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Poche Chiacchiere: Agota

Agota

“Scrivere è faticoso, è difficile, bisogna vivere nelle illusioni, vivere lontani da dalla realtà. Non c‘è posto per il quotidiano, quando si scrive c‘è posto solo per la scrittura”
Agota kristof è assoluta, dura, glaciale e ferrea come la sua scrittura, e come l’ultima frase, una lama di ghiacchio che taglia la schiena di chi legge, e, soprattutto, di chi scrive.
“C‘è un tipo di follia che porta alla scrittura, oppure è la scrittura che porta alla follia”.

No. Non c‘è il punto interrogativo.

Inserito il 06/04/2007 da Davide Tessari | ci sono 11 commenti

A voi la parola

E come la fai difficile….

scritto da saverio · 6 aprile 2007, 16:07 · #

No, Saverio. Semmai è Agota che la fa difficile…

scritto da Davide Tessari · 10 aprile 2007, 10:07 · #

Non direi che Agota fa la difficile, anzi, è così diretta da darti un bel pugno nello stomaco.
Lei stessa dice che scrive così perché lo fa in una lingua non sua, il francese. Ne deriva uno stile scarno e molto efficace. Consigliata a tutti gli scrittori, ma sopprattuto a coloro che nella scrittura cercano l’essenza e l’immediato.
Secondo me, meglio di qualsiasi corso di scrittura creativa

scritto da laura · 10 aprile 2007, 10:50 · #

Hai perfettamente ragione, Laura. Lo stile è immediato e “terrificante”, se mi passi il termine. Ma forse il suo concetto di letteratura, di “scrivere” non è un po’ troppo…borderline?

scritto da Davide Tessari · 10 aprile 2007, 10:56 · #

Se non sbaglio in giro circola la voce che la letteratura sia “scarto dalla norma”, almeno secondo una certa idea linguistica ormai acclarata. Ed è bene che lo sia ed è ancora meglio che Laura abbia detto ciò che ha detto sulle scuole di scrittura creativa. Da abolire tutte, a parer mio. Rinpinguano solo le tasche degli scrittori che le mettono in piedi perché, diciamolo, di scrittura non si vive! L’accenno al non superare i confini del consentito rivela poi, a mio modesto avviso, un certo moralismo di fondo… un inquadramento inconscio, se posso azzardare, un pregiudizievole e risibile concetto del talento… D’altronde, se di letteratura non si vive, si potrebbe vivere per essa (ma chi ci crede più!) e di letteratura si progredisce ma solo a patto che vi sia del vero talento (e non turismo accademistico o, peggio, scrittura selvaggia) e di talento si può anche morire se vi si crede fino in fondo… ma occorre quello: il talento, non certo descrivere i confini della scrittura.

scritto da saverio · 10 aprile 2007, 12:33 · #

Niente, un passaggio veloce e curioso, che appena finito di dir bene del tuo nord est hotel, mi ti ritrovo a schermo. E’ piacevole e strano, credo.

scritto da Anja · 11 aprile 2007, 22:35 · #

“Scrivere è faticoso, è difficile, bisogna vivere nelle illusioni, vivere lontani dalla realtà. Non c‘è posto per il quotidiano, quando si scrive c‘è posto solo per la scrittura”
... e pensare che i tuoi libri mi sono piaciuti per come riesci a rendere poetico persino il quotidiano del tuo nord est…
forse oggi è meglio evadere? io credo che anche chi scrive romanzi, pur vivendo di illusioni, può comunicare qualcosa che incide sulla realtà di chi legge…

scritto da Memi · 13 aprile 2007, 12:51 · #

Forse hai ragione, Davide, d’altronde è una scrittrice di nicchia, pur avendo avuto molto successo con la sua Trilogia.
Ti confesso che in qualche modo la lettura di questo libro, oltre ad avermi fulminato, mi ha ispirato il romanzo LA FORTUNA E’ UN TALENTO che uscirà fra breve per Robin edizioni, naturalmente. Chiedo scusa di questa pubblicità precoce, d’altronde qui siamo tutti sulla stessa barca.
Una barca che naviga in acque molto incerte ma che, una volta che ci siamo saliti sopra, non possiamo più abbandoanre.
Laura

scritto da laura · 15 aprile 2007, 09:32 · #

Come la penso in merito lo sai bene… te l’ho già detto… Aggiungo solo che scrivere non è faticoso: è faticoso vivere quando si vuole scrivere. Ma sono arrivata tardi: “O si vive o si scrive”, chi l’aveva detto? Ma c‘è chi non la pensa così e dice: “La scrittura è vita, a volte euforica e sfrenata a volte vuota e… afona.” :) Ah, ancora malaticcia… nella vita… in altro ho ripreso a respirare. Ma già lo sai. Ti aspetto!

scritto da Patah · 23 aprile 2007, 08:02 · #

...trop vie dans ta vie?

scritto da biancaneve · 4 maggio 2007, 15:43 · #

La scrittura è un atto creativo e niente in assoluto è paragonabile a questo. La scrittura è pura gioia, solo quando si è pazzamente innamorati il mondo ricompone tutti i suoi frammenti come quando scrivi. E’ un fiume in piena al quale abbandonarsi, è la cosa più simile alla felicità che io abbia sperimentato,è la vita che fluisce attraverso di te, è la cosa più simile alla magia che io abbia vissuto. Certo, si può vivere per scrivere, ma non si può vivere della scrittura, diciamo quanto meno che per un esordiente è difficile. Quanto all’estraniarsi dalla realtà, io non chiamerei in questo modo quel processo di osmosi che avviene nello scrittore, la realtà alimenta l’immaginario e viceversa, in un gioco di specchi che profondamente arricchisce. Scrivere il mio libro è stato un’esperienza meravigliosa, per gli altri non so, non siamo tutti uguali.Del resto anche la maternità, atto creativo per eccellenza, per alcune è un’esperienza meravigliosa, per altre qualcosa che non accettano e che causa comunque molto dolore. Non posso né voglio giudicare quindi il commento della scrittrice di cui sopra, è certo rispettabile e sincero,ma non sempre per fortuna è così.

scritto da leilamascano · 11 dicembre 2007, 18:33 · #

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