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Poche Chiacchiere: Era una notte scura e tempestosa...

Era una notte scura e tempestosa...

Tutto bene nel Pd,
un partito pot-pourri
che contiene proprio tutto:
la popò con il prosciutto,

la pipì con il Negroni,
i pensanti ed i coglioni,
gli anticristi e i chierichetti,
i beati e i demonietti.

Fra le crisi ed i litigi
oramai palazzo Chigi
si fa sempre più lontano.
Sarà il clima equatoriano,

sarà il caldo dell’estate,
fatto sta che son scoppiate
lungo tutto lo stivale
delle risse senza eguale.

C’è D’Ascanio a Campobasso
che, da vero satanasso,
flirta con il Pdl.
L’uomo delle marachelle,

dell’Abruzzo ex presidente,
dal suo vice assai dissente.
A Torino c’è casino
fra il gasato Chiamparino

e Morgando, il segretario
che sta in ferie nell’Ontario.
C’è Papini che a Bologna
vuole mettere alla gogna,

per gli scarsi risultati,
nientemen che Cofferati.
In Calabria c’è Loiero
ogni giorno più severo

con Minniti, il segretario.
In Sardegna, è straordinario,
sono già per tribunali
i due storici rivali,

Soru e Cabras, lo sfidante.
In Campania è scalpitante
quell’Antonio Bassolino
che, fallito da spazzino,

si permette di parlare.
A Palermo ad esternare
il suo disperato cruccio
vediam tal Gaspare Nuccio,

presidente (ma di che?),
dal partito dar forfait
perché regna il nepotismo
ed un gran dilettantismo.

L’assessor Cioni a Firenze
non accetta prepotenze:
o si fanno le primarie
o son lotte sanguinarie.

A Venezia c’è Cacciari
che in un dei momenti rari
in cui sembra del partito
su Veltroni s’è accanito.

E Veltroni cosa aspetta
per placare la maretta?
Non fu eletto segretario
con favor plebiscitario

del magnifico partito
democratico ed unito?
Perché dice del governo
ch’è diviso, un vero inferno

ed al suo Pd non pensa?
Mentre il temporal si addensa
ed il cielo si fa scuro,
sta dicendo di sicuro,

chissà dove e perché: “Se po’ fa’!”
Dove, quando e che farà?
Quando ce l’avrà chiarito
il Pd sarà sparito.

Do-re-mi-fa-sol-la-si-do-se-po-fa - Vignetta di Sergio Calderale

Inserito il 22/08/2008 da Carlo Cornaglia | ci sono 3 commenti

A voi la parola

Torna a narrarci il cinema, Veltroni.
Canta il trash dei Vanzina e i cult di Ang Lee.
Ci mancano le ghiotte recensioni
servite calde dentro il Venerdì.
.
Ritorna indietro. E’ tempo che abbandoni
le strategie politiche e il Piddì.
Ben Hur vale trecento Berlusconi.
Umberto Bossi? Meglio Umberto D.
.
Le trame di governo t’hanno perso;
quelle dei film ti ridaranno gloria.
Scendere in piazza? E’ una buona idea.
.
Si: scendi in piazza. Poi dirigi verso
quel multisala. Paga una platea.
Guadagnati il tuo posto nell’Astoria.

scritto da velo laga · 22 agosto 2008, 17:06 · #

Pessimista è il tuo pensiero,
ma, purtroppo, è proprio vero.
Quel che dici sul PD
lo vediamo tutti i dì.
E così il gran pavone
se la ride e sta benone,
impunito ed arricchito
mentre Walter è finito

scritto da demoskaidemos · 22 agosto 2008, 17:49 · #

Nel Paese a forma di stivale
tutti puntan sul gioco e lo spasso:
da Linosa a Frascati a Chivasso
tutto l’anno si fa carnevale.


Le maschere qui son regine
perché a noi piace di mascherarci:
grande ausilio per ben riciclarci,
visi-maschere senza confine.


Maschera simbolo, nostro emblema
è quell’eclettico d’Arlecchino:
maestro sublime nell’inchino,
ti spiazza sempre, fuor d’ogni schema.


Ama servire almen due padroni
perché nella vita non si sa mai:
per ripararsi un tantino dai guai
venera i Duci come i Baffoni.


Non solo in questo ci rappresenta
ma pure in altre nostre prodezze:
l’abito suo fatto è di pezze,
misero come la sua polenta.


Così siamo noi: ognuno un Partito,
dentro il Partito, tante correnti,
ogni corrente, tanti segmenti,
con suddivisioni all’infinito.


L’un contro l’altro, pur se fratelli,
pur se un nemico, un avversario
sta per ridurci tutti a un ossario,
noi, lacerati, sempre a brandelli.


E’ gran verità su questa Terra:
se in unità il PD non eccelle,
non è che stian meglio dentro il PdL.
Via Berlusconi, tutti alla guerra!


Siam figli di Comuni e Signorie,
siamò individualisti senza scampo:
“l’unione fa la forza!”, ma in un lampo
caliamo fra di noi le paratie.


Una volta è un nostrano tiranno,
una volta una crucca alabarda:
d’Arlecchino le pezze, tu guarda,
sull’italico cul finiranno.

scritto da Gregna Pola · 24 agosto 2008, 15:43 · #

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