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Poche Chiacchiere: Ancora pazzo, dopo tutti questi anni

Ancora pazzo, dopo tutti questi anni

Come avevo detto, chiudo i quadretti urbani di Paul Simon con questa “Still crazy after all these years”. Come liriche, non sono certo le sue più belle, ma possiedono un fascino intenso, forse (per me) derivante dalla somiglianza con le ambientazioni New Yorkesi che nei medesimi anni (siamo nei ’70) dipinge Woody Allen. (non a caso Paul Simon stesso compare in un “cameo” in “Io e Annie”, 1977). Amori di cui non si capisce bene il motivo della fine, ripercorsi sul lettino dello psicanalista; ricerca affannosa di una felicità che poi viene subito buttata via come un prodotto di consumo. Di fondo, è tangibile l’amara convinzione che tutto sia effimero e sostanzialmente senza senso: una scelta obbligata di vivere il Qui e Adesso, senza progetti a lungo termine.

Ancora pazzi, dopo tutti questi anni
——————-
Mi sono imbattuto nella mia ex
per strada, ieri notte
Lei sembrò così felice di vedermi, io mi limitai a sorridere
così parlammo dei vecchi tempi
e ci facemmo un paio di birre
Ancora pazzi, dopo tutti questi anni
Ancora pazzi, dopo tutti questi anni
Io non sono quel tipo d’uomo che ama socializzare
ripercorro sempre comportamenti abbastanza radicati
e non mi faccio incantare dalle canzoni romantiche
che mi ronzano nelle orecchie
Ancora pazzi, dopo tutti questi anni
——————-
Le quattro del mattino
mi avventuro fuori dal letto sbadigliando
con desideri vaghi riguardanti la mia vita.
Non mi preoccuperò mai… perché dovrei,
visto che tutto bene o male svanisce?
——————-
Ora siedo accanto alla finestra e guardo le auto passare
Penso che un giorno o l’altro
commetterò qualche sbaglio grosso
ma non sarò mai condannato
da una giurìa di miei pari
Ancora pazzo, dopo tutti questi anni
Ancora pazzo, dopo tutti questi anni

Come vedete, lo sfondo ideale per questi versi è lo skyline in bianco e nero+grattacieli.
Il verso “Lei sembrò così felice di vedermi, io mi limitai a sorridere” sottolinea una grossa diversità fra la visione femminile e quella maschile riguardo a una storia d’amore passata. E anche qui vengono in mente immancabilmente tanti dialoghi di Allen, sospesi fra l’amaro e il divertito.
Il verso cardine di tutta la canzone, comunque, si annda alla fine: “But I would not be convicted – By a jury of my peers / Still crazy after all these years”. E’ un verso che si potrebbe detestare, tanto è sfacciata ed evidente la sua origine; nasce per la rima, una rima ricercata e poco usata, e si “sente” che è fortemente studiata a tavolino. Eppure, ribaltando il discorso, viene da supporre che Paul Simon abbia costruito tutta la canzone a ritroso, a partire da questa singola frase! E, a quel punto, non si può non restare ammaliati da quest’immagine del tizio irrequieto, cresciuto ma mai maturato, che continuerà a fare il matto per tutta la vita, indagato dinnanzi a un improbabile tribunale. Si intuisce che, anche qualora commettesse qualcosa di irreparabile, troverebbe l’assoluzione dei tanti come lui che sanno solo vivere giorno per giorno, senza rifletterci troppo sopra.

Inserito il 22/01/2008 da Glauco Cartocci | ci sono 9 commenti

A voi la parola

Il tema affrontato da Paul Simon non è nuovo. Già in epoche ormai remote Paul Anka cantava The same old fool, ma Simon lo svolge con disincantata allegria. Gli si potrebbe dire, con Bob Seger,you’re Still the same.Nessuna generazione come la sua ha sconfitto il tempo che passa, ignorandolo semplicemente, e preservando il proprio spirito, e non solo.Forever young, come cantavano gli Alphaville nell’84 e Rod Stewart poi. Se James Dean raccomadava di vivere in fretta e lasciare un bel cadavere, ( purtroppo gli riuscì soltanto la prima delle due cose ), e lui così ribelle faceva sua la scelta di Antinoo prima e dei grandi romantici poi, (qui si potrebbe sottilizzare, ma vado per grandi linee )col concetto della morte estetica, è indubbio che morire nel fulgore della giovinezza e della celebrità ti porti dritto all’Olimpo degli Dei, come abbiamo già visto in questa sede. E la morte in questa generazione ha mietuto in abbondanza…ma quelli che sono rimasti hanno sconfitto il tempo attraverso una eroica fedeltà a se stessi. Eccoli, gli old boys, emozionarci dal palcoscenico, with the time by their side, come Mick Jagger che continua a saltellare come un elfo pazzo,a divertire divertendosi, ( a parte altre obiezioni, Glauco, intuisco le tue che sono anche le mie ),come Marianne Faithfull che c’incanta dallo schermo, come Johnny Hallyday, che da ( fisicamente )garzone di macelleria si è trasformato in un signore fascinosissimo e sorprendente attore ( guardatelo ne L’uomo del treno ), e l’algida Catherine Deneuve, certo non una rockettara ma la generazione è quella, che da gelida Barbie si è trasformata in una meraviglia spiritosa e umana, nonché bella come ai tempi della prima giovinezza se lo sognava, migliorando come il vino, e non è poco per una donna.
Ecco perché la canzone di Simon affascina e incanta. Chi lo potrebbe giudicare? Una giuria di pompieri, che all’epoca appiccava incendi. Auguri a tutti quelli che continuano ad accendere i fuochi, e se li fanno accendere. Se Jim fosse con noi, ce lo direbbe ancora. Dal palcoscenico. E noi sotto, a urlargli il nostro consenso, e il nostro amore.

scritto da Leila Mascano · 22 gennaio 2008, 12:42 · #

“quoto” (when in the Web do as the Webbers do) in tutto e per tutto.
O (per dirlo in italiano) sono d’accordo con tutto quanto dici e anche con le parentesi in cui intuisci…
Sbaglio o anche un certo Zimmermann cantava “Forever Young” e (altrove) “Ah but I was so much older then… I’m younger than that now….” ?

scritto da glauco cartocci · 22 gennaio 2008, 13:05 · #

Ah, Robert Allen is never alien to me, and to you, too, as I can see.

scritto da Leila Mascano · 22 gennaio 2008, 13:15 · #

Bob è un poeta che fa musica, lui nell’empireo c‘è già, ma nella mia mente rappresenta un caso a sé, nella sua unicità si completa, forse mi esprimo male, spero che tu capisca, Glauco, quel che voglio dire.E in genere non mi mancano le parole…

scritto da Leila Mascano · 22 gennaio 2008, 13:25 · #

Spiegatemi solo una cosa: perché lei era così contenta e lui sorrideva soltanto?
Sai cosa credo, Glauco? Che questo dettaglio non esprima la diversità di sentire tra uomo e donna, ma solo la loro diversità nell’esprimere.
L’uomo manifesta questa blanda contentezza perché è più nella sua parte di uomo, che tende a smussare, sottrarre, al limite falsificare un’emozione. La donna invece è istintivamente portata a sommare, aprire, mostrare, al limite accentuare.
Credo sia anche una questione di fascino: l’uomo sa di essere più affascinante se fa così, la donna sente di esserlo maggiormente se fa cosà.
Che ne dite?
E’ sessismo oppure ha un fondamento?

scritto da Armando · 22 gennaio 2008, 21:05 · #

Io credo che il motivo sia psicologico. Gli uomini in genere eliminano, al massimo catalogano, le donne accumulano, acquisiscono.Sottolineo in genere. E poi lui è costernato perché la luminosa libellula ha dieci chili in più, e lui vorrebe lasciarla splendere nella galleria dei ritratti, mentrelei osserva con tenerezza che lui è un po’ spelacchiato ma ha gli occhi di sempre, insomma le due immagini, quella attuale e quella di ieri, si sovrappongono e tre secondi dopo lui è sempre il suo old boy ( come lo chiamava dieci o venti anni prima, per scherzo )A sostegno di questa ipotesi vi faccio notare che gli uomini che acquisiscono, tipo Tognazzi un tempo e Abatantuono ora, tanto per citarne due che conosciamo, hanno suscitato o suscitano meraviglia proprio perché non hanno mollato o non mollano, ma coltivano, sostituisco alla passione l’amicizia, la tenerezza dove, si sospetta, c‘è sempre posto per un revival, come propose un molto ex marito ad una mia amica il giorno delle nozze della loro figlia ormai ventenne. Vi lascio con la curiosità della risposta di lei.

scritto da Leila Mascano · 23 gennaio 2008, 08:47 · #

Le vostre due risposte non si annullano a vicenda, anzi secondo me si completano.
Colgo l’occasione x salutare Armando che si è riaffacciato! Ti invito a commentare spesso (sempre se ti va, è ovvio)... lasciato solo con Leila e Carla poi finisce che mi monto la testa, troppe presenze femminili… Sirene, letterate… ;-)

scritto da glauco cartocci · 23 gennaio 2008, 10:01 · #

Ciao, sono il fondatore dei Rockodrilli, gruppo attivo sin dal 1991. Vedo che hai scritto “l’uomo dei Rockodrilli”.
Penso di avere diritto a una copia omaggio ;-). O no?
Roberto

============ NOTA DI GLAUCO: ciao carissimo, benvenuto e piacere di conoscerti! Sapevo della vostra band, così come sapevo che Bennato parla di un Rockodrillo, ma ovviamente gli ambiti in cui ci si muove sono totalmente diversi. Io non mi riferisco tanto all'animale, quanto al "coccodrillo" giornalistico, ovvero l'elogio funebre di personalità famose; nel libro ci sono molti rockers "elogiati" oggi ancora vivi, ma la vicenda si svolge in anni futuri, e per questo si chiamano rockodrilli. Detto ciò, potrei sentire l'editrice Aereostella per una copia, se mi dai il tuo indirizzo. Scrivimi in privato, su un indirizzo che uso solo per i contatti Internettiani, dariobella@37.com

scritto da Roberto Oggionni · 16 giugno 2009, 15:06 · #

Ciao! scusate l’OT, ma in un mio breve post ho scritto “It’ s All to Much”, anzichè “It’s All Too Much”; sbagliare con l’inglese è un conto, ( I’m so Tired XD), ma sbagliare nello scrivere il titolo di una splendida canzone dei Favolosi Quattro, tratta da Yellow Submarine, è una cosa che non mi sarei mai perdonata XD. Saluti e omaggi a Glauco. Buone cose a tutti.

----- Nota di G: grazie cara, figurati, i lapsus tastierae sono frequentissimi, anche se capisco le tue remori "religiose" riguardo ai nostri 4. Fammi sapere poi se ti iscrivi a LM...

scritto da silvia · 13 ottobre 2009, 12:14 · #

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