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Poche Chiacchiere: Bobo: "Guerra agli stupri!"

Bobo: "Guerra agli stupri!"

La sinistra non c’è più,
ma gli stupri, guarda tu,
pur con Silvio ch’è al governo,
con ministro dell’Interno

l’ineffabile Maroni,
sembran essere milioni.
Pur col sindaco Alemanno,
che col ringhio e con l’azzanno

ha spacciato sicurezza
come un pusher con destrezza
va spacciando la sua dose,
pur con ronde inoperose

di soldati che in città
placan i padan papà,
pure con La Russa Ignazio
di dichiarazion mai sazio,

stupri a Roma e in ogni dove.
Il governo alfin si muove:
“Li castriam chimicamente,
in galera prontamente

e non ai domiciliari,
solo ceppi carcerari!
La paura si diffonde,
ma le azioni invereconde

cesseranno da domani
con le ronde dei padani
e dei verdi volontari
giustizieri leggendari.”

Poiché sulla sicurezza
si procede con lentezza
e la legge non arriva,
questa destra combattiva,

col suo stile consueto,
uscirà con un decreto.
Ma è un annuncio, non di più
e chi stupra fa cucù…

Par che i nostri poliziotti
passeran le loro notti
come il can col pensionato.
Un prefetto ha decretato:

“Stop alle manutenzioni
di pantere e di gipponi
per mancanza di quattrini!”
ed i nostri celerini

quanto prima andranno a piedi.
Quelli a destra diran: “Vedi
che il Berlusca è di parola,
s’impegnò, e non era fola:

“Poliziotti di quartiere!”
Ora senza le pantere
la promessa ha mantenuto.
“Stupratore, sei fottuto!”

Inserito il 19/02/2009 da Carlo Cornaglia | ci sono 2 commenti

A voi la parola

Popolo castrato, popolo abbacchiato


Era circa il 2028
e sbarcai dal pianeta Checiùla.
Cavalcavo una splendida mula
e mangiavo soltanto stracotto.


Vedo in giro maschietti per strada,
visi pallidi e flaccide panze,
cicce in rotoli che fanno danze
come in preda a furor di lambada.


Poi tra loro qualcuno più sodo,
forse giovane oppure più vecchio;
differente, ma pure parecchio,
da quegli altri capponi da brodo.


Quando parlano han voci da chioccia,
toni acuti, non proprio maschili;
lancian sguardi alle donne un po’ ostili,
dicon ‘pirla’ e poi ‘minchia’ e anche ‘soccia!’.


“Son malati, mi pare evidente”
dico a uno dei meno caduchi.
“Di preciso si chiamano eunuchi”
lui mi dice con fare saccente.


Il mio sguardo un tantino perplesso
gli fa dire con tono un po’ tetro:
“In Italia, vent’anni e più addietro
avevamo problemi col sesso:


c’eran molti, anzi troppi, immigrati
che facevan violenza alle donne,
dalle bimbe su fino alle nonne.
“Ora basta, che siano castrati!”


disse un giorno il ministro leghista
sobillando la pancia padana
e via via pure quella italiana,
che però non vuol dirsi razzista.


Il dibattito prese una piega
molto accesa e di rara veemenza:
l’UDC proponeva clemenza:
ogni stupro un colpetto di sega


per ridurre l’offesa futura.
Intervenne anche Sua Santità
suggerendo cristiana pietà:
stupratori dalla pelle scura,


musulmani, animisti e altre sette
si doveva castrargli il cervello;
quando invece era ariano il pisello,
sulle palle due belle mollette.


Le Nazioni intervennero Unite,
indignate per via dell’orrore
di castrare secondo il colore
o secondo le etnie più aborrite.


Si decise storcendo la bocca,
senza appello ad alcuna clemenza,
di castrar chi faceva violenza
col princìpio che ‘a chì tocca, tocca’.


Era ovvio per là maggioranza,
silenziosa e perciò moderata,
che a scroccar la feroce scopata
fosse solo la manovalanza


vuoi dell’Africa, slava o rumena,
mentre i bravi credenti italiani
(e di più certo quelli padani)
portan fuori le donne per cena,


gli regalano fiori e gioielli,
le seducono e chiedon permesso
quando bramano di fare sesso
e il prurito punzecchia i piselli.


Si andò avanti a castrar senza posa,
rispettando le regole imposte;
pur gli stupri non ebbero soste
e gli eunuchi aumentarono a iosa.


Ci si accorse con grande sorpresa
che i castrati con la pelle bianca,
ben nutriti e con ìl conto in banca,
frequentanti magari la chiesa,


eran più di quegli altri straccioni
di colori e di lingue diverse.
La memoria alla fine si perse
degli stupri perché gli stalloni


che ciulavano a botte in famiglia,
nelle feste o per strada o nei parchi,
non avendo più frecce negli archi
né per moglie né amante né figlia


si alienaron la riproduzione,
abbassando la natalità.
La statistica, ne converrà,
ha finito col dare ragione


ai profeti del dargliene un taglio
che ora giran col capo fasciato
non ancora ben cicatrizzato.
E comunican solo col raglio.”

scritto da Gregna Pola · 21 febbraio 2009, 12:06 · #

E Maroni li accontenta / e così le ronde inventa
(il vero motivo della creazione delle ronde)


L’uomo maschio della Lega
al piacere non si nega,
e, si sa, lui usa andare
nelle notti a stragustare


delle lucciole il piacere;
e le mogli trattenere
dentro casa il lor padano
non potevan: niente strano!


Or, però, approfittando

che il delitto dilagando


sta in Padania e pure altrove
alla sera alle ore nove


il marito stradeluso
dentro casa l’han rinchiuso
e gli dicono affettuose,
(ma per lui che fastidiose!):


“Resta a casa, o mio padano,
qui con me man nella mano
perché nella notte fonda
ogni crimine ora abbonda”.


Così i poveri mariti
tristi ed anche inviperiti
nelle case restan chiusi
a guardar cupi e confusi


in TV quelle stronzate
ogni sera propinate
da quel Silvio truffatore
dell’Italia imbonitore.


Ma si stancano i padani
dover fare i puritani,
e i leghisti disperati
da Maroni sono andati:


“Troppo abbiam’ le palle rotte,
rivogliamo le mignotte”.
E Maroni li accontenta
e così le ronde inventa.


“Voi di notte or uscirete
e le ronde voi farete
contro i crimini violenti
di stranieri delinquenti”:


E’ presente ora un pretesto
affinchè il padano lesto
possa ancor di notte andare
le sue lucciole a trovare:


lui guerriero delle notti,
che i maroni aveva rotti,
se ne tornerà felice
dalla sua passeggiatrice


mentre dice: “Io son la RONDA
contro il crimine ch’abbonda,
se di notte son presente,
fugge via il delinquente”


Che faranno le padane,
sian giovani o befane,
or che i loro bei mariti,
ronde di guerrieri arditi,


con le lucciole estasiati
stan di nuovo ed abbracciati?
Che sia bianco oppure nero
chiameranno uno straniero


ben più macho del marito
un padano rammollito,
e per farselo carino,
se lo metteran vicino


nel matrimoniale letto
per provar giusto diletto;
e’ l marito fuori resta
con le lucciole a far festa.

scritto da demoskaidemos · 25 febbraio 2009, 19:09 · #

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