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Poche Chiacchiere: 50 modi

50 modi

Mi sono accorto che tutti i testi che ho commentato, alla fine, per un motivo o per l’altro, trattano temi impegnativi: sembra quasi che non si possa scrivere se l’argomento non è bello pesante; pare che il rock “scritto” sia un surrogato di poesia/letteratura, un invito al dibattito…
( no, il dibattito no!!!! )

Per questo oggi voglio sdrammatizzare con un testo divertente (anche se tutt’altro che stupido). Paul Simon ha scritto anche liriche struggenti, e vedremo prima o poi di esaminarle.

Intanto godiamoci questo “50 modi per lasciare la propria donna”. Veramente “lover” è un generico “amante”, senza indicazioni di genere, ma sembra che questo particolare manualetto di istruzioni sia riservato ai maschietti. Il ritornello infatti consiste in una lista di nomi maschili, e per ognuno di loro c‘è un consiglio personalizzato.

Vorrei richiamare l’attenzione sul fatto che l’effetto pseudocomico del ritornello stesso nasce dalle rime interne (Slip out the back, Jack / Make a new plan, Stan / You don’t need to be coy, Roy / Just listen to me.
Hop on the bus, Gus / You don’t need to discuss much / Just drop off the key, Lee / And get yourself free)

Nel tradurlo ho preferito reinventare il tutto usando nomi italiani piuttosto che tradurre letteralmente e perdere l’effetto dovuto all’assonanza.
Anzi, mi sono divertito a farlo, tanto che di nomi ne ho usati parecchi di più dei 5 che usa Simon! Ognuno può fare suo il giochetto e proseguire, sono tutti inviti a tagliare la corda e “accannare” la fidanzata o la moglie.
(Ehi, non datemi del maschilista: casomai prendetevela con Paul Simon!!!! Traduttor non porta pena.)

50 modi per lasciare la propria donna

“Il problema è tutto nella tua testa” disse lei
“la risposta è facile se affronti la cosa con logica.
Vorrei aiutarti nello sforzo che fai per essere libero,
ci sono 50 modi per lasciare la propria donna”

Lei continuò: “non è davvero mia abitudine intromettermi,
d’altra parte non vorrei parlare a vuoto o essere fraintesa.
Così, mi ripeterò, anche a costo di essere dura:
ci sono 50 modi per lasciare la propria donna
50 modi per lasciare la propria donna”

—-Esci dal retro, Pietro
—-Monta sul treno, Eugenio
—-Non lasciare indirizzo, Maurizio
—-Vai alla stazione, Leone

—-Senza esser visto, Evaristo
—-Prendi le scale, Pasquale
—-Scavalca il muro, Arturo
—-In punta di piedi, Manfredi
—-Scompari, Mattìa: niente messaggi in segreteria

Lei disse “Mi addolora così tanto vederti soffrire
e non so cosa farei per vederti sorridere di nuovo”
Io risposi che l’apprezzavo, e che avrei voluto saperne di più
su quella faccenda dei 50 modi…

—-Senza esitazione, Simone
—-Era tempo di farlo, Giancarlo
—-Crea un diversivo, Ivo
—-Apriti un varco, Marco
—-Cambia città, Geremia! dai gas e va’ via

Lei disse “Perché non ci dormiamo sopra, stanotte?
scommetto che domattina avrai le idee molto più chiare”
E poi mi baciò, e io capii che probabilmente lei aveva ragione
ci devono essere 50 modi per lasciare la propria donna
50 modi per lasciare la propria donna.

—-Prendi la fuga Luca
—-Fai un nuovo piano, Adriano
—-Trova un pretesto, Ernesto
—-Devo dirtelo ancora?
—-Orazio, era ora!

—-Monta sul treno, Eugenio
—-Non lasciare indirizzo, Maurizio
—-Vai alla stazione, Leone
—-Senza esser visto, Evaristo
—-Esci dal retro, Pietro, non guardarti indietro!

**************

Non ci sono commenti da fare: voglio solo darvi la traduzione letterale del ritornello inglese:
Esci dal retro, Jack / fai un nuovo piano, Stan / non devi essere timido, Roy, dai solo retta a me. Salta sul bus, Gus… non devi discutere molto / butta la chiave, Lee, e liberati

E per finire, vi faccio notare come a tirare il filo di tutta la faccenda sia sempre e comunque una “lei”... alla faccia del maschilismo!

Inserito il 11/04/2007 da Glauco Cartocci | ci sono 11 commenti

A voi la parola

Per la serie “manualistica sentimentale”….
Se Paul Simon ci delizia con questo “leave-a-lover-for-dummies” (che per altro intende pronunciato da una lei), un altro bel manualetto ce lo regala Alanis Morissette con “21 Things I Want In A Lover” (21 cose che vorrei in un amante- veramente Alanis usa l’indicativo, ma si sa…. Di questi tempi il condizionale è d’obbligo…. è più facile ottenere la pace nel mondo che l’amante perfetto).
Certo potresti obiettare che noi ragazze prendiamo tutto troppo sul serio e che le 21 cose di Alanis sono meno ironiche, ma come dice la nostra….
“I’m in no hurry I could wait forever
I’m in no rush cuz I like being solo
There are no worries and certainly no pressure in the meantime
I’ll live like there’s no tomorrow”

(Non ho fretta posso aspettare per sempre
Non ho fretta perché mi piace essere single
Nel frattempo niente preoccupazioni e certamente nessuna pressione
Vivrò come se non ci fosse un domani….)

Se non è ironia questa……

scritto da Carla · 12 aprile 2007, 11:30 · #

Molto bella la canzone di AM!
Mi piace l’accostamento che hai fatto, non ci avevo pensato!
Quanto all’ironia, Alanis dice cose sull’amore tremende, ma con il sorriso sulle labbra. Mi sembra un po’ la figlia di Joni Mitchell: penso a “People’s parties” o a “The last time I saw Richard” (che commenterò prossimamente… )

scritto da glauco cartocci · 12 aprile 2007, 12:10 · #

Vorrei solo capire una cosa. E non lo dico per fare mera polemica o snobbismo. Davvero.
ma davvero credete a tutto quello che dicono quattro o cinque cantanti? Davvero si da credito a delle parole composte, il più delle volte per far presa sul pubblico? Anzi, no, è possibile dal momento che si crede a tutto quanto viene scritto, basta che sia semplicemente ‘credibile’... Scusate l’intervento.

scritto da gianluca · 12 aprile 2007, 12:20 · #

E io ti rispondo senza “mera polemica”.
Cosa c’entra il verbo “credere”? Qui mica stiamo affrontando disquisizioni teologiche o politiche, o ipotesi sull’11 settembre o sull’effetto serra.
Questi sono “semplicemente” testi di canzoni, così come un film (anche d’autore) è “semplicemente” un film. Anche un libro è “semplicemente” un libro. Ognuno può trarre significatività o “semplicemente” spunti da quello che vuole. Anche un discorso al bar fra due avventori ubriachi ti può dare modo di riflettere sulla vita, sull’amore, su tutto.
Quanto alla “presa sul pubblico” posso essere (parzialmente) d’accordo con te, che ogni tanto (o anche ogni spesso, via!) ci siano versi che vengono messi lì per colpire, scandalizzare o far discutere, o solo per la rima (gli inglesi dicono “for no reason or rhyme”)... ma questo avviene in qualsiasi campo, anche la letteratura o il cinema non sono immuni da “effettistica” analoga… sta a chi legge (o ascolta) decidere se PER LUI PERSONALMENTE quella è mistificazione gratuita o no.
Io (parlo per me) so bene cosa scegliere e cosa no, ma è sempre una risposta individuale (come potrebbe essere altrimenti?).
Sinceramente, non mi sembra che nei testi affrontati finora ci siano particolari immagini o frasi “messe lì apposta” per far discutere, o passaggi criptici per prendere in giro (e anche fosse, ci sarebbe comunque da approfondire caso per caso)...
Se hai letto il mio primo post, avrai visto come io abbia premesso, fin da subito, che non si sta trattando una materia “aulica” o cercando di assimilare delle liriche rock alla Poesia (ammesso che esista una Poesia con la P maiuscola).
Quindi sono ben chiari i limiti della cosa… la Rete è grande, se vuoi trovare cose in cui “credere” direi che non è questo il posto.
Comunque, hai fatto bene a esporre una tua perplessità, come (credo) facciamo bene noi a continuare a trovare spunti in ciò che ci piace.
Così come ti ho detto che non è una polemica, aggiungo che non è neanche un’autodifesa, perché credimi, non c‘è davvero nulla da difendere, nè atteggiamenti “creduloni” per cui vergognarsi.

scritto da glauco cartocci · 12 aprile 2007, 12:43 · #

Ok, Glauco, hai risposto anche per me, avrei detto le stesse cose. Del resto c‘è chi crede che il wrestling sia reale…
Vivendo a bloglandia da un po’ in effetti del wrestling mentale se ne trova…

scritto da Carla · 12 aprile 2007, 13:59 · #

Stavo riflettendo che è un po’ strano, che il testo più “disimpegnato” di tutti quelli finora commentati abbia stimolato la risposta del nostro amico Gianluca. E se avessimo tradotto qualche testo più politicizzato o (all’estremo opposto) più visionario (come ad esempio i Procol Harum, o la maggior parte di quelli dei Doors, o “I am the walrus”) che succedeva?

scritto da glauco cartocci · 12 aprile 2007, 15:05 · #

Avrei ribadito che come al solito “sono solo canzonette”...

scritto da gianluca · 13 aprile 2007, 07:06 · #

E infatti, noi che diciamo? La stessa identica cosa.

Solo, consentimi, la riformulo così: “SONO CANZONI”.
Tu diresti, di un film “è solo un filmetto” oppure di un romanzo “è solo un po’ di paginette scritte”?
Senza entrare nel merito del valore del singolo film o libro?
Se è così, fai bene a estendere lo stesso modo di procedere alle “canzonette.”

Sappiamo bene che in questa sede non si conduce un Dialogo sui Massimi Sistemi…
e aggiungo “per fortuna!”

scritto da glauco cartocci · 13 aprile 2007, 08:28 · #

E perché ‘per fortuna’? Cosa ci sarebbe di così strano? ti senti così al sicuro da esimerti dal discutere ad esempio sull’ipocrisia dell’umanità, sul cosa è davvero la verità? Le canzoni infatti non parlano di questo… Non sono massimi sistemi, sono intrattenimenti… uscite di sicurezza… E sta tranquillo, tra una poesia con la P maiuscola e una canzonetta non c‘è nessuna differenza… tutto sta nel come le si presenta… al pubblico. La letteratura come ogni forma di arte è solo apparenza. Non critico la forma ma il solito atteggiamento discriminatorio che è tipico della fonte, dell’artista, del critico… dello spettatore… dell’uditore… Possibile mai che non esista da nessuna parte… dico, da nessuna parte un briciolo di onestà intellettuale? (ovviamente non è un’accusa personale e mi scuso ancora per lo sfogo) Voglio dire, è mai possibile che non esista colui che ammetta una buona volta che ogni manifestazione dell’intelletto umano non rientra necessariamente in una gerachia di valori ma semplicmente in un unico calderone in cui tutto, dico tutto, è semplicemente creato per distrarre l’uomo da quell’unico pensiero che lo assilla: ossia, se stesso? Cosa voglio dire? Voglio dire che canzoni o romanzi non sono affatto differenti, l’unica cosa che cambia è la forma ma l’approccio è lo stesso a ben vedere: una sorta di fede incrollabile in qualcosa che non esiste… Non esiste! Non c‘è neanche a pagarla. Sto parlando dei miti, delle divinità, di ciò che fanno immaginare una strofa, o una frase. Tra una canzone di gigi d’alessio e Guerra e pace non c‘è nessuna differenza. la differenza la mettiamo a posteriori con la solita tassonomia del sapere che tende tutto a gerarchizzare, dove si conosce bene la differenza tra canzonette e canzoni tra letteratura alta e bassa. sciocchezze. tutte sciocchezze. e perdita di tempo sono le nostre reazioni… invece bisognerebbe andare oltre le forme dell’arte, mettere i miti allo steso livello, anzi, metterli da parte, tanto non servono a niente. servono solo a creare confusione.

scritto da gianluca · 13 aprile 2007, 20:02 · #

Caro Gianluca, il “per fortuna” con cui concludevo il mio post precedente mi sembra chiaro come il sole: è proprio un’ammissione dei propri limiti e dei limiti della materia che si sta trattando.
Se avessi voluto parlare dei “Massimi Sistemi” avrei dovuto avere uno “spessore” (che brutta parola) culturale che non pretendo di avere; e, fra l’altro, l’avrei dovuto fare in una sede adeguata, che non è questa (o almeno NON è il mio blog personale!).
Io, se permetti, mi “esimo dal discutere” da ciò che non voglio – o che non mi ritengo in grado di – discutere. Tutto qui. Ci sono altri siti dove puoi elucubrare sull’Evoluzionismo o argomentare dell’esistenza di Dio, così come su questo stesso blog della Robin ci sarà senza dubbio chi tratta materie più “importanti” della mia.

Io vedo una certa contraddittorietà nel tuo discorso: prima dici che “sono solo canzonette”, poi metti sullo stesso piano canzonette (davvero tali) e Guerra e Pace…
Prima dici “ma credete a ‘ste quattro fesserie?” e poi intavoli una discussione sulla Verità e la Fede, o sulle gerarchie dell’arte.
?????????
Non si riesce davvero a seguire il tuo ragionamento. Avrei capito discorsi del genere se io avessi presentato queste liriche rock come Dottrina Sublime, come Punto di arrivo del pensiero Umano.
Invece mi regolo in tutt’altro modo, minimizzo, invito a cogliere aspetti anche leggeri.
Se questa fosse la sede adatta, (ma è un discorso che porterebbe lontano, e volutamente lo evito) ti direi che anche io in fondo non credo che fra le diverse forme culturali ci siano abissi, l’unica differenziazione è la qualità, all’interno dello stesso ambito (non puoi paragonare le mele con le pere, ci insegnano alle elementari).
Esistono bei libri e bruttissimi libri, capolavori cinematografici e film da buttare al cesso, idem per le poesie o (torno al punto di partenza) le canzoni. Purtroppo però il “metro di giudizio” è totalmente personale (ne sono convinto) e non mi sembra di essere io quello che impone gerarchie di valori, non mi pare di pontificare, o di fare alcuna “tassonomia” come la definisci tu.
I miei sono solo suggerimenti, spunti.
C‘è chi nella vita si è fatto stimolare da Tolstoi e chi invece da Hitchcock o da Ray Bradbury, c‘è chi ha provato brividi ascoltando Sonny Rollins o JS Bach, e chi (ahimé) versa lacrimucce ascoltando Albano e Romina.
Se permetti, in questo spazio che mi è stato gentilmente concesso io parlo di ciò che piace a me, senza voler imporre nessun punto di vista. Chi vuole legge, sennò amen.
“Intrattenimenti” dici tu? può darsi benissimo, visto che nella tua definizione di “intrattenimento” hai inserito anche Poesia e Letteratura. In fondo (e qui sono paradossalmente d’accordo con te) qualsiasi forma di riflessione è una sorta di “intrattenimento”, direi che lo sono una buona metà delle attività umane (sport, cinema, arti visive…). Ma ovviamente, c‘è l’“intrattenimento” che dà qualcosa, lascia traccia nel fruitore, stimola l’introspezione, e quello invece che (forse) si limita a estorcerti il prezzo” del biglietto…
La Verità e la Fede sono da cercare altrove: forse hai sbagliato indirizzo, sia nel caso tu Verità e Fede stia cercando (non è chiaro) sia nel caso tu voglia invece dimostrare che non esistono al mondo.

scritto da glauco cartocci · 16 aprile 2007, 11:05 · #

Quello che ci distingue da ogni altro animale è l’organizzazione del pensiero, la capacità di elaborare, riorganizzare, trarre spunti, creare collegamenti. Anzi, maggiori le sinapsi, maggiore l’intelligenza. E questa macchina meravigliosa è stimolata dai ricordi, dalle emozioni, dal principio del piacere, che si contrappone al dolore, che trasforma la nostalgia in esperienza e viceversa, che si nutre di stimoli. Ora la funzione dell’arte, così come quella della musica, che pure è una forma d’arte, è fornire questi stimoli, e ricreare una propria mappa del mondo e dei ricordi, che però risalgono ad una matrice comune. Mi ribello all’idea che tutte queste cose siano “cavolate” e “illusioni”. Sull’onda delle canzoni e della musica si risvegliano i pazienti dal coma,i bambini autistici tracciano i loro difficili sentieri del mondo: l’emozione è verità, e mi dispiace per chi è rinchiuso in una prigione dove questi stimoli non vengono percepiti, o percepiti come idiozie: si priva dei colori del mondo, ed è un ben triste mondo in bianco e nero quello in cui vive.

scritto da Leila Mascano · 7 aprile 2008, 22:14 · #

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