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Poche Chiacchiere: Chantal, dermatologa fatal

Chantal, dermatologa fatal

Il ministro, chiappe a mollo,
sta in vacanza su un atollo
delle isole Maldive.
Male lingue, sempre attive,

dicon sia con la Brambilla
che, la chioma che sfavilla,
prende il sol senza indumenti,
ma con calze autoreggenti.

Stessi dì, Mosca e Tbilisi
par che corrano decisi
a una sanguinosa guerra.
Franco il cellulare afferra

e ne parla coi colleghi.
Sono gli europei strateghi
a Bruxelles, mentre Frattini,
sventolando un bel bikini,

parla loro dall’atollo:
“Questa rossa non la mollo,
ma in Georgia io direi…”
Per fortuna gli europei

non san se Frattini esista.
Fa figura a prima vista:
educato, sorridente,
dal pensiero evanescente,

una bella statuina
che sta, ahimé, alla Farnesina.
I ministri dell’Europa
fan le scelte mentre scopa

sull’atollo come un gallo
fra la sabbia ed il corallo.
Passan sol due settimane
e la storia dell’inane,

con la rossa sibarita,
ha una drastica smentita:
“Cosa son questi casini?
Son la donna di Frattini

che con me si è fidanzato.
Amo l’uomo appassionato,
all’antica, rispettoso…
Giù le man dal mio moroso!”

Così tal Sciuto Chantal,
dermatologa fatal,
bella bruna siciliana,
che un comunicato emana.

Tempestivo, il chiarimento
mette fine al gran fermento
nei salon del ministero,
perché Franco è per davvero

delle donne il preferito,
proprio un ottimo partito:
sub, sciator, motociclista,
scalator, bello alla vista

e si sa com‘è il gossip
quando c’è di mezzo un vip…
La Rachida Dati è incinta?
“Mesi fa era a Franco avvinta…”

si sussurra già alla Ue.
Poi c’è lady Palin che,
candidata a fare il vice,
della figlia Bristol dice

ch’è in attesa di un bambino?
Tutti fanno l’occhiolino,
con la soluzione in tasca:
“Quando Franco andò in Alaska

Sarah Palin era armata
e la figlia si è scopata…”
Per fortuna c’è Chantal,
dermatologa fatal,

che pon fine a queste voci:
“Non permetto che si associ
il mio Franco a qualche gnocca.
Un eczema a chi lo tocca!”

Inserito il 07/09/2008 da Carlo Cornaglia | ci sono 3 commenti

A voi la parola

Le poesie sono fantastiche; anche se non sono all’altezza, ecco l’ultima mia


Mai stato paradiso,
piuttosto l’inferno,
così è l’Italietta
e questo governo
ci umilia e ci rende
odioso zimbello
non donna di province,
piuttosto, bordello.


Ben triste è stato
l’infausto inizio
due donne ministro
per meriti di “servizio”,
e poi tra i peana
dei giornali amici
cancellano in breve
la temibile Ici.


Dimenticano però
un particolare
i comuni senza Ici
non posson campare,
non pagan stipendi
né più i fornitori.
Ma che importa?
Acclamano i sostenitori.


Ed ecco che arriva
la grande certezza
un enorme pacchetto
per la sicurezza.
Se tu sei straniero
sarà un’aggravante;
schedati i bambini
con marchio infamante.


Però stranamente
non succede niente,
il solito inutile
casino indecente;
se mille tifosi
si rubano i treni
beh, chi se ne importa?
mica sono rumeni.


Estetica pura
i soldati in città
non servono a un cazzo;
ma silvio che fa
la legge per lui
vale meno di un cesso
e starà cinque anni
senza avere un processo.


Da quando la destra
comanda i destini
si son quadruplicati
i clandestini;
a entrare in Italia
c‘è sempre la fila
a Lampedusa
già quarantamila.
Ma non era il governo
che lava via la monnezza?
Ma è cambiato qualcosa
per la sicurezza?


E arriva la perla
di silvio il padrone
che annuncia al mondo
e in televisione
che gli aerei italiani
italiani saranno;
e io già mi chiedo,
ma come faranno?


E’ semplice, amici
incularci è un bel must
la legge è arrivata:
non c‘è l’antitrust,
né revocatorie;
insomma i profitti
son per i privati,
e noi zitti zitti
paghiamo le tasse
per coprire le falle.
Le perdite è ovvio
(ne ho piene le palle)
se le prende lo Stato.


Incredibile a dirsi
ma, porca sinistra,
c‘è da maledirsi.
In questa Italietta
vacca, troia e puttana
è rimasta soltanto
Famiglia Cristiana
a dire a ‘sta gente
bastardi fascisti,
voi siete l’inferno
i peggio mai visti.

scritto da stefanopz · 8 settembre 2008, 16:46 · #

Da La Russa con Amore


Ci vorrà una moratoria
contro chi vuol fare storia,
se un pulpito assolato
il pensier tuo si è bacato.
Napolitano per fortuna
di quei tempi non ha lacuna
e ricorda all’invasato
chi morì per far lo stato.
Ma il trombone prepotente
non ammette esser perdente
ricordiamo chi per Salò
a braccio teso si sacrificò,
tutti quanti i repubblichini
morti come manichini
nelle mani dei nazisti.
Ecco allora riscriviamo:
i romani caddero per man dei terroni;
la chiesa applicava la corda perchè così dice la bibbia;
Hitler è stato un grande statista;
Mussolini un grande inventore politico;
il fascismo non è condannabile;
la strage delle fosse ardeatine era una strage di cavallette;
i campi di concentramento erano centri per la cura dell’obesità;
craxi e andreotti sono stati due grandi statisti;
anche giolitti e crispi lo sono stati e lo scandalo della banca romana non è mai esistito.
Cosa fa un nano pur di poter dire in futuro che lui è stato un grande politico, pur di essere ricordato così come non è.

scritto da franc-o-mas · 9 settembre 2008, 11:49 · #

Porci collegiali


Noi siamo felici, noi siamo contenti,
finiti quei tempi di vecchi barbogi,
ministri e ministre dai còlori mogi,
passioni e appetiti mai troppo evidenti.


Adesso al governo c’abbiam dei mandrilli,
dei Rocco Siffredi però in doppiopetto:
in testa al drappello cavalca il Silvietto,
che c’ha più erezion che Taormina cavilli.


Si portano a lui molti maschi impotenti
ridotti la sera a guardar ‘Porta a porta’:
gl’ impone le mani, gli palpa l’aorta,
lombrichi avvizziti ritornan serpenti.


Un fulgido esempio per ì suoi vassalli,
schiavetti e schiavette di vario spessore:
ovunque s’espande dei sessi l’afrore,
vietato intristire le mani di calli.


E’ tutto un tripudio d’allegre ciulate,
di coiti, d’amplessi, di copule ingorde:
di liquidi immondi le sedi son lorde
dellè Istituzioni le più titolate.


Son maschi che mietono vittime a frotte,
non trombano certo le loro consorti;
tant’è che i nemici, invidiosi e contorti,
non lesinan titoli tipo ‘mignotte’.


Fulgidi esempi, benedetti dal papa,
cattolici ardenti, di Cristo seguaci:
sposi fedeli, genitori capaci,
che c’è, se una gnocca ogni tanto li arrapa?


Com’è per la legge, così è per il sesso:
di noi loro sono un tantino più uguali.
I loro peccati son sempre veniali
e cagan nel water, non certo nel cesso.


Frodano il fisco, fan sesso a tutto spiano,
infrangon leggi, corrompono i costumi.
Ma il popolo li innalza al rango di numi,
li invidia se ne fan di crude e di cotte.


Quant’è bello far l’amore
dentro casa o per la via.
Fallo pure con mia zia
senza romper sul pudore.

scritto da Gregna Pola · 10 settembre 2008, 19:52 · #

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