò, non sempre lo so.
Dei baci sul collo ho un ricordo lontano. A volte lasciavano il segno.

scritto da Gloria Gerecht · 1 settembre 2011, 20:25 · #

Non c‘è rete che tenga: il rovescio di Frank Spada è micidiale! Singolo, o doppio, il set è sempre suo.
Complimenti.

scritto da paolo · 2 settembre 2011, 08:32 · #

@Gloria Gerecht, niente ventagli nei quadri di Hopper
Ma chi è, lei, la rossa?

scritto da Dame mit Fächer · 2 settembre 2011, 11:47 · #

- Marlowe, spostati in fretta se non vuoi essere beccato!

- Grazie, amico mio link text

scritto da frank spada · 2 settembre 2011, 12:04 · #

Herzliche Dame!
Mi sarebbe piaciuto!
No niente ventagli in Hopper, nonostante il caldo newyorchese.
Tra l’altro a lei si adatterebbero solo piume di struzzo, o una aigrette. Certo non di gallo come sui cappelli dei bersaglieri.
Ma il mio verso era comunque un omaggio al suo pseudonimo.

scritto da Gloria Gerecht · 2 settembre 2011, 12:28 · #

[...] un omaggio al suo pseudonimo?!
Suo di chi, Gloria Gerecht, suo di lei o di chi sa che lo pseudonimo di Marlowe è solo Frank Spada?

scritto da NdR · 2 settembre 2011, 12:57 · #

@Gloria Gerecht, il titolo del mio link test è errato. La domanda, così formulata, era contenuta in un mio vecchio post. Naturalmente ho gradito l’omaggio del verso!
@Frank Spada ora il sito è aggioranto, contiene tutti i 35 tag a lei dedicati!

scritto da Dame mit Fächer · 2 settembre 2011, 12:58 · #

Mi arrendo mi sembra di vagare in un labirinto.
Ebbene il suo era riferito alla Dame, o meglio al suo ventaglio. Che però sventola frequentemente nel suo, di lei: Frank, sito.
Meno male che si fanno poche chiacchere!
Adesso mi servono un doppio whisky e un paccheto di sigarette in più. Possibilmente in un bar di Manhattan.

scritto da Gloria Gerecht · 2 settembre 2011, 14:15 · #

Poche chiacchiere, appunto, e Il Cannocchiale a rovescio, un blog che non è un blog, dove potete prendere in considerazione le eventuali manifestazioni d’interesse ricevute senza alcun obbligo nei confronti di chicchessia (vale anche per Frank Spada).

scritto da NdR · 2 settembre 2011, 18:22 · #

Gentile Signora Gerecht, ho pensato anch’io di farle un piccolo omaggio. Ho tradotto in friulano la storia del pollo d’acqua e della gabbianella … no quella è un’altra faccenda …
Il poleç di aghe

scritto da Dame mit Fächer · 3 settembre 2011, 10:53 · #

Chiamiamolo Golb, per via de Il cannocchiale e rovescio.

scritto da Joe Perfiumi · 3 settembre 2011, 12:02 · #

Sono Porfirio,il pollo sultano, che per una volta ha perso la bussola, trovandosi fuori dalle sue rotte consuete. Pollo per modo di dire, poiché elegantissimo al punto da portare talvolta il cibo dal suolo al becco col bel piede, nappure palmato, ed è tutto dire. Chiamarmi pollo è come chiamare bagnarola una Porsche, ma soprassediamo. Benché non mi manchino pollastrelle, la bella signora mi piacque parecchio, e mi gettai ai suoi piedi. E’ un volo planare, cantavo sul ritmo d’un antica canzone della Berté. Berté per te, le donne a certe finezze sono sensibili. Tocca essere audaci, noi polli sultani manco abbiamo la giacca da gettare sulle spalle della bella se si gela, o sulla pozzanghera, se piove. Insomma era fatta, vedi Leda e il cigno. Ma tu mica sei Giove, direte. Sì ma la piuma piace, tira più del baffo, e poi noi polli sultani mica lo raccontiamo in giro. Purtroppo nel bel locale dove planai c’era anche un tal Frank Spada con un amico, che ingelositi dal fatto che la dama già fosse in deliquio, con modi villani si intromisero a sottrarmi la bella, che dovette a sua volta fingere sdegno e spavento, ma intanto con l’indice mi faceva cenno dietro le loro spalle “dopo, dopo”. Ma il Sultano, come Paganini, non si ripete. Indignato da quei chiassosi e intraprendenti ladri di conquiste, sono volato via. Signora Gerecht, che così graziosamente si è preoccupata del mio destino, lasci la finestra aperta e indossi una camicia da notte viola, colore che mi piace. Verrò a trovarla, se permette, e le assicuro che sperimenterà, mia bella rosa, che non son meno di quel tal Rubirosa…

scritto da Leila Mascano · 4 settembre 2011, 21:00 · #

@ Dame mit facher.
E io ringrazio, come ho già fatto in calce alla traduzione, onoratissima!

scritto da Gloria Gerecht · 5 settembre 2011, 08:29 · #

Quanti ricordi! Ballava il tango in maniera divina. E anche il resto: nell’intimità lo chiamavo Porchirio…
Non sono una signora è la mia canzone preferita. La canto sempre sotto la doccia, pensando con soddisfazione ai miei divorzi che mi hanno liberata da quel costrittivo attributo.
Sì, lascerò la finestra aperta, accoglierò l’invito e volerò come Margherita, metteremo a soqquadro la casa di Frank e poi su in alto, senza la scopa, ma a cavallo di un uccello!

scritto da Gloria Gerecht · 5 settembre 2011, 08:59 · #

Se il 99,9% di ogni specie apparsa sulla terra è ormai scomparso e la durata media di un essere umano è di 650.000 ore… tic-tac-tic-tac, è lecito pensare che da qui a domani (stessa ora) restino 1436 secondi.

scritto da frank spada · 5 settembre 2011, 09:55 · #

Di già?
E’ meglio che mi affretti a far la spesa!

scritto da Gloria Gerecht · 5 settembre 2011, 10:25 · #

Che m’importa? Non ho tempo per i tic tac, e del resto il mio alito è freschissimo, semmai per i tuc tuc, che è il mio modo per dire T’amo. A una pollastrella viola, con la quale non vedo l’ora d’iniziare un volo nuziale.Lei pensa già alla cena…dopo!Abbondi di granone, cara, che voi chiamate mais.Porfirio.

scritto da Leila Mascano · 5 settembre 2011, 11:11 · #

Cosa aspettate a far la spesa link text ? Venti racconti di un’amica link text e segnalo i 60 post della “sua vita” fino ad ora link text

scritto da frank spada · 5 settembre 2011, 12:10 · #

@ Leila Mascano – non chiuderò un’anta alle mie spalle per non lasciar tracce di un’impronta che potrebbe… link text , ma colgo l’occasione per anticiparle il tuc-tuc del mio buongiorno.

scritto da frank spada · 6 settembre 2011, 08:50 · #

Bello e segreto, come Fantomas!

scritto da Leila Mascano · 6 settembre 2011, 13:59 · #

Mr. Frank
dopo la fan page su facebook – dove si legge: “Questo non è il profilo Facebook di Frank Spada, ma solo una fan page con cui Frank non interagisce.”, non sia mai detto che non nasca una voce sulla Wikipedia.
Risale a diversi anni fa la volta che mi registrai e per fare una prova sul funzionamento andai ad inserire una nota nella pagina dedicata al “Dies Irae”. Si trattava d’integrare la voce relativa ai musicisti che hanno interpretato questo inno nelle loro messe di requiem. Il mio apporto riguardava Ildebrando Pizzetti con Assassinio nella cattedrale. Non l’avessi mai fatto! Mi arrivarono minacce da parte di un altro compilatore, un ragazzotto a quanto pare. Cancellò il mio piccolo inserimento che però in seguito venne ripristinato da qualcuno meno insofferente.
Così, per molto tempo, non feci più esperimenti ma un giorno di non tanto tempo fa volli riprovare. Nella pagina dedicata a Marco Pantani, tra le canzoni e le dediche inserii questa nota: Giorgio Celiberti, nel 2004, in omaggio e in ricordo di Marco Pantani realizzò un quadro che venne consegnato, assieme al primo premio, al vincitore del 43° Giro del Friuli Venezia Giulia Elite e Under 23, la più antica gara a tappe italiana per Dilettanti.
Questa volta nessuno mi sgridò!

scritto da Dame mit Fächer · 6 settembre 2011, 22:23 · #

@ Dame mit Facher – riaffermando che non sono iscritto a Facebook, mantengo il riserbo sul nome di un’amica “marlowiana” che ha creato la fun page link text

scritto da frank spada · 7 settembre 2011, 10:18 · #

Buongiorno Frank,
mi affaccio per la prima volta al tuo blog, con l’esitazione di chi solitamente preferisce interagire vis-à-vis, per testimoniarti tutto il mio apprezzamento per la tua scrittura originale ed intrigante, che trasporta il lettore in un viaggio fatto di partenze veloci, pause inaspettate e contemplative, per poi riprendere in una dimensione spazio-temporale dilatata, dentro e fuori il protagonista.
Con l’auspicio di poter sperimentare ancora tanti di questi ‘viaggi’, un caro saluto

Tiziana

scritto da Tiziana Marangoni · 8 settembre 2011, 16:44 · #

A proposito di grandi investigatori, ricordate le magiche atmosfere di una Parigi in bianco e nero nel commissario Maigret interpretato dall’immenso Gino Cervi? E la prima sigla, meravigliosa, “Un giorno dopo l’altro” di Luigi Tenco? Sono i ricordi che messi insieme fanno una vita…

scritto da maurizio · 8 settembre 2011, 23:28 · #

Giacchè si è parlato di Idelbrando Pizzetti, vorrei ricordare qui il figlio Ippolito, che si dedicò con amore e successo all’architettura dei giardini,e attraverso libri e articoli contribuì a diffonderne la conoscenza e la cultura.

scritto da Leila Mascano · 9 settembre 2011, 07:43 · #

@ Tiziana Marangoni – Dearest (vale per il tempo che non muore), questa sì che è una magnifica sopresa link text ! Mi complimento con l’agguerrita squadra editoriale (una palla sfonderà la “rete” ) e ringrazio per il gentile apprezzamento.

scritto da frank spada · 9 settembre 2011, 10:32 · #

Nel prossimo autunno vedrò di recarmi ad Asolo per ammirare il viale dei kaki a Villa Contarini, nel giardino che Ippolito fece per la famiglia Beggio, quelli delle motociclette.

scritto da Dame mit Fächer · 9 settembre 2011, 10:48 · #

@ Dame Mit Facher – certo che se i Beggio fossero arrivati alla Gilera… allineato ogni 175 anni, Saturno romberebbe ancora.

scritto da frank spada · 9 settembre 2011, 11:26 · #

Mr. Frank,
i Beggio piantarono i kaki e la Gilera si ritirò in una tettoia profumata di glicine, accanto a un flipper sgangherato. Saturno rombante un giorno fece ciuf, ciuf, ciuf, e si dovette spingelo a mano.

scritto da Dame mit Fächer · 9 settembre 2011, 12:05 · #

Dame mit Facher, sarà pur vero che dall’entmologia sono passato all’astronomia virtuale, ma la dicitura Vai alla fan page di Frank Spada su Facebook non sarà mica il nome di quella supernova che da stamani “tripletta” qui vicino?

scritto da frank spada · 9 settembre 2011, 12:44 · #

“Accendo una sigaretta per darmi un tono distaccato ma deciso” e ringrazio l’editore Alessandro Ramberti per la stima link text

scritto da frank spada · 13 settembre 2011, 09:49 · #

Complimenti Frank!

scritto da butterfly · 13 settembre 2011, 16:16 · #

Ho il grande privilegio di avere una veranda, dove per qualche tempo ho sentito, flebile ma percettibilissimo, il richiamo di un grillo; ma a quale punto del giardino sottostante si trovasse l’animaletto non sono riuscita a capirlo. Il grillo mi faceva compagnia e mi piaceva molto, e io a lui se mi è venuto a trovare fin sulla ringhiera del davanzale. E allora mi è venuto in mente con affetto un caro amico cui era stato promesso un grillo da liberare nel giardino per il piacere del suo canto; ma poi una gelata aveva creato qualche preoccupazione sulla sorte dell’insettuccio…Ebbene, chissà perché mi è parso che si trattasse proprio di quello stesso grillo, messaggero affettuoso d’amicizia e di compagnia.

scritto da Leila Mascano · 14 settembre 2011, 07:25 · #

“... cri-cri, cri-cri, ven fur di lì”, e un merlo lo inghiottì.

scritto da frank spada · 14 settembre 2011, 08:48 · #

Il grillo mi ha fatto pensare alle cicale e al mio primo racconto, scritto nel 2008:
La campagna

Qualcosa si mosse sul ripiano giallo della cucina. Lo osservò con la coda dell’occhio mentre scolava l’insalata. Il movimento entrò nel suo campo visivo, inforcò gli occhiali e classificò il corpo in moto come una formica. Allungò la mano per prenderla, ma l’insetto rapidamente sparì. Guardò l’insalata: forse era arrivato proprio con quella, da chissà quale orto. Improvvisamente sentì nostalgia della campagna. Non della campagna in sé, ma del ricordo che ne aveva dall’infanzia: lontana, verde, fresca. Il sole picchiava sull’asfalto al di là della finestra e illuminava le sue mani rugose e macchiate. Già. La campagna: il giardino, l’orto, gli alberi visti da sotto in su, sdraiato nell’erba. Il rumore, fuori, non era certo quello delle cicale. Le cicale! Che cullavano quei pomeriggi lunghissimi. Il frastuono continuo del traffico ormai gli impediva persino di sognare. Scosse la testa avvilito e meravigliato di come l’ondata dei rimpianti l’avesse sopraffatto Chissà se quella campagna esisteva ancora? Forse era sparita, cambiata come lui, tanto che, persino il ricordo, non gli apparteneva più. Dalla strada giunse lo stridio di una frenata. Poi il botto e le voci concitate dei litiganti. Non si affacciò neanche: a quell’incrocio succedeva ogni giorno. Posò invece l’insalata, si mise le scarpe, prese la giacca, le chiavi dell’auto e uscì. Salì sulla vecchia Ford come un automa e si avviò verso la periferia. Guidava lentamente, concentrato, cercando nella memoria l’itinerario sulla traccia delle sue nostalgie. Imboccò l’autostrada, infastidito dal traffico pesante, preoccupato di non mancare l’uscita giusta. La seconda? Si sentiva teso ed accaldato. La vecchia auto ansimava e lui con lei. Finalmente, erano passate due ore, imboccò lo svincolo ed uscì da quell’inferno. La strada, sconosciuta, era un susseguirsi di capannoni industriali, ma le indicazioni erano rassicuranti. In lontananza si scorgevano paesini arroccati nel tufo. Sì: dopo il secondo bivio ritenne di essere a buon punto. Ma, al bivio seguente non ne fu più tanto sicuro. Sconcertato, andò comunque avanti ostinatamente. Intorno le strutture erano scomparse ed i campi si susseguivano con pochi casali isolati nell’entroterra. Cominciava ad essere stanco, quando il profilo di alcune colline gli accese dei ricordi remoti. Diresse verso di loro, una curva dopo l’altra, un dosso, una salita, una discesa, gli pareva di riconoscere qualcosa. La Ford cominciò a tossicchiare. La sto sforzando troppo, pensò, ma l’indicatore della benzina assicurava una piena autonomia. Faceva ancora molto caldo, anche se il sole cominciava a calare, ma le giornate erano lunghe e lui, ormai, senza più cognizione del tempo. Strano: quel casale rosso era uguale a quello già visto un’ora fa. Proseguì col dubbio. Continuò a salire e scendere finché l’auto, con un sospiro, si fermò fumante. Sbalordito, scese senza osare aprire il cofano che emanava vapori minacciosi. Lasciamola raffreddare, si disse, senza tentare riavviarla. Per una volta rimpianse di non aver mai voluto un cellulare. Poi, sentendosi intorpidito, cominciò ad andare su e giù per sgranchirsi le gambe. Non era più abituato a guidare tanto. Gli doleva anche un braccio. “La campagna! Vecchio suonato!” Borbottò, più che altro per rompere il silenzio, alla cui ricerca era partito. “Qualcuno passerà” Ma sembrava che il tramonto imminente avesse dato il segnale della ritirata. Niente e nessuno. Cercò di ricordarsi dove aveva visto l’ultima casa. Forse due chilometri indietro. Meglio avviarsi e, strada facendo, se passava qualcuno, chiedere aiuto. Si incamminò di malavoglia, di pessimo umore. Intorno i campi, all’imbrunire, erano di un bel verde, ma lui non li guardava. Una scarpa gli martellava il piede ed il braccio continuava a formicolare. Rallentò un poco, mentre il sole spariva dietro le colline. Era meno caldo, ma lo sforzo e l’ansia gli imperlavano la fronte, sfiancandolo. Non si vedevano né case né luci. La prima stella era all’orizzonte nel cielo ancora turchino. Il dolore al piede si fece più acuto: forse era meglio camminare sull’erba. Scavalcò il fossatello ed entrò nei campi. Raggiunse una macchia d’alberi e si lasciò andare a terra per togliersi la scarpa e riposare. Seduto, si sentì ancora più stanco. Ma, invece dello sconforto che la sua situazione assurda suggeriva, si guardò intorno con una sorta di rassegnazione. Le cose non avevano più ombre e cominciavano a perdere i loro contorni. Il buio avanzava nel silenzio circostante. Una fitta gli traversò il petto, si ripetè più forte, lancinante, poi cessò. Un contadino che passava lo trovò così, il giorno dopo. Sdraiato sotto un albero, gli occhi, ancora aperti, rivolti agli alti rami. Su cui frinivano le cicale.

scritto da Gloria Gerecht · 14 settembre 2011, 11:08 · #

@ Gloria Gerecht – un cri per Bi, e un manto nero che Lo invita, e la ringrazio per il suo bel racconto.

scritto da frank spada · 14 settembre 2011, 11:34 · #

In un mondo dove tutto è contraffatto mi rifiuto di considerare l’ipotesi d’aver avuto a che fare con un sedicente grillo…Tutt’al più con un grillo seducente.

scritto da Leila Mascano · 15 settembre 2011, 08:53 · #

Concordo con Leila Mascano circa l’estensione della contraffazione in ogni dove (anche spazio/temporale) e chiedo a tutti se dovremmo limitare l’utilizzo dei nostri strumenti di lavoro per un esserino che proprio non ne vuol sapere di cantare.

scritto da frank spada · 15 settembre 2011, 12:02 · #

Sempre più spesso si trovano in rete “spammatori” organizzati di ogni tipo – ultimamente targati USA – fate attenzione, perché determinano situazioni a dir poco disorientanti, se non addirittura dannose!
Aumentate le difese per evitare, o quanto meno ridurre, l’effetto delle loro azioni sui vs strumenti (computer, telefoni cellulari, smartphone, tablet, etc.)

scritto da NdR · 16 settembre 2011, 11:10 · #

Oscillante e circolare: tra un movimento e l’altro la singolarità di un parallelo che incrocia un meridiano: ovunque ci si trovi è possibile conoscere la propria posizione: a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria (quest’ultima non sempre).

scritto da frank spada · 17 settembre 2011, 11:13 · #

E’ vero.
La vecchia Cony, rinchiusa a vita nel suo baule,ovunque si trovasse conosceva la propria posizione.
Che poi fosse una imposizione del suo mite carceriere,il criptico Zin Pallett,questo è un altro discorso.
A ogni relazione corrisponde una relazione uguale e contaria, spesso divaricata con le gambe all’aria.

scritto da Joe Perfiumi · 17 settembre 2011, 12:45 · #

Da bambino ho capito che raccontare i fatti come stavano equivaleva ad andare a letto senza cena, da ragazzino me ne sono giovato per mantenermi in forma e oggi, caro Joe, mi spupazzano alla grande perché sono un figurino.

scritto da frank spada · 17 settembre 2011, 16:54 · #

Adoro fare un figurone con un figurino. Lui sì protagonista, gli altri figuranti, figuratevi le figuracce a figurare con loro. Questi figuri vi cedono il passo all’entrata del ristorante, che figura! Signora, posso invitarla ancora? Ma figuriamoci, no di certo! Mi figuro il figurino di cui sopra sorridere figurandosi il Certamente sì delle belle che hanno il privilegio di sentirselo chiedere.

scritto da Leila Mascano · 17 settembre 2011, 22:52 · #

Non digerirò mai quella raccolta di cinquanta anni fa.
Edizioni Lampo,mi pare.
Le figurine dei figuranti.
Figuranti,puah.
Fra le 238 comparse ce n’era una maledettamente scomparsa.
La 103.
Quando non termini una raccolta, è un pò come morire.
In senso figurato,ovviamente.

scritto da Joe Perfiumi · 18 settembre 2011, 09:50 · #

Blue Note, Blues March, Blue “Art” of listening his double heart which doesn’t come back link text – altro che morire figurato: ance umettate, scorrevolezza dei pistoni e il tambureggiare dei fan-facebook che lucidano gli ottoni!
ps – se non fosse che la vita è un’altra cosa, direi che una ragazza mi ha ingabbiato (ciao Michi).

scritto da frank spada · 18 settembre 2011, 17:38 · #

Mr. Frank,

ma quale sarà la finalità di un’iniziativa, come quella del Gazzettino, che invitava i lettori a raccontare ricordi di scuola a Flavio Oreglio, ospite della Redazione nel mentre a Pordenonelegge presentava il suo ultimo libro?
Un ipotetico podio

scritto da Dame mit Fächer · 19 settembre 2011, 09:19 · #

Dame mit Facher – secondo me di pubblicizzare un libro che non batte chiodo.

scritto da frank spada · 19 settembre 2011, 09:58 · #

@ Frank Spada
Secondo me la vendita di copie del quotidiano, grazie a un nome noto al grande pubblico. Si legge mediante google, ma non si trova la relativa pagina, che “La tiratura de «IL GAZZETTINO» dell’edizione del 16 settembre è stata di 100.144 copie”. Forse non le avran vendute tutte mentre Oreglio, grazie ad una ben organizzata campagna promozionale (gli appuntamenti in giro per l’Italia sono nella pagina di Facebook), qualche copia del libro l’avrà pur piazzata!

scritto da Dame mit Fächer · 19 settembre 2011, 11:02 · #

Appunto, Dame mit Facher, netiquettando Marlowe.
ps- grazie per la segnalazione.

scritto da frank spada · 19 settembre 2011, 11:20 · #

Il Jazz mi piace perché a volte sembra che cominci “a metà di qualcosa” – come fosse un apriscatole che dandoti il buongiorno… così anche oggi mi ricordo.

scritto da frank spada · 20 settembre 2011, 12:45 · #

Il jazz mi piace perché innesca la nostalgia di qualcosa che non c‘è più ma che si potrebbe ritrovare. Perché anche se è di tanti anni fa sembra appena fatto, come una stanza dove ancora si consumi il mozzicone di una sigaretta e indugi il profumo di Laureen Bacall, o comunque di una bellezza eternamente giovane.Come sulla pellicola di uno splendido noir.

scritto da Leila Mascano · 20 settembre 2011, 16:43 · #

@Leila Mascano – lei, lei… la tenerezza delle sue parole e tra di noi solo un bracciolo.

scritto da frank spada · 20 settembre 2011, 17:10 · #

Ricordo il bracciolo del seggiolone di Moloch.
Beh,per dargli il latte dal biberon servivano tre leghe di cammino.
Altro che parzialmente stremato.

scritto da Joe Perfiumi · 20 settembre 2011, 19:16 · #

@ Joe Perfiumi – non mi aspettavo altro e la ringrazio anticipatamente per il suo disturbo.

scritto da frank spada · 20 settembre 2011, 19:36 · #

Del jazz ho ricordi lontani, molto amati, mai più sentiti: ho perso tutti i miei vinile.
Ma c’era Night in Tunisia del Modern Jazz Quartet e Bernie’s Tune di Jerry Mulligan, sincopati, ripetitivi, da assaporare con un bicchiere di whisky e una marlboro. Colonne sonore di films in bianco e nero, cinema di seconda visione, seggiole di legno, baci rubati nel buio.

scritto da Gloria Gerecht · 20 settembre 2011, 21:10 · #

Dopo molti anni ritrovo la chiave di un orologio a cucù, in un barattolo di chiodi in fondo al ripostiglio. Figuriamoci se funziona ancora, ho pensato. Comunque la carica l’ho data, l’orologio cammina. Anzi è così felice che corre. L’uccellino, completamente fuori di testa, esce dalla porticina col suo cucù che mette allegria. Senonché esce come Brachetti di nuovo dopo qualche minuto, e ancora echeggiano nel silenzio della mezzanotte i suoi cucù. Non c‘è verso di fermarlo, alla fine con lo scotch da pacchi gli chiudo la porticina, lui è là dietro che protesta.Stamattina l’ho liberato, mi ha starnazzato un cucù rabbioso e si è chiuso dentro definitivamente. Ora io non porto l’orologio, il cellulare con l’ora mi ha salvato la vita. Magnetizzo gli orologi, come se fossi una calamita. Dopo un po’ impazziscono e si mettono a correre, ne ho distrutti di bellissimi, e dopo non c‘è più niente da fare. Una tragedia, che mi sottoponeva a umilianti interrogatori da piccola: Ma hai una calamita nelle tasche? Mi ricordo l’urlo di mia madre a casa di mia nonna: Non caricare la pendola! Troppo tardi, avevo fieramente eseguito l’incarico. L’orologio meraviglioso utracentenario impazzì. Chiamato a consulto, l’orologiaio di pendole antiche commentò, come gli altri: Mai vista una cosa simile.

scritto da Leila Mascano · 21 settembre 2011, 08:30 · #

Avevo una evanescente esile amica ballerina.
Nella sua sala, ricordo,c’era un delizioso orologio a tutù.

scritto da Joe Perfiumi · 21 settembre 2011, 08:48 · #

Brachetti come Houdini? Ma per piacere! Illudersi va bene, ma scambiare un tutù per un fiù-fiù... e se poi vi ronzano le orecchie?

scritto da frank spada · 21 settembre 2011, 09:37 · #

Il mio orologio a cucù aveva i pesi: due pigne di ferro che si tiravano giù.
Una volta mia figlia lo fece con troppa energia.
Il cucù si affacciò con un grido strozzato poi si afflosciò sulla finestrella come un pollo
appeso in macelleria.
O un pollo d’acqua?

scritto da Gloria Gerecht · 21 settembre 2011, 09:53 · #

Anche l’orologio a tutù della mia ballerina aveva due pigne secche.
O forse erano quelle della ballerina.
Spesso la mia memoria finisce in gloria.

scritto da Joe Perfiumi · 21 settembre 2011, 10:20 · #

Poche chiacchiere – fino al 25 Settembre si può andare in Comune (ufficio anagrafe), per firmare a favore del referendum che abroga l’attuale legge elettorale, quella che consente ai capi di partito di scegliere chi mandare in Parlamento.

Indipendentemente dalle opinioni politiche, se vuoi essere tu a scegliere democraticamente chi deve rappresentarti, vai a firmare! Servono almeno 500.000 firme, purtroppo non tutti sanno che questa raccolta di firme è in corso, se la ritenete giusta andate a firmare – ché l’orologio corre!

scritto da frank spada · 21 settembre 2011, 10:37 · #

Grazie per l’importante segnalazione, spero davvero che in tanti vadano a firmare…

scritto da Maria · 21 settembre 2011, 10:45 · #

Fatto!

scritto da paolo · 21 settembre 2011, 18:59 · #

Grazie per avercelo ricordato.
Un abbraccio.

scritto da marta · 21 settembre 2011, 19:02 · #

Mr. Frank,
declino il Suo invito a firmare a favore del referendum che abroga l’attuale legge elettorale. Così come ho declinato quello dell’amica sigaraia che nel suo negozio aveva i moduli per la firma e per venerdì, giorno di mercato, i volonterosi organizzeranno i banchetti. La penso come Pannella “abrogare la “legge porcata”, così come la definì il suo ideatore, non significa un ripristino della legge elettorale precedente, ossia il Mattarellum, ma anzi si creerebbe un “vulnus” un vuoto istituzionale.”

scritto da Giovanna Gazzola (Dame mit Fächer) · 22 settembre 2011, 11:55 · #

Può capitare a tutti d’inciamparsi, camminando, ma se l’infortunato non è stato steso da un automezzo che guarda caso ha scelto proprio lui per iniziare la giornata e invece di rialzarsi imprecando contro questo o quello approfittasse di quell’emozione (spavento?!) per riflettere su… certamente non basterà una vita per sapere chi siamo, ma esercitarsi per conoscere se stessi, finché non chiuderemo gli occhi, per sempre, ne vale la pena.

scritto da frank spada · 22 settembre 2011, 12:18 · #

Grazie Frank, segnalazione importante.
Non si può costruire sulle macerie, occorre fare prima pulizia.

scritto da michela · 22 settembre 2011, 19:40 · #

Mi rallegra non sentirvi dire Zitti-Zitti e che vi siate acccorti che qui non c‘è l’Hush-Hush.

scritto da frank spada · 23 settembre 2011, 11:34 · #

Sono andata a rivedermi la legge elettorale del ’93 (Segni), che già non avevo capito molto bene (eufemismo) e adesso sto al punto di prima chiedendomi cosa ci faccia Segni nel comitato referandario se già la sua di legge non fu il massimo. Ma forse sono io che sono troppo ignorante.
Comunque il porcellum che ha sostituito il mattarello mi castra, mi toglie ogni libertà, seppellisce ogni voglia di partecipare.
Gentile signora dal ventaglio, lei che sembra avere le idee così chiare, vorrebbe spiegarmi cosa colmerebbe il vuoto istituzionale?
Siccome non ho le “faccine” rassicuro: sono serissima.
gloria

scritto da Gloria Gerecht · 23 settembre 2011, 12:28 · #

@Signora Gerecht, ormai anche i medici consigliano di andare in internet a farsi una cultura scientifica. Lo ha fatto il mio che sopra un foglietto mi ha scritto “istamina” affinchè io verifichi gli alimenti che più ne contengono e mi provocano la dermatite.
Detto questo non posso far altro che indirizzarla al parere dei giuristi che qui ho trovato
link text

scritto da Giovanna Gazzola · 23 settembre 2011, 18:05 · #

La curiosità mi ha fatto cliccare Dame mit Facher (19/11/11): ben quattro pagine, e fino al 13 giugno 2010, ed ecco che ho riempito il vuoto istituzionale!

scritto da paolo · 23 settembre 2011, 18:05 · #

A dir poco resto stupeffat-tò! Non è mai successo che due commenti arrivino distanziati solo dall’ironia!
Bravi, bene, bis!
W il Cannocchiale a rovescio!

scritto da frank spada · 23 settembre 2011, 18:24 · #

Concordo con lei, Frank. Questo blog è veramente unico!

scritto da anna · 23 settembre 2011, 18:40 · #

@Paolo, lo sapevo che ci voleva un “vulnus” per farmi sdoganare. In senso figurato, naturalmente!

scritto da Giovanna Gazzola · 23 settembre 2011, 19:06 · #

Cara Giovanna, ora sì che ho capito dove voleva arrivare – ah, l’istantina , che sollievo!
Buona serata.
ps – Zitti-Zitti: vado a leggere l’Hush-Hush.

scritto da frank spada · 23 settembre 2011, 19:47 · #

Io invece andrò a colmare quelle enormi lacune in merito a porcellum, martellum, vulnus, anche se a pelle ho già votato per l’abrogazione della attuale legge elettorale, pur conscia che quella precedente ha partorito l’attuale governo, capace di inventarsi un premio di maggioranza che non esiste in nessuna democrazia al mondo. E, consapevole di passare dalla padella alla brace, non finirò mai di chiedermi: “Ma non esiste da parte dei politicanti un modo meno spudorato di puntare solo e unicamente al potere?”

scritto da loretta fusco · 23 settembre 2011, 22:36 · #

Tutti i “grandi” sono stati affetti da qualche debolezza. Cesare, Napoleone, Alessandro…
A ognuno il suo vulnus e le sue stigmate.
Marat curava la dermatite con bagni di amido. Ne approfittò Carlotta.
Nel suo caso, Dame, la sua patologia aggiunge pepe al blog rendendolo piacevolmente “pruriginoso”

scritto da Gloria Gerecht · 24 settembre 2011, 07:29 · #

Alessandro Volta,sul suo comò d’epoca ‘comeperò’ in Como,aveva la pessima abitudine di impilare le camicie sporche sino al soffitto.
Elvira,la sua donna di servizio,viveva in un perenne stato di elettrica indignazione.
La svolta di Volta avvenne per caso.
Quando cominciò a pilare,invece di impilare.
Da lì, la pila voltaica.
Spesso le buone idee nascono da immature manie.

scritto da Joe Perfiumi · 24 settembre 2011, 09:37 · #

Chiedo venia.
Come mi segnala prontamente il severo Professor Defossis,il comò di Volta era di fatto d’epoca ‘comococò’.
L’errore resta attuale. Non ci sono più gli errori di una volta.

scritto da Joe Perfiumi · 24 settembre 2011, 09:56 · #

Infatti, Signora Gerecht, gratta, gratta, chiesi al medico se si poteva trattare di psoriasi rosea perchè anche tra miei avi qualcuno si era grattato – ma non era Marat perchè il suo era eczema erpetico. Lui si mise a ridere e disse che il termine psoriasi associato a rosea non esiste, semmai è la pitiriasi che è rosea. Infatti chi curò le antiche psoriasi era stato il padre del medico e, forse, ormai, la psoriasi rosea è passata di moda.
Andai allora da un dermatologo scoprendo che era la stessa donna che sedeva accanto a me a teatro ma che mai, tra noi, si era scambiata parola. Infatti lei scrisse “dermatite da contatto”. Poi mi disse che temeva di essersi addormentata più di qualche volta durante le recite. Non fa nulla, le risposi, le assicuro che non ha mai dormito sulla mia spalla.

scritto da Giovanna Gazzola · 24 settembre 2011, 10:03 · #

Amici, ho scoperto che l’intelligenza artificiale non ha bisogno di protesi – lascio il posto per un processo evolutivo in corso e corro da un corriere.
A risentirci.

scritto da frank spada · 24 settembre 2011, 10:47 · #

@Mr. Frank, l’Hush-Hush, quello diretto da Sid Hudgens? Ma lei non era lettore affezionato del Chronicle?

scritto da Giovanna Gazzola · 24 settembre 2011, 10:54 · #

@Mr. Frank,
leggo ora il suo post sull’intelligenza artificiale che non ha bisogno di protesi. Ma ancora prima avevo letto la testimonianza di un giovane “Salvadeat” che nel suo blog denuncia brutte cose riguardo ad una località balneare. Da qualche altra parte leggo che Frank Spada ha detto… “Certo! – sono sempre in ritardo – mi dirai. Ma tu lo sai che sono rientrato solo ora da Lignano, dove mi hanno convocato per testimoniare in un processo evolutivo che… e comunque, aspettati qualcosa che non meriti per qualcosa che non fai: strisce, strisce, come cinghiate sulla schiena per farti uscire un filo di quel che… ecco Vampiri, ora è tutto vostro.”
E poi c‘è qualcuno che già nel 2005 aveva scritto all’Onerevole Presidente del Consiglio del momento:
“On. Presidente
Mio figlio Giovanni è un disabile motorio e utilizza la sedia a rotelle. Questa estate, ho accompagnato G. ad un torneo di scacchi a Lignano Sabbiadoro. Durante una passeggiata mi ha fatto notare che l’Italia dal Nord al Sud è accomunata nel non rispetto della libertà di movimento dei disabili. Infatti, così come a Lesina Marina (FG), dove viviamo d’estate, anche a Lignano Sabbiadoro (UD) in corrispondenza delle strisce pedonali non sempre i marciapiedi hanno le rampe per i disabili e quindi non è possibile uscire liberamente con una sedia rotelle.”
la lettera del 2005
le foto del 2011

scritto da Giovanna Gazzola · 24 settembre 2011, 12:39 · #

La cameriera di Volta era poco solerte. Ogni giorno, infatti, rifacendo la stanza, doveva sgomberare il comò dalle camicie usate, sicché era a causa della sua neghittosità che raggiungevano il soffitto.Un applauso ad Alessandro invece, per essersi preso la briga di piegarle e sistemarle sul comò, indice questo sicuro dell’eccezionalità del personaggio, perché tutti sanno che gli uomini le camicie usate le lasciano per terra.Ma al Volta si era accesa una lampadina: forse qualche povera disgraziata le doveva raccogliere…

scritto da Leila Mascano · 24 settembre 2011, 14:11 · #

Pare che in tempi recenti un pronipote di Volta, del genere che butta le camicie ed altra biancheria per terra, abbia sospirato alla sua donna, una fanciulla fragile, intenta a raccattare quei reperti, tutto il suo dispiacere perché tra le belle innovazioni portate dalla scoperta dell’avo illustre, c’era anche qualche lato spiacevole: finiti, grazie alla lavatrice, i bei bucati di saponata e di cenere, il ritmico ondeggiare dei fianchi tanto femminile nello strofinare i panni sulla tavoletta o meglio ancora suelle pietre del fiume, non restava alle donne che il piccolo fastidio dello stendere…
E fu steso lui, la fragile fanciulla gli tirò un gancio fenomenale, e quando si svegliò dal cinguettante vortice in cui era precipitato, accanto aveva una grossa pietra del giardino: un biglietto, succinto, gli diceva: Lavaci le camicie, o meglio ancora mettitela al collo prima di buttarti nel fiume.
Fu visto quel pomeriggio stesso rifornirsi di t-shirt e pullover giro collo, da mandare rigorosamente in lavanderia. La bella si mise con un industriale giapponese, che camicia e colletti se li metteva di carta, come i giapponesi davvero fanno.

scritto da Leila Mascano · 24 settembre 2011, 14:24 · #

Volta stellata – un’insegna accesa – un sorso d’acqua, un caffè doppio e do il buongiorno a tutti (forse a nessuno) – passo a esporvi la quotidianità del tema: mirare un angolo di cielo e mancarlo.
ps – per quanto mi riguarda l’ho centrato.

scritto da frank spada · 25 settembre 2011, 06:31 · #

Ho visto un cecchino mirare un angelo di cielo.
Non lo ha mancato,purtroppo.
C’era porpora di ali strapazzate,a terra.
E il cecchino,chino,stava frugando nella intermittenza sempre più flebile dell’aureola.
Quasi volesse portarsi a casa lo scalpo di un altro mondo.
Poetica disadattata di un carniere senza frontiere.

scritto da Joe Perfiumi · 25 settembre 2011, 11:21 · #

Il cecchino, intervistato dall’emittente locale, ha poi spiegato che questo era un esperimento mirante a brevettare un ricarica batterie a corrente perpetua.
Cosa che neanche Volta si era mai sognato.

scritto da Gloria Gerecht · 25 settembre 2011, 11:51 · #

@ Leila Mascano – per fortuna vivo da solo e le cameriere sono discrete ( pensi, cara amica, che mi si sono così affezionate che a volte non le sento nemmeno bussare, e me le sogno anche per una notte intera) – abitualmente vesto occhi azzurri e raramente non idosso la camicia d’identico colore.
@ Giovanna Gazzola/Dame mit Facher – “Chi cerca trova solo se immagina di essere lui stesso il fuggitivo” – cito da un’intervista rilasciata a Paolo Franchini su Varese Noir (questo per dirle che non è mia abitudine copiaincollare commenti da altri blog, senza citarli, nè contestualizzarli) – l’Hush-Hush non è quel che lei pensa (Marlowe sa che c‘è, ma non si vede).
Aggiungo, inoltre, che ho fondati motivi di ritenere che lei non abbia letto da cima a fondo (eh!) la trilogia di Marlowe, ma la ringrazio ugualmente per l’attenzione che mi mostra.
@ Joe Perfiumi – Gloria Gerecht – puntuali come sempre!
NdR – fra pochi giorni un falcone innalzatosi da Malta volteggerà di ombre sull’Italia – Zitti-Zitti, l’Hush-Hush annota: scoop adeguato ai flash e la fan page si aggiorna.

scritto da frank spada · 25 settembre 2011, 12:27 · #

Il pollo lacustre non era più che l’ombra di se stesso. Scacciato dall’isola misteriosa, migrò verso climi più miti e lidi meno ostili.
Ma, essendo un migrante, dovette subito riprendere il mare.
C‘è rischio che un cecchino l’abbatta o che qualcuno lo catturi. Per servirsene come uccello da riporto di buoni propositi volati in cielo e mai più recuperati.

scritto da Gloria Gerecht · 25 settembre 2011, 13:03 · #

Il cecchino , alla fine, si è fatto un cicchetto.
C‘è sempre,prima o poi, una mezza alitata di giustizia.
Era cicuta.
Un godimento osservare il cecchino orizzontale,misurato a vista dal becchino.
Poi il becchino si è appartato un attimo.
Per bersi una bocchino.
C‘è sempre,prima o poi,una mezza alitata di grappa che sfizia.

scritto da Joe Perfiumi · 25 settembre 2011, 15:27 · #

Fermi dove siete e rispondete in fretta: gin, vodka, trasparenti entrambi, qual‘é il piu denso?
ps – sono ammesse solo risposte comprovate da esperienze (max 140 battute, spazi inclusi!)

scritto da frank spada · 25 settembre 2011, 16:07 · #

Il vodgin.
Perchè c‘è la densità della massa ambigua della promiscuità.

scritto da Joe Perfiumi · 25 settembre 2011, 17:06 · #

Ok per le battute – restiamo alla domanda: gin o vodka?
Chi ha già risposto è pregato di aspettare che tutti i glob/amici dicano la loro, poi ripartiremo.
Grazie

scritto da NdR · 25 settembre 2011, 17:34 · #

Ero tentata di andare nel mobile bar e fare la prova.
Ma, mi sono chiesta: essendo ambedue dei distillati per quale motivo uno dei due dovrebbe essere più denso?
Non ha senso!
La mia risposta è: nessuno dei due.

scritto da Gloria Gerecht · 26 settembre 2011, 14:06 · #

n° battute?! – la risposta non comprova.
Grazie
ps – l’articolo è importante ma potete trascurarlo (risparmierete battute).

scritto da NdR · 26 settembre 2011, 15:37 · #

Provo a fare una deduzione logica. Mi sembra di ricordare che nella preparazione della vodka c’entri la melassa, che dovrebbe essere una componente vischiosa, e quindi direi che la vodka è più densa .
@ Gloria: Come sa bene chiunque prepari o abbia preparato per diletto dei cocktails, ogni liquore ha una sua densità, fattore del quale bisogna tenere conto nel miscelarli,né tutti gli ingredienti sono sempre compatibili con gli altri. Credo che vadano bene con vodka e gin per esempio i vini liquorosi, mentre ci sono altri con i quali il risultato non sarebbe eccellente. Inoltre una cura particolare dev’essere messa nello shakerare, che in genere va fatto velocemtente, e i cockatail andrebbero bevuti prima che il ghacchio, che dev’essere cristallino, cominci a sciogliersi, alterandone l’aroma,inoltre solo una corretta esecuzione e il rispettare un certo ordine fa sì che i componenti non si separino e garantisce un risultasto eccellente. Quanto a me, so solo preparare un martini molto secco, in bicchieri da martini appannati dal freddo, secondo una ricetta che non si discosta da quella suggerita da Hemingway a Ciprini. Precchio gin ghiacciato, e la bottiglia del Martini accanto.

scritto da Leila Mascano · 26 settembre 2011, 17:01 · #

Ciprini va da sé, sta per Cipriani, avendo eliminato la a e l’oliva

scritto da Leila Mascano · 26 settembre 2011, 17:04 · #

Risposta esatta! gentile Leila Mascano – nessuno lo sapeva e c’era in palio un premio: lo riceverà in settimana con i ns complimenti.

scritto da NdR · 26 settembre 2011, 17:11 · #

Mi associo ai complimenti, cara Leila, e aggiungo che il suo accenno all’oliva è assai significativo! Infatti, l’oliva nel Martini di Cipriani che è perfetto, galleggia meno che nel Martini/Vodka. Bra-vis-si-ma!
ps – a margine di un gioco, annoto che la pittura vascolare greca non ha nulla a che vedere con quella arabo-spagnola, nè con quella di chi, forse, nasconde il proprio volto per pura vanità.

scritto da frank spada · 26 settembre 2011, 17:35 · #

Ahimé, che tastiera dispettosa! Mentre mi rallegro per il premio vinto, mi chiedo se qualche lettore si chieda dove reperire il misterioso ingrediente cristallino e gelato che raffredda i cocktail. E’ solo ghiaccio,naturalmente.

scritto da Leila Mascano · 26 settembre 2011, 18:40 · #

Marlowe lo preferisce liscio e senza ghiaccio, ma il 17 marzo beve anche quello Irish, meno secco.

scritto da frank spada · 26 settembre 2011, 19:05 · #

Ah, brutta cosa l’insonnia! Mi giro nel letto pensando al quesito di un amico: ma la sabbia di una clessidra in un freezer scenderebbe più piano? Sarei tentata di rispondere di sì, ma rifletto che forse questo varrebbe con l’olio, che ha molecone grandi,e dunque scenderebbe veloce ad alte temperature ( in rapporto al variare della sua viscosità) e lentamente a quelle basse, ma non per i granelli di sabbia,che tra l’altro hanno una scarsa forza di coesione.Dunque l’attrito sarebbe costante a tutte le temperature, e quindi idem la velocità. C‘è un altro premio se il ragionamento è corretto? Così facciamo una sola spedizione, NdR!

scritto da Leila Mascano · 26 settembre 2011, 19:35 · #

Il suo ragionamento fila, ma non si allarghi troppo, gentile Leila Mascano, e dica al suo amico che per quanto grande possa essere c‘è sempre un’ultima volta per tutti, per capovolgerla.

scritto da NdR · 26 settembre 2011, 20:02 · #

Sarei allora del parere di sostituire la clessidra con una meridiana da giardino, sicché segnerebbe solo il tempo delle giornate di sole, com‘è giusto, quello che vorrei chiamare il tempo positivo. Quello delle giornate di pioggia, o tempo negativo, non potremmo calcolarlo, e dunque lapalissianamente non ci sarebbe. E se è vero che ognuno di noi ha un certo tempo a disposizione, si allungherebbe di molto la nostra vita, poiché ci troveremmo a calcolare solo i giorni felici, non impoverendo il nostro patrimonio il calcolo dei giorni no, il cui tempo sarebbe virtualmente annullato.Dunque, gentile NdR, con questo piccolo accorgimento l’ultima volta ci parrebbe lontanissima, e poi l’ultima volta di che? Il sole sorge sempre, l’ombra gira, e la nostra vita, come il titolo del bel romanzo della Allende, non è forse d’amore e d’ombra?

scritto da Leila Mascano · 26 settembre 2011, 20:21 · #

Sergio Bonelli – Editore e sceneggiatore (1932-2011) – Tex, Mister No (il suo alter ego), Zagor, Martyn Mistere, Nathan Never, Dylan Dog… Julia – In un intervista rilasciata appena pochi giorni fa, S.B., prima di lasciare il mondo dei fumetti per ritrovarsi assieme ai suoi eroi (immortali) ha detto: “Io non sono mai stato bravo a disegnare e mi sono improvvisato editore, però ero già un lettore accanito e appassionato…”
NdR – gentile Leila Mascano, l’impersonalità del ruolo mi obbliga a non intrattenere relazioni personali con chichessia, fatte salve quelle degli amori in ombra.

scritto da frank spada · 27 settembre 2011, 08:20 · #

Che cosa straordinaria una “conversazione” come questa, e che stimolo è per l’intelligenza, se partendo da un’osservazione sulla densità di un liquore arrivo alla soluzone di un problema, invece di recuperare con un breve sonnellino diurno, cosa insolita per me, le tre notti quasi-bianche che ho passato traducendo!

scritto da Leila Mascano · 27 settembre 2011, 08:26 · #

Sergio Bonelli, un uomo modesto, un grande amico per tanti, che neppure l’hanno conosciuto se non attraverso i suoi amati personaggi.

scritto da Leila Mascano · 27 settembre 2011, 08:33 · #

In solo quattro giorni (assente, ma giustificata) mi sono persa anche la possibilità (senz’altro remota, lo confesso) di vincere un premio!
Complimenti a Leila, dunque, e a un Blog che in Rete è senza eguali.
Posso confidenzialmente salutarla con un Ciao, Frank?

scritto da anna · 27 settembre 2011, 10:35 · #

Me l’aspettavo:“intelligenza” – il successo dell’UOMO nell’esplorare i segreti della mente, accumulare conoscenza, tramandarla da una generazione all’altra condividendo informazioni e crescita per adattarsi in ogni luogo e circostanza.
Il Cannocchiale a rovescio funziona bene perché qui non c‘è il primo della classe e siamo tutti alle scuole elementari – chissà se un giorno formeremo una banda senza il capo e saremo i distruttori di Worsmley Common per essere più buffi? Mah!
ps – il blog che non è un blog sta appesantendosi e tra qualche giorno verrà archiviato per problemi tecnici – preparatevi: Il Cannocchiale a rovescio 3 resterà sostanzialmente ancorato ai principi del suo post, ma ne dovrà fare di strada per salire una scaletta (e riportarsi in vista) se non ci correrete dietro in tanti!

scritto da frank spada · 27 settembre 2011, 11:34 · #

AH!

scritto da Covo dei Piratti · 27 settembre 2011, 19:17 · #

No? saremo tutt? con le? Frank! Non c? perderemo la terza puntata…

scritto da anna · 28 settembre 2011, 07:38 · #

Siamo assediati – i ratti aumentano – temiamo un’invasione – qualcuno ha preso il volo – le vedette l’hanno visto – sta arrivando in nostro aiuto – è un Falcone, è di origine Maltese, e come non bastasse è appesantito dalla Roba di cui sono fatti i sogni, la droga che ci tiene in vita, ora come allora.
Commenti chiusi

Da giovedì 29 Settembre sarà online Il Cannocchiale a rovescio 3
Grazie a tutti

scritto da frank spada · 28 settembre 2011, 09:13 · #

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