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Poche Chiacchiere: Falene e un po' d'altro

Falene e un po' d'altro

Mi sembrava adeguato riallacciarmi alla visione dell’amore esaminata in precedenza per proporre un “contrappunto da parte maschile”.
Riprendo Ian Anderson (anche perché l’avevo promesso a Leila, e perché in questi giorni fanno 40 anni dalla nascita dei Jethro Tull). Vedremo la famosa ballata “Wond’ring Aloud” (da “Aqualung”), la brevissima “Grace” e infine “Moths” da “Heavy Horses” (uno dei capolavori del gruppo).
Nell’iniziare con “Wond’ring Aloud” (Febbraio 1971) un mio pensiero privato va alla ragazza con cui all’epoca condivisi (= la donna con cui condivido) emozioni analoghe a quelle espresse nella canzone.

1. Domandando ad alta voce
——————-
Ci domandiamo ad alta voce
“cosa proviamo oggi?”
l’altra sera ci siamo bevuti il tramonto
e per tutto il tempo ho passato la mano fra i suoi capelli.
Noi siamo i Salvatori di noi stessi
mentre diamo il via ai nostri cuori
liberi di battere la vita l’uno dentro all’altro.
——————
Domandando ad alta voce
“come ci tratteranno gli anni?”
lei volteggia nella cucina
io assaporo l’odore dei toast
mentre il burro cola giù
poi lei arriva e rovescia le molliche sul letto
e io scuoto la testa….
Ed è solo quello che sai dare
che fa di te quello che sei.

Tutto sommato semplice; sentimenti e sensazioni elementari. Il quadro casalingo, che a me fa venire in mente due conviventi alle prime armi, forse freschi di trasloco, viene ripreso da Ian pochi anni più tardi in questa brevissima “Grace” che conclude l’album “Minstrel in the Gallery”.
La signora al fianco del nostro è cambiata (capita – a me no, ma a lui si…) ma l’atmosfera è simile.

2. Grazie
——————-
Salve sole
Salve uccello
Salve, mia signora
Salve, colazione.
Possa io comprare tutto ciò, nuovamente
Domani.

Questa è davvero solo un frammento, ma vi ritroviamo il gusto delle cose semplici che già compariva nella precedente, illuminato da un verbo, “comprare”, che testimonia come questi piccoli (?) doni non ci siano concessi in eterno, ma vadano riacquisiti – e meritati – ogni singolo giorno. “To say grace” è il rendere grazie, nel senso tradizionale del termine, essere riconoscenti per quello che si riceve.
In questo periodo Ian ebbe a dichiarare: “In un modo o nell’altro tutti noi paghiamo qualcosa per ottenere qualsiasi cosa. La libertà è in realtà la scelta, obbligata, di cosa dare per avere”

3. Falene
————————
La finestra blindata è aperta
e fa guizzare la fiamma della candela
Le prime falene dell’estate giungono, suicide
Una nuova brezza chiacchierava
nella sua tenerezza di maggio
sbocciata
per far salpare gigli d’acqua
mentre lei si girava per spogliarsi.
La lunga notte si svegliò
allorché noi ci librammo su ali incipriate
girando in cerchio intorno ai nostri domani
nei prudenti mesi della primavera
Cacciando le ombre che scivolano
in una lastra di lanterna magica
Creature della Candela
in quella lunga cavalcata notturna.
Immersi, giriamo in spirali,
scuotiamo frementi le ali
nell’occhio di un ago d’oro.
E’ la pazzia su un mucchio di fieno
battiti di farfalla nella tarda primavera
———-
La vita è troppo lunga (come disse il lemming)
così la candela bruciò e le falene finirono sposate
E noi tutti bruceremo insieme
nel momento in cui lo stoppino cresce
prima che la candela si consumi
———-
La finestra blindata è aperta
e fa guizzare la fiamma della candela
Le prime falene dell’estate giungono, suicide
per unirsi al Culto della Luce che mai muore
nel riflesso di un attimo
due falene vaganti
negli occhi di lei.

La canzone inizia con una “apertura al mondo esterno”, un’imposta, prudentemente rinforzata, che si spalanca.
E così la natura, quasi invocata, può entrare con slancio a invadere lo spazio privato dell’uomo.
E’ lunga la strada da maggio a dicembre, dice altrove Ian Anderson, e maggio è per lui, evidentemente, l’inizio dell’età adulta.
Le creature della notte, ipnotizzate dalla candela (luce, speranza, miraggio, divinità?) sono decisamente simili agli esseri umani. Molti vanno, molti vengono e si sacrificano in un mistico sposalizio, alcuni schivano (per quanto?) e rimangono in contemplazione.
Lungo tutto il brano si sovrappongono immagini di luce e il suo contraltare, l’ombra, senza la quale la luminosità non avrebbe senso. La fiamma è l’amore, l’illusione, inebriante come l’arrivo della bella stagione. La donna, l’uomo, le ali degli insetti effimeri, tutti conquistati dalla brezza, persi nella danza fragile dell’istante, girano “in cerchio intorno ai nostri domani”.
Noi non sappiamo “come ci tratteranno gli anni”.
“Compriamo” quel che è possibile, ogni acquisto è inestimabile.

Inserito il 12/12/2007 da Glauco Cartocci | ci sono 24 commenti

A voi la parola

“...and it’s only the giving that makes you what you are”. Piccola nota autobiografica anche per me: ci sono frasi, versi, poesie, citazioni che accompagnano le varie fasi della vita o la accompagnano tutta. Che dire? Questa è sempre stata la mia frase guida, la mia ispirazione, me la sento nelle orecchie tutte le volte che mi pongo delle domande su cosa voglio essere. Me le pongo ancora, sono una vecchia ragazza degli anni ’60 e lo ammetto: non ho ancora le risposte e continuo a pensare a cosa farò da grande.

scritto da carla · 13 dicembre 2007, 13:21 · #

Come sempre mi stupisce il trovare punti di contatto inaspettati… specie sui Jethro, gruppo tanto amato quanto osteggiato, nei confronti dei quali sembra non esistere la mezza misura.
Il fatto che anche tu ami quella frase è notevole, e anche il seguito del tuo commento mi trova del tutto sulla stessa lunghezza d’onda.
Potremmo lanciare un “thread” (linguaggio internettiano che i puristi sicuramente detestano;-) su questo tema delle frasi che ti segnano per una vita.
La paura mia è che il “filo” si finisca per scambiarlo solo fra pochi intimi, ma tant‘è...
Io posso anche cominciare con
“Life is very short, and there’s no time for fussing and fighting, my friend” (Lo voglio scritto sulla mia tomba…)

scritto da glauco cartocci · 13 dicembre 2007, 17:29 · #

Though I Know I’ll never lose affection/for people and things that went before/I know I’ll often stop and think about them/in my life I’ll love you more.
In My life…che meraviglia la continuità...non rinnegare il passato, portarlo dentro, coltivare il presente, sperare nel futuro. Ciao, sono qua, ogni tanto vengo in superficie, verso la luce.Perché alcune sirene s’incantano alla musica? Non dovrebbe essere il contrario?

scritto da leilamascano · 13 dicembre 2007, 23:37 · #

Grande!!!!!!!! In my life, un vero capolavoro….
(un giorno ti racconterò la storia della sirena prigioniera dell’eco delle sue stesse canzoni… finché non scoprì che era meglio ascoltare quelle degli altri….;-)))

scritto da glauco cartocci · 14 dicembre 2007, 08:59 · #

Ricordati di me in alto mare,amica,/ quando partirai per non tornare./Quando la tempesta, amica,/pianterà l’asta nella vela./ Quando la telegrafia senza fili/ più non sentirà./ Quando ormai l’albero di trinchetto /l’ingoierà la marea. /Quando sul fondo del mare/ sarai sirena. Questo è Rafael Alberti, nella bella traduzione di Mario Socrate. Son qui che aspetto la storia, e agito la coda ( per tenermi a galla. )

scritto da leilamascano · 14 dicembre 2007, 15:48 · #

era solo una battuta… la storia non l’ho ancora inventata, e non potrei mai competere con cotanta cultura…;-)
———-
grazie cara, stay tuned (non cambiate canale… Consigli per gli acquisti.)

scritto da glauco cartocci · 14 dicembre 2007, 16:05 · #

Non sarà marinai la mia voce/a trascinarvi nel silenzio profondo/dove la luce del sole si arrende/alla tenebra che tutto divora./Siano invece le vostre canzoni/ a guidarmi come un raggio di luna./Prigioniera d’una rete d’oro/ vi seguirò nella scia/ prima di rituffarmi nel buio.
Questa è mia…una bella faccia tosta, dopo Rafael Alberti!

scritto da leilamascano · 14 dicembre 2007, 19:43 · #

There’s a change that we may fall apart before too long. We can work it out, we can work it out. Tanti auguri.

scritto da leilamascano · 20 dicembre 2007, 09:08 · #

Leila mi ha ricordato che dovrei anche io fare gli auguri ai lettori del nostro Blog…
forse siamo “four cats”, ma buoni…
Buon anno a tutti!!!!
Ring out solstice bells….

scritto da glauco cartocci · 20 dicembre 2007, 10:12 · #

“...you are young and life is long and there is time to kill today, and then one day you find ten years have got behind you, non one told you when to run, you missed the starting gun…”
Sentendo queste parole dei Pink Floyd da ragazza avevo giurato a me stessa che non sarei mai arrivata al punto di accorgermi improvvisamente di avere 10 anni alle spalle e di chiedermi cosa ne avevo fatto. Invece è successo anche a me, ne sono passati 20, ed ora sto correndo per recuperare il tempo perduto”...and you run and you run to catch up with the sun but it’s sinking…”

scritto da trishia · 22 dicembre 2007, 09:57 · #

benvenuta trishia!
(anche a me quelle parole di Time dicono parecchio…“english desperation” allo stato puro…)

scritto da glauco cartocci · 24 dicembre 2007, 10:58 · #

Ma scherziamo? Voi sete più giovani, perché lo siete da più tempo. Da beatlesiana convinta, mi costringete a citare Mick, nientemeno. E che ve lo dico a ffa’? Time is on my side!
The woods are lovely, dark and deep/But I have promises to keep/and miles to go before I sleep,/ and miles to go before I sleep. Se quello scalmanato di Mick non è abbastanza autorevole, questo è Robert Frost!

scritto da leila mascano · 26 dicembre 2007, 12:54 · #

Se scrivo wiids per woods è perché sto cercando di imparare a scrivere senza guardare la tastiera! Se invece il testo è corretto ignorate questo post.

scritto da leila mascano · 26 dicembre 2007, 12:59 · #

Vorrei spezzare un’arancia (come diceva un tale) per i favolosi, geniali WHO, citare solo un pezzo tratto dalla bellissima opera rock “Quadrophenia” (cosa ne pensate?) e nel contempo chiedere a Glauco se per caso dispone di una sua traduzione migliore:

AMORE REGNA SU DI ME

Solo l’amore può far piovere
come la spiaggia è baciata dal mare
solo l’amore può far piovere
come il sudore degli amanti distesi nei campi
amore, regna su di me…

Solo l’amore può portare la pioggia
che ti fa anelare il cielo
solo l’amore può portare la pioggia
che cade come lacrime dall’alto
amore regna su di me…

Sulla secca e polverosa strada
noi passiamo le notti in disparte da soli
ho bisogno di tornare indietro a casa
alla fresca fresca pioggia
Non posso dormire e mi distendo e penso
che le nostri notte sono calde e buie come inchiostro
oh Dio, ho bisogno di bere
della fresca fresca pioggia
amore regna su di me…

(Dissolvenza col vespone che cade dalla scogliera, l’urlo, un film difficile da dimenticare, l’incubo della diversità che non si ricompone).

scritto da maurizio · 2 aprile 2008, 17:22 · #

Caro Maurizio, albatro delle meraviglie, dov’eri nascosto col tuo baule dei tesori?

scritto da Leila Mascano · 2 aprile 2008, 17:56 · #

Come albatro ero ridisceso a terra e mi sono trovato piuttosto male…chissà se ce la farò a riprendere il volo (faccina che ride poco convinta). Un quiz per te e per Glauco…di cosa si tratta?

Nessuno sa cosa è essere l’uomo cattivo
esser l’uomo triste dietro degli occhi blu.
Nessuno sa cosa è essere odiato:
esser destinato a dire soltanto bugie,
ma i miei sogni non sono così vuoti
come la mia coscienza sembra essere.
Ho delle ore proprio solitarie
il mio amore è una vendetta che non sarà mai libera.

scritto da maurizio · 2 aprile 2008, 19:54 · #

Rispondo a Maurizio dopo avervi lasciato a dialogare fra voi.
Con gli Who tu sfondi un portone apertissimo con me. E’ uno dei miei gruppi favoriti e proprio in questo istante sto ascoltando “Boris The Spider”. Ho avuto anche il privilegio di vederli “live” nel tour italiano del 1972 (Who’s Next). Però se tu mi “soffi” tutte le traduzione io come lavoro? ;-))))
A parte scherzi: ho dedicato agli Who la seconda puntata di questo mio dialogo con voi traducendo “I’m a Boy” e conto di tornare a loro nel prossimo intervento.
Conosci gli album “solo” di Pete -God-bless-him- Townshend, “Empty Glass”, “All the Best Cowboys” e “White City”, uno più bello dell’altro? Contavo di prendere un paio di brani da quelli.
Per quanto riguarda “love reign over me” è una delle più belle canzoni loro in assoluto, e la tua traduzione è davvero perfetta.
“Behind Blue Eyes“è un quiz per me come lo sarebbe chiedere a Diego Abatantuono chi è il capitano del Milan….;-)

scritto da glauco cartocci · 3 aprile 2008, 08:45 · #

Ehmmm…la traduzione veramente non è mia, l’ho trovata su un libro dell’ “Arcana”, che un tempo pubblicava monografie sui gruppi musicali (do you remember?). A tale proposito ricordo uno storico testo sulla storia del pop (anche se qua e là discutibile)a firma Paolo Zaccagnini, che purtroppo non ho più ritrovato. Chiedo scusa, mi sono accorto in seguito che avevi già parlato degli (dei?)Who. Ricordo un bel pezzo di Townshend solo, mi sembra “And I moved”.
Si parlava (mi pare) all’inizio di pezzi d’amore, vorrei solo citare la famosissima, onirica “Lay lady lay” di Dylan, da porre ai primi posti di un’eventuale top ten…

scritto da maurizio · 3 aprile 2008, 09:38 · #

Con Mister Zac. ho un pregresso fra il delirante e il comico: nel 1988 scambiai con lui alcune lettere a causa di una sua recensione del concerto romano dei Jethro in cui il nostro “esperto” sparava cavolate a raffica, sbagliando anche il nome dei pezzi eseguiti. Ho ancora le sue lettere di risposta, che ritengo essere un campionario di corbellerie e di argomentazioni totalmente prive di logica. Basti pensare che a una mia frase in cui dicevo “voi critici scrivete e il pubblico se la beve”, il grandioso Z rispose: “io sono astemio, non ho mai bevuto in vita mia….” (e non era una battuta, pensava davvero che io stessi accusandolo di etilismo!).
Potrei scrivere una decina di pagine su altre Zaccagnate, ma andrei fuori tema.
——————-
Ho un libro di Arcana sugli Who che dovrebbe essere quello di cui parli, ma me lo ricordo pieno di errori di traduzione “MADORCHIANI” (come diceva la mia prof di matematica).
C’era anche il famoso “mice” tradotto con “Gattini”.... su cui abbiamo già riso con Leila.
Se quella traduzione è tratta da quel libro (copertina gialla?) è un’eccezione alla regola, il resto fa “defecare”....;-)
——————
Per And I Moved, è un brano bellissimo (però di difficile interpretazione perché rivolto al suo “guru”), sta su Empty Glass. Se ami gli Who, il consiglio di zio Glauco è di procurarti almeno quel disco e “All The Best Cowboys have Chinese Eyes” che (sei fortunato) è stato pubblicato in CD da pochi mesi qui in Italia.
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Infine: Lay Lady Lay è molto bella, ma sono riluttante a tradurre Dylan perché l’hanno fatto in tanti. Di Lay Lady Lay ho una traduzione (non ricordo l’autore, sembra fosse molto blasonato, ha vissuto nei campus americani) che però rendeva Lady con “ragazza” il che mi sembra comunque arbitrario e semplicistico…

scritto da glauco cartocci · 3 aprile 2008, 11:50 · #

Devo rettificare un gravissimo errore! Ho citato Zaccagnini anziché Bertoncelli, a proposito del libro dal titolo , se non erro, “Pop history” (è inizio di alzheimer). Sì, proprio il Bertoncelli che, secondo il mio amato Guccini, sparava caxxate insieme al prete, nell’ “Avvelenata”...Quindi, se ti va di dire due parole su di lui mi farà piacere…

scritto da maurizio · 3 aprile 2008, 15:59 · #

Ah beh... (Lei mi confonde il Zac con il Bert....) Bertoncelli direi che sta a tutto un altro livello. Comunque io lo conosco telefonicamente ed è persona garbata e gentile. Un’amica che lo conosce bene mi ha detto che, passando gli anni, la famosa frase de “l’avvelenata” ormai al Berto non dà più fastidio, anzi… forse, se ci pensi, gli ha fatto gioco, essere citato da Guccini, in un modo così umoristico (l’avvelenata è un capolavoro)....

scritto da glauco cartocci · 3 aprile 2008, 16:29 · #

Mio glauco mare…e tu, albatro, uccello marino…la Sirena dalla biblioteca di Atlantide, per Poeti del 900, nella bella traduzione di Socrate, vi dedica una poesia di Rafael Alberti.

Il vento marino sale,
si ferma e canta sulla mia spalla,
merlo di mare,
né se ne va.
Non so che canterà.
Dimmelo, vento marino,
martin di mare.
E il vento marino fugge,
torna e si chiude sulla mia spalla,
dalia di mare,
né se ne va.

scritto da Leila Mascano · 5 aprile 2008, 22:03 · #

Si parla di amore qui, e poi non sapevo dove collegarmi…Non sono un patito del copiaincolla, ma ci tenevo a far conoscere a chi non lo conosce questo bellissimo pezzo degli Spirit, ci tenevo anche ad un parere di Glauco, scusate la lunghezza dell’intervento, ma pensavo fosse bene includere testo originale e traduzione…il titolo è “Dream within a dream”...

Versione Originale
Free the dream within,
The stars are crying,
a tear, a sign,
escapes from Heaven,
and world end.

Breathe the dream within,
the mystifying,
we tremble and spin,
suspended within.

Look beyond,
where heart can see,
dream in peace,
trust love, believe,
we tremble and spin,
suspended within.

Free the dream within,
the voice is calling,
a song, a pray,
from deep inside you,
to guide you.

Be the dream within,
the light is shinning,
a flame on the wind,
salvation begins.

Look beyond,
where heart can see,
trust love, believe,
we tremble and spin,
suspended within.

Free the dream within,
the stars are crying,
a tear, a sign,
escapes from heaven,
and world end

TRADUZIONE IN ITALIANO
Libera il sogno interiore,
le stelle stanno piangendo,
una lacrima,
un segno scappato dal paradiso,
e il mondo finisce.

Respira il sogno interiore,
il mistico,
tremiamo e giriamo,
sospesi Interiormente

Guarda oltre,
dove il cuore in grado di vedere,
sogna in pace,
confida nell’amore, credi,
tremiamo e giriamo,
sospesi interiormente.

Libera il sogno interiore,
la voce ti sta chiamando,
una canzone, una preghiera,
dal profondo dentro te,
per guidarti.

Sii il sogno interiore,
la luce sta splendendo,
(come) una fiamma nel vento,
la salvezza inizia.

Guarda oltre,
dove il cuore pu vedere,
sogna in pace,
confida nell’amore, credi,
tremiamo e giriamo,
sospesi interiormente.

Libera il sogno interiore,
le stelle stanno piangendo,
una lacrima,
un segno scappato dal paradiso,
e il mondo finisce.

scritto da maurizio · 15 dicembre 2008, 12:45 · #

E questo è il testo di una delle più belle canzoni dei Traffic, mi vengono i brividi nell’ascoltarla…

NO FACE, NO NAME, NO NUMBER

(Winwood/Capaldi)

I’m looking for a girl who has no face
She has no name, or number
And so I search within his lonely place
Knowing that I won’t find her
Well, I can’t stop this feeling deep in inside me
Ruling my mind

I feel no sound
Don’t know where I’m bound

The scenery is all the same to me
Nothing has changed or faded
I’m a part of it, some part of me
Painted cool green, and shaded
So, try to find myself must be the only way
To feel free

---------- NOTA DI GLAUCO: bravo maurizio, per ricompensa di aver citato i Traffic penserò a una delle loro da tradurre... basta che non mi rubi il mestiere :-))))

scritto da maurizio · 16 dicembre 2008, 12:13 · #

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