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Poche Chiacchiere: Dinosauro - Occhi ben aperti

Dinosauro - Occhi ben aperti

King Crimson. Un gruppo che ha sempre lavorato attentamente sui testi, affinché costituissero un perfetto contraltare per la loro musica in continua evoluzione, attraverso i decenni.
All’inizio il gruppo aveva un paroliere esterno, sia nella prima che nella seconda fase della loro carriera; oggi il grande chitarrista e cantante Adrian Belew è (praticamente) l’uomo che scrive i versi, interpretati con grande trasporto, in maniera spesso teatrale.
Il due brani che presento, Dinosaur e Eyes Wide Open, sono fra i punti più alti della loro produzione cantata e sono legati da un sottile filo: le opportunità della vita, le fregature prese perché si è osato, e i rimpianti per non avere osato abbastanza. Qua e là, forse, qualche soddisfazione.

Dinosauro
—————
Tanto tempo fa, in un luogo distante da qui,
in un’epoca diversa
quando ero un giovane taciturno…
fotografie fossilizzate della mia vita di allora
illustrano quale facile preda fossi a quel tempo.
In piedi in pieno sole, “idiota sapiente”
un qualcosa di simile a un monumento
Sono un dinosauro e qualcuno sta dissotterrando le mie ossa
——————
L’ignoranza è sempre stata una materia in cui eccellevo
subito dopo c’erano l’ingenuità e l’orgoglio
Non ci vuole uno scienziato per capire
che ogni bravo predatore si sarebbe perso un pezzo del mio corpo.
In piedi in pieno sole, “idiota sapiente”
un qualcosa di simile a un monumento
Sono un dinosauro e qualcuno sta dissotterrando le mie ossa
——————
Ah, quando riguardo il passato mi chiedo con stupore
come mai io non sia ancora estinto
calcolando tutti gli sbagli e le valutazioni errate che feci
i quali quasi mi spinsero sull’orlo del dirupo
L’unica cosa che ho imparato in fondo
è che non conviene essere troppo gentili.
Al momento, sistemo il mio giaciglio di fossili
e mi agito e mi rigiro.
——————
Sono un dinosauro… qualcuno sta dissotterrando le mie ossa

La metafora “evoluzionista”, in cui l’individuo inadatto all’ambiente rischia l’estinzione, cede in “Eyes Wide Open” il passo a un quadro nervoso e al contempo ricettivo.
Anche la musica – energica e rabbiosa in “Dinosaur” – qui si fa sospesa, come in un punto di domanda, obbliga a un ascolto tirato, le orecchie dilatate cercando una risoluzione che si fa attendere.
Non è chiaro se, nel passaggio, il soggetto abbia imparato qualcosa dalle esperienze, ma comunque egli è vitale, scalciante e pronto a prendersi le sue rivincite.

Occhi ben aperti
————-
Ecco arriva
arriva un altro giorno
un’altra decisione da prendere
e quando arriva
è un’ostentazione di preferenze fra cui scegliere,
(ma è coperta).
Ecco arriva, è un bussare sulla porta
aprila per avere un’opportunità.
Ecco arriva arriva un ennesimo giorno
buono per i ricordi
Occhi aperti Occhi aperti continuamente
—————
Ed era lì, era la presa perfetta
sia che tu fossi sveglio o dormissi.
Ed era lì, era un momento perfetto
per dire cosa pensavi veramente.
Ed era lì, era l’opportunità di una vita intera
E’ volata via, e tu cosa hai fatto?
Ed era lì, era un ennesimo giorno
buono per i ricordi.
Occhi aperti Occhi aperti continuamente
Tengo i miei
occhi aperti occhi aperti continuamente
perché non puoi mai sapere
cosa ti può capitare di vedere.

Inserito il 21/02/2008 da Glauco Cartocci | ci sono 16 commenti

A voi la parola

Glauco, parli della metafora evoluzionista…si dice che nel lungo cammino siamo stati rettili, e forse delusi, in un mondo che la nostra civiltà avrà restituito ai primordi, spariti gli arti ormai inutili, torneremo sauri prima di riprendere l’aspetto dei rettili…la mente va ad un poeta russo, Vladislav Chodasevic ,che nella poesia Episodio ci dice;
...era la dura angoscia del sepente,
costretto a rientrare nella pelle
di cui si era spogliato.
Io ci vedo un’affinità col dinosauro della canzone, che dici? Troppo spericolato il salto?L’altra sera sono venuta a riva, approfittando dell’eclisse di luna…ma era tutto buio, proprio come là sotto, e me ne sono tornata nel vecchio galeone dove vivo.Ho bisogno di luce, come tutti, anche se sono sirena.

scritto da Leila Mascano · 22 febbraio 2008, 19:40 · #

Sei una piccola biblioteca vivente (ma questo lo sapevo). Se tu mi avessi chiesto chi fosse Vladislav Chodasevic avrei pensato a un centrocampista russo della Nazionale di Yashin.
Comunque forse il nostro Morrison lo conosceva, perché mi sembra di ricordare che nella Celebrazione della Lucertola ci sia qualche punto di contatto… chi sa, magari me la rileggo per la prossima puntata…

scritto da glauco cartocci · 25 febbraio 2008, 11:33 · #

Mi fai sorridere Glauco…un sorriso da cartone animato quando trova una cosa buffa: youk – youk!

scritto da Leila Mascano · 25 febbraio 2008, 15:54 · #

Per la nostra Sirena (Leila): ma non sarebbe ora che tu aprissi uno spazio tutto tuo su questo Blog, visto che sei una scrittrice Robin? Scusa la domanda impertinente, ma ti spiego: non voglio certo distoglierti dall’intervenire qui, anzi ti prego di continuare a farlo il più spesso possibile; ma mi sembra uno spreco di talento, che una persona della tua preparazione (che, si intuisce, ha tante cose da dire) non assuma uno spazio proprio.
Un suggerimento? magari lo potresti intitolare "biblioteca di atlantide" o cose del genere, così le tue citazioni di ignoti scrittori armeni erranti o poeti di Plutone troverebbero una loro collocazione…
E almeno io potrei manifestare il mio stupore per le tue ricercate letture, senza apparire troppo ignorante (oddìo, io sono abbastanza franco, se una cosa non la conosco, l’ammetto senza pudore… e poi posso sempre contrattaccare: ad esempio, voi conoscete le descrizioni dei vascelli interspaziali a vela, spinti dal vento solare, di Cordwainer Smith? io sì... ;-)))
Se vorrai rispondermi, mi farà piacere, se invece la mia piccola “provocazione” in qualche modo ti disturba, ti prego di perdonarmi.

scritto da glauco cartocci · 26 febbraio 2008, 16:02 · #

Mio adorabile terrestre, grazie per avermi posto questa domanda: ma vedi, essendo io una creatura degli abissi,rara pare, così diversa da tutti, nessuno mi vede, e quei pochi che mi vedono non osano confessarlo.Difficile è proporre una collaborazione ad una Sirena; fosse anche gratuita, perché poi un lavoro qualsiasi, in quanto retribuito, non ne parliamo! Hanno le banche nell’Oceano le Sirene? Hanno bisogno di vil denaro? Mai più...che portino dunque loro il dono di conchiglie,e se a loro almeno piacerebbe alle donne -pesce il suono del violino…neppure quello, non sono le
sirene a dover cantare? E poi, di che si nutrono queste creature? C‘è chi mi vorrebbe lanciare qualche pesciolino, come si fa con le foche e coi gatti…ti ringrazio dunque per questa prova di simpatia: non tocca a me che attendere, nell’ombra, che ci si ricordi di me…forse sparirò del tutto, prima o poi.Io e le conchiglie.

scritto da Leila Mascano · 26 febbraio 2008, 18:17 · #

Da terrestre, o “terreno” forse capisco, o almeno ... intuisco; alcune cose non concepisco, e sotto sotto allibisco; lo stupore non tradisco, ma qui resto e non svanisco.
——————-
(a qusto punto, forse la prossima canzone che tradurrò sarà “You’ve got a Friend” di Carole King. )

scritto da glauco cartocci · 26 febbraio 2008, 18:44 · #

“Non conviene essere troppo gentili”.
Su questo non c‘è dubbio, ed è il migliore motivo per continuare a esserlo.
Scusate, ma vaffanculo tutte le lezioni che la vita ci dà. Sentirsi più forti, troppo spesso significa doversi sentire più “poveri”. Di spirito, o di quello che volete. Certo, magari ci si sente più adulti, più scafati, ci si può dire internamente che si è capito come vanno le cose, e come bisogna essere per farle andare in un certo modo, ma se questo può un pochino lusingare un qualche nostro lato, sono certo che ne deprimerà qualche altro. Forse più fondamentale.
Ironia della sorte, a volte ci amano proprio per le debolezze per le quali noi ci sentiamo obbligati a detestarci.
“Il nostro giaciglio di fossili” è costituito dai giocattoli che dovremmo ancora amare.

scritto da Armando · 26 febbraio 2008, 22:54 · #

Ma che meraviglia! Noi Sirene, ci sentiamo zitelle, e condannate all’estizione…invece, ecco un Tritone…e non è il solo, che bellezza!

scritto da Leila Mascano · 27 febbraio 2008, 00:23 · #

E adesso te ne accorgi che c‘è Armando? Lui scompare ma chissà perché io penso che sotto sotto ci segua, magari a fasi alterne, pronto a intervenire con commenti sempre azzeccati, che ti restituiscono la palla, come nel ping-pong… grazie A. L’ultima frase è davvero da incorniciare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Fra l’altro, per una di quelle coincidenze che non mancano mai di stupirmi, stavo facendo lo stessso discorso in privato con un amico, via e mail. (e per tut’altri motivi, non avevo neanche associato il discorso alla metafora del dinosauro, non coscientemente, almeno…)
Io ho detto a lui che preferirei esserre un’anima semplice, badare alla pancia piena e alla partita di calcio e basta, perché vivono meglio. E lui mi ha risposto laconicamente “non ci credo”.
Poi, proseguendo il discorso, ha fatto osservazioni molto simili a quelle di Armando….

scritto da glauco cartocci · 27 febbraio 2008, 12:34 · #

Caro Armando…“History will teach us nothing”. Le lezioni della vita, magari le vedessimo! Alcune di queste non le avrei capite nemmeno se la vita mi avesse fatto un disegnino…
Però in effetti la cosa buffa degli amici è che nonostante ti conoscano bene decidono di continuare ad essere tuoi amici. Suona confortante.
Glauco, tesoro, come ho avuto già modo di dirti, tu sei un organismo primitivo, ma in ogni caso insostituibile.

scritto da carla · 27 febbraio 2008, 14:49 · #

L’eccessiva semplicità dovrebbe confinare con la demenza, per poter dare un sollievo, temo, Glauco.
Forse qui a essere più in gioco è la spontaneità, che prima o poi, nella vita, viene abbandonata per quel motivo che simbolicamente può essere riassunto in quella bella frase, che “non conviene essere troppo gentili”.
Basti pensare ai piccoli giochi di forza tra le persone, sempre in qualche modo necessari per stabilire un rapporto.
Le lezioni della vita, invece, sono spesso fin troppo comprensibili, ma regolarsi di conseguenza non deve essere considerato necessariamente un guadagno, per noi. Altrimenti gentilezza e semplicità è facile che siamo costrette a nasconderle in soffitta.

scritto da Armando · 27 febbraio 2008, 15:26 · #

Wowwwww il ritorno di Carla… Era atteso almeno quanto Batman II di Nolan, Indiana Jones 4, e certamente più di Rambo 4 e Rocky 7….;-)))
Sia a te che a Armando dico “restate con noi” sennò vi mando a cercare dai Caramba a casa…
Per tutti voi, prendendo spunto da vicende recenti, la prossima puntata sarà uno speciale “Trittico sull’amicizia”, di tre artisti diversi, sullo stesso tema.
(ovviamente se mi direte “ma lascia perde’” capirò e ripiegherò sul misconosciute liriche tedesche magari degli Amon Duul II°....;-)

scritto da glauco cartocci · 27 febbraio 2008, 16:24 · #

Io voto per gli Amon Duul II°.
Però magari prima spiegami chi sono:)

scritto da Armando · 27 febbraio 2008, 17:00 · #

ah, è così? il che significa che il mio “trittico dell’amicizia” te lo sbatti?
(continuiamo così, faccciamoci del male…:-(

scritto da glauco cartocci · 27 febbraio 2008, 17:06 · #

Vada per il Trittico, ma che sia una bomba però, eh!:)

scritto da Armando · 27 febbraio 2008, 19:57 · #

OK capo. Non credo sarà una bomba, perché la forma “canzone di amicizia” è alquanto codificata e come vedrai ripetitiva, ma forse sarà interessante in questo momento. Per me vuole essere un ringraziamento alle persone qui presenti, quindi già mi basta, se basta a voi.

scritto da glauco cartocci · 28 febbraio 2008, 09:52 · #

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