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Poche Chiacchiere Il Blog di Robin Edizioni tag:blog.robinedizioni.it,2005:079adf092ab8d76b94e16a1bccee9e66 Textpattern 2013-05-23T19:16:35Z roberta http://blog.robinedizioni.it/ Frank Spada 2013-01-16T11:59:51Z 2013-01-14T12:00:27Z Il Cannocchiale a rovescio 4 - di Frank Spada [233] tag:blog.robinedizioni.it,2013-01-14:079adf092ab8d76b94e16a1bccee9e66/9c7776206732beede9e99e77d63d9744

 

Se i principi restano gli stessi – Liberté, Égalitè, Fraternité – le regole non cambiano. E non sarà l’immagine di un figurino con la testa fluttuante su una mano – omaggio graditissimo di Giorgio Camuffo – affiancato a una colonna aulica degna di un Maestro del design –, che ci allontanerà da Poche chiacchiere per sfarfallare altrove il panorama inquadrato dal ©annocchiale virtualmente rovesciato dall’autore con un’epigrafe iniziale: Non fu la morte che lo colse, bensì la vita facendogliela in barba.
Dunque, cari amici, da oggi si riparte affermando che se il gioco ingrossa, l’aldilà non vince.

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La redazione 2012-06-18T10:47:56Z 2012-06-18T11:49:18Z Una collana (anche) contro la discriminazione [1] tag:blog.robinedizioni.it,2012-06-18:079adf092ab8d76b94e16a1bccee9e66/88fc4a963e2fecb3db01a54497667f77 Mentre a Roma soffiano venti di intolleranza e la cronaca dà spazio ai sempre più frequenti e intollerabili episodi di violenza contro gli omosessuali, Robin Edizioni, casa editrice romana, apre alla narrativa lesbica. Una collana digitale, QL2, che comincerà a pubblicare in autunno i primi titoli.

Perché QL2? Perché ancora oggi la gente, o meglio certa gente, una sgradevole minoranza, quando vede due lesbiche per strada dice: “Ehi, guarda quelle due!”, come se fosse strano.

Robin crede che anche la letteratura possa e debba contribuire a costruire uno scenario diverso. Ecco allora che una narrativa finora di nicchia viene aperta a tutti, perché è di tutti e non solo di qualcuno.

Libri gialli, fantasy, di viaggio, d’avventura, di fantascienza, di fantapolitica, romanzi storici o satirici, libri di favole per nuove famiglie e nuovi bambini; che, tutti insieme, possano trasmettere l’immagine di una società meno ottusa dove tutti siamo normali e straordinari, e mai diversi.

Per saperne di più clicca qui

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Mario Quattrucci 2011-11-08T14:53:04Z 2011-11-08T14:53:09Z confessioni - si fa per dire [6] tag:blog.robinedizioni.it,2011-11-08:079adf092ab8d76b94e16a1bccee9e66/b350a01e2afc3e860179428fd4c8f9ce Mario Quattrucci “Turcato”da “GRA” Quasar, 2006

E’ mondo non rifratto, altro, sua espressione,
preludio di nascita, sentire non oscuro,
germe, gene, forma-vita, embrione in sua memoria,
galassia-granuloma su turchino e azzurro,
seme di millennio suo iridico cammino,
d’atomo itinerario, verità e sogno,
incanto metamorfico in unica pintura
pullula da colore realtà nascosta,
acqua e notte, fluoro oltremarino, karta-segno,
forma d’effettuale viaggio d’astrazione pura,
frangia di cosmo, immagine, luce misteriosa,
ora è colore-forma sola dimensione,
vegetale vita e pelle d’anima contesa,
reticolo di sensi apparizioni ardenze,
bava di mondi ambigua, presenze numinose,
messaggi d’orme astrali e terra di deserto,
gialla terra solforosa, siena e bianco, incerta,
monocromi sondaggi, verdi, neri, squarci,
fasce-porte spalancate su spaziali interni
plurisensi, ranciate annunciazioni,tracce,
lacci su toni d’indaco e viola, fermi
densi rossi doloranti, o chiari come i rossi
di fabbriche e comizi da cui ci siamo mossi,
fuoco cangiante, moto, libertà variale,
del tempo in divenire combusta evocazione,
alto linguaggio antico, probità attuale.
Non è rispecchiamento ma creazione.

Rosa Pierno

Attraverso una iniziale contrapposizione tra realtà e mondo interiore è subito procurata da Mario Quattrucci la feritoia da cui sgorgherà la sua negazione con la derivazione allegorica: “germe, gene, forma-vita” che si coagula, sanguigno flusso, nuovamente alla realtà, ad esteriore mondo, in una riattivata circolazione.

Segue a ruota, l’aggancio tra cellula e galassia, tra microcosmo e macrocosmo a completare le relazioni fra le diverse scale circuitazionali, di cui sarà garante “unica pintura”: quella pittura di Turcato, di cui Quattrucci sta contemplando in presa diretta le opere. Una sorta di atmosfera turchina invade e disperde i confini, le soglie tra il pensato e il percepito, la verità e il sogno.

Un preciso taglio critico non è esente da questi versi che vogliono rendere conto anche delle ragioni della propria preferenza, della propria adesione alle opere di Turcato: intento davvero originale rispetto alla canonica ecfrasi. Nei versi “ora è colore-forma sola dimensione, / vegetale vita e pelle d’anima contesa” sono in un colpo solo strette insieme sia l’esclusione della dimensione temporale, sia l’imitazione in quanto rappresentazione di oggetti reali, ove però il legame conduce immediato a un trasmutazione: e ciò che è esterno è ricondotto alla sua elaborazione interiore.

D’altronde anche la mancata totale sovrapponibilità tra deserto e pigmento con cui lo si rappresenta dichiara il varco tra i due sistemi (oggetto e strumento) come più importante dei sistemi stessi.

La poesia chiude con un fantasmagorico inno alle plurivalenze, alle create ambiguità, alle forme in divenire per cui un rosso vale per dolorante e per comignoli e dove il tempo sulla superficie del quadro è soltanto evocato, ma onnipresente a radunare e infittire sulla tela un passato che coincide con la cultura tutta.

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Frank Spada 2011-09-30T08:06:00Z 2011-09-30T08:42:04Z Il Cannocchiale a rovescio 3 - di Frank Spada [1006] tag:blog.robinedizioni.it,2011-09-30:079adf092ab8d76b94e16a1bccee9e66/24ed9922b7b6af89a2307fbec2cd541b

 

Avremmo potuto cambiare lo strumento, il cannocchiale, appunto, che non a caso è a rovescio e si indirizza in ogni dove, come ormai sapete. Ma non l’abbiamo fatto perché il panorama che abbiamo sotto gli occhi quotidianamente ci spinge nuovamente ad allargarlo, ad approfondire il “senso” dell’immaginazione per condividerlo e anticipare ad altri ciò che a volte non appare chiaro nemmeno a noi, al primo istante.
“Chi cerca trova solo se immagina di essere lui stesso il fuggitivo” – non è che un modo proverbiale per incalzare la curiosità a indagare i misteri delle “cose belle” che sembrano svanire dai libri d’avventura, dagli schermi dove le abbiamo viste emozionandoci fin da bambini, o dagli oggetti che ci sono cari – un giradischi, ad esempio.
Ogni tentativo per conoscere se stessi, stando assieme – anche se quando arriveremo in fondo alla “nostra” strada non avremmo in mano nulla –, resta un buon motivo per provarci ancora.
Quanto a Marlowe, e a una coppia che se ne va a braccetto in un quadro di J. Vettriano, se siamo qui lo dobbiamo anche a lui, e al suo compare.
Poche chiacchiere, allora, e partiamo per una nuova avventura tutti assieme, commentando e dialogando in assoluta libertà.

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La redazione 2011-02-14T23:05:18Z 2011-02-14T23:09:20Z Figli di un'Italia minore [8] tag:blog.robinedizioni.it,2011-02-14:079adf092ab8d76b94e16a1bccee9e66/31eba1e46b11916b757b9ef9fc803687

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La redazione 2010-09-24T06:24:50Z 2010-09-24T12:44:16Z San Faust [6] tag:blog.robinedizioni.it,2010-09-24:079adf092ab8d76b94e16a1bccee9e66/aaef0a7df659545a11a31e1953c0eca9 Parliamo di qualcosa più grande di noi: il dibattito che impazza tra gli autori Mondadori presunti sinistrorsi. Chi gonfio d’orgoglio rivendica i motivi della scelta, chi quasi vergognoso cerca la pace con se stesso. In comune c’è il sentimento di doversi giustificare, questa la forma assunta dal pubblico confronto. E Mondadori? Al massimo assume le sembianze di un innocente diavolo tentatore, ma colpevole è chi le consegna l’anima per denaro o fama, e si ritrova la fedina morale imbrattata.
E se invece?
Se invece volessimo sbirciare di là dallo specchio? Una teoria, che qualche amico vi potrebbe raccontare, sostiene che Gomorra servì a scardinare le fondamenta di chi allora governava nei luoghi raccontati (e che, piccolo pro memoria, non era sul lato dell’attuale governo). Con successo. Poi magari, quando il trucco è troppo ben riuscito, può ritorcersi contro il mago (leggasi: adesso il libro è diventato scomodo per chi si trova a comandare), che se ne deve inventare qualche altra, di magia (leggasi: inventarsi un trucco per screditare l’autore). E allora Saviano oggi, becco e bastonato, deve difendersi dall’insinuazione di avere usato.
Se proprio se ne deve parlare, vediamo come suonerebbe la discussione con tutti e due i piedi poggiati ben oltre lo specchio?

di Sergio Calderale

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Frank Spada 2010-09-15T15:25:15Z 2010-09-15T15:29:54Z Il Cannocchiale a rovescio 2 [886] tag:blog.robinedizioni.it,2010-09-15:079adf092ab8d76b94e16a1bccee9e66/4707c286c33719e74e55ec250a440c94 “Il cannocchiale a rovescio” è lo strumento per allontanare la visione del reale a chi ci è vicino, e avvicinare l’irreale all’altro con la curiosità e l’ironia rivolta senza limiti spazio-temporali, o di genere, ovunque e ogniqualvolta l’attenzione o il caso attrarrà un uomo qualsiasi per interrogarsi, o una donna curiosa di sapere: questi i lettori pronti a ordire tranelli e sotterfugi letterari, o ingabbiarsi giocando nei pensieri.
Archiviati gli antefatti, 909 commenti, seguitemi con le parole e siate i benvenuti sul Blog di Robin Edizioni!

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Glauco Cartocci 2010-04-13T17:33:25Z 2010-04-14T15:54:10Z Due trasmissioni TV Aprile 2010 [12] tag:blog.robinedizioni.it,2010-04-13:079adf092ab8d76b94e16a1bccee9e66/e948a4ec70c309e2355b17a53fe02eff Cari Beatlesiani e/o PIDdaroli:
ci saranno due trasmissioni TV su PID, alle quali parteciperò direttamente e indirettamente.
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La prima sarà Domenica 18- ore 21,30——-DJ TELEVISION (in chiaro) e SKY ALMOST TRUE (Lucarelli)
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poi Lunedì 26 ore 21 ——-RAI DUE VOYAGER
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NB: la trasmissione di Lucarelli è un “Mockumentary” un falso documentario, come quelli già fatti: per capirci trattano come “verosimile” una storia falsa, una delle ultime voleva Kennedy ucciso da…Elvis Presley!
(Io ho i miei dubbi su questo tipo di operazione e sul “giocare” con i confini fra realtà e fintarealtà, già da tempo, li espressi anche a proposito di “Death of a President”).
Però sono certo che la trasmissione sarà ben fatta, anche se purtroppo può ingenerare confusione sulla vicenda PID.
Io comunque farò la parte di me stesso (ovvero l’esperto PID) e ho preteso di dire solo cose che avrei potuto comunque sostenere anche in ambito “serio”. Certo, i miei sei interventi saranno “montati” appositamente per reggere il gioco, e seguire la loro “fiction”.
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Voyager credo si occupi delle analisi fisiognomiche condotte da WIRED nell’agosto scorso. Dovrei essere citato, almeno il libro.
Ho notato dalla nuova serie di Voyager che Giacobbo ha abbaandonato alcuni esttremismi e tesi molto ad effetto, cambiando un po’ il tono della trasmissione. Anche la qualità dei servizi mi pare alquanto migliorata.
Staremo a vedere, incrociando le dita.

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Glauco Cartocci 2010-02-24T12:35:59Z 2010-02-24T12:48:20Z Non più nel Limbo [12] tag:blog.robinedizioni.it,2010-02-24:079adf092ab8d76b94e16a1bccee9e66/daebfa48be89e717d4b584aaea111d42 E’ parecchio che non aggiorno questo blog. Nel frattempo ho pensato che non farebbe male inserire qualcosa di meno datato, appartenente al terzo millennio. Però, dal momento che mi rifiuto di approcciare i Black Eyed Peas o i Tokio Hotel (ognuno ha le sue idiosincrasie e pregiudizi), vi propongo un’artista certamente non “antica”, di notevole livello: Alanis Morissette.
Nel testo che segue, senza pudori, mette a nudo i suoi dubbi e le contraddizioni di giovane donna che si avvia a diventare matura. Per chi non conosce il brano, vi dirò che la musica è davvero bella e lei la interpreta con fierezza, in modo energico e struggente.
Certo, non è facile capire in cosa effettivamente consista la “svolta” nella sua vita che adombrano le parole, e, se proprio vogliamo, tutto sembra alquanto fumoso e intangibile. Ma è proprio questo che fa sì che si percepisca la sincerità delle parole: è un dialogo con se stessa, intimo, al limite dell’autismo. Che gli altri capiscano o meno sembra non essere importante, lei sa a quali circostanze, a quali emozioni e atti si riferisca la sua scelta, e tanto basta.
Ho identificato comunque due passaggi significativi. Quello in cui parla del “tatuaggio sulla sua pelle” è il primo: a noi un tatuaggio può sembrare una cosa accessoria, superficiale o al limite modaiola, ma in questo contesto Alanis è alla ricerca di qualcosa che scortichi la superficie della sua realtà, che la tocchi fino nell’intimo, e il tatuaggio può essere un simbolo. Specialmente se leghiamo questo passaggio all’altro, subito prima, in cui dice “mantenendo soltanto quello che ho bisogno di plasmare” usa il verbo “to carve” che sta per intagliare, incidere, scolpire, come quando si lavora il legno per trarne fuori una forma. Non è difficile intravvedere in questo “scavare” ossessivo la ricerca di andare a toccare la vera sostanza delle cose, lasciando perdere ogni cosa superflua.
(Se voi riuscite ad andare oltre e aggiungere le vostre riflessioni, sono bene accette…)

La mia casa, il mio ruolo
I miei amici, il mio uomo
La mia devozione a Dio
Tutto mi appare sempre più indefinito
—————
Nulla è mai stato chiaro
Nulla è penetrato dentro
Nulla si percepiva come reale
E non ci sono mai entrata davvero, con entrambi i piedi
Nulla mi è appartenuto
Nulla era “sì”
E casa era da nessuna parte
Ora sono pronta a non rimanere più nel Limbo
—————
Il mio gusto
Le persone che considero “miei pari”
La mia identità, la mia affiliazione
Tutto mi appare sempre più indefinito
—————
Nulla è mai stato chiaro
Nulla è penetrato dentro
Nulla si percepiva come reale
E non ci sono mai entrata davvero, con entrambi i piedi
Nulla mi è appartenuto
Nulla era “sì”
E casa era da nessuna parte
Ora sono pronta a non rimanere più nel Limbo
—————
Siedo, con una cornice ben definita
Con i miei libri, e i miei cani accuciati qui in terra
Gli amici accanto a me
Il mio passato, tutto in un mucchio.
Ho gettato via molte delle mie cose
mantenendo soltanto quello che ho bisogno di plasmare
che abbia una consistenza, che mi rappresenti davvero.
Il tatuaggio sulla mia pelle
Il mio maestro qui, dentro il cuore
E che la mia abitazione sia davvero la mia dimora
dove possa sentirmi un elemento fra gli altri
percependo la mia identità
Ho un proposito chiaro
radicarmi nella terra
dove possa sentirmi infine un elemento fra gli altri
allineato con il resto
affidarmi una volta per tutte
a un luogo familiare
Ora sono pronta a non rimanere più nel Limbo
Applicherò quello che ho imparato
a qualcosa di solido
lo giuro a me stessa
Perché sono pronta a non rimanere più nel Limbo.

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