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Poche Chiacchiere: Grazie Luca, Fabio e Giusy

Grazie Luca, Fabio e Giusy

Grazie Luca, Fabio e Giusy per i vostri contributi.
E’ certo, leggere significa volare tra i pensieri, entrare in un universo fantastico, è una forma d’amicizia che viene restituita alla sua originaria purezza, è respirare.
Che brividi, Fabio, quel riferimento di Proust ai morti che non sono entrati i fuzione! Bello, angosciante e vagamente contradditorio, se ai morti si attribuisce una funzione che a me sembra più una modalità della vita.
Ma non è questo il tema, anche se i blog sono fatti per spaziare.
Ora, però, vorrei portarvi sul terreno delle classifiche, che ogni venerdì o sabato appaiono sui giornali. Ossia, è proprio vero che leggiamo i libri che meritano di essere letti? Perchè, attenzione, le classifiche contemplano i libri in base al numero delle copie vendute. E, fra l’altro, non sono nemmeno uniformi tra loro.
Che anche qui si tratti di un grande inganno? Perchè, se così fosse, che cibo per la mente ci propinano?

Inserito il 27/02/2007 da Luigi Combariati | ci sono 5 commenti

A voi la parola

Io credo che bisognerebbe leggere, soltanto i libri che ci colpiscono, mordendo e pungendo il nostro animo.
Se il libro che leggiamo non ci sveglia come un pugno sul viso, a che serve leggerlo?
Abbiamo bisogno di libri che agiscano su di noi come una disgrazia che ci fa molto male, un libro dev’essere la scure che scalfisce quel fiume di gelo che c‘è dentro ognuno di noi!!!
Tali libri andrebbero letti e non quelli che figurano nelle classifiche per pubblicità, giochi editoriali e connivenze varie!! Gli scrittori più bravi a mio avviso non sono nemmeno conosciuti!!
E SE FOSSE REALMENTE UN VERO INGANNO?
Certo che ci ho pensato arrivando alla conclusione che bisogna fare molta attenzione alla scelta di ciò che si legge per evitare brutte sorprese nel cuore e nell’animo!!!!!

scritto da Fausto · 1 marzo 2007, 18:56 · #

Eh si’, hai ragione Fausto. Ma il punto è proprio quello. Bisogna stare attenti a cosa si sceglie. Il vero problema è come arrivare a scegliere.
Una volta, tanto tempo fa, esistevano i librai. Conoscevano i libri che vendevano, te ne parlavano, ti sapevano consigliare (quelli veri, magari, chiudevano anche un occhio se tu, giovane e privo di mezzi, gli portavi via un volume: esistevano, credetemi).
Il retrobottega del loro negozio era una piccola fabbrica di discussioni, una consorteria della parola, una fucina di pensieri. Ero molto giovane, allora. Un ragazzetto che spiava con curiosità ed invidia quei personaggi che si riunivano dietro una porta chiusa a parlare e a fumare. Quei tempi li ho appena sfiorati perchè già le logiche della distribuzione prendevano il sopravvento. Non so se sia meglio oggi o fosse meglio allora. Nè so se vantaggi e svantaggi si compensino.
Nella nostra epoca l’offerta è certamente maggiore e il prodotto è a portata di mano. Quel che manca, forse, qualche illuminato suggerimento.

scritto da Luigi Combariati · 11 marzo 2007, 21:02 · #

Da un articolo di Francesco Merlo su Repubblica del 14 marzo 2007
“... Purtroppo nelle grandi librerie italiane vieniamo ormai aggrediti da un’indinità di titoli imposti da quell’industria delle patacche che è organizzata scientificamente dagli editori, i quali contano sulle recensioni degli amici degli amici, si quelle prose ben descritte da Flaiano “Quando si recensisce il libro di un amico è un dovere paragonarlo ad Hegel”.
E infatti mi sembra ogni volta che esco da una grande libreria italiana di aver partecipato a una di quelle feste conviviali organizzate sempre dalla stessa combriccola di intellettuali che si celebrano e si premiano a turno. Ecco: in Italia fare spesa in liberia è come farsi complice delle premiazioni truccate, come mangiare e bere da piatti e da bicchieri vuoti ma alzarsi alla fine con il ventre pieno.
Ebbene, se non ne potete più dei libri di noi giornalisti di quelli dei comici, dei cantanti e dei politici allora è per voi il passaparola www.maremagnum.com, che a differenza dei pur benemeriti grandi siti stranieri come Amazon o anche di E-bay della traizionale vendita di libri via internet, tratta quasi esclusivamente libri in italiano almeno nominalmente introvabili o esauriti”...

scritto da Luigi Combariati · 14 marzo 2007, 20:45 · #

Credo che le classifiche siano molto inquinate dai libri acquistati per essere regalati. Questo arricchisce numericamente lo smercio dei libri più “noti”, scelti in modo acritico da chi magari è profano alla lettura, e ritiene che ciò che viene tanto reclamizzato sia un buon “prodotto”.
A sua volta questa lista dei libri regalati allunga fatalmente quella dei libri non letti.
Ad esempio, e per fortuna: quanta gente riceve in regalo i libri di Vespa e si guarda bene dal leggerli?

scritto da GlobeTrotter · 30 marzo 2007, 21:12 · #

Beh, si’,quello dei libri regalati è un altro aspetto del problema che spesso non si tiene in considerazione.
Il fatto è che, magari, chi regali i libri attinge alle classifiche che li reclamizzano.
E genera un circolo vizioso.
Quanto a Vespa, bah…

scritto da Luigi Combariati · 31 marzo 2007, 23:31 · #

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